A cura di Andrea
Caro piccolo, ti scrivo. Non se se sarai maschio o femmina, biondo o castano, dagli occhi verdi, blu o neri. Non so nemmeno se ci sarai, ma se ci sarai una certezza ce l’ho: sarai interista. Ti insegnerò ad amare il calcio correndo dietro un pallone e solo dopo tifando; ti insegnerò ad avere fede in te stesso ed in ciò che credi e solo dopo in una squadra. Ma quando sarai pronto ti insegnerò ad amare l’Inter. Ti scrivo oggi perché è il minimo dopo quello che noi nero-azzurri abbiamo appena vissuto e perché mi sembra un enorme errore non poterlo spiegare a chi non c’è stato. Abbiamo dovuto aspettare anni, decenni, soffrire per innumerevoli partite, sognare con voli pindarici per poi cadere malamente al suolo rompendoci le ossa della nostra anima da tifosi. Abbiamo dovuto aspettare davvero tanto per entrare nella storia, ma alla fine ci siamo entrati e non per la porta sul retro o dallo scantinato, ci siamo entrati dal ponte levatoio, col popolo in festa e consapevoli della nostra impresa.
Caro piccolo ti scrivo perché a parole non so se riuscirei a raccontarti tutto questo senza emozionarmi come mio nonno si emozionava un pò nel raccontarmi della Coppa Campioni vinta nel ’65. Lo scrivo perché a parole mi perderei per vie traverse, in ricordi che anche oggi, appena tre giorni dopo, sono chiusi ermeticamente in testa e cuore. Ti scrivo perché non so quando e se tu mai esisterai, ma se ci sarai è giusto che tu sappia una piccola filastrocca: JuliocesarLucioSamuel (pausa) MaiconChivuZannaCambiasso (pausa) PandevSneijderEto’o (pausa) Milito. Imparala, usa il supporto delle immagini e ripetila come un mantra. Spero per te che un giorno vivrai momenti così, momenti da cui imparare una filastrocca un po’ cacofonica, ma piena di significati e grondante di emozioni, lo auguro a tutti coloro che amano il calcio, indifferentemente dalla fede. Non so se per rivivere cose così dovremo aspettare uno, dieci, cento, mille anni, se quando ci sarai ti avrò scritto altre centinaia di lettere per altre centinaia di imprese o se questa rimarrà l’unica. Ma una cosa la so: essere interisti vuol dire avere pazienza, perdersi ogni tanto d’animo, cadere, rialzarsi, e tutto con la consapevolezza che comunque vada, quando il giorno più bello arriverà, non sarà solo un giorno, sarà IL GIORNO, sarà la Storia.
Caro piccolo, ti scrivo. Non se se sarai maschio o femmina, biondo o castano, dagli occhi verdi, blu o neri. Non so nemmeno se ci sarai, ma se ci sarai una certezza ce l’ho: sarai interista. Ti insegnerò ad amare il calcio correndo dietro un pallone e solo dopo tifando; ti insegnerò ad avere fede in te stesso ed in ciò che credi e solo dopo in una squadra. Ma quando sarai pronto ti insegnerò ad amare l’Inter. Ti scrivo oggi perché è il minimo dopo quello che noi nero-azzurri abbiamo appena vissuto e perché mi sembra un enorme errore non poterlo spiegare a chi non c’è stato. Abbiamo dovuto aspettare anni, decenni, soffrire per innumerevoli partite, sognare con voli pindarici per poi cadere malamente al suolo rompendoci le ossa della nostra anima da tifosi. Abbiamo dovuto aspettare davvero tanto per entrare nella storia, ma alla fine ci siamo entrati e non per la porta sul retro o dallo scantinato, ci siamo entrati dal ponte levatoio, col popolo in festa e consapevoli della nostra impresa.L’annata 2009/2010 non ha scritto solo una pagina tinta di nero e d’azzurro, ha scritto una pagina del calcio italiano ed un piccolo paragrafo del calcio europeo e Mondiale. Pensi stia esagerando? Beh piccolo, effettivamente noi bauscia ogni tanto esageriamo, come i pescatori: prendiamo una sardina, ma ci pare un capitone. Non lo facciamo però per megalomania o egocentrismo, lo facciamo perché la nostra fede è così: esagerata e smisurata. Ma stavolta non sto esagerando. Cerca sul tuo computer del futuro, negli archivi dei giornali, e vedrai che cose stupende sono successe.
Josè Mourinho è un uomo dallo sguardo duro e dal sorriso difficile, un sergente dalla lingua affilata e dall’io abbastanza gonfiato. Ma è un uomo di cuore e coglioni, di quelli giusti per la nostra Inter. Le sue parole, i suoi gesti, le sue critiche ci hanno fatto innamorare perché così diverso da tutti e così uguale a noi. E’ lui il grande protagonista di questa stupenda annata di cui ti narro, anche se sedeva spesso in panchina e ogni tanto in tribuna. Coppa Italia, Scudetto e la tanto agognata Champions League. Tutto abbiamo vinto, senza lasciare neanche le briciole agli avversari, non per cattiveria, ma per indiscussa superiorità. Josè ci lascerà, piccolo, e non so se quando tu ci sarai lui sarà ancora in giro a fare innamorare folle di tifosi per l’Europa, ma di certo saprai chi è e ora sai anche perché lo amiamo tanto qua: era uno di noi e ci ha fatto entrare nella storia.
Il Presidente è Massimo Moratti, un poeta ancora innamorato del calcio che già oggi non c’è più, un calcio fatto di gioco e amore più che di soldi e business, ma che per vincere ha dovuto mettere da parte gioco e amore lasciando spazio a denaro e business. Questa “tripletta” è tanto sua quanto nostra, quanto tua anche se non l’hai vissuta piccolo. E poi c’è Zanna, il capitano, le sue lacrime dopo ogni trofeo, il suo viso deformato dalla gioia la sera del 22 maggio a Madrid. C’è Milito, che ci ha resi sudditi del suo regno Principesco e che abbiamo tutti abbracciato mentre era sdraiato a guardare la luna dall’erba del Santiago Bernabeu. C’erano Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu, Cambiasso, Pandev, Sneijder, Eto’o. C’erano Toldo, Orlandoni, Cordoba, Matrix, Mariga, Muntari, Deki, Balo, Arna, Quaresma e tutti gli altri. C’erano i trentamila sulle tribune, i centomila in Duomo e gli altri milioni sparsi per l’Italia e per il Mondo. C’erano abbracci, baci, lacrime, sogni che uscivano da cassetti, birre, spumanti, bandiere, magliette, striscioni, cori. Non c’erano più paure, illusioni, voci, tristezza, problemi. Per una sera c’era e non c’era tutto ciò. Questo è il calcio piccolo, quello che ti voglio insegnare, quello che voglio che tu ami, sempre chiaramente con i colori nero e azzurro in primo piano.
Caro piccolo ti scrivo perché a parole non so se riuscirei a raccontarti tutto questo senza emozionarmi come mio nonno si emozionava un pò nel raccontarmi della Coppa Campioni vinta nel ’65. Lo scrivo perché a parole mi perderei per vie traverse, in ricordi che anche oggi, appena tre giorni dopo, sono chiusi ermeticamente in testa e cuore. Ti scrivo perché non so quando e se tu mai esisterai, ma se ci sarai è giusto che tu sappia una piccola filastrocca: JuliocesarLucioSamuel (pausa) MaiconChivuZannaCambiasso (pausa) PandevSneijderEto’o (pausa) Milito. Imparala, usa il supporto delle immagini e ripetila come un mantra. Spero per te che un giorno vivrai momenti così, momenti da cui imparare una filastrocca un po’ cacofonica, ma piena di significati e grondante di emozioni, lo auguro a tutti coloro che amano il calcio, indifferentemente dalla fede. Non so se per rivivere cose così dovremo aspettare uno, dieci, cento, mille anni, se quando ci sarai ti avrò scritto altre centinaia di lettere per altre centinaia di imprese o se questa rimarrà l’unica. Ma una cosa la so: essere interisti vuol dire avere pazienza, perdersi ogni tanto d’animo, cadere, rialzarsi, e tutto con la consapevolezza che comunque vada, quando il giorno più bello arriverà, non sarà solo un giorno, sarà IL GIORNO, sarà la Storia.Ciao piccolo Interista, alla prossima si spera.

Ciao Andrea,
RispondiEliminaquesto post è anche ideologicamente destinato al ragazzino Interista che è in noi e non ci ha mai abbandonato.
E' un post che ho salvato e che conserverò per il futuro, complimenti, bravo ;)
Mou se ne è andato, è già nella Storia, per il toto allenatore chi vede più adatto? suggerimenti?
carissimi.
RispondiEliminami permetto di condividere con voi questi video.
ECCO L'ULTIMO DISCORSO DI MOURINHO.
http://www.youtube.com/watch?v=DnWrp5VQQQg
FORZAINTER.
addio mou, ci mancherai!
Ciao a tutti, complimenti Andrea. Per chiunque verrà dopo Mourinho, contrariamente a quello che ha detto lui stesso, secondo me saranno cazzi. Nessuno è in grado in questo momento di gestire l'Inter come l'ha gestita lui; ci sarà l'offensiva dei media e quella dei poteri forti del calcio per toglierci lo scudetto del 2006 e ci vorrà uno dai nervi d'acciaio, oltre che capace come tecnico. Ormai si saranno fatti una cinquantina di nomi; forse i più adatti sarebbero Benitez e Hiddink, ma in questo momento faccio veramente fatica a immaginare uno che non sia Mourinho...Pazienza, altrimenti che "Pazza Inter" saremmo? Nota finale di delusione totale per Mancini, che al Processo di Napoli, dopo che nel 2006 era stato uno dei principali accusatori di Moggi, si è trincerato dietro una lunga fila di "non so, non ricordo, era lo stress del dopo partita". Complimenti! Se fossi negli amici del blog "Io sto con Mancini", gli cambierei subito nome.
RispondiEliminaCiao Alex, è durissima pensare a Mou lontano dall'Inter, questa è la dimostrazione che gli idioti siamo noi, noi che diamo tutto il nostro supporto, noi che ci immoliamo per i nostri idoli, mentre loro, prendono e vanno via quando cavolo gli pare, fregandosene di noi, del nostro affetto e delle nostre idee!
RispondiEliminaL'Inter è ciò che conta di più, giocatori ed allenatori, grazie e tanti saluti!
Quanto al Mancio non mi aspettavo nulla di più, ormai lui è lontano da qui, da questa fogna schifosa, che non sarà mai bonificata, per quanto noi possiamo lottare!
Non finirà mai, finchè saremo vivi loro faranno il possibile per ucciderci!
Ciao a tutti, grazie dei complimenti :)
RispondiEliminaPer il dopo Mou non so, sinceramente è dura, ma schierandomi controcorrente io dico che l'idea Mihajilovic non m dispiaceva: ok, poca esperienza, ma conosceva i giocatori, ha le palle cubiche e buone idee di gioco. Chiaro però che se sulla piazza c'è un Capello il discorso cambia....
Io non capisco, Mou vuole nuove sfide e all'idea di andarsene piange come un bimbo!
RispondiEliminaSe cerca sfide questo è l'unico posto che fa per lui, qui non finiscono mai!
Cacchio, prima il Mancio ora Mou, ufffff, respiro profondo, profondo...avanti Inter!!!
Beh Sergio...un pò lo capisco: sei il più grande al Mondo al momento ed hai l'opportunità di andare al Real, con tutti quei soldi a disposizione, con CRonnie, Kakà, Higuain, ecc... a disposizione, una società che vuole vincere a tutti i costi. Io ci andrei. Poi lui ama noi, ama l'Inter, ma giustamente s'è rotto i coglioni dell'Italia! Razionalmente lo comprendo...certo, anche restare qui e ripetersi sarebbe una bella sfida, ma andarsene da vincente per vincere anche in Spagna non si può negare che si allettante se non la cosa migliore da fare per lui al momento...
RispondiEliminail mio piu' grande timore è che andando al real si porti anche qualche pezzo di inter (Milito,maicon,etc) speriamo di no
RispondiEliminaE' possibile, ma non scontato: Moratti è uno dei pochi in Italia che non necessita soldi e quindi non svende. O si viene con la cifra che vuole o niente. Ed in più ora siamo noi in capo al Mondo, molti vorranno venire, pochi andare....;)
RispondiEliminaDavvero Andrea, so che è così, ma è evidente che devo metabolizzare il fatto di aver visto realizzarsi il sogno della mia vita da tifoso ed è stato anche meglio di quanto immaginassi, e subito dopo il condottiero, colui a cui ho dato tutta la mia fiducia, all'apice della vittoria, prende e se ne va per i cazzi suoi ;)... datemi qualche giorno please, sono aggrappato alla maglia di Sneijder per non farlo uscire dalla porta sul retro e vederlo salire sulla macchina di Mou ;)
RispondiEliminaKempest ha ragione e francamente, che il Mou faccia una cosa del genere mi sembra un pò da bastardi, anche se poi è tutto da dimostrare quello che i giornalisti vanno scrivendo!
Ci sono depistaggi di ogni genere, sui giornali "il Milan vola", ma dove cazzo va? Moratti che dichiara di non voler essere preso in giro, ma da chi? e anche qui falsità, cose mai dette! Certo che neanche un minuto di pausa, persino nella vita quotidiana trovo il tempo di andare almeno al bagno, qui invece va a finire che ci tocca il vasino, perchè non c'è tregua! ;)
Andrea stracomplimenti per questo articolo fantastico. Un giorno credo che tutti noi useremo queste parole coi nostri figli. Fino a sabato si ripeteva a filastrocca la formazione della Grande Inter di HH, altra epoca, ora noi possiamo ripetere a filastrocca la formazione della Grande Inter di JM, l'unica a portare la tripletta in italia. fantastico!
RispondiEliminaPS: ho pubblicato le foto di Sabato nel mio blog :D
Un saluto, Vincenzo.
Sì per fortuna che da oggi in avanti si può cambiare filastrocca perchè di sarti burgnich facchetti e di immagini in bianco e nero ero più che stanco
RispondiEliminaFossi in Moratti terrei duro, come del resto sta facendo, ma non tanto per trattenere ad ogni costo Mourinho, sebbene per il fatto che il Real Madrid si è comportato in maniera sleale verso un club che adesso è campione d'Europa e non teme niente e nessuno.
RispondiEliminaNon si può togliere all'Inter un allenatore con inganni e sotterfugi, bisogna pagare la penale di 16 milioni fino all'ultimo centesimo e se così non è, beh, prendiamo pure un altro allenatore, ma facciamo in modo che Mourinho non vada al Real Madrid, magari lasciando il portoghese per un anno senza lavoro, come mi pare sia giò avvenuto per Mancini per altri motivi.
Non è una punizione per Mourinho, ma non mi dispiacerebbe che ciò avvenisse per una sorta di compensazione per essere stati in un certo senso "traditi": non ci si può far beffe di milioni di tifosi dimostrando amore e pianti e poi voltare le spalle a chi ti ha dato notorietà e successo!!
Moratti deve dimostrarsi duro e inflessibile come non mai, ne va del nostro onore di Grande Inter!!