
a cura di Andrea
Vorrei innanzitutto fare delle precisazioni. Tante volte noi interisti siamo stati attaccati di anti-Nazionl(ismo) e cultura anti patriottica a livello calcistico. Molti mi hanno anche chiesto il perchè di una rubrica (per quanto breve possa essere durata alla fin dei conti, questo sarà l'ultimo articolo) circa il cammino dell'Italia in questi Campionati del Mondo. Noi interisti non siamo anti Nazionale, semplicemente tifiamo Inter. Vi è mai capitato di chiedere a qualcuno "ehi, per chi tifi?" e sentirvi rispondere "Italia"? Se si, avete beccato uno che di calcio non si interessa, perchè l'Italia non si può tifare. Come puoi tifare una squadra che gioca competizioni degne di tifo una volta ogni due anni? Non si può, perchè il tifo è una cultura ed una passione che va coltivata e accresciuta giorno dopo giorno, domenica dopo domenica, partita dopo partita.
L'Italia la si segue, la squadra di club la si tifa e la si vive costantemente per nove mesi su dodici. Il tifo è una gestazione lenta, complicata ma piena di soddisfazioni (o delusioni) e non può avere dilatazioni temporali eccessive come invece ti costringe ad avere una Nazionale. Certo è che la presenza di determinati personaggi nell'Italia non ha facilitato il compito a noi interisti, ma voglio vedere come avrebbero reagito gli juventini o i milanisti se ad allenare la rappresentazione internazionale del tuo Paese ci fosse stato, chessò, Mourinho o anche solo Mancini. Non dimenticate che il tifo è spesso irrazionale, come ogni passione, come l'amore o l'odio.
Non per questo però era giusto abbandonare totalmente l'Italia al proprio destino. La vittoria del 2006 mi ha reso orgoglioso e felice, seppur con le giuste differenze rispetto alla vittoria del 22 maggio. Ritenevo quindi giusto parlare di Nazionale anche qui, nel nostro piccolo tempio dell'interismo, a maggior ragione quest'anno che noi nero-azzurri siamo stati i soli ed unici a tenere in alto l'onore calcistico di questo Paese.
Ieri è stata una giornata storica nella sua amarezza. Uscire da Campioni del Mondo così, in un girone così, giocando così, non può che essere stato un colpo per qualunque italiano. Forse non c'è dolore, anzi, non c'è, è inutile fare i moralisti, ma amarezza e tristezza si. Perchè alla fine anche io sul gol annullato a Quagliarella mi son trovato ad esultare per poi dispiacermi della (giusta) chiamata arbitrale e perchè anche io, nel 2006, al rigore decisivo di Grosso ho festeggiato sinceramente. Purtroppo però mi son ritrovato a guardare in questi tre matchs un'Italia calcistica tristemente e realisticamente rappresentatrice di una situazione politica ed economica di una Nazione. La svogliatezza, la confusione, l'apaticità di alcuni giocatori è la pura trasmigrazione su campo di ciò che si trova oggi nella vita di tutti i giorni. Il fallimento di un progetto è il fallimento di interi anni di decadimento in ogni ambito dell'Italia. Alla fine è questo che mi lascia più di sasso: la Nazionale vista ieri siamo noi. Non noi in quanto individui, ma noi in quanto gruppo, in quanto Nazione. Ed ora dobbiamo ricostruire tutto come tutto dovrà ricostruire Prandelli.
Non farò processi a Lippi perchè tanti ne subirà e tanti ne ha già subiti, col senno di PRIMA (e non è poco) addirittura in qusto blog ed in tanti altri blog nero-azzurri. Non farò commenti tattici o tecnici perchè credo che la realtà sia davanti agli occhi di tutti. Ora penso che sia il momento di tornare a parlare di calcio e per me calcio non fa rima con Nazionale, non l'ha mai fatta e penso che mai lo farà. Per me il calcio è l'Inter, come per un gobbo lo è la Juventus o per un cacciavite lo è il Milan. La Nazionale è qualcosaltro e quest'anno meno che mai è calcio. Sia per quello che s'è visto in campo, sia per quello che rappresenta al di fuori di uno stadio.
P.S. mi assumo tutte le responsabilità per coloro che avessero seguito l'esempio e puntato 20€ sulla vittoria azzurra alla Snai. Me ne assumo tutte le responsabilità, un pò come Lippi insomma.
P.P.S. La prima foto era solo un buon motivo per tifare Italia, le foto qua sotto invece sono altrettanti buoni motivi per tifare la Nazionale che preferite voi. Io vi avviso, tifo Paraguay! Anche se il Brasile.....

Vorrei innanzitutto fare delle precisazioni. Tante volte noi interisti siamo stati attaccati di anti-Nazionl(ismo) e cultura anti patriottica a livello calcistico. Molti mi hanno anche chiesto il perchè di una rubrica (per quanto breve possa essere durata alla fin dei conti, questo sarà l'ultimo articolo) circa il cammino dell'Italia in questi Campionati del Mondo. Noi interisti non siamo anti Nazionale, semplicemente tifiamo Inter. Vi è mai capitato di chiedere a qualcuno "ehi, per chi tifi?" e sentirvi rispondere "Italia"? Se si, avete beccato uno che di calcio non si interessa, perchè l'Italia non si può tifare. Come puoi tifare una squadra che gioca competizioni degne di tifo una volta ogni due anni? Non si può, perchè il tifo è una cultura ed una passione che va coltivata e accresciuta giorno dopo giorno, domenica dopo domenica, partita dopo partita.
L'Italia la si segue, la squadra di club la si tifa e la si vive costantemente per nove mesi su dodici. Il tifo è una gestazione lenta, complicata ma piena di soddisfazioni (o delusioni) e non può avere dilatazioni temporali eccessive come invece ti costringe ad avere una Nazionale. Certo è che la presenza di determinati personaggi nell'Italia non ha facilitato il compito a noi interisti, ma voglio vedere come avrebbero reagito gli juventini o i milanisti se ad allenare la rappresentazione internazionale del tuo Paese ci fosse stato, chessò, Mourinho o anche solo Mancini. Non dimenticate che il tifo è spesso irrazionale, come ogni passione, come l'amore o l'odio.
Non per questo però era giusto abbandonare totalmente l'Italia al proprio destino. La vittoria del 2006 mi ha reso orgoglioso e felice, seppur con le giuste differenze rispetto alla vittoria del 22 maggio. Ritenevo quindi giusto parlare di Nazionale anche qui, nel nostro piccolo tempio dell'interismo, a maggior ragione quest'anno che noi nero-azzurri siamo stati i soli ed unici a tenere in alto l'onore calcistico di questo Paese.

Ieri è stata una giornata storica nella sua amarezza. Uscire da Campioni del Mondo così, in un girone così, giocando così, non può che essere stato un colpo per qualunque italiano. Forse non c'è dolore, anzi, non c'è, è inutile fare i moralisti, ma amarezza e tristezza si. Perchè alla fine anche io sul gol annullato a Quagliarella mi son trovato ad esultare per poi dispiacermi della (giusta) chiamata arbitrale e perchè anche io, nel 2006, al rigore decisivo di Grosso ho festeggiato sinceramente. Purtroppo però mi son ritrovato a guardare in questi tre matchs un'Italia calcistica tristemente e realisticamente rappresentatrice di una situazione politica ed economica di una Nazione. La svogliatezza, la confusione, l'apaticità di alcuni giocatori è la pura trasmigrazione su campo di ciò che si trova oggi nella vita di tutti i giorni. Il fallimento di un progetto è il fallimento di interi anni di decadimento in ogni ambito dell'Italia. Alla fine è questo che mi lascia più di sasso: la Nazionale vista ieri siamo noi. Non noi in quanto individui, ma noi in quanto gruppo, in quanto Nazione. Ed ora dobbiamo ricostruire tutto come tutto dovrà ricostruire Prandelli.
Non farò processi a Lippi perchè tanti ne subirà e tanti ne ha già subiti, col senno di PRIMA (e non è poco) addirittura in qusto blog ed in tanti altri blog nero-azzurri. Non farò commenti tattici o tecnici perchè credo che la realtà sia davanti agli occhi di tutti. Ora penso che sia il momento di tornare a parlare di calcio e per me calcio non fa rima con Nazionale, non l'ha mai fatta e penso che mai lo farà. Per me il calcio è l'Inter, come per un gobbo lo è la Juventus o per un cacciavite lo è il Milan. La Nazionale è qualcosaltro e quest'anno meno che mai è calcio. Sia per quello che s'è visto in campo, sia per quello che rappresenta al di fuori di uno stadio.
P.S. mi assumo tutte le responsabilità per coloro che avessero seguito l'esempio e puntato 20€ sulla vittoria azzurra alla Snai. Me ne assumo tutte le responsabilità, un pò come Lippi insomma.
P.P.S. La prima foto era solo un buon motivo per tifare Italia, le foto qua sotto invece sono altrettanti buoni motivi per tifare la Nazionale che preferite voi. Io vi avviso, tifo Paraguay! Anche se il Brasile.....



Proprio così, questa Nazionale è l'immagine dell'Italia calcistica, quella degli intrallazzi e dei "chi se ne frega, intanto ci guadagno", che nel tempo ci ha condotto allo sbando totale.
RispondiEliminaPortare giocatori "cotti" e reduci da una stagione deludente è stato l'ultimo atto dell'arrogante Lippi, che ora spero taccia per un bel pò!.
Devo essere sincero, non sono dispiaciuto per nulla, anche se credevo che l'Italia sarebbe riuscita a passare agli ottavi e sono rimasto sorpreso dall'evidenza con la quale le nostre ragioni, le nostre critiche, siano state dimostrate dai fatti.
L'arduo tentativo di promuovere giocatori pro-juve o magari di dimostrare che l'esito del campionato Italiano fosse discutibile, è stato un fallimento, come normale e giusto che sia!
Perchè le P.I. ci raccontano frottole da sempre, ma ora, davanti alle lacrime di Quagliarella la realtà è chiara e ben visibile a tutti!
Molti giornalisti o presunti tali, hanno anche provato a dire che il risultato scadente della Nazionale è colpa dell'Inter e di Moratti..cose di altri pianeti, pianeti dove moggi è un santo e dove le P.I. dettano legge!
Pianeti dove è meglio non stare ;D
Finalmente è finita la vergognosa esibizione dell'Italia ai mondiali. Non lo dico per anti patriottismo, ma semplicemente perchè finalmente Lippi ti toglie dalle palle! Diamo l'Italia agli italiani e non ai gobbi!
RispondiEliminaDetto questo, l'Italia ha fatto una figuraccia assurda e non sono d'accordo con chi dice che non si poteva fare di meglio. Se fossero stati convocati giocatori veri e non scarpari pisciasotto (marchisio e pepe) o pensionati (cannavaro e camoranesi) avremmo fatto sicuraemtne di più.
Chiudo con un paio di cosette. In primisi chi mi spiega il fatto del cacciavite milanista? hahaa!
Secondo, tra le foto postate ne mancano alcune dell'Olanda che non sono affatto male!
Comunque mi sembra ovvio e, ora piu di prima, tiferò per Brasile, Argentina e Olanda.
Forza Inter sempre!!!
Ciao a tutti. E' prprio vero Andrea, una nazionale non si tifa; si segue, ci si appassiona, si rispetta. Il tifo è un'altra cosa.
RispondiEliminaChi non è stato fiero e contento della vittoria del 2006 anche se di interisti c'era solo Materazzi? Credo ben pochi, e comunque i "bastian contrari" ci sono sempre, per chiamarli con un epiteto elegante. Ma questa, ostaggio di un C.T. racchiuso in un suo microcosmo di orgoglio, ottusità e arroganza, faceva molta fatica a suscitare anche solo uno dei sentimenti descritti sopra. In una parola: Dio Madonna che squallore!
Ahahah, concordo Alex.
RispondiEliminaCaro Vincenzo, ti spiego subito il termine "cacciaviti" affibiato ai milanisti. E' il soprannome con cui sono identificati i milanisti a Milano, o meglio, in dialetto, "casavìt". Il Milan era l'indentificazione della classe operaia milanese, mentre noi nero-azzurri la classe artistica e borghesotta, da qui "bauscia". Con l'arrivo di Berlusconi le cose sono un pò cambiate eh?
In ogni caso hai ragione, anche le olandesi non sono male. A breve amplierò le categorie allora ahah