Nuovamente Tu - Inter vs Fiorentina 1 - 0

Sotto il cielo grigio di Milano e ad una pioggia battente, che ha scandito l'intera giornata, l'Inter ha condotto in porto una vittoria molto importante. Vincere era fondamentale, per il morale e la continuità in campionato ed essere riusciti a farlo nella domenica in cui la juventus affonda a Cagliari, perdendo addirittura il secondo posto a favore di un milan vincente a Catania, rende questi tre punti preziosissimi, considerato che davanti avevamo un avversario ostico e capace di giocare un buon calcio.
Una giornata ricca di sorprese, che ho vissuto direttamente dagli spalti di San Siro perchè volevo guardare “in faccia” gli uomini che mi hanno dato tante soddisfazioni sportive, per capire se Barcellona era un brutto sogno o si era davvero “rotto qualcosa”, pensiero che sembra si stia radicando tra i tifosi.
Pensare, ciò pensato anch'io, ma è un progetto troppo importante per poterlo buttare via ed i nostri ragazzi hanno risposto sul campo con una buona prestazione, dominando la partita con un buon ritmo e disegnando trame che ci hanno permesso di impensierire la difesa viola numerose volte.
Privi di Maicon e Sneijder, armi importanti nello scacchiere di Mou, lo specialone ha disposto la sua Inter con un 4-1-2-3 non certo spumeggiante, ma concreto.
Abbiamo creato innumerevoli occasioni da gol, sprecandole e rischiando di perdere sull'unica, nitida occasione degli avversari, che con Gilardino hanno colto un palo clamoroso e che diversamente avrebbe reso la partita paradossale, sparandoci nel tunnel della depressione, a porci mille inutili domande.
Il destino fortunatamente è labile e a volte rende giustizia, così Comotto aggancia in area Milito, lo stende e l'arbitro concede giustamente il calcio di rigore, che rimette apposto le cose a cinque minuti da un pareggio ingiusto.
Ingiusto perchè l'Inter ha tenuto il pallino del gioco per tutta la partita, mancando però di concretezza sotto porta con Eto'o e Milito che hanno ripetutamente avuto l'occasione di segnare, sprecando malamente, così come Muntari, che ha dato tanto dinamismo alla nostra manovra, ma che ha però sparato palloni a destra e a manca, senza mai trovare lo specchio della porta.
E' in queste partite che si sente la mancanza di un attaccante in grado di scardinare le difese avversarie e che con cinismo concretizzi gli sforzi della squadra.
E' inutile pensarci, perchè non serve a nulla, ma quando vedi i tuoi attacanti divorarsi goal come baci perugina, il legittimo pensiero ti passa per la testa ed è un pensiero con un nasone bello grosso!
Il migliore in campo, colui che ha corso ovunque e a lottato su ogni pallone, si chiama Inter, ma spicca a mio avviso Stankovic, un vero combattente, che ha urlato “Noi ci siamo” aggredendo ogni pallone!
La Fiorentina giustamente elogiata dai media in settimana, ha fatto la sua partita, ma commettendo a mio avviso l'errore di non pressarci con continuità, permettendoci così di sviluppare le nostre manovre offensive, che per loro fortuna sono state si numerose e pericolose, ma come già detto, tutte sprecate!
L'Inter ben disposta in campo ha arginato Vargas, minaccia numero uno alla vigilia, e goduto dell'assenza di Jovetic, “gioiellino” che apprezzo molto e che ci avrebbe sicuramente reso le cose più difficili.
E' stata una giornata matriosca, sorpresa nella sorpresa, e l'Inter quindi risponde alle critiche con tre punti pesanti in un match molto pericoloso, ma soprattutto lo fa con in campo un certo Sig.Quaresma, sogno ormai decaduto, che sfodera una buona prestazione, tanto da doverlo rimpiangere quando al suo posto, Mourinho inserisce Mancini, e l'Inter smette cosi' di martellare l'avversario, sul fianco destro!
Quaresma è stato uno dei migliori in campo, si è prodigato in incursioni offensive e ha sfiorato anche il goal, ma soprattutto ha prodotto gioco in favore dei compagni, impensierendo non poco la difesa della Fiorentina.
A voler essere sinceri, alla lettura delle formazioni mi sono stupito e preoccupato, per la sua presenza in campo, poi ho convenuto che l'assenza di Maicon in qualche modo andava colmata e con un generoso quanto combattivo Zanetti terzino non si poteva certo pretendere lo stesso tipo di giocate.
Qualcuno doveva portare pressione sulla fascia destra per arginare eventuali attacchi dei Viola e possibilmente fornire cross in area, in questo Quaresma è stato perfetto interprete.
Cosa manca a questa Inter, che è un Inter vincente ma non perfetta?Manca la velocità, vi direbbe mio padre, che alla veneranda età di 74 anni, si è inerpicato fin sul secondo anello arancio per vedere la sua Inter vincere e che ha sofferto fino all'85esimo per veder esaudito il suo desiderio.
Ma a mancare non è, secondo me, la velocità intesa come corsa fisica, ma la velocità mentale, il pensare in fretta, il sapere cosa fare prima di doverlo fare, quella velocità nella manovra fatta con tocchi di prima, che accelera l'azione e sorprende l'avversario.
Non solo, semplici automatismi, ma velocità di pensiero, una caratteristica di cui in campionato si sente meno la mancanza, forse perchè i nostri avversari si chiudono e ci aspettano, ma che in champions, dove ci aggrediscono e provano ad imporre il proprio gioco con pressing e corsa, ci mette a nudo e ci costa cara.
Il terzo incontro del “girone infernale”, che ardeva dopo Barcellona, ha visto un'Inter determinata a vincere, almeno in campionato, ma ora il gioco si fa duro d'avvero, si va a Torino e poi si aspetta il Rubin a Milano, si gioca per i tre punti, ma c'è molto di più in palio, c'è un futuro da non lasciarsi scappare, ora che è ancora tutto possibile!.

Alta Tensione

a cura di Alessandro
Sempre sulla falsariga di titoli cinematografici, ho letto e sentito di un presunto stato di tensione appunto fra il Presidente e Mourinho.
Io non credo che il Mou abbia detto che il Barcellona è più forte solo per scaricarsi delle sue responsabilità (che Martedì sono state evidenti, sia ben chiaro); oddio, magari ci ha marciato un pochettino.
Fondamentalmente, come accade quasi sempre, Mourinho ha detto la VERITA’: è inutile incazzarsi o fare finta che nonsia così.
Vogliamo mettere un centrocampo, che è la zona nevralgica del campo dove si decidono il 95% delle partite, formato da Zanetti, Cambiasso e Motta contro uno formato da Xavi, Iniesta e Keità ?
E’ un confronto che non regge.
Poi può capitare che i primi tre siano inserata di grazia e gli altri tre in una serata no; e se le cose si mettono inun certo modo, hai un po’ di fortuna e l’arbitro non ti fischia contro, allora puoi anche vincere; altrimenti le “buschi”.
Non è un caso che la Spagna sia tornata a vincere qualcosa come Nazionale da quando ha costruito il suo centrocampo sui due pilastri del Barcellona.
Il problema che un allenatore che dice la verità senza tanti fronzoli in Italia è come una gallina verde in un pollaio e la cosa ha sopreso e spiazzato ancheMoratti il quale, evidentemente, non ci si è abituato ancora del tutto.
La verità a volte può fare molto male, come diceva Caterina Caselli in una famosa canzone degli anni sessanta.
Eto’o e Milito sono fortissimi, ma per giocare con quei due là davanti è assolutamente indispensabile avere il predominio a centrocampo, altrimenti diventano due giocatori qualunque; con Ibra era diverso lo sarebbe un po’ anche con Mario.
E’ naturale quindi che in qualche partita si soffra ancora, gli automatismi non sono ancora del tutto oliati e Snejder, cheè fondamentale, è stato spesso fuori per infortuni.

Che sia successo al CampNou con il Barcellona Campione d’Europa che si giocava le palle davanti alproprio pubblico ci può anche stare, non è un dramma, anche se il modo in cui èsuccesso ha lasciato un comprensibile amaro in bocca.

Occhio però a non avere troppa fretta e lo dico soprattutto al nostro Presidente: Mourinho è uno chemerita tempo, almeno tre anni, per fare una grande Champions, e questo è il secondo; scaricarlo prima sarebbe un ritorno a un passato che viviamo ancoracome un incubo.

Di allenatori come Mourihno in giro ce ne sono pochi… Mediti, per cortesia, signor Presidente !

E' "solo" un gioco...

Dopo le due scosse di terremoto, che martedì hanno fatto vacillare fiducia ed ottimismo, ed i successivi due giorni di assestamento in cui si è cercato di metabolizzare e comprendere il nervosismo che è scaturito nei confronti di un futuro europeo, che dopo anni ci sembrava finalmente credibile, non ci resta che lasciare scivolare dietro le spalle una brutta serata e far si che il ricordo (ancora fresco) si assopisca e magari vada a rafforzare la nostra armatura, così come gli errori del passato, e ci permetta forse di essere più forti.

Sono stati giorni in cui ho dimenticato, ho dimenticato che si tratta pur sempre, solo di un gioco, giorni in cui mi sono ritrovato a dover discutere con gobbi, che pretendevano da me i "fatti", come se fossi depositario delle trascrizioni telefoniche con cui Moggi a tessuto la sua ragnatela di imbrogli.
Ho letto frasi paradossali in cui la realtà si capovolge, frasi che scritte da un gobbo mi hanno fatto l'effetto di un fungo allucinogeno, frasi del tipo:

"...E' il nostro paese! Rubi, ammazzi e alla fine vieni premiato, invece non fai nulla e finisci in galera dove rischi pure di essere ammazzato...",
"...Se il popolo non fosse così coglione certe cose non accadrebbero mai...",
"...davvero allucinante quanto sia distorta la realtà nel mondo NeroBlu....",
"...Inutile ragionare con voi interisti afflitti dall’irreversibile sindrome da accerchiamento..."
"...Chi ha onestà intellettuale non ha difficoltà a vedere dove siano i veri Bar dello Sport...."
Direi che è ufficiale...rosicare fa male… via libera al vaccino!

Nel nostro paese ormai non si parla di calcio giocato, ma si parla di onesta intellettuale, di bar dello sport, di visioni distorte, sembra quasi un legal-thriller, ma con un tocco di fantascienza.

Devo ammettere le mie colpe, devo ammetterlo, come sopra scritto, mi sono dimenticato che si tratta solo di un gioco, ma non mi biasimo troppo dato lo sforzo necessario per far respirare l'amore per il calcio, soffocato da guerre tra”bande” rivali, guerre fatte di offese e di violenze psicologiche, dove una frase si trasforma in arma da fuoco e da adito ad aggressioni verbali.

Per ben capire l'atmosfera basta semplicemente ricordare i cori dei gobbi nei confronti di Balotelli, simpatico omaggio, atto ad alimentare la tensione in vista di una sfida che loro sembrano aspettare con la rabbia violenta di chi vuole vendicare la morte di un familiare.

A scanso di equivoci, ci terrei a sottolineare che i cori “RAZZISTI” dei gobbi, a mio avviso vanno condannati duramente, ma non perché a cantarli siano stati i tifosi bianconeri, semplicemente perché sono atti di inciviltà che vanno debellati sul nascere. Siano essi cantati da tifosi juventini, milanisti, Interisti ecc., perché se ci fermiamo davanti al motto di Moggi (o era Tinto Brass) “Così fan tutti”, non riusciremo più a recuperare una situazione generale ad altissimo rischio.

Per coerenza mi fermo qui, si perchè "E' solo un gioco", perchè ciò che conta è l'avvicinamento alla Fiorentina, una sfida intrinsecamente difficile e che alla luce degli ultimi episodi di Champions, è diventata anche molto pericolosa.

Non che per fare meglio di Barcellona serva molto, ma senza Sneijder, ancora non recuperato (francamente lo rischiereste in vista della sfida di Torino?), il riacuirsi del dolore al piede di Samuel Eto’o e con la beffarda squalifica combinata a Maicon, siamo comunque chiamati a difendere il primo posto e soprattutto quei cinque punti che tali devono restare in vista del derby d'Itallia.

La domanda che ora insistentemente mi martella è questa:

“I nostri ragazzi mostreranno una reazione impetuosa, esibendo a tutti il valore di questo gruppo, oppure si accasceranno al suolo per farsi calpestare come accaduto a Barcellona?”

Rendiamoci conto che non vincere con la Fiorentina significa rischiare di buttare via tutto ciò che di buono abbiamo fatto fino ad ora!
Io ci sarò, sarò in quel di Milano per sostenere i nostri Guerrieri, ma prima farò una capatina al nuovissimo WINTERSTORE (il portafoglio già trema) e magari prossimamente, tra le righe di un post narrante una vittoria sperata, vi racconterò la mia domenica tra le meraviglie in esso esposte!.

Giuria popolare


a cura di Andrea

Nel momento in cui ti dichiari apertamente tifosissimo di una squadra compi un patto di sangue con essa e attui la promessa solenne di essere sempre al suo fianco, qualsiasi cosa accada. Per noi interisti non è mai stata facile, o meglio, lo è stata, ma in un passato lontano. La sofferenza di anni di buio rimane lì, lontana pochi anni, molti giocatori e qualche allenatore. Oggi la luce sembra essersi riaccesa, ma la paura di quell'oscurità è talmente forte che appena un'ombra si avvicina al nostro spettro visivo, l'ansia cresce e la fobia torna. Barcellona è l'ennesima ombra che appare sul nostro cammino e che ci rimette davanti a quegli anni imbarazzanti ed un pelo umilianti, l'ennesima ombra che non siamo in grado di scacciare. Almeno in Italia abbiamo scoperto perchè non vincevamo (spesso la colpa era pure nostra, ma facciamo finta di niente su, alla fin dei conti non è che Moggi&Co. non abbiano influito per nulla), mentre in Champions rimane tutto un enigma ed è ciò che ci fa, o almeno al sottoscritto fa, girare di più i coglioni: voglio una sentenza, una risposta, qualcosa che mi faccia capire. Così ho deciso di prendere un gruppo di interisti, per la precisione 20, affinchè formassero una giuria popolare tutta nero-azzurra. Logicamente son stato assai attento a non cadere nell'errore di scegliere giurati parziali, ma, seppur rimanendo sempre nell'universo interista, ho composto un gruppo molto variegata. Ecco gli esponenti:
1- Settantenne, per lui l'Inter era e rimane la Grande Inter, quella odierna è solo una succursale mal sfruttata
2- Diciottenne, manciniano doc
3- Trentenne ultras, per lui calcio è onore, coglioni e tanta passione
4- Venticinquenne, bella gnocca (so che non c'entra niente ma era giusto per sottolinearlo e fare capire che le interiste son sempre e comunque più fighe), innamorata follemente di Mourinho
5- Diciassettenne (anch'essa bella tusa), soprannominata Zlatanina
6- Quarantenne, trapattoniano
7- Quarantenne, cuperiano (non so come sia possibile, ma ne esistono, Voyager sta già preparando una puntata)
8- Cinquantenne, allenatore di categoria dilettantistica ma che di calcio ne sa
9- Ventiseienne, per lui non conta chi c'è in campo o sulla panchina, ma solo la bandiera
10- Ventunenne, militante in Lega Pro, si ispira a Paul Ince
11- Diciannovenne, col motto "W la figa! W l'Inter! W il rock 'n' roll!"
12- Sessantaduenne, Bonimba forever!
13- Trentaquattrenne, raccattapalle ai tempi del Becca, oggi mangia solo salumi Meroni
14- Ottantenne, pensa che Helenio Herrera sia ancora vivo, mentre che Elvis sia effettivamente morto
15- Ventiduenne svizzero, rimembra ancora oggi le orecchie paraboliche di Paganin
16- Trentunenne, sognatore, pensa che quest'anno vinceremo la Champions (buahahahah)
17- Trentatrenne, ex Primavera nero-azzurra, si morde ancora le mani perchè se si fosse impegnato di più oggi avrebbe potuto essere sposato con una velina
18- Quarantaseienne, casalinga, ma quando gioca l'Inter son cazzi di figli e marito, lei scompare
19- Ventenne, Vieri idolo incotrastato
20- Sedicenne, odia Moratti e tutti quelli che gli orbitano attorno
Bene. Il loro compito era semplicissimo, ovvero marcare con una X ciò che ritengono la causa delle nostre figuracce europee tra diversi indiziate: la MENTALITA', l'ALLENATORE, la SOCIETA', la DIVERSITA' TRA ITALIA ED EUROPA, oppure, infine, NESSUNA DELLE PRECEDENTI RISPOSTE.
Ecco a voi i risultati: i giurati numeri 2, 5, 6, 7 e 11 ritengono MOURINHO il colpevole. I numeri 1, 3, 10, 13 e 20 ritengono la SOCIETA' la causa di tutto ciò. La 18, il 17, il 16, il 15 ed il 12 rispondo con un enigmatico NESSUNA DELLE PRECEDENTI. Infine il numero 14 si è astenuto, poichè durante la votazione ritenne di aver visto passare per strada Helenio Herrera e s'è messo a rincorrere un povero impiegato un pò attempato in pausa pranzo, mentre i restanti numero 4, 8, 9 e 19 la colpevole è la DIVERSITA' TRA ITALIA ED EUROPA. Cosa deduciamo da tutto ciò? Che per qualche astruso motivo i voti si dispiegano in modo completamente equilibrato su ogniuna delle opzioni possibili e che pertanto anche la Giuria Popolare Interista s'è dimostrata inutile per risolvere l'enigma che attanaglia le nostre annebbiate menti post-barcellonesi. Per quanto possa essere di poco interesse ci tengo solamente a dire la mia opinione, sviluppata in un giorno totale di silenzio stampa con amici, parenti e conoscenti circa la partita di ieri. Innanzitutto loro sono più forti e per quanto sembri banale, è giusto ricordarcelo; in secundis, se fossi stato partecipante e non promotore dell'iniziativa giuridica, avrei segnato la risposta numero tre, ovvero la diversità tra Italia ed Europa: siamo talmente abituati a fare bene ed a giocare contro squadre della Serie A che nel momento in cui andiamo in Champions, contro tattiche completamente diverse, andiamo in tilt mentale totale. Siamo una squadra da maratona, non dà scatto, seppur le potenzialità per vincere anche i 100 metri ci sono tutte. Dobbiamo lavorare, lavorare e lavorare, imparare dagli errori, migliorarci sempre e costantemente, imparando da lezioni come quella impartitaci ieri sera. La colpa è anche di Mourinho, ma non solo sua, bensì di tutti i giocatori che sono scesi in campo, evitiamo facili additamenti. Ricordate il patto di sangue, la promessa solenne: dobbiamo stare sempre vicini alla nostra Società e quindi al nostro allenatore. Possiamo criticarlo, incazzarci, ma dobbiamo sempre e comunque supportarlo in quanto legato alla nostra squadra.
Qual'è il succo? Un motivo della nostra incapacità europea c'è, ma noi non lo sappiamo e mai lo sapremo, l'unica cosa che possiamo fare è tifare, come sempre abbiamo fatto in 102 anni di storia nero-azzurra.

Barcellona vs Inter 2 - 0, Spariti nel nulla!

avvertenza: commento "a caldo"!.
Tante cose mi aspettavo dalla partita di questa sera, anche una sconfitta.
Naturalmente era un pensiero talmente ai margini di questo importante scenario, da non permetterne la presa in considerazione per questioni scaramantiche, ma essendo orgogliosamente Interista, ergo sono pronto a tutto o quasi.
Certo non mi aspettavo, che la scenografia di una sfida tra titani si potesse trasformare in una mattanza.
Sono rimasto davvero sorpreso, proprio non mi aspettavo la passività, la mancanza dell'anima della squadra, che ha anche corso o meglio rincorso, ma senza un briciolo di grinta e reattività.
Sia chiaro, il Barça ha giocato una partita spettacolare, con poco più di zero errori nei passaggi e con una conseguente fluidità di manovra, arricchita di grinta e pressing alto, che ci ha preso alla gola, soffocando qualunque tipo di iniziativa.
Se cominci a vedere palla solo in caso di rimessa dal fondo e persino le rimesse laterali non producono più di un passaggio, allora proprio non c'è speranza e ti sorge spontanea la solita domanda: “che cavolo ci siamo venuti a fare?”
Si perchè se loro sono stati fantastici è anche perchè gli abbiamo permesso di esserlo e allora ti senti in dovere di incazzarti come una iena, perchè a parole, anch'io impiegato di terzo livello, sono Diego Armando Maradona, ma i professionisti lo devono essere con i fatti ed io questa sera non li ho visti.
Il lavoro di Mou lo apprezzo molto e non mi sogno neppure di metterlo in discussione, ma al termine della partita, non mi si può dire che “Loro sono molto più forti di noi”, perchè questo già lo sapevo, come lo sapeva lui e tutti noi!
Mi si deve invece possibilmente spiegare per quale fottutissimo motivo loro sembravano atleti del circo Togni e noi dei poveri vecchi compassati, quasi spaesati, perchè convinti si sarebbe giocato a bocce e questi qui, questi blaugrana, insistevano ad usare una palla!
Quanto alle prestazioni dei singoli, tutti hanno giocato in una sorta di stato catatonico, tant'è che la sfida per la palma del peggiore non è mai stata così agguerrita, anche se mi sento di azzardare che Cambiasso e Motta si giocheranno il testa a testa finale.
L'unica nota positiva, se proprio vi sembro così deluso ed imbestialito (lo sono!) si chiama Julio Cesar, perchè ha avuto il merito di ridimensionare la sconfitta almeno nel punteggio, neutralizzando tre pericolose palle goal.
Giunti al punto in cui il portiere è il migliore in campo, coscienti che il "girone infernale" ora arde ancora di più, tanto vale pensare già alla difficile partita di domenica con la Fiorentina, galvanizzata dalla sua vittoria in Champions, arriverà a S.Siro con più certezze e noi la dovremo affrontare con qualcuna in meno, ma con il coltello tra i denti, pronti a riconquistarcele!
FORZA INTER SEMPRE!!!

Barcellona vs Inter, seconda tappa del girone infernale!



Come un'auto ad alta velocità sulle lunghe e tortuose strade della vita, quando ti fermi sul parabrezza trovi di tutto!
Togliamo gli insulti raziali a Mario, puniti con solo 20mila euro di multa e togliamo l'ingiustizia sportiva concretizzatasi con i due turni di squalifica per Maicon, togliamo ogni pensiero rimasto li stampato!
Siamo al CampNou, è li che si gioca "LA" sfida, la partita con i gobbi impallidisce a confronto, i loro miserevoli insulti svanisco dietro le spalle.
Vincere vuol dire staccare il biglietto per gli ottavi di Champions sbattendo la porta in faccia ai campioni d'europa in carica e a quel genio che non ha esitato a lasciarci quando ne ha avuto l'occasione.
Raramente accade di affrontare un Barcellona che ha il fiato sul collo, rischia forse più di noi ed i mezzucci mediatici, classici di chi teme il peggio, come influenza, infortuni e parole di elogio all'avversario, ne sono il sintomi!
Non lasciamoci sviare, Mou lo sa bene, conosce l'ambiente, così come lo conosce Eto'o, che ha dichiarato, alla vigilia di un match così importante, amore e dedizione per l'Inter.
A quanto pare Ibra e Messi ci saranno, per lo meno sono stati convocati e quindi ritenuti abili a sedersi almeno sulla panchina!.
A noi rimane l'incognita Sneijder, speriamo che l'olandese "portafortuna" sia degli 11 che scenderanno in campo, ma se così non sarà chi scenderà sul terreno di gioco dovrà combattere come i gladiatori, nell'arena si vince o si muore!

AVANTI INTER!!!

KING KONG

a cura di Alessandro
Domenica sera, in quel di Torino, è andata in onda l’ennesima puntata dello show dedicato al trionfo dell’ignoranza e dell’idiozia: durante la partita Juventus-Udinese i drughi e i loro simili hanno pensato bene di intonare cori di insulto di stampo razzista contro Mario Balotelli, così, per fare le prove generali di quello che organizzeranno fra due settimane.
Ogni commento è ovviamente superfluo e di gente così, purtroppo, se ne annida fra tutte le tifoserie d’Italia, nessuna esclusa credo.
Il dramma è quando poi senti un altro ignorante come Chiellini, giocatore della Nazionale, e che come tale dovrebbe dare anche un certo esempio, affermare che non si tratta di razzismo ma di insulti come quelli che hanno preso Materazzi, Cannavaro e molti altri un po’ dappertutto, e che si sta cercando da parte dell’Inter di montare una polemica inesistente e pretestuosa.
Al “signor” Chiellini andrebbero chiarite fondamentalmente due cose: la prima è che esiste una normativa dell’UEFA contro i cori e gli insulti di stampo razzista, mica se l’è inventata l’Inter, e prevede sanzioni anche piuttosto dure, anche se direi che in nessun caso siano state ancora applicate in toto.
La seconda è spiegargli (ma non solo a lui) che cosa è in realtà il razzismo di cui tutti si riempiono la bocca a vario titolo e in varie occasioni senza probabilmente conoscerne nemmeno del tutto il significato: razzismo vuole dire insultare, maltrattare, discriminare, perseguitare fino anche arrivare ad uccidere (purtroppo la storia ce lo ricorda) persone diverse da noi per la razza appunto (da qui l’etimologia del termine) o per il colore della pelle, per il credo religioso, per la provenienza geografica, per lo stile di vita etc.
E’ il rifiuto di accettare un’altra persona senza volere nemmeno approfondire la sua conoscenza e cercare di capirla, la si rifiuta a priori secondo i criteri citati sopra; ma non solo la si rifiuta, la si teme e si cerca perciò di combatterla e contrastarla, a volte fino alle estreme conseguenze.
I cori allo stadio non sono magari l’espressione di tutto questo, è ovvio; ma vanno comunque oltre al semplice insulto. Il “figlio di puttana” che si prendeva un po’ dovunque Materazzi non è certo bello, ma il “negro di merda” che si becca Balotelli è peggio, perché c’è una escalation che implica appunto il fattore razziale; se uno non capisce la differenza, bhè ragazzi, parliamo di figa che è meglio!.
Uno che non lo capisce, o fa finta di non capirlo è appunto il “signor” Chiellini, che va in giro a spaccare gambe nelle amichevoli (chiedere a Van Persie e a Wenger) e che quando segna un gol, esulta percuotendosi il petto come King Kong…appunto; un’esultanza che direi lo rappresenta a pieno.
Visto che il pubblico juventino è recidivo la partita andrebbe a questo punto giocata in campo neutro, ma questa decisione verrà probabilmente “barattata” con quella delle due giornate di squalifica a Maicon che, qualunque cosa abbia detto, se la poteva tranquillamente risparmiare, ancor di più in quella situazione (91’
min. 1-3).
Così si andrà avanti fino al prossimo coro o al prossimo episodio.

Quinto potere

a cura di Alessandro
Visto che abbiamo esordito parafrasando il titolo di un film, continuiamo su questa falsa riga citando lo splendido film di Sidney Lumet del 1976 che vi consiglio invece di andare a recuperare ove vi si presentasse l'occasione e che verte sull'enorme potere di comunicazione che ha il mezzo televisivo.

Mediaset, come sappiamo, detiene il controllo di una delle due piattaforme nelle quali è possibile assistere al calcio in diretta e, delle due, è anche quella più a buon mercato.

Sappiamo anche tutti bene chi sia il proprietario di Mediaset, il quale possiede anche, guarda caso, una delle squadre militanti in serie A che nelle ultime giornate è tornata prepotentemente (?) in corsa per il titolo.

Di ascoltare commenti un pò di parte quindi te lo aspetti, ma ieri si è passato veramente il limite della decenza. Nella presentazione della partita prima della telecronaca tutti a elogiare il Bologna, che con Colomba ha cambiato modo di giocare, molto più offensivo e spettacolare, e che in virtù di questo ha vinto le ultime due partite una delle quali nettamente contro il Palermo.

Alla fine della partita, tutti a dire che il Bologna aveva giocato troppo sbilanciato esponendo la difesa agli attacchi in massa dell'Inter non essendo nemmeno coperta da un centrocampo di qualità.

Bisogna a questo punto mettersi d'accordo, dal momento che il Bologna non è il Barcellona (anche se i colori sono simili) e il livello dei suoi giocatori è quello che è: sufficiente per mettere in crisi un Palermo non al massimo, ma decisamente insufficiente per contrastare una buona Inter. Colomba avrà pensato: "Non ho niente da perdere e quindi inutile giocarmela in difesa contro un’ Inter di titolari: provo a sorprenderli sperando che siano con la testa già al Camp Nou e, se mi trovo in vantaggio a 20 dalla fine, via al catenaccio".

Secondo me non fa una grinza. Quello che di grinze ne fa parecchie invece è l'atteggiamento contraddittorio del parterre di Mediaset tutto teso alla fine a sminuire la vittoria dell'Inter esaltando i demeriti del Bologna. E fin qui, passi anche. Ma la vera comica a cui ho assitito in uno "zapping" di seconda serata è stata la performance della premiata ditta Bargiggia & Cesari intorno alla mezzanotte su Rete 4.

Pur di screditare il qualche modo l’Inter, si sono inventati una contestazione di Balotelli nei confronti di Mourinho per il tipo di esultanza in occasione del suo gol, quando sappiamo benissimo tutti che Mario esulta quasi sempre così per rispondere agli insulti e ai cori razzisti che regolarmente si “becca” un po’ dappertutto e ieri non ha fatto eccezione, tanto che il fatto ha provocato anche una scomposta reazione di Arnautovic.

Poi, non contenti, Cesari si è anche inventato un presunto rigore netto per il Bologna per una delle tante doppie trattenute in area fra Samuel e Portauova, tanto che quest’ultimo non ha nemmeno protestato, affermando che la partita si poteva così riaprire (a cinque minuti dalla fine).

La realtà è che la partita poteva e doveva finire con un punteggio tennistico e che il Bologna ha segnato nell’unica occasione degna di tal nome avuta in tutta la partita, per altro concessagli da un nostro clamoroso errore: purtroppo quest’anno di partite così se ne sono già viste un po’ troppe, partite nelle quali cioè ci mangiamo caterve di gol e alla prima occasione concessa agli avversari questi ci castigano subito; poi la nostra superiorità riesce quasi sempre a prevalere, ma è un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Quanto a Cesari e Bargiggia li inviterei a riguardare l’ampex (ai bei tempi si chiamava così) della loro performance di ieri sera e a vergognarsi, poichè essere pagati da qualcuno non vuole per forza dire essere prezzolati: c’è una bella differenza e in quella differenza ci deve comunque essere la deontologia professionale di coloro ai quali viene data l’opportunità e la responsabilità di parlare in video a milioni di persone che non sono mica tutte fesse o milaniste con tanto di paraocchi.

Quanto noi un grande “In bocca al lupo” ai ragazzi per Martedì; dove vanno ce ne sarà veramente bisogno e mai disperare: la nostra squadra è capace di tutto, nel bene e nel male, e la pressione del risultato è più sulle spalle del Barça che sulle nostre.

FORZA INTER ! FORZA RAGAZZI !

Pronti, attenti, via...Bologna vs Inter 1 - 3

Riparte il campionato e l'Inter conquista la quarta vittoria esterna consecutiva tra Serie A e Champions League, lo fa in casa del ritrovato Bologna di Colomba, che poco può fare se non lo spettatore al concerto per “palo” messo in scena dai Nerazzurri; dirige: Josè Mourinho.

Ottima partita di tutti i nostri ragazzi, da sottolineare a mio avviso, le prove di Milito, Cambiasso, Motta e Lucio, ma davvero un plauso a tutti i Nerazzurri che prendono le redini dell'incontro dal fischio d'inizio, mentre il Bologna si gioca tutto sui lanci lunghi verso Zalayeta e Di Vaio, per cercare di sorprendere la coppia centrale composta da Lucio e Samuel.

La strategia frutta ai nostri avversari il goal del momentaneo e fulmineo pareggio, un solo minuto dopo il goal del vantaggio Nerazzurro siglato da Milito al 23' esimo minuto, e guarda caso, a segnare è sempre il solito “panterone” che quando vede Inter, vede rosso, sarà che è un ex-bianconero?

Difficile non pensare al Barcellona, ma quel “BFC” sulle maglie “blaugrana” del Bologna, fa sembrare l'incontro quasi una prova generale per martedi sera, peccato che, con tutto il rispetto, l'avversario non sia all'altezza del più blasonato Barça.
L'Inter domina, non è mai in difficoltà e prima dello stupendo goal in girata di Milito, su sponda di Lucio, i nostri ragazzi hanno costruito almeno tre palle goal.
Nonostante lo svarione della coppia centrale Lucio-Samuel sul goal di Zalayeta, infilatosi tra i due Nerazzurri su lancio lungo di Adailton per il momentaneo pareggio, sia l'uomo in Frac che Wally hanno disputato un'ottima partita non concedendo praticamente più nulla agli sparuti tentativi dei bolognesi.

E' in fase di attacco che l'Inter accorda gli strumenti e dal il via al concerto di Novembre, prima con Mario che solo davanti a Viviano non riesce a trafiggerlo e poi con Stankovic, il suo tiro dalla distanza manda la palla a colpire incredibilmente entrambi i pali prima di essere bloccata da Viviano.
Il goal non poteva tardare e su calcio d'angolo al 42'esimo è SuperMario che di testa riporta l'Inter in vantaggio.

Ecco la prima nota stonata della partita, perchè come ben sappiamo, non ci riesce mai o quasi di evitare di fare almeno una “cazzata” e manco a dirlo è proprio Balotelli a dare un calcetto ad Adailton che lo aveva anticipato e a prendersi così l'ammonizione più inutile della storia del calcio. Non so quando Balotelli riuscirà ad usare il cervello tanto quanto i piedi, speriamo che il buon senso si impossessi di lui il prima possibile. Mario lasciati esorcizzare dal buon senso, please.

Certo è che Maicon non è da meno, e non offre un buon esempio da seguire, quando al 90'esimo suonato, manda a quel paese il guardalinee per ben due volte e si prende il rosso diretto, creandoci non pochi pensieri per la sfida di domenica prossima contro una fiorentina affamata di punti dopo la sconfitta casalinga contro il Parma.

Nella ripresa Balotelli resta in castigo e al suo posto entra il “Re Leone” Eto'o, che all'undicesimo duetta sulla destra con il Colosso, e riesce a servire Milito, che smarcatosi solo davanti a Viviano fa “suonare” la traversa.
All'11'esimo Cambiasso fa la prova generale allo strameritato goal, scambio Maicon, Milito per l'accorrente Cuchu, ma il suo tiro è bloccato a terra da Viviano.
Al 28'esimo azione fotocopia, Milito in profondità sulla destra, elude due avversari e serve palla a Cambiasso che ancora una volta giunge dalle retrovie e questa volta corona la sua stupenda prestazione con un tiro incrociato sul palo più lontano e Viviano è battuto per la terza volta.
Il Bologna non si accascia al suolo ed i suoi tifosi continuano giustamente ad incitarlo, ma c'è poco da fare e la vittoria dei Nerazzurri è già storia al triplice fischio finale di Rosetti.

Adesso Barcellona, solo loro nella testa, ora solo loro l'ostacolo sul nostro cammino europeo. Crediamo ragazzi, crediamo in noi stessi e nei nostri sogni, andiamo a staccare il biglietto per gli ottavi di Champions League.

Number 29

Un nuovo "acquisto" arriva ad arricchire la squadra di C'èSolol'Inter!!!ilBlog, un "uomo di Inter" autore di un Manoscritto (inedito), che abbiamo avuto l'immenso piacere di leggere e che ci auguriamo potrete trovare presto nelle librerie.
Questo è il primo articolo, speriamo il primo di una lunga e fortunata serie , Benvenuto Alessandro!.

Come nel quasi omonimo film con Jim Carrey Number 23 (una "palla" che sconsiglio a tutti coloro che non l'hanno ancora visto), i dirigenti, i giocatori, i tifosi, tutto l'entourage della Juventus insomma, si ritrova la propria vita costantemente e ossessivamente condizionata dal numero 29, il numero cioè di scudetti che hanno vinto sul campo (e questo è vero) che però non corrisponde al numero che la Federcalcio ha iscritto nella sua targa dorata che viene aggiornata di anno in anno col nome della squadra che aggiudica il Campionato in corso.

Questo causa le vicende ormai arcinote a tutti che qualcuno però, anzi purtroppo più di qualcuno, si ostina ad ignorare, a fare finta che non siano mai successe o addirittura a ritorcele contro all'Inter F.C. in una sorta di macchiavellico e perverso "complotto alla rovescia" stile un pò il delitto di Cogne, con i dovuti distinguo di gravità ovviamente.
Mantenendo gli stessi distinguo di gravità, il nostro è proprio uno stranopaese: se ferisci o uccidi un malvivente che si presenta armato a casa tua, nell'ovvio intento quindi di difenderti, spesso diventi il colpevole o comunque, se ti va bene, passi per anni dei grossi guai giudiziari.
Una buonaparte di Paese che gravita intorno al mondo del calcio considera una colpa inestinguibile della Società Inter F.C. quella di essersi difesa secondo quelle che erano le sue possibilità in un crescendo di livore alimentato dal fatto che sono tre anni e mezzo che in Italia vinciamo tutto e in un contestuale scemando di percezione della gravità di tutto quello che emerse nell'estate del 2006.
Il tempo tende a cancellare i ricordi, in Italia più velocemente che altrove e su questo fatto si basa la furbesca offensiva del Presidente della Juve Blanc il quale, nonostante sia "fransè", conosce evidentemente molto bene il nostro Paese, compresi quindi ovviamente consuetudini e debolezze; per questo reclama la riassegnazione dei due titoli tolti alla Juventus dalla giustizia sportiva per fatti sportivamente molto gravi, mica quisquiglie.
Il problema vero è che questo innesca una ovvia e prevedibile reazione a catena per cui l'Inter rivuole indietro due scudetti clamorosamente scippati nel 1998 e 2002, che andrebbero quindi tolti alla Juventus stessa, e lo scudetto che si restiuisce alla Juve (2006) lo si dovrebbe ritogliere all'Inter; a questo punto la Juve tornerebbe probabilmente a richiedere quello sfumato nel pantano di Perugia a favore della Lazio, la Roma quello della questione dei centimetri di Turone, il Milan quello del 1990 con il famoso arbitraggio del "signor" Lo Bello figlio, l'Inter di nuovo quello della famosa invasione di campo del 1961 dove poi vennero mandati in campo per protesta gli allievi (9-1 contro la Juve) e, di questo passo, il Torino quello revocatogli nel 1927.

Un casino infernale assolutamente insensato e ingestibile. E quello che lascia letteralmente allibiti è l'inspiegabile silenzio tombale della FGCI che sull'argomento non ha ancora detto una sola sillaba; oddio, inspiegabile mica tanto dal momento che Moggi è ancora lì che pontifica (e probabilmente anche agisce sottobanco) e la cosa può solo significare che il potere della Juve a certi livelli è ancora enorme.

Ok, non esiste uno specifico regolamento in federazione che prescrive cosa si può o non si può cucire sulle maglie: bhè è giunta l'ora di redigerlo, altrimenti il rischio è quello che una squadra si cucia tre stelle senza mai avere vinto trenta campionati, una se ne cucia due senza mai averne vinti 20, un'altra si cucia una targa con scritto "Siamo la squadra più titolata del mondo", altre si cuciano il fascio littorio o falce e martello a seconda delle tendenze politiche e che infine ce ne sia una che si fregi del fatto che i suoi giocatori sono quelli che si sono trombati più veline di tutti.

Ai tifosi juventini dico solo una cosa: " Avete cotto il razzo!".
Alla dirigenza e ai giocatori dico che più si fanno condizionare da questa ossessione dei ventinove scudetti, più tardi arriverà la vittoria del prossimo titolo, quale ne sia il numero che vorranno considerare; pensate a vincere uno scudetto nuovo, magari in maniera corretta e onesta, senza masturbarvi col pensiero a rincorrere quelli in passato mezzi vinti o mezzi persi, quelli che avreste potuto vincere e avete perso o quelli che avete vinto ma avreste potuto perdere: vivrete senz'altro molto meglio!

Quanto a noi dell'Inter non ci resta che impartirgli un'altra severa lezione in quel di Torino il 5 Dicembre prossimo: non sarà facile, ma ci dobbiamo riuscire, così forse, almeno per un pò, torneranno a starsene zitti e a far impennare le vendite dei kleenex .

Inter, si avvicina la prima sfida del girone infernale!

Ancora poco, come gli atleti pronti al via, davanti a noi una serie di partite, che si potrebbe definire “girone infernale” :
21 Nov – Bologna vs INTER
24 Nov – Barcellona vs INTER
29 Nov – INTER vs Fiorentina
5 Dic – Juventus vs INTER
09 Dic - INTER vs Rubin Kazan
Si riparte agguerriti, con le qualità richieste da sempre e che possediamo, presupposto inderogabile per ambire ad un traguardo. Ci giochiamo molto, non tutto, ma molto!

Sappiamo che dobbiamo mantenere il vantaggio fin qui conquistato in campionato, sappiamo di poterlo fare, ma i fattori in gioco sono troppi ed alcuni impensabili, la concentrazione deve essere massima.

Andiamo verso Torino sperando di non dover avere il pensiero, di giocarci l'accesso agli ottavi di Champions, quattro giorni dopo. Perchè sia possibile si dovrebbe fare la partita della vita al Camp Nou contro l'amatodiato Ibra, ma non solo!
Un passo alla volta, come abbiamo fatto nella strada verso Kiev, alla ricerca dello spirito di quella notte in cui si è gustato l'insperabile, il passo oltre quel muro di gomma che ci ha sempre respinto, ma che ora giace a terra, finalmente!
La voglia di non mollare mai e di lottare insieme, con solo l'Inter nella testa!.
Il Bologna è il primo ostacolo, andiamo al Dall'Ara, non sarà semplice, lo diciamo sempre, ma non stufiamoci di ripeterlo.
Palermo e Roma, due a caso, ci insegnano che si gioca al 100% sempre ogni fottuto secondo, sennò il piatto può anche piangere!
La formazione Bolognese, viene dalla vittoria casalinga contro il Palermo, una bella iniezione di fiducia, che non fa però dimenticare i risultati discontinui. Dal prezioso punto conquistato a Torino contro la juve, agli ammaraggi casalinghi contro Chievo e Genoa.

Noi, neanche a dirlo, dobbiamo vincere!.
Dopo il pareggio con la Roma, dovuto ad un calo adrenalinico comprensibile, ora non si può “sgarrare”, non si può pensare alla partita contro il Barcellona, almeno per novanta minuti più recupero.

Calzate gli scarpini, amici Nerazzurri, indossate le armature, la sfida riprende...

L'Intervista aliena e la doppietta di Arnautovic nel week-end Nerazzurro!

Sappiatelo tutti, sulla Luna oltre all'acqua, è stata rinvenuta una postazione di giornalisti alieni, pare sia giunta da li, l'intervista rilasciata da Mourinho, che è poi stata ripresa dal Times. Va bene che Mou è uno "Special One", ma quante volte è stato detto di non rilasciare interviste agli alieni??

Effettivamente il fatto è alquanto strano e sorge quindi il dubbio che si tratti di una vecchia intervista trapelata dagli archivi Top Secret, che il governo Inglese ha recentemente reso disponibili.

La provenienza dei dossier rimane comunque incerta, così come dichiarato da Mou:
"Ogni tanto arriva qualche intervista che non faccio, arriva probabilmente dalla luna o da marte...".

Probabilmente, il fatto verrà classificato come incontro del quinto, sesto o ottavo (perché non decimo?) tipo e cadrà nella leggenda metropolitana.

Saputo dello sgarro alieno, Arnautovic ha imbracciato la doppietta ed ha steso il Vaduz, temuta formazione che di alieno non ha nulla (nome a parte), nella temibilissima amichevole disputata dall'Inter in Liechtenstein.

Non lasciatevi travisare dal nome, non è la città aliena dalla quale è pervenuta l'intervista fantasma di Mou, ma una formazione del piccolissimo staterello europeo, che partecipa al campionato elvetico e che sta lottando per la testa della classifica con il Lugano.

Una buona prova dei nostri ragazzi, che ho visto nella notte di Inter Channel, curioso di osservare se le mie speranze in Arnautovic, fossero ben riposte.

Seppur privi di ben 13 giocatori, l'Inter ha vinto per due 2 reti a 1, sotto gli occhi di circa 4 mila tifosi, arrivati per l'occasione nel piccolo Rheinpar Stadium.

Buona la prestazione di Arna, autore della doppietta vincente, e di Quaresma spostato dietro le punte, ma anche di Alibec e Donati, due primavera davvero interessanti.

Personalmente a me ha fatto piacere anche rivedere in campo Materazzi, la cui professionalità è indiscutibile e la cui presenza evoca ricordi agrodolci, ma familiari.

Il buon Matrix è stato autore di un'ottima partita con assist al bacio per le punte e la sua integrità professionale è stata sottolineata dallo steso Mou, che però continua a centellinare le presenze di Marco in campionato, avevndo a disposizione una coppia ben assortita come Lucio e Samuel, quest'ultimo visto all'opera come esterno di sinistra non mi è affatto dispiaciuto.

Buono il lavoro a centrocampo di Motta e Vieirà, anche se a mio avviso mancano di rapidità, specialmente Vieirà, sempre un pò troppo irruente, anche a causa della sua stazza imponente.

Mancini, si è ritagliato qualche buona giocata, ma continuo a vederlo "corpo estraneo" anche in un'Inter sperimentale e priva dei titolari, volati alla corte delle rispettive nazionali.

Queste amichevoli, possibili per le soste nazionali, cominciano a divenire una piacevole abitudine, una occasione per dare minuti a chi gioca con meno frequenza e per vedere all'opera le giovani speranze per un futuro vincente.

Si riprende il cammino in Campionato, avversario il Bologna, sabato 21 Novembre alle ore 18:00.

L'abbiamo fatto apposta

a cura di Andrea

Eddai miei prodi supporters nero-azzurri, non fate i finti abbacchiati o i criticoni: l'abbiamo fatto apposta a pareggiare con le frignette de Roma! Ma è chiaro su, secondo voi i nostri eroi potrebbero mai pareggiare involontariamente con una squadra il cui elemento di maggior spicco si fa rompere lo zigomo da uno pseudo giocatore francese dalle lunghe leve? Faty, Andreolli (pace all'anima sua), Okaka Chuka and Co. saranno mica rivali degni per i nostri ragazzi! Ok, scusate, forse esagero, la Roma non è un brutta squadra in generale, gli auguro di vincere l'ennesimo Scudetto Morale della sua storia quest'anno (io mi tengo volentieri quello cucito sul petto), però il succo è: evitiamo di cadere nella solita ansia da "CRISI INTER" che troppe volte viene messa in causa dopo partite non proprio perfette. 12 partite, 9 vittorie, 1 sconfitta, 2 pareggi, è la marcia di una schiacciasassi, non di una normale squadra! Se poi contiamo le sette partite giocate in ventidue giorni (una ogni 3,14 giorni; una ogni 75,36 ore; una ogni 4.521,6 minuti; una ogni 271.296 secondi...ok, la smetto sorry) tra infortuni e turn over applicato alla cacchio, si può anche comprendere un piccolo calo. La cosa positiva, ed i ragazzi ne sono consapevoli (spero), è che questo calo era meglio farlo ora che dopo la pausa. I cinque punti di vantaggio sulla seconda rimango un margine più che positivo contando che siamo solo alla dodicesima giornata e che mancano tre giornate allo scontro diretto, se così possiamo definirlo, con la Juve. La pausa ridarà fiato ad alcuni ma ci porterà anche via molti titolari, nonostante ciò per almeno una settimana i cervelli dei ragazzi potranno stare in stand-by per quanto riguarda il fronte campionato. Poi ci saranno Bologna, Barcellona e Fiorentina per arrivare finalmente alla Juve. Non mi lancio in pronostici, non ne sono capace (la SNAI esulta ogni volta che mi vede entrare), ma di certo, tralasciando la parentesi europea ove anche se affrontassimo il Pergocrema avrei dubbi sulla nostra tenuta psico-fisica, per il resto son tutti appuntamenti ampiamente alla nostra portata, basta chiedere a Genoa, Milan, Parma, ecc...
L'abbiamo fatto apposta perchè se no diventava noioso il tutto. I gobbi vincono 5 a 2 a Bergamo? Non vedo il motivo di spegnerli, lasciamoli esultare, esaltare le doti di Diego, sognare la coppia con San Francesco Del Piero, orgasmare per Camoranesi ed invocare un giorno di festa per il gol di Felipe Melo, noi ci accontentiamo di un pareggino, condito da una non eccelsa prestazione ma comunque un pareggino, non una sconfitta. Cinque punti e tre settimane ci dividono dal fatidico incontro e a quel punto li potremo spegnere ed in quel caso si che l'avremo fatto apposta. Eccome se l'avremo fatto apposta!

Inter vs Roma 1 – 1 con Kiev nelle gambe!

L'Inter che ho visto al Meazza contro la Roma, è una fuoriserie con il freno a mano tirato, una squadra emotivamente e fisicamente un po' stanca, che avrebbe voluto vincere, ma non ha avuto le forze per farlo.
Nessuno dei Nerazzurri è riuscito a fornire una prestazione “sopra le righe” e a risolvere la partita con qualche giocata. Abbiamo rischiato in almeno tre occasioni davvero pericolose, ma ne abbiamo anche create, non riuscendo a concretizzare anche per merito di un portiere in buona serata.
La Roma, con assenze importanti, riesce quindi a strappare un punto; avversario storicamente ostico, che ha fatto il massimo per non perdere e che ha avuto la fortuna di affrontare un'Inter non al meglio.
Una partita complessivamente pessima, dove una Roma ordinata e ben chiusa in difesa, con manovre fluide a cercato di colpire in contropiede, mantenendo sempre i reparti corti tra loro. L'Inter pur mantenendo il pallino del gioco, ha mostrato troppe difficoltà nel trovare la strada del goal con manovre lente prive della brillantezza necessaria a scardinare una difesa ben piazzata!.
Mourinho aveva detto di non voler vedere un'Inter con Kiev ancora in tasca, così non è stato, ma la tenevamo nelle gambe e si è visto.
Eto'o torna al goal ed è un goal pesante come un macigno, perchè ci permette di superare i rigurgiti emotivi di una partita molto importante, come è stata quella di Champions, senza subire conseguenze eccessive in campionato.
Balotelli poteva forse darci una marcia in più, ma entrato nel secondo tempo si è adagiato al ritmo dei compagni e ha creato poco senza riuscire ad incidere sulla partita come ultimamente gli stava accadendo.

Nulla di cui allarmarsi, un pareggio ci può stare dopo cinque vittorie consecutive e credo che vedremo un Inter diversa al rientro dalla sosta nazionale.

Continuiamo a lavorare senza preoccuparci della classifica è troppo presto per fare conteggi e temere il ritorno delle inseguitrici, pensiamo solo a noi stessi, la strada è lunga e con i punti ancora in gioco, chiunque può ancora vincere!.

Contorno alla partita, già pessima di suo, le dichiarazioni fuori luogo di Ranieri, che coccola i suoi cucciolotti e crea la polemica in pieno stile “povera roma”, accusandoci di essere stati troppo fallosi e facendo palesemente intendere, che se non avessimo “picchiato” i poveri orfanelli, avrebbero potuto vincere.
Direi di stendere un velo pietoso sulle sue dichiarazioni, quelle di un bambino incazzoso che istericamente piange per il ciuccio caduto in terra, ma Ranieri ha espresso dichiarazioni direi vergognose, dicendo che “se Mourinho si lamenta dell'arbitraggio, non c'è più religione”, parole pesanti, alle quali mi aspetto una replica in pieno stile Mourinhano.
Per due cose ricorderò questa partita e non saranno goal o gesti atletici geniali.
La ricorderò per il bellissimo filmato dedicato al Presidente Angelo Moratti, per celebrare il centenario della sua nascita, trasmesso sui maxi schermi di un Meazza a luci spente con i colori Nerazzurri a brillare nella notte, e per aver potuto vedere la partita con la cronaca di Scarpini a commento delle immagini trasmesse da Sky, finalmente nessun Caressa o chi che sia, con cui litigare virtualmente!.

"L'emozione di una partita resta sempre l'emozione di una partita, ma quando la gara finisce, finisce e si va avanti!"

Abbiamo completato il percorso che portava a Kiev, abbiamo gettato “il cuore oltre l'ostacolo” e abbiamo risollevato le nostre sorti europee.
L'euforia è durata il tempo di uno starnuto, perché la concentrazione e la consapevolezza di essere ancora nel mezzo di un lungo cammino, sono condizione necessaria al fine di evitare scivoloni dovuti all'eccessivo ottimismo, insomma il classico “stiamo con i piedi per terra!”.
Anche Mou lo ha sottolineato più volte in conferenza stampa pre partita, la Roma è avversario temibile. Un rivale con il quale non mancano attriti e che vede sulla sua panchina l'antipatico ranieri, colui che preso a calci dalla j**e, ora è chiamato a salvare la faccia di una squadra che è sprofondata nei bassi fondi della classifica.
La roma è già caduta cinque volte in questo campionato e cinque dei quattordici punti che la inchiodano al al 14° posto arrivano da risultati esterni, una vittoria e due pareggi.
L'Inter è consapevole, lo siamo tutti, per quanto si possa essere ottimisti, consapevoli dei proprio mezzi (e che mezzi!), in questo campionato, ogni partita può nascondere insidie che non ci aspettiamo ed è per questo che ogni partita va affrontata come se fosse quella della vita, deve essere una forma di approccio psicologico permanente, da grande squadra.
Questa sera il Meazza vivrà, non solo una serata di calcio, ma una serata dove il ricordo di Angelo Moratti, si riaccenderà in tutti noi. Il padre della grande Inter e del nostro attuale grande Presidente Massimo, sarà ricordato con la proiezione di un filmato; il Coordinamento Inter Club, invita ogni tifoso ad illuminate il proprio cellulare quando le luci dello stadio verranno spente e le immagini di un passato glorioso ed emozionante, verranno proiettate sugli schermi.

Nella conferenza stampa pre-partita...

Mourinho ridimensiona l'euforia dell'ambiente Nerazzurro, dopo la vittoria di Kiev:
“Io convivo con il rumore dei nemici e mi motiva, dall'altro lato mi motiva anche conoscere il calcio e sapere perfettamente cos'è. Ho vinto una partita, in questo senso negli ultimi giorni mi è sembrato di essere l'allenatore di una squadra piccolina: abbiamo vinto una gara e sembrava fossimo già campioni d'Europa o che avessimo vinto qualcosa di straordinario, ma abbiamo vinto solo una partita. Lo ammetto, è stata una partita storica, quasi epica, abbiamo segnato due reti negli ultimi cinque minuti, ma abbiamo vinto solo una partita e tre punti. Non siamo neanche qualificati ancora, possiamo vincere il girone, ma possiamo anche giocare l'Europa League o ancora tornare a casa. Tutto può succedere, per questo non riesco a capire questo stato di euforia'.

Della sfida con la Roma, Mourinho sottolinea la necessità di non prendere la partita con leggerezza:
“...stiamo lavorando tutti bene per costruire la squadra migliore possibile per affrontare la Roma, una squadra che adesso non trova giustizia delle sue qualità nella sua attuale posizione in classifica. I 14 punti di differenza tra Inter e Roma non testimoniano realmente la situazione di queste due squadre: noi siamo andati sempre molto bene sin dall'inizio della stagione, loro hanno avuto qualche problema e hanno perso qualche punto inutilmente, ma quello che conta in una squadra è la qualità e, a livello di qualità, ho sempre detto che la Roma mi piace tanto e che alcuni giocatori della Roma mi piacciono tanto. Per queste ragioni, guardo alla partita di domani sera come a una grande partita, una partita tra due squadre che lottano per lo scudetto. Loro sono abbastanza indietro, è vero, ma la realtà della qualità dice che anche loro sono una squadra che può lottare per lo scudetto”.
L'importanza del carattere:
“per me è altrettanto importante che i giocatori capiscano che non abbiamo fatto niente o, almeno, che abbiamo fatto qualcosa che ha un significato effimero. Bisogna stare tranquilli, la gara di domani servirà alla squadra per capire che c'è il bisogno di iniziare tutte le prossime con la stessa mentalità e la stessa concentrazione. Questa è la mentalità delle grandi squadre, squadre che non si stancano mai di fare bene, di vincere, che non hanno bisogno di recuperare psicologicamente e fisicamente dopo una grande partita. Una grande squadra è sempre preparata per giocare una grande partita dopo una grande partita, è questa la mentalità che voglio. Domani non voglio avere una delusione e una squadra che entra in campo giocando con la vittoria di Kiev in tasca. Non voglio avere in tasca la vittoria conquistata in Champions, quella è passata. L'unica differenza è che siamo in una situazione migliore e che, adesso, la stampa invece di scrivere che l'Inter non vince da 7 partite, scriverà che l'Inter non perde da 4, ma non c'è niente di più”.
Mourinho parla anche di Ranieri:
“Rispetto Ranieri come persona e come allenatore. Ci siamo scambiati qualche parola meno bella, forse lo faremo ancora in futuro, potrà succedere, ma lo rispetto”.

Tra i convocati ancora non si vede Santon, che invece è stato convocato in Nazionale.
CONVOCATI
Portieri:
1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 21 Paolo Orlandoni;
Difensori: 2 Ivan Ramiro Cordoba, 4 Javier Zanetti, 6 Lucio, 13 Maicon, 25 Walter Samuel, 26 Cristian Chivu;
Centrocampisti: 5 Dejan Stankovic, 8 Thiago Motta, 10 Wesley Sneijder, 11 Sulley Muntari, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 30 Mancini;
Attaccanti: 9 Samuel Eto'o, 22 Diego Milito, 45 Mario Balotelli.
NON CONVOCATI
Santon, Quaresma, Arnautovic, Suazo e Materazzi.

La nostra fredda via

a cura di Andrea

Kiev è stata sfondo di un momento che per noi nero-azzurri potrebbe dirsi assolutamente catartico: abbiamo lasciato là le scorie di un anno europeo inguardabile (tranquilli amici Ukraini, non sono radioattive) aprendoci un varco per il nostro futuro in Champions. Ma non è solo quello, perchè la vittoria contro la Dinamo era proprio ciò che ci serviva per farci cambiare marcia. Forse. E' risaputo che con l'Inter non si sa mai, ma per svoltare serviva una vittoria e poteva arrivare in due modi: giocando un calcio fantastico, vedi Genoa e Milan, oppure, come del resto è successo, vincendo più che con la classe, con il cuore, coi coglioni, coi polmoni e con il culo. Eh ammettiamolo su! Abbiamo avuto culo! Gobbi, cacciaviti, si, abbiamo avuto culo e lo ammettiamo, e allora? Anni e anni di sfiga son oramai il passato, finalmente abbiamo anche noi il nostro lato B ben pronto a supportarci. Ma sapete come si dice, il fato aiuta i nobili d'animo e modestamente noi lo siamo. La nostra paura, una Dinamo ben messa in campo e quello spauracchio Shevchenko (chissà se poi l'inglese i suoi figli l'hanno imparato, bah) ci hanno fatto gicoare con 11 pedine da subbuteo del primo tempo, eravamo davvero inguardabili, facendoci dimenticare per un pò la nostra nobiltà interiore. Fortunatamente la ripresa è stata un'altra storia, molto meglio scritta e con un finale da favola ed il fato s'è rimembrato di noi poveri calimeri a strisce nero-azzurre. Ma è inutile raccontarla di nuovo, la sapete tutti e la ricorderete a lungo, ne sono certo.
Bene, questo è il lato bello, purtroppo però non bisogna coprirsi gli occhi, ma tenerli bene aperti e capire anche cosa non è stato così positivo: per l'ennesima volta in Champions abbiamo regalato un tempo agli avversari. Ok che siamo buoni e generosi, ma sinceramente i buoni ed i generosi dopo un pò mi stanno sul cazzo. Diventiamo cinici porca vacca, giochiamo come nel secondo tempo tutta la partita e forse potremo puntare in alto anche in Europa. Altra cosa da sottolineare è la prova assurda del loro portiere. Sinceramente fossi un tifoso del Kiev insulterei Bogush tanto quanto i milanisti hanno fatto con Dida, noi dobbiamo solo ringraziarlo. Non voglio fare il disfattista (anticipo chi lo penserà), la vittoria in terra ex-sovietica è stata un orgasmo emozionale, ma se vogliamo continuare a crescere ci sono ancora tanti tasselli da sistemare e tante cose da perfezionare, del resto non siamo ancora qualificati, anzi, dovremo lottare in quel di Barcellona e poi affrontare quei dannati diavoli rossi russi sconosciuti del Kazan. La strada è lunga, ma almeno esiste questa strada, ce la siamo aperti noi con la vittoria di mercoledì nel gelo ukraino e da adesso dovremo iniziare ad incamminarci consapevoli che sarà kilometrica, impervia, fredda, ma sicuramente nostra, se tutto andrà come deve andare. Ed il fato si ricordi che in fondo noi bauscia siamo nobili d'animo...

Dinamo Kiev vs Inter 1 – 2 La dura legge del goal!

L'Obiettivo era vincere, fare un goal più dell'avversario e ci siamo riusciti.

Questa sera dovevamo scacciare le streghe, toglierci di dosso il peso di una vittoria che non voleva arrivare, che non riuscivamo a strappare, neppure con le unghie e con i denti.
Dovevamo cancellare dagli occhi quell'approccio timoroso alle partite, la paura di affrontare i nostri demoni, i nostri limiti.

Lo sentivamo tutti, Dinamo Kiev vs Inter doveva essere la partita in cui uccidere i nostri incubi, il nostro Freddy Krueger e i nostri ragazzi non ci hanno deluso.
L'Approccio alla partita è stato buono, grintosi e determinati su ogni pallone, subito pericoli con Sneijder, recuperato in extremis, il suo tiro sfiora la traversa al secondo minuto di gioco.
Dieci buoni minuti e poi l'Inter torna a sbiadire nei ricordi dei precedenti match di Champions, troppe sbavature nell'impostazione del gioco e almeno cinque minuti di apnea celebrale dopo il goal di Sheva, naturalmente deviato in modo imparabile dal tocco di un Cambiasso incolpevole.
Sotto di un goal in una partita da vincere, la salita si fa ripida in un lasso di tempo brevissimo ed il morale non ne trae di certo vantaggio, ma è solo il minuto 21 e non si depongono le armi finchè l'incontro non sarà terminato, ma soprattutto fino a quando non si farà un goal più del'avversario.

Fatichiamo a sviluppare gioco sulle fasce e la Dinamo si chiude compatta in difesa. Milito, uno degli autentici protagonisti della partita, scambiando con Eto'o, riesce ad infilarsi tra le fitte maglie degli ucraini, ma il suo tiro risulta innocuo per il portiere.
Nella ripresa Mourinho deve trovare il modo di aggredire la Dinamo, e decide di allargare il gioco inserendo Balotelli, altro recupero in extremis, e Motta al posto di Chivu e Cambiasso, arretrando Zanetti a terzino sinistro della linea difensiva.
Con la forza ed il coraggio, lo spirito che incarna il Guerriero si rialza, ammaccato, ma non distrutto.
I nostri ragazzi sono tutt'altro che demoralizzati, ed il primo a suonare la carica è Lucio, autore di una partita “spettacolo”; il suo lavoro è stato prezioso e preciso, ha coperto in difesa e sostenuto le azioni offensive, contribuendo notevolmente al successo.
L'Inter prende subito il pallino del gioco, gli Ucraini ci provano, ma la condizione di vantaggio li frena per timore di scoprirsi e mantiene il loro baricentro basso, puntando tutto su possibili contropiedi.
I nostri ragazzi premono l'acceleratore, a volte un po' imprecisi o frettolosi, ma in partita al cento per cento, le provano davvero tutte.

Dal 19esimo minuto è un assedio Nerazzurro; Eto'o manca almeno tre occasioni, solo davanti al portiere, Samuel, sulla punizione battuta da Sneijder, trova il palo. Pochi minuti e Mario supera Bogush con un tocco di esterno destro, ma la palla sfiora ancora una volta, il palo.
Sneijder, autore di un'ottima partita, al rietro dopo l'infortunio, rifornisce le punte di munizioni da giocare, ma la porta è stregata, segnare sembra impossibile, almeno una decina di occasioni, più o meno pericolose, l'Inter spreme la Dinamo nella sua trequarti, ma il risultato non cambia, sotto di un goal fino al minuto 41'.
I nostri ragazzi non mollano, non ci stanno a perdere una partita dalla quale meriterebbero un risultato migliore, Sneijder “sguscia” via ad un avversario, si accentra e crossa in mezzo per Milito, sinistro del principe, portiere spiazzato e palla che entra in rete, è uno a uno!
Mancano pochi minuti, il pareggio lascerebbe la situazione della classifica immutata, con una partita in meno da giocare.
Appena risaliti da una situazione ben peggiore non si poteva certo pensare di accontentarsi, non era una partita qualunque.

Quattro minuti più recupero, l'Inter sbilanciata in avanti con Balotelli, Eto'o, Milito sostenuti da Sneijder e Stankovic. Motta e Muntari subentrato a Samuel, in mezzo al campo e difesa a tre con Zanetti, Lucio e Maicon, si deve provare a vincere!.
Passano solo 3 minuti, BALOTELLI serve di tacco una palla a Muntari che sopraggiunge da sinistra, il ghanese libera il sinistro, una botta violenta che il portiere respinge in modo fortunoso.
La palla rotola verso la linea di fondo, sfiorando il palo. Milito rincorre la sfera, che sembra stia per uscire, con una magia riesce a tenerla in campo ma il suo tiro da posizione angolatissima, viene ancora respinto goffamente da Bogush. Sneijder sopraggiunge, puntuale come l'uomo della provvidenza, (ricordate il goal all'Udinese al minuto 93'?) anticipa di un soffio portiere e difensore ed insacca il goal che scaccia all'inferno i demoni che ci tenevano in scacco.

Una esplosione di gioia immensa, brividi che percorrono il corpo scosso dall'emozione, i nostri ragazzi riescono a vincere la partita determinante e allargano i confini dei propri limiti.

Angelo Moratti che oggi avrebbe compiuto 100 anni, sorride di gioia, guarda la sua Inter, l'Inter di suo figlio Massimo, l'Inter di tutti i pazzi che la amano, ritrovare la vittoria in Champions League e contestualmente il primo posto nel girone.

Campionato e Champions, siamo al posto giusto, ma non è ancora il momento giusto, dobbiamo continuare così, questa è la strada che porta ai libri di storia, questo è il percorso che conduce alla gloria!

L'Inter e l'altra (Inter)

a cura di Andrea

Appurato che sette punti di vantaggio alla decima giornata son record e che comunque lo Scudetto non è ancora vinto, possiamo dire in ogni caso che la nostra Inter, in Italia, ha una marcia totalmente diversa dalle altre. Segniamo tantissimo (ma subiamo un pò di più del passato...in fondo chissene frega se ne mettiamo dentro sempre uno più degli altri); giochiamo anche decentemente in certi frangenti; abbiamo perso una partita, pareggiata un'altra e vinte ben otto, battendo squadre anche di un certo livello. Siamo i migliori, si sapeva nonostante certi dubbi messi in giro da vedove e pseudo esperti di calcio. La Juve ha ancora da pedalare per raggiungerci. Di certo non sono però tutti meriti nostri, perchè vincere a Livorno era nostro dovere, ma nella metamorfosi di Datolo da pippa a fenomeno napoletano non c'entriamo proprio nulla. Noi allunghiamo, corriamo a lunghe falcate, ma gli altri inciampano, capitombolano e si fanno gli sgambetti tra loro, perdendo di vista l'obiettivo principale, ovvero complicare la vita a noi. La cosa mi esalta, un pò mi stupisce, ma da amante del calcio generalizzato ed oggettivo (non quello soggettivo e puntualizzato dell'Universo Inter) ho sinceramente un pò di paura: la Serie A sta seriamente diventando una sorta di Ligue 1 o Bundesliga? Stiamo diventando davvero una Nazione dove il divario tra le piccole e le grandi è immenso e dove la forbice s'allarga nuovamente tra le grandi e LA Grandissima? Si, forse lo stiamo diventando, forse c'è davvero da preoccuparsi, ma sinceramente la preoccupazione noi interisti la lasciamo ad altri. E gli altri si preoccupano eccome, si torturano le meningi alla ricerca di una soluzione del problema, che può essere il ritorno ad un Campionato a 16 squadre, il blocco stranieri o altre strampalate supposizioni. Peccato che si dimentichino l'ipotesi (l'hp dei cari vecchi problemi del Liceo): l'Inter è più forte fisicamente, tecnicamente ed in molti altri campi di tutte le altre squadre italiane al momento, almeno sul lungo periodo. Se già in 10 partite il risultato è sette punti di vantaggio sulla seconda, qualcosa che non va c'è di certo, ma c'è anche qualcosa che va benissimo, che è la squadra Inter, e ciò non va dimenticato.
Purtroppo quest'idillio godereccio tutto italiano si spegne appena varchiamo i confini: da LA Grandissima, passiamo ad essere una delle tante, anzi, una delle tante dietro le migliori. La cosa ci secca assai a noi tifosi, ma il callo l'abbiamo da anni. In realtà l'esplosione avuta in terra natia ci ha un pò gasati e speravamo che l'altra Inter, quella brutta, codarda, senza capo nè coda, fosse solo un vecchio ricordo. Eh, troppo facile così. No no, noi rimaniamo sempre un pò indietro in Europa e sinceramente la spiegazione non ce l'ho: mancanza di mentalità europea, mancanza di mentalità vincente, condizione fisica, diversità degli avversari. Sono tutte ottime ipotesi, facilmente supportabili, ma allo stesso tempo facilmente smontabili dati alla mano. Intanto siamo giunti alla vigilia della partita che deciderà al 90% il nostro futuro europeo. Domani si gioca e non mi interessa chi scenderà in campo o come scenderanno in campo, voglio che la squadra giochi come sa fare, vincendo, non per forza umiliando, ma lottando sempre. Indossate la maglia dell'Inter, non dell'altra, troppo sbiadita e informe per essere la nostra.

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