Lunedi, 24/11/2008 - h.12:24
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Una leggera pioggerellina annaffiava Milano e le sue strade, dopo che nella notte un fitto strato di neve aveva coperto l’asfalto. L’inverno oramai è entrato prepotentemente in questo anno, e per un bel po’ di tempo non ci lascerà. Mi sistemai la sciarpa, mentre finivo di sistemare la serratura che puntualmente ogni anno, con l’arrivo del gelo, inizia a dare le bizze. C’è chi sente odore del Natale grazie alle insegne luminose, chi con le pubblicità dei panettoni, chi con gli alberi di Natale in giro
per i centri delle città, io lo sento quando la mia porta dà problemi: ognuno ha quel che si merita.
Rientrai e mi scusai col professore di filosofia che era da qualche minuto ad aspettare al bancone
“Mi scusi professore, sa, il bar è un po’ vecchio”
“Già, si vede…”
Quanto mi sta sul cazzo gente, non potete capire
“Eh, allora? Il solito?”
“Certo, un caffè…”
il resto non lo ascoltai neppure, sapevo cosa fare, quel professorone li non aveva un minimo di fantasia, sempre la stessa cosa chiedeva. Mentre preparavo il caffè mi guardai attorno: strano che i vecchietti nero-azzurri non ci fossero ancora. Intanto arrivò il Marchetti, che si guardò attorno un po’ sospettoso
“Che fai? Sei seguito dalla CIA?”
“Io? No, no, è solo che sono sicuro che tra poco salteranno fuori quei quattro scassa maroni con una delle loro battutine”
“Ma va dai, Marchetti, guarda che sono persone per bene…” non ci credevo neppure io a quello che stavo dicendo, tanto più quando vidi entrare l’Amedeo, accompagnato dal Michelino ed al Giuliett, che teneva in braccio una gabbia coperta da un telo
“Buondì a tutti quanti, vincenti…” poi girandosi verso il Marchetti “…e perdenti”
“Guarda che avete battuto la Juve, mica noi. Anzi, con noi avete perso” disse sbuffando il milanista
“Particolari. Comunque, tel chi un present Marchetti” e gli porse la gabbia, mentre i sue due compagni di merende ridacchiavano sotto i baffi
“E cosa sarebbe?”
“Un nigutin d’or in una gabieta d’arsent…cacchio di domanda è osti? Apri e vedrai!”
Con molta calma il Marchetti tolse la tela e subito ci fu un grande svolazzare di ali, alcune piume caddero a terra ed il rosso-nero fece un salto indietro spaventato. Il professore indignato esclamò:
“Ma non sta né il cielo né in terra, un gufo in un bar! Scandaloso!”
“Ma vada via il cù, tì ed il tuo caffetin. Te sarai un profesurun, ma lo sanno tutti che i gufi stanno in cielo. E poi, sto bar, quando ci sono il Marchetti ed il Cavizzani l’è semper pien inscì de gufi!” disse ridendo a crepapelle con gli altri due l’Amedeo
“Questo è per te Marchetti. Abbiamo deciso di regalarti un gufo, così eviti di farlo sempre tu quando giochiamo noi. L’hai preso in del cù sabet de sera eh?” esclamò il Giuliett
Il Marchetti uscì di corsa dal bar, senza salutare nessuno. Fu seguito immediatamente dal professore che mi pagò il solito cafferino triste triste.
“Cacchio, ma siete proprio tre deficienti. Adesso cosa me ne faccio di un gufo nel locale??”
“Gianni, lo portiamo a casa sua dopo, fa minga el mameta” disse mentre si sedeva l’Amedeo
“Porta qualche bianchino piuttosto che c’è da festeggiare! Ma il Cavizzani? Quel gobbo di mer…”
“AMEDEO! Smettila!”
“O Sant’Ambros…come la fai lunga! Devi essere contento! Vun a sero, gol de cù, ma in lung e in larg, avem semper dominà!” E via col primo brindisi
“Te ghe vist il Muntari? Ahaha come ho goduto! E il Ministro della Difesa??” mi chiese il Giuliett
“Chi???”
“El Minister, Samuel,! Per non parlare di Matrix, Esteban, Deki! Una gioia vederli! ‘N duva l’è il Cavizzani?”
“Gente, siete ottimisti se sperate di vederlo, secondo me è scappato. Per un bel po’ se fa minga vedè” sottolineò il Michelino mentre sorseggiava il primo bicchiere di bianco
“I gobbi son tut inscì: quando vincono si fanno trovare anche alle 3 di notte, se perdono non li trova neppure Chi L’Ha Visto”
“Te ghe propri rasun osti. E IL GOBBO NON CANTA Più!! E IL GOBBO NON CANTA Più!!!” Amedeo si alzò ed iniziò a saltellare, accompagnato dal Giuliett a braccetto del Michelino
“Ma dico? Ma siete scemi? Cosa urli Amedeo? Risedetevi su, avete 80 anni cacchio, non 20!” dissi indignato mentre cercavo di calmarli
“Se po fa un nigut in sto bar. Allora portami altro bianco, sto giro lo offre il Cavizzani”
“Ma cosa vuoi che offra il Cavizzani che non c’è neanche” dissi un po’ incazzato per la loro totale mancanza di maturità quando si parlava di calcio
“Gianni, g’han rubà x des an, anca se per una volta rubiamo noi ai gobbi non si offenderanno mica! Su, porta tre bianchini ed aggiungi tutto sul conto del Cavizzani”
Senza troppe lamentele lo feci, Non era una cosa moralmente giusta, lo so, ma in fondo anche io sono interista ed in più il Cavizzani non pagava mai puntuale. Aggiungerli qualche cosina era un mio diritto!
“Ma il ‘Cataratta’?” chiesi mentre scrivevo sul librone dei conti
“L’è andà col nivut ad Appiano Gentile, voleva applaudire la squadra dal vivo”
“Noi non siamo andati, preferiamo aspettare i gobbi qua nel locale” disse Giuliett
“Gianni, porta la bottiglia di bianco!” ululò all’improvviso Amedeo
“Ma non ti bastano i bianchi che hai già preso?” domandai
“Te scherzeret minga! Se mi ubriaco, in buona compagnia, è some se fosse ancora sabet sera…troppa gioia…” lo sguardo dei tre si alzò verso l’alto e erano sguardi tali e quali a quelli di un ebete che ricorda momenti felici. Poi Amedeo si riprese
“Su, su porta, e danne un goccio pure al gufo. L’ho chiamato Galliani, cioè, guardalo…U-G-U-A-L-E!!”
“Amedeo, io te lo porto il bianco ma per me sei già abbastanza pirla di tuo…” dissi mentre portavo la bottiglia al tavolo. I tre si avventarono su di essa e si servirono da bere
“Dì quel che vuoi, ma una gioia così, non ha prezzo”
Ancora sguardi persi, ancora ricordi di un sabato neppure troppo lontano nel tempo. Mi girai, pensando che alla fine il calcio è uno sport un po’ per sguardi ebeti, ma se almeno fosse stato ancora sabèt sera quei tre pirla non sarebbero stati nel mio locale!

















2 commenti
Non so Voi ma io me ne vado all'Orologio a festeggiare con un bel bianchetto!!!
Ma direi di si Sergio, ci sta sempre, soprattutto dopo sabet sera
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