Rubin Kazan vs Inter, un pareggio sofferto, un punto positivo!

Come per le grandi civiltà, ti aspetti solo traguardi importanti, il superamento dei vecchi confini, l'evoluzione ed il miglioramento, certo non ti aspetti di vedere crepe sullo scudo, dopo una battaglia, che sulla carta doveva essere poco più di una scaramuccia.
Ci sono attenuanti che non avremmo mai preso in considerazione, se non adesso, dopo una partita il cui risultato (1-1) apparentemente deludente, esprime in realtà tutte le difficoltà che l'Inter ha affrontato per portare a casa la "pelle" ed evitare una figuraccia.

Possiamo dire che l'avversario, il Rubin, è la squadra campione di Russia ed attuale capolista nel campionato in corso, possiamo aggiungere l'entusiasmo di una città intera per il suo esordio casalingo nella massima competizione europea. Se a questo sommiamo una prestazione poco brillante dell'Inter, priva di elementi importanti a centrocampo, Sneijder e Motta, voluti proprio per fare il salto di qualità nell'espressione di un gioco nuovo, ma anche l'assenza di Muntari e ancor di più di Milito, l'attaccante più in forma, ecco che le attenuanti risultano necessarie per spiegare e metabolizzare una partita dal risultato che nessuno aveva preso in considerazione.

Prendere un goal dopo 11 minuti, sicuramente non ha aiutato l'ottimismo, ma ha almeno indotto l'Inter ad una maggior concentrazione e concretezza, portandola poi al bel pareggio di Stankovic. La possibilità di vedere un'Inter migliore nel secondo tempo è sfumata nel giro di pochi minuti, quando l'uomo più brillante, Balotelli, quello che avrebbe potuto fare la differenza, viene espulso con una leggerezza disarmante, una leggerezza che è stata un monito forte e chiaro: "Portare a casa la pelle sarà difficile".
La leggenda secondo la quale l'Inter ha a disposizione un numero di giocatori infinito viene quindi sbugiardata e spero esca dall'immaginario collettivo, perchè se le alternative a Milito, Eto' e Balotelli, sono Quaresma, Mancini e qualche giovane della primavera è proprio una leggenda che non ha più ragion d'essere. Comunque 'Inter stringe i denti, soffre, Eto'o non supportato rimane in ombra, Mancini inutile ed inconcludente, lo stesso vale per il subentrato Quaresma e per Vieirà unica alternativa a centrocampo, al quale per altro non possiamo imputare alcuna colpa.
L'Inter doveva vincere perchè è l'Inter, ma il nome non basta ed il pareggio sofferto contro il Rubin è un passo falso al quale non vogliamo imputare come cause le attenuanti sopra citate, ma vogliamo che la serenità nei propri mezzi, difronte ad un risultato che non pregiudica il proseguimento nella competizione e lascia aperte tutte le porte, conceda la riflessione sulla mancanza di brillantezza vista ieri con il Rubin e sabato con la Samp.
Nell'attesa di recuperare qualche pezzo mancante, per la prossima di Campionato, un'altra sfida difficile contro una squadra in ottima forma, come l'Udinese.

Dal silenzio alla Champions, passando per Genova

a cura di Andrea

Mourinho torna a parlare, anche se solo perchè spinto dalla Società, se no avrebbe volentieri continuato a mandare Branca ai microfoni. Io il silenzio comunque lo apprezzavo: non venivano fuori casini vari per frasi di Josè, i giornalisti iniziavano ad entrare in crisi di astinenza da "Mou-show" e la squadra lavorava con calma, mentre Branca andava a prendere insulti un pò qua, un pò la, sentendosi dire che non era l'uomo adatto a parlare di calcio (15 anni di carriera calcistica probabilmente non ti permettono di essere competente quanto uno scribacchino che il campo da gioco l'ha visto solo dalle tribune). Però, dopo l'amara sconfitta di sabato, il Mister non poteva continuare nel suo silenzio, perchè è persona intelligente e sa che le sue parole erano necessarie, per noi tifosi ma soprattutto per i giornalisti. Ed ecco allora che regala qualche insulto a Del Neri, giusto per riempire i giornali, ma anche qualche spiegazione a noi, un pò preoccupati dalla mancanza di brillantezza sotto porta dei nostri ragazzi. E quindi sottolinea una cosa: abbiamo giocato contro il Parma domenica, poi il Barcellona mercoledì scorso (sfide in casa), poi ancora domenica col Cagliari (trasferta), mercoledì con il Napoli (casa) e sabato con la Sampdoria (trasferta), per volare già oggi in Siberia per affrontare domani il Rubin Kazan (trasferta, e che trasferta!). E' vero che siamo ad inizio stagione, ma sono davvero tante partite, forse troppe per una squadra nuova che oltre che giocare insieme, per conoscersi e crescere, necessita anche di tanti allenamenti precisi fino nei minimi particolari. Snejider s'è allenato pochissimo alla Pinetina, ha passato più tempo in giro per i campi italiani da quando è arrivato che nello spogliatoio di Appiano. Quello che intendo dire è che la brillantezza a volte si può perdere per una partita, l'importante è che rimanga un evento isolato e Josè lo sa, ma chiede anche pazienza, perchè purtroppo si gioca tanto e spesso mentre le partite si preparano in allenamento. In più gli infortuni non aiutano. La Samp del resto quest'anno si sta dimostrando un'ottima squadra, capace di vincere cinque partite su sei e dimostrando un bel gioco e noi contro di loro non abbiamo sfigurato, anzi, meritavamo i tre punti più sabato che nella sfida col Cagliari, ma un nostro errore difensivo e la mancanza di lucidità sotto porta hanno fatto il resto. Succede, basta saperlo e non abbatterci. Fortunatamente il fato ci ha aiutato, sotto la forma non proprio esteticamente affascinante, ma comunque utilissima, di Adailton, che frena una Juventus anch'essa non brillante. Anche ieri la Juve, dopo i primi ottimi 25 minuti di gioco, s'è afflosciata lasciando spazio ad un Bologna affamato di punti salvezza. Il Milan, beh, è un caso a parte, mentre il Bari è una bella realtà.
Ora che Mourinho è tornato a parlare però non distogliamo l'attenzione: il Rubin Kazan non è un team di prima fascia, ma gioca in casa ed è veloce, attenzione quindi a non sottovalutare l'impegno. La treasferta sarà molto pesante e appena tornati si dovrà pensare subito all'Udinese. Insomma, i ragazzi dovranno convivere, come già da un paio di settimane stanno facendo, con la fatica dei tanti incontri ravvicinati, aspettando solo con agognato desiderio la pausa delle nazionali del 10 ottobre, mentre il ritornato "Mou-show" continua a distogliere l'attenzione.

L'Inter stende il Napoli, finisce 3 a 1

Emozioni semplici, quasi scontate, eppure rivedere in diretta l'Inter è stato bellissimo.
Se poi in cinque minuti, prima Eto'o e poi Milito, spazzano via l'ansia di un match da vincere a tutti i costi, la partita diventa una splendida occasione per ammirare i colori del cielo e della notte, colori che tanto mi sono mancati negli ultimi dieci giorni. “I Magnifici Due” intitola questa mattina, la Gazzetta dello Sport, effettivamente sono bastati pochi minuti per avere ragione di un Napoli travolto dagli eventi, un po' di fortuna, un guardalinee ancora in “fase digestiva” ed il primo goal in maglia Nerazzurra per Lucio, che con una 'incornata' di forza sbatte il Napoli al tappeto e chiude definitivamente il match.
Solo Caressa durante la telecronaca, si ostina a sperare che il Napoli reagisca e ritiene la partita ancora aperta. Sarei curioso di sentirlo dire le stesse cose, se fosse stata la juve a condurre la partita per 3 a 0 dopo 32'minuti dall'inizio del match. Comunque, “gufi” a parte, in realtà il Napoli ci ha provato, ha tentato di reagire, riuscendo ad accorciare le distanze, portandosi sul definitivo 3-1, alimentando le speranze di Caressa, ma mostrando per tutto il secondo tempo di non essere assolutamente in grado di poter anche solo sperare in un improbabile pareggio.

Dopo aver messo al sicuro il risultato, i nostri ragazzi hanno gestito la partita senza troppe ansie, Milito ed Eto'o sono stati i migliori in campo, non solo per i goal realizzati, ma per lo spirito di sacrificio che hanno mostrato, aggredendo i portatori di palla avversari e tornando in difesa a recuperare palloni, lasciando senza fiato la manovra del Napoli, che aveva come unica soluzione le azioni personali dei singoli, puntualmente infrante sul muro eretto da Samuel e Lucio.
Maicon superlativo, ha fatto impazzire i difensori azzurri, non ha praticamente sbagliato nulla, tranne che per quel cartellino giallo, causato dallo scontro con Contini, giocatore dalla dubbia moralità con il quale ha avuto a che dire anche Stankovic.
Cambiasso, ancora non al top della forma, ha mostrato un notevole passo a vanti, rispetto a soli tre giorni fa, nella partita contro il Cagliari, mentre Zanetti è la certezza di sempre. Sneijder, che tanto mi aveva impressionato nel derby, sembra accusare un po' di flessione, manca nella lucidità del “tocco di prima” ma mostra sempre grinta, lotta su ogni pallone. Nel secondo tempo gli viene preferito Muntari, alcuni dicono spaesato e lento, ma che ha comunque svolto con diligenza il suo compito, entrato nel secondo tempo di una partita che già non aveva più nulla da dare! Qualche sbavatura per Chivu, ma nel complesso autore di una buona prestazione. Bene, molto bene Stankovic, il solito guerriero, che non molla mai!.

Ho visto una buona Inter, che ha smaltito l'effetto Barça e pur senza l'apporto di Motta, è stata padrona della partita dal 1' al 94' minuto. Da buon Interista, il pensiero va già a sabato, per la sfida contro la Sampdoria, che dopo la sconfitta di Firenze, sembra meno stellare di quanto si pensasse, ma che dovremo affrontare senza Motta, infortunato e senza Maicon squalificato.
Ci aspetta un'altra sfida al cardiopalma, ma per noi è sempre così, dobbiamo vincere, conta solo questo, l'unico percorso che conduce allo Scudetto.

Le Fatiche d'Egitto!

Ciao a tutti e ben ritrovati,
Rieccomi a scrivere, di ritorno dalle “fatiche d'Egitto”, un viaggio culturalmente straordinario in cui ho visto luoghi ed opere davvero affascinanti. Un viaggio faticoso, ma che consiglio a tutti almeno una volta nella vita.
Smaltita la 'Piramide' di e-mail che ho trovato ieri, al mio ritorno, desidero ringraziare Andrea, che ha saputo non far sentire la mia mancanza dal blog e che anzi ne ha migliorato i contenuti con i suoi brillanti articoli.
Nonostante la lontananza ho vissuto con ansia la partita di Champions League contro il Barça, nella speranza di poterla vedere almeno in tv, ma purtroppo i canali sportivi erano 'oscurati' (maledetta Rai) e quindi ho potuto solo vedere la sintesi a tarda sera su Aljazeera. Non serviva certo il commento in italiano per rendersi conto di come si è svolta la partita, le immagini sono bastate.
I nostri ragazzi hanno avuto i loro bei grattacapi anche contro il Cagliari in Campionato, ma hanno affrontato la partita con lo spirito giusto, senza mollare ed il “Principe” Milito ha saputo fare la differenza conducendo l'Inter ad una vittoria preziosa, che io ho potuto seguire solo attraverso Rai2 vedendo la trasmissione “Quelli che il Calcio”; un'agonia infinita che ha trovato, nel secondo goal di Milito, tutta la mia euforia, udibile in ogni singola stanza del bellissimo Hotel di Luxor in cui ho soggiornato prima della partenza, e nei cui corridoi ancora echeggia la mia voce “l'è gol, l'è gol, l'è gol, l'è gol, l'è gol, l'è gol”.
In questi ultimi 8 giorni mi è mancato moltissimo “respirare” l'atmosfera pre e post partita con tutti voi, amici Nerazzurri, mi siete mancati, mi è mancato il blog, ma non mi sono di certo allontanato mai, neppure per un secondo dall'amore che nutro per l'Inter e come vi avevo promesso ho portato in dono le foto della nostra amata bandiera con le Piramidi:

Ho conosciuto altri cinque tra fratelli e sorelle Nerazzurri nel caldo deserto d'Egitto e ho visto che la nostra maglia è gettonata anche tra i giovani egiziani, che seguono il nostro calcio oltre a quello Spagnolo, Inglese e naturalmente Egiziano.

Oggi l'Inter scende nuovamente in campo, sfida interessante con il Napoli, sfida che finalmente mi potrò gustare in diretta, si ricomincia, AVANTI INTER!!!

Il Principe nero-azzurro

a cura di Andrea

Ok, un pò porto sfiga, lo so. Avevo detto che in linea di massima l'Inter lo asfalta il Cagliari. Non è andata proprio così. Però dai, il "in linea di massima" mi salva almeno un pò. Dati alla mano, noi, al Cagliari, dovremmo darne tre minimo. In realtà il calcio non è dati, non è statistica, non è misurabile. E' calcio, variabile labile che vaga immisurabile ed è proprio questo il bello. Non arrabattiamoci per la brutta prestazione di ieri, una giornata no può anche capitare, in più si affrontava una squadra tatticamente perfetta, allenata da uno dei pochi allenatori che Mourinho anche la scorsa stagione ha sofferto, senza riuscire mai a batterlo. Per concludere in campo, nel settore nevralgico, avevamo Cambiasso e Stankovic, due convalescenti. Insomma, vediamo il bicchiere mezzo pieno: abbiamo vinto! E la Juventus dei sogni italiani non scappa, rimane li, a due lunghezze di distanza e assolutamente riacchiappabile (soprattutto se gioca sempre come contro il Livorno e non incontra sempre squadre come il Livorno). I tre punti di ieri non hanno un merito di squadra, di gioco o di tattica, hanno semplicemente la firma di Diego Milito, El Prinssssssipe, detto con la esse sputacchiante, soprattutto in momenti di enfasi come quelli dei due gol di ieri in rapida successione. Sorvolerò sull'arbitraggio di Orsato (rigore per loro c'era, peccato che c'erano tante altre cose per noi, va bè) e sulle scene da checca isterica del nostro Josè, solo per soffermarmi su questo grandissimo giocatore, arrivato troppo tardi in una grande. Diego è un campione incredibile, che non ha i numeri del fuoriclasse, ma ha il cinismo del goleador e lo spirito di sacrificio di Zanetti e soprattutto sa cosa vuol dire fare parte di una squadra: lui non può fare molto senza dietro una spinta importante, ma anche la squadra può fare poco senza i suoi movimenti e la sua capacità di fare salire tutti proteggendo il pallone. Insomma un elemento incredibile che vale tutti i soldi che abbiamo speso per prenderlo. E' arrivato in silenzio, quando oramai l'eco della strepitosa stagione scorsa stava scemando a causa delle luci puntate ad occhio di bue su Ibra ed Eto'o. In realtà il protagonista è lui, l'uomo in più nei momenti in cui noi ci siamo meno, nelle giornate in cui Samuel è spaesato, Snejder innocuo e incostante, il centrocampo molle e per concludere la difesa ballerina. Speriamo continui così, speriamo di vederlo tante altre domeniche (ma anche martedì, sabato o mercoledì, quando vuole insomma) portarci in salvo cavalcando il suo destriero e dimostrando di essere il nostro Principe Nero-Azzurro.

Disparità di trattamento o Prostituzione Intellettuale

a cura di Andrea



LAZIO-JUVENTUS: 0-2
La Lazio domina, ma la Juventus, da grande squadra qual'è, vince con cinismo. I bianco-neri dimostrano di essere pronti per tornare a vincere. (tutti i media italiani di settimana scorsa)





CAGLIARI-INTER: 1-2
Il Cagliari domina, ma l'Inter, da grande squadra inespressa qual'è, vince con culo. I nero-azzurri dimostrano di essere pronti a lasciare lo scettro di regina d'Italia alla Juventus. (tutti i media italiani di domani)






Trovare le 5 piccole differenze

Il solito ganassa di Josè

a cura di Andrea
Domani c'è Cagliari-Inter, ma, come spesso mi capita da un anno a questa parte, il sabato sono in trepidante attesa più che della partita, della conferenza stampa di Mou. Quest'uomo ha cambiato l'immagine dell'allenatore in Italia, non è più il vecchietto che dice un paio di paroline prima e dopo la partita, lasciando invece spazio ai calciatori. No, lui è IL protagonista ed altri non ce ne sono. La stampa ringrazia, i giornalisti si fregano le mani ogni volta che il guru di Setubal apre bocca e consumano tanti taccuini, quanti proprio il Mister ne consuma durante i match. Oggi non doveva essere una conferenza stampa particolare sinceramente, il Cagliari è un'ottima squadra, ma, con tutto il rispetto, siamo l'Inter e i sardi in linea di massima li asfaltiamo (ripeto, toccando ferro e palle varie, in linea di massima). Però siamo nel post-Barcellona e s'è parlato più di quella partita di mercoledì che di tutto il resto. Hanno parlato tutti: giornalisti, opinionisti, conduttori, esperti, statisti, lo Yeti, Yogi e purtroppo per lui, anche il Zac. Il caro vecchio Zac, l'unico allentore che è riuscito a fare vincere uno scudetto al Milan senza diventare antipatico a noi interisti per il semplice motivo di essersi spesso dichiarato dalla nostra parte. Lui, che da interista ha appunto fatto vincere uno scudetto ai Cacciaviti, ci ha spiaccicato in faccia il 5 maggio e quando è arrivato sulla nostra panchina (più che altro onde evitare che ci facesse altri involontari sfavori, ma sempre dichiarandosi interista) ha avuto la sfiga di vivere un momento non proprio d'orato dell'era Moratti. Da disoccupato di classe il Zac si diletta a dare opinioni sul calcio, ma principalmente sull'Inter, essendo lui interista: ebbene, giovedì avrebbe dichiarato che il gioco dei nero-azzurri contro i Campioni d'Europa lo avrebbe molto deluso, che Mourinho non lo convince ancora. Cacchio Zac, eppure sei interista, dovresti saperlo che il Mou robe del genere non le vuole sentire neppure di striscio! Infatti oggi, Josè, si è scatenato.
"Penso a quello che hanno scritto o detto, è quello di cui tutti i fenomeni del calcio hanno parlato. Uno di questi, per esempio, si dimentica del suo stesso passato. Uno che sarà ricordato nella storia dell'Inter perchè ha perso 5-1 in casa con l'Arsenal, in casa... E viene a dire a me come dovevo giocare questa partita contro la miglior squadra del mondo. Sono così intelligenti che si dimenticano del proprio passato... incredibile"
Uhhh, colpo basso, ma non è finita qui, infatti Josè rincara la dose.
"Bisognerebbe scegliere bene chi far parlare e non dare la parola ai frustrati che si dimenticano del passato"
Colpito ed affondato, almeno fino alla replica di Zaccheroni (comunque quel 1 a 5 non va molto giù neppure a me, neppure pensando al 3 a 0 dell'andata eh).
Josè però sappiamo che ha la trivela verbale molto più allenata di quella calcistica del Pomata Quaresma e svaria su diversi argomenti, tipo il calendario dell'Inter, a suo parere "sfortunato", perchè mentre la Juve gioca stasera per poi tornare in campo giovedì, noi dovremo giocare domani e poi mercoledì contro il Napoli, che invece è già sceso in campo oggi. Per concludere in bellezza, dopo aver dichiarato che Julio Cesar non giocherà perchè troppo stanco dopo tutte le parate fatte durante Inter-Barcellona, fa un excursus interessante ed intelligente, tipicamente nelle sue corde, su come noi italiani viviamo il calcio.
"Quando vedo la stampa italiana criticare le proprie squadre impegnate nelle competizioni europee è facile capire che siamo un Paese che sa solo crticare e non trovare soluzioni. Siamo un paese che ama maggiormente piangere sul problema che darsi da fare per risolverlo. Se si fa un confronto con altri paesi, si può vedere come nelle altre nazioni avvenga assolutamente il contrario: quando è ora di giocare in competizioni europee si è tutti compatti verso uno stesso obiettivo. Invece qui è esattamente il contrario. Noi siamo sempre negativi e mai positivi, portoghese e italiani sono gemelli in questo. Per fortuna che io sono russo... "
Ragazzi, sarà anche un ganassa, a volte esagera, ma quanto mi piacerebbe avere in squadra un giocatore che abbia nei piedi almeno la metà del talento verbale di quest'uomo!

Quel muro in San Siro

a cura di Andrea

La sfida che tutti aspettavano è passata ed ha fatto molto meno rumore di quel che ci aspettava. Inter-Barcellona doveva essere spettacolo allo stato puro, così non è stato, ma non per demerito delle due avversarie. Mettiamo in chiaro subito una cosa: il Barcellona è più forte di noi. Sento tanto parlare su questa ipotetica sfida di potenza tra noi e loro, ma la cosa mi sembra senza senso. Noi siamo i Campioni d'Italia, loro i campioni di tutto il resto, hanno una squadra collaudata che ha aggiunto un pezzo da novanta come Ibra nelle proprie fila. Logico che sono più forti, ma non per questo noi siamo delle mezze calzette. Il primo tempo di ieri sera è stato equilibratissimo, loro hanno avuto occasioni migliori, ma noi ce la siamo giocata ed abbiamo costruito molto, soprattutto grazie ad un pressing che partiva alto e non lasciava respiro ai palleggiatori del centrocampo blaugrana. La ripresa invece è stata tutta loro, perchè noi un pò eravamo stanchi, un pò perchè loro avevano trovato un assetto migliore rispetto a quello della prima frazione di gara, un pò perchè loro sono il Barcellona. Hanno un possesso palla inconcepibile, perfetto, al limite della concezione calcistica. Se glielo lasci fare loro possono passarsela continuativamente anche per gi interi novanta minuti, senza sbagliare nulla. La nostra qualità è stata quella di rimanere uniti, squadra, anche nella sofferenza dei loro attacchi, di stare bassi tutti per cercare poi in qualche modo di ripartire con Eto'o (un pò annebbiato ieri) e Milito (ce l'ha messa tutta). Inoltre un enorme elogio lo merita la difesa: insormontabile, un muro impenetrabile per Messi&Co. Samuel è colui che spicca di più, non ha sbagliato mai niente ed è stato perfetto sempre. Non da meno al suo fianco Lucio, vero tassello mancante nel nostro reparto difensivo già fortissimo nelle scorse stagioni. Maicon è riuscito finalmente a difensere bene; Chivu, a tratti in difficoltà, ha comunque retto l'urto del duo Messi-Dani Alves, un vero treno. M'è piaciuto molto anche Snejder, pericoloso con i tiri da fuori, varie volte pericoloso con i suoi tocchi in profondità ma soprattutto pronto a sacrificarsi anche dietro, giocando per gran parte della ripresa nella nostra metà campo piuttosto che nella loro. Uno zero a zero che comunque ci deve rincuorare, perchè non abbiamo avuto timore reverenziale, ma siamo stati umili. I ragazzi ed Josè sapevano che loro erano più forti e si sono comportati di conseguenza. Noi siamo una bella squadra, tosta, sicuramente la migliore in Italia, non ancora in Europa, perchè per fare bene nel Continente servono automatismi ben oliati e manovre veloci e fluenti, cose che a noi ancora mancano poichè tutto il reparto offensivo è nuovo. Guardate la difesa: solo Lucio è nuovo ed è riuscito ad inserirsi benissimo sin da subito. In attacco sono tutti nuovi, da Eto'o e Milito a Snejder. Nel momento in cui questi tre troveranno le misure esatte dovranno ereggere anche gli avversari un muro, sperando che regga almeno la metà di quello nostro di ieri sera.

Aria di Champions

a cura di Andrea

Apriamo i polmoni ed inspiriamo, rilassiamo l'addome e lasciamo che si gonfi e si sgonfi a ritmo. Un ritmo lento possibilmente, che non accresca l'ansia. Già, l'ansia, la tensione, anche un pò la paura. C'è Inter-Barcellona e chissene frega del resto. Marsiglia-Milan? Puah! Juventus-Bordeaux? Vogliamo scherzare? Bazzeccole. La vera Champions è da stasera ed inizia con noi. Noi ed i Campioni d'Europa. Noi ed Ibra. Noi ed il nostro DNA, tipicamente anti-europeista. Di solito bisogna aspettare febbraio perchè la Champions ci doni qualche emozione vera, nel frattempo ci gingilliamo con sfide pseudo-scudetto (a ottobre o novembre non esistono sfide scudetto, dai!) e speriamo che i ragazzi non facciano figure di merda, che puntualmente fanno. Stasera no, siamo i protagonisti di una festa che non ci appartiene, ma di cui possiamo diventare l'anima. Come? Giocandocela dal primo all'ultimo minuto del recupero, dimostrando ad Ibra che senza di lui possiamo farcela ed anche alla grande. Non fischiamolo, non applaudiamolo, lo dice anche la Nord: fottiamocene bellamente (http://www.curvanordmilano.net/pub/curva/index.php?module=News). Lui è Ibra, noi siamo l'Inter e la storia sta dalla nostra. Applaudiremo Messi, Guardiola, Iniesta, Henry, Xavi e spero tutti quanti i nostri. Sediamoci, rillassiamoci, lasciamo da parte tutto il resto e continuiamo ad inspirare tranquillamente perchè comunque andrà siamo pronti, con i polmoni aperti e stiamo già respirando aria di Champions.

Milito-Eto'o; Inter-Juventus: che coppie!

a cura di Andrea

Mentre Mourinho mangiava le seppie in compagnia dei suoi collaboratori ed aveva spento la tv appena dopo il gol annullato a Mauri della Lazio, io mi stavo contorcendo al bar vedendo tutta la partita e senza seppie di mezzo. Non mi contorcevo per l'arbitro però, ma semplicemente perchè ho rivisto dopo anni una Juve cinica, che anche se ha giocato male ha vinto. E la cosa m'ha messo un pò di inquietudine. La Juventus, che piaccia o meno, ha fatto un'ottima campagna acquisti (seppur non perfetta, preferisco la nostra in ogni caso) e, trascinata dall'entusiasmo di un pubblico affamato di vittorie, è tornata ad essere grande, è tornata ad essere la nostra vera rivale. Certamente è ancora presto per dare sentenze, ma siamo in tempo di supposizioni ed ho deciso di sbilanciarmi: noi dell'Inter probabilmente faremo un'ottima Champions, ma in campionato soffriremo pesantemente la presenza dei bianco-neri. Eddai, toglietevi quelle mani dalle palle ragazzi (e voi donne smettetela di toccare quelle del fidanzato, orsù). Solo che non si può pensare che le nostre vittorie saranno una situazione eterna e la Juventus sta facendo di tutto per farcelo capire. Non è paura la mia, ma fastidio di rivedere quei malefici cosi juventini andare in giro col sorriso, perchè finalmente consapevoli di potersela giocare fino in fondo.
Mi sono un pò contorto anche ier pomeriggio, soprattutto nei primi 45 minuti. Non abbiamo giocato male, solo che è sempre difficile fare qualcosa contro squadre che si chiudono a riccio: il Parma ha avuto solo una occasione da gol, tra l'altro con Biabiany, nostro giocatore, quindi è come se non ne avesse avute. Il fatto è che se col Milan avevi gli spazi per dialogare in velocità, con le medio-piccole non li hai, perchè difendono in undici e va bene se attaccano in uno. Col Bari ho visto l'Inter sbandare, ieri semplicemente faticare ad ingranare, ma poi...beh poi sono arrivati Samuel ed il Principe, ma soprattutto Balotelli. Mario è croce e delizia, sbaglia gol assurdi ma ne fa segnare di assurdi. In ogni caso quando entra lui le cose cambiano da così a così. SuperMario non sarà sicuramente titolare mercoledì ed è giusto così perchè ancora è troppo scostante, però sarà importantissimo quest'anno nelle partite contro le medio-piccole appunto: sarà il grimaldello, il pide di porco che servirà a scardinare le claire difensive avversarie. Se si mette in quella testa di ganassa che è un ruolo importante e grazie al quale avrà spazi, potrà finalmente fare il definitivo salto di qualità. Gli altri due invece sono delizie e punto. Tre partite e due gol a testa, uno su rigore e l'altro ieri, su azione: Eto'o un meraviglioso destro, a girare, sul palo lontano, mentre Milito una puntata di controbalzo dopo un ottimo controllo ad anticipare difensori e portiere. L'anno scorso segnava solo Ibra, tra l'altro mangiandosi metà dei gol che poteva realmente realizzare, quest'anno abbiamo due patere in area di rigore, dovremo sfruttarle alla grande. Nota di merito anche a Snejder e Santon che hanno fatto ottime prestazioni. Ora nella testa c'è il Barcellona, su cui ancora non voglio sbilanciarmi. Sicuramente servirà lo spirito di squadra che ieri ha mostrato Maicon quando, su un lancio per lui troppo lungo di Milito, ha guardato il primo anello rosso (quelli di quell'anello, con tutto il rispetto, ma sono dei veri rompicoglioni a volte) che aveva fischiato l'ex Genoano ed ha detto che devono applaudire, non fischiare. Un brasiliano che difende un argentino, che roba! Serviranno anche un grande Principe ed un grande Eto'o, senza dimenticarci Wesley e Thiago Motta. Dovremo stare attenti, svegli e cinici soprattutto. Io aspetto la strana coppia che ieri c'ha fatto vincere, convinto che ci darà molte altre soddisfazioni.
Stacco un attimo per ripetere che la partita Lazio Juventus non mi ha scandalizzato. Si, ci sono stati errori in alcune situazioni, ammonizioni non date e falli non fischiati, ma sinceramente il gol si poteva annullare tranquillamente già per un fuorigioco iniziale di Diakitè e comunque erano tutti errori non decisivi nel complesso. Non facciamo tornare fantasmi che è meglio che restino dov'erano. Piuttosto incazziamoci con l'arbitro di ieri sera: Genoa Napoli è stata una cosa abominevole, espulsione inesistenti, falli fischiati a casaccio e tutta per colpa di un direttore di gara debosciato e che non ha saputo rimediare subito ai propri errori. Si prendano provvedimenti altrimenti si finisce per cadere in supposizioni di piani misteriosi e nel vedere ombre di un passo vergognoso per il nostro calcio. In questo momento abbiamo solo bisogno della passione della Genova calcistica, del sogno Juventus e delle nostre speranze. Che coppie!

Faq Inter - Massimo Moratti parla dell'Inter

a cura di Andrea

In un sabato in cui il Milan ritrova la sua vera dimensione pareggiando per 0 a 0 contro una diretta concorrente per la salvezza come il Livorno ed in cui la Juve proverà a continuare a fare vagare per mete lontane le menti dei tifosi (attenti eh, più in alto si sale, più fa male la caduta), trovo sia giusto estraniarsi un pò. No, attenzione, parliamo sempre di calcio (come potremmo non farlo?), ma in modo diverso, cioè attraverso un libro. L'esaltazione post derby, accuita solamente dall'impegno delle Nazionali, ma comunque accresciuta dall'imminente sfida col Barca, rischia di farci perdere la rotta. Io stesso del Parma sinceramente quasi me ne dimenticavo, come se fosse un errore in un compito perfetto, di quelli che si sottolineano in blu piuttosto che in rosso perchè meno grave. Fortunatamente c'è stato un libro a farmi tornare sulla retta via: Faq Inter di Massimo Moratti. Ora, Faq Inter in effetti è un pò cacofonico (faq=fuck, almeno nella pronuncia), ma in realtà è un gustoso libricino che si può leggere in un'oretta, attraverso cui vengono poste cento domande che un pò tutti noi interisti vorremmo fare al nostro Presidente ed a cui Moratti risponde con la sincerità, l'umiltà e la simpattttia che da sempre lo contraddistinguono. Edito da Bompiani è uscito giovedì 27 e ti fa seriamente riflette su cosa voglia dire essere interisti. Non interisti per modo di dire però, interisti nello stomaco, interisti tanto che se ti fanno l'elettroncefalogramma, questo viene fuori nero-azzurro: essere interisti vuole dire sapere perdere in silenzio, essere autoironici perchè per 15 anni ce ne siamo sentite dire di tutti i colori, perchè Moratti è sempre stato il simpatico, ma perdente figliolo del rubicondo e vincente Angelo; vuole dire tornare a vincere da onesti e puri, mentre gli altri sguazzavano nella merda; vuole dire essere superiori ed esultare in modo esagerato sempre con rispetto degli avversari (non tutti sono in grado di fare ciò purtroppo, ma il VERO interista si).
Quante volte avreste voluto chiedere a Moratti "Presidente, lei è bravo e buono, ma perchè cazzo Roberto Carlos l'ha cacciato??", oppure "Ma Recoba...si, Recoba...perchè cavolo è rimasto dieci anni da noi??" e per concludere "Perchè il tifo per la squadra del cuore è l'unica cosa irrinunciabile, che non si tradirebbe mai?". E lui risponde, con chiarezza: Roberto Carlos non se ne andò per colpa di Hodgson, ma semplicemente per una questione economica, servivano soldi; Recoba rimane uno dei tre giocatori potenzalmente più forti al Mondo dgli anni '90, il problema è che è pigro; infine chiarisce il segreto della fede calcistica "La squadra del cuore è come un segreto proprio, qualcosa di molto tuo, profondamente tuo, che non puoi tradire perchè così tradiresti te stesso. La fede te la sei conquistata, che senso ci sarebbe a tradirla? La conquisti contro il compagno di scuola juventino, i vicini milanisti, il professore romanista. Come fai a tradire una conquista del genere?". Non risparmia frecciatine ("Il 5 maggio è il giorno più doloroso della mia vita calcistica. Però bisogna dire una cosa: siamo stati ad un passo dallo Scudetto in anni in cui tutti gli altri avevano scorciatoie per arrivarci") e ricordi personali ("Imbersago non è mai stata paragonabile a Villar Perosa. Villar Perosa è un'esibizione da casa reala, Imbersago è una casa di campagna aperta gli amici: per trent'anni s'è giocato a calcio tra amici, c'erano sempre Facchetti, Corso, Suarez, Jair e ogni tanto anche Rivera! Due squadre equilibrate tra campioni e dilettanti e poi via, si giocava. Oh, quanto agonismo però, ma sempre in amicizia. E' stato un errore smettere di fare quelle rimpatriate"). Parla di mercato ammettendo che la vendita di Paul Ince e Pirlo sono i suoi più grandi rammarichi ("Pirlo per me era un fuoriclasse, ma ben 5 allenatori mi dicevano che non era adatto all'Inter. Ben 5! A quel punto mi arresi"), mentre il non essere riuscito a prendere Cantona è stato un sogno irrealizzato. La sua formazione ideale della storia neroazzurra sarebbe: Julio Cesar a giornate alterne con Zenga; Maicon, Facchetti, Picchi, Guarneri; Suarez, Cambiasso, Jair; Ronaldo a giornate alterne con Ibrahimovic, Mazzola, Corso. Per concludere il tutto ammette di avere fatto molti errori, tra cui, forse quello meno sopportato dai tifosi, il ben servito a Simoni per accogliere a braccia aperte Lippi ("Lippi è un ottimo allenatore, ma si accanisce nel volere sempre dimostrare qualcosa e le cose non hanno funzionato. Da nessun punto di vista: i tifosi non gli perdonarono mai il fatto di essere così profondamente juventino. Insomma, l'Inter non era la società adatta a lui, o forse è lui che non era adatto a noi, come del resto s'è dimostrato in seguito").
Una valanga di parole in poco meno di cento pagine, un turbinio di domande e risposte che ci fanno conoscere ancora di più un grandissimo Presidente, che per amore dell'Inter ha anche superato le ire della moglie Milly. Insomma, un libro che ci fa apprezzare ancora di più l'immagine di Massimo Moratti, che con quello sguardo un pò naif, con quegli occhialini sempre sporchi e molto artistici, che con quel ciuffo ribelle e la sigaretta sempre in bocca è riuscito ad entrare nei cuori di tutti noi interisti (cuori difficili, si sa bene). E nella storia dell'Inter.

Nazional-popolare

a cura di Andrea

Innanzitutto voglio salutare tutti quanti voi. Da quando ho lasciato questo blog, per poi tornare oggi, l'ho trovato migliorato e molto più "interista" ed il merito è soprattutto vostro.
Bando alle ciance, di Inter c'è poco da dire, alcuni dei nostri ragazzi si allenano circondati da pischelli della Primavera e degli Allievi che Mou ha aggregato al gruppo per ottenere un numero decente per allenarsi, mentre gli altri giocatori sono sparsi per il Mondo in vista delle qualificazioni ai Mondiali. Già, le Nazionali. Ohi ohi, che tasto dolente! Noi interisti non è che abbiamo mai avuto un gran rapporto con la Nazionale, siamo sempre stati Internazionali appunto, con tanti stranieri nelle nostre fila. Ma devo dire che Lippi ha aiutato molto l'accrescimento del nostro menefreghismo azzurro. Il brutto gioco e le figure penose fatte dalla nostra Nazionale, ci hanno fatto apparire un sorrisino sul volto (lo, so, è inutile che neghiate), tipico di chi pensa, ma non dice, "L'avevo detto io". Il ciclo di Lippi era nato e finito con il Mondiale 2006, richiamarlo per il post-Donadoni è stata una prova di debolezza. Lui lo sa e cavalca l'onda: si, le critiche ci sono, ma comunque è l'allenatore che ci ha fatto vincere i Mondiali, nessuno lo sta silurando di improperi come era successo con Trapattoni o Zoff in passato. In più è juventino e questa è forse la cosa peggiore. Il problema è che lo dà pure a vedere tranquillamente! Cioè, non nego che la Juventus abbia una squadra ricca di italiani importanti, ma se chiami Marchisio, mi devi spiegare perchè non convochi Balotelli; se chiami Amauri perchè non Thiago Motta? Vedete dunque che noi nero-azzurri ne abbiamo ben donde di averne i maroni pieni della Nazionale, almeno finchè ci sarà Lippi.
Ora, proviamo per un attimo (non troppo, non vi potrei mai chiedere uno sforzo simile) a dimenticarci di essere interisti: cosa penseremmo di Lippi e della Nazionale in generale? Facciamo pena. La Georgia schierava un sedicenne che a malapena controllava palla ed un quarantenne attempato sulla fascia destra e noi siamo riusciti a vincere solamente grazie a due autogol di Kaladze (Galliani, è perfetto come vice Jankulovski, mettetelo al derby di ritorno, mi raccomando). Bisogna anche dire che in questo momento storico/calcistico in Italia manchino giocatori di vero puro talento, tranne pochi, tra cui Balotelli e Cassano. SuperMario (cazzo, vedi che l'interismo risbuca sempre??) è giovane, ok, facciamolo crescere, blablablabla. Ma Cassano? Spiegacelo Marcellino, perchè FantAntonio no? Se mi dai per una buona volta una risposta più sensata del solito "Per favore, sono io l'allenatore, io porto rispetto a voi, voi rispettate le mie scelte" giuro che la smetto. Baggio, Panucci, Ambrosini ed ora Cassano sono gli evirati storici di Marcello Lippi, tutti giocatori utili se non addirittura di talento cristallino. Chiamare Pepe, Palombo, Dossena non fa che aumentare la mia idea che Lippi sia un ottimo allenatore (sa allenare i giocatori, farli correre, forse anche in grado di farli stare bene in campo tatticamente) ma un pessimo menager, ovvero non sa sceglierli i giocatori. Rimembriamoci che nella SUA Juventus vincente era Moggi, che di calcio ne sapeva tralasciando poi che fosse un mafioso, a scegliere i giocatori per la squadra di Lippi; quando ha avuto carta bianca all'Inter ci ha rovinati, in Nazionale, beh, lascio a voi l'ardua sentenza.
Ok, rimetto i panni dell'interista, senza mi sento un pò nudo. Lippi è così, lo sappiamo e fa nulla. Sapere che è stato a cena con i ragazzi della Nazionale con ospite Ferrara non mi ha innervosito, tranne sapere che a quel tavolo c'era anche il nostro piccolo Santon. Va beh, guarderò Italia-Bulgaria tifando Bulgaria fino a che non entrerà il Bimbo, sapendo che comunque non sono l'unico a pensarla così, visto che l'Italia è una questione Nazional-popolare, ma sempre meno Internazional-popolare.

Nazionale, Ti Amo e Ti Odio!

Oggi ho il piacere di ospitare su questo blog, le parole di un giovane Interista, che ha il senso del dovere di esporre il proprio pensiero. Interista69 è il nik e la "LaVoce Interista di Facebook" è il gruppo che ha fondato e al quale anch'io ho aderito, con piacere!
Irrefrenabile tristezza e delusione. Miscela,scaturita da chi,calcisticamente parlando,mi dovrebbe rappresentare nel mondo: l'Italia. Mi sento preso in giro. Tutti, almeno buona parte nega l'evidenza, e questo mi fa arrabbiare e non poco. Cari cuori Neroazzurri, sapete benissimo quanto NOI Interisti siamo unici. Ci chiamiamo Internazionale e facciamo parte di chiunque voglia, non vi è confine di lingua, territorio e paese: è il calcio che amo. Ma non nascondo la mia forte appartenenza territoriale, ovvio. Sono italiano e mi sento italiano. Cosa ancor più importante: sono fiero di esserlo.
Ed è proprio questo mio senso di appartenenza,che mi fa sollevare questioni se vogliamo delicate e importanti.
Arrivo al dunque. La mia Nazionale rischia di non essere più la mia Nazionale. In questo momento, nei confronti di quella tanto inneggiata maglia azzurra, provo amore e odio.
Amore perchè non posso e non voglio, non essere italiano.
Odio perchè mi sento preso in giro, palesemente.
Le questioni toccano il mio grandissimo amore per i colori Interisti,che vengono continuamente offesi ripudiati. Come se l'Inter rappresentasse una bestemmia,una bieca dittatura(scegliete voi quale),una sporca e malsana istituzione. Non esagero,o perlomeno è quello che provo.
I fatti, amici neroazzurri sono di fronte a noi. Il Cannavaro della situazione, che cerca in tutti i modi di mettere nella testa, del seppur forte e maturo, ma ancora giovane, Davide Santon il malsano pensiero dell'anti-interismo: "Non hai giocato contro il Bari e contro il Milan? Davide vattene, o perdi la tua(?) Juve-zionale!"
Ma bada bene mio caro Fabio, Davide non è cosi scemo come tu vorresti, no caro mio. E' intelligente, è un futuro campione, d'europa , del mondo. Pensa te che sgarbo se fosse entrambi con la casacca Neroazzurra!.
Casacca che tu hai ripudiato, più e più volte. Alla corte di Moratti però ti trovavi bene. Hai giocato al fianco di un vero esempio sportivo e umano, quale Marco "Matrix" Materazzi, è sopra di te tre spanne, non solo di altezza. Certo Fabio, quella era l'Inter di Cuper, Adani, Coco e di un certo Vieri. Ovvio che quando Moggi chiama, con la sua bella squadra di arbitri alle spalle, di giocatori(?) che scendono sul campo e se vogliamo anche un bel gruzzoletto di vile denaro all'anno fa gola.
Senza tanti rimpianti ancora dici che i troppi infortuni e attriti (con chi? bhoo) hanno influito sul tuo trasferimento in bianconero.
Le classiche scuse di chi vuol dire tanto per dire, perchè lo deve dire.
Ma capitano non ci sei solo tu a deludermi. C'è anche, guarda te che caso strano, Marcello Lippi. Finalmente! Non mi sono dimenticato di te Marcello.
Ma pensa te. Io che dopo la vittoria dei Mondiali e l'arrivo di Donadoni in Nazionale (Donadoni ti detesto tanto quanto Lippi) mi sono detto,"Vabbè dai. Lasciamo perdere quello che Lippi ha fatto, o meglio non ha fatto all'Inter. Tralasciamo anche che sia un gobbo. Anche che quando andò alla Juve all'Inter non risparmiò nulla, per andargli contro.Tanto diciamoci la verità: è un grande allenatore, abbiamo vinto i Mondiali anche grazie a lui. Ok Lippi. Ti perdono."Ti ho anche difeso. Ma non oltre la Confederation Cup. Li mi hai e mi ha deluso tutto lo staff azzurro. Chiunque.
Posso capire che non vuoi convocare Cassano e altri che meriterebbero più di tutti la Nazionale, ma quello che mi da fastidio è che nonostante i tuoi palesi errori di gestazione del gruppo e delle partite, tu possa sparare sentenze a nastro. Creare polemiche, per poi proteggerti nel tuo caro bunker mediatico, che sempre ti proteggerà. Mi schifo e mi dissocio da questo pensiero! Il tutto è ridicolo!
Pazzescamente progettato a puntino. Si va contro chi viene preso a schiaffi, e poi tira fuori le sue armi per difendere prima la squadra e poi se stessi. Perchè anch’io, come qualcuno, sento il "rumore dei nemici" e mi piace.
Lo sopporto perchè posso e perchè so di essere in alto, rispetto ad ogni polemica calcistica, degna dei peggiori giornali scandalistici italiani e britannici. Il Nostro (qui chiamo in causa tutti gli Interisti) non è un malriposto senso di superiorità. Piuttosto, è l'onestà e l'integrità dell'orgoglio a far da padrone a questa situazione.
Per ultimo cito...Giancarlo Abete. Coui che di più istituzionale non possa esistere nella Juve-zionale. Colui che anche stavolta si abbassa al livello pessimo di coloro i quali hanno scelto la via più facile. Quella di vendersi alla buona maniera e farsi piacere a tutti e alla maggioranza (non quella politica!!!). Bella cosa.
Ma si infondo, Abete esprime quello che tutti vogliono, media per primi.
Amauri, l'oriundo sbarcato a Palermo e arrivato nella fredda Torino.
Lui viene visto come il salvatore,come il Maradona o Pelè attuale per questa Italia. Ma sapete qual'è il bello?E' Juventino!Quandi urli di gioia campane e carri allegorici,Amauri sarà dei nostri.
Chissenefrega se è nato a Carapicuiba il 3 Giugno del 1980,è Juventino!
Allora emerge quindi una voce fuori dal core durante i festeggiamenti.Una di quello voci importnati,forti,intelligenti e campioni d'Italia per quattro volte consecutive(capito Gigione Buffon?!?!).Ma che da fastidio,proprio perchè fa paura.Suddetta voce dice"scusate un secondo.Dati che Amauri di italiano non ha nemmeno lo stomaco(tanto per dirne una xD),perchè non convocare Thiago Motta?Per due semplici ragioni. Uno: dal punto di vista territoriale,Thiago ha origini Venete,vicino Treviso.Quindi una piccola percentuale di italianità nelle sue vene scorre. Amauri nelle vene ha la samba e negli occhi,i culetti a mandolino delle ballerine del "Carnevale di Rio". Due:s otto un punto di vista tecnico-tattico,Thiago Motta servirebbe di più rispetto ad Amauri.A centrocampo manca la progressione e la spinta giusta.In attacco siamo bene o male messi bene,vero Cassano?Thiago si offirebbe più che volentieri,anche lui come Amauri è sempre stato ai margini della nazionale verdeoro."
Ma proprio queste belle e vere parole danno fastidio. Thiago Motta è Interista! Quasi fosse un peccato capitale. Accidenti, come è cattivo il destino. Ma va bene cosi. Dopo l'ennesimo "no! "me ne ritorno con l'amaro in bocca. Con quella sensazione che mi manchi qualcosa, la mia VERA Italia!
Dopo tutte queste mie parole, se io fossi il Direttore o il giornalista, di una importante testata nazionale sportiva, il giorno dopo sarei sommerso di infamie, polemiche, offese e poste contrastanti.
Ma perfortuna(?) gestisco un Gruppetto su Facebook, di 500 (e qualcosa in più) iscritti. Dove finchè posso la legislazione di parola la gestisco io.
Perchè se fossi solamente un po’ più in su con il successo, forse non scriverei quello che io penso veramente,e che qui scrivo sempre.
Sarei fermato da troppi Stop. Darei fastidio a molti,ma tantè.
Infatti se scrivo qui, vuol dire che ancora di strada ne ho da fare.
Per fortuna ho solo sedici anni. Ho molta strada da fare.

INTERISTA 69

L'Inter e la Nazionale, un tranquillo week-end di terrore.

Lugano vs Inter 3-3, paura per Sneijder, Lippi e l'arma Kaladze.
Il campionato è fermo e l'Inter, priva di 15 giocatori, ha disputato una “partitella” amichevole contro il Lugano. Occasione graditissima per vedere al lavoro i giovani Nerazzurri, ma soprattutto per vedere all'esordio con la maglia numero 89 dell'Inter, Marko Arnautovic. Il giovane talento Austriaco ha disputato una gara, a mio avviso, soddisfacente. Considerando il lungo periodo di inattività, causato della frattura al piede, devo dire che ho visto un giocatore con personalità, che si è mosso bene in campo mostrando giocate di forza e di qualità. La sfida che l'Inter si è posta, puntando su Arnautovic, credo proprio mantenga immutate le aspettative di successo.
Ho notato in forma anche Quaresma e Mancini, rispettivamente autori del primo e del terzo goal, la seconda marcatura è opera di Patrik Vieira. Dovendo indicare un giovane Nerazzurro su tutti, sceglierei senza dubbio Donati, sinceramente non lo conosco bene, ma ritengo abbia svolto una buona prova. L'unica nota negativa è l'autore del terzo goal messo a segno dal Lugano, scusate ma non si può subire un goal da uno che si chiama Silvio. Un 3 a 3 che comunque fa felici tutti, per un sabato di festa.
A rovinare la festa, qualcuno però ci ha provato, non solo relax e spensieratezza quindi, ci ha pensato Sneijder, nella sfida dell'Olanda contro il Giappone, a cercare di creare il panico tra i tifosi Nerazzurri. L'olandese si è prima messo in evidenza, realizzando uno splendido goal (video) , ma ha poi subito uno scontro con un giocatore giapponese. Vedendolo dolorante al piede destro, hanno tremato anche i muri, si è pensato al peggio, tanto da maledire tutte le formazioni Nazionali di calcio della Galassia. Per fortuna sembra si tratti solo di una contusione, penso ne sapremo di più lunedi. Intanto invito tutti ad attivare ogni forma di scaramanzia possibile e conosciuta!

C'è chi invece alla festa non ci rinuncia, a costo d'imbucarsi, Lippi è stato molto chiaro: “voglio però affrontare la situazione oriundi solo in misura limitata”.
Deduciamo quindi che probabilmente Amauri in nazionale ci andrà, ma molti altri no. Eppure credo, che dopo il match disputato contro la Georgia, Lippi cambierà idea, considerando che è grazie ad uno “straniero” che la sua Nazionale si aggiudica i tre punti. State attenti, tra uno po' cercheranno cavilli legali e qualche pro-pro-pro zia che permetta la naturalizzazione di Kaladze. Effettivamente voi vi fareste scappare il giocatore autore delle due reti che vi avvicinano alla qualificazione mondiale? Per giunta un difensore con il fiuto del goal? Così Lippi salva la faccia e l'Italia fa un passo avanti!

Ottimismo nel futuro dell'Inter, ma attenzione alle malelingue e ai figli della Prostituzione Intellettuale!

Le pause generate dagli impegni della Nazionale di calcio, mi causano solitamente un certo fastidio, specie ora che il Campionato è appena iniziato e ho tanta voglia di vivere la nostra Inter. Devo essere sincero, in questa particolare occasione, dopo il derby stravinto contro il milan, la pausa mi offre almeno l'occasione di crogiolarmi nel rivedere la partita perfetta ed attendere fiducioso la sfida molto delicata contro il Parma, formazione, come si è solito dire ostica, dalla quale ci si dovrà ben guardare e mostrare conferme dei progressi visti contro il milan.
Si può essere ottimisti, pessimisti o realisti e da Interista so bene quanto il confine sia labile, ma ad oggi ci sono buoni motivi per avere fiducia in questa Inter.
Il mercato dell'Inter è stato gestito con intelligenza e capacità, portando a Milano giocatori di indubbia qualità, giocatori le cui caratteristiche corrispondono alle richieste di Mourihno e che hanno dato dimostrazione di saper valorizzare la nuova filosofia di gioco proposta dal tecnico portoghese, chiedere al milan per conferme. Sorvoliamo sulle cifre, perchè sono numeri da far girare la testa, ma non tralasciamo il saldo in positivo del mercato Interista, che nella trattativa con il Barça per Ibrahimovic, ha sicuramente concluso un affare economicamente e tecnicamente vantaggioso. L'Inter, orfana di Ibra, ha dimostrato che si può essere competitivi ugualmente, anzi forse ancora più completi e forti, alla faccia di chi pensava che l'Inter fosse solo Ibra-dipendente e che sarebbe sprofondata in pause d'identita a discapito dei risultati.
Non dimentichiamoci che l'Inter è priva del suo metronomo di centrocampo e ha sopperito alla mancanza con straordinaria disinvoltura (grazie Deki), inoltre ha armi ancora da valorizzare quest'anno come Santon, Balotelli, Arnautovic e Mancini sulla cui cessione ha posto un veto lo stesso Mourinho.
Il settore giovanile Nerazzurro continua a proporre giovani di assoluto valore, promesse per il futuro, da Balotelli a Santon, i casi più eclatanti fino all'ultimo gioiello alla ribalta dell'under 21 Crisetig, che a soli 16 anni potrebbe già esordire in nazionale minore, sarebbe record.
I nostri talentuosi giovani hanno, per fortuna, qualcuno che si preoccupa per loro. Affettuosi, ma soprattutto disinteressati consigli, che giungono dal lato più oscuro del nemico di sempre, Cannavaro:
“Ragazzi così devono giocare, e non in allenamento. Se a gennaio la situazione fosse questa, gli consiglierei di andare a giocare, altrimenti rischia di perdere il Mondiale”
Naturalmente Mourinho non ha potuto evitare di esporre il proprio pensiero su tali affermazioni:
"Cannavaro è ancora un giocatore, ma parla già da allenatore, direttore sportivo o presidente. Così parlando, sbaglia e dimentica qualche particolare che non riguarda l'Inter. Per esempio che, considerato che nella Juve giocano lui e Chiellini, anche Legrottaglie deve valutare di cambiare squadra a gennaio altrimenti perderà il Mondiale. E anche Giovinco, giovane di talento, anche prima dell'infortunio ha giocato poco e quindi deve valutare bene le sue scelte per il futuro".
Questo botta e risposta ha dato origine al classico esempio di Prostituzione Intellettuale, in quanto il CorrieredelloSport.it si è affrettato a pubblicare un articolo sul “botta e risposta” tra Mou e Mr Flebo intitolandolo: “MOURINHO ATTACCA PAOLO CANNAVARO” distorcendo, come solito fare, le parole di Mou.
(ANSA) - MILANO, 3 SET - Jose' Mourinho contro Fabio Cannavaro:'Lasci perdere Santon, pensi a Chiellini e Legrottaglie'. Non sono piaciute al tecnico dell'Inter le parole del capitano della Nazionale, che ha suggerito a Davide Santon, poco utilizzato nel primo scorcio di stagione, di 'fare in modo di poter giocare'. Cosi' Mourinho ha replicato: 'Cannavaro pensi a Legrottaglie e Giovinco che giocano poco e devono valutare di cambiare squadra'.

Possiamo e dobbiamo essere fiduciosi e felici per evidenti ed ovvi motivi, ma continuiamo a vigilare con molta attenzione!

Umiliare il milan non basta, c'è ancora molto da lavorare per l'Inter di Mourinho!

Ho smaltito il personale entusiasmo per il poker rifilato al milan nel derby, ”amuleto” scaccia milanista che tornerà molto utile nei giorni, mesi, anni a venire. L'euforia dei tifosi si è registrata nei vari “canali” di comunicazione, come Facebook; l'ho sensibilmente avvertita nelle richieste per i biglietti di Inter vs Barcellona ed ho registrato un corposo aumento di visite al blog, ma credo che sia giusto riposizionare i piedi per terra ed analizzare con razionalità la situazione della nostra Inter.
L'Inter senza Cambiasso è riuscita a “schiantare” il milan, a mostrare qualità nel fraseggio palla a terra ed ha evidenziato quanto l'intesa tra i giocatori Nerazzurri stia migliorando di partita in partita.
Credo tuttavia che sia necessario evidenziare come il milan, dopo lo splendido goal finalizzato da Motta, si sia squagliato come neve al sole ed abbia mostrato tutta la sua disarmante inferiorità, opponendo una poco efficace resistenza ad un'Inter carica per il goal, che ha mostrato quanto può essere letale se detiene il pallino del gioco. Tutto troppo facile, è questo il timore, il timore che il milan sia troppo inferiore ad una juve, ad un Genoa o Lazio che sia, test sicuramente più impegnativi per analizzare i progressi della squadra allenata da Mou!
L'Inter ha mostrato quello che è in grado di fare; Sneijder, autore di un esordio perfetto, è sicuramente la chiave per la fluidità del gioco, collante tra centrocampo e attacco, ma anche Stankovic si è rivelato essenziale nella sua capacità di adattarsi ai vari ruoli di centrocampo e permettendo a tutti noi di non soffrire troppo la mancanza di Cambiasso. Eppure negli occhi ho ancora la grigia prestazione contro il Bari, alla prima di campionato, certo le attenuanti fisiche ed uno Sneijder in meno, ma davanti a squadre il cui scopo primario è chiudersi in difesa, sarà così semplice sfondare la barricata? Inoltre le sfumature difensive accusate da Lucio e Maicon potrebbero costare care contro squadre dotate di giocatori micidiali sotto porta, come la juve che ha stritolato la roma.
E' vero che la rometta di Spalletti non ha mai mostrato di poter ribaltare il risultato contro i biancosporchi, troppo forti per una squadra che altro non aveva da spendere se non la tensione nervosa e l'orgoglio di non soccombere. Vale quindi lo stesso concetto espresso per il milan, anche la roma non può essere un test essenziale per le ambizioni della juve, che comunque ad ora sembra essere l'unica con un potenziale ed una profondità di rosa alla nostra altezza, specie ora che anche l'ex Nerazzurro Grosso è andato ad arricchire le alternative in difesa.
La pausa “Nazionale” disturba il lavoro dei club, interrompe la continuità di un lavoro di gruppo fondamentale per vedere al meglio, il prima possibile, la nostra Inter e sicuramente anche Mourinho si è rammaricato per questo. Rimango dell'avviso che i giocatori disputino troppi match e questo vada, chi più, chi meno, ad influire sul rendimento nella propria squadra di club.
Il Campionato è ancora lungo e l'Inter dovrà essere in grado di riproporre il gioco splendido visto contro il milan, sono convinto che i margini di miglioramento siano ancora ampissimi, ma servirà continuità, grinta e il solito immancabile colpo di fortuna, specialmente in Champions League.

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