BARCELLONA vs INTER 2 - 0
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10 'Piqué, 26' Pedro
SQUALIFICA MAICON DUE TURNI
ALLA JUVE MULTA DI 20MILA EURO
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SE NON LI AVETE LETTI
L'INTERVISTA ALIENA E LA DOPPIETTA DI ARNAUTOVIC
L'ABBIAMO FATTO APPOSTA
QUINTO POTERE
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Dopo le due scosse di terremoto, che martedì hanno fatto vacillare fiducia ed ottimismo, ed i successivi due giorni di assestamento in cui si è cercato di metabolizzare e comprendere il nervosismo che è scaturito nei confronti di un futuro europeo, che dopo anni ci sembrava finalmente credibile, non ci resta che lasciare scivolare dietro le spalle una brutta serata e far si che il ricordo (ancora fresco) si assopisca e magari vada a rafforzare la nostra armatura, così come gli errori del passato, e ci permetta forse di essere più forti.

Sono stati giorni in cui ho dimenticato, ho dimenticato che si tratta pur sempre, solo di un gioco, giorni in cui mi sono ritrovato a dover discutere con gobbi, che pretendevano da me i "fatti", come se fossi depositario delle trascrizioni telefoniche con cui Moggi a tessuto la sua ragnatela di imbrogli.
Ho letto frasi paradossali in cui la realtà si capovolge, frasi che scritte da un gobbo mi hanno fatto l'effetto di un fungo allucinogeno, frasi del tipo:

"...E' il nostro paese! Rubi, ammazzi e alla fine vieni premiato, invece non fai nulla e finisci in galera dove rischi pure di essere ammazzato...",
"...Se il popolo non fosse così coglione certe cose non accadrebbero mai...",
"...davvero allucinante quanto sia distorta la realtà nel mondo NeroBlu....",
"...Inutile ragionare con voi interisti afflitti dall’irreversibile sindrome da accerchiamento..."
"...Chi ha onestà intellettuale non ha difficoltà a vedere dove siano i veri Bar dello Sport...."
Direi che è ufficiale...rosicare fa male… via libera al vaccino!

Nel nostro paese ormai non si parla di calcio giocato, ma si parla di onesta intellettuale, di bar dello sport, di visioni distorte, sembra quasi un legal-thriller, ma con un tocco di fantascienza.

Devo ammettere le mie colpe, devo ammetterlo, come sopra scritto, mi sono dimenticato che si tratta solo di un gioco, ma non mi biasimo troppo dato lo sforzo necessario per far respirare l'amore per il calcio, soffocato da guerre tra”bande” rivali, guerre fatte di offese e di violenze psicologiche, dove una frase si trasforma in arma da fuoco e da adito ad aggressioni verbali.

Per ben capire l'atmosfera basta semplicemente ricordare i cori dei gobbi nei confronti di Balotelli, simpatico omaggio, atto ad alimentare la tensione in vista di una sfida che loro sembrano aspettare con la rabbia violenta di chi vuole vendicare la morte di un familiare.

A scanso di equivoci, ci terrei a sottolineare che i cori “RAZZISTI” dei gobbi, a mio avviso vanno condannati duramente, ma non perché a cantarli siano stati i tifosi bianconeri, semplicemente perché sono atti di inciviltà che vanno debellati sul nascere. Siano essi cantati da tifosi juventini, milanisti, Interisti ecc., perché se ci fermiamo davanti al motto di Moggi (o era Tinto Brass) “Così fan tutti”, non riusciremo più a recuperare una situazione generale ad altissimo rischio.

Per coerenza mi fermo qui, si perchè "E' solo un gioco", perchè ciò che conta è l'avvicinamento alla Fiorentina, una sfida intrinsecamente difficile e che alla luce degli ultimi episodi di Champions, è diventata anche molto pericolosa.

Non che per fare meglio di Barcellona serva molto, ma senza Sneijder, ancora non recuperato (francamente lo rischiereste in vista della sfida di Torino?), il riacuirsi del dolore al piede di Samuel Eto’o e con la beffarda squalifica combinata a Maicon, siamo comunque chiamati a difendere il primo posto e soprattutto quei cinque punti che tali devono restare in vista del derby d'Itallia.

La domanda che ora insistentemente mi martella è questa:

“I nostri ragazzi mostreranno una reazione impetuosa, esibendo a tutti il valore di questo gruppo, oppure si accasceranno al suolo per farsi calpestare come accaduto a Barcellona?”

Rendiamoci conto che non vincere con la Fiorentina significa rischiare di buttare via tutto ciò che di buono abbiamo fatto fino ad ora!
Io ci sarò, sarò in quel di Milano per sostenere i nostri Guerrieri, ma prima farò una capatina al nuovissimo WINTERSTORE (il portafoglio già trema) e magari prossimamente, tra le righe di un post narrante una vittoria sperata, vi racconterò la mia domenica tra le meraviglie in esso esposte!.

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a cura di Andrea

Nel momento in cui ti dichiari apertamente tifosissimo di una squadra compi un patto di sangue con essa e attui la promessa solenne di essere sempre al suo fianco, qualsiasi cosa accada. Per noi interisti non è mai stata facile, o meglio, lo è stata, ma in un passato lontano. La sofferenza di anni di buio rimane lì, lontana pochi anni, molti giocatori e qualche allenatore. Oggi la luce sembra essersi riaccesa, ma la paura di quell'oscurità è talmente forte che appena un'ombra si avvicina al nostro spettro visivo, l'ansia cresce e la fobia torna. Barcellona è l'ennesima ombra che appare sul nostro cammino e che ci rimette davanti a quegli anni imbarazzanti ed un pelo umilianti, l'ennesima ombra che non siamo in grado di scacciare. Almeno in Italia abbiamo scoperto perchè non vincevamo (spesso la colpa era pure nostra, ma facciamo finta di niente su, alla fin dei conti non è che Moggi&Co. non abbiano influito per nulla), mentre in Champions rimane tutto un enigma ed è ciò che ci fa, o almeno al sottoscritto fa, girare di più i coglioni: voglio una sentenza, una risposta, qualcosa che mi faccia capire. Così ho deciso di prendere un gruppo di interisti, per la precisione 20, affinchè formassero una giuria popolare tutta nero-azzurra. Logicamente son stato assai attento a non cadere nell'errore di scegliere giurati parziali, ma, seppur rimanendo sempre nell'universo interista, ho composto un gruppo molto variegata. Ecco gli esponenti:
1- Settantenne, per lui l'Inter era e rimane la Grande Inter, quella odierna è solo una succursale mal sfruttata
2- Diciottenne, manciniano doc
3- Trentenne ultras, per lui calcio è onore, coglioni e tanta passione
4- Venticinquenne, bella gnocca (so che non c'entra niente ma era giusto per sottolinearlo e fare capire che le interiste son sempre e comunque più fighe), innamorata follemente di Mourinho
5- Diciassettenne (anch'essa bella tusa), soprannominata Zlatanina
6- Quarantenne, trapattoniano
7- Quarantenne, cuperiano (non so come sia possibile, ma ne esistono, Voyager sta già preparando una puntata)
8- Cinquantenne, allenatore di categoria dilettantistica ma che di calcio ne sa
9- Ventiseienne, per lui non conta chi c'è in campo o sulla panchina, ma solo la bandiera
10- Ventunenne, militante in Lega Pro, si ispira a Paul Ince
11- Diciannovenne, col motto "W la figa! W l'Inter! W il rock 'n' roll!"
12- Sessantaduenne, Bonimba forever!
13- Trentaquattrenne, raccattapalle ai tempi del Becca, oggi mangia solo salumi Meroni
14- Ottantenne, pensa che Helenio Herrera sia ancora vivo, mentre che Elvis sia effettivamente morto
15- Ventiduenne svizzero, rimembra ancora oggi le orecchie paraboliche di Paganin
16- Trentunenne, sognatore, pensa che quest'anno vinceremo la Champions (buahahahah)
17- Trentatrenne, ex Primavera nero-azzurra, si morde ancora le mani perchè se si fosse impegnato di più oggi avrebbe potuto essere sposato con una velina
18- Quarantaseienne, casalinga, ma quando gioca l'Inter son cazzi di figli e marito, lei scompare
19- Ventenne, Vieri idolo incotrastato
20- Sedicenne, odia Moratti e tutti quelli che gli orbitano attorno
Bene. Il loro compito era semplicissimo, ovvero marcare con una X ciò che ritengono la causa delle nostre figuracce europee tra diversi indiziate: la MENTALITA', l'ALLENATORE, la SOCIETA', la DIVERSITA' TRA ITALIA ED EUROPA, oppure, infine, NESSUNA DELLE PRECEDENTI RISPOSTE.
Ecco a voi i risultati: i giurati numeri 2, 5, 6, 7 e 11 ritengono MOURINHO il colpevole. I numeri 1, 3, 10, 13 e 20 ritengono la SOCIETA' la causa di tutto ciò. La 18, il 17, il 16, il 15 ed il 12 rispondo con un enigmatico NESSUNA DELLE PRECEDENTI. Infine il numero 14 si è astenuto, poichè durante la votazione ritenne di aver visto passare per strada Helenio Herrera e s'è messo a rincorrere un povero impiegato un pò attempato in pausa pranzo, mentre i restanti numero 4, 8, 9 e 19 la colpevole è la DIVERSITA' TRA ITALIA ED EUROPA. Cosa deduciamo da tutto ciò? Che per qualche astruso motivo i voti si dispiegano in modo completamente equilibrato su ogniuna delle opzioni possibili e che pertanto anche la Giuria Popolare Interista s'è dimostrata inutile per risolvere l'enigma che attanaglia le nostre annebbiate menti post-barcellonesi. Per quanto possa essere di poco interesse ci tengo solamente a dire la mia opinione, sviluppata in un giorno totale di silenzio stampa con amici, parenti e conoscenti circa la partita di ieri. Innanzitutto loro sono più forti e per quanto sembri banale, è giusto ricordarcelo; in secundis, se fossi stato partecipante e non promotore dell'iniziativa giuridica, avrei segnato la risposta numero tre, ovvero la diversità tra Italia ed Europa: siamo talmente abituati a fare bene ed a giocare contro squadre della Serie A che nel momento in cui andiamo in Champions, contro tattiche completamente diverse, andiamo in tilt mentale totale. Siamo una squadra da maratona, non dà scatto, seppur le potenzialità per vincere anche i 100 metri ci sono tutte. Dobbiamo lavorare, lavorare e lavorare, imparare dagli errori, migliorarci sempre e costantemente, imparando da lezioni come quella impartitaci ieri sera. La colpa è anche di Mourinho, ma non solo sua, bensì di tutti i giocatori che sono scesi in campo, evitiamo facili additamenti. Ricordate il patto di sangue, la promessa solenne: dobbiamo stare sempre vicini alla nostra Società e quindi al nostro allenatore. Possiamo criticarlo, incazzarci, ma dobbiamo sempre e comunque supportarlo in quanto legato alla nostra squadra.
Qual'è il succo? Un motivo della nostra incapacità europea c'è, ma noi non lo sappiamo e mai lo sapremo, l'unica cosa che possiamo fare è tifare, come sempre abbiamo fatto in 102 anni di storia nero-azzurra.
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avvertenza: commento "a caldo"!.
Tante cose mi aspettavo dalla partita di questa sera, anche una sconfitta.
Naturalmente era un pensiero talmente ai margini di questo importante scenario, da non permetterne la presa in considerazione per questioni scaramantiche, ma essendo orgogliosamente Interista, ergo sono pronto a tutto o quasi.
Certo non mi aspettavo, che la scenografia di una sfida tra titani si potesse trasformare in una mattanza.
Sono rimasto davvero sorpreso, proprio non mi aspettavo la passività, la mancanza dell'anima della squadra, che ha anche corso o meglio rincorso, ma senza un briciolo di grinta e reattività.
Sia chiaro, il Barça ha giocato una partita spettacolare, con poco più di zero errori nei passaggi e con una conseguente fluidità di manovra, arricchita di grinta e pressing alto, che ci ha preso alla gola, soffocando qualunque tipo di iniziativa.
Se cominci a vedere palla solo in caso di rimessa dal fondo e persino le rimesse laterali non producono più di un passaggio, allora proprio non c'è speranza e ti sorge spontanea la solita domanda: “che cavolo ci siamo venuti a fare?”
Si perchè se loro sono stati fantastici è anche perchè gli abbiamo permesso di esserlo e allora ti senti in dovere di incazzarti come una iena, perchè a parole, anch'io impiegato di terzo livello, sono Diego Armando Maradona, ma i professionisti lo devono essere con i fatti ed io questa sera non li ho visti.
Il lavoro di Mou lo apprezzo molto e non mi sogno neppure di metterlo in discussione, ma al termine della partita, non mi si può dire che “Loro sono molto più forti di noi”, perchè questo già lo sapevo, come lo sapeva lui e tutti noi!
Mi si deve invece possibilmente spiegare per quale fottutissimo motivo loro sembravano atleti del circo Togni e noi dei poveri vecchi compassati, quasi spaesati, perchè convinti si sarebbe giocato a bocce e questi qui, questi blaugrana, insistevano ad usare una palla!
Quanto alle prestazioni dei singoli, tutti hanno giocato in una sorta di stato catatonico, tant'è che la sfida per la palma del peggiore non è mai stata così agguerrita, anche se mi sento di azzardare che Cambiasso e Motta si giocheranno il testa a testa finale.
L'unica nota positiva, se proprio vi sembro così deluso ed imbestialito (lo sono!) si chiama Julio Cesar, perchè ha avuto il merito di ridimensionare la sconfitta almeno nel punteggio, neutralizzando tre pericolose palle goal.
Giunti al punto in cui il portiere è il migliore in campo, coscienti che il "girone infernale" ora arde ancora di più, tanto vale pensare già alla difficile partita di domenica con la Fiorentina, galvanizzata dalla sua vittoria in Champions, arriverà a S.Siro con più certezze e noi la dovremo affrontare con qualcuna in meno, ma con il coltello tra i denti, pronti a riconquistarcele!
FORZA INTER SEMPRE!!!
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Come un'auto ad alta velocità sulle lunghe e tortuose strade della vita, quando ti fermi sul parabrezza trovi di tutto!
Togliamo gli insulti raziali a Mario, puniti con solo 20mila euro di multa e togliamo l'ingiustizia sportiva concretizzatasi con i due turni di squalifica per Maicon, togliamo ogni pensiero rimasto li stampato!
Siamo al CampNou, è li che si gioca "LA" sfida, la partita con i gobbi impallidisce a confronto, i loro miserevoli insulti svanisco dietro le spalle.
Vincere vuol dire staccare il biglietto per gli ottavi di Champions sbattendo la porta in faccia ai campioni d'europa in carica e a quel genio che non ha esitato a lasciarci quando ne ha avuto l'occasione.
Raramente accade di affrontare un Barcellona che ha il fiato sul collo, rischia forse più di noi ed i mezzucci mediatici, classici di chi teme il peggio, come influenza, infortuni e parole di elogio all'avversario, ne sono il sintomi!
Non lasciamoci sviare, Mou lo sa bene, conosce l'ambiente, così come lo conosce Eto'o, che ha dichiarato, alla vigilia di un match così importante, amore e dedizione per l'Inter.
A quanto pare Ibra e Messi ci saranno, per lo meno sono stati convocati e quindi ritenuti abili a sedersi almeno sulla panchina!.
A noi rimane l'incognita Sneijder, speriamo che l'olandese "portafortuna" sia degli 11 che scenderanno in campo, ma se così non sarà chi scenderà sul terreno di gioco dovrà combattere come i gladiatori, nell'arena si vince o si muore!

AVANTI INTER!!!
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a cura di Alessandro
Domenica sera, in quel di Torino, è andata in onda l’ennesima puntata dello show dedicato al trionfo dell’ignoranza e dell’idiozia: durante la partita Juventus-Udinese i drughi e i loro simili hanno pensato bene di intonare cori di insulto di stampo razzista contro Mario Balotelli, così, per fare le prove generali di quello che organizzeranno fra due settimane.
Ogni commento è ovviamente superfluo e di gente così, purtroppo, se ne annida fra tutte le tifoserie d’Italia, nessuna esclusa credo.
Il dramma è quando poi senti un altro ignorante come Chiellini, giocatore della Nazionale, e che come tale dovrebbe dare anche un certo esempio, affermare che non si tratta di razzismo ma di insulti come quelli che hanno preso Materazzi, Cannavaro e molti altri un po’ dappertutto, e che si sta cercando da parte dell’Inter di montare una polemica inesistente e pretestuosa.
Al “signor” Chiellini andrebbero chiarite fondamentalmente due cose: la prima è che esiste una normativa dell’UEFA contro i cori e gli insulti di stampo razzista, mica se l’è inventata l’Inter, e prevede sanzioni anche piuttosto dure, anche se direi che in nessun caso siano state ancora applicate in toto.
La seconda è spiegargli (ma non solo a lui) che cosa è in realtà il razzismo di cui tutti si riempiono la bocca a vario titolo e in varie occasioni senza probabilmente conoscerne nemmeno del tutto il significato: razzismo vuole dire insultare, maltrattare, discriminare, perseguitare fino anche arrivare ad uccidere (purtroppo la storia ce lo ricorda) persone diverse da noi per la razza appunto (da qui l’etimologia del termine) o per il colore della pelle, per il credo religioso, per la provenienza geografica, per lo stile di vita etc.
E’ il rifiuto di accettare un’altra persona senza volere nemmeno approfondire la sua conoscenza e cercare di capirla, la si rifiuta a priori secondo i criteri citati sopra; ma non solo la si rifiuta, la si teme e si cerca perciò di combatterla e contrastarla, a volte fino alle estreme conseguenze.
I cori allo stadio non sono magari l’espressione di tutto questo, è ovvio; ma vanno comunque oltre al semplice insulto. Il “figlio di puttana” che si prendeva un po’ dovunque Materazzi non è certo bello, ma il “negro di merda” che si becca Balotelli è peggio, perché c’è una escalation che implica appunto il fattore razziale; se uno non capisce la differenza, bhè ragazzi, parliamo di figa che è meglio!.
Uno che non lo capisce, o fa finta di non capirlo è appunto il “signor” Chiellini, che va in giro a spaccare gambe nelle amichevoli (chiedere a Van Persie e a Wenger) e che quando segna un gol, esulta percuotendosi il petto come King Kong…appunto; un’esultanza che direi lo rappresenta a pieno.
Visto che il pubblico juventino è recidivo la partita andrebbe a questo punto giocata in campo neutro, ma questa decisione verrà probabilmente “barattata” con quella delle due giornate di squalifica a Maicon che, qualunque cosa abbia detto, se la poteva tranquillamente risparmiare, ancor di più in quella situazione (91’
min. 1-3).
Così si andrà avanti fino al prossimo coro o al prossimo episodio.
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a cura di Alessandro
Visto che abbiamo esordito parafrasando il titolo di un film, continuiamo su questa falsa riga citando lo splendido film di Sidney Lumet del 1976 che vi consiglio invece di andare a recuperare ove vi si presentasse l'occasione e che verte sull'enorme potere di comunicazione che ha il mezzo televisivo.

Mediaset, come sappiamo, detiene il controllo di una delle due piattaforme nelle quali è possibile assistere al calcio in diretta e, delle due, è anche quella più a buon mercato.

Sappiamo anche tutti bene chi sia il proprietario di Mediaset, il quale possiede anche, guarda caso, una delle squadre militanti in serie A che nelle ultime giornate è tornata prepotentemente (?) in corsa per il titolo.

Di ascoltare commenti un pò di parte quindi te lo aspetti, ma ieri si è passato veramente il limite della decenza. Nella presentazione della partita prima della telecronaca tutti a elogiare il Bologna, che con Colomba ha cambiato modo di giocare, molto più offensivo e spettacolare, e che in virtù di questo ha vinto le ultime due partite una delle quali nettamente contro il Palermo.

Alla fine della partita, tutti a dire che il Bologna aveva giocato troppo sbilanciato esponendo la difesa agli attacchi in massa dell'Inter non essendo nemmeno coperta da un centrocampo di qualità.

Bisogna a questo punto mettersi d'accordo, dal momento che il Bologna non è il Barcellona (anche se i colori sono simili) e il livello dei suoi giocatori è quello che è: sufficiente per mettere in crisi un Palermo non al massimo, ma decisamente insufficiente per contrastare una buona Inter. Colomba avrà pensato: "Non ho niente da perdere e quindi inutile giocarmela in difesa contro un’ Inter di titolari: provo a sorprenderli sperando che siano con la testa già al Camp Nou e, se mi trovo in vantaggio a 20 dalla fine, via al catenaccio".

Secondo me non fa una grinza. Quello che di grinze ne fa parecchie invece è l'atteggiamento contraddittorio del parterre di Mediaset tutto teso alla fine a sminuire la vittoria dell'Inter esaltando i demeriti del Bologna. E fin qui, passi anche. Ma la vera comica a cui ho assitito in uno "zapping" di seconda serata è stata la performance della premiata ditta Bargiggia & Cesari intorno alla mezzanotte su Rete 4.

Pur di screditare il qualche modo l’Inter, si sono inventati una contestazione di Balotelli nei confronti di Mourinho per il tipo di esultanza in occasione del suo gol, quando sappiamo benissimo tutti che Mario esulta quasi sempre così per rispondere agli insulti e ai cori razzisti che regolarmente si “becca” un po’ dappertutto e ieri non ha fatto eccezione, tanto che il fatto ha provocato anche una scomposta reazione di Arnautovic.

Poi, non contenti, Cesari si è anche inventato un presunto rigore netto per il Bologna per una delle tante doppie trattenute in area fra Samuel e Portauova, tanto che quest’ultimo non ha nemmeno protestato, affermando che la partita si poteva così riaprire (a cinque minuti dalla fine).

La realtà è che la partita poteva e doveva finire con un punteggio tennistico e che il Bologna ha segnato nell’unica occasione degna di tal nome avuta in tutta la partita, per altro concessagli da un nostro clamoroso errore: purtroppo quest’anno di partite così se ne sono già viste un po’ troppe, partite nelle quali cioè ci mangiamo caterve di gol e alla prima occasione concessa agli avversari questi ci castigano subito; poi la nostra superiorità riesce quasi sempre a prevalere, ma è un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Quanto a Cesari e Bargiggia li inviterei a riguardare l’ampex (ai bei tempi si chiamava così) della loro performance di ieri sera e a vergognarsi, poichè essere pagati da qualcuno non vuole per forza dire essere prezzolati: c’è una bella differenza e in quella differenza ci deve comunque essere la deontologia professionale di coloro ai quali viene data l’opportunità e la responsabilità di parlare in video a milioni di persone che non sono mica tutte fesse o milaniste con tanto di paraocchi.

Quanto noi un grande “In bocca al lupo” ai ragazzi per Martedì; dove vanno ce ne sarà veramente bisogno e mai disperare: la nostra squadra è capace di tutto, nel bene e nel male, e la pressione del risultato è più sulle spalle del Barça che sulle nostre.

FORZA INTER ! FORZA RAGAZZI !
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Riparte il campionato e l'Inter conquista la quarta vittoria esterna consecutiva tra Serie A e Champions League, lo fa in casa del ritrovato Bologna di Colomba, che poco può fare se non lo spettatore al concerto per “palo” messo in scena dai Nerazzurri; dirige: Josè Mourinho.

Ottima partita di tutti i nostri ragazzi, da sottolineare a mio avviso, le prove di Milito, Cambiasso, Motta e Lucio, ma davvero un plauso a tutti i Nerazzurri che prendono le redini dell'incontro dal fischio d'inizio, mentre il Bologna si gioca tutto sui lanci lunghi verso Zalayeta e Di Vaio, per cercare di sorprendere la coppia centrale composta da Lucio e Samuel.

La strategia frutta ai nostri avversari il goal del momentaneo e fulmineo pareggio, un solo minuto dopo il goal del vantaggio Nerazzurro siglato da Milito al 23' esimo minuto, e guarda caso, a segnare è sempre il solito “panterone” che quando vede Inter, vede rosso, sarà che è un ex-bianconero?

Difficile non pensare al Barcellona, ma quel “BFC” sulle maglie “blaugrana” del Bologna, fa sembrare l'incontro quasi una prova generale per martedi sera, peccato che, con tutto il rispetto, l'avversario non sia all'altezza del più blasonato Barça.
L'Inter domina, non è mai in difficoltà e prima dello stupendo goal in girata di Milito, su sponda di Lucio, i nostri ragazzi hanno costruito almeno tre palle goal.
Nonostante lo svarione della coppia centrale Lucio-Samuel sul goal di Zalayeta, infilatosi tra i due Nerazzurri su lancio lungo di Adailton per il momentaneo pareggio, sia l'uomo in Frac che Wally hanno disputato un'ottima partita non concedendo praticamente più nulla agli sparuti tentativi dei bolognesi.

E' in fase di attacco che l'Inter accorda gli strumenti e dal il via al concerto di Novembre, prima con Mario che solo davanti a Viviano non riesce a trafiggerlo e poi con Stankovic, il suo tiro dalla distanza manda la palla a colpire incredibilmente entrambi i pali prima di essere bloccata da Viviano.
Il goal non poteva tardare e su calcio d'angolo al 42'esimo è SuperMario che di testa riporta l'Inter in vantaggio.

Ecco la prima nota stonata della partita, perchè come ben sappiamo, non ci riesce mai o quasi di evitare di fare almeno una “cazzata” e manco a dirlo è proprio Balotelli a dare un calcetto ad Adailton che lo aveva anticipato e a prendersi così l'ammonizione più inutile della storia del calcio. Non so quando Balotelli riuscirà ad usare il cervello tanto quanto i piedi, speriamo che il buon senso si impossessi di lui il prima possibile. Mario lasciati esorcizzare dal buon senso, please.

Certo è che Maicon non è da meno, e non offre un buon esempio da seguire, quando al 90'esimo suonato, manda a quel paese il guardalinee per ben due volte e si prende il rosso diretto, creandoci non pochi pensieri per la sfida di domenica prossima contro una fiorentina affamata di punti dopo la sconfitta casalinga contro il Parma.

Nella ripresa Balotelli resta in castigo e al suo posto entra il “Re Leone” Eto'o, che all'undicesimo duetta sulla destra con il Colosso, e riesce a servire Milito, che smarcatosi solo davanti a Viviano fa “suonare” la traversa.
All'11'esimo Cambiasso fa la prova generale allo strameritato goal, scambio Maicon, Milito per l'accorrente Cuchu, ma il suo tiro è bloccato a terra da Viviano.
Al 28'esimo azione fotocopia, Milito in profondità sulla destra, elude due avversari e serve palla a Cambiasso che ancora una volta giunge dalle retrovie e questa volta corona la sua stupenda prestazione con un tiro incrociato sul palo più lontano e Viviano è battuto per la terza volta.
Il Bologna non si accascia al suolo ed i suoi tifosi continuano giustamente ad incitarlo, ma c'è poco da fare e la vittoria dei Nerazzurri è già storia al triplice fischio finale di Rosetti.

Adesso Barcellona, solo loro nella testa, ora solo loro l'ostacolo sul nostro cammino europeo. Crediamo ragazzi, crediamo in noi stessi e nei nostri sogni, andiamo a staccare il biglietto per gli ottavi di Champions League.
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Un nuovo "acquisto" arriva ad arricchire la squadra di C'èSolol'Inter!!!ilBlog, un "uomo di Inter" autore di un Manoscritto (inedito), che abbiamo avuto l'immenso piacere di leggere e che ci auguriamo potrete trovare presto nelle librerie.
Questo è il primo articolo, speriamo il primo di una lunga e fortunata serie , Benvenuto Alessandro!.

Come nel quasi omonimo film con Jim Carrey Number 23 (una "palla" che sconsiglio a tutti coloro che non l'hanno ancora visto), i dirigenti, i giocatori, i tifosi, tutto l'entourage della Juventus insomma, si ritrova la propria vita costantemente e ossessivamente condizionata dal numero 29, il numero cioè di scudetti che hanno vinto sul campo (e questo è vero) che però non corrisponde al numero che la Federcalcio ha iscritto nella sua targa dorata che viene aggiornata di anno in anno col nome della squadra che aggiudica il Campionato in corso.

Questo causa le vicende ormai arcinote a tutti che qualcuno però, anzi purtroppo più di qualcuno, si ostina ad ignorare, a fare finta che non siano mai successe o addirittura a ritorcele contro all'Inter F.C. in una sorta di macchiavellico e perverso "complotto alla rovescia" stile un pò il delitto di Cogne, con i dovuti distinguo di gravità ovviamente.
Mantenendo gli stessi distinguo di gravità, il nostro è proprio uno stranopaese: se ferisci o uccidi un malvivente che si presenta armato a casa tua, nell'ovvio intento quindi di difenderti, spesso diventi il colpevole o comunque, se ti va bene, passi per anni dei grossi guai giudiziari.
Una buonaparte di Paese che gravita intorno al mondo del calcio considera una colpa inestinguibile della Società Inter F.C. quella di essersi difesa secondo quelle che erano le sue possibilità in un crescendo di livore alimentato dal fatto che sono tre anni e mezzo che in Italia vinciamo tutto e in un contestuale scemando di percezione della gravità di tutto quello che emerse nell'estate del 2006.
Il tempo tende a cancellare i ricordi, in Italia più velocemente che altrove e su questo fatto si basa la furbesca offensiva del Presidente della Juve Blanc il quale, nonostante sia "fransè", conosce evidentemente molto bene il nostro Paese, compresi quindi ovviamente consuetudini e debolezze; per questo reclama la riassegnazione dei due titoli tolti alla Juventus dalla giustizia sportiva per fatti sportivamente molto gravi, mica quisquiglie.
Il problema vero è che questo innesca una ovvia e prevedibile reazione a catena per cui l'Inter rivuole indietro due scudetti clamorosamente scippati nel 1998 e 2002, che andrebbero quindi tolti alla Juventus stessa, e lo scudetto che si restiuisce alla Juve (2006) lo si dovrebbe ritogliere all'Inter; a questo punto la Juve tornerebbe probabilmente a richiedere quello sfumato nel pantano di Perugia a favore della Lazio, la Roma quello della questione dei centimetri di Turone, il Milan quello del 1990 con il famoso arbitraggio del "signor" Lo Bello figlio, l'Inter di nuovo quello della famosa invasione di campo del 1961 dove poi vennero mandati in campo per protesta gli allievi (9-1 contro la Juve) e, di questo passo, il Torino quello revocatogli nel 1927.

Un casino infernale assolutamente insensato e ingestibile. E quello che lascia letteralmente allibiti è l'inspiegabile silenzio tombale della FGCI che sull'argomento non ha ancora detto una sola sillaba; oddio, inspiegabile mica tanto dal momento che Moggi è ancora lì che pontifica (e probabilmente anche agisce sottobanco) e la cosa può solo significare che il potere della Juve a certi livelli è ancora enorme.

Ok, non esiste uno specifico regolamento in federazione che prescrive cosa si può o non si può cucire sulle maglie: bhè è giunta l'ora di redigerlo, altrimenti il rischio è quello che una squadra si cucia tre stelle senza mai avere vinto trenta campionati, una se ne cucia due senza mai averne vinti 20, un'altra si cucia una targa con scritto "Siamo la squadra più titolata del mondo", altre si cuciano il fascio littorio o falce e martello a seconda delle tendenze politiche e che infine ce ne sia una che si fregi del fatto che i suoi giocatori sono quelli che si sono trombati più veline di tutti.

Ai tifosi juventini dico solo una cosa: " Avete cotto il razzo!".
Alla dirigenza e ai giocatori dico che più si fanno condizionare da questa ossessione dei ventinove scudetti, più tardi arriverà la vittoria del prossimo titolo, quale ne sia il numero che vorranno considerare; pensate a vincere uno scudetto nuovo, magari in maniera corretta e onesta, senza masturbarvi col pensiero a rincorrere quelli in passato mezzi vinti o mezzi persi, quelli che avreste potuto vincere e avete perso o quelli che avete vinto ma avreste potuto perdere: vivrete senz'altro molto meglio!

Quanto a noi dell'Inter non ci resta che impartirgli un'altra severa lezione in quel di Torino il 5 Dicembre prossimo: non sarà facile, ma ci dobbiamo riuscire, così forse, almeno per un pò, torneranno a starsene zitti e a far impennare le vendite dei kleenex .
Continua...

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