VOCI NERAZZURRE

Scritto da | Sergio - Martedi 31 Marzo 2009
La pausa del Campionato, a causa degli impegni delle Nazionali, ha leggermente stemperato l'intensità delle polemiche, che vedono sempre l’Inter vittima preferita dei media.
L'attenzione si è quindi spostata sulla Nazionale di Lippi, che con l'esclusione di Cassano ha dato pane “caldo” a giornali e tv.
Andrea (il Gazzettino Nerazzurro) ha evidenziato i nomi di altri giocatori, che nonostante stiano attraversando periodi positivi non vengono assolutamente considerati dal CT Lippi, giocatori che potrebbero portare nuova linfa alle ambizioni nazionali.
Balotelli, spesso criticato per i suoi comportamenti in campo, non sembra ancora pronto per inserirsi nel gruppo e per Santon c'è tutto il tempo, ma giocatori come Maresca, Emiliano Moretti, Barzagli, Floccari, Abate e Marchisio sembrano essere alternative di qualità per chi ormai scende in campo con la casacca azzurra ancora pago per un Mondiale vinto e con qualche anno in più che ormai pesa sulle gambe. Nei commenti dei tifosi non è da sottovalutare la mancanza di attrazione per la maglia della Nazionale, indossata esclusivamente da giocatori facenti parte di quelle formazioni italiane combattute per tutto l'anno, su ogni fronte. Difficile tifare per il nemico anche se indossa la maglia che ci dovrebbe rappresentare tutti. A volte sul mio blog ho scritto, esaperando, che quasi potevo odiare la Nazionale, ma voi votereste la fiducia ad un governo costituito da avversari? Non credo. Certo la colpa non è da addossare al CT Lippi, l'esigua presenza di Italiani nella rosa Nerazzurra ne è la causa evidente, ma tant'è che la conclusione rimane tale, questa nazionale non ci rappresenta.
Uno degli aspetti più preoccupanti quando giungono gli appuntamenti delle nazionali è il timore infortuni, e anche questa volta la “maledizione” ha colpito. In passato è toccato a giocatori come Materazzi e Vieirà, solo per citarne un paio, ma questa volta purtroppo è toccato a Maicon. Il terzino destro, più forte del mondo, si è procurato un infortunio che ci priverà del suo supporto, per almeno un mese, il mese più difficile, che ci vede affrontare nell'ordine Udinese (Di Natale un' altro infortunato eccellente), Palermo, fino al big match contro i rivali di sempre bianconeri.
Taribo59 (Bauscia Cafè), sottolinea la gravità degli effetti che può avere la mancanza di uno dei cinque giocatori che Mourinho ha sempre mandato in campo, un infortunio che per alcuni tifosi vuol dire 'disastro' e addio Scudetto, mentre altri invece ritengono utile una sosta per Maicon, in quanto da un mese ormai gioca al di sotto delle proprie possibilità. Di certo gli juventini si sfregano le mani
Doveroso da parte mia, segnalarVi l’articolo, scritto da veleno61 sul degrado televisivo e del giornalismo sportivo Italiano, oltre il ricordo di giornalisti che il tempo sembra aver inghiottito, come Candido Cannavò, lo trovate qui.
C'èSolol'Inter!!!
Sergio

DOMANDE NAZIONALI

Scritto da | Andrea - Lunedi 30 Marzo 2009
Innanzitutto mi scuso per la mia assenza da questo blog, ma ahi noi non esiste solo il piacere nella vita. Ma parliamo di calcio e visto che manca la Serie A, e quindi la nostra Inter non gioca, ho deciso di parlare un po’ della Nazionale.
Premetto che Lippi non l’ho mai digerito, neppure dopo la vittoria del Mondiale in cui ha avuto meriti, ma limitati a mio parere (so che non tutti saranno d’accordo, ma va bè). Detto ciò, sinceramente non capisco perché non riusciamo mai a giocare bene. Siamo l’unica Nazionale che quando gioca contro squadre tipo le Isole Far-Oer o il Montenegro non vince mai in goleada, anzi, soffre e rischia per tutta la partita. E’ nel nostro DNA, è vero, ma perché in uno Stato in cui ci sono sempre stati fuoriclasse del calibro di Meazza, Riva, Mazzola, Rivera, Beccalossi, Baggio, Zola, Del Piero, Totti (perdonatemi se ne dimentico qualche d’uno) siamo sempre una squadra con due maroni così, ma con poca tecnica? La verità è che agli allenatori azzurri, una volta arrivati sulla panchina dell’Italia, i giocatori che attirano troppo l’attenzione non piacciano, preferiscono i comprimari ai protagonisti, preferiscono i muratori agli ingegneri. Ed ecco che quindi con Lippi nasce il caso Cassano, assist-man da 110 e lode alla Samp, uomo scomodo in azzurro che si va ad unire ai grandi emarginati della storia della nostra Nazionale. Sono calciatori che dividono il tifo, giocatori che o si amano, o si odiano, ma le partite te le cambiano quasi sempre. Lippi non ha convocato Cassano senza una vera spiegazione, neppure quando gli è stato chiesto il perché, ma il Mister è fatto così: uno gli sta sulle balle? Bene, non farà parte del mio lavoro. Di fondo non è un ragionamento errato, peccato che se poi mi convochi Bocchetti e Palombo, allora qualche dubbio sulla sua sanità di mente di soggiunge.

Cassano è solo l’esempio più eclatante, ma ci sono molti giocatori italiani che sarebbero potuti entrare nella rosa azzurra per queste partite di qualificazione, a cui però Lippi ha preferito Bocchetti (difensore senza infamia né lode) e Palombo (buon centrocampista, ma che da almeno un anno non azzecca una partita e che è spesso fermo ai box), vediamone alcuni:
Enzo Maresca: centrocampista del Siviglia, troppo in fretta scartato dal calcio italiano (o meglio, da Moggi&Co.) e rinato in Spagna. 29 anni appena compiuti, perno del centrocampo rosso-bianco. Non ha presenza in attivo in Nazionale Maggiore, mentre ha fatto tutto l’iter di quelle giovanili fino all’Under 21. Attualmente è ritenuto uno dei migliori centrocampisti della Liga.
Emiliano Moretti: rimaniamo in Liga dove si distingue da diversi anni nel Valencia il ragazzo romano non ancora ventottenne. Esterno difensivo potrebbe dare nuovo fiato a destra, dove Zambrotta sembra in fase calante. Mai preso seriamente in considerazione, un pensiero per una prova in azzurro lo farei.
Andrea Barzagli: dopo l’orrendo Europeo di tutta la Nazionale non è quasi più stato preso in considerazione. In questo momento, al Wolfsburg, è uno dei migliori difensori di Germania. Meglio di Bocchetti a mio parere.
Sergio Floccari: lo conosce bene tutta la Serie A, ma Lippi sembra di no. Pepe a suo parere è più utile. Guardiamo le statistiche?
Antonio Cassano: il grande escluso, il grande punto di domanda. Con Pazzini potrebbe fare sfracelli contro chiunque, chiedetelo alla difesa di Milan ed Inter.
Oltre a questi ci sono vari ragazzi della Under 21 che in poco tempo Casiraghi potrebbe consegnare belli che pronti al salto nella Nazionale Maggiore, vediamoli:
Ignazio Abate: quando manca Camoranesi, manca spinta sulla destra, e questo ragazzo potrebbe essere una seria alternativa. Nel Torino disastrato è l’unico che si salva sempre.
Claudio Marchisio: lui è già pronto, s’è visto. Con la Juve gioca spesso titolare, con la Under 21 è un leader, perché non dargli una chance coi grandi?
Mario Balotelli: giusto lasciarlo ancora un po’ con Casiraghi, ma poco. Se sistema la testa come sta dimostrando nell’Inter in questo ultimo periodo, sarà il futuro anche dell’Italia
Davide Santon: è del 91, giovanissimo, eppure ha alle spalle 13 presenze da titolare nell’Inter, tra Coppa Italia, Campionato e Champions. Predestinato o no, è forte il ragazzo ed è maturo, più di quanto si pensi.

Dopo questo tour, a voi i pareri, tanto si sa, in Italia siamo un po’ tutti allenatori. Divertiamoci! Ora vi elenco la mia Nazionale tipo di oggi.

Portieri: Buffon, Abbiati, Marchetti
Difensori: Chiellini, Cannavaro, Bonera, Barzagli, Zambrotta, Moretti, Santon, Grosso,Dossena
Centrocampisti: De Rossi, Maresca, Gattuso, Pirlo, Abate, Marchisio, Brighi, Montolivo
Attaccanti: Di Natale, Pazzini, Cassano, Rossi, Floccari

IL FUTURO E' GIOVANE!

Scritto da | Sergio - Sabato 28 Marzo 2009

Un momento magico per Santon, il giovane che ha esordito in prima squadra il 21 Gennaio'08 (Inter vs Roma 2-1 C.Italia) e da allora ha collezionato 13 partite da titolare "scalzando" definitivamente il buon Maxwell, sulla sinistra della linea difensiva.
Insignito del premio "Peppino Prisco" alla "Lealtà, Correttezza e Simpatia Sportiva", per Santon è arrivata anche la convocazione in Nazionale Under21, dove troverà il suo amico e compagno di squadra Balotelli e quel Robert Acquafresca che probabilmente il prossimo anno ritornerà dal prestito al Cagliari per arricchire la rosa di attaccanti Nerazzurra.
Il ruolo naturale di Santon è terzino destro, quello che ricopre straordinarimante 'ilColosso', ma agli inizi, (racconta, intervistato dall Gazzetta) ha ricoperto anche i ruoli di ala destra,ala sinistra e attaccante. La personalità, la capacità di non 'soffrire' le emozioni forti e la sua duttilità sono qualità che porteranno Santon a grandi traguardi e noi Interisti gli auguriamo un futuro radioso, ricco di successi, indossando con orgoglio la 'CamisaNerazzurra'.
Il futuro è tuo, "Vai bambino!".


Ecco alcuni stralci dell'Intervista rilasciata da Santon, alla Gazzetta dello Sport, oggi in edicola:-
L'unica patente che manca a Davide Santon è quella per guidare. "Dovevo dare l'esame il 31, per la gioia di quelli che sono ancora costretti a scarrozzarmi su e giù alla Pinetina, ma adesso quel giorno ho un altro impegno...". Proprio martedì (Olanda B-Italia under 21, ndr), e poi dici il destino: perché fra le tante patenti già sue (ragazzo prodigio, nazionale per i prossimi 15 anni, erede di Facchetti), quella è la più ricorrente.
Santon, si sente davvero un predestinato?
"Diciamo che credo al destino e al fatto che ognuno di noi possa essere nato per fare qualcosa di specifico. E che mi sono capitate cose per cui mi sono detto: ma allora doveva proprio succedere".
Tipo?
"Partita con la Primavera, Filippini espulso, da esterno di centrocampo arretro a fare il laterale destro: non mi sono più mosso da lì. Bernazzani deve portare un terzino ad allenarsi con la prima squadra e sceglie me. Mourinho a destra ha Maicon e un giorno decide di provarmi a sinistra".
E' lui il suo uomo del destino?
"Quello che l'ha indirizzato di più, forse. Prima di lui mio padre, per quanto ha fatto per me fuori dal campo; e poi tutti gli uomini del settore giovanile dell'Inter: dev'essere destino anche che io sia qui, oggi".
Perché?
"Giocavo negli esordienti del Ravenna, a 10 anni feci un provino per l'Inter che poi, quando avevo 14 anni, scrisse: lo vogliamo. Due giorni dopo arrivò lo stesso foglio del Milan: allora avevo qualche simpatia rossonera, ma avevo già scelto l'Inter. Perché il cuore può cambiare e ora, per come mi sono trovato qui, non andrei mai dall'altra parte".

La prima cosa importante che le ha detto Mourinho? "Il lunedì prima di Inter-Roma di Coppa Italia, io e lui soli nello spogliatoio: "Dopodomani sei titolare. E non dirlo a nessuno, neanche ai tuoi genitori".
E la cosa che le dice più spesso?
"Vai così, bambino". Mi piace quando mi chiama così, e in fondo anche quando mi fa una testa così sull'importanza delle diagonali.
Il suo complimento più bello?
"Quando in conferenza mi ha chiamato fenomeno: per me ha esagerato, ma sono cose che fanno piacere".
C'è più adrenalina se: giochi contro Maldini; devi marcare Cristiano Ronaldo; vieni paragonato a Facchetti? "Quel giorno contro Maldini non mi sembrava vero: il primo derby per me, l'ultimo per lui. Cristiano Ronaldo è sempre stato il mio idolo: se ci fossero stati ancora i poster, in camera avrei avuto il suo. E Facchetti, sono curioso di vedere come giocava: ho chiesto di avere un video con alcune sue partite".
Le è capitato di farsi venire il dubbio: ce la farò?
"Credo venga più o meno a tutti: me lo faccio passare pensando che pochi giovani, anche se bravi, hanno la fortuna di poter giocare in un grande club".
E il cuore in gola, mai?
"Proprio in gola no, davvero. Io ragiono così: se giochi tranquillo, riesci a fare cose che non riusciresti a fare se fossi troppo teso. Certo, se tifosi e compagni ti danno una mano è più facile, ma un mio pregio è sempre stato quello: controllo le emozioni".
E un difetto?
"Ora gioco a sinistra, dunque cerco di migliorare per controllare l'istinto che mi porterebbe a destra e per spostarmi più spesso la palla sul sinistro: se imparo a crossare bene con tutti e due i piedi, divento più imprevedibile".
Santon e l'imprevedibile Balotelli: chi ha aiutato più chi?
"Mario mi ha aiutato a trovare la fidanzata, visto che sto con Sofia, la sua ex... Battute a parte, quello che Mario ha fatto l'anno scorso è stato uno straordinario esempio visivo; io credo di avergli dato qualche buon consiglio e di essergli stato vicino quando ha avuto quel momento un po' così".
Oggi Balotelli e Santon, e domani? Può fare tre nomi, pescando dal settore giovanile.
"Destro, Obi e Caldirola. E mi perdonino gli altri".


LA PAUSA 'NAZIONALE'

PENSIERI E PETTEGOLEZZI
Scritto da | Sergio - Venerdi 27 Marzo 2009

Lo juventino medio: beh...dovete stare attenti!
L'Interista medio: perchè, cos'è successo?
Lo juventino medio: se perdete con l'udinese e anche lo scontro diretto!
L'Interista medio: vinciamo comunque lo scudo, abbiamo sempre un punto in più!
Lo juventino medio: un punto, si ma..allora!
L'Interista medio: allora? Allora siete secondi!


Volendo essere sinceri, ultimamente, di calcio giocato se ne è parlato gran poco, tante polemiche , giochi mediatici, prostitute intellettuali con figli al seguito. Ora che è giunta la pausa “nazionale” e il calcio giocato, si ferma per davvero, sui giornali esplodono notizie di mercato e non, come fuochi d'artificio alla sagra del paesello. Amici guardate fuori dalla finestra perchè potrebbe già essere luglio e noi NON CE NE SIAMO ACCORTI! C'è crisi, ma il mercato dei nomi importanti lo si deve fare comunque, da un lato il Presidente Moratti dice “tutte le squadre sono aperte a vendere”, giustamente si deve capitalizzare e poi investire, non è momento per le follie. Dall'altra l'Inter sembra ossessionata, secondo quanto scritto sui giornali, da 'nomini' del tipo 'Aguero', solo la clausola rescissoria è di 60 milioni, e disposta a fare di tutto per averlo. Mah!
Sia ben chiaro, un giocatore così, come si dice dalle mie parti “averghelo!”

Immagino, chi più, chi meno, tutti alle prese con riti di ogni sorta per contrastare i timori della pausa 'nazionale', forse il più diffuso è il 'morbo' della mano sugli attributi, nella speranza serva a garantire, il ritorno dei nostri ragazzi, integri, abili, arruolabili per la sfida di campionato contro l'Udinese.

Spettegolando si può dire che Ibra, secondo quanto detto da Raiola, resta all'Inter...bene, bravo.
Adesso speriamo non si continui con la storia del “povero” Maxwell. Sinceramente mi dispiacerebbe una sua eventuale cessione perchè lo ritengo un giocatore di quelli che è meglio avere in rosa, ma tant'è, io sono solo un tifoso. Vi ricordate il bellissimo e straordinario goal realizzato contro il Parma nella stagione 2006/07? Può riuscire a farne almeno 4-5 a stagione, forse non così belli, ma i piedi “buoni” li ha, magari come centrocampista, davanti a Santon.

Adriano intanto, si diverte in Brasile, organizza feste, degne del miglior operatore turistico. Viste qui alcune partecipanti, trans comprese…tutto sommato, come biasimarlo.
Come a detto Moratti “ad oggi non me ne frega nulla”.

Capitolo Nazionali, tralasciamo volutamente la “maggiore” , (francamente un fastidioso onere da sopportare), perché finalmente Santon ha ricevuto la sua prima convocazione in Under 21. Convocazione doverosa, da parte di Casiraghi per i meriti e le qualità del ‘Bambino’ che Mourinho ha fatto esordire in prima squadra nel match di campionato del 25 Gennaio, Inter vs Sampdoria 1-0.
Da allora Santon a disputato 12 partite, con prestazioni in continua crescita, collezionando già un Derby e due presenze in Champions League, giocando anche all' Old Trafford dal primo all'ultimo minuto.
Quando Casiraghi non lo ha convocato per la gara contro l'Austria, alcuni hanno pensato che ci fosse sotto Lippi, la nazionale maggiore. Invece No!
Lo sbigottimento però è rientrato e potremo finalmente vedere Santon in azzurro assieme a StraordiMario. Con Bolzoni, Mario e Santon assistiamo alla consacrazione del lavoro del Settore Giovanile Nerazzurro, le basi sulle quali Mourinho dice di voler costruire il futuro dell’Inter, sembrano solide e promettono soddisfazioni.

LA CALAMITA

LIBERI PENSIERI INTERISTI!
Scritto da | Sergio - Giovedi 26 Marzo 2009

Cari Amici,

da un paio di giorni avrete notato che il blog non vi ha proposto nuovi post, non vi ha aimè aggiornato sulle notizie riguardanti l'Inter ed espresso la propria opinione, come è solito fare.

E' una cosa che non mi piace affatto, non tanto per le notizie in sé, che tutti possiamo apprendere da ben altre fonti, ma perchè non si “respira” l'anima Interista che vi si cela dietro, le emozioni che ci conducono a scrivere dei post e ci permettono di discutere, commentare e confrontarci.
L'Imprescindibile motivo per il quale è “nato” questo blog.

In realtà in questi due giorni, 'seppur affacendato in altre faccende', ho spesso pensato all'Inter, alla speranza di condurre “in porto” questo straordinario scudetto, a Ibrahimovic che si diverte a fare 'la prima donna', all'abbraccio ideologico, con Cambiasso, che firmando il rinnovo per altri 5 anni ha posto l'ennesimo mattone sul muro degli “Indimenticabili”, di coloro che per sempre rimarranno nel cuore e nella storia Interista.

Perchè l'Inter è una calamita, una passione forte, emozioni che attraversano tutta la gamma dei colori, dalla gioia più grande alla sua più opposta paura.
Come la vita.


Un paio di consigli, articoli letti oggi, che potreste trovare interessanti:

Se non lo avete ancora letto, vi consiglio l'articolo di Alberto Di Vita -“Io sto con Mancini” , con il quale ho sorriso molto. Spiega benissimo come funziona la “Classifica Virtuale” secondo la quale, in realtà, dovremmo avere meno punti di quelli che abbiamo. Praticamente adesso che non possono più 'rubarci' i punti nella realtà, si consolano con le classifiche virtuali, ma c'è ben di più, leggetene qui.

Per chi invece desiderasse conoscere più approfonditamente i giocatori della Primavera Nerazzurra, consiglio l''articolo scritto da Luciano - “Quelli che l'Inter...” che è molto competente e ci fa scoprire, in anticipo, i talenti del futuro in casa Inter! Lo trovate qui.


Un saluto
Sergio
C'èSolol'Inter!

CUCHU PER SEMPRE!

L'INTER E CAMBIASSO INSIEME FINO AL 2014
Scritto da | Sergio - Martedi 24 Marzo 2009

Potremmo stare qui a disquisire sulle qualità di Esteban Cambiasso per ore, nel ricordare la grinta, la voglia, la corsa, la presenza di gioco, e perchè no..il fiuto del goal, di questo immenso Calciatore Argentino, che mette il cuore in ogni match, dimostrando l'orgoglio di indossare la maglia Nerazzurra dell'Inter! Uno dei miei giocatori preferiti, quelli che, se sono in campo, vada come vada, so che daranno il meglio, quelli che, ci puoi contare sempre!.
Noi, l'Inter e il Cuchu, insieme!
Sergio
C'èSolol'Inter!!!
Con Il Cuchu a Brunico

BOTTA E RISPOSTA

INTER vs Reggina 3 - 0
Scritto da | Andrea - Lunedi 23 Marzo 2009

La Juventus batte un colpo e l’Inter risponde con un altro chiaro e forte. Il Campionato resta solamente questo, uno scambio di colpi, in cui il primo che ne perde uno, è finito. La concentrazione, la forza del carattere e quella fisica, ma soprattutto la condizione mentale, sono gli elementi su cui si combatterà la stagione 2008/2009.
I bianco-neri sabato sera hanno suonato a Roma i giallo-rossi con quattro gol. Si urla all’impresa, dimentichi tutti gli urlatori che l’Inter uscì dall’Olimpico con lo stesso risultato e contro la vera Roma, non quella decimata con 6 Primavera tra i convocati. Ma oramai si sa come vanno le cose, non c’è da scandalizzarsi. Torniamo alle cose serie: l’Inter. La Reggina era un avversario ostico, imbattuta da sette gare ed in piena lotta per non retrocedere. I ragazzi però sono bravi ed anche con tre quarti di difesa fuori ed un centrocampo reinventato per l’arretramento di Cambiasso, impongono da subito il proprio ritmo, segnando per ben due volte nei primi dieci minuti. Il match lo chiude il solito Ibra, già autore del due a zero su rigore, stavolta con un gol pazzesco: dribbling al limite dell’area, un avversario giù, via un altro e pallonetto preciso di sinistro. San Siro crolla di entusiasmo e ne ha ben donde. Avesse fatto una cosa del genere in Champions…..bah, lasciamo da parte i rimpianti. Anche oggi un’Inter non bella, ma cinica più che mai, con un Balotelli sempre più in forma che regala assist a tutti quanti ed un Ibrahimovic a quota 19 reti in Campionato, vetta mai raggiunta nella sua carriera, a dimostrazione che comunque qualche cosa l’ha migliorata.

Purtroppo a fine partita dimostra ancora la sua indole cronica di non-bandiera, rispondendo ad una domanda sul suo futuro con un laconico “Vinciamo, poi vedremo”. Allora, bel nasone svedese, o dici chiaramente resto, oppure la smetti di farci penare e di farci leggere articoli ridicoli per tutta settimana e dichiari chiaramente la tua voglia di andartene. Non siamo Villa Arzilla Milanello, siamo l’Inter e chi non è con noi giù dal tram e pedalare da altre parti. So che non sarete tutti d’accordo, ma sono stanco di campioni capricciosi e bizzosi che pretendono, pretendono e pretendono sempre qualcosa in più. Mourinho sta creando la nuova Inter con il Presidente, se qualcuno non è con noi, meglio che se ne vada subito. Vendere Ibra sarebbe una grave perdita, ma son convinto che tenerlo qua contro il suo volere sarebbe anche peggio e al massimo con i soldi della sua eventuale (logicamente speriamo irrealizzabile) cessione, ci rifaremmo mezza squadra. C’è bisogno che Moratti parli a quattrocchi col ragazzo e capisca la situazione, sono sicuro che un colloquio schiarirà le idee a tutti. Ora vengono le Nazionali e dopo avere visto tra i convocati Bocchetti e Motta (che ha fatto tre partite decenti a Roma e sembra il nuovo eroe) mi passa quasi la voglia di guardarla. Ci bombarderanno mediaticamente con la telenovela Ibra, ci massacreranno i maroni con la straripante Juventus Ranierana, ma noi ce ne fotteremo allegramente. 69 punti, più 7 sulla seconda, più 14 sui cacciaviti, sempre più vicini al quarto Scudetto di fila: voi battete pure, ma noi rispondiamo, sempre sul campo, sempre fottendocene allegramente.

INTER vs Reggina 3 - 0

IL TABELLINO DEL MATCH

INTER vs Reggina

3 - 0

6'pt Cambiasso

   
10'pt Ibrahimovic (r)      
13’st Ibrahimovic      
F.C. INTERNAZIONALE:
12 Julio Cesar; 13 Maicon, 24 Rivas, 19 Cambiasso, 39 Santon; 4 Zanetti, 5 Stankovic, 20 Muntari; 45 Balotelli, 8 Ibrahimovic, 33 Mancini;
A disposizione: 1 Toldo, 6 Maxwell, 9 Cruz, 11 Jimenez, 14 Vieira, 18 Crespo, 21 Obinna;
All.: José Mourinho
Reggina:
1 Puggioni; 3 Costa, 8 Barreto, 10 Cozza, 16 Valdez, 17 Barillà, 33 Santos, 35 Carmona, 40 Adejo, 55 Lanzaro, 81 Brienza;
A disposizione: 26 Marino, 4 Cascione, 11 Ceravolo, 19 Krajcik, 77 Sestu, 86 Stuani, 88 Di Gennaro;
All.: Nevio Orlandi
Arbitro: Paolo Mazzoleni di Bergamo
Ammoniti: 26' Barillà; 6’st Santon, 23'st Carmona.
 

LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO!

Questa era una di quelle partite 'rischiose' dove il calo di concentrazione ti può punire esageratamente. Le premesse non erano certo favorevoli, con la vittoria della j**e contro la roma, di sabato sera, la difesa incerottata al limite del possibile e un Stankovic recuperato in extremis, ma l'Inter continua a mostrare di essere concentrata, compatta, cinica e determinata a vincere il Campionato.
L'Inter ha dominato la partita senza particolari difficoltà e già sul 2 a 0 non ha infierito, gestendo la partita, l'unico avversario che ha portato qualche pensiero risponde al nome di Cozza, che ha fatto una buona partita, una spanna sopra ai compagni, dando qualità negli ultimi 18 metri e permettendo alla Reggina di avere a disposizione almeno cinque occasioni, ma Julio 'IlGrande' nelle solite vesti di Acchiappasogni le ha prese tutte, non sarebbe passata una mosca oggi.
Cambiasso centrale con Rivas non è certo la miglior coppia di centrali di cui disponiamo, ma di necessità virtù, ed il Cuchu 'monumento' di questa Inter, trova anche la sortita offensiva che al 6 minuto, si trasforma in uno splendido goal. Maicon, qualche errore di troppo, ma ha fatto un buon lavoro in copertura, non ha spinto molto sulla fascia, cosa che invece ha fatto nel primo tempo Santon, migliora di partita in partita questo ragazzo.
La squadra si è 'appoggiata' al suo Capitano, autore di una prestazione impeccabile per la 635 volta, sviluppando il gioco offensivo con Ibra e Mario supportati da un Stankovic generoso come sempre, suo il tacco per Cambiasso che porta al primo sigillo sulla partita.
La cavalcata sulla tigre ha fatto bene a Mourinho che ritrova il fantasma di Jimenez al 21', purtroppo più che un fantasma 'ilMaghetto' è una meteora e al 33' è già out, davvero un peccato per il cileno che meriterebbe miglior fortuna.
Anche Mancini, autore di una prestazione egregia, su una sua incursione in area il fallo che porta al rigore del 2-0 siglato da Ibra, è costretto ad abbandonare il campo al 41' del primo tempo, non c'è pace per Amantino.
Ibra raggiunge al primo posto nella classifica marcatori Di Vaio, oggi non a segno con il suo Bologna sconfitto in casa dal Cagliari, quando al 13' del secondo tempo “si beve” tre difensori e deposita il pallone in rete, con un elegantissimo pallonetto, per il definitivo 3 a 0.
Muntari, sul quale nutrivo qualche speranza in più, mi conferma, di partita in partita, che se non fosse per le alternative mancanti, sarebbe di sicuro in panchina in questo momento.
Buono invece il lavoro di Mario, che si sacrifica e si da molto da fare, prova anche un paio di conclusioni nello specchio della porta, ma il portiere gli nega il goal.

Un partita che dopo solo 10' minuti aveva già detto tutto sull'andamento e la conclusione, certo non sarebbe stata una novità se la Reggina fosse riuscita a raggiungere il pareggio, ma oggi non è uno di quei giorni in cui concedi distrazioni, e l'Inter porta a casa la vittoria con merito e senza grossi problemi. Altre 9 partite vuol dire solo altri 27 punti da conquistare, un passo alla volta, compatti verso il titolo di Campioni d'Italia.




INTER vs Reggina | I 20 CONVOCATI

Scritto da | Sergio - Sabato 21 Marzo 2009
Ecco i convocati da Mourinho per INTER vs Reggina gara valida per la 29^ giornata di Seri A Tim, in programma Domenica 22 Marzo 2009 allo stadio Meazza in S.Siro a Milano h.15.00

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 6 Maxwell, 13 Maicon, 24 Nelson Rivas, 39 Davide Santon.
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 11 Luis Jimenez, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini, 36 Franceso Bolzoni.
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Cruz, 18 Hernan Crespo, 21 Victor Obinna, 45 Mario Balotelli.

Partecipa al Sondaggio e Schiera la Tua Inter!!!

PIU' BELLA COSA NON C'E'!




Le parole che seguono vengono dal cuore, sono le parole di Gianfelice Facchetti:

"Ci tengo a dire solo due cose. La prima è un pensiero che mi ripeteva spesso mio padre parlando di Javier, si sorprendeva di quanti pochi gol segnasse per tutte le occasioni che aveva, era stupito della quantità del gioco di questo ragazzo, della quantità di palloni che conquistava, tutte le volte che attraversava il campo con questa leggerezza come se non ci fosse davanti nessuno, mio padre aveva sempre la percezione che potesse segnare molti più gol, da questi venti in poi, visto che la strada è spianata, gli auguro, con tutto il cuore, di segnarne molti di più".
"Il secondo pensiero - continua Gianfelice Facchetti - riguarda la storia di Javier, rispetto a quello che è stato il suo legame con l'Inter, un ricordo che posso condividere con tanti. Mi ricordo anni fa, quando per l'Inter era difficile costruire qualcosa per tutti gli ostacoli che c'erano intorno che tutti noi conosciamo, e chi li ha vissuti da vicino sa di che cosa parliamo. Ecco, ricordo una cosa molto semplice e molto fastidiosa credo soprattutto per chi la viveva dal campo: il coro "non vincete mai" cantato dai tifosi avversari. Me ne ricordo uno in particolare, un Messina-Inter di fine campionato, una squadra per altro sappiamo tutti che tipo di agganci avesse con un tipo di sistema, immaginavo il tipo di rabbia che un giocatore serio potesse avere nell'ascoltarlo. Un giocatore che stava dando l'anima da anni per questa squadra e per questi colori che stava cercando di rilanciare in alto la storia. Immagino cosa significase per lui sentire soltanto quel coro anche se magari poi ce ne sono di peggiori. Ma quando poi finalmentre il vento è cambiato a favore, penso che la persona che più di tutti debba prendersi il merito e sentirsi soddisfatto delle vittorie attuali e di quello che l'Inter si è riconquistata sia proprio Javier Zanetti. Perchè lui c'è sempre stato, perchè ha sempre avuto quella voglia di riscatto quasi infantile, pura. Questo stare sempre lì, il coraggio di esserci sempre anche quando le cose non andavano bene. Le sirene cantino e suonino per tutti, non si è mai parlato di quante offerte abbia ricevuto Javier Zanetti in carriera per andare verso altro lidi, lui però, è sempre rimasto qui, fedele ai colori nerazzurri e alla storia dell'Inter. Javier ha sempre dato tutto e questo i tifosi lo sanno bene, e sanno ancora meglio che tutto questo accade sempre silenziosamente, con la semplicità, in qualsiasi punto del campo si sia trovato a giocare. Zanetti è sempre lì, corre, se c'è da dire qualcosa lo fa sempre con un senso della misura che a volte è paradossale, quando magari ci sono circostante nelle quali serve davvero arrabiarsi. Questo credo sia il merito più grande di Zanetti: aver avuto il coraggio di restare sempre all'Inter con tutto quello che accadeva, con la convinzione che le cose, prima o poi, sarebbero cambiate. Lui è, sicuramente, una bandiera dell'Inter di oggi, ma è certamente anche una delle bandiere dell'Inter di sempre perchè ha attraversato quindici anni di storia con una classe e un coraggio che solo i grandi uomini hanno. E Zanetti è uno di questi".

NELLA GIUNGLA, A CAVALLO DELLA TIGRE

Verso INTER vs Reggina, 29^ giornata di Serie A
Scritto da | Sergio - Giovedi 19 Marzo 2009

Sembra che l'Interista sia soddisfatto del risultato ottenuto contro i 'Viola', anche se la squadra non ha espresso un bel gioco, ha comunque dimostrato 'carattere' e determinazione. Così ci avviciniamo alla partita contro la Reggina come se 'finalmente' si possa affrontare una partita 'semplice', da vincere senza 'fronzoli', solo perchè sicuri di essere più forti.
Nulla di più sbagliato!.
La Reggina, seppur ultima in classifica, non è assolutamente una squadra allo sbando e sta cercando di alimentare le sue speranze di permanenza in “A”. Nelle ultime 8 partite ha perso solo una volta, collezionando 7 pareggi. Ricordo che all'andata, Cordoba sfruttò, come raramente accade, un calcio d'angolo al 91' insaccando di testa il goal vittoria, ma rischiammo veramente di lasciare due preziosi punti, per strada. Una partita simile a quella giocata contro il Chievo, al Meazza, dove in vantaggio di due reti permettemmo ai Clivensi di agguantare il pareggio, per poi reagire e vincere il match 4-2.

Credo che la concentrazione dovrà essere massima e per questo si deve creare la giusta 'tensione', cosa che i media ben sanno, quindi si prodigano in continuazione per distrarci con finti problemi, come se la domanda “Cosa ne pensa di Mourinho?” sia una sorta di 'prova microfono' per qualsiasi Intervistato, qualunque sia l'argomento dell'Intervista, dal calcio a miss Italia, dalla Pace nel Mondo a gli Amici di Maria De Filippi.


Quei giornalai 'geniacci' e 'previdenti' hanno anche pensato, che prima o poi ci si stuferà di sentire pareri su Mourinho, non sia mai, che le persone sfoghino le amarezze della crisi economica altrove, se non su l'Inter. Che nessuno osi eccedere nel discutere del caso Trezeguet-Ranieri. Ecco quindi, che mentre Mou 'Cavalcata la Tigre' di Trapattoni alla ricerca del 'Fantasma di Jimenez , ci si ri-dedica a più argomenti possibili, purchè alla fine ci sia un collegamento che conduca a discutere dell'Inter. Via libera, alle feste in disco di Adri, piuttosto che ai problemi 'gastrointestinali di Ibrahimovic o alle parole del suo 'Pubblicitario' Raiola assunto come attore protagonista, part-time, nello splendido show intitolato 'La Rana dalla bocca larga”.
In fine vince il premio “Faccio il giornalista perchè ho una laurea, di cui mi ricordo grazie al fatto che mi ci pulisco il c**o ogni giorno”, l'argomento più adorato e ciclicamente in voga : il trasferimento di un giocatore dell'Inter, lo scontento di turno, all'altra società milanese, quella dai colori, del tendone, discutibili.

Fiumi di parole con le quale noi dobbiamo sciacquarci il c**o (tu chiamala se vuoi eleganza) e pensare invece all'avversario in arrivo domenica a S.Siro, che venderà cara la pelle, perchè noi, e lo dico per chi non avesse visto la classifica di serie A negli ultimi anni e fosse distratto dai giornalai, in Italia siamo i più forti.

Un applauso, gioite...SIAMO L'INTER!!!

TRAP UNO DI NOI

BAR SPORT 'OROLOGIO' - CAP.XX
Scritto da | Andrea - Martedi 17 Marzo 2009


I periodi morti ci saranno sempre in una attività privata, e saranno comunque sempre più di quelli di guadagno. Fortunatamente però gestire un bar a Milano in primavera portava abbastanza soldi in più per organizzare una vacanza estiva in anticipo. Inoltre, le migliorie apportate da mio fratello in inverno, cioè i videopoker, il biliardo ed il calcetto, avevano in effetti incrementato decisamente i guadagni. Per concludere, Martina da cameriera aveva aumentato le visite di ragazzotti, cosa a cui sinceramente però avrei fatto a meno volentieri. In uno strano momento di calma, tirai fuori dal cassetto sotto la cassa un depliant preso in una agenzia di viaggi il giorno prima, mi sedetti ad un tavolo con un caffè ed iniziai a sfogliarlo. Sicilia, Sardegna, Canarie, poi Svezia, Olanda, Inghilterra…
“Fossi in te Gianni, basta mare, il sole ad un certa età te fa trop mal”
Mi girai e trovai l’Amedeo dietro al bancone che si prendeva una bottiglia di vino bianco. Dovevo ricordarmi di chiudere sempre la porta d’ingresso, onde evitare brutte sorprese.
“Adesso ti servi addirittura da solo?” chiesi
“Eh, sai, oramai l’è come casa mia sto bar chi, e ti te set semper il solito ciula che lascia aperte alla cazzo le porte” disse sedendosi al tavolo con me. Guardai l’orologio. Le sette e mezza di sera. Strano fosse qui l’Amedeo, di solito a quest’ora cena
“Cosa ci fai qui a quest’ora?” chiesi incuriosito dalla visita. Oramai ero in chiusura
“Ho litigato con la Tania” disse sbuffando “L’è una testa di cazzo”
Tania era la governante che il figlio di suo fratello, unico parente oramai in vita dell’Amedeo, aveva voluto mettergli alle calcagne, onde evitare che il vecchietto facesse alcune minchiate. All’Amedeo questa cosa non gli era andata proprio giù
“Ma è a casa tua da meno di una settimana! Come fai ad averci già litigato?”
“Porina, lei sarebbe anca una brava filiola, bruta come la fam eh, ma una brava filiola. Ma quel pirla del mi nivut la plasma, le fa pensar che mi sun un vecchio rimbambito”
“E non ha tutti i torti…” dissi scherzando. Non potevo buttarlo fuori dal bar, così mi venne un’idea.
“Senti Amedeo, chiama dal telefono anche il Gianfelice, il Giulietto ed il Michelino, mangiamo qua al bar stasera, prenotiamo delle pizze e ci divertiamo un po’”. Gli occhi dell’Amedeo si illuminarono
“Gianni, te se meno pirla di ch’el che te paret. Volo” e si lanciò verso il telefono, ostiando un po’ perché di troppa nuova generazione e lui con la tecnologia faceva a botte. Io mi diressi alla porta e la chiusi, girando il cartello appeso su CHIUSO. Intanto l’Amedeo aveva finito.
“Alura, il Michelino ed il Gianfelice corrono subito, il Giuliett invece l’è a cena dal fiò e dal nivut, quindi nulla”
Prenotai le pizze e dopo circa una oretta eravamo tutti seduti a ridere e scherzare davanti ad una bella pizza calda e un po’ di bottiglie di birra. L’argomento calcio non era ancora uscito stranamente, ma con quei tre al tavolo, era impossibile che non saltasse fuori. Pochi minuti dopo difatti esordì il Michelino
“Amedeo, piuttosto, hai visto oggi la Gazza? Ibra al Barcellona”


“Lasa stà, che se ne vada pure quel ciula! Me ne fotto che faccia gol ai bistecconi! Doveva farli agli ùligans del cazzo, porco d’un Galliani!” esclamò con la bocca mezza piena di pizza e mezza di birra
“Te scherzaret minga!” rispose piccato il Gianfelice, guardando me invece che l’Amedeo. Allora il vecchietto gli prese la testa e lo girò verso di lui
“Innanzitutto mi sun chi. E poi io sun convinto che Ibra l’è un po’ ciula. E pure lui, come la Tania, l’è brut come la fam!”
“Ricordet che senza l’Ibra l’anno adrè non avremmo vinto manco lo Scudett. E poi senza di lui chi faremmo giocare?? Il panzone??” chiese il Gianfelice, poi sgagnò un altro pezzo di pizza con gusto.
“Beh, Amedeo, non ha tutti i torti il Gianfelice….” Disse il Michelino. Io restavo in silenzio, fissando i tre diventare bambini, come sempre quando si parlava di calcio
“Michelino, ti te capiset un cazzo di calcio!”
“Uè, Casanova, noi sudamericani abbiamo il calcio nel DNA, siamo i funamboli del calcio!”
“Si, ma ti te se l’eceziun che conferma la regola: con il palun manco tri palleggi te se bon a fa”
“Perché io sono più uno studioso del calcio piuttosto che un praticante…”
L’Amedeo ed il Gianfelice si fissarono un secondo, squadrarono il Michelino, ed all’unisono esclamarono
“Ma vada via i ciap tì e l’Amauri!” poi il Gianfelice aggiunse “Michelino, ti te se propri pippa a giocar a calcio, ammettilo!”
“Ok, ok, non si può negare, è vero” ammise alla fine il Michelino ridendo
“Per concludere direi però che se el va via, l’è propri un mercenario del cazzo” esclamò l’Amedeo ed gli altri due annuirono convinti. Ci fu poi una piccola pausa in cui tutti mangiammo e basta.
“Ma oggi è il compleanno del Trap!” esclamò il Michelino all’improvviso.
“Te ghe rasùn! Gianni, ci sta un brindisi, il Trap l’è uno di noi: vecchio che non molla mai ostia!” concordò l’Amedeo alzando il bicchiere, poi continuò “Brindiamo al vecchio Trapatun, protagonista dello Scudett dei record 1988/1989 e vecchio con du bal inscì”
“UNO DI NOI, IL TRAP UNO DI NOI, UNO DI NOOOOOOOI…IL TRAP UNO DI NOI!”
Fosse passato in quel momento il Cotolengo saremmo andati sicuro dentro, ma un po’ di coglionaggine ci sta sempre, a quaranta, come a ottant’anni.

LA RITROVATA CERTEZZA

INTER vs Fiorentina 2 - 0
Scritto da | Andrea - Lunedi 16 Marzo 2009

In questo momento le grandi del calcio italiano, eliminate dalla Champions, si giocano il tutto per tutto in Campionato. Sembra banale ma dunque la vittoria dei ragazzi contro la Fiorentina viene a ricoprire un ruolo importantissimo: quello della tappa per ritrovate le certezze messe in dubbio dalla doppia sfida col Manchester.
La squadra aveva ancora nei muscoli, ma soprattutto nella testa, la sconfitta di mercoledì, e fatica a trovare ordine in campo e nelle idee; fortunatamente davanti c’è una Fiorentina in crisi di identità, che non riesce più a giocare bene come una volta e che ha perso le uniche certezze che aveva: la classe di Mutu (sempre più in ombra nelle ultime settimane) ed i gol del Gila. Di fatto l’Inter vince con i muscoli e la magia di Ibra e la incredibile sicurezza di Julio Cesar. Lo svedese mette in mostra tutto il suo repertorio ma dimostra ancora una volta la sua pecca maggiore, cioè che è fortissimo con i deboli e debole con i fortissimi. Per vincere il pallone d’oro, la bomba che ci ha regalato il due a zero avrebbe dovuto tirarla fuori dal cilindro contro i Red Devils, ma oramai è passata. Piuttosto è da sottolineare come la squadra abbia saputo reagire, vincendo una partita difficile (tenendo conto che la Juve aveva giocato contro uno scarso Bologna ed aveva vinto convincendo) e allontanando così lo spettro del crollo morale, balenato per un istante dopo mercoledì nella mente di tutti noi tifosi. Hanno mandato un urlo bello forte a tutti i nero-azzurri, facendo capire che la Champions forse non siamo ancora pronti a vincerla (togliamo il forse, siamo fuori), mentre lo Scudetto non vogliamo proprio staccarcelo dal petto.


Lo spettro dell’occasione perduta per l’ennesimo anno di fila in Europa, probabilmente ci seguirà fino a maggio, tenendo conto anche dell’accanimento mediatico che l’Inter deve spesse volte subire, ma rispondendo sempre così le cose andranno bene.
Facciamo un secondo il punto dei dubbi del pre-Fiorentina, venuti con l’eliminazione Champions, e le risposte date dai ragazzi:

1- La Tenuta Mentale: i rischi di una pesante caduta anche in Campionato c’erano, soprattutto per una squadra che ha spesso dimostrato scarsa tenuta in questo campo (vedi i risultati dopo il Liverpool l’anno scorso, seppure condizionati dagli infortuni). Fortunatamente la forza di Ibra in Italia e la sua voglia di vincere hanno trascinato tutta la squadra a questa vittoria, seppur senza sfoderare una grande prestazione
2- I Dubbi di Formazione: Adriano, Balotelli, Stankovic largo, Stankovic alto. I dubbi erano molti, perché l’Inter vista a Manchester ha convinto sul piano della grinta e dell’agonismo, ma Ibra era troppo solo e Mario appariva sempre fuori posizione. Il ritorno al rombo ha tolto ogni dubbio, in Italia l’Inter giocherà sempre così, a scanso di particolari necessità. E’ un’importante certezza ritrovata
3- Gli Infortunati: la difesa è il reparto più martoriato, dove Samuel e gli esterni sono l’unica certezza, l’altro centrale è un continuo enigma. Chivu rientra e si infortuna subito nuovamente, Cordoba non è in un periodo di forma strepitosa e più volte Mou ha fatto capire che è propriamente il suo ideale di difensore, Burdisso sappiamo che limiti ha. E’ probabile dunque che verrà data una seconda chance a Rivas e che Materazzi possa ritrovare il campo dopo un lungo periodo di stop, soprattutto visto che nel prossimo week-end anche Samuel sarà assente per squalifica
Ripartiamo da qui, consapevoli di essere i più forti in Italia, e che un Giovinco, per quanto forte possa essere, non può mettere in dubbio la nostra ritrovata certezza.

INTER vs Fiorentina 2 - 0

IL TABELLINO DEL MATCH

INTER vs Fiorentina

2 - 0

10'pt Ibrahimovic

   
50'st Ibrahimovic      
       
F.C. INTERNAZIONALE:
12 Julio Cesar; 13 Maicon, 25 Samuel, 26 Chivu (1' st 7 Figo), 39 Santon; 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 20 Muntari; 5 Stankovic (40' st 24 Rivas); 8 Ibrahimovic, 45 Balotelli (38' st 33 Mancini)
A disposizione: 1 Toldo, 6 Maxwell, 10 Adriano, 18 Crespo;
All.: José Mourinho
Fiorentina:
1 Frey; 21 Comotto, 5 Gamberini, 2 Kroldrup (40' st 32 Bonazzoli), 6 Vargas; 20 Jorgensen (35' st 4 Donadel); 22 Kuzmanovic (30' st 8 Jovetic), 88 Felipe Melo, 18 Montolivo; 11 Gilardino, 10 Mutu;
A disposizione: 13 Storari, 7 Semioli, 14 Zauri, 23 Pasqual;
All.: Cesare Prandelli
Arbitro: Daniele Orsato di Schio
Note. Spettatori: 51.535 
Ammoniti: 33' Balotelli; 42' Samuel, 4' st Felipe Melo, 6' st Muntari, 17' st Santon, 26' st Julio Cesar . Espulsi: 48' José Mourinho
 
LA FORZA DEL CARATTERE
Scendere in campo dopo Manchester, con l'apprensione di una rubentus che ha già capitalizzato il suo bottino ed accorcia le distante, non è semplice, ci vuole carattere, mantenere la concentrazione. Specialmente se davanti si ha un avversario come la Fiorentina, ottima formazione, con giocatori di qualità, che arrivano con il 'dente avvelenato' dopo la sconfitta interna di domenica scorsa contro la Sampdoria.
Il ritmo è stato 'blando' per tutta tutta la partita, il campo scivoloso certo non ha aiutato lo spettacolo, ma è la tensione che comunque l'ha fatta da padrona. L'Inter doveva mostrare la forza emotiva necessaria a superare una seppur onorevole sconfitta e conseguente fine del sogno Champions, mentre la Fiorentina aveva bisogno di punti e non poteva sbagliare. Un primo tempo sostanzialmente equilibrato, con tanti lanci lunghi da entrambe le parti, a scavalcare il centrocampo. La differenza la fanno Ibrahimovic, che al decimo minuto con un colpo di testa sotto porta, un pò fortunoso, porta in vantaggio l'Inter e Cesar, che chiude in più di una occasione, lo specchio della porta, sia a Mutu che a Gilardino. Nella ripresa la Fiorentina prova ad alzare il ritmo, ma l'Inter è ben coperta in difesa, nonostante Chivu debba lasciare il campo per il riacutizzarsi di un problema fisico ed il Cuchu sia costretto a ricoprire il ruolo di difensore centrale, i due attacanti "Viola' cadono spesso nella trappola del fuorigioco (grande Cambiasso, come sempre uomo ovunque).
Con il passare dei minuti la condizione fisica dei Nerazzurri cala, lo stesso Ibrahimovic sembra stanco, ma è Balotelli che lascia il posto a Mancini, per dare forze fresche a supporto dello svedese, mentre Rivas subentra al generoso Stankovic, per rinfoltire la difesa. La Fiorentina cerca di costruire gioco, alla ricerca del pareggio, ma spreca troppo e quando nn lo fa è Julio 'ilGrande' a dire no!.
Nei minuti di recupero l'Inter riesce a tenere palla sulla tre quarti 'Viola' e al cinquantesimo, su punizione Ibrahimovic 'scocca' un tiro di una potenza straordinaria (109 km/h), Frey non può nulla e la palla sbatte sotto la traversa e si insacca per il due a zero finale.
Da segnalare l'espulsione di Mourinho al minuto 93, per proteste dopo un fallo subito da Santon, (punizione dalla quale nascerà poi il secondo goal di Ibrahimovic) e la strepitosa prova di Santon, che  in fase offensiva crea qualche 'grattacapo' alla difesa 'Viola', arrivando anche alla conclusione. Rischia il rosso per un brutto, quanto non cattivo, fallo su Comotto, comunque l'ennesima buona prestazione del 'Bambino'.
Il Capitano Zanetti, raggiunge quota 634 presenze in maglia Nerazzurra ed eguaglia il numero di presenze del grande ed indimenticabile Giacinto Facchetti
  

NESSUNA DISTRAZIONE, AVANTI INTER!!!

Scritto da | Sergio - Sabato 14 Marzo 2009
La semplicità con la quale ci si può lasciar andare a disfattismi è pericolosa e preoccupante.

La deflagrazione di Manchester ci ha catapultati nei meandri di un passato polveroso a combattere con i 'se' e con i 'ma', dove tutto viene rimesso in discussione e ci obbliga alla ricostruzione, a ripartire da zero.

Questo è lo scenario post-atomico che ci propinano, giornali e tv, che parlano di un Moratti furioso e di una sconfitta all'Old trafford calcisticamente drammatica con conseguenze traumatiche.

Non lasciatevi ingannare, non lasciate che la loro frustrazione diventi nostra, perchè se è vero che l'Inter per dominare in Europa, così come in Italia negli ultimi quattro anni, necessita di quella intensità di gioco che latita da troppo tempo e che per ottenerla dovrà privarsi di alcuni giocatori che hanno contribuito ai recenti successi, è anche vero che la Benamata ha fra le mani un obiettivo di estrema importanza , che si chiama Scudetto, e che ha ancora qualche possibilità di poter proseguire il suo cammino in C.Italia.
Diversamente i nostri “nemici” si ritrovano a bocca asciutta con l'unica speranza che noi si fallisca.


Per questo credo, ed invito tutti a farlo, che sia deleterio parlare adesso di altisonanti nomi di calciatori miracolosi capaci di risolvere le imperfezioni di un gruppo fortissimo. Non dobbiamo distrarci, dobbiamo restare uniti e concentrati perchè mancano ancora 11 partite e quindi ci sono ancora trentatre punti disponibili di cui dovremo portarne a casa almeno 27, a partire da domenica sera contro la Fiorentina, formazione che arriverà 'con il dente avvelenato' dopo la sconfitta interna subita dalla Sampdoria e quindi obbligata e motivata a fare bene.

Tra i convocati figura Chivu, che finalmente ritorna disponibile, e va così a formare una collaudatissima coppia difensiva con Samuel, mentre Cordoba si ferma ai box per infortunio.
Giusto perchè ne sono orgoglioso, riporto di seguito le parole di Mourinho, che in conferenza stampa ha svelato un dettaglio sulle condizioni di Cordoba per la partita di Manchester:
"...desidero parlare anche di Ivan Cordoba: dopo essersi infortunato nella trasferta a Genova, cosa che ha nascosto a tutti perché conosceva le nostre difficoltà, ha giocato all'Old Trafford con l'ambizione di aiutare la squadra, ha nascosto fino al termine della gara il suo dolore, e dopo la partita tutti abbiamo saputo che era infortunato, già il giorno dopo gli è stata riscontrata una lesione muscolare al retto femorale. Per tutto questo anche lui non merita di essere dimenticato. Queste sono cose che i tifosi devono sapere, che i ragazzi hanno fatto un grande sforzo per esserci, si deve sapere che tipo di uomini ha l'Inter".

INTER vs Fiorentina | I 20 Convocati

Scritto da | Sergio - Sabato 14 Marzo 2009

Ecco i convocati da Mourinho per INTER vs Fiorentina gara valida per la 28^ giornata di Seri A Tim, in programma Domenica 15 Marzo 2009 allo stadio Meazza in S.Siro a Milano h.20.30

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 6 Maxwell, 13 Maicon, 24 Nelson Rivas, 25 Walter Samuel, 26 Christian Chivu, 39 Davide Santon.
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini, 36 Franceso Bolzoni.
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 10 Adriano, 18 Hernan Crespo, 45 Mario Balotelli.


Partecipa al Sondaggio e Schiera la Tua Inter!!!


ORGOGLIO ED UMILTA'

MANCHESTER VS INTER 2-0
Scritto da | ANDREA - Giovedi 12 Marzo 2009


Se fosse facile uscire dalla Champions e restare col sorriso in volto, noi interisti saremmo le persone più solari a questo Mondo. Ogni anno ci troviamo a rimuginare sulla doppia sfida degli ottavi, pensando che se avessimo messo questo e tolto quello, oppure fatto così piuttosto che cosà, le cose sarebbero cambiate. Non fraintendetemi, non sono affatto abbattuto, semplicemente sincero ed ammetto che non posso neppure essere felice. Se Mourinho fosse stato preso solamente (e sottolineo solamente) per fare il salto di qualità in Europa, ammetterei che ha fallito. La realtà è che Moratti ha fatto una scelta lo scorso giugno, cioè ha preferito tenere Adriano, Dottor Combi, Branca e Paolillo piuttosto che il Mancio. Mourinho era l’allenatore che più lo intrigava e poteva anche (e sottolineo anche) farci fare il salto di qualità in Europa. Ma analizziamo un secondo come abbiamo giocato ieri e come siamo usciti: il Manchester è campione di tutto ciò che, calcisticamente parlando, si poteva vincere nella stagione 2007/2008, è una squadra che sa equilibrare il talento smisurato di alcuni singoli con la pragmaticità e l’umiltà di tutti gli altri. L’Inter è una squadra fisica, potente, che corre, ma che presenta “solamente” un paio di giocatori con classe fuori dalla norma (Ibra e Maicon). Ieri non abbiamo giocato male, siamo stati sfigati fino al midollo, abbiamo sbagliato qualche cosina in difesa (Cordoba ha dimostrato per l’ennesima volta che questo 2009 non sarà probabilmente il suo anno) ed anche il Mister ha probabilmente commesso errori in partenza (Vieira dal primo minuto è stata un scelta avventata e s’è visto nell’occasione dell’uno a zero), però abbiamo avuto almeno 5 nitide occasioni da gol. La sostanziale differenza s’è vista nel fatto che loro con tre occasioni ci hanno fatto due gol, noi zero con cinque occasioni. Loro sono più forti, stop.
Penso che sarebbe stato più giusto perdere due a zero all’andata e magari vincere noi uno a zero al ritorno, ma se cominciamo con i se e con i ma, finiamo a infilarci in un cul de sac senza uscita. Ci abbiamo messo l’orgoglio, ora tocca mettere l’umiltà, perché ammettere che gli avversari erano più forti è segno di intelligenza e sportività. Attenzione, non ci stiamo parando il culo, è la verità, lo dicono i numeri: il Manchester è la squadra che, nella Champions League 2008/2009, ha tirato più volte in porta, ha subito meno gol, ha tenuto maggiormente il possesso palla ed ha subito meno falli (con relative minori ammonizioni). Non perde in Premier da tempo immemore e subisce un gol ad ogni suo cambio di allenatore (cioè praticamente mai). Penso basti per dimostrare che seppur noi siamo forti, loro lo erano di più. Abbiamo giocato alla cazzo il girone di qualificazione, se avessimo giocato come ieri sempre saremmo passati primi ed avremmo ritardato l’incontro con loro o il Barcellona, ma di fatto così è andata, amen. I lati positivi nonostante tutto non mancano: finalmente usciamo giocandocela e non arrendendoci all’ingresso in campo; abbiamo finito sia l’andata che il ritorno in undici contro undici; non abbiamo finito la partita in rissa (seppur l’arbitro Stark potesse indurre in tentazione visto i precedenti a Valencia). Insomma, forse c’è ancora da lavorare, anzi sicuramente, ma chi lo sa che Mourinho in effetti non abbia davvero cambiato qualcosa nella testa dei ragazzi e che l’anno prossimo andremo un po’ più avanti con un po’ più di fortuna e bravura. In più, come dicono i vecchi saggi, mal comune mezzo gaudio. Siamo uscite tutte noi italiane ed anche se non è bello da dire, meglio così, si evitano sfottò e bagarre inutili. L’importante ora sarà concentrarci completamente sul Campionato e non avere cali mentali pericolosi, dovremo concentrarci e consapevolmente guardare avanti, senza paure e con la certezza che in Italia non c’è alcun Manchester: nessuno è più forte di noi.
PAGELLE:
Julio Cesar: 7 Non può nulla sui due gol, è strepitoso nel primo tempo su O’Shea
Maicon: 6 Come all’andata bloccato da Ferguson, ogni tanto avanza, ma con poca incisività
Cordoba: 5.5 Sul secondo gol si addormenta, per il resto soffre molto e necessita sempre aiuto
Samuel: 7 Migliore dei difensori, aiuta sempre Ivan e annulla chi passa di li
Santon: 6.5 Erra qualche chiusura, ma non soffre i fuoriclasse avversari. Più incisivo di Maicon
Stankovic: 6.5 Copre, riparte, prova il gol, sbaglia. Ma il carattere c’è eccome, bravo
Adriano: 6.5 Il palo gli nega il gol, ma lui ci prova, si fa sentire la davanti e porta brividi allo United
Vieira: 4.5 Inguardabile sul primo gol, non corre, non crea, non blocca. Insomma, inutile
Muntari: 5.5 Non sono le sue partite, corre tanto, recupera palloni, ma non riesce a impostare
Cambiasso: 6+ Deve lavorare anche per Vieira e la cosa lo sfianca: corre tanto, ma con meno sostanza
Zanetti: 6 Corre come sempre, ma non affonda mai e a volte si perde. Non suona la carica
Balotelli: 7 Assieme a Samuel, il migliore. O’Shea lo soffre, lui combatte e crea, forse troppo lontano dalla porta. Esce quando si dimostra troppo nervosetto
Figo: 5 Dovrebbe essere la sua partita, saltare l’uomo e portare esperienza: rallenta solo tutti
Ibrahimovic: 6 Sfigato stasera, ma comunque non incide. Il Pallone d’Oro se lo deve guadagnare se lo vuole

MANCHESTER VS INTER 2 - 0

IL TABELLINO DEL MATCH

Manchester vs INTER

2 - 0

4' Vidic

   
4'st C.Ronaldo      
       

MANCHESTER UNITED:
1 Van Der Sar; 22 O'Shea, 5 Ferdinand, 15 Vidic, 3 Evra; 11 Giggs, 16 Carrick, 18 Scholes (25' st 8 Anderson), 7 Ronaldo; 9 Berbatov ; 10 Rooney (39' st 13 Park);
A disposizione: 12 Foster, 23 Evans, 24 Fletcher, 28 Gibson , 32 Tevez;
All.: Alex Ferguson

F.C. INTERNAZIONALE:
12 Julio Cesar; 13 Maicon , 2 Cordoba, 25 Samuel , 39 Santon; 4 Zanetti, , 14 Vieira (1' st 20 Muntari), 19 Cambiasso, 5 Stankovic (13' st 10 Adriano) 1; 8 Ibrahimovic, 45 Balotelli (25' st 7 Figo);
A disposizione: 1 Toldo, 24 Rivas, 6 Maxwell, 7 Figo, 9 Cruz;
All.: José Mourinho

ARBITRO: Wolfgang Stark (Germ) 
Ammoniti: 8' st Samuel, 26' st Rooney, 32' st Muntari
Tempi supplementari: 0'-2'
 


"L'ORGOGLIO E LA GRINTA NON SONO BASTATI"
C'è amarezza e sconforto, non potrebbe essere altrimenti, perchè ci si credeva davvero.
Sapevamo, sarebbero serviti 'cuore', 'grinta', 'classe' ed un pizzico di 'fortuna', ma mentre i primi due non sono mancati, la classe ha latitato e la fortuna, deve aver sbagliato aereo, perchè non era neppure nelle vicinanze.
Purtroppo il Manchester ha trovato il goal dopo solo 4 minuti, Vidic si è bevuto Vieira e di testa ci ha complicato subito la vita.
L'Inter, che ha iniziato troppo contratta, finalmente si sveglia e comincia a macinare gioco confezionando almeno quattro palle goal e colpendo la traversa con Ibrahimovic.



Il primo tempo si chiude in svantaggio, ma l'Inter vista in campo sembra in grado di risollevare le sorti dell'incontro.
Però, così come nella prima frazione di gioco, i primi 4 minuti del secondo tempo sono micidiali per l'Inter, che commette il secondo errore difensivo della partita, lasciando C.Ronaldo libero di colpire la palla di testa, sotto porta, su cross dalla sinistra di Rooney, chiudendo di fatto il match.
L'Inter non si abbatte e continua a fare gioco, schiacciando a tratti, così come nel primo tempo dopo il goal di Vidic, un Manchester che si dimostra di un livello superiore alla compagine Nerazzurra, e che riesce quindi a farsi comunque pericoloso, pur trovando Julio 'ilGrande' sempre pronto a chiudere ogni spiraglio e a mantenerci a galla. Entrano Muntari, Figo e Adriano, ed è proprio quest'ultimo, che con uno splendido gesto atletico, colpisce di sinistro, al volo, su cross di Cambiasso, un palo clamoroso con Van Der Sar battuto. Su quel palo vanno piano piano a sfumare le nostre speranze, anche se l'Inter prova comunque, con l'orgoglio, a centrare almeno il goal della 'bandiera', ma i minuti scorrono e il gioco si fa sempre più confuso e si aspetta che piano piano arrivi la fine di una partita dalle emozioni forti, che ci lascia l'amaro in bocca.
Ha vinto il migliore, ha vinto il Manchester, l'Inter esce nuovamente agli ottavi e Mourinho oppure no, sono altri i giocatori che l'Inter deve acquistare se vuole avere la speranza, in futuro, di conquistare la 'Coppa Maledetta'!.
Così come ha detto Mou, nel post partita, l'Inter ha fatto il suo massimo e la Champions non si vince certo con un “clic” ma la sofferenza e tanta, non può essere altrimenti.

Ritorniamo ad occuparci, solo, del nostro orticello nazionale, dove l'attenzione e la concentrazione devono restare alti, perchè domenica ci aspetta la Fiorentina e non sarà certo una partita facile. Dovremo lottare ancora per assicurarci il prima possibile, i punti che ci garantiscano la vittoria del campionato ed evitare ulteriori amarezze a noi tifosi, noi che mettiamo in gioco sempre il nostro cuore e sosteniamo l'Inter ovunque e comunque!.


AVANTI INTER!!!
Sergio

UNA NOTTE DA CAMPIONI!

Manchester vs INTER - CI SIAMO!

Scritto da | Sergio - Mercoledi 11 Marzo 2009
In questi giorni abbiamo analizzato e studiato tutte le sfumature di un match così importante. Abbiamo raccontato le nostre speranze, le nostre emozioni ed evidenziato come, secondo noi, sia possibile riuscire nell’impresa.
Adesso è tutto nella testa e nei piedi dei nostri Guerrieri Nerazzurri, noi siamo pronti, il fiato sospeso, concentrati…CI SIAMO!
FORZA RAGAZZI!!! FORZA RAGAZZI!!!

'AI MIEI TEMPI...'

CAPITOLO XIX - BAR SPORT 'OROLOGIO'
Scritto da | Andrea - Martedi 10 Marzo 2009


La primavera è giunta finalmente. Stop alla pioggia insistente, alle corse sotto gocce grosse come panettoni, ora il sole splende alto nel cielo, le nuvole sono solo un ornamento bianco su parete azzurra, gli uccelli fischiettano volando e tutti vanno con più calma, senza ansie o patemi. Io stesso finalmente ho più tempo e non devo più correre a destra e a manca, visto che ho seguito il consiglio dell’Amedeo e del Gianfelice (per una volta non hanno detto una minchiata) e ho proposto a Martina di venire nei pomeriggi dopo scuola a lavorare da me, arrotondando la mancia di papà. Il primo giorno s’è comportata bene, vedremo come continueranno le cose, intanto oggi era un pomeriggio fresco, soleggiato ed io mi stavo godendo la sigaretta nel cortile sul retro, mentre a sgobbare c’era lei. Questa è vita ragazzi!
“Buondì Gia…oh, ma ciao Martina, l’è un piacere!” la voce era inconfondibile, l’Amedeo era arrivato nel locale. Decisi di fare durare un pelo più a lungo il piacere della sigaretta.
“Ciao Amedeo! Visto che bravo lo zio? Mi ha preso a lavorare da lui” esclamò Martina abbracciando Amedeo
“Bravo un corno, l’eri mica qui ti se non c’eravamo io e il Gianfelice a suggerire di prenderti a Gianni. Ch’el li el g’ha il cervell per opscional!” disse mentre si sedeva e proprio in quell’istante rientrai
“Chi ha il cervello come optional?” chiesi mentre mi sistemavo il grembiule

“Ti, te lo devo ripetere? Hai il coraggio de negà che sem stati mi e il Cataratta a consigliarti lei?”
“Ehm, in effetti…Martina, su porta il bianco al vecchio qua” dissi per sbrogliare la situazione
“Certo zio” prese la bottiglia e si avviò al tavolo, al che l’Amedeo la bloccò e con sguardo costernato le girò attorno. Martina era spiazzata e rimase a fissarlo
“Porco d’un Gattuso Martina! Ai miei tempi se una tusa se vestiva inscì, oltre ad intervenire la Buoncostume, sarebbe stata acclamata a gran voce da tuch quant il vicinato!” esclamò alla fine della perlustrazione. Martina arrossì e ridacchiò
“Ma sono vestita normale dai, come tutte le ragazze!”
La guardai, e vidi solo una ragazza in un paio di jeans e una camicetta, l’avevo vista conciata molto peggio.
“Amedeo, sai come la penso io sul vestirsi dei giovani d’oggi, ma la Marty mi sembra vestita normale oggi eh” dissi
“Alura me sarò sbagliato, te ghe propri una bella caroseria, fortunato il fiulett che potrà provarla” disse mentre si risedeva e iniziava a riempirsi il bicchiere. Martina rise, io mi incazzai
“Amedeo, ma possibile che con te si finisce sempre li?”
“Gianni…” disse sbuffando “Te se uno scasa bal. Quando avrai scupà la metà delle donne che gù scupà mi nella mia vita, potrai venire a parlarmi di morale”
“Perché scusa, da quando la morale si calcola a trombate?” chiesi costernato
“Ai tempi l’era inscì, ma i tempi cambien, lo so ben”
Ogni cavolata l’Amedeo aveva il pregio di dirla con una semplicità assurda. Entrò anche il Gianfelice e si incamminò verso un signore che stava leggendo il giornale nella parte opposta rispetto all’Amedeo
“Salve Amedeo, tutto bene?” e si sedette al tavolo. Il signore spiazzato lo fissò un secondo, prima che il Gianfelice riprendesse “Uè, sa l’è sta storia, non se dis pù buongiorno ad un amis?” e gli fece un buffetto.
“Bella pelle, usi creme particolari Amedeo? La sembra la pelle de un quarantenne” aggiunse
“Trentenne, prego. E comunque io non sono Amedeo, deve avere sbagliato”
Io, Martina e Amedeo scoppiamo in una risata fragorosa, ed anche il signore ridacchiò. Il Gianfelice si alzò rossissimo e seguì il suono delle risate
“Potevate avvisare eh! Comunque ch’el li l’era propri uguale a te a trentan Amedeo” disse mentre si sedeva
“Gianfelice…O-C-U-L-I-S-T-A! Ch’el lì l’è biundin, mi l’eri moro! Bei tempi quelli…”
“Sei molto nostalgico oggi Amedeo” disse Martina
“Eh, si, quando si avvicina la Champions l’è semper inscì, me vien nustalgia dei tempi della Grande Inter che vinceva tutto…sperem!” disse incrociando le dita con lo sguardo perso nel passato
“Te ghe rasun Amedeo, ma vedrai che duman de sera si andrà la a fargli un cù inscì” esclamò Gianfelice mentre si versava il vino e se la Martina non spostava il bicchiere sarebbe stato versato puntualmente sulla tovaglia
“Sperem, sperem”
Intanto nel locale entrò un ragazzo, con occhiali da sole abnormi, con montatura ridicola color azzurro, capelli sparati in ogni direzione possibile immaginabile ma che non si potevano di certo ritenere pettinati se non con una scossa di 20 volt. E per condire il tutto giubbotto verde evidenziatore e pantaloni stracciati. L’unica cosa che appariva normale in quell’ammasso di oggetti erano le scarpe. All’improvviso però un elemento rapì il mio sguardo ed una paura mi assalì: al collo teneva una sciarpa del Milan. Martina appena lo vide gli corse incontro e lo salutò.
“Ciao Vinci!! Sei venuto a trovarmi allora! Fatto il piercing?”
“Certo bella, cos’è, sei orba, non vedi?” e gli indicò il labbro superiore, a cui era attaccato un brillante. Scossi la testa schifato. Ma la mia paura si concretizzò, l’Amedeo aveva notato la sciarpa
“Uè, ti, Vinci, qual è il tuo vero nome?” urlò dal suo tavolo
“Vincenzo” rispose il ragazzo dopo essersi guardato un po’ attorno per vedere da chi veniva quella voce
“Terrone” sussurrò il Gianfelice
“Già” disse l’Amedeo all’amico “Ven chi Vinci, che gù da dirti un paio di rob sulla sciarpa che te portet al collo” urlò di nuovo l’Amedeo. Vincenzo fece un gesto a Martina e gli tirò una pacca sul sedere. Avrei voluto reagire, ma sapevo che per questo c’erano i due. Mentre si stava sedendo, l’Amedeo si alzò e prese per l’orecchio il ragazzetto.
“Ahia, ma che fa vecchio?” ululò
“Faccia de ciula, tuca ancamò il culo della Martina e il tuo lo troverai sfundà de drè, te ghe capì? E comunque ai miei tempi i ragazzi si prendevano sempre per l’urecia, soprattutto se cacciaviti”
“Cacciaviti?” chiese il ragazzo massaggiandosi l’orecchio
“Terun, casavit ed ignurant, ai miei tempi sti giuinot se menaven” disse scuotendo la testa il Gianfelice
Il ragazzo impaurito si alzò
“Martina, lavori in una cumpa di pazzi, cioè, scandaloso, me ne vado!” e si gettò fuori dal bar, al che Martina lo seguì e prima di uscire ci disse
“Ai vostri tempi le cose andavano peggio mi sa, l’avete fatto scappare” e corse via
Guardai Amedeo e Gianfelice e gli feci l’occhiolino.
“Si sa, le cosa andavano meglio quando si stava peggio, l’è semper sta inscì” concluse l’Amedeo e brindammo ridendo di gusto.


APNEA CHAMPIONS

Scritto da Sergio - Martedi 10 Febbraio 2009

Non mi riferisco a qualsivoglia disciplina subacquea, ma a come la mente non riesca a pensare ad altro, se non alla sfida contro il Manchester, domani sera all’Old Trafford.

Tra le ansie esistenti, a prescindere dall’affrontare una sfida di così alto ‘livello’ e ‘prestigio’, l’incertezza della presenza di Samuel, il cui impiego, qualora possa garantire almeno 90 minuti a buoni livelli, farebbe dormire sonni tranquilli a tutti noi, e Vieira che sembrerebbe destinato ad entrare sin dal primo minuto, pur essendo rimasto ‘fuori’ a lungo ed aver disputato spezzoni di partite senza mostrare segni di una condizione particolarmente brillante, ma unica alternativa allo sbadato Muntari. (..e Bolzoni? mah!)

A proposito di Muntari, il ganese si è presentato all’aeroporto senza il passaporto e ha dovuto raggiungere i compagni in un secondo momento, con un aereo di linea. Speriamo sia perché è troppo concentrato per la partita e non che sia disperso nei suoi pensieri personali.

L’Inter dovrebbe schierarsi con J.Cesar, Maicon, Cordoba, Samuel, Santon, reparto difensivo, Vieira, Cambiasso, Zanetti, Stankovic, Mancini a centrocampo e unica punta ‘IlGenio”.
Nel caso in cui Samuel non fosse in grado di giocare, spetterebbe a Cambiasso spostarsi in difesa e al distratto Muntari supportare il centrocampo. Dubbi poi sulle presenze di Adriano, Mancini e Balotelli, un posto per tre, a seconda se il Mou voglia optare per un modulo a due o a una sola punta.

Insomma, ci sono ancora incognite da svelare e mentre il mondo diventa sempre più grigio, risaltano sempre di più le luci che si vanno ad accendere all’OldTrafford, fari verso una strada che ultimamente è stata ‘cieca’ per noi ma che anche quest’anno, come in passato, ci giocheremo fino in fondo.

Dice bene Andrea,”ci vorrà Grinta, ma anche Classe” ; Dice bene Veleno, “Cerchiamo di vivere una emozionante serata di gala, senza eventuali drammi”;
Dice bene Entius,” Ci vorrà Culo”.

Il pensiero va ai tesserati dell’I.C. M.Corso, che come molti altri Inter Club, si apprestano a partire per Manchester, in rappresentanza di tutti noi, per tifare ed incitare da vicino i nostri Guerrieri Nerazzurri.

FORZA RAGAZZI!!! FORZA RAGAZZI!!!

Sergio
C’èSolol’Inter!!!

Manchester vs INTER | I 22 CONVOCATI

Scritto da | Sergio - Lunedi 09 Marzo 2009

Ecco la lista dei Guerrieri Nerazzurri convocati da Mourinho per Manchester vs INTER "La Sfida" valida per il ritorno degli ottavi di Champions League, in programma Mercoledì 11 Marzo 2009, all' "Old Trafford" di Manchester h.20.45 italiane.

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 6 Maxwell, 13 Maicon, 24 Nelson Rivas, 25 Walter Samuel, 39 Davide Santon.
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 11 Luis Jimenez, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini, 36 Franceso Bolzoni.
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Cruz, 10 Adriano, 45 Mario Balotelli.


SEI PRONTO PER "LA SFIDA?"
Partecipa al Sondaggio e Schiera la Tua Inter!!!

ETERNO AMORE MIO : AUGURI!!!

Scritto da | Sergio - Lunedi 09 Marzo 2009

Oggi è il compleanno di tutti gli Interisti, 101 candeline Nerazzurre, da spegnere tutti insieme.
E' trascorso un anno dalla festa che ha celebrato il Centenario, ora come allora, come sempre, sono Affetto, Complicità, Appartenenza, Orgoglio e Gioia i sentimenti che vivono dentro di noi.
Scorrono nella nostra mente le immagini dei grandi Campioni che hanno vestito la maglia della Beneamata e dei protagonisti che hanno dedicato la loro vita all'Inter, scrivendone pagine indimenticabili; Il loro spirito è lo spirito Nerazzurro che ci unisce e lo Stile unico ed inimitabile che ci contraddistingue, esempio di come si debba vivere il calcio e lo sport in ogni sua forma.
Buon Compleanno F.C. INTERNAZIONALE!!! Buon Compleanno Fratelli Nerazzurri!!!




Sergio
C'èSolol'Inter!!!

IL GIOCO DEL SACRIFICIO

Genoa vs INTER 0 - 2
Scritto da | Andrea - Domenica 08 Marzo 2009

Nel calcio si può vincere con la classe, con la grinta, con il culo. In ogni caso però quello che non può e non deve mai mancare è il sacrificio. Puoi vincere uno o sette a zero, ma il sacrificio dei giocatori ci dev’essere sempre perché significa voglia di portare a casa il risultato. Poi vengono partite come quella di ier sera al Marassi in cui il sacrificio non è più un elemento aggiuntivo, ma la base su cui si costruisce la vittoria: vedere Balotelli fare il centrocampista più che l’attaccante (e farlo con immensa intelligenza e umiltà), Ibrahimovic tenere palla e fare sponde prendendo anche tante botte e soprattutto vedere un Cambiasso egregio come centrocampista come sempre, ma a dir poco superlativo ed insuperabile come difensore centrale, fa capire come Mourinho abbia messo in testa ai ragazzi che non conta solo il Manchester, ma anche tutto ciò che viene prima e verrà dopo.
Il Genoa ha giocato la sua partita, dimostrando di essere un ottimo team, organizzato, deciso e che ha perso di fatto sulle due uniche vere occasioni da gol lasciate agli avversari. Cinico l’Inter a sfruttare subito in apertura un contropiede magicamente concluso da Ibra e un gioco di sponde tra i due centravanti a metà ripresa con palla dentro/non dentro in stile Cassano contro il Milan. Lo dirò subito onde evitare polemiche: dalle immagini sembra che la palla non abbia superato totalmente la linea di porta, ma il guardalinee rimembriamo che ha avuto una frazione di secondo per decidere, ha visto ¾ del pallone sicuramente dentro, ed ha così deciso. Di certo vorrò sentire parlare almeno fino a mercoledì del rigore non dato (con annessa espulsione) all’Udinese per il mani funambolico di Mexes nella propria area di rigore. Ma son sicuro che non si farà, che si parlerà solo di Champions, si faranno solo ipotesi e si farà sembrare la sfida dell’Old Trafford come l’ultima spiaggia di Mourinho. Cosa più falsa non si potrebbe dire.


Vero che il portoghese è venuto in Italia per portare l’Inter dove in Europa non è mai stato con Moratti, ma ricordiamoci anche che giochiamo contro il Manchester, campione di ogni cosa possibile immaginabile dell’anno solare 2008, e che comunque è venuto a San Siro ed ha pareggiato. Potrà succedere di uscire, mettiamocelo ben chiaro nella testa, il discorso sta tutto nel vedere come si giocherà e come (nella peggiore delle evenienze) si uscirà, perché io ho la certezza che l’Inter dell’anno scorso da questo Manchester ne avrebbe prese 5 o 6 (ricordiamoci che ne prendemmo 3 dal Liverpool). Stiamo quindi pronti a subire sfottò e attacchi da ogni dove, ma anche pronti a fare un bel gesto dell’ombrello nel caso le cose andassero bene. Stiamo pronti a difendere il nostro Mister, che non so come voi l’abbiate visto, ma personalmente penso che sia fortemente deluso da un calcio che fino a 20 anni fa tutti ammiravano e di cui tutti in Europa sognavano un giorno di entrare a farne parte, mentre oggi è deriso, guardato con ribrezzo e tenuto a debita distanza da molti campionissimi. Dargli torto? No, in Inghilterra tutti lo amano perché, nonostante la sua arroganza congenita, portò schiettezza, innovazioni e migliorò in un modo o nell’altro un progetto già vincente come la Premier. In Italia invece la sua schiettezza è guardata con paura, le sue innovazioni con ironia ed è difficile riuscire a portare innovazione in un elemento già incancrenito da tempo. Spero che resti, ma so che gli costerà un grande sacrificio, come è costato all’Inter di ieri, come costerà all’Inter martedì, quando senza Samuel (in dubbio), Chivu (forte dubbio), Burdisso (sinceramente, meglio così) e Materazzi (quasi certamente non ci sarà) dovremo affrontare un attacco stellare. Incrociamo le dita ragazzi, e mettiamoci il cuore in pace: servirà sempre e comunque un po’ di gioco del sacrificio per essere interisti.

Andrea

Genoa vs INTER 0 - 2

IL TABELLINO DEL MATCH

Genoa vs INTER

0 - 2

 

2' Ibrahimovic  
    15'st Balotelli  
       

Genoa: 83 Rubinho; 25 Biava, 13 Ferrari, 26 Bocchetti; 7 Rossi, 28 Juric, 88 Thiago Motta, 4 Criscito; 14 Sculli, 22 Milito, 17 Jankovic;
A disposizione: 73 Scarpi, 23 Modesto, 15 Papastathopoulos, 77 Milanetto, 10 Palladino, 11 Olivera, 20 Mesto
Allenatore: Gian Piero Gasperini.
FC INTERNAZIONALE: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 16 Burdisso, 23 Materazzi, 39 Santon; 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 5 Stankovic; 7 Figo; 8 Ibrahimovic, 45 Balotelli
A disposizione: 1 Toldo, 2 Cordoba, 11 Jimenez, 20 Muntari, 33 Mancini, 10 Adriano, 18 Crespo
Allenatore: José Mourinho. 
ARBITRO: Emidio Morganti di Ascoli Piceno
Ammoniti: 22'pt Milito, 47'pt Ibrahimovic, 8'st Thiago Motta, 14'st Biava, 27'st Ferrari, 28'pt Balotelli, 39'st Mancini 
Tempi supplementari: 3'-5'


VERSO GENOVA, NAVIGANDO IN UN MARE DI PAROLE!

Verso Genoa vs INTER
Scritto da | Sergio - Sabato 07 Marzo2009

L'espressione 'Prostituzione Intellettuale' di Mourinho, rimarrà scolpita nel marmo, probabilmente sarà ricordata per anni, anche quando se ne sarà andato verso l'amata Inghilterra. Rimarremo noi ed i fabbricanti di storie, che continueranno a farneticare e farneticare ancora, sempre nuove allusioni, attacchi, prostituzioni...fino a quando anche l'ultima mente sarà f*****a!

Il potere mediatico è veramente impressionante, la facilità con la quale le, ardite, ma sincere, parole di Mourinho, sono state manipolate ed esasperate è da premio Oscar! Tutto quello che è stato detto prima, è stato completamente rimosso. L'opinione pubblica legge ed approva le parole di (ex)drogati e pregiudicati che solo qualche mese prima additava come esempi di ciò che una società non poteva tollerare.


Tutti parlano, parlano, parlano, ma nessuno si preoccupa dell'odio che si alimenta nei tifosi. Quotidianamente incontriamo tifosi di squadre avversarie e persino l'ultimo degli idioti, quello che ha sempre pensato al calcio come ottimo rinforzo per le ossa, si erge inviperito dopo aver letto qualche astrusa, fantascientifica, classifica 'depurata', additandoci!
Spiegare come tale classifica sia stata “inventata” è assolutamente inutile, lobotomizzati allo sbaraglio, farfugliano qualcosa sul fatto che sei di parte, ti stuzzicano per farti reagire...con il Mou ha funzionato!

Per me c'è soltanto una cosa che conta veramente e non è Mourinho, ciò che conta è l' INTER, quindi sapere se lui rimarrà o meno, adesso non è importante. Dispiace che lui sia disgustato dai media, lo siamo anche noi, che li sopportiamo da sempre, ma adesso quello che conta è pensare alla partita contro il Genoa. Il nostro avversario è uno storico ostacolo, un impegno che non possiamo snobbare. Dovremo dare il massimo, scendere in campo concentrati per dimostrare a noi stessi, al Manchester, a tutti, che non abbiamo timore di nessuno.

Il Manchester? Loro probabilmente sono più forti, ma sappiamo che nel calcio, come nella vita, tutto è possibile, dobbiamo lottare con grinta e concentrati al 100% ...provare a scrivere la storia!.
In fondo, pensare ad una disfatta, non porta nulla di buono, mentre l'ardire dell'impresa ci da più forza. Io ci credo, ci voglio credere, abbiamo l'obbligo di crederci, perchè dobbiamo sostenere i nostri colori, il nostro orgoglio...il nostro stile!.
Sarà l'alba di un viaggio lungo e vittorioso o sarà il tramonto di un periodo di gloria? Al campo il verdetto, vada come deve andare, io ero interista ieri, sono interista oggi e lo sarò domani, perchè per me c'è solo l'Inter!!!.

Genoa vs INTER | I 21 CONVOCATI

Scritto da | Sergio - Venerdi 06 Marzo 2009

Ecco la lista dei Guerrieri Nerazzurri convocati da Mourinho per Genoa vs INTER match valido per la 27° giornata di Serie A, in programma Sabato 07 Marzo 2009, presso lo stadio 'L. Ferraris' in Marassi a Genova, h.18.00

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 13 Maicon, 16 Nicolas Burdisso, 23 Marco Materazzi, 24 Nelson Rivas, 39 Davide Santon.
Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 11 Luis Jimenez, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari, 33 Amantino Mancini, 36 Franceso Bolzoni
Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 10 Adriano, 18 Hernan Crespo, 45 Mario Balotelli.
Partecipa al Sondaggio e Schiera la Tua Inter!!!

DALLO SPIONCINO n.9

Analiziamo le nostre principali antagoniste
Scritto da | Andrea - Giovedi 05 Marzo 2009

Qui Milan – Vedere oggi come oggi un tifoso milanista la domenica/sabato pomeriggio/sera per capire quanto si può finire in basso per il calcio. Mi ricordano noi interisti dei tempi d’oro (per gli altri, di merda per noi) in cui d’estate sfondavamo la nerchia a tutti convinti che quell’anno lo Scudetto non ce lo toglieva nessuno, per poi rivedere un po’ la nostra autostima verso dicembre ed infine distruggerla a suon di bestemmie e testate a marzo, quando oramai le prime erano in fuga. “Lo Scudetto è l’obiettivo principale ed è un obbligo lottare fino alla fine”, così diceva a luglio Galliani, Pato, Kakà, Ancelotti, ecc. “Il Campionato? Noi ce la possiamo fare, ma la UEFA non va sottovalutata, conta per noi” come cambiano le cose a dicembre, quando Inter e Juve dimostrano una marcia decisamente in più rispetto ai rosso-neri. “Il Campionato? Sarà durissima, il derby è il bivio della stagione, ma la finale di UEFA rimane ora come ora un obiettivo da raggiungere” a Gennaio già le cose sembrano sprofondare amaramente e la situazione degenerare, il caso Kakà però dà forza morale e spunti per parlare di altro. “Lo Scudetto è oramai impossibile, la UEFA rimane la meta della stagione, ci teniamo tantissimo” la sconfitta nel derby trasla ogni possibilità di ottenere una piccola soddisfazione nella Coppa UEFA. “Il terzo posto è un obbligo” che tristezza.

Fuori col Werder a San Siro, Campionato oramai perso e terzo posto (cosa cambi dal quarto non ho ben capito, però va be) come unico obiettivo. La discesa del Milan di quest’anno ha lasciato a tutti i tifosi rosso-neri un amaro in bocca e non mi scandalizzerei di vedere da qui alla fine del Campionato uno stadio sempre mezzo vuoto quando il Milan giocherà in casa, visto che da adesso le cose possono solo peggiorare. Galliani è stato chiaro: terzo posto oppure Ancelotti via e in ogni caso ci dovrà essere una rifondazione. Via Maldini, Kaladze, Favalli, Nesta, Senderos, Emerson, Inzaghi, Sheva e Seedorf. Se poi anche i preliminari di Champions dovessero saltare malauguratamente non è da escludere, anzi, la partenza di giocatori come Kakà e Pirlo, pronti a calcare nuovi campi. Insomma, l’orizzonte è nero e da domenica inizia un nuovo campionato per il Milan: quello per salvare almeno la faccia
Probabile formazione contro l’Atalanta: (4-3-1-2) Abbiati; Zambrotta, Bonera, Maldini, Jankulovski; Beckham, Pirlo, Emerson; Seedorf; Inzaghi, Pato

Qui Juventus – Se fossi juventino, esistessero gli alieni, esistesse San Moggi e Conceicao avesse mai azzeccato un cross nella sua carriera nero-azzurra, allora penserei che il comunicato stampa contro Mourinho e l’Inter, sia stato corretto. Ma siccome sono interista, gli alieni non esistono, Moggi è un criminale ed il migliore assist dalla fascia del povero Sergio, finì in terzo anello verde, penso sia stata una furbata. Mourinho non è andato giù leggero (evito di soffermarmi a lungo sulla sua conferenza, è già stato detto tanto), ma nessuno ricorda che il giorno prima Ranieri aveva messo su un bel teatrino con i giornalisti, facendo intendere a tutti che riteneva il collega portoghese un cazzone. Bene, or dunque perché le scuse non dovrebbero essere reciproche? Pensiamoci su. Intanto anche i bianco-neri escono dalla Coppa Italia con le ossa rotte (un po’ meno delle nostre però). La Lazio della ripresa ha dato una lezione di gioco ai bianco-neri, che per l’ennesima volta invece prendono il gol del due a uno finale con un fuorigioco errato su una ripartenza avversaria. L’insistenza nel non capire questa mancanza della difesa juventina inizia ad innervosire il tifoso medio che non capiscono che problemi abbia Ranieri nell’abbandonare la tattica del fuorigioco: forte legame affettivo? Attaccamento alle origini? Paura di prendere troppi pochi gol? Domande a cui neppure Voyager saprebbe dare risposte. Di certo c’è però che il derby di sabato e la Champions di martedì prossimo saranno i veri punti cardine della stagione: Società e popolo bianco-nero si aspettano giustamente risposte importanti ed i giocatori devono essere pronti a darle e se il derby mette meno paura, il Chelsea, forte del risultato dell’andata, ne mette un po’ di più. E’ il momento di tirare fuori il sempre ricordato carattere Juventus, è ora di dare la svolta alla stagione.
Probabile formazione contro il Torino: (4-4-2) Buffon; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Marchionni, Sissoko, Marchisio, Nedved; Trezeguet, Del Piero

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