Soldato semplice, Goran Pandev!

Se il Panettone è il vostro incubo peggiore o appena vedete l'insegna di un ristorante, provate un senso di pesantezza, non vi preoccupate è l'effetto Natale.
Tra un augurio e l'altro si tagliano cotechini, si fa rafting sulla pearà, evitando con cura i tris di primi, micidiale preludio alla fase “rotolamento”, quella che conduce fino al dolce, quando i bottoni dei pantaloni cominciano a prepararsi al lancio finale...four...three...two...one...go, e ti ritrovi con un a finestra addebitata sul conto.
Ecco spiegato cos'era quel senso di pesantezza.
Il caffè è praticamente una liberazione, preludio all'amaro o chi per esso, purchè alcolico, tanto alcolico, per dimenticare ;)

L'astinenza da Inter si fa sentire, ma per fortuna è già ora di riprendere la marcia, il cotechino ancora non ha raggiunto il suo scopo ultimo, eppure si parte, si va ad Abu Dhabi, ma porc..., prima amichevole il 2 Gennaio.
Non ci resta che il fantamercato, delizia e tormento, nel suo sclerare di voci e vocine.
Forse a qualche giornalista serve uno psichiatra, non che sia proprio normale sentire tutte queste voci, ma va da se che scatta il famoso detto “tutto fa brodo” e la fantasia ammalia la psiche.

Connotati sempre più attendibili ha invece assunto la notizia del ritorno di Pandev, nulla di ufficiale, quindi per il momento è solo il soldato semplice Goran Pandev, ma sembra ormai ad un passo il ritorno del Macedone all'Inter.
Non sarò io a raccontarvi con sacenza, informazioni raccolte qui e la, o a “sbrodolarvi” la spumeggiante carriera di Goran “il terribile”, semplicemente diciamo che il ragazzo di strada ne ha fatta e con la Lazio si è tolto qualche bella soddisfazione, goal pesanti in campi difficili e la Coppa Italia 2008/09.
Il Macedone è il benvenuto, anche se eviterei isterismi del tipo “figliol prodigo”, anche perchè il paragone con Eto'o è improponibile, e al suo ritorno dalla Coppa d'Africa, non baratterei con Pandev, il genio di Mario, andando a complicare la permenza di Balotelli all'Inter, cosa bramata dai più.
Sempre che poi sia vero, che per Mario ci siano le “sirene” inglesi del Mancio.
Permane il fatto, che Pandev non segna un goal dall'aprile di quest'anno, nel derby contro la Roma l'ultima marcatura (se la fonte è corretta), quindi c'è la curiosità e la fretta di vedere qual'è la sua condizione attuale e se potrà riuscire a dare un contributo importante all'Inter, ora che Eto'o si assenta per la Coppa d'Africa.
Come sempre...chi vivrà vedrà!


Quando gli auguri sono pochi


a cura di Andrea

Nel momento in cui entri a fare parte di un blog come questo, come "scrittore" o come lettore-commentatore, è come se entrassi a fare parte di una famiglia allargata, come quelle moderne che vanno tanto di moda. Più che gli auguri si vorrebbe fare un presente, un regalo a tutti quanti, ma non è possibile ed allora accontentatevi di un pensiero. Mentale eh, non fisico! Un grazie a tutti voi che partecipate con commenti, idee, opinioni, critiche, plausi, battute, aforismi, paure (calcistiche) e gioie (anche non calcistiche). Grazie perchè il nostro personale Natale nero-azzurro ha il sapore dolce di un buono spumantino da brindisi: brindisi per le tante vittorie godute assieme e le poche sconfitte passate a consolarci in compagnia. Buon Natale perchè lo meritano tutti. Mah si, anche gobbi e milanisti, anche commentatori anonimi, anche Mughini, Brandi and beautiful company, anche Ramazzotti e gironalisti! Auguri a tutti, belli e brutti, sognatori e materialisti, pessimisti ed ottimisti, interisti e ultra-interisti, auguri soprattutto a voi.
Auguri a Mourinho, a cui regaliamo una bella bottiglia di buon vino da gustarsi finalmente in tranquilittà in famiglia, davanti al camino, sperando eviti di avventarsi su Babbo Natale scambiandolo per un giornalista "in zona privata e non dedicata ai giornalisti".
Auguri ad Ibrahimovic, che tanto ci ha fatto esultare l'altra stagione ed a cui regaleremo una bella foto di gruppo del prossimo Scudetto (possibilmente stagione 2009/2010).
Auguri ad Eto'o, Snejider, Lucio, Milito e Thiago Motta che hanno deciso di abbracciare un progetto e con esso una grande tifoseria, meritandosi un posto nel nostro cuore, che magari per molti è poco, ma per tanti è davvero moltissimo.
Auguri a Zanna bianca, Cambiasso, Cordoba, Matrix, Stankovic, Julio Cesar, Samuel, Toldo ed Orlandoni che hanno deciso di rimanere sempre e comunque con noi, capendo probabilmente davvero cosa voglia dire FC Internazionale e che per questo si sono guadagnati un posto nella storia del club (e fidatevi, non è poco).
Auguri al Trivela Quaresma, ultimo erede dei brocchi nero-azzurri (e speriamo ultimo esemplare), la cui classe sembra essersi smarrita, ma in cui comunque ancora tanti di noi credono, o forse sperano. A lui regaleremo un paio di scarpe, entrambe piede destro, così forse eviterà di fare trivele, arabone o cross di sinistro dritti in curva.
Auguri a Moratti che ogni anno dedica anima, cuore e portafoglio a quella che non è solo una passione costantemente in perdita, ma una religione senza Deii, con milioni di fedeli tutti sullo stesso piano a cui ironicamente regalerei una Champions League in miniatura ma a cui realmente regalerei un abbraccio da amico.
Auguri a tutti quelli di cui magari ci si ricorda meno, ma a cui comunque si ha un motivo di augurargli un Buon Natale di cuore...
Forse gli auguri sono poco in certi casi, ma fidatevi, i nostri auguri, gli auguri di questo blog a tutti voi sono veri e pieni di passione nero-azzura. Ed è questo che conta per noi, o sbaglio?

Cattivi Pensieri

Scritto da Alex
In queste due settimane di stop al campionato di Serie A ai giornali, soprattutto sportivi, e alle televisioni viene a mancare un’importante fonte di argomentazioni e allora: giù a “spararne” di ogni sui possibili movimenti del calcio mercato della sessione invernale.
Tempo fa il mercato invernale era anticipato a Novembre e veniva definito “mercato di riparazione”; questo la dice abbastanza lunga sul fatto che assai difficilmente in questo periodo si fa l’affarone o avvengono spostamenti veramente importanti, proprio perché coloro che si dovessero eventualmente muovere sono giocatori che hanno sostanzialmente, chi più e chi meno, deluso nella squadra dove hanno militato fino a quel momento.
Un’eccezione potrebbe essere Pandev, giocatore entrato in rotta coi vertici e con la dirigenza della Lazio per motivi ancora oscuri ai più; è un giocatore importante, che può ricoprire più ruoli sul fronte d’attacco ed è valido sia come suggeritore che come realizzatore.
Sembra che la squadra più vicina ad acquistarlo sia la nostra Inter e, a mio parere, sarebbe un’occasione da non lasciarsi sfuggire.
Una grossa mano agli “amici”giornalisti l’ha poi data il Mancio, trasferendosi in una squadra la proprietà della quale sembra che caghi i milioni di Euro (o di Sterline) ogni qualvolta si accomoda sul water; e allora tutti a fare a gara a chi la spara più grossa sui prossimi acquisti del City; essendo stata l’Inter l’ultima squadra allenata da Mancini ed essendo la stampa generalmente molto “benevola” nei confronti della suddetta Società, è evidente che la maggior parte dei “rumors” si concentri proprio sulla nostra squadra, con il malcelato intento di creare il più possibile fastidio e destabilizzazione.
Per cui si sente un servizio di Mediaset affermare che per Cordoba al City è ormai questione di ore, Maicon e Balotelli a gennaio o a giugno verranno ceduti, probabilmente sempre al City e anche (udite, udite) Cambiasso ci starebbe facendo un pensierino dal momento che ha capito che Mourinho non lo considera più indispensabile.
Addirittura, facendo “zapping”, mi sono imbattuto in una trasmissione di Telesanterno nella quale l’unico argomento della serata era quanti giocatori avrebbe comprato il ManCity e, soprattutto, quanti ne avrebbe “fregati” all’Inter.
Ovviamente sono quasi tutte stronzate ciclopiche specialmente nei casi di Cordoba e Cambiasso e anche abbastanza di Balotelli; quasi poiché un qualche dubbio in più ce l’ho su Maicon, magari non per destinazione City, dal momento che è un po’ troppo che si sente vociferare di una sua possibile partenza, e quando si sente riproposta una presunta notizia per troppe volte, qualcosa di vero sotto finisce che spesso c’è.
Per conto mio sarebbe un discreto disastro, perché nel suo ruolo Maicon è sostituibile parzialmente solo da Dani Alves, suo connazionale che ovviamente il Barça si tiene stretto e con la sua partenza si creerebbe una falla praticamente incolmabile, peggio che nel caso di Ibra.
E’ chiaro che i campioni sono costantemente oggetto dell’interesse dei Club più ricchi e prestigiosi; però è altrettanto vero che se si vuole realmente provare a puntare al massimo traguardo (Champions), una Società non può cedere l’uno dopo l’altro due “pezzi” del calibro di Ibra e Maicon; una cessione di tale portata la puoi anche assorbire abbastanza bene, due no.
Se vuoi veramente salire sul tetto d’Europa devi resistere alla tentazione di “fare cassa” e rendere praticamente incedibili un certo numero di giocatori che devono diventare l’ossatura attorno cui costruire una grande squadra, possibilmente vincente.
Speriamo che al Presidente passino questi cattivi pensieri e che invece si convinca a cedere subito gente come Mancini e Suazo, totalmente inutili e in giugno si rifletta attentamente sulle posizioni di Vierà, Muntari e Quaresima.
Colgo l’occasione per fare un grande augurio di buone feste a tutti gli amici che ci leggono, soprattutto per quanto riguarda il nuovo anno alle porte; che sia migliore di quello che se ne sta andando sia da un punto di vista sportivo che, cosa più importante, da un punto di vista di qualità di vita in generale; non credo sarà così facile, ma essere ottimisti è doveroso e non
costa nulla.

Inter vs Lazio 1 – 0 Obiettivo centrato!

Dopo che sabato, le partite di Firenze, Udine e Bologna, erano state rinviate a causa delle abbondanti nevicate, il rischio che anche Inter vs Lazio subisse la stessa sorte era possibile, ma grazie alla tempestività di F.C.Internazionale, che si è impegnata per garantire le condizioni necessarie affinchè la partita potesse essere disputata regolarmente, ogni dubbio è stato spazzato via come la neve dagli spalti!

Le feste alle porte, il gelo di contorno e il bisogno di acquisire gli ultimi tre punti disponibili in questo anno solare.
Obiettivo centrato senza particolari difficoltà, contro una Lazio che ha saputo difendere molto bene, ma che in fase offensiva è raramente riuscita a vedere il volto di Julio Cesar, quest'oggi munito di berretto, in perfetto stile natalizio.

Siamo partiti facendo molto pressing, annebbiando le idee della Lazio, e abbiamo costruito la palla goal, che ci ha regalato i tre punti, con un contropiede gestito al meglio; Maicon-Stankovic-Eto'o ed il regalo di Natale è perfettamente confezionato.
Il gelo ha condizionato sicuramente le prestazioni dei singoli e l'arbitraggio non è stato proprio perfetto, non concesso almeno un rigore per parte.
Abbiamo gestito bene il vantaggio e quando la Lazio ha provato a costruire il pareggio è stata contenuta senza problemi, grazie alle prestazioni quasi perfette di Lucio (che ha preso un bel po' di randellate) e Cordoba, che non sta facendo rimpiangere l'assenza di Samuel.
Non ci sono state grandi emozioni, ma nel corso della partita penso che tutti abbiano pensato, che se non segnavamo il raddoppio c'era il serio pericolo, che poi finisse in beffa, con un “liscio” qualunque, come pochi giorni fa.
Fortunatamente la concentrazione non ha tradito i nostri ragazzi, che negli ultimi minuti, con l'ingresso in campo di Materazzi (grande Matrix!), hanno blindato il risultato.
Tre centrali difensivi per chiudere con il fiocco il regalo di Eto'o, che già al 14'esimo minuto aveva passato il check-in dell'aeroporto.
Un plauso sentitissimo ai tifosi Nerazzurri presenti al Meazza, che muniti di guanti, sciarpe, berretti e coperte, hanno sfidato il freddo polare per sostenere la squadra, e un pensiero per gli amici Laziali, che provano la delusione di non trovare i tre punti sotto l'albero, augurando loro di uscire presto dalla zona rischiosa della classifica.
Ora il calcio giocato va in vacanza, questo vuol dire che nei prossimi giorni ne sentiremo di tutti i colori, la fantasia animata dal mercato riapre le danze, the show must go on!

Non gioco più!

scritto da Alex
Come in una celebre canzone di Mina degli anni ’70, ieri sera è stato deciso di rinviare a data da destinarsi i due anticipi di campionato Bologna-Atalanta e Fiorentina-Milan, causa una trentina scarsa di centimetri di neve caduti nella nottata fra Venerdì e Sabato.
Io che ormai, purtroppo vista la non più giovane età, seguo il calcio da molti anni, mi faccio una semplice domanda: madove sono finiti i vecchi teloni incerati che si stendevano quando eroragazzino a protezione dei terreni di gioco ?

E dove sono finite, in tempo dicrisi economica e con la presumibile necessità ad “arrotondare”, le solertisquadre di spalatori ?
A Bologna ne è venuta giù effettivamente tantina, ma niente che non fosse rimediabile; a Firenze hanno addirittura il terreno di gioco con le serpentine per riscaldarlo, a Udine avevano addirittura un giorno e mezzo di tempo per organizzarsi; risultato: non si disputa nessuna di queste tre partite.
Da notare che tutta l’Europa è sotto una morsa di gelo, ma in Germania e Inghilterra, paesi dove fa anche più freddo che in Italia, non èsaltata nemmeno un partita, almeno della massima divisione.
E’ l’ennesima dimostrazione che siamo un paese di peracottari, dove non esistono certezze e regole chiare, dove chiunque può decidere, a parte cose più importanti, di non giocare una partita di calcio per i più disparati motivi, da Totti con un altoparlante dicendo che c’era stato un morto durante un Derby, da chi decise di sospendere solo Inter-Lazio quando morì Gabriele Sandri in un autogrill vicino ad Arezzo (!) ma di fare giocare regolarmente tutte le altre gare, o da chi decise di sospendere la partita di serie B Treviso-Grosseto con gli ospiti in vantaggio perché una poliziotta si era sparata con l’arma di servizio al di fuori dello stadio per problemi suoi personali. Un lutto è una cosa grave, ma ci devono essere delle regole e delle procedure certe e serie, prima di sospendere una partita che mobilita tanta gente e che poi va recuperata con molta difficoltà, vista la scarsità di date utili con i calendari delle diverse competizioni già stracolmi di impegni. Sembra che la situazione più paradossale si sia verificata a Firenze, dove in pratica sarebbero state le due Società ad accordarsi per non giocare e per mandare subito i giocatori in vacanza, rifiutando drasticamente la proposta di giocare Domenica insieme alle altrepartite.
Ma stiamo scherzando ?
Gente che guadagna milioni di Euro e che, poverina, non può permettersi la scocciatura o il sacrificio economico per rimandare una partenza, fosse anche un volo aereo?
Poi non lamentiamoci, come si diceva qualche giorno fa, se il nostro calcio a livello europeo è considerato un po’ “da operetta” e se, magari per motivi esclusivamente di businnes, ove ci sia da “metterla in quel posto” a qualcuno, la mettono a noi.
Da dicembre a Febbraio non si dovrebbe giocare di sera, quest’anno addirittura 15 minuti dopo; le esigenze televisive verrebbero salvaguardate anche giocando alle 17.30, per esempio;
noi stasera giocheremo in un’autentica ghiacciaia con altissimo rischio di infortuni muscolari, quella che non so fino a che punto assomiglierà più a una partita di calcio o all’ “Holiday on ice”.

Il Milan si è invece rinviato la sua partitina, ha annullato un piccolo vantaggio all’Inter di giocare conoscendo il suo risultato e, soprattutto, recupererà Thiago Silva e Ronaldinho, perché al pensiero di giocare a Firenze con Kaladze contro Mutu e il Gila, già se la facevano nei pantaloni. OK, è Natale, siamo tutti più buoni; ma come si fa a non pensare male?

P:S. Il Mancio è andato al City dagli sceicchi: meglio così, anche per lui.

Man(cio) City


a cura di Andrea

Si parlava di Juventus (ribrezzo!!), di Roma (si, come no), di Bayern Monaco ed invece....invece il Mancio da ieri tardo pomeriggio è il nuovo allenatore del Manchester City, ricca squadra dello sceicco Mansour bin Zayed al-Nayan. Ora è chiaro dunque quale fosse la squadra che a settembre contattò il nostro ex allenatore, convincendolo a rescindere il contratto con Moratti. Mancini va ad infoltire la rosa di allenatori italiani in Inghilterra, aggiungendosi a Capello, Ancelotti e Zola, con uno stipendio annuo di circa 4,5 milioni di euro. Oggi seguirà il primo allenamento, domani ci sarà la presentazione. Mark Hughes se ne va dopo aver guidato la squadra all'ultima vittoria per 4 a 3 sul Sunderland, ma già sapeva da almeno tre giorni che sarebbe stata l'ultima sulla panchina dei Citizens; nonostante ciò, per rispetto verso i suoi giocatori, ha deciso di non lasciarli soli e di "accompagnarli" anche questo sabato. Il Mancio ha tentennato sull'offerta dello Zenit, che poi ha virato su Spalletti, ha lanciato messaggi alla Juventus, ma mai nemmeno lui forse troppo convinto, anche perchè i contatti con il City erano già avviati da tempo.
Un augurio da parte di noi nero-azzurri verso l'allenatore delle "nuove vittorie" è d'obbligo ed, almeno io, son molto contento di poterlo vedere di nuovo allenare in una Società che può permettersi di seguire un suo progetto, soprattutto economicamente. Però il suo arrivo in Inghilterra non tocca solo il nostro "cuore" da tifosi, ma può portare ad importanti cambiamenti a livello di mercato. E' chiaro ad esempio che Gattuso ha rinnovato col Milan non tanto perchè convinto dalle parole di Galliani (io, se Galliani mi avesse detto quelle cose, sarei scappato a gambe levate), ma perchè l'unico possibile contatto estero che aveva era il Man City ma il Mancio ha bloccato il suo arrivo: vuole giovani in fase di lancio, non esperti in declino. Kjaer è uno dei nomi caldi, ma non dimentichiamoci di Balotelli. Lui l'ha lanciato, lui l'ha sempre trattato con rispetto e orgoglio, lui l'ha sempre difeso: a gennaio aspettiamoci una forte offensiva economica da quel di Manchester. Riuscirà l'emiro Moratti a resistere? Mourinho riuscirà a spiegare a Balotelli che se resterà qua potrà imparare molto di più e diventare veramente un fuoriclasse? Speriamo...
Ciò che sarà, sarà, di sicuro ora seguirò la Premier con ancora più interesse e quando a febbraio, pochi giorni dopo Inter-Chelsea, a Stamford Bridge, si giocherà Chelsea-Man City, sarà un pò come un Milan-Inter in salsa inglese, almeno sulle panchine. E sapete già chi tiferemo vero? In bocca al lupo Mancio, te lo meriti tutto.

A Natale si è tutti più buoni


a cura di Andrea

Che bello la neve, le lucine, i regali, l'atmosfera! Che bello il Natale anche se non si è più piccoli marmocchi urlanti sotto l'albero la mattina del 25. A Natale si è tutti più buoni, o almeno così dovrebbe essere: l'urna di Champions in realtà s'è rivelata una grandissima zoccola regalandoci una sfida difficilissima (ma non impossibile) contro il Chelsea di Re Carletto Ancelotti. Sospetti? Sorteggi truccati? Non penso, ritengo solo che ci voglia molta sfiga a pescare in tre anni rispettivamente Liverpool, Manchester e Chelsea, nei loro anni e periodi migliori e che noi l'abbiamo avuta. Sfiga che comunque ci siamo onorevolmente (o pirlescamente) meritati sinceramente perchè, arrivando quest'anno secondi nel girone (comunque da sfigati), c'era da aspettarsi un'avversaria ardua, mentre l'anno scorso rimembiamoci il gironcino da pippe che abbiamo fatto.....ci fossero stati magheggi o strani complotti, l'Anorthosis, il Werder e il Panathinaikos sarebbero stati in gironi ben lontani dal nostro penso. La nostra spesso risulta essere una sindrome da accerchiamento, che come giustamente ho visto essere sottolineato in alcuni commenti, porta ad avere una mentalità debole in Europa e vittimistica in generale, il che non può fare bene al nostro futuro internazionale. Sono dell'idea che dobbiamo giustamente lamentarci di torti e ingiustizie, ma anche liberarci da questa zavorra del passato legata a mal pensieri e del "a pensare male difficilmente si sbaglia". Su, è Natale, dobbiamo essere più buoni, soprattutto verso noi stessi: ci eviteremo gastriti da stress, ulcere e tante, tantissime discussioni snervanti.
Ma passiamo ad altro, perchè ora del Chelsea ci son di mezzo due mesi, mentre già domenica sera ci sarà una sfida importante. Qua a Milano nevica, fa un gelo della Madonnina e di andare allo stadio la sera ad ibernarsi ben bene manca la voglia: mi sembra dunque chiaro che noi giocheremo la sera. Un applauso a Lega e FIGC, perchè fare giocare in agosto alle tre di pomeriggio e a dicembre alle nove di sera è un ragionamento che non fa una grinza, al massimo crea qualche crampo e qualche infortunio ai giocatori, ma chi se ne frega. Va bè, fatto sta che così è deciso e così si farà e quindi i ragazzi stanno preparando una partita difficile non solo tecnicamente, perchè comunque la Lazio è un'avversaria ostica, ma anche climaticamente e psicologicamente poichè il freddo c'è ed il Natale è alle porte con le sue vacanze e la cosa può distrarre. Il Condottiero Mou ha avuto dunque un bel lavoro da fare, ma son certo che anche lui ha la testa un pò da altre parti: Ramazzotti, le polemiche, le critiche ed il mercato. Già, il mercato, perchè l'ha detto chiaramente, lui vuole un'altra punta. Siamo a Natale e a Natale tutti si è più buoni, vero papà Moratti? E regagliamogliela 'sta punta su! Con 5 o 6 milioni ti porti a casa un Pandev niente male, mi pare una buona cosa. Toni e Cavani lasciamoli là, ascolti me. Tra oggi ed il Chelsea anche il mercato potrà cambiare molti equilibri, perchè se a noi starà via a lungo Eto'o, ricordiamoci che a loro starà via a lungo Drogba ed anche loro probabilmente si muoveranno alla ricerca di un attaccante. Muntari invece resterà a casa, il che ci permette di traslare la ricerca di un centrocampista a giugno, senza dover fare le cose di fretta adesso, rischiando di sbagliare o di prendere dei tarocchi pazzeschi gonfiati da prime parti di stagione esaltanti, ma alquanto povere di certezze (Candreva ad esempio: nulla contro di lui, ma di fatto chi è?).
Insomma, da lunedì potremo dichiarare ufficialmente che il Natale ci ha raggiunto, anche in casa Inter, sperando che porti bontà, ottimismo, fiducia e una punta, così anche Mou, forse, sorriderà.

L'Inter trova il Chelsea, solo sfiga?


Scritto da Alex

Avevo scommesso un marone (termine tipico emiliano per identificare il testicolo) che nei gironi preliminari di Champions l’Inter avrebbe “pescato” il Barça e il Milan il Real Madrid; ieri ho scommesso di nuovo un marone che l’Inter agli ottavi avrebbe “pescato” il Chelsea di quel simpaticone di Ancelotti.
Oggi potrei essere un eunuco, invece sono un menagramo per qualcuno, un veggente per qualcun altro.
La realtà è che sono semplicemente una persona che segue costantemente e abbastanza attentamente il calcio da più di 40 anni e che ha smesso di credere nelle favole, nel destino, nella casualità e nelle coincidenze, almeno quando queste si verificano con una regolarità un po’ sospetta.
Che i sorteggi con le palline pescate da una mano umana siano facilmente pilotabili ce lo ha insegnato la segretaria del Real Madrid che era la deputata a questa operazione all’inizio dell’allora pioneristica competizione fra il 1955 e il 1960; l’astuta signorina aveva cura di mettere in un freezer le palline contenenti
il cartoncino col nome del Real e quello della squadra che in quel momento i dirigenti del Real ritenevano meno ostica da affrontare: il gioco era poi presto fatto.
Il Real di allora era uno squadrone da paura, ma, guarda caso, vinse le prime cinque Coppe dei Campioni in altrettante edizioni; magari anche senza questo “piccolo” stratagemma ci sarebbe riuscito lo stesso, però tanto fu ed è.
Io non so se quella di oggi sia solo sfiga titanica, mi voglio augurare di sì, però comincio ad avere dei grossi sospetti, ma non solo sull’Inter, sul calcio italiano a livello di club: il Milan ha “beccato” il Manchester, sorteggio molto migliore del nostro ma non certo agevole, la Fiorentina il peggio che le potesse capitare da prima classificata o giù di lì.
Per quanto riguarda la Nazionale, a parte il clamoroso deretano di Lippi, non potevano permettere che i Campioni del Mondo in carica rischiassero di uscire al primo turno, così come i finalisti della scorsa edizione, la Francia, la quale si è qualificata negli spareggi ai danni dell’Eire come tutti sappiamo e che come squadra di terza fascia è stata inserita, sempre guarda caso, nel girone con la testa di serie più “lofia”, cioè il Sudafrica. Lo so: per qualcuno saranno elucubrazioni di uno squilibrato, ma io sono anni che mi produco in certe elucubrazioni e devo dire che, purtroppo, raramente mi sono sbagliato, come nel caso di Calciopoli.
Un famoso personaggio politico in auge fino a qualche anno fa disse che: “A pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende”; a parte considerazioni di tipo morale o di appartenenza politica, il personaggio in questione non poteva certo essere definito uno stupido o uno sprovveduto.
Per venire al calcio giocato è la peggiore avversaria in assoluto che ci potesse capitare perché è superiore a noi a tutti i livelli, compreso quello fisico dove almeno col Barcellona ce la potevamo giocare alla pari; per giunta ha un allenatore che ci conosce a menadito anche se il nostro conosce altrettanto bene loro.
Hanno tra le loro fila il centravanti più forte del mondo in questo momento (Drogba); sto parlando di prima punta, non gente alla Ibra, Messi, Ronaldo Kakà; inoltre hanno sforato la vittoria più di una volta e l’ UEFA ha forse qualcosa da farsi perdonare nei loro confronti, tipo l’arbitraggio di Ovrebro nella semifinale col Barça dell’anno scorso e un gol fantasma decisivo in una semifinale persa col Liverpool. In una “botta secca” tutto può succedere, in un’andata e ritorno abbiamo non più di 20 possibilità su 100.
Il che significherebbe l’ennesima uscita prematura dalla Champions, polemiche a non finire costruite dalla stampa che da domani si prostituirà a dire che abbiamo buone possibilità di farcela solo per poi “strapazzarci” meglio, e alte probabilità che con una decisione “uterina” il nostro Presidente cacci Mourinho a fine anno comunque vada a finire in Campionato.
Intendiamoci ragazzi: io spero con tutto il cuore di essere smentito e di essere qui a “farla clamorosamente fuori dal vaso” però la mia esperienza e le mie sensazioni mi dicono questo.
Il problema è che ci vorrebbe anche una buona dose del sopraddetto deretano e magari, anche se non proprio l’ aiuto, almeno una neutralità da parte dei due arbitri che dirigeranno; visto quello che ci è successo recentemente in Europa la vedo dura….ma chissà.
Non ci resta che incrociare le dita.

C.Italia, Inter vs Livorno 1 - 0

Partita "secca", vittoria obbligata per il passaggio del turno, nella cornice di un Meazza infreddolito e poco affollato. Viste le prime immagini su Inter Channel, il concetto di “grande affluenza” non sarebbe mai potuto essere concepito da alcuna mente umana.
Non guardavo una partita dell'Inter sulla Rai, credo dalla SuperCoppa persa contro la Lazio ad inizio stagione ed è stato quindi d'obbligo un gesto scaramantico, prima del fischio d'inizio.
E' un'Inter inedita quella che affronta il Livorno negli ottavi di Tim Cup, ma lo è solo nei ruoli e negli uomini, perchè la concentrazione e la determinazione sono gli stessi.
L'irruento Muntari diventa terzino, Chivu centrale con Lucio e sulla fascia destra fa il suo debutto il "primavera" Donati, autore di una prestazione forse un pò timida, ma nel complesso positiva.
Torna Vieirà, perno di centrocampo con Motta, mentre Sneijder e Stankovic fanno impazzire la difesa del Livorno, il primo con passaggi filtranti "al bacio", il secondo con continue percussioni offensive a supporto della coppia inedita Balotelli, in versione Super Star, e Suazo, che impiega quasi tutto il match a scrostarsi la ruggine di dosso, dopo non so quanti mesi che il suo sedere sostava in panchina.
Protagonista assoluto, Sneijder che ha smistato palloni come tartine ad una festa al campus, con matricole brufolose che gli giravano attorno, ma ignaro che Balotelli, Suazo e poi Milito se le sarebbero mangiate tutte!
Prima Stankovic colpisce il palo e poi Sneijder lo imita e così la solita Inter sprecona non riesce a segnare, fino a quando viene segnalato un fallo di mano ad una nostra vecchia conoscenza, Rivas che in realtà colpisce la palla con il corpo, ma con il suo movimento nell'incontrare la sfera, inganna l'arbitro che concede la punizione.
Dopo le molte occasioni sprecate, Sneijder deve aver pensato di arrangiarsi, e sfrutta l'occasione siglando il goal vittoria, con una punizione splendida!
Un goal che può essere tradotto in parole, così:
“Domenica non ci sarò, guardate bene come si fa!”
Il Livorno tiene un tempo, sostenuto dai due pali colpiti dai Nerazzurri, ma è una squadra inconsistente, che manca di personalità, troppo timorosi i ragazzi di Cosmi, che a fine partita ammetterà di essere deluso dalla prestazione dei suoi.
Mourinho, come promesso, è rimasto beato e tranquillo, "svaccato sulla sua poltroncina" al fianco di "riserve" d'eccellenza come Cambiasso, Milito, Eto'o, Maicon e Julio Cesar. Intervistato a fine gara, Mou ha esposto serenamente la sua visione della partita, descrivendo quanto sotto gli occhi di tutti: Un' Inter determinata, che ha rispettato l'impegno con serietà, creando almeno 6 palle goal, pali esclusi, ed ha legittimato la vittoria dominando un' avversario "molle" che si è accontentato di non fare figuracce.
Adesso la testa è alla sfida contro la Lazio, avversario temibilissimo, la cui posizione in classifica non rispecchia il reale potenziale. Servono i tre punti, si deve tornare a vincere in Campionato per chiudere bene un' anno solare ricco di soddisfazioni!.

C.Italia - Inter vs Livorno, un piede avanti e uno indietro!


Mourinho si è presentato alla tradizionale conferenza stampa pre-partita mostrando tutta la sua coerenza, l'umiltà e la ragione; la ragione di chi difronte a tutti (tranne quei giornalisti ridicoli, non pervenuti) ammette un errore, distribuisce le responsabilità, confessa di voler chiedere scusa (ma in privato) e spiega il contesto nel quale il singolo episodio si è evoluto, con la tranquillità di chi sa cosa ha detto e sa che non si trova li per solo spiegarlo, ma per difendersi dall'attacco nemico.

Nel contesto mediatico scandalizzato e sorpreso dalla “gravità” che può assumere la frase “figlio di puttana” se detta fuori dallo stadio, da un solo individuo e non diretta a Materazzi, la sincerità e la ragionevolezza delle parole di Mourinho, fanno sembrare certe dichiarazioni, sentite in questi giorni, delle vere intenzioni, impulsi di qualcosa che tanti da sempre sognano di fare, senza mai avere avuto la personalità per poterlo portare a compimento (vero Zamparini?).

Appurato quindi che Mourinho non ha imbracciato un mitra e cantando l'inno della Champions, elargito confetti al piombo per gente, che nel dna conserva tracce di stronzio, proprio non comprendo il perchè di così tanto clamore, di quel “gravissimo” ripetuto da alcuni dei giornalisti presenti, che sembravano “Santi” indignati difronte al peccato originale.

Sia chiaro, prima che qualcuno equivochi; quanto detto da Mourinho è sbagliato e la società dovrebbe comunque intervenire, ma da questo allo stupore esagitato voluto da “terzi”, che desiderano sfruttare l'occasione per fare “male”, passano fatti ben più gravi!.

Tutti avete visto la Conferenza o letto la trascrizione su Inter.it, le parole di Mourinho non necessitano di ulteriori spiegazioni o approfondimenti analitici, perchè Josè da Setubal è stato chiarissimo, uno stratega della comunicazione, ancora più fenomeno grazie a chi lo detesta o lo trova antipatico e gli permette di dare il meglio di se!
Vorrei sottolineare due passaggi, che al di là della scaramuccia con il giornalista Ramazzotti, sono molto importanti:

1) è nervoso perchè...
In Juventus-Inter sono successe delle cose che sono state dimenticate troppo in fretta dai media. Nelle partite in Italia ci sono cose della stessa importanza delle quali si continua a parlare per giorni. Invece quella partita sembra sia stata normale, quando normale non lo è stata.

2) scricchiolii nel rapporto con la Società:
Fortunatamente sì, perchè dai problemi e dalle imperfezioni hanno origine i miglioramenti e si trovano le condizioni per migliorare.

L'attenzione per la partita di Coppa Italia è stata data per dispersa, inghiottita dall'evento mediatico dell'anno (forse, perchè ancora l'anno non è finito!), ma va evidenziato che tra i convocati per la sfida contro il Livorno non appare Arnautovic, giocatore che ci aspettavamo di poter finalmente vedere in campo, mentre sono stati convocati con la prima squadra due “primavera” che a Mourinho piaccio molto, Stevanovic e Donati.
Che Inter vedremo questa sera?
"Nella gara contro il Livorno sarà un'Inter con un piede in avanti e uno indietro perchè abbiamo giocato a Livorno in campionato e non è stato facile, perchè il Livorno ha eliminato la squadra finalista della passata edizione della Tim Cup, perchè il Livorno migliora, perchè ha vinto l'ultima partita a Catania in una sorta di lotta per la non retrocessione.

Concludo questo piccolo post che ci traghetta verso la sfida di Coppa Italia, ricordando una frase che disse Mourinho, non tanti mesi fa, a Marzo di quest'anno, quando venne invitato al Chiambretti Night:

“il controllo emozionale, quasi sempre lo ho!”
...aveva detto “quasi sempre”!.


Solo contro tutti


a cura di Andrea

Scrivere qui mi piace da matti, soprattutto perchè pochi la pensano come il sottoscritto e nasce sempre un bel dibattito fra noi "fratelli" interisti. Non sono un pessimista, in quel di Bergamo vedo un punto guadagnato sulle inseguitrici ed una partita che fino all'espulsione di Sneijder era in mano a noi, anche con quattro attaccanti in campo e due soli centrocampisti. Si può quindi dire che da questa domenica pallonara esco abbastanza contento (certo, a due minuti dalla fine della partita un pò giravano anche a me eh), consapevole che se nella peggiore delle ipotesi noi pareggiamo, Juventus e Milan vengono annullate nel gioco da rivali di medio livello in casa propria. Insomma, noi una pagliuzza nell'occhio l'avremo anche, ma le nostre care rivali hanno una trave ben pronta a penetrare il deretano ed io di dubbi su chi sta peggio non ne ho.
Al di fuori di tutto ciò, penso che di Atalanta-Inter ne abbiamo già parlato molto, soffermandoci invece poco sui fatti di contorno, se così si può dire. Mourinho, dopo aver preso appunti come una zitella secchiona dalla tribuna, s'è messo a comportarsi come una checca isterica nei confronti di un giornalista, tornando alla ribalta mediatica in una settimana in cui forse si sarebbe parlato di altro rispetto che a noi. Ecco come si son svolti i fatti: il giornalista Andrea Ramazzotti, inviato del Corriere dello Sport, visto il "silezio stampa" perpetuo in cui è caduto il nostro mister, chiede il permesso alla Società di ascoltare le interviste a giocatori e staff fatte da Inter Channel, prendendo appunti. Mourinho, già sull'autobus, vede il giornalista e rendendosi conto che non si trattava di un elemento di Inter Channel, scende e cerca di cacciarlo prendendolo a male parole e, sembra, spingendolo. Rimangono un pò tutti spiazzati, Josè non dà alcuna spiegazione e così la Società, onde rimediare alla figura non proprio bella che ha fatto, attraverso Paolillo, chiama Ramazzotti porgendogli le più sentite scuse. Bene, premesso che non possiamo fare un'indagine alla Voyager o alla Mistero circa i comportamenti di Mourinho, mi chiedo solo il perchè. Già sappiamo che a differenza delle altre blasonate società calcistiche italiane noi ci troviamo ad affrontare i media in una sorta di posizione di inferiorità, causata negli anni non solo da avversioni giornalistiche ingiustificate (che comunque ci sono state), ma anche da dirigenti che facevano le spie e da personalità di poco carattere presenti nel nostro staff che invece di reagire subivano passivamente. Nell'era Moratti insomma siamo sempre stati un pò soli contro tutto e tutti, sia nel difenderci da accuse campate per aria e da sfottò continui, sia però come accusatori, con prove e convinzioni che si son dimostrate vere più che mai. A Mourinho, porca di quella vacca, glielo avranno pur detto, quando firmò per noi, che allenare l'Inter voleva dire essere costantemente al centro di critiche e pressioni! Son certo che all'inizio la cosa gli piaceva, lo intrigava, ora però si è rotto i coglioni. Sacchi stesso lo accolse in Italia con un laconico "Benvenuto all'Inferno". La reazione avuta domenica è incivile e ingiusta verso una persona che stava facendo il proprio lavoro con il permesso di tutti, è una reazione che non doveva esserci perchè, sinceramente, ingiustificata e quindi non starò certamente qui a difenderlo. Purtroppo però a me sembra l'ennesimo segno di stanchezza mentale che Mourinho mostra verso tutto ciò che circonda il calcio italiano ed in particolare l'Inter, l'ennesimo segno di insofferenza verso un giocattolo che fino a qualche mese fa riusciva a plasmare ed usare come voleva lui, divertendosi alle spalle di tutto e tutti, ma con cui forse s'è spinto troppo oltre, il gioco sta prendendo vita propria e diventando suo nemico, non un suo mezzo. Guardatelo mentre era lì in tribuna, spettinato, la barba sfatta, il volto corrucciato, l'atteggiamento stizzito. Ve lo ricordate quando era arrivato invece? Ammaliatore, affascinante, divertente, bastardo. Qualcosa che non va c'è, ma se non parla difficile saperlo. E se fosse tutta una strategia? Fare sentire un gruppo solo contro tutti, vittima di un sistema esterno più grande di quanto si possa immaginare, è risaputo che unisce, creando uno strano sentimento di fratellanza e coesione che rende un gruppo di singoli qualcosa di unico ed imbattibile. La Nazionale italiana ha vinto due Mondiali così, non dimentichiamolo, e nel passato miliardi di guerre son state affrontate e vinte con una strategia mentale simile. Non saprei, son tutte ipotesi, di certo Mourinho è uno che ha sempre usato l'arma del controllo mediatico per spostare l'attenzione dalla squadra a sè per proteggerla, lo ha fatto quando bisticciò con Raneri o Ancelotti e lo ha fatto con frasi ad effetto e reazioni degne del miglior Robert De Niro in "Gli Intoccabili" (zeru tituli mi ricorda vagamente "sei solo chiacchere e distintivo") e ciò lo faceva anche quando allenava il Chelsea, chiedere a Wenger&Co. Tutto questo andava bene quando noi eravamo soli contro tutti, ma ora, caro Josè, il rischio è che rimanga tu solo contro tutti e lì le cose si fanno più complicate. In bocca al lupo.

P.S. Ah, già, c'è la Coppa Italia, un torneo sentitissimo da noi tifosi. Quando cavolo è che si gioca scusate??

Atalanta vs Inter 1 – 1, va bene così!

Il primo sintomo del post partita è stato il nervosismo e ne sa qualcosa il mio pouff in vera finta-pelle, che è uscito malconcio dall'incontro.
Non mi aspettavo una prestazione particolarmente brillante e francamente l'Inter del primo tempo stava bastando per condurre in porto una vittoria preziosissima, con un'Atalanta disposta bene in campo e che affamata di punti ha fatto una partita determina e concentrata.
Se Sneijder non fosse stato espulso forse staremmo parlando di una piccola fuga, ma questa volta le frasi con i “se” davanti poco servono per sopperire al rammarico nel vedere due punti preziosi scivolare nelle polveri dei tabellini arbitrali.

Nel secondo tempo, in dieci, abbiamo dovuto arretrare il baricentro, abbiamo coperto bene e rifiatato, ma ci siamo arenati nel pensiero di non poter riuscire a segnare il secondo goal, come giustamente sottolineato da Cordoba, preoccupati di difendere l'esiguo vantaggio troppo presto.
E' bastato l'unico intervento errato di Lucio ed ecco che come regolarmente accade, perdiamo il frutto di tanta fatica.
L'assalto finale mostra la voglia dei nostri ragazzi di recuperare il risultato e quanto ci sbagliassimo a non credere nelle nostre possibilità.
Anche in dieci siamo riusciti ad essere pericolosi e siamo stati ad passo dal centrare la vittoria, peccato che quello fosse il momento di Coppola e non quello di Thiago Motta.
L'Atalanta ha fatto un grande sforzo per cercare il pareggio ed è giusto che lo senta “meritato”, naturalmente ringraziano milan e juventus, che trafitte rispettivamente da Palermo e Bari, sospirano per la grazia ricevuta!.
L'immagine di Mourinho seduto in tribuna era un tantino agghiacciante, non so cosa stia succedendo, ma la serenità non sta certo nelle sue vicinanze.
Oggi tra Mario e Mou, il più equilibrato mi è parso essere il primo...qualcosa non torna!
Tant'è che circola la voce del litigio che Mou ha avuto con un giornalista, episodio che naturalmente esploderà come una bomba e per giorni si svilupperanno trame alla “Sentieri”.
Se a questa situazione sgradita vogliamo aggiungere i tafferugli avvenuti al termine della partita, con il lancio di sassi, bombe carta e bottiglie, verso un pullman di tifosi Interisti, la “frittata” è fatta e come sempre ci ritroviamo ad essere distratti da qualcosa che con il calcio non ha nulla a che fare!.
C'è sempre, seppur piccolo, un lato positivo in tutto, del tipo: “Un aereo ti è precipitato sulla casa? Per fortuna tu non eri dentro!”
Magari è un tantino forte, ma sono sicuro che ho reso l'idea, quindi dobbiamo considerare anche gli aspetti positivi, altrimenti si rischia di perdere obiettività e si finisce per farsi influenzare dai pensieri negativi dei media.
I nostri Ragazzi sono stati autori di una buona prestazione, anche se è mancata la “zampata” per chiudere la partita, non ho visto alcuna involuzione nel gioco, anzi siamo stati abbastanza aggressivi e non “molli” o assenti!
Purtroppo le forze sono venute a mancare un po' troppo presto, ma comunque questo pareggio ci ha permesso di allungare di un punto sulle dirette inseguitrici, perchè di tutte le squadre che hanno disputato il match di Champions in settimana, l'unica a non tradire è stata l'Inter!.
Già penso al Livorno...
FORZA INTER!!!

The Heat - La Sfida



Dopo la decisione della Società Inter F.C. di non mandare né Josè Mourinho (squalificato per domenica 13) né alcun altro tesserato alla rituale conferenza stampa del pre-partita Atalanta-Inter, è ormai sfida aperta fra il tecnico portoghese e i media sia della carta stampata che delle varie piattaforme televisive.
Al contrario però di quanto “sparato” da più parti in settimana, secondo le quali il Presidente Moratti non avrebbe gradito l’atteggiamento di Mou nel dopo gara con il Rubin, la Società ha deciso di non mandare nessuno al suo posto alla conferenza, avvallando e di fatto allineandosi all’atteggiamento del tecnico.
E’ una decisione forte, che arriva però se non al culmine, sicuramente a un livello di guardia ormai vicino all’essere superato, di una situazione che vede l’Inter perennemente bersaglio dei vari organi di stampa e delle varie reti televisive per qualunque minima stronzata.
Se c’è una piccola situazione di frizione o di polemica la si ingigantisce, se non c’è la si crea.
Facciamo un piccolo panorama: per quanto riguarda i giornali sportivi la “Gazza” è molto più per il Milan, solo molto marginalmente e occasionalmente prende le difese dell’Inter, più spesso l’attacca; il Corriere dello Sport sembra il quotidiano della “Festa de Noantri”, e Tuttosport (che in particolar modo dopo calciopoli stento perfino a definire un giornale) è esclusivamente e ciecamente pro Juve e poi Torino, ma sempre e soprattutto contro l’Inter.
Per le televisioni la redazione sportiva della RAI è un covo romanista e laziale, mentre quella di Mediaset….beh, mi sembra inutile dirlo. L’unica rete dove abbiamo un trattamento non dico accomodante, ma almeno non del tutto ostile è SKY, dove comunque ci sono Mauro e Rossi, due ex-Juve che ci danno addosso ad ogni piè sospinto, e lo Zio Bergomi che, pur mantenendo un minimo di “applombe”, ha chiaramente il dente avvelenato per essere stato “segato” a suo tempo dai quadri dirigenziali della beneamata.
Come avrebbe detto Lubrano a suo tempo, la domanda sorge spontanea:
“Che senso ha continuare ad interloquire con persone spesso ignoranti e mediocri e per di più ostili “a prescindere”?   La voglia di mandare tutti a cagare è altissima, questo è ovvio in un contesto dove poi non si è mai smesso di dare voce a uno come Moggi, che per tutto quello che aveva combinato andava interdetto per un lungo periodo da tutti gli organi di informazione e dove, solo la settimana scorsa, abbiamo assistito a due “perle”. La prima, su Mediaset, dove Gigi Maifredi ha avuto la sfrontatezza di sostenere che Mourinho, a livello tattico, è inferiore a qualsiasi allenatore italiano di serie A, B e C; lui che non ha mai vinto un cazzo di niente e che è riuscito nell’impresa, negli anni d’oro della Juve, di non qualificarsi nemmeno per la coppa UEFA; è finito ad allenare perfino in Tunisia e l’Albacete in seconda serie spagnola, concludendo la sua “folgorante” carriera facendosi esonerare in C1 dalla “mia” Reggiana. La seconda sulla RAI dove hanno riesumato Zeman che ha detto che Mourihno fa giocare le sue squadre da schifo e dopo alza i toni dello scontro verbale quando non riesce ad ottenere i risultati sul campo; altro personaggio che di risultati mi sembra ne abbia raccolti assai pochi nonostante abbia guidato anche lui squadre importanti come Lazio, Roma e Napoli e che ha poi concluso ingloriosamente in campionati minori collezionando esoneri a ripetizione.
Mi sembra una situazione Kafkiana, tipo se Mastrota se ne uscisse dicendo che Corrado e Mike Buongiorno sono stati due presentatori di merda.
Per rispondere però alla domanda posta precedentemente, io credo che, dopo un giusto periodo di silenzio, si debba tornare ad interloquire con i media altrimenti il rischio è quello “dell’accerchiamento” e dell’ulteriore
amplificarsi di una polemica che potrebbe influenzare negativamente anche la Federazione e, di conseguenza, il settore arbitrale il quale, nonostante le stronzate che si possano dire in giro, già attualmente non è che ci sia molto favorevole; questo perché per contratto, riscuotendo dei soldi per i diritti televisivi, le Società sono di fatto obbligate a rilasciare interviste e presentarsi alle conferenze stampa, salvo situazioni straordinarie.
Penso che per dieci milioni di Euro all’anno, Mourinho possa fare un piccolo sforzo in questo senso, magari rispondendo telegraficamente e senza fare grossi discorsi, quando non ne ha voglia.
Forse spetterebbe a Moratti uscire una volta per tutte chiaramente allo scoperto denunciando la situazione in maniera inequivocabile; servirebbe a qualcosa ?
Temo di no; ma a volte, chissà…

Zitti, zitti...verso Bergamo!

Siamo usciti dal girone infernale (Bologna, Barcellona, Fiorentina, juventus, Rubin Kazan) con sensazioni contrapposte, alti e bassi che non ci rendono tranquilli, ma che ci hanno mostrato i nostri limiti e come superarli.
Dopo la stupida sconfitta di Torino, ci rituffiamo nel Campionato, imperativo riprendere il cammino vincente il cui ultimo atto si era consumato a S.Siro contro la Fiorentina.
La solita conferenza stampa pre-partita, non si terrà, un segnale forte nei confronti di quei media che spudoratamente superano il limite del lecito e apertamente ci attaccano e ci infamano e tutto questo per prostrarsi ai poteri forti a noi avversi!
Sono conscio che la scelta della società e dello staff può creare qualche malumore fra i tifosi, che altro non vogliono, che vivere ogni giorno l'Inter, ma dobbiamo essere consapevoli che il silenzio può essere un'arma importante e che quindi anche noi dobbiamo adattarci, condividere la scelta e sostenere la nostra società!.

Penso all'Atalanta e il primo ricordo mi porta a Gennaio di quest'anno, nel corso del precedente campionato, quando cademmo in una sconfitta imprevista, dove l'Inter sembrò irriconoscibile, episodio rimasto poi isolato che non produsse in fine conseguenze rilevanti, ma creò comunque sorpresa e delusione.
Nel campionato in corso i bergamaschi non stanno certo brillando, avendo racimolato solo 12 punti dei 45 disponibili, di cui 5 in casa, due pareggi con Catania e Milan ed una vittoria, quella contro il Parma, con lo stesso risultato che rifilarono a noi un anno fa.
Temo più di tutto un calo psicologico e di concentrazione dopo la sfida contro il Rubin, in cui
il dispendio fisico ma soprattutto emotivo è stato notevole. Come esempio di una situazione similare, basta pensare alla reazione che l'Inter ha avuto dopo la sfida contro la Dinamo Kiev, partita che costò molte energie nervose ed in conseguenza alla quale pareggiammo poi in casa contro la Roma, con una prestazione “molle”.
Sia Noi che l'Atalanta saremo privi dei rispettivi tecnici, essendo stati entrambi squalificati e Doni, che contro di noi riesce sempre ad esaltarsi, sembra dover partire dalla panchina; ma questa sfida ci propone anche lo scontro con una giovane promessa di nome Acquafresca, finito all'Atalanta, proprio quando sembrava poter tornare all'Inter dopo il prestito a Cagliari. Robert ha il “dente avvelenato”, ma noi siamo obbligati a vincere nonostante le assenze di Samuel, Quaresma e Santon per infortunio e Muntari squalificato.
Ancora nessuna certezza riguardo alla presenza di Stankovic dopo la forte contusione rimediata mercoledì sera contro il Rubin. Il Serbo risulta comunque tra i convocati e probabilmente Mou deciderà all'ultimo minuto se impiegarlo o farlo riposare. Convocati in toto gli attaccanti e come al solito, quando vedo il suo nome, spero sempre che la partita consenta di poter vedere in campo Arnautovic, visto all'opera solo in amichevoli e partite della primavera (lui è l'autore del momentaneo vantaggio, nel pareggio contro i cugini, nel derby primavera).

Niente Conferenza Stampa, niente dichiarazioni, ma i convocati li abbiamo:
Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 21 Paolo Orlandoni;
Difensori: 2 Ivan Cordoba, 4 Javier Zanetti, 6 Lucio, 13 Maicon, 23 Marco Materazzi, 26 Cristian Chivu;
Centrocampisti: 5 Dejan Stankovic, 8 Thiago Motta, 10 Wesley Sneijder, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 30 Mancini;
Attaccanti: 9, Samuel Eto'o, 18 David Suazo, 22 Diego Milito, 45 Mario Balotelli, 89 Marko Arnautovic.

E se il Mancio va alla Juventus...


a cura di Andrea

Se siamo quello che oggi siamo, gran parte del merito va al signor Roberto Mancini. Lui ci ha preso da sfigati, simpatici e perdenti e ci ha reso, anche grazie a Calciopoli, belli, bastardi e vincenti. Il Mancio, indi per cui, uno spazietto nel mio cuore nero-azzurro lo avrà sempre. Per questi motivi, sentire il suo nome affiancato alla Juventus mi mette un pò in subbuglio, ma mi rendo conto che il calcio è questo e nulla può l'ardore e l'amore di un gruppo, per quanto possa essere grande, di tifosi. Devo ammettere che molti elementi remano a favore di questo clamoroso ritorno in panchina del tecnico di Jesi. Partiamo dai fatti alla base di tutto: Ciro Ferrara è inesperto e stranamente se ne son resi conto anche i navigatissimi dirigenti di casa gobba. La Juventus è una squadra attualmente allo sbando ma che, con una guida tecnica affidabile ed esperta, non avrebbe alcun problema a lottare per lo scudetto. Mancini è l'uomo giusto per loro a mio parere: ama le sfide (vedi quando giunse da noi contro tutto e tutti); troverebbe in bianco-nero molti giocatori che avrebbe voluto allenare già quando allenava da noi; non ha mai negato a nessuno la sua fede bianconera di quando era ragazzino; in questi giorni sta rilasciando interviste a destra e a manca con dichiarazioni che appaiono quasi come un'autocandidatura alla panchina della Vecchia Zocc...ehm, scusate, Signora. La Juventus, a mio modesto parere, è l'unica Società che oggi come oggi potrebbe offrire un progetto tecnico all'altezza delle pretese del Mancio ma soprattutto è l'unica Società italiana che oggi necessita di un allenatore come lui. Insomma, tutti gli astri sembrano posti nella giusta convergenza perchè avvenga ciò che fino ad alcuni anni fa sarebbe stato impensabile. Eppure....eppure ci son anche elementi avversi e non son di poco conto. Innanzitutto, a Vinovo e vicinanze, le simpatie e le antipatie del tifo contano, eccome se contano, basta vedere il non-buon fine della trattativa che stava portando Stankovic alla Juve (son ancora qui che ringrazio ogni gobbo che incontro) oppure la cacciata in malo modo di Ranieri di pochi mesi fa. Il Mancio è da tutti i tifosi juventini visto come l'anticristo, colui che ha vissuto Calciopoli dalla parte sbagliata e che ha portato agli odiati rivali tanti titoli e vittorie, colui che ha combattutto per i rivali ed ha vinto con essi, portando nell'inferno della B la amata squadra. Li capisco, ho vissuto le stesse esperienze emotive quando Lippi pose il suo tanto osannato culo sulla nostra panchina, ma la differenza è che Lippi voleva rovinare l'Inter (e ce la fece, eccome se ce la fece! Un pò penso gli dispiaccia di non essere riuscito a portarci in B), mentre il Mancio ha bisogno di una panchina come ossigeno, per rilanciare la sua carriera, per dimostrare a tutti che Moratti ha sbagliato. Ma forse, più dei tifosi, è proprio l'amatissimo Lippi ad essere il vero ostacolo: è risaputo che dopo il Mondiale, in casa Juve, per il tecnico viareggino, è già pronto un posto da DG (direttore generale, non modello di Dolce & Gabbana eh) ed è proprio per questo che fu scelto Ferrara, ovvero perchè uomo fidato di Lippi che doveva traghettare la Juve nella nuova era vincente. Chi avrà la meglio? Il buon senso calcistico o le bizze di una tifoseria e la prepotenza di una ex leggenda? Non ne ho la minima idea, starò alla finestra ed osserverò i fatti, poi commenterò. Certo, se un giorno di aprile vedrò seduto sulla mia panchina uno scazzato portoghese e sull'altra una sciarpetta ed un ciuffetto a me tanto cari, un pò mi piangerà il cuore, ma so che è il calcio moderno, in cui i sentimenti vanno messi da parte per il business, il merchandising, l'improvement societario e per altri paroloni che sinceramente non vogliono dire una sega per la mia mente tifosereccia. Mi rendo conto solo ora che, nonostante non abbia nulla contro Mourinho, lui ne ha di strada da fare per sbalzare fuori dalla storia dell'Inter un certo Roberto Mancini.....che se ne sia accorto il Mago di Setùbal? Noto che ultimamente mette sciarpette molto chic (probabilmente sotto consiglio dei fidi stilisti Branca & Oriali) ed è da circa mezzo secolo che non va da un parrucchiere facendosi crescere i capelli in modo da avere un ciuffo brizzolato innanzi alla fronte corrucciata....bah, ci manca solo che inizi ad uscire a cena con Sconcerti e la metamorfosi è compiuta.

Risvegli

Scritto da Alex
A distanza di pochi giorni dalla sfida di Torino, “tirata” veramente giù per il cesso per quanto ci riguarda, sia noi che la Juve ci siamo risvegliati con scenari completamente differenti da Sabato sera.
Noi, per fortuna, abbiamo sfoderato una grande prova contro una squadra per niente facile come il Rubin Kazan, nonostante a mio parere una palese cagata di Mou che dietro tre punte e un centrocampista offensivo ha pensato bene di schierare Motta e tenere in panca Cambiasso; abbaiamo sbagliato poco e giocato molto, concretizzando ancora una volta meno di quello che abbiamo creato.
Uniche note negative della serata gli infortuni di due giocatori cardine con quello di Samuel più rimpiazzabile per ruolo di quello di Dejan e, mia personalissima sensazione, un inizio di distacco di Mourinho dall’ambiente
nerazzurro, proprio in una serata che doveva essere perfetta; evidentemente la figuraccia di Torino ha lasciato il segno (quella contro la Juve non può e non deve mai essere una partita come le altre, nemmeno nel trofeo Birra Moretti, ricordatelo Mou!) e l’impressione è che il portoghese si stia rompendo le palle non poco del calcio italiano in generale, e non è che gli si possa dare torto più di tanto.
Alla faccia dei criticoni che continuano a sostenere che l’Inter non ha un bel gioco (ma qualcuno mi sa spiegare per esteso in che cosa consiste avere un “bel gioco”?) credo si possa dire che la squadra ha giocato proprio bene e non è certo la prima volta quest’anno.
Diciamo che quando abbiamo avuto l’occasione di dare il colpo di grazia ad un avversario già tramortito non
siamo stati abbastanza cinici da farlo (Barcellona, Juve), e sotto questo aspetto dobbiamo senz’altro crescere.
Quando ci siamo trovati alle corde, abbiamo invece tirato fuori il meglio, sfoderando grandi prestazioni condite anche da un buon livello di gioco (Milan, Dinamo, Rubin); il che non è affatto poco.
Di sostanza diametralmente opposta è stato il risveglio in casa Juve, dove si credeva di essere di colpo diventati una “squadra fortissimi”dopo la partita vinta contro di noi, complice un avversario “molle” e, lo ribadisco, condizionamenti ambientali e arbitrali non trascurabili; basti pensare che, per lo stesso identico intervento realizzato da Caçerès, su Milito non è stato fischiato il rigore, sul giocatore del Bayern (Olic?) invece sì.
E’ bastata una squadra in un periodo non certo splendido, mancante inoltre dei due giocatori di maggiore qualità (Ribery e Robben), per mettere ferocemente a nudo tutti i limiti dell’attuale organico, della guida tecnica e della gestione societaria della Juventus, che commette ora errori di mercato che prima non commetteva; certo era comodo con Moggi e la GEA che controllavano il 75% dei giocatori italiani validi, oltre ad essere un ottimo conoscitore del mercato, questo non si può non riconoscerlo. Tutto l’ambiente ha concentrato e conseguentemente esaurito nella partita di sabato tutte le motivazioni e le tensioni positive, lasciando il posto a un rilassamento totale che ha determinato la situazione che abbiamo visto tutti.

L’ho già detto nel mio articolo “d’esordio”: l’odio (in questo caso sportivo) alla lunga non porta a nulla e fa perdere di vista la giusta dimensione delle cose.
Finchè nell’ambiente Juve si vivrà con l’odio e l’ossessione dell’Inter, difficilmente per loro arriveranno buoni risultati; speriamo che lo capiscano il più tardi possibile. Alla fine del mini-ciclo noi ci troviamo primi in classifica con +4 sulla seconda e +5 sulla terza (la Juve appunto)e negli ottavi di Champions; loro si trovano a -5 dalla vetta e relegati in Europa League (che sono obbligati a giocarsi).
D’accorso, avrebbe potuto concretizzarsi una situazione anche migliore per noi, ma mi chiedo:
chi sta meglio e chi peggio ? A voi la risposta.

Il Pagellone


a cura di Andrea

Era la partita decisiva per il nostro cammino in Champions e non l'abbiamo sbagliata. Ho visto l'Inter che siamo abituati a vedere in campionato e non quella loffa d'Europa. La cosa mi rincuora. Mourinho si trovava di fronte ad un bivio, ed ha preso la strada giusta, con scelte coraggiose ma azzeccate, dimostrando che non è assolutamente vero che non punta su Balotelli, tanto che nella sfida più importante lo pone in campo dal 1° minuto. C'è un fatto da sottolineare: le sfide contro Dinamo Kiev e quella di ieri contro il Rubin erano decisive ed in un modo o nell'altro non le abbiamo sbagliate, che ci sia un cambio di rotta mentale?
In ogni caso, un match importante come quello di ieri sera merita un analisi tecnica giocatore per giocatore, ecco quindi il mio pagellone. Il resto del lavoro lo lascio volentieri a Sergio ed ad Alex eheh.

JULIO CESAR: 6+ Il suo stato di forma è ok, quello mentale un pò meno. Anche ieri fa un paio di uscite così così, ma poi si rifà salvancoci il culo in altrettante situazioni. Abbiamo bisogno di lui
SAMUEL: s.v. Si fa male troppo presto per rimanere impresso nelle menti di noi tifosi
CORDOBA: 6.5 E' il tipico caffè della sua Nazione, forte, nero, amaro ma che dà la forza giusta. E' il solito Ivan Ramiro, un pò grezzo, ma sempre efficace e senza fronzoli. In questo momento sinceramente lo vedo come il compagno perfetto di reparto con Lucio.
LUCIO: 7 Domina incontrastato nella nostra retroguardia. Anticipa, corre, chiude, riparte. Di più da lui non si può chiedere e va benissimo così. Certo, non che avesse grandi avversari di fronte
MAICON: 6+ La sua presenza sulla fascia è imprescindibile per le nostre sortite offensive, perchè è l'opzione aggiunta in più, giungendo dalle retrovie, crea sempre scompiglio. Ancora disattento in alcune fasi difensive
ZANETTI: 7.5 Se alla sua età riesce ancora a giocare come ieri bisognerebbe clonarlo. P-A-Z-Z-E-S-C-O
STANKOVIC: 6 Corre e lavora molto, ma fatica a trovare i tempi giusti di raccordo tra difesa ed attacco, costringendo spesso i difensori a lanci lunghi senza esito. Rimane sempre utilissimo. L'infortunio non dovrebbe essere nulla di grave fortunatamente
CAMBIASSO: 6.5 Non gioca molto, ma dimostra di essere un centrocampista coi controcazzi, basta vedere il numero che fa al 90° al limite dell'area russa
THIAGO MOTTA: 6.5 Nessuno se lo aspettava ma a centrocampo è lui il vero perno: non tiene mai troppo palla, la fa girare e detta ordine in mezzo al campo e ieri ne avevamo un forte bisogno. Giocasse sempre così sarebbe l'acquisto dell'anno
SNEIJDER: 6.5 Il suo piedino viene tenuto un pò a riposo, ma quando lo usa, ragazzi, fa cose pazzesche. Lì a centrocampo riesce anche a dare quantità, dimostrando di essere intelligente come pochi e talentuoso come ancora meno.
MUNTARI: s.v. Sostituisce uno stremato Balotelli, ma la gara era ormai indirizzata
BALOTELLI: 8 - IL MIGLIORE - Cacchio, questo è un campioncino. Ancora mostra segni di deficienza adolescenziale (il giallo preso è da vera testa di cazzo), ma quando ti risolve le partite come ieri sera, non si può fare altro che alzarsi ad applaudirlo. Un gol ed un assist che decidono il tutto. Se poi Mourinho si arrabbia perchè in panchina, sudato ed al freddo, non mette la giacca, c'è solo da capirlo: non può permettersi ora come ora di perdere per malanni stagionali questo diamante grezzo.
ETO'O: 7 Fa gol con un missile terra aria da distanza ravvicinata, poi tanta corse e sacrificio. Tutti si aspettavano da lui il gol in trasferta ed arriva contro la Juve; tutti si aspettavano che finalmente diventasse decisivo in Europa e segna. C'è ancora chi ha nostalgia di Ibrahimovic? Io no di certo.
MILITO: 6- Non insufficiente perchè sarebbe un peccato in una serata così, ma sinceramente è l'unico che delude un pò. Certo, a sua discolpa c'è da dire che deve lottare contro Cesar Navas e Popov, due giganti, ma forse è un pò stanco e fatica a trovare i suoi spazi.
MOURINHO: 7 Era la sua serata e non sbaglia un colpo. Dimostra di fidarsi di Balotelli schierandolo da subito, ma soprattutto dimostra grande intelligenza tattica schierando una Inter iper-offensiva ma molto equilibrata.

Inter vs Rubin 2-0 La giusta dimensione

Non avevamo davanti una porta con la rete, ma due cancelli alti e verdi. C'era il rischio, che a pallonate, fossero gli altri ad aprirci una strada, ma siamo stati all'altezza e con due goal splendidi, ci siamo aperti la strada che volevamo, oltrepassando il cancello giusto, quello che conduce agli ottavi di Champions League.

Siamo scesi in campo determinati, ma tesi come se avessimo cominciato la partita a tre minuti dal termine e sotto di un goal. Lanci lunghi, palle sprecate, un Rubin pressante, ma decisi e vincenti nei contrasti.
Così non poteva bastare, serviva un goal per togliere la pressione, che rendeva bollente la palla. Samuel si infortuna (che sfiga), entra Cordoba (bentornato) e forse nella sfortuna guadagnamo in copertura sulle loro ripartenze, anche se nei primi minuti il Colombiano sembra Bruce Lee e ne stende un paio.
Si respira nell'aria, tutti lo vogliamo, vogliamo vincere. Zanetti, terzino di sinistra, scalda i motori, disabilità il programma di Stand-by e palla al piede si addentra nella folta difesa Russa, giocando al “Prova a prenderla”, che a lui riesce benissimo. Il Passaggio, dettato forse da un rimpallo, viene raccolto sulla riga di fondo da Mario, che di tacco serve al centro Eto'o, il cui missile terra-aria si insacca in porta e con lui tutte le nostre ansie!
Pur continuando a mostrare i nostri difetti, diamo “spolvero” ai nostri pregi, rischiamo qualcosa , ci perdiamo a volte in trame senza sbocco già in partenza, ma Julio è in serata e abbiamo voglia di correre. Il primo tempo dice Inter, ma il Rubin è squadra solida e ben organizzata e nella ripresa, per una decina di minuti prova a trovare il pareggio, impossessandosi del centrocampo e schiacciandoci sulla trequarti.
Questa sera però c'è un certo Sig.Mario Balotelli dalla nostra e un Eto'o veramente in partita, coadiuvati dal frizzante e pungente Sneijder, che la differenza la fa e si sente, chiedere al palo della porta difesa da Ryzhikov (ma che piede ha questo?), per conferme.
Torniamo a portarci in avanti, gestiamo bene la palla, ma soprattutto, udite udite, si corre! Lucio in difesa è impeccabile e la furia Colombiana scaccia spettri a destra e a manca, tutto bene, si gestisce, ma si deve chiudere la partita.
Punizione, palla ai 97 km/h e fine, titoli di coda per il Rubin, con la sassata di Mario, che torna Super, e chiude la partita!.
Onore ai nostri avversari, che non hanno mai mollato, onore a Milito che ha passato una serata da “carta moschicida” portandosi a spasso i difensori del Rubin, mentre Eto'o e Balotelli lo stendevano! La frustrazione dell'argentino è tutta in una sua incursione in area, quando si intestardisce a dribblare anche se stesso, pur di provare a trovare la porta! Principe stai sereno, segnerai alla prossima, magari già domenica!.
Determinati a vincere, determinati a dimostrare che nulla ci è precluso, questo è quanto i nostri Ragazzi dovevano fare, ma non solo per se stessi, per la Società o il Presidente, ma per noi tifosi. Noi che in campo c'eravamo anche a Barcellona o a Torino, scuotendo le cancellate che ci separano dal campo, trasmettendo la nostra energia, il nostro sogno, ma che senza di loro siamo impossibilitati a concretizzare!. Noi che siamo sempre in prima linea, che combattiamo agli angoli delle strade, fermi ad un semaforo rosso o all'interno di un bar, giorno dopo giorno nella vittoria o nella sconfitta!.


Abbiamo giocato per vincere e abbiamo vinto, ma a cosa cavolo pensavamo quindi sabato sera? E a Barcellona? Mistero! Usciamo da una finale soddisfatti e contenti, ma nulla è ancora fatto, anzi è ora che arriva il bello! Bordeaux, Chelsea, Real o forse Siviglia, a voi la scelta, sarà comunque una sfida incredibilmente importante!.

Persone perbene


a cura di Andrea

Ci son situazioni ed ambienti in cui essere persone perbene conta davvero poco, anzi, diventa una colpa. Il calcio essendo diventato un business, è un ambiente dove o sei uno squalo o vieni mangiato. Moratti è il tipico esempio di pesce rosso che è stato azzannato per anni e anni ed anche oggi non è riuscito a divenire nient'altro che, al massimo, un piragna, non di certo un vero predatore del mare.
Cosa c'entra tutto questo con la Champions e la partita di stasera vi chiederete giustamente. In realtà conta poco o nulla, ma è una riflessione da fare secondo me dopo la pessima prestazione della Juventus di ieri sera. I bianco-neri si ritrovano come Presidente questo Jean-Claude Blanc che di calcio non ne sa un fico secco (e si vede), ma che ha il pregio d'essere una persona perbene e, proprio per questo motivo, è odiato o comunque rifiutato da gran parte del pubblico zebrato. Beh, certo, dopo essersi abituati a sgherri alla Moggi, Giraudo, Bettega e Lippi, della gente chiara, pulita, forse solo un pò tontolotta, come Cobolli Gigli o Blanc, porta ad una sorta di rifiuto istantaneo. L'1 a 4 di Torino non è il semplice crollo di un progetto e la disfatta (ammettiamolo, molto dolce per noi) di una Società che attendeva la Champions per dichiararsi ufficialmente risorta, ma è il crollo del progetto del futuro calcio italiano. Inter e Milan son due estranee in un panorama calcistico che sta andando sempre più verso "l'autosostentamento" economico e gestionale e di cui la Juventus si ereggeva ad esempio da seguire. Il suo fallimento rischia di essere il fallimento di un intero sistema e dà un monito importante per chi di calcio si vorrebbe interessare in futuro: siate un pò stronzi, perchè qua, di persone perbene, non ce n'è bisogno.
Passando oltre a questa parentesi strutturale, si può portare avanti un ugual discorso sul piano strettamente tattico: Ferrara è una brava persona, ma non ha la stoffa dell'allenatore. Buffon ha il menisco rotto? Ma si, se dice che può giocare facciamolo giocare, mi fido di lui. No! Tu, allenatore, devi avere la capacità di tenerlo fuori per il suo bene ed il bene della squadra. Se Del Piero non è al 100% (e non lo è) non puoi tenerlo in campo nonostante tutto. Infine, anche se per Felipe Melo e Diego i tuoi superiori hanno speso 50 milioni, te ne devi fregare e se vedi che non girano devi avere abbastanza pelo nello stomaco da tenerli in panchina. Voglio dire che per fare l'allenatore devi essere in grado di lasciare da parte talvolta il "cuore" ed usare solo la testa, anche rischiando di risultare antipatico. Mourinho è l'esempio perfetto: se ne frega di tutto e va per la sua strada, forse esagerando anche a volte, ma è così che ti guadagni rispetto e vittorie. Stasera spero che il mister metta in campo gli 11 che stanno meglio, al di fuori di preferenze di tifo e criticoni del settore, spero che inculchi nella testa dei ragazzi che un eventuale fallimento risulterebbe un fallimento non solo per l'FC Internazionale, ma per tutta l'Italia che l'anno prossimo rischierà di poter portare nell'Europa che conta solo tre squadre e non quattro. Economicamente un mezzo cataclisma, tecnicamente la fine della conclamata superiorità italica. Non pretendo cuore, perchè se non c'è stato contro la Juventus, nelLA Partita con la P maiuscola, non posso pretendere ci sia con il Rubin Kazan, ma voglio testa e gambe ben collegate e funzionanti a pieno reggime. Ma soprattutto non voglio 11 persone perbene in campo, voglio 11 stronzi cattivi, perchè nel calcio abbiamo visto che fine fanno i bravi.

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