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Scritto daAndrea
Lunedi, 01/12/2008 - h.19:00
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Di neve ormai non ce n’è più sulle strade fuori, sono rimaste solo poche montagnette di neve, oramai ridotte a fanghiglia, ai lati delle strade. L’umidità è tanta, il gelo ti entra nelle vene e intorpidisce le ossa. La speranza è sempre la stessa: con sto freddo quei vecchi rimbambiti non si muoveranno mica da casa! Come sempre nella mia vita, mi sbagliavo
“Buongiorno Gianni” disse entrando l’Amedeo
“Ma tu non hai mica l’artrite? Guarda che il freddo non fa mica bene alle ossa”
“Preocupatet minga de mi, pensa alla tua porta che cade a pezzi”
“E ci credo, entri sempre con una delicatezza incredibile. Ma te l’hanno spiegato che la porta non è un tedesco da abbattere?”

“Non mi parlare di tedeschi…te racunti mi ‘na storia de crucchi”
Stavo già per mettermi a piangere quando arrivò il Gianfelice
“Ben arrivato ‘Cataratta’, stavo per raccontare di quella volta che uccisi un crucco a colpi…”
“A colpi di rotura de ball te che uccis el crucc. Non sono neppure arrivato e già rompi le balle Amedeo?”
“Va be, lasa sta. Gianni, portami un bianchino”
“Dai, Amedeo, non prendertela, è che ci conosciamo da cinquantanni e sento ogni volta le stesse storie. Parliamo dell’Inter piuttosto. Che mi dici di ieri?”
“Dù a vùn e i terùn turnen indrè con la coda fra la gamb”
“Mi sembra un resoconto chiaro e conciso” disse il Gianfelice mentre si stava per sedere sulla borsa della spesa di una povera cliente. Lo presi al volo e lo portai verso la sedia
“Gianfelice, te se ti la talpa per mi!” esclamò Amedeo
“Solo perché ghe vedi poc non vuol dire che mi puoi prendere per il culo come fa il SuperMario con il Murigno!” disse un po’ seccato il Gianfelice mentre si sedeva al posto giusto stavolta
“Ecco, lo sapevo che andavi a parare contro il povero Marietto”
“Povero? H’el li el g’ha vùn quart dei mi ann el guadagna quanto non guadagnerei neppure con 14 vite!!!”
“Tu ce l’hai con lui solo perché è nero!”
“Mi stai dando del razzista forse?!” sbraitò il Gianfelice balzando in piedi
“Si” rispose con calma l’Amedeo
“Non per impicciarmi ‘Casanova’, ma prima tu hai chiamato i napoletani terroni” dissi mentre lavavo le tazzine
“Quello è mica razzismo, non è colpa mia se sono nati sòt al Po”
Era inutile, litigare con l’Amedeo è sempre stato inutile, tanto aveva sempre ragione lui
“’Casanova’, ma ascoltami un secondo, se odiassi i neri tiferei Inter? La squadra che ha più stranieri in Italia ed anche i pochi italiani che ha in squadra sun neger???”
“Be, in effetti…te ghe rasun…ma allora perché ce l’hai su con Marietto?”
“Perché Murino sarà scassa palle…”
Non fece in tempo a finire che nel bar entrò trafelato il Michelino
“Murino non sarà scassa bella…CH’EL LI L’è UNO SCASA MARUN!”
“Buongiorno anche a te Michelino. Non serve che urli, sappiamo quanto ami il Mister” dissi un po’ incazzato. Se continuavano così la poca clientela che avevo sarebbe emigrata in ogni altro bar che non fosse il mio.
“Fai poco lo spiritoso Gianni, portami un bianco che festeggio con gli altri il più 6 su gobbi e cacciaviti!”
“Bravo ‘Oriundo’, finalmente una cosa seria, ma il Giuliett?” chiese l’Amedeo
“Oggi non viene, è a casa con la febbre”
“Che ma meta ch’el l’è drè a diventà el Giuliett. Ma come mai?”
“Ah, non ve l’ha detto? Ieri è andato a San Siro, solo che ha fatto due ora di fila per prendere un biglietto e poi 90 minuti al freddo. Sai alla sua età…”
“Eh, già, non puoi fare certe cose quan te se sui vutant’ann” disse sorseggiando il bianco il Gianfelice
“Perché invece voi tre siete dei giovani ventenni carichi per andare a rimorchiare ragazze vero?” dissi ridendo neppure tanto sotto i baffi
“No, hai ragione, un giovane ventenne carico per andare a rimorchiara ragazze l’è il Balotelli” disse seccato il Gianfelice
“Ma perché ce l’hai tanto con lui? Ch’el li, la pasata stagiun c’ha fatto vincer eil campionato!”
“Ch’el li l’è un grande, grosso, ciula e balosso!!”
“Cioè?” chiese l’Oriundo un po’ spiazzato
“Cioè che è bello e bravo finchè lo tratti bene, poi però quando ti giri…PAPAM!”
“Cosa?” esclamò il Michelino spaventato dal verso onomatopeico
“T’el piazza in der cù!!!” disse ridendo l’Amedeo
“Ed è pure un neger, vedi tu!” aggiunse il Gianfelice
“’Cataratta’, lo vedi che sei razzista?”
“Sono solo realista…r-e-a-l-i-s-t-a” .



4 commenti

veleno61 ha detto... @ 12/02/2008 11:05 AM

Ciao, Andrea.
Me la dai un'occhiatina allo spogliatoio del Milan?

C'èSolol'Inter ha detto... @ 12/02/2008 1:01 PM

Bravo Andrea, un altro bel capitolo, l'Amedeo mi fa impazzire l'è trop mat!!! Ci sentiamo presto e se mi cerchi... mi trovi a fumar el sigaro con l'Amedeo.
Ciaoooo

Il Gazzettino (Andrea) ha detto... @ 12/02/2008 1:41 PM

Cazzo, mi sono accorto rileggendo ora che ho fatto un pò di casini coi soprannomi...un paio di volte ho scritto 'Cataratta' invece che 'Casanova', adesos vediamo che fare...cmq...grazie dei complimenti Sergio...e Veleno, giovedì andrò a dare una sbirciatina nello spogliatoio rosso-nero...a presto

Andrea (Il Gazzetino) ha detto... @ 12/02/2008 6:40 PM

Grande Sergio, grazie mille delle modifiche ai miei errori da rincoglionimento acuto...c s sente

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