Scritto da | Andrea - Giovedi 26 Febbraio 2009
Porca vacca, Milano ed il suo traffico. Dovete sapere che fortunatamente il Bar Sport ‘Orologio’ si trova in una via poco trafficata, perché vicino a zona pedonale. L’altro ieri però hanno chiuso la strada principale qua vicino perché con tutta la neve e la pioggia che è venuta s’era aperta una voragine in mezzo alla strada e quindi la stanno ri-asfaltando a ritmo di un bradipo che scala l’Everest. Di conseguenza tutti passano per la via innanzi al mio bar, riempiendo di gas di scarico l’aria e rendendo nuvoloso il mio umore. Mandai a quel paese l’ultimo automobilista di una lunga serie che m’aveva buttato giù il cartello esterno al bar e rientrai sconsolato, consapevole che non sarebbe rimasto su a lungo. Entrai nella stanza dietro e mi accesi una sigaretta, riflettendo sul fatto che iniziavo a fare davvero fatica a gestire da solo il bar: i clienti erano troppi ed in più adesso con le innovazioni messe da mio fratello si erano aggiunte anche orde pomeridiane di ragazzini. Mentre la mia mente vagava per cercare qualcuno che poteva aiutarmi, sentii dal bar tre voci, intonare una stonatissima canzone
“Per tutto il mondo viaggiareeeee, per seguire l’FC Internazionaleeeeee, anche se domani andiamo a lavorareeeeeee, saremo sempre al tuo fianco per cantareeeeee!! Tutto il mondo viaggiareeee….”
Spensi la sigaretta e mi fiondai nel bar, con già la certezza di chi fossero quelle tre voci
“Vannoi, Bogliati, Vallegrande!” urlai
I tre si girarono all’improvviso e si misero sull’attenti, con il Gianfelice però che mi dava le spalle, guardando invece la macchinetta del video-poker
“Presenti!” dissero, poi l’Amedeo prese di peso il Gianfelice e lo girò, aggiungendo “Vorrei saper che cazzo te ghe vist l’alter sera a San Siro se non te vedet il Giann che l’è chi davant a tì”
“Ma va che io el ghe vedi da Dio, ho solo gli uciai sporchi”
“Si, di catrame ce li hai sporchi” aggiunse il Michelino
“Sentite, vi chiedo di fare poco casino per favore ragazzi, ho un mal di testa oggi” dissi
“Solo perché c’hai ciamà fiulet faremo poco casino. Intanto prepara del bianco va la”
“Gianni, non puoi capire che roba l’era San Siro ier sera, mai vista una roba inscì” mi disse il Gianfelice
“Te credi che te ghe mai vist ‘na roba inscì! Te se cieco come una talpa Cataratta!” esclamò l’Amedeo. Il Gianfelice con sguardo cupo si girò verso il Michelino e disse
“Minga vero…”
“Va be, lasciamo stare. Peccato però non sia venuto il Giuliett, alla fine gli ùligans non si sono visti praticamente e anche se l’avessero fatto, l’Amedeo era più ubriaco di loro” disse ridendo il Michelino. Il Gianfelice annuì e rise anche lui
“F-r-a-d-i-c-i-o. L’era già mes ciuc prima dell’inzio, ma dopo la partita siamo andati in una osteria di un me amis e ciao, l’è partì via l’Amedeo, era ciuco come una zampogna!” spiegò il Gianfelice. L’Amedeo faceva delle facce di ogni tipo mentre parlavano i due, come per sminuire il loro racconto.
“L’è minga vero dai! Porco d’un Inzaghi, su minga un ciucatun mì! E’ solo che non ero felicissimo del risultà e alura el gù afugà i dispiaceri nell’alcol. Tra l’altro gran buon vino ch’el là del tu amis Gianfelice, mica come sta acqua sporca che ci rifili tu Gianni!” replicò guardandomi mentre portavo il vino
“Amedeo, fa poco lo spiritoso” dissi
“Mamma mia, che rumpa ball che te se. Comunque mettiamola così, è il migliore dei peggiori tra i risultati. E poi è andata ben, vedendo come sun andà le partite della Rometta e dei gobbi. A proposito, Gianni, te ghe minga vist il Cavizzani?”
“No, però l’altro giorno parlavo con il Bogliani. Ha detto che settimana scorsa i Carabinieri son andati a casa del Cavizzani”
I tre si guardarono, un po’ intristiti. Cavizzani era comunque uno di famiglia
“El g’avevi det a ch’el pirla di non andare ancora a mettersi in mes ai casini. El g’ha setantan e vul fa il giuinot!” disse scuotendo la testa il Gianfelice
“Be, ghe no vun senza tri. Questa è la terza volta che va dentro, el g’ha de capirla! Magari dopo mes dì andiamo a chiedere ai Caramba dove lo tenien e andem a trovarlo” disse l’Amedeo scuotendo la testa. Gli altri due sembravano d’accordo. All’improvviso sputò il vino che stava sorseggiando per terra e mi guardò
“Ostia, Gianni, ti vuoi farmi morì prima del Signur! Te ghe cambià vin, e se possibile ch’es chi fa ancora più schif del’alter!”
“Amedeo, mi dispiace, mancano i soldi, e poi non riesco più ad andare nell’oltre Po’ pavese a prendere il vino, c’è troppa roba da fare”
“E allora scusa prendi qualcun altro a lavorare con te no?” mi disse il Michelino
“Si, e i soldi me li dai tu?”
“Ma scusa, prendi un ragazzo giovane e lo fai lavorare qualche ora il pomeriggio e lo paghi qualche euro”
Mi soffermai a pensarci, l’idea non era male. Così avrei potuto aumentare la velocità del servizio, senza smenarci troppi soldi, poi però ci ripensai
“No, guarda, non saprei di chi fidarmi, coi giovani di oggi”
“Ti te se propri un pirla” disse all’improvviso l’Amedeo, che fino a due secondi prima bisbigliava con il Gianfelice
“Si, te se propri un pirla” concordò il Gianfelice
“Insultate e basta o mi dite cosa volete?”
“Te ghe in casa la soluzione: la Martina”
Li guardai non capendo se dicevano sul serio o no
“Gianni, te ghe vist quando c’è li al bar quanti fiulet venien chi solo per vederla? Mettiti in quella capoccia che te ghe una niputina che l’è ‘na gran bella tusa. Tranquillo, la terremo d’occhio noi”
“E anche il Robertino, il nipote del Giuliett, le sta simpatica la Martina” aggiunse il Gianfelice
“Adess se dis simpatica? Ai miei tempi se diseva che gli tirava l’uccello…” disse l’Amedeo.
“Amedeo!” urlai
“Scusa Gianni…in effetti dire che le sta simpatica l’è il migliore dei peggiori modi per dì ch’el che gù dì mi. Un po’ come lo 0 a 0 per l’Inter” disse Amedeo, poi i tre brindarono e mi lasciarono perso nei miei pensieri sul da farsi. Una scelta andava fatta per il futuro del Bar Sport ‘Orologio’.
“Per tutto il mondo viaggiareeeee, per seguire l’FC Internazionaleeeeee, anche se domani andiamo a lavorareeeeeee, saremo sempre al tuo fianco per cantareeeeee!! Tutto il mondo viaggiareeee….”
Spensi la sigaretta e mi fiondai nel bar, con già la certezza di chi fossero quelle tre voci
“Vannoi, Bogliati, Vallegrande!” urlai
I tre si girarono all’improvviso e si misero sull’attenti, con il Gianfelice però che mi dava le spalle, guardando invece la macchinetta del video-poker
“Presenti!” dissero, poi l’Amedeo prese di peso il Gianfelice e lo girò, aggiungendo “Vorrei saper che cazzo te ghe vist l’alter sera a San Siro se non te vedet il Giann che l’è chi davant a tì”
“Ma va che io el ghe vedi da Dio, ho solo gli uciai sporchi”
“Si, di catrame ce li hai sporchi” aggiunse il Michelino
“Sentite, vi chiedo di fare poco casino per favore ragazzi, ho un mal di testa oggi” dissi
“Solo perché c’hai ciamà fiulet faremo poco casino. Intanto prepara del bianco va la”
“Gianni, non puoi capire che roba l’era San Siro ier sera, mai vista una roba inscì” mi disse il Gianfelice
“Te credi che te ghe mai vist ‘na roba inscì! Te se cieco come una talpa Cataratta!” esclamò l’Amedeo. Il Gianfelice con sguardo cupo si girò verso il Michelino e disse
“Minga vero…”
“Va be, lasciamo stare. Peccato però non sia venuto il Giuliett, alla fine gli ùligans non si sono visti praticamente e anche se l’avessero fatto, l’Amedeo era più ubriaco di loro” disse ridendo il Michelino. Il Gianfelice annuì e rise anche lui
“F-r-a-d-i-c-i-o. L’era già mes ciuc prima dell’inzio, ma dopo la partita siamo andati in una osteria di un me amis e ciao, l’è partì via l’Amedeo, era ciuco come una zampogna!” spiegò il Gianfelice. L’Amedeo faceva delle facce di ogni tipo mentre parlavano i due, come per sminuire il loro racconto.
“L’è minga vero dai! Porco d’un Inzaghi, su minga un ciucatun mì! E’ solo che non ero felicissimo del risultà e alura el gù afugà i dispiaceri nell’alcol. Tra l’altro gran buon vino ch’el là del tu amis Gianfelice, mica come sta acqua sporca che ci rifili tu Gianni!” replicò guardandomi mentre portavo il vino
“Amedeo, fa poco lo spiritoso” dissi
“Mamma mia, che rumpa ball che te se. Comunque mettiamola così, è il migliore dei peggiori tra i risultati. E poi è andata ben, vedendo come sun andà le partite della Rometta e dei gobbi. A proposito, Gianni, te ghe minga vist il Cavizzani?”
“No, però l’altro giorno parlavo con il Bogliani. Ha detto che settimana scorsa i Carabinieri son andati a casa del Cavizzani”
I tre si guardarono, un po’ intristiti. Cavizzani era comunque uno di famiglia
“El g’avevi det a ch’el pirla di non andare ancora a mettersi in mes ai casini. El g’ha setantan e vul fa il giuinot!” disse scuotendo la testa il Gianfelice
“Be, ghe no vun senza tri. Questa è la terza volta che va dentro, el g’ha de capirla! Magari dopo mes dì andiamo a chiedere ai Caramba dove lo tenien e andem a trovarlo” disse l’Amedeo scuotendo la testa. Gli altri due sembravano d’accordo. All’improvviso sputò il vino che stava sorseggiando per terra e mi guardò
“Ostia, Gianni, ti vuoi farmi morì prima del Signur! Te ghe cambià vin, e se possibile ch’es chi fa ancora più schif del’alter!”
“Amedeo, mi dispiace, mancano i soldi, e poi non riesco più ad andare nell’oltre Po’ pavese a prendere il vino, c’è troppa roba da fare”
“E allora scusa prendi qualcun altro a lavorare con te no?” mi disse il Michelino
“Si, e i soldi me li dai tu?”
“Ma scusa, prendi un ragazzo giovane e lo fai lavorare qualche ora il pomeriggio e lo paghi qualche euro”
Mi soffermai a pensarci, l’idea non era male. Così avrei potuto aumentare la velocità del servizio, senza smenarci troppi soldi, poi però ci ripensai
“No, guarda, non saprei di chi fidarmi, coi giovani di oggi”
“Ti te se propri un pirla” disse all’improvviso l’Amedeo, che fino a due secondi prima bisbigliava con il Gianfelice
“Si, te se propri un pirla” concordò il Gianfelice
“Insultate e basta o mi dite cosa volete?”
“Te ghe in casa la soluzione: la Martina”
Li guardai non capendo se dicevano sul serio o no
“Gianni, te ghe vist quando c’è li al bar quanti fiulet venien chi solo per vederla? Mettiti in quella capoccia che te ghe una niputina che l’è ‘na gran bella tusa. Tranquillo, la terremo d’occhio noi”
“E anche il Robertino, il nipote del Giuliett, le sta simpatica la Martina” aggiunse il Gianfelice
“Adess se dis simpatica? Ai miei tempi se diseva che gli tirava l’uccello…” disse l’Amedeo.
“Amedeo!” urlai
“Scusa Gianni…in effetti dire che le sta simpatica l’è il migliore dei peggiori modi per dì ch’el che gù dì mi. Un po’ come lo 0 a 0 per l’Inter” disse Amedeo, poi i tre brindarono e mi lasciarono perso nei miei pensieri sul da farsi. Una scelta andava fatta per il futuro del Bar Sport ‘Orologio’.
Strepitosa l'atmosfera di S.Siro Martedì sera, me lo vedo l'Amedeo, che un pò 'ciuco' canta ed incita i suoi beniamini. Sembra esserci, all'orizzonte, l'avvento della nuova generazione di Interisti che attraverso l'Orologio rivivranno la storia dell'Inter e saranno testimoni del futuro! Strepitoso come sempre Andrea, A ME 'MI' PIACE PARECCHISSIMO!!!
RispondiEliminaCiao un abbraccio!
Sergio
C'èSolol'Inter!!!
Grazie Sergio. Saluti
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