INTER VS Roma | I 19 CONVOCATI

I Convocati da Mourinho per il match INTER vs Roma valido per il posticipo della 26^ giornata della Serie A Tim 2008-2009 in programma domenica 1 marzo allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro a Milano, h.20:30.

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 6 Maxwell, 13 Maicon, 16 Nicolas Burdisso, 23 Marco Materazzi, 39 Davide Santon;
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini;
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 10 Adriano, 45 Mario Balotelli.


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15 FEBBRAIO 2009

INTER CLUB BANDA BAGAJ
Scritto da | Sergio - Venerdi 27 Febbraio 2009

Il 15 Febbraio hanno aggredito tutti quei tifosi che amano il calcio, tutti coloro che vivono le emozioni di questo gioco in modo sano, nel rispetto della 'fede' calcistica di ogni singolo, osservando le regole, lottando per i propri diritti di tifoso con civiltà, senza mai lasciare sola la propria squadra del cuore.

C'è una domanda, nasce ogni volta che affrontiamo un evento che credevamo improbabile, quasi impossibile, una domanda che spesso rimane senza risposta. “Come è potuto succedere?”



Sono giorni che penso e ripenso a quello che è accaduto a Virgilio e a quello che hanno dovuto subire i tifosi appartenenti all'Inter Club Banda Bagaj.
Sono dispiaciuto, sconfortato perchè purtroppo c'è il rischio che Virgilio non possa più recuperare la vista da un occhio ed io non posso evitare di pensare al suo dolore. La sua unica colpa è quella di aver difeso i propri diritti, di aver protetto uno striscione, il simbolo di principi e valori che da anni sostiene, cosi come tutti i Bagaj.

Da una vita si parla di maggior sicurezza, di controlli 'severi e poi cadiamo ancora prede della violenza di individui decelebrati, lasciati liberi di sfogare la loro 'rabbia', predoni che rubano i sogni e fanno scricchiolare le nostre certezze, i nostri principi.

Dove erano gli steward?, Come hanno potuto accedere i teppisti milanisti al settore sottostante?, ma soprattutto se alcuni di questi erano già stati diffidati, cosa facevano all’interno dello stadio?

Questi sono i fatti narrati, nel dettaglio, nell’articolo pubblicato su settimanasportiva.it

“Poco prima dell’inizio della partita, un grosso striscione esposto dalla curva rossonera ostruisce la visuale degli abbonati dell’Inter nell’anello sottostante. Qualcuno da sotto tenta di danneggiare lo striscione, e dalla curva parte un manipolo che scende nel primo anello blu per vendicare l’affronto. Per ritorsione, un gruppo di ultrà milanisti tenta di impossessarsi dello striscione della Banda Bagaj, che in occasione del derby ha trasferito i suoi iscritti -tra cui donne e bambini- in quel settore. Volano i pugni. Gli steward sono pochi e presi in contropiede: Virgilio e i suoi amici si difendono, e i milanisti non riescono a sottrarre lo striscione. Nella colluttazione Virgilio è colpito da un pugno a un occhio, ed è subito evidente che sia successo qualcosa di grave. Viene trasportato al Fatebenefratelli nel reparto Oftalmico: il pugno –probabilmente con l’ausilio di un tirapugni o di un anello- gli ha letteralmente tagliato l’ occhio in due. Viene operato il giorno dopo: il nervo ottico non è stato leso, scongiurando l’asportazione dell’occhio. Ma dopo l’intervento le condizioni restano critiche, al punto che in questa fase lo staff medico non azzarda previsioni sul recupero graduale della vista”.

I media hanno liquidato il fatto con leggerezza, in modo frettoloso, evidentemente era più importante scoprire se il goal di Adriano era regolare, trovare un pretesto per aggredire l'Inter è più importante di tutto, persino della violenza in uno stadio dove i tifosi, tra cui donne e bambini, vengono lasciati in balia della violenza e le vite rimangono segnate per sempre!.

Quello che è stato il derby e la felicità della vittoria, svanisce privo di significato e il pensiero va solo a Virgilio, alla sua sofferenza, allo shock subito dai più piccoli e all’impotenza che lega le nostre mani e strozza i nostri respiri.
Un abbraccio con tutto il mio affetto all'amico Virgilio, ti siamo vicini con il cuore e con la mente!
Sergio

Link|Info
Comunicato Ufficiale I.C. Banda Bagaj -qui-
Glezos Alberganti su La Settimana Sportiva -qui-


IL MEGLIO DEL PEGGIO

Capitolo XVII - BAR SPORT 'OROLOGIO'
Scritto da | Andrea - Giovedi 26 Febbraio 2009

Porca vacca, Milano ed il suo traffico. Dovete sapere che fortunatamente il Bar Sport ‘Orologio’ si trova in una via poco trafficata, perché vicino a zona pedonale. L’altro ieri però hanno chiuso la strada principale qua vicino perché con tutta la neve e la pioggia che è venuta s’era aperta una voragine in mezzo alla strada e quindi la stanno ri-asfaltando a ritmo di un bradipo che scala l’Everest. Di conseguenza tutti passano per la via innanzi al mio bar, riempiendo di gas di scarico l’aria e rendendo nuvoloso il mio umore. Mandai a quel paese l’ultimo automobilista di una lunga serie che m’aveva buttato giù il cartello esterno al bar e rientrai sconsolato, consapevole che non sarebbe rimasto su a lungo. Entrai nella stanza dietro e mi accesi una sigaretta, riflettendo sul fatto che iniziavo a fare davvero fatica a gestire da solo il bar: i clienti erano troppi ed in più adesso con le innovazioni messe da mio fratello si erano aggiunte anche orde pomeridiane di ragazzini. Mentre la mia mente vagava per cercare qualcuno che poteva aiutarmi, sentii dal bar tre voci, intonare una stonatissima canzone
“Per tutto il mondo viaggiareeeee, per seguire l’FC Internazionaleeeeee, anche se domani andiamo a lavorareeeeeee, saremo sempre al tuo fianco per cantareeeeee!! Tutto il mondo viaggiareeee….”
Spensi la sigaretta e mi fiondai nel bar, con già la certezza di chi fossero quelle tre voci
“Vannoi, Bogliati, Vallegrande!” urlai
I tre si girarono all’improvviso e si misero sull’attenti, con il Gianfelice però che mi dava le spalle, guardando invece la macchinetta del video-poker
“Presenti!” dissero, poi l’Amedeo prese di peso il Gianfelice e lo girò, aggiungendo “Vorrei saper che cazzo te ghe vist l’alter sera a San Siro se non te vedet il Giann che l’è chi davant a tì”
“Ma va che io el ghe vedi da Dio, ho solo gli uciai sporchi”
“Si, di catrame ce li hai sporchi” aggiunse il Michelino
“Sentite, vi chiedo di fare poco casino per favore ragazzi, ho un mal di testa oggi” dissi
“Solo perché c’hai ciamà fiulet faremo poco casino. Intanto prepara del bianco va la”
“Gianni, non puoi capire che roba l’era San Siro ier sera, mai vista una roba inscì” mi disse il Gianfelice
“Te credi che te ghe mai vist ‘na roba inscì! Te se cieco come una talpa Cataratta!” esclamò l’Amedeo. Il Gianfelice con sguardo cupo si girò verso il Michelino e disse
“Minga vero…”
“Va be, lasciamo stare. Peccato però non sia venuto il Giuliett, alla fine gli ùligans non si sono visti praticamente e anche se l’avessero fatto, l’Amedeo era più ubriaco di loro” disse ridendo il Michelino. Il Gianfelice annuì e rise anche lui
“F-r-a-d-i-c-i-o. L’era già mes ciuc prima dell’inzio, ma dopo la partita siamo andati in una osteria di un me amis e ciao, l’è partì via l’Amedeo, era ciuco come una zampogna!” spiegò il Gianfelice. L’Amedeo faceva delle facce di ogni tipo mentre parlavano i due, come per sminuire il loro racconto.
“L’è minga vero dai! Porco d’un Inzaghi, su minga un ciucatun mì! E’ solo che non ero felicissimo del risultà e alura el gù afugà i dispiaceri nell’alcol. Tra l’altro gran buon vino ch’el là del tu amis Gianfelice, mica come sta acqua sporca che ci rifili tu Gianni!” replicò guardandomi mentre portavo il vino
“Amedeo, fa poco lo spiritoso” dissi
“Mamma mia, che rumpa ball che te se. Comunque mettiamola così, è il migliore dei peggiori tra i risultati. E poi è andata ben, vedendo come sun andà le partite della Rometta e dei gobbi. A proposito, Gianni, te ghe minga vist il Cavizzani?”
“No, però l’altro giorno parlavo con il Bogliani. Ha detto che settimana scorsa i Carabinieri son andati a casa del Cavizzani”
I tre si guardarono, un po’ intristiti. Cavizzani era comunque uno di famiglia
“El g’avevi det a ch’el pirla di non andare ancora a mettersi in mes ai casini. El g’ha setantan e vul fa il giuinot!” disse scuotendo la testa il Gianfelice
“Be, ghe no vun senza tri. Questa è la terza volta che va dentro, el g’ha de capirla! Magari dopo mes dì andiamo a chiedere ai Caramba dove lo tenien e andem a trovarlo” disse l’Amedeo scuotendo la testa. Gli altri due sembravano d’accordo. All’improvviso sputò il vino che stava sorseggiando per terra e mi guardò
“Ostia, Gianni, ti vuoi farmi morì prima del Signur! Te ghe cambià vin, e se possibile ch’es chi fa ancora più schif del’alter!”
“Amedeo, mi dispiace, mancano i soldi, e poi non riesco più ad andare nell’oltre Po’ pavese a prendere il vino, c’è troppa roba da fare”
“E allora scusa prendi qualcun altro a lavorare con te no?” mi disse il Michelino
“Si, e i soldi me li dai tu?”
“Ma scusa, prendi un ragazzo giovane e lo fai lavorare qualche ora il pomeriggio e lo paghi qualche euro”
Mi soffermai a pensarci, l’idea non era male. Così avrei potuto aumentare la velocità del servizio, senza smenarci troppi soldi, poi però ci ripensai
“No, guarda, non saprei di chi fidarmi, coi giovani di oggi”
“Ti te se propri un pirla” disse all’improvviso l’Amedeo, che fino a due secondi prima bisbigliava con il Gianfelice
“Si, te se propri un pirla” concordò il Gianfelice
“Insultate e basta o mi dite cosa volete?”
“Te ghe in casa la soluzione: la Martina”
Li guardai non capendo se dicevano sul serio o no
“Gianni, te ghe vist quando c’è li al bar quanti fiulet venien chi solo per vederla? Mettiti in quella capoccia che te ghe una niputina che l’è ‘na gran bella tusa. Tranquillo, la terremo d’occhio noi”
“E anche il Robertino, il nipote del Giuliett, le sta simpatica la Martina” aggiunse il Gianfelice
“Adess se dis simpatica? Ai miei tempi se diseva che gli tirava l’uccello…” disse l’Amedeo.
“Amedeo!” urlai
“Scusa Gianni…in effetti dire che le sta simpatica l’è il migliore dei peggiori modi per dì ch’el che gù dì mi. Un po’ come lo 0 a 0 per l’Inter” disse Amedeo, poi i tre brindarono e mi lasciarono perso nei miei pensieri sul da farsi. Una scelta andava fatta per il futuro del Bar Sport ‘Orologio’.

DALLA SCALA DEL CALCIO

INTER VS MANCHESTER U. 0 - 0
Scritto da | Andrea - Mercoledì 25 Febbraio 2009

Il tragitto per le grandi vittorie non è mai facile, soprattutto se ti chiami Inter ed hai alle tue spalle una storia tanto gloriosa quanto sfigata e un po’ perdente. Ma l’Inter se la gioca con tutti, anche con i Campioni d’Inghilterra, d’Europa e del Mondo in carica (non il Casalpusterlengo che affronterà il Milan in Coppetta UEFA se passasse il turno). Tutti attendevano l’andata per capire se questo spettacolo sarebbe stato una tragedia per i tifosi interisti, oppure una commedia dal lieto fine. La prima metà giocata ieri sera alla Scala del Calcio di San Siro ha lasciato il dubbio ancora a tutti, come un film in cui la trama non è ancora ben comprensibile alla fine del primo tempo. C’è di certo che nessuno lo vuole perdere come spettacolo, tanto che ieri sera una marea di gente nero-azzurra riempiva ogni buco degli anelli di San Siro, riuscendo perfino a zittire i tanti tifosi dei Red Devils che nonostante provassero a cantare, non venivano sentiti dalla massa della Curva che sentiva solo i propri cori e i propri cuori battere all’impazzata.

Il primo tempo sembra mettere sulla retta via tutti i tifosi non interisti d’Italia: tranquilli, l’Inter va incontro all’ennesima Caporetto europea, il Manchester li sta schiacciando. Ed in effetti così è, una prima frazione in mano agli inglesi che premono e trovano però sulla loro strada uno strepitoso Julio Cesar, sempre più portiere numero 1 al Mondo (con tutto il rispetto per Buffon), ed anche un incredibile Santon, che a 18 anni appena compiuti e dopo un inizio tentennante (anche perché poco aiutato da un inguardabile Muntari), sfodera una prestazione da veterano, chiudendo la porta in faccia in più di un’occasione a Cristiano Ronaldo e Berbatov, prendendo falli importanti e provando anche a fare il Maicon della situazione attaccando in velocità gli avversari, seppur la sua manovra offensiva sia ancora troppo prevedibile (finta di cross mancino, per poi rientrare sul destro). E’ già l’idolo della Nord.
La ripresa invece cambia le carte in tavola dei gufi perché i ragazzi prendono un po’ il toro per le corna e provano finalmente a fare loro la partita. Il match si accende, occasioni nero-azzurre alternate a contropiedi dei diavoli rossi, urla di gioia strozzate e sospiri mozzati sugli spalti. Alla fine però la situazione non cambia, e la partita finisce 0 a 0. Ibra VS Ronaldo finisce con un pareggio, tendente però verso il portoghese che almeno sui calci piazzati s’è reso pericoloso, mentre Ibra se l’è dovuta vedere con un certo Rio Ferdinand a sportellate, seppure in generale non si sia comportato malissimo. Tutto rimandato, per capire la vera trama dello spettacolo dovremo attendere il secondo atto, a Manchester, allo Stadio dei Sogni per noi interisti, quello che potrebbe farci salire a due passi dal paradiso, come a due metri dall’Inferno.

Julio Cesar: 8 Le sue parate sono oro, valgono quanto gol se non di più.
Miacon: 6 buona partita in difesa con il Capitano ad aiutarlo sempre, in attacco però manca troppo.
Rivas: 5.5 Ha paura di sbagliare, e sbaglia. Facciamolo crescere
Cordoba: 6.5 Entra e la difesa rischia meno, ha esperienza.
Chivu: 6+ A volte rischia troppo nell’impostare, e subisce Berbatov, ma comunque c’è
Santon: 7.5 Mezzo punto in più per la giovane età, ma se continua così è il futuro dell’Italia e non solo dell’Inter.
Zanetti: 6.5 Lottatore nato, aiuta in difesa sempre, manca però nell’aiuto davanti, forse gli si chiede troppo.
Cambiasso: 7 Ruba, riparte, chiude, si allarga. Imposta. Lo vorrebbe chiunque uno così
Muntari: 5 E sono buono. Sbagli tutti i passaggi possibili e tutti i cross immaginabili, solo come randellatore è utile.
Adriano: 6 Lotta, fa a spallate con tutti, tiene palle ma è sempre spalle alla porta, l’unica volta che non lo è sbaglia.
Ibrahimovic: 6 La sua sfida con Ronaldo la perde, ma può rifarsi. Lotta con tutti ma è poco incisivo in area avversaria.

INTER vs MANCHESTER 0 - 0

IL TABELLINO DEL MATCH

INTER vs Manchester U.

0 - 0

 

   
       
       

FC INTERNAZIONALE: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 24 Rivas (1' st 2 Cordoba), 26 Chivu, 39 Santon; 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 20 Muntari (31' st 9 Cruz); 5 Stankovic; 8 Ibrahimovic, 10 Adriano (31' st 45 Balotelli);
A disposizione: 1 Toldo, 6 Maxwell, 7 Figo, 16 Burdisso;
Allenatore: José Mourinho.

MANCHESTER UTD: 1 Van Der Sar; 22 O' Shea, 5 Ferdinand, 23 Evans, 3 Evra; 13 Park (38' st 10 Rooney), 24 Fletcher, 16 Carrick, 11 Giggs; 9 Berbatov, 7 Ronaldo;
A disposizione: 12 Foster, 32 Tevez, 18 Scholes, 28 Gibson, 20 Fabio Da Silva, 17 Nani;
Allenatore: Alex Ferguson.

ARBITRO: Luis Medina Cantalejo (SPA)
Ammoniti: 43' pt Toldo (per proteste dalla panchina), 12' st Chivu, 14' st Maicon, 26' st Fletcher, 43' st Rooney, 48' st Cordoba.
Tempi supplementari: 1'-3'


Finisce a reti inviolate la grande sfida contro il Manchester United, la sensazione è quella di un 'nulla di fatto', tutto è rimandato; 11 Marzo 2009 all'Old Trafford.
Primo tempo 'fortemente' di marca Inglese, l'Inter è contratta, troppo tesa e sia Muntari che Stankovic non riesco a supportare a dovere Ibrahimovic e Adriano. Cesar compie almeno tre miracoli a cominciare dallo strepitoso colpo di testa di C.Ronaldo al 5' minuto.
Nella ripresa l'Inter comincia a proporsi in area avversaria con maggiore continuità ma senza essere troppo precisa e neppure fortunata, il risultato rimane fissato sullo 0-0. Ottima la prestazione di Santon, davvero straordinario questo ragazzo di 18 anni, il "bambino", come lo chiama Mourinho, conferma qualità e personalità da vero campione. Deludono Rivas, sostituito da Cordoba nella ripresa, e Muntari, che litiga con la palla per tutta la partita.
Al ritorno l'11 Marzo loro avranno un Vidic in più ed un Rooney completamente ristabilito. Noi avremo un Samuel ed un Vieira in più e lo 0-0 dell'andata, che ci permetterà di impostare la partita anche sul 'contropiede', senza cercare con affanno il goal.

INTER vs Manchester | I 19 CONVOCATI

I Convocati per il Big Match valido per gli ottavi di Champions League, che si terrà Martedi 24/02/09 allo stadio G.Meazza in S.Siro a Milano, h. 20:45
Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 6 Maxwell, 13 Maicon, 16 Nicolas Burdisso, 24 Nelson Rivas, 26 Cristian Chivu, 39 Davide Santon.
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari.
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Cruz, 10 Adriano, 45 Mario Balotelli.




Purtroppo Samuel non è riuscito a recuperare, quindi l'alternativa che potrebbe dare maggiori garanzie è la coppia Cordoba-Chivu. Non parlo scaramanticamete del nostro avversario (non lo faccio quasi mai), ma credo abbiate letto tutti, che anche loro in difesa hanno dei bei 'grattacapi'.

In questi giorni già prima, che l'arbitro fischiasse la fine dell'incontro di sabato con il Bologna, si è tanto parlato di questo big match di Champions contro il Manchester. La nostra INTER sembra affrontare con la giusta concentrazione questa sfida decisiva, il passato ci dice che è ora di sfatare il tabu degli ottavi, anche se il destino ci ha messi difronte ad un ostacolo ancor più difficile del Liverpool dello scorso anno. La fiducia è massima, la concentrazione e la voglia di 'superare l'ostacolo' è grande, così come prima del derby, di minuto in minuto, tutto il resto svanisce nel grigiore, rimane la luce che illumina il Meazza, la memoria dei grandi traguardi raggiunti, il sapore e la tensione delle grandi sfide...quelle da vincere a tutti i costi!!!
FORZA RAGAZZI!!! FORZA RAGAZZI!!!
C'èSolol'Inter!!!

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ED IL CIELO SARA' UN PO' PIU' CANDIDO

Nel dopo Bologna-Inter e nel pre-Manchester purtroppo un grande dello sport come Candido Cannavò ci ha lasciato. Un piccolo omaggio mi sembrava giusto farlo, con la certezza che da oggi in poi il cielo sarà un po’ più Candido e la cosa non può che farci bene.
Scritto da | Andrea - Domenica 22 Febbraio 2009


Una foschia leggera sostava a mezzaria , nascondendo la vista anche al miglior segugio. Andava avanti a tentoni, cercando di fare piano per paura di cadere. Passo, passo, passo…lentamente, senza fretta, lui fretta non l’aveva mai avuta nella vita. All’improvvisò sbatte contro una porta, grande, in legno pregiato e con maniglie probabilmente in oro. Rimase qualche minuto ad osservarla, indeciso sul da farsi. Poi fece un respiro profondo, si sistemò gli occhiali e senza fretta e con un po’ di paura aprì la porta.
Tre personaggi di spalle erano seduti su tre diverse poltrone, a scherzare davanti ad una tazza di thè. Uno era basso, un po’ ingobbito soffiava sulla tazzina, ma era lui a parlare e gli altri due ridevano. Il secondo era alto, imponente fisicamente e sembrava pacato, calmo, conferiva tranquillità. Infine l’ultimo era un signore di una certa età, ben piazzato fisicamente, con un forte accento bolognese. Il più alto si alzò quando si accorse che la porta era stata aperta
“Ciao Candido, ti stavamo aspettando”
Candido Cannavò lo guardò per un solo secondo e riconobbe subito la sagoma di Giacinto Facchetti. La foschia era scomparsa ed una luce calda e fioca scaldava ed illuminava l’ambiente. Sembrava di essere sul balcone della sua casa di Catania in una calda serata estiva. Gli altri due si girarono e Candido gli diede un occhio, quasi di sottecchi, riconoscendo Peppino Prisco e Giacomo Bulgarelli.
“Eh, caro signor Candido, in questo periodo c’è un gran via vai. Più un via che vai direi. Prima il Giacomo, ora lei. Ma si assetti, la prego” Peppino parlò in modo affabile con Candido, decisamente spiazzato
“Ma, scusate…dove sono?” chiese. Giacinto sfoderò un gran sorriso, pieno di nostalgia, ma che conferiva grande calma. Bulgarelli allora si rivolse al giornalista
“Era il nostro turno Candido. Laggiù era inutile restare. Sei spiazzato, ti capisco, ci sono passato anche io, ma vedrai che ti troverai alla grande. Giacinto e Peppino ti aiuteranno”
“Si, Candido, stia tranquillo, io sono solo offeso ancora un po’ con il Bulgarelli per quello Scudetto del ’64 che ci hanno rubato!” esclamò Peppino mentre serviva del thè a Candido
“Mo va là patacca!” rispose a tono Bulgarelli. A Candido uscì un sorriso sul volto, poi si rivolse a Giancinto
“Sono morto, vero?” Giacinto annuì con calma. Candido sorrise, un sorriso un po’ amaro. Pensò che aveva ancora tante storie da scrivere sui fogli rosi della sua Gazzetta
“Non si preoccupi Candido, lei ora ci serve qua. Le sembra normale che qui l’unico sport praticato sia la gara di velocità tra gli angeli? E mai oltre i 20 allora eh, se no il Signore si incacchia!” disse Peppino, poi continuò “Lei è il narratore dello sport e potrà raccontare quassù quello che accade laggiù” Tutti e tre annuirono con un gran sorriso dipinto in volto. Era contento di rivederli, si stava calmando
“Ma che ci fate qua tutti e tre assieme?” chiese
“Bè, anche qua la passione del calcio non ce la toglie nessuno. Ieri c’era Bologna-Inter e siamo rimasti a vederla, guarda” disse Giacinto spostando un paio di nuvole da sotto i loro piedi
“C’è una perfetta visuale del Dall’Ara” aggiunse Bulgarelli
“Altro che spider-cam di Sky” aggiunse Prisco
“E fanno degli ottimi tortellini” concluse Giacomo
“Ma ci sono tifosi di tutte le squadre?” chiese allora sempre più incuriosito Candido
“Diciamo di si dai. Purtroppo di juventini ce ne son fin troppi per i miei gusti. L’Arcangelo Gabriele ad esempio è proprio un gobbo! Ma fortunatamente di milanisti non se ne vedono, sono tutti giù” disse Prisco
“Giù?”
“Si, giù. Son diavoli loro, mica pretenderai che stiano qua insieme a noi creature angeliche!” rispose Peppino facendo scoppiare tutti in una grande risata
“Candido, starai bene, domani ci incamminiamo che andiamo in una nuvola da dove la visuale di San Siro è perfetta” disse Giacinto cercando di fare forza al nuovo amico arrivato
“E poi potrà scrivere ciò che vorrà, noi siamo qui ad ascoltarla e ci saranno tanti nuovi discepoli, ne sono certo. Sto convertendo al calcio quello zuccone di San Francesco d’Assisi in questo periodo. Si diverte solo a parlare con gli animali se no! Infine se vede che qualcosa non va nella sua cara Gazzetta, può sempre buttare giù una ciabatta in testa allo sciagurato che ha fatto casino. Sapesse quante ne ho tirate in questo periodo a Balotelli ed Adriano io…” disse Prisco mentre tornava a sedersi alla poltrona
I tre risero e continuarono a parlare, Candido si trova li ora e stava trovando lentamente una calma interiore mai avuta laggiù.

LA TERRA DI MEZZO

Bologna vs INTER 1-2
Scritto da | Sergio - Domenica 08 Febbraio 2009


Era ciò che ci preoccupava di più, non parlo del Bologna, compagine di tutto rispetto che ha provato a conquistarsi un punto, ma della concentrazione che la squadra doveva mantenere attraversando la 'terra di mezzo' di Bologna, per giungere alla sfida di una vita, quella sfida che tutti aspettiamo ed anche noi, semplici tifosi, vorremmo giocare. Mou schiera a Bologna le cosìdette prime linee, ad eccezione del solo Stankovic e di Samuel infortunatosi nel riscaldamento; in campo entrano Cesar, Santon, Rivas, Cordoba, Maicon, Zanetti, Cambiasso, Muntari, Maxwell, Adriano ed Ibrahimovic...niente turn over si fa sul serio sempre, perchè la mentalità giusta è proprio questa, nessun appuntamento è snobbabile, ogni obiettivo più o meno prestigioso va affrontato al massimo delle proprie capacità.



Nei primi 25' minuti il Bologna è schiacciato nella sua meta del campo, Ibra 'spumeggiante' svaria da destra a sinistra del fronte d'attacco, Maicon e Zanetti sulla destra, Maxwell e Santon sulla sinistra e gli inserimenti centrali di Muntari e Cambiasso a supporto di Adriano, ci permettono di sfiorare il goal; in più occasioni ci provano Ibra, Adri, Zanetti, Santon e Muntari ma siamo poco precisi e poco fortunati. Poi l'Inter alleggerisce la pressione e il Bologna alza testa e prova ad affacciarsi davanti alla porta di Cesar, purtroppo per loro Julio è in questo momento il miglior portiere al mondo e per i loro tentativi un portiere qualunque sarebbe bastato.
Il primo tempo finisce così, l'Inter gestisce la palla, il Bologna soffre e raramente si propone in avanti con qualità. Nella ripresa Mourinho sostituisce Muntari con Stankovich, la mossa è quella giusta e siamo tutti daccordo, ma sinceramente sarebbe il caso di smetterla di far giocare Muntari trequartista quando in panchina 'dormono sonni tranquilli' Figo e Mancini. L'Inter ricomincia a macinare gioco ed a spingere nella ricerca del goal che permetta di 'tirare i remi in barca' e lasciare che la corrente ci trascini vittoriosi oltre la 'terra di mezzo', così al 12' minuto Maicon batte un calcio d'angolo dalla destra, verso Adriano, che stoppa il pallone, indirizzandolo a Cambiasso, che di piatto destro batte Antonioli da due passi.
Nel Bologna entrano prima Marazzina e poi Adailton, Mihajlovic non ci sta e vuole il pareggio. I nostri avversari sembrano rinvigoriti dai cambi e si fanno ripetutamente pericolosi anche perchè l'Inter, come solitamente usa fare, si trova in vantaggio e all'improvviso sembra non sapere cosa fare con la palla tra i piedi. Schiacciati nella nostra area le qualità di Cesar si mettono in mostra salvando, con parate strepitose persino un tentativo di autogoal su di un rilancio sbilenco di Stankovic. Poi su calcio d'angolo il Bologna trova il goal del pareggio, che è meritato a mio avviso, se non altro per l'impegno e la convinzione degli uomini di Mihajlovic. Ecco concretizzarsi il timore di vedere ridotto in cenere il vantaggio accumulato grazie alla vittoria nel derby e il contemporaneo pareggio casalingo dei gobbi, nella giornata di campionato appena passata. Il calcio lo sappiamo sa essere imprevedibile e regala sorprese, questa volta per noi, davvero positive. Ecco quel destino di cui si è parlato in settimana, fare capolino al minuto 35', entra in campo 'lui' quella giovane speranza che ci ha prima stregati e poi maltrattati per regalarci infine la sua vera prima esultanza con il giovane 'bambino' Santon, suo compagno nelle strepitose vittorie della primavera Nerazzurra, l'anno scorso. Mario sembra molto motivato, ha a disposizione 10 minuti più recupero, ma gliene bastano solo due. Punizione dalla sinistra, lontano dall'area, probabilmente nessuno pensava ad un goal così eppure Mario, che non è nuovo a queste conclusioni, fa scoccare un tiro che attraversa tutta l'area di rigore, nessun giocatore riesce a colpire la palla e questa sorprende anche Antonioli che rimane immobile mentre il palo fa da sponda al goal della vittoria Nerazzurra.
Naturalmente il Bologna non resta a guardare e si squote quasi subito, ma Cesar compie parate strepitose, miracoli che non tutti possono permettersi di fare e chiude con le sue mani, la porta in faccia al Bologna, che si deve accontentare di una buona prestazione mentre i Nerazzurri si avviano oltre la 'terra di mezzo' la dove ci aspettano i diavoli rossi inglesi, la dove il nostro destino ci conduce alla ricerca di un sogno, che tanti di noi hanno visto solo in vecchi video e che bramano di conquistare convinti di poter superare qualsiasi ostacolo.
Forza Ragazzi!!! Forza Ragazzi!!!
Sergio
C'èSolol'Inter!!!

Bologna vs INTER | TABELLINO

IL TABELLINO DEL MATCH

000816

Bologna vs INTER

1 - 2

34'st Britos

12'st Cambiasso  
    37'st Balotelli  
       

Bologna vs INTER | I 21 CONVOCATI

Verso Bologna | I Convocati
Scritto da | Sergio - Venerdi 20 Febbraio 2009


Ecco la lista dei Guerrieri Nerazzurri convocati da Mourinho per Bologna vs INTER match valido per la 25^ giornata della Serie A Tim 2008-09, che si terrà Sabato 21 Febbraio 2009 presso lo stadio "Renato Dall'Ara" di Bologna , ore 16.00.

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 6 Maxwell, 13 Maicon, 24 Nelson Rivas, 25 Walter Samuel, 39 Davide Santon
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini, 36 Francesco Bolzoni
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Cruz, 10 Adriano, 45 Mario Balotelli.

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DALLO SPIONCINO n.8

Analizziamo Milan e Juve, rispettivamente a -11 e -9 dalla Capolista
Scritto da | Andrea - Giovedi 19 Febbraio 2009

Lo scorso week-end è stato un colpo fortissimo tra capo e collo sia per Juventus che Milan. La prima aveva un’opportunità ghiottissima grazie al derby. Vincere in casa contro la Sampdoria era fattibile e poi bastava sperare che una tra Milan e Inter vincesse. Al contrario il Milan esce dal derby consapevole di sapere ancora giocare a calcio, ma non il calcio della Serie A. In più la Coppa UEFA lancia messaggi non proprio buoni. Ma entriamo nello specifico.
Qui Milan – 70 minuti prima di iniziare a giocare seriamente al pallone è sinonimo di sconfitta per qualunque squadra. Lo abbiamo dimostrato noi nel derby dell’anno scorso ed in quello d’andata, lo ha dimostrato il Milan domenica sera. Le sue capacità di palleggio e la tecnica dei singoli (indubbia) non può nascondere dei chiari limiti a livello di corsa, quantità e capacità di lettura del match da parte dei rosso-neri. La stessa partita di ieri sera a Brema ha confermato questa visione: il Milan sa fare solo un gioco, il suo, nel momento in cui è costretto a cambiare trama, va in crisi, subendo incredibilmente. Il centrocampo è stato costruito per creare gioco, non per evitarlo agli avversari e vista la non proprio perfetta difesa forse è stato anche l’errore di fondo.

Il reparto arretrato mostra in tutta la sua orripilanza la necessità di nuova linfa (che non possono essere, per quanto bravi e di prospettiva, i soli Thiago Silva e Mattioni) mentre il centrocampo senza Gattuso e col solo Ambrosini, sembra incapace di rubare palla. Flamini, che doveva essere l’innesto perfetto per questo compito si sta rivelando invece l’ennesimo regista in una squadra in cui mancano realmente gli attori, non quelli da locandina (ce ne son fin troppi di quelli!), ma gli attori non protagonisti, quelli che son perfetti per far risaltare l’abilità dei V.I.P., mancano insomma i Cambiasso, gli Zanetti, i Cruz. Berlusconi ha definito “raccapricciante” il modo in cui ieri sera il Milan ha gestito il vantaggio contro il Werder, facendosi raggiungere nel finale. Sommando tutto ciò sembra quasi elementare l’addio a fine stagione di Ancelotti. Ma sarà così? Se arrivasse la vittoria in UEFA? Se partisse davvero l’allenatore, il prossimo a lasciare sarebbe incredibilmente Galliani. La sua incapacità dell’ultimo periodo di porsi come immagine del Milan (immagine brutta, ma di fatto quello fa) e soprattutto di mediare all’interno della Società rischia di metterlo in una posizione rischiosa. Insomma, il derby ha lasciato a Milanello oltre ad una sconfitta dubbi, moltissimi dubbi, che solo il tempo potrà risolvere.
Probabile formazione contro il Cagliari: (4-3-2-1) Abbiati; Zambrotta, Maldini, Bonera, Jankulovski; Beckham, Pirlo, Ambrosini; Seedorf, Ronaldinho; Pato
Qui Juventus – Qualcosa dall’inizio del 2009 in questa Juventus non va. 4 punti nelle ultime 4 partite sono risultati da fare ridere al solo pensiero di volere vincere lo Scudetto o la Champions. Ranieri sta mostrando tutti i suoi limiti nella gestione della rosa. Infatti non si capisce come Trezeguet abbia finora trovato così poco spazio seppur sia tornato da tempo a disposizione, mentre si insista su un Del Piero che forse in alcune partite era meglio fare riposare in vista del Chelsea. Anche Amauri, nonostante il gol alla Samp, mostra segni di stanchezza: troppo il lavoro che deve fare in una squadra in cui senza Nedved e Camoranesi, gli esterni non aiutano minimamente il gioco offensivo e dove i centrocampisti ideali di Ranieri sono due medianacci di rottura e non d’inserimento e dal gol facile. Nel Palermo, dove tutto il potenziale psico-fisico era dato alla Serie A, Amauri reggeva, ma ora che ci sono anche Coppa Italia e Champions, diventa difficile. Inoltre la sfortuna in questi casi ci si mette sempre di mezzo e gli infortuni arrivati tra gennaio e febbraio in casa Juve preoccupano alquanto: preparazione troppo pesante nella pausa invernale? Oppure eccessivo sforzo richiesto nella prima parte di stagione? Oppure infine incapacità di gestire il potenziale della squadra e soprattutto una panchina troppo corta e troppo al di sotto delle qualità richieste per essere al top in tutte le competizioni. Certo, nulla è ancora perso, il Chelsea deve ancora arrivare, e se riuscissero ad arrivare allo scontro diretto in Campionato contro di noi a 7 punti, potrebbero lottare per riaprire anche questo, ma ci sono troppi se, troppi ma. I tifosi vogliono risposte sul campo, a partire da sabato sera contro il Palermo e chissà se la Juve sarà in grado di darle. Intanto a livello tattico, si parla di turn-over anche in casa bianco-nera, dove la coppia Amauri/Del Piero lascerà spazio probabilmente a Trezeguet e Iaquinta, mentre in difesa dovrebbe esserci Chiellini al fianco di Mellberg, con Legrottaglie finalmente a riposo dopo un tour de force incredibile.
Probabile formazione contro il Palermo: (4-4-2) Buffon; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Sissoko, Tiago, Nedved; Trezeguet, Iaquinta

DI DIAVOLO IN DIAVOLO...

DAL DERBY AL MANCHESTER PASSANDO PER BOLOGNA.
Scritto da | Sergio - Giovedi 18 Febbraio 2009


Oltre all'immensa gioia, la vittoria del 270° derby della Madonnina ci ha regalato la consapevolezza che questa Inter può puntare a quei traguardi importanti, che mancano da troppo tempo. Così ...di diavolo in diavolo... il nostro percorso verso il paradiso somiglia sempre più ad un girone infernale. Sconfitti i diavoli rossoneri, presto saranno a Milano i 'Diavoli Rossi' del Manchester, una sfida che l'Inter dovrà affrontare giocando la partita perfetta, senza sfumature ne distrazioni. Ecco che l'appuntamento di campionato, sabato a Bologna, sembra più una fastidiosa pratica da svolgere senza strafare e questo preoccupa non poco, visto che Mihajlovic godrebbe molto nel farci lo sgambetto che ridurrebbe in cenere quanto di buono prodotto dalla vittoria di domenica sera.

Ma facciamo due passi indietro e vediamo quanta confusione ha prodotto il derby in questi giorni partendo dalle infelici parole dello 'Zio Fester' che non è riuscito nel suo buon intento di evitare di dire 'caz....' ed intervistato da chi gli chiede di Agger e del presunto derby con l'Inter per il centrale difensivo del Liverpool, il numero due rossonero risponde: "L'Inter è brava a vincere i derby di mano e vincerà anche questo duello perchè per firmare un contratto serve la mano...".
Non penso sia necessario aggiungere altro, se non una sonora pernacchia per lui e chi come lui proprio non riesce ad accettare una sconfitta di gioco e carattere così evidente.
Abbiamo letto tutti che il giudice sportivo ha assolto Adriano, in quanto il tocco con l'avambraccio, che ha poi prodotto il goal dell'1-0, è stato considerato giustamente involontario come le immagini dimostrano, ma forse Galliani non ha visto il fallo da rigore di Ambrosini su Stankovic nel tentativo, poi riuscito, di anticiparlo prima della conclusione che avrebbe portato l'Inter in vantaggio quando ancora il match era sullo 0-0.
Potremmo stare qui a citare altri episodi sia a favore dell'Inter, che del milan, ma non vogliamo ridurre alla sola, discussa e bistrattata moviola, la storia di un match il cui risultato finale è inequivocabilmente giusto se confrontato con quanto espresso in campo dalle due formazioni.
Naturalmente i giornalisti fanno il loro mestiere e mettere benzina su fuocherelli, per farli diventare incendi, è la loro arte più eccelsa. Così si continua, nonostante le lampanti prove, a rimettere sempre tutto in discussione, anche quando non ha senso d'essere, provocando reazioni 'nervose' che poi alla domenica producono, nei piccolissimi cervelli di alcuni tifosi, pensieri di violenza, alibi per poter sfogare "l'insofferenza dell'essere", perchè per alcuni le parole di altri sono l'assoluta verità, seppur essa sia discutibile, comunque non giustificabile. Si veda ad esempio i sette 'impronunciabili', arrestati dopo il derby, che cito così semplicemente perchè si sappia, che certa gente esiste ancora.

Oggi l'Inter ha ripreso gli allenamenti allo stadio Meazza, il cui campo domenica sera sembrava a tratti la pista da pattinaggio di Bosco Chiesa Nuova. Non ci resta che credere fermamente nel lavoro mentale che Mou starà sicuramente facendo per permettere ai nostri Guerrieri Nerazzurri di riuscire a concentrarsi solo sulla sfida di sabato contro il Bologna, lavoro sicuramente possibile, ma difficile perchè dietro l'angolo c'è la svolta per il futuro, c'è un altro diavolo da affrontare per arrivare alle porte del paradiso.

LA NUOVA GENERAZIONE

Capitolo XVI - BAR SPORT 'OROLOGIO'
Scritto da | Andrea - Martedi 17 Febbraio 2009

Il giorno dopo il derby è sempre un gran casino. Vincitori e vinti si affrontano in uno scontro ad armi pari, con arsenali di sfottute in bella vista e vincerà colui che ha la lingua più lesta. Ed in questo, mi duole ammetterlo, ma i miei cari vecchietti interisti sono sempre stati dei maestri. Sarà che sono più le botte che hanno preso che le gioie ricevute dalla loro passione calcistica, sarà che sono meno sofisticati dei tifosi milanisti, sarà che sono un po’ più bauscia, fatto sta che il 90% delle volte il milanista esce sconfitto dallo scontro verbale con l’interista. Potete dunque immaginarvi cosa sia avvenuto ieri in qua al Bar Orologio nel momento in cui Amedeo, Giulio, Gianfelice e Michelino hanno visto entrare il Marchetti. Una scena che non riporto per la tristezza che mi ha messo addosso tale visione, seppur tutti gli altri clienti del bar ridessero, soprattutto per lo sbiascicare che i quattro amici facevano in seguito ad una mattina fatta di sbevazzate e ghignate. Oggi è martedì e le cose vanno meglio, la mattina è passata con tranquillità, la bandiera nero-azzurra che, per tradizione imposta da mio padre (pace all’anima sua), espongo ogni volta dopo la vittoria d’un derby sopra il bancone è tornata in bella vista in seguito che il Marchetti in un attacco d’ira l’aveva tirata giù assieme a un paio di bottiglie di liquori. La parte del bar dedicata ai biliardini era piena di sbarbatelli che giocavano in allegria come sempre verso quest’ora del pomeriggio. Entrò nel locale Amedeo, accompagnato dal Giuliett e dal nipote di quest’ultimo, il Roberto, il teppista che mi aveva inciso l’epigrafe dei quattro deficienti al tavolino.
“Ciao a tutti, voi due” dissi poi guardando l’Amedeo e il Giuliett “Spero che oggi vi siate calmati, non voglio più scenate come quelle di ieri ok?”
“Rumpa minga i ball, ho un mal de cù” disse Amedeo mentre si incamminava al tavolo
“Ci credo! Ieri avete passato la giornata a bere! Meriti il mal di testa. Un caffè o acqua?”
“Caffè?? Acqua?? L’acqua la fa mal, la bev dumà la gent de l’uspedal” esclamò il Giuliett
“Portaci un bianchino va la…” concluse l’Amedeo
Scuotendo la testa andai a prendere due bottiglie, intanto il Roberto era li che mi fissava

“Ciao Roberto, sei cresciuto eh! Cavolo sei diventato uno spilungone. Spero tu sia cresciuto anche di cervello e non vada più in giro a incidere i tavolini dei bar”
Rise, poi fece di no con la testa
“No, non si preoccupi signor Gianni, non incido più nulla, adesso mi dedico al calcio”
“Ch’es chi diventerà el nuovo Cambiasso, t’el dis mi! E lo dico minga perché sun in nonno, ma perché inscì aveghen che curen come il mio Robertino” disse il Giulietto che aveva seguito la discussione
“Nonno, non esagerare su…”
“Ma che ci fai qui Roberto?” chiesi
“E, starei aspettando una mia amica, mi ha dato appuntamento qui”
“Eheh, e bravo il Rubertin, fa minga come tuo nonno Giuliett, impara dal sottoscritto Amedeo. La figa el tira pù dei buoi!”
Ridemmo tutti mentre intanto servivo da bere ai due
“Cazzo, gente, son ancora gasatissimo per il derby! S’atachen al tram ades i casavit. Ed ho goduto ancora di più del gol de mano del Panzone Adrianone” disse con la sua solita veemenza Amedeo
“Quanta ragione che te ghe! Il Prisco sarebbe stato urgugliuss de vins inscì”
“Scusate se mi intrometto, ma te Amedeo mica avevi già preparato il funerale così morivi contento?” mi intromisi nel discorso io
“Ma guarda, si, però poi ho deciso che siccome vinceremo ancora per un bel po’ de ann, l’era mei rimandà de…diciam un tri o quater decen ancora”
“Te se semper sta un omett de poche pretese ti Amedeo” disse ridendo il Giuliett mentre offriva il bicchiere per un brindisi all’amico.
“Beh, però ci sono stato vincino vicino alla morte osti, quando il Murigno el g’ha mes denter Vieira e poi il Burdisso. Osti, il Burdisso! Ch’el lì l’è un arma de distruzione de massa, fa partire i cuori de num poveri veceti come pochi”
Risero ancora poi vidi entrare nel bar Martina, mia nipote, come al solito sempre troppo poco vestita per i miei gusti
“Ciao zio!” e venne a darmi un bacio sulla guancia
“Ciao Martina, oggi niente maglietta?” chiesi con ironia
“Mamma mia, sempre a fare il noioso, sei peggio del papà!”
“Martina, ormai te ghè da saperl, il Gianni l’è nuiuss comme una partita dei gobbi” si intromise Amedeo
“Ah ah ah, simpatico vecchietto, attento che nel vino c’ho messo del cianuro!”
Amedeo lo sputò fuori di fretta poi mi guardò e bofonchiò
“Bastardo….”
“Che ci fai qua?”
“Mi devo trovare qua con un amico, ha detto che conosceva bene il tuo bar e così abbiamo deciso di incontrarci qua per fare due chiacchere”
Intanto il Roberto lasciò il biliardino e si incamminò verso me e Martina, mentre tutti gli altri ragazzi s’erano fermati per vedere il sedere di mia nipote
“Voi, sbarbatelli! Continuate a giocare se non volete che il cianuro lo metta anche nelle vostre coche cole!” esclamai seccato, intanto Martina s’era andata a mettere vicino a Roberto in un tavolo appartato e si stavano salutando. Mi avvicinai al Giuliett
“Giuliett, tuo nipote starà mica provandoci con la Martina?”
“No, l’e stà ad insegnà a giucà a dama” si intromise ancora l’Amedeo. Gli tirai uno scappellotto sulla nuca
“Bastrdo…” bofonchiò ancora
“Bè, Gianni, lo so minga se ci sta a provar o no, c’è di buono che son tuch e dù interisti, perché se no ‘sto matrimonio non sa da fare” esclamò il Giuliett. L’Amedeo scoppiò a ridere
“Parole sante Giuliett, parole sante. Mi sembrava de sentì parlà il Murigno…”
Lasciai i due a ridere. In effetti capire le nuove generazioni è dura, ma sicuramente è molto meglio che stare dietro a certe vecchie generazioni….

CHE DOMENICA!!!

Scritto da | Sergio - Martedi 17 Febbraio 2009
"Un breve excursus del derby vissuto al Meazza..."

Che domenica, siamo stati in fibrillazione fino all'ultimo secondo, quando l'arbitro ha fischiato l'inizio del 270° Derby della Madonnina. Ho passato il sabato di vigilia a desiderare che arrivasse domenica perchè non potevo più aspettare, dovevo salire in auto, partire ed entrare al Meazza e poi...KAUABUNGA!!!
Alle 18 lo stadio e dintorni erano gia abbastanza popolati, un via vai continuo di sciarpe Nerazzurre e rossonere, nessuno osava dire nulla ma gli occhi in "cagnesco" quando incrociavo un cacciavite, li riconoscevo eccome! Dopo essermi ibernato nella fredda attesa, dove il passatempo migliore era un gruppo di giapponesi, che attenti e sorridenti ascoltavano parole per me incomprensibili intervallate da inchini e risate, (Che cavolo si saranno detti per un'ora, mah!)
finalmente entro e mi siedo nella seconda "trincea arancione". Subito noto la 'temperatura prevista per le 22:30', un -11 preoccupante per noi che dovevamo assistere alla partita (non avevo portato l'equipaggiamento per 'Freelander')e ancor di più per quei due milanisti che l'altissimo ha avuto il cattivo gusto di far sedere vicino a me. Salvo poi ricredermi quando al 33' minuto l'arbitro annulla giustamente il goal di inzaghi per fuorigioco, offrendomi la gioia e l'ardire di interrompere il loro abbraccio festante con il classico 'toc toc' sulla spalla mentre con l'altra mano gli indicavo la retta via, quella del guardalinee con il braccio alzato. Il milanista, di vecchia data, seduto davanti a me invece era un classico amante del calcio e della critica moderata, che ogni tanto si girava e tristemente farneticava cose del tipo.."Ronaldiho non copre"..."Manca Gattuso"...ed io rispettosamente parlando lo rincuoravo.."Lasci perdere, che per stasera va bene così!", mentre l'Interista seduto al suo fianco gli sventolava davanti la mano con due dita alzate, sulle quali 'lampeggiavano' i nomi di Adriano e Stankovic. Coreografie splendide, atmosfera emozionante e frizzante di tensione, le curve che si scambiano messaggi d'amore, tra "figli di..." e "pezzi di..." , mancava solo lo striscione del serpente che striscia verso un bagno, un gesto di elevata cultura, che avranno impiegato non poco tempo e denaro nel realizzare, e che la sud ha voluto farci 'gustare' nell'Intervallo. Purtroppo per loro in quel frangente erano sotto 2-0 ed in fase di strisciamento verso un bellissimo -11 dopo un primo tempo fortemente Nerazzurro. Nel secondo tempo, con Adriano che mangiava goal come caramelle, ci siamo poi ritrovati difronte ad una ventina di minuti in cui l'Inter è riuscita a farci sudare nonostante la temperatura prevista fosse ben diversa, ma alla fine la barricata concepita da Mou ha avuto successo e mentre l'arbitro fischiava la fine, noi popolo Nerazzurro eravamo già in festa e sulle note di 'Pazza Inter Amala' si scatevano canti e balli, alcuni in spalle ad altri che correvano sventolando sciarpe e badiere, abbracci e sorrisi. Il giusto finale di una domenica che ci ha regalo ancora una volta tante emozioni positive e la convinzione che possiamo essere più forti di quanto già siamo.

Un pensiero finale per quel povero milanista che scendendo le scale del Meazza ha rabbiosamente afferrato i propri attributi mostrandoli in segno di protesta ai cori vittoriosi degli Interisti, non mi resta che compatirlo per il gesto e comprenderlo per la rabbia...suvvia è una partita...e noi abbiamo Vinto!!!
Sergio
C'èSolol'Inter!!!

ADRIANO, PRONTO IL RINNOVO!

Scritto da | Magrì - Lunedì 16 Febbraio 2009

Dopo, che nelle ultime settimane si era parlato di rinnovi in casa Inter con Cambiasso e Julio Cruz, il prossimo nome sull'agenda di Massimo Moratti, è quello del ritrovato imperatore, Adriano.

Il giocatore che percepisce circa 4 mln a stagione, potrebbe ritrovare aumentata la sua paga, a circa 5,5 mln, e il contratto potrebbe essere prolungato fino al 2012. Parole che fanno felici i tifosi Nerazzurri, che all'indomani della vittoria nel derby lodano il proprio bomber. Ma siamo sicuri che è tornato quello di una volta? Io non ho dubbi...!

IL DESTINO NELLE NOSTRE MANI

Scritto da | Andrea - Domenica 15 Febbraio 2009
Ogni volta che c’è un derby un pensiero va lassù, a Peppino Prisco, un uomo che viveva un Campionato intero solo per quelle due sfide contro i rivali cittadini. Se ci fosse stato stasera sarebbe stato contento, nel suo modo di vivere il calcio un po’ bausciesco da milanese acquisito. Sarebbe stato contento di questa Inter fisicamente disarmante per ogni avversario, di quel gol un po’ così di Adriano e di quel finale di sofferenza che solo noi possiamo concepire. Il derby è la partita di noi tifosi, quella che non vuoi mai perdere, quanto meno per evitare gli sfottò. Quella di stasera di fatto ci ha consegnato il destino del Campionato in mano, ora tutto sta a noi, perderlo come vincerlo.

San Siro spolvera un pubblico da grande occasione, coreografie emozionanti, suoni mozza fiato. L’Inter è in campo e se il Milan prova a fare il match, i ragazzi non hanno problemi a resistere ed anzi a rispondere: le migliori occasioni sono nostre ed il gol arriva con Adriano, il ragazzone brasiliano che un po’ con la testa e un po’ (tanto) con il braccio mette la palla dentro.
Tifosamente: chissene frega, vincere così dà un gusto ancora maggiore di presa per il culo per i diavoli. Sportivamente: il gol l’avrei annullato, seppur ci sia l’involontarietà. Insomma decisione difficile, ma di fatto è la situazione che cambia la partita, perché il Milan scompare e sale in cattedra definitivamente l’Inter che gioca un buon calcio, con la potenza fisica e la velocità va a mettere in crisi il centrocampo rosso-nero non abituato e svogliato nel rincorrere gli avversari portatori di palla. Il colpo pesante arriva in chiusura di ripresa quando Deki (che s’era mangiato un gol che anche mia sorella avrebbe messo, e non sto scherzando) fa partire una botta violenta dal limite dell’area su assist di Ibra. Pam, 2 a 0 ed il Milan in tilt. La ripresa ci dà un Milan forse più carico, ma confusionario e che regala a noi nero-azzurri, ottimi nelle transizioni offensive, almeno tre occasioni da gol per chiudere definitivamente il match. Ma il derby quasi mai è chiuso e dal 25° della ripresa, anche grazie all’ingresso di Inzaghi, il Milan trova nuova verve e prende in mano il gioco, trovando il gol con Pato e poi una continua pressione ai limiti della nostra area. Soffriamo, sudiamo sia i ragazzi in campo, sia noi tifosi sugli spalti, sia noi a casa sulle nostre poltrone (è incredibile come una partita ti regali una sauna gratis comodamente seduto a casa). Ma alla fine l’arbitro fischia e il 270° derby della Madonnina va alla squadra oggettivamente più forte, che nonostante alla fine abbia sofferto, ha dato prova per 70 minuti di grande solidità, compattezza e tecnica. Lodi a Maldini, grande signore non solo del Milan, ma del calcio italiano e lodi ad Adriano, che dedica il gol al figlio di Musigno, suo grande fan dimostrando, in fondo di essere un ragazzo con un cuore grande così. Una tiratina d’orecchio ci sta invece per il Mister, che tatticamente azzecca tutto, perché ottima la prestazione di Samuel e Chivu, coraggioso e preciso Santon, buona prova del centrocampo, ma poi fa sudare tutti quanti quando inserisce Vieira e Burdisso togliendo i terminali offensivi.
Tutto per il verso giusto stasera però alla fine, anche se per un momento, all’ingresso in campo di quel 35enne travestito da 25enne che è Inzaghi, ho la certezza che ogni tifoso nero-azzurro ha pensato “Cazzo, adesso entra, segna e dobbiamo sorbirci la sua solita esultanza di mezzora…” ma per fortuna il guardalinee era sobrio e vede tutti i suoi fuori giochi, esistenti, dal primo all’ultimo.
La certezza dello Scudetto è logico che non ci sia, ma ora possiamo solo vincerlo o perderlo noi,
possiamo sbagliare solo noi. Mi piace pensare che stasera Peppino Prisco abbia fatto uno strappo alla regola, sia sceso un secondo e ci abbia consegnato il destino nelle nostre mani, dicendo che il momento migliore per farlo era proprio oggi, quando gobbi e cacciaviti perdono pezzi per strada.

Andrea

LA CAPOLISTA VOLA

Scritto da | Magrì - Domenica 15 Febbraio 2009
Se ne potrebbe parlare per altri sei mesi. E' vero il campionato non è chiuso, ma quasi. Molti parlano già di un campionato che prevede solo la battaglia per il secondo posto.

L'Inter vince il derby, convince e mette una parola fine al primato in campionato. Il Milan si è dovuto inchinare alla grande superiorità fisica dei ragazzi nerazzurri che hanno dimostrato ancora una volta con superlatività di non avere rivali in campionato.
Un gol di Adriano, sancito da varie polemiche, porta in vantaggio l'Inter, ma si nota nettamente la sua involontarietà nel tocco del pallone col braccio. Dal mio punto di vista gol regolare. Passano un paio di minuti che l'Inter raddoppia, e il tabellone di S.Siro dichiara: Inter 2-0 Milan.
Secondo tempo senza alcun cambio ma al 55' a farne le spese è Bechkam che con una vaga prestazione lascia il campo per infortunio, sospetto stiramento. Intanto l'Inter mette in difficoltà Abbiati che con ripetitive parate riesce a negare il gol della felicità prima ad Adriano e poi ad Ibra. Sulla ripartenza opposta è il Milan che prova a mettere in difficoltà i ragazzi nerazzurri, ma un fantastico Julio Cesar nega più volte la gioia rossonera ma non può nulla sul tiro di Pato che gonfia la rete. S.Siro è una bolgia, grazie allo spettacolo offerto dalle due squadre, ma al fischio finale è l'urlo nerazzurro a prevalere su tutto. L'Inter batte il Milan per due reti a uno, consolida il primato, di Milan e Juve non c'è più ombra...

-Pagelle-
Julio Cesar 8, Maicon 6, Samuel 6,5, Chivu 7, Santon 6,5; J. Zanetti 6, Cambiasso 6,5, Muntari 6,5 (43'st Maxwell sv); Stankovic 7,5 (37'st Burdisso sv); Ibrahimovic 6,5, Adriano 7,5 (35'st Vieira 6,5).

INTER vs Milan | I 22 CONVOCATI

Scritto da | Sergio- Sabato 14 Febbraio 2009

Ecco la lista dei Guerrieri Nerazzurri convocati da Mourinho per il Derby INTER vs Milan valido per la 24^ giornata della Serie A Tim 2008-09 che si terrà Domenica 15 Febbraio 2009 presso la Scala del Calcio allo stadio Meazza in S.Siro a Milano, ore 20.30.

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 6 Maxwell, 13 Maicon, 16 Nicolas Burdisso, 23 Marco Materazzi, 25 Walter Samuel, 26 Cristian Chivu, 39 Davide Santon
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini.
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Ricardo Cruz, 10 Adriano, 18 Hernan Crespo.

Partecipa al Sondaggio e Schiera la Tua Inter!!!


SEMBRA CHE MAICON SALTERA' IL DERBY!

Scritto da | Sergio - Venerdi 13 Febbraio 2009
Non è possibile..non ci voglio credere! Auguriamoci che domani tutto svanisca come un brutto sogno, Maicon salta il Derby.
Nessun dramma per carità (merdjsdg..!!!), Santon puo giocare in quel ruolo con profitto e quindi Maxwell potrebbe riprendere il suo posto sulla fascia di sinistra.

Intanto i giardinieri hanno rizollato il manto erboso del Meazza, ora è in ottime condizioni (finalmente), tutto deve essere perfetto, l'ansia sale vorticosamente, tutte le Tv del mondo collegate. Di ora in ora tutto il resto perde di luminosità, sempre più in secondo piano.
L'evento è alle porte!

FORZA RAGAZZI! FORZA RAGAZZI! AVANTI INTER!

DALLO SPIONCINO | SPECIALE DERBY

Scritto da | Andrea - 12 Febbraio 2009
Per una volta noi interisti ed i nostri “cugini” milanisti siamo d’accordo: questo week-end della Juve non ce ne frega un cacchio. L’unica cosa che abbiamo in testa è il derby. Per una volta quindi la rubrica Dallo Spioncino sarà un po’ diversa. Non parleremo di Juventus e Milan, bensì di Inter e Milan, perché ogni tanto dare un’occhiata anche a casa propria non fa mai male.

Qui Inter – Mourinho è una grande tattico, non tanto a livello calcistico (è molto meno tattico calcisticamente di quanto possa sembrare), ma a livello mediatico. Le dichiarazioni del post Lecce-Inter, abbastanza inutili e ridicole se vogliamo ben vedere se prese così, hanno una loro utilità di fondo all’interno del gruppo Inter. Nel manuale dell’arte della guerra è spiegato che fare sentire accerchiati i propri subordinati tira fuori il meglio di loro in battaglia. Fare sentire quindi i giocatori attaccati dai media e presi di mira dal settore arbitrale, secondo Mourinho quindi, farà sentire i ragazzi ancora più carichi e vogliosi di dimostrare la loro forza, è come se gli dicesse (e nessuno nega che gliele abbia dette nello spogliatoio) “Bene, tutti ci attaccano? E noi dimostriamo a tutti che siamo i più forti, i più cazzutamente forti!”. Tattica giusta? Tattica errata? Non si sa, però il ragionamento del tecnico portoghese ha un suo fondamento ed anche bello saldo. In più queste dichiarazioni avevano anche lo scopo di distogliere l’attenzione dalla partita di domenica sera in quel di San Siro (cosa a cui per altro ha già fortemente influito fino a ieri mattina l’orripilante prestazione dell’Italia lippiana) e spostarla a un livello più basso come quello delle discussioni arbitrali. Speriamo che ciò sposti davvero la pressione di una partita così importante dalle spalle dei ragazzi. Bisogna ammettere che per ora, leggendo i giornali la cosa sembra funzionare.
Passiamo al campo: Julio Cesar, Maicon, Cambiasso, Zanetti, Muntari, Ibrahimovic, Deki, e se starà bene Samuel. Questi son i punti saldi di Mourinho per domenica sera, i dubbi quindi sono principalmente 3: chi al fianco di Samuel? Materazzi dopo l’ottima prestazione di Lecce è tornato perfettamente in lizza per un posto da titolare, ma dovrà vedersela con Burdisso, Cordoba ed anche Chivu; Santon o Maxwell? Maxwell è la scelta di sicurezza, non giocando da tanto sarà anche molto carico, ma il portoghese non è uno da scelte semplici, per questo Santon sembra in vantaggio. Giovane, energico, una sua buona prestazione contro il Milan lo renderebbe automaticamente degno di essere definito grande giocatore. Infine il dubbio che persiste dall’inizio del campionato oramai: chi affiancare all’intoccabile Ibra? Adriano, dopo la non brillantissima prova di martedì (ma convincente secondo Mourinho) sembra avvantaggiato, nonostante l’idea Cruz (più che altro per i precedenti) si sia fatta spazio ultimamente. Incrociamo le dita e speriamo bene, perché alla fine chiunque scenda in campo a noi interessa solo una cosa: la vittoria
Probabile formazione INTER: (4-3-1-2) Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Samuel, Santon; Zanetti, Cambiasso, Muntari; Stankovic; Ibrahimovic, Adriano.

Qui Milan – A Milanello la situazione è diversa e si fa un gran parlare: Kakà, Beckham, Ancelotti, Galliani, poi ancora Kakà, ancora Beckham, ancora Ancelotti. Andiamo con ordine, partiamo da Kakà: l’infortunio di sabato di fatto sembra averlo tolto di gioco per la sfida con noi dell’Inter, però si sa, noi interisti pensiamo sempre male ed il dubbio che fosse (o che è) tutta una montatura è venuto. Le ultime notizie dall’ambiente rosso-nero comunque dicono che dopo una giornata passata in palestra ieri, oggi, dopo un’altra seduta in palestra, se n’è andato da Milanello nel primo pomeriggio, senza partecipare all’allenamento con i compagni, cosa che lascia capire che probabilmente il medico rosso-nero aveva ragione: niente derby per lui. Beckham: sostanzialmente di lui ce ne frega poco, si sa che domenica sarà in campo a meno di defezioni dell’ultimo momento. Il Milan sta piuttosto facendo una tattica di depistaggio mediatico a mio parere come quella effettuata da Mourinho per spostare la pressione dalla sfida di domenica alla possibile soluzione del caso Beckham. Di fatto la soluzione è sempre quella, cioè o il Milan fa una bella offerta oppure non se ne fa nulla. Il limite ultimo posto dal boss della Major League è di domani per la chiusura delle trattative, ma probabilmente sono solo parole, la tiritera andrà avanti. Ancelotti: la partita contro l’Inter è un bivio per lui, perché se vincesse rimarrebbe in lizza per lo Scudetto e riprenderebbe punti agli occhi di Berlusconi&Co., ma se perdesse la situazione sarebbe grave e nonostante le dichiarazione rilasciate oggi al quotidiano La Stampa (“Se Abramovich mi chiamasse direi ancora di no”) le voci che lo vogliono lontano da Milano, magari a Londra oppure a Madrid sono insistenti. Infine Galliani: per la prima volta lo zio Fester dei cugini ha detto cose giuste: il Milan non deve puntare solo a vincere il derby, ma le sfide con le piccole dove ha perso quest’anno, come nei due anni precedenti, una marea di punti che hanno portato all’abissale distacco da noi nero-azzurri accumulato in questi ultimi tre anni. Oltre ad una constatazione giusta appare anche come una frecciatina ad Ancelotti….
Livello tattico: l’unico dubbio del Mister sarà chi affiancare a Maldini al centro della difesa: nonostante il sogno sia di schierare dal primo minuto Nesta, la possibilità più attuabile sembra essere Kaladze, che ieri sera in nazionale contro l’Irlanda ha giocato bene per tutti i 90 minuti. Favalli sarà rispolverato dunque solo in emergenza.
Probabile formazione MILAN: (4-3-2-1) Abbiati; Zambrotta, Kaladze, Maldini, Jankulovski; Beckham, Pirlo, Ambrosini; Seedorf, Ronaldinho; Pato

TIFARE PER L'INTER VUOL DIRE ONORE

Scritto da | Sergio - Giovedi 12 Febbraio
"Una giornata particolare, a tre giorni dal Derby, destino ha voluto che oggi scoccasse il mio 32° anno, rendendo questa settimana davvero speciale.
Come scritto, da qualche giorno, sto rivisitando la grafica del blog. Avrei voluto che la nuova versione fosse on-line oggi stesso come una sorta di regalo per me e per tutti voi che seguite "C'èSolol'Inter!!!" e hai quali devo molto, ma il tempo è sempre troppo poco (le capacità e le conoscienze limitate...ahaha)e così non è bastato lavorarci fino alle due di questa notte per riuscire nell'intento. Ormai comunque ci siamo ed in vista del derby tutto sarà pronto.
Il derby, come direbbe Alfred di Happy days "..già..già..già..", il derby...
Armato di biglietto e pronto al pellegrinaggio domenicale...regalo di inestimabile valore, emozione forse inripetibile, ci sarò, domenica sera pronto a sostenere i nostri Guerrieri fino all'ultimo respiro, finchè voce avrà suono seppur afono, io ci sarò!.

Lo spirito giusto per affrontare il derby lo potete trovare tra le righe scritte da Matrix domenica 08 Febbraio sul suo blog:
"Così, a Lecce è stato bello tornare in campo dopo tanto tempo, sentire subito buone sensazioni. Ritrovare un’Inter così solida, dare il mio contributo per mantenere la porta di Julio Cesar imbattuta e riscoprire un gusto particolare: ormai gioco ogni partita con l’Inter come se fosse l’ultima o, come ha detto ieri il mio amico Stankovic, come se fosse una finale. Io lo chiamo il gusto di dare tutto in 90’: e, a pensarci bene, i prossimi che giocheremo sono ideali per un approccio così…"

link: Marco Materazzi

Un abbraccio a tutti, grazie di cuore per il sostegno e la partecipazione che offrite a questo piccolo blog che continuerò a portare avanti, disponibile ad accogliere le idee ed i suggerimenti di tutti!


Sergio
C'èSolol'Inter!!!

FUNERALI, DIAVOLI E LA GUARDALINEE

Cap.XV - BAR SPORT 'OROLOGIO' - Scritto da | Andrea - Lunedi 09 Febbraio 2009
Certe giornate ti aprono il cuore ed i polmoni. Febbraio sarà anche un mese del cazzo, perchè non né carne, né pesce. E’ un ibrido a metà tra l’inverno e la primavera. Ma quei spiragli di primavera che ti dà sono proprio belli. Oggi è una di quelle giornate dove il sole splende nel cielo, l’aria è frizzantina e ti spinge a fare lunghe passeggiate nei parchi o in piazza Duomo, perché Milano, bisogna dirlo, è proprio una bella città a volte. Sarei rimasto volentieri a lungo li fuori, a vedere la gente correre nel parco, i ciclisti tutti contenti ed anche qualche lavoratore preferire le due ruote alle quattro, ma il lavoro chiamava, così rientrai. Il Giulietto era seduto al videopoker continuando a inserire monetine e a perdere, mentre il Michelino sedeva tranquillo al tavolo leggendo la rosa e bevendo un bianchino. Che pace! Che tranquillità!
“Buongiorno Gianni, prepara una bottiglia del bianchin che el gh’è da brindà”
Pace finita, era arrivato l’Amedeo. Si indirizzò subito verso i suoi due amici
“Alura, oggi mi sun purtà avant. Ho urganisà el mi funeral scrivendo cosa voglio ai miei cari, scegliendo la bara e tuch il rest”
“Ma ti sei bevuto il cervello?” chiese il Michelino alzando per la prima volta gli occhi dal giornale
“No, no, è tutto calcolato. E poi ho fatto le prime aziun disoneste della settimana: ho rubà dall’edicola del Giangi un porno” e ridacchiando tirò fuori da sotto la giacca una rivista sozza
“Amedeo!” esclamai “Metti subito via quella roba! Questo è un bar per bene!”
“Gianni, secondo me ti te ghe bisogno di sta rivista qua” rispose, poi la rimise sotto la giacca
Il Giulietto lasciò la macchinetta bestemmiando parole incomprensibili e andò a sedersi al tavolo con gli altri due
“Te ghe rubà al Giangi?”
“Si, si e poi ho pure mandà a ch’el paes il vigile Bogliani”
“El Bogliani?” dissero all’unisono il Michelino ed il Giulietto increduli. Il Bogliani è il vigile della zona, un Bastardo con la B maiuscola. Ogni scusa era buona perché lui ti facesse una multa o ti rompesse i maroni.
“Si, l’eran ann che lo volevi fa!”
“Senti, ma com’è tutta sta smania di organizzare il funerale e commettere azioni disoneste?” chiese incuriosito il Michelino e visto che pure io ero sinceramente curioso di capire cosa frullava stavolta nella testa dell’Amedeo, dopo aver portato la bottiglia di bianco al tavolo mi sedei con loro
“Allora, visto che domenic de sera el ghè il derby, e visto che noi sem decisament pù fort dei casavit e lo vinceremo, ho deciso che l’è giust morir domenica notte, così muoio contento no? E poi sto commettendo tutte le cose illegali che el g’avrei semper volut fa perché inscì vado all’Inferno, e in mes a tuti chei diavul sai che godimento dopo aver vinto un derby??” sul suo volto si aprì un sorriso a 32 denti, mentre io e gli altri due non sapevamo se ridere o pigliarlo a schiaffi.
“Amedeo, casso te se drè a dì?” disse alla fine il Giuliett
“Non ì che puoi decider tu quando morire e dove finire. C’è un Dio apposta” aggiunse il Michelino
“Te sei matto” conclusi io
“Voi non capite un set bell. Contro il Lecce, sabet, al sec und gol el gù sentì il cor pompare con troppa veemenza. Così ho capito che se vinciamo il derby, il mio fisico non regge più. Gianni, ti e l’Ambros dovrete portare la bara, perché lord ù ed il Gianfelice son trop vech”
“Ma non diciamo cazzate, io non porto la bara di nessuno. Mica muori domenica!” dissi, poi mi alzai ed andai a servire un altro cliente
“Bastardo” bofonchiò l’Amedeo mentre iniziava a sorseggiare il bianco. Rimasero in silenzio per un po’, poi il Michelino decise di cambiare argomento
“Allora Amedeo, te ghe vist il Milan sabet sera?”
“Pfui, squadra de merda, saranno mica gente con i cuiun chei lì!”
“Sperem giochino così anca domenica…e poi te ghe vist ch’el gh’era ‘na tusa a fare la guadìrdalinee?” chiese il Giuliett
“Osti, ho vist, l’era mica male. Tra l’altro assomigliava a…” poi iniziò a ravanare nella sua giacca e tirò fuori di nuovo il porno “Ecco, pagina 37, assomigliava a sta bella morettina qua”
Gli altri due si chinarono sul giornale
“Te ghe rasun, l’era propri simile”
“Cazzo, volete mettere via o no quel giornale?? Devo venire a prenderlo io? Va che te lo brucio eh Amedeo!” esclami incacchiato che nel mio bar si vedessero certe cose, per di più portate neppure da ragazzini con ormoni in subbuglio, ma da dei vecchietti in andropausa. Amedeo lo mise via facendomi una linguaccia, poi si rivolse agli altri due
“Ma, secondo voi, la se cambia insieme all’arbitro la tipa guardalinee?”
“Eheh, immagino i festini in ch’ello spogliatoio!” aggiunse ridacchiando il Giulietto
“Secondo me, per arrivare li, l’ha data pure a Collina” concluse degnamente il Michelino. Mentr i tre ridevano di gusto mi fiondai al tavolo, strappai dalle tasche dell’Amedeo il porno e lo stracciai poi esclamai
“Possibile che siate così deficenti? Non vedete che c’è altra gente? Fateli almeno a bassa voce i vostri discorso perversi!” poi tornai al bancone chiedendo scusa ai presenti.
I tre rimasero a lungo in silenzio, quasi mortificati, sorseggiando il vino e facendo finta di nulla, poi l’Amedeo si girò verso gli amici
“Secondo voi, se la invitassi al mi funeral, la guardalinee ci verrebbe? Almeno poi vo dù ve rifarest gli och…”
Ripeto, possibile che siano così deficienti?

DERBY A DISTANZA

Scritto da | Andrea - Domenica 08 Febbraio 2009
Quando in vista c'è un derby, la parte bella (oltre alla partita) è lo scontro ironico e cinico tra i tifosi delle due squadre. Di fatto il derby inizia almeno una settimana prima della vera partita. Ieri alle ore 18 è sceso in campo l'Inter, mentre alle 20 e 30 il Milan ed il verdetto finale è stato chiaro: Inter stravince, il Milan pareggia, ma di fatto perde.
Perde un'occasione d'oro per starci col fiato sul collo, perde l'occasione per dimostrare che non è un album di figurine e basta, ma soprattutto perde Kakà per la stracittadina. Il brasiliano si fa male e la sua condizione non è buona, è previsto un lungo stop, ma sicuramente non ci sarà a Londra per Italia-Brasile e nemmeno per Inter-Milan. Ma parliamo un attimo dell'Inter vista ieri allo stadio Via del Mare di Lecce: prima abbiamo resistito ai giallorossi colpendo in contropiede, poi abbiamo preso in mano il pallino per distruggere nell'ultima mezzora la resistenza avversaria. Una perfetta tattica di battaglia che ha portato i suoi frutti ieri come in altre partite contro squadre medio-piccole in trasferta.

Non abbiamo giocato bene, il modulo ad albero di Natale non ha convinto, ma il risultato finale, la grinta messa in campo e la classifica soprattutto convincono eccome. Ibrahimovic sorride sotto il suo naso aquilino; Figo fa gol di testa sentendosi un giovincello e non un giocatore in perfetta età da "titolare da Milan" e infine Deki per l'ennesima volta si dimostra indispensabile mettendolo in culo (scusate la volgarità) a tutti quei tifosi juventini che in estate hanno sputato sopra un suo possibile arrivo a Torino, dimostrando che a volte anche gli SpecialOne possono sbagliare la prima impressione. Ora Dejan è diventato un elemento indispensabile nella scacchiera tattica di Musigno. E proprio il Mister a fine partita si lascia andare a qualche dichiarazione polemica (strano vero? Musigno è una persona così poco critica, non fa mai polemica) verso gli arbitri che, dice, "dall'episodio di Siena, con il quale si è alzato un polverone mediatico incredibile contro di noi, i ragazzi hanno notato molte decisione discutibili: oggi il rigore su Ibra, settimana scorsa il mani di Abate, l'espulsione di Muntari. Non sarei un vero leader se non riportassi le opinioni della squadra". A mio parere i giocatori finchè vincono se ne fottono di queste decisioni discutibili, e la voglia di dire queste cose era solo di Mourinho, perchè dopo un tre a zero i giornali non avrebbero potuto dire nulla di negativo su di noi e la settimana sarebbe stata davvero troppo pallosa così. E dunque via, un pò di carne al fuoco non fa mai male, soprattutto prima di un derby! Il Cirque Du Soleil Milan è pronto ad affrontarci ad armi spiegate, tranne forse sfortunatamente (per lo spettacolo, fortunatamente da tifoso) Kakà, e noi dovremo essere pronti a rispondere ai loro colpi. Quindi calma, concentrazione, lavoro duro, grinta, perchè da ieri è ufficialmente iniziato il derby di Milano.

Andrea

P.S. ieri per la prima volta da quando è all'Inter Quaresma ha azzeccato tre cross di fila ed ha quasi segnato. Peccato che vestisse la maglia del Chelsea.

TABELLINO | Lecce vs INTER

Scritto da|Sergio 
Domenica 07/02/2009 - h.20:00

 

Lecce vs INTER

0 - 3

 

12' Ibrahimovic  
    27'st Figo   
    37'st Stankovic  
 

Una sfida che poteva nascondere insidie pericolose, non tanto per l'avversario,che onestamente, senza offesa, nulla avrebbe e nulla hapotuto,affrontando un'Inter non certo strepitosa ma determinata e compatta. Il pericolo maggiore semmai sarebbe potuto nasce da un nostro calo di tensione, come accaduto domenica scorsa a Milano contro il 'Toro'. L'Inter invece scende in campo determinata a portare a Milano tre punti preziosi in chiave derby e,dopo solo 12' minuti, Cambiasso raccoglie un pallone fuori dall'area, finge il tiro e serve 'ilGenio' che controlla e 'spara' un potente e chirurgico tiro  firmando il vantaggio Nerazzurro. "Giggioneggiamo" un pò troppo e il Lecce si rende pericoloso, ma Cesar in ottima forma sfodera una parata strepitosa su tiro di Stendardo. Ecco poi l'episodio che porterà Mourinho a rinnovare le polemiche con i media a fine partita: è il 37' Ibra viene atterrato in area, può essere solo che rigore ed invece viene ammonito per simulazione, una decisione dell'arbitro Tagliavento che è assolutamente ingiusta perchè l'intervento su Ibra è netto. Rigore negato e cartellino giallo..tutto assolutamente inspiegabile.
Il Lecce,volitivo, non si da per vinto,ma l'Inter in dieci minuti dal 27' al 37' chiude il match. Prima è Figo che mette il sigillo ad una (finalmente) buona prestazione siglando il raddoppio su cross millimetrico dalla sinistra di Santon che, di destro con estrema sicurezza, serve il portoghese; quest'ultimo di testa spedisce il pallone angolatissimo sul secondo palo. Poi è Stankovic che concretizza ancora di testa una punizione dalla destra battuta da Maicon, ripetendosi dopo lo strepitoso goal di Catania e festeggiando così la duecentesima (200) presenza con la 'CamisaNerazzurra'.
Si rivede, a 6 minuti dalla fine, Balotelli, il tempo è poco per poter fare qualcosa di positivo ma il 'bambino' forse vuole riprendere la strada per diventare uomo e chi sa se l'ennesima prova di grandissima qualità del 'bambino' Santon, 'ilGuru', può essere il giusto esempio per restituire all'Inter quello StraordiMario che si è fatto corrompere dalla presunzione, dimenticando l'umiltà e l'impegno.
Ora è già derby, il primo appuntamento di un mese decisivo al termine del quale i responsi di Campionato e Champions ci diranno se gli obiettivi di oggi potranno essere anche quelli di domani. Avanti così ragazzi...AVANTI INTER!!!

Lecce vs INTER | I 21 CONVOCATI


Ecco la lista dei convocati da Mourinho per il match Lecce vs INTER valido per la 23^ giornata della Serie A Tim 2008-09 che si terrà Sabato 07 Febbraio 2009 presso lo stadio "Via del Mare" di Lecce, ore 18.00.

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 6 Maxwell, 13 Maicon, 16 Nicolas Burdisso, 23 Marco Materazzi, 24 Nelson Rivas, 26 Cristian Chivu, 39 Davide Santon.
Centrocampisti:4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 11 Luis Jimenez, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini.
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 18 Hernan Crespo, 45 Mario Balotelli


Partecipa al Sondaggio e Schiera la Tua Inter!!!

DALLO SPIONCINO | ANALIZZIAMO I NOSTRI AVVERSARI

Scritto da Andrea | Giovedi, 05 Febbraio 2009 | h.19:00


In una settimana che ha avuto in primo piano (per noi interisti almeno) la fine del mercato di riparazione, è giusto tornare a buttare un occhio nel giardino dei vicini, che ultimamente non è che sia poi così tanto più verde del nostro.

Qui Milan – Il giardino dei rosso-neri in questo momento appare più bello del nostro per un solo motivo, che ha un nome ed un cognome: David Beckham. L’inglese ha portato una ventata di novità in un ambiente che “puzzava” un po’ di vecchio. I suoi assist hanno ridato spolvero all’attacco (non è un caso che Pato si sia messo a segnare con una preoccupante continuità dall’arrivo di David), ma di fatto questo periodo Beckhamniano potrebbe durare ancora poco. Il 9 marzo è fissato il suo ritorno in America, con già tutti gli abbonamenti dei Galaxy firmati da una sa immagine in primo piano. Sia lui che la Società di via Turati sta facendo di tutto per convincere gli americani a lasciarlo a Milano ma non è così semplice: di fatto il presidente della squadra di Los Angeles ha investito soldi (molti soldi) e soprattutto la sua immagine sul talento inglese ed un suo addio sarebbe un brutto colpo. Sembrano dunque poche le possibilità di vedere vestito di ross-nero Beckham fino a fine stagione, mentre è più probabile ritrovarlo a Milano nell’inverno prossimo, visto che a fine ottobre, se non riuscisse a lasciare l’America già da ora, avrà la possibilità di liberarsi dal contratto americano. Ma i malumori in casa Milan rimangono soprattutto sull’asse Seedorf-Ronaldinho. Ieri sera a Glasgow, nell’amichevole di lusso pareggiata 2 a 2, Ronaldinho ha finalmente trovato spazio ed ha mostrato qualche buona giocata. Di fatto però Ancelotti, con la scusa dello scarso impegno in allenamento (critica che ha sempre colpito Dinho, non vedo quindi l’improvvisa novità), gli preferisce sempre l’olandese che però è sempre meno ben visto dal pubblico per due motivi: uno perché non ha continuità ed alterna ad una grande prestazione, partite inguardabili ed in questo momento è in piena serie di prestazioni inguardabili; due perché appunto rilega la sua presenza in campo in panchina Ronaldinho, che con un buon girone d’andata era entrato nei cuori dei tifosi rosso-neri. I fischi di mercoledì scorso a suo indirizzo potrebbero avere fatto scattare qualcosa nelle idee di Ancelotti che per il ritorno di sabato sera a San Siro potrebbe finalmente tornare a schierare titolare il brasiliano. La risposta ai posteri.
Probabile formazione Milan VS Reggina: (4-3-2-1) Abbiati; Zambrotta, Maldini, Bonera, Jankulovski; Beckham, Flamini, Ambrosini; Kakà, Seedorf; Pato

Qui Juventus – A differenza di Milanello, a Vinovo l’erba sembra quasi marcia. La situazione è critica e la non ottima prestazione di ieri sera in Coppa Italia (passaggio del turno ai rigori contro un Napoli che s’è mangiato l’impossibile) continua a lasciare molti dubbi per il Campionato e l’imminente gara d’andata di Champions. La condizione fisica è disarmante, i giocatori corrono poco e faticano a entrare in partita; l’attacco ha perso la vena realizzativa (ma fortunatamente torna Trezeguet); gli infortuni dilaniano la rosa, mettendo a nudo le difficoltà di una panchina corta e non da grande squadra. Il sorpasso del Milan in Campionato è solo un elemento secondiario, ciò che preoccupa è una fase difensiva che nell’ultimo periodo, soprattutto nella partita contro il Cagliari (tre gol in contropiede), inguardabile, che senza Chiellini sembra persa. In più l’attacco davvero sembra non riconoscersi più: Amauri è la brutta copia di quello del girone d’andata, è fiacco, senza energie, la sua forza disarmante sembra un ricordo, in questo momento spero davvero giochi con la Selecao e non con gli Azzurri; Del Piero invece mostra un livello fisico non ottimale e non riesce ad inventare palle giocabili per il compagno di reparto. In questa situazione non si può sperare che Giovinco sia la soluzione di ogni problema, perché per poter dare il meglio di sé, il ragazzo, come ogni giovane, necessita tranquillità e poca pressione, ora come ora la situazione è opposta. Infine come elemento finale gli infortuni. Non è normale avere tutti questi infortunati e sembra che sotto processo sia finito il medico Agricola. Unica nota positiva è Manninger che sta facendo il Buffon di turno, ancora alla presa con problemi alla schiena/febbre.
La partita a Catania potrebbe essere il risvolto, sia in positivo che in negativo.
Probabile formazione Juventus VS Catania: (4-4-2) Buffon; Grygera, Legrottaglie, Mellberg, Molinaro; Marchionni, Sissoko, Marchisio, Nedved; Amauri, Del Piero

E' MORTO UN SOGNO

Scritto da Sergio
Giovedi, 05.02.2009 h.11.50

Avrei potuto ‘sorvolare’ ed effettivamente fino ad oggi avevo resistito ma la delusione e tale che un piccolo pensiero, per chi era fonte di tanta gioia e speranza, mi rendo conto che è dovuto.
I sogni dell’estate sono tramontati nell’arco di pochi mesi, sogni che avrebbero portato l’Inter ad un livello qualitativo tale per cui la Champions poteva finalmente essere obiettivo plausibile senza perplessità alcuna neppure per gli avversari.
Era il primo Settembre 2008 e dopo una trattativa lunghissima la gioia per l’arrivo di Quaresma era tanta, specialmente perché nel frattempo Lampard aveva ‘tradito’ Mourinho e tutti noi rinnovando con il Chelsea ed uno dei due sogni del mercato era svanito lasciando un vuoto al centro del campo, vuoto che ancora l’Inter non ha colmato, una palude dove si è inabissato Vieirà e dove Muntari fatica ad essere determinante. I sogni sono tanto belli quanto labili e così alle prime luci del campionato si è dissolto anche l’unico che credevamo concretizzato, lasciandoci solo la cruda realtà.
E’ sotto agli occhi di tutti quello che poi è stato il calvario di ‘Harry Quaresma Potter’ divenuto bersaglio di fischi tanto stupidi quanto autolesionisti e sbeffeggiato per il ‘colpo’ che tanto lustro gli aveva dato ‘la trivela’. Tutto questo non può comunque giustificare le pessime prestazioni dell’ala Portoghese che ha mostrato un carattere troppo debole, incapace di sfruttare positivamente la fiducia di pochi per ritrovare la spinta emotiva giusta, la caparbietà di lottare e dimostrare che il popolo Nerazzurro a lui avverso si stava sbagliando. Ci ha lasciati qui..soli.. noi pochi e stupidi fiduciosi sostenitori di un sogno ora sepolto.

TUTTI I LIBRI HANNO LE TRAME

Scritto da|Dennis Magrì
Lunedi, 02/02/2009 - h.19:00


No al Doping!
E’ questo il motto di molti sport, ed è anche una regola che, bisogna come sempre rispettare nello sport ed è fondamentale per continuare.
Tutto ciò non lo hanno capito Possanzini e Mannini, che sono stati beccati dalla procura anti-doping, quando giocavano entrambi nel Brescia. Giusta la squalifica di un anno, a mio avviso, perché la legge, come scritto nel mio precedente editoriale, è uguale per tutti e non c’è differenza.

Ora non capisco l’AIC cosa voglia dimostrare. Non capisco quale solidarietà dovremo mostrare verso questi giocatori, che come detto in precedenza usano sostanze, che con il calcio non hanno nulla a che fare, e loro lo sanno bene.
Ora, vorrei riflettere insieme a voi, perché incominciare le partite con 15’ di ritardo, in segno di solidarietà verso questi giocatori? L’Aic dovrebbe spiegarmelo.
Come si dice dalle mie zone, “sono grandi e vaccinati” e credo che sanno ciò che fanno. Possanzini e Mannini hanno scelto di doparsi. Ora, perché noi dovremmo “pagare” i danni?
Io credo che non ci dovrebbe essere nessuna solidarietà verso coloro che infrangono le regole, infondo, ‘tutti i libri hanno le trame…’

HOOLIGANS VS AMEDEO VANNOI
Cap.XIV-BAR SPORT 'OROLOGIO'

Scritto da|Andrea
Lunedi, 02/02/2009 - h.13:00

E nevica. Sembra di essere a Cortina tanta neve viene giù. Sti metereologi del menga che non ne azzeccano una: nevica, ma solo di notte; no, piove tutto il giorno; mica vero, il sole splenderà. Alla fine nevica e viene giù che Dio la manda. Per l’ennesima volta in questo dannato inverno milanese mi son dovuto svegliare di buon ora, ho dovuto prendere la pala e mi sono dovuto mettere a spalare il marciapiede davanti al bar e il parcheggio di casa. Mi tolsi gli stivali e rientrai infreddolito nel bar ancora vuoto, mi accesi una sigaretta e me la gustai con calma. I piccoli piaceri di noi fumatori. Finita la sigaretta sistemai le ultime cose ed il bar prese vita come un normale lunedì lavorativo. Solo sulla tarda mattinata arrivarono l’Amedeo in compagnia del Gianfelice e del Michelino.

“Ciao vecchietti” salutai “Strano che siate arrivati così tardi rispetti al solito”
“Strano? Ma te ghe vist come fioca? Me par d’eser in Lapponia osti” sentenziò l’Amedo
“E poi Gianni siamo andati in banca prima di venire” precisò l’Oriundo. Il sorriso spuntò sul viso dell’Amedeo e del Gianfelice che intanto guardava l’attaccapanni pensando probabilmente fossi io. L’Amedeo lo prese di peso e lo sollevò verso di me, poi mi spiegò.
“Come ai vecchi tempi Gianni, si torna allo Stadio!”
“Ah si? Voi tre? E il Giulietto?”
“Lui no, el g’ha paura” disse il Gianfelice
“Ha paura? E di che roba scusa?” chiesi
“L’è una testina il Giuliett, el g’ha paura degli uligàns!”
“Ma scusa, che partita andate a vedere?”
“La partita che segnerà l’inizio della scalata verso il tech d’Europa: Internazionale Football Club, Manchester United!” disse l’Amedeo con fare da vero anchorman.
“E comunque a mi modest parer il Giuliett ven minga perché ti, Gianni, te ghè fottù tuch i su danè con chela macchinetta inferanale che t’ha muntà l’Ambros” disse Gianfelice mentre si sedeva in un tavolo che non era il solito
“Gianfelice, osti, ch’el li l’è minga il nostro tavulin, ven chi, segui la voce se te vedet minga!” borbottò l’Amedeo seccato di dover sempre fare da badante all’amico
“Va che ci vedo benissimo io”
“Se, come no, el Balotelli l’è bianc come la nev”
“Perché scusa, l’è neger?” chiese il Gianfelice spiazzato
“Lasa stà. Piuttosto Gianni, el gobbo Cavizzani non s’è fatto ancora vedere? El g’avrei un paio de ròb da dirgli, il Real Cagliari li ha suonati come i tamburi sabet de sera!” i tre risero di gusto
“No, non è venuto e penso che non verrà, però ti do un’altra bella notizia. Il Marchetti è passato prima a cercarvi, tornerà tra poco”
“Porco d’un Beckham, i casavit molen minga. Appena possono TA-TAM, son chi a rumper i bal!”
“Cazzo, davvero, manco ci avessero superato!” aggiunse il Michelino
Proprio in quel momento entrò il Marchetti
“Ma buongiorno cugini!”
“Cugini un cazzo, io a voi non vi conosco” sentenziò Amedeo
“Orsù non essere così indispettito cugino. Voi avete il Quaresma, noi abbiamo il Beckham, la differenza appare chiara anche a me”
“L’unica differenza tra num e vu alter l’è che se mi presenti mi ai pruvin per diventar giucator del Milan, me piglien perché son nell’età esatta, all’Inter invece no!”
“Carina questa battuta, devo ammetterlo Amedeo, però gente, che partita abbiamo giocato ieri sera! Mica come voi che sembravate undici cadaveri”
“Marchetti, se non ti levi dalle balle l’unico cadaver in gir te saret ti!”
“Va bene, tolgo il disturbo” salutò ed uscì dal bar dicendo sottovoce “Altro che Quaresma, noi c’abbiamo Beckham! AH, come gioca David!”
“Gianni, ti devi metter un bel cartel sulla porta, con disegnato un bel casavit e di fianco scritto ‘Mi posso minga entrar chi’, te ghe capì?” risi e portai la solita bottiglia di bianco ai tre
“Amedeo, senti, ma non è che avrà ragione il Giuliett?” chiese il Michelino cambiando discorso
“A spender tuch i su danè alla macchinetta?”
“No, ad avere paura degli uligàns!”
“Michelin, gù fa ‘na guerra, sun stà denter ai camp de consentrament, ho continuato a tifar Inter dopo il sinc maggio, e devo avere paura di un branco de fiulett viulent? Ma vada via i ciap gli uligàns, Berlusconi e pure il Cobolli! Provano a rovinarmi la partita e gli rovino io a quelli lì!”
“Bravo Amedeo, così si fa!” esclamò tutto contento il Gianfelice guardando verso il vuoto
“Grazie Cataratta, però cusa te dis se prima della partita andiamo da un oculista? Ne conosco un paio bravi bravi….”

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