C'era una volta la juve!

Scritto da Alex
Giovedì sera è andato in scena in quel di San Siro spero con tutto il cuore non l’ultimo, ma comunque l’ormai ennesimo atto della tragedia mista a farsa “C’era una volta la Juve”; nel senso che un tempo c’erano una squadra e una Società che solitamente era amata o odiata, situazione abbastanza normale per chi vince molto, ma almeno incuteva negli avversari un senso di rispetto e di deferenza dettati anche dalla personalità e dallo “stile” con i quali veniva guidata la Società.
A dire il vero questo stile era già andato a “farsi benedire” dopo l’ingaggio del Signor Luciano Moggi, il quale era riuscito a mantenere vincente una Società che spendeva meno di altre nel modo in cui ben sappiamo.
Una volta poi scoperchiato il “pentolone” e giubilato, almeno momentaneamente, lo Chef che aveva curato per anni la preparazione del brodo primordiale che vi era contenuto, ecco l’inizio dello sfascio totale generato
principalmente, a mio parere ovviamente, dall’incapacità di reagire in maniera lucida e composta alle decisioni prese dal Collegio Giudicante della Federcalcio: in casa Juve, invece di guardare al futuro e programmare come si poteva tornare a vincere (possibilmente in maniera onesta), si è continuato a guardare al passato e a rimuginare sugli scudetti tolti, perdendo così di vista il vero obbiettivo e continuando a cercare di correggere decisioni sbagliate con altre ancora più sbagliate.
E’ una vecchia storia, ci siamo passati anche noi; la differenza è che noi ci siamo passati anche per colpe di altri, oltre che nostre; loro invece, se si trovano in questa situazione lo devono solo a loro stessi.
Questo è il concetto che la maggior parte degli juventini non capisce se è ottusa, fa finta di non capire se è intellettualmente poco onesta.
Per cominciare la Società è finita in mano a uno che si chiama Elkann, che parla un italiano non fluentissimo e che ha chiamato suo figlio Oceano (?!); costui, dopo un signore un po’ anonimo che non si capiva bene da dove venisse (Cobolli Gigli), ha affidato l’operatività a un francese che sarà espertissimo di organizzazione di eventi quali il Roland Garros, ma che di calcio non ne capisce una mazza o giù di lì; alla faccia che la Società di tutti stranieri è la nostra !
Per finire ha rispolverato la "terza ruota" della famosa Triade, che oltre ad essere quella un pò ovalizzata, rappresenta probabilmente sotto sotto l'incoffessato desiderio di riaffidarsi al Lucianone Nazionale.
Capitolo allenatori: si è iniziato con Deshamps, buon allenatore che ha fatto quel che gli si chiedeva, cioè vincere un campionato di serie B partendo con 9 punti di penalizzazione; alla fine dell’anno è stato esonerato, chissà perché.
Si è passati a Ranieri, che è anch’egli un buon allenatore, tesi avvalorata ancor più dal lavoro che sta facendo a Roma; dopo il primo anno e un terzo posto, lo hanno “segato” a due, dico due, giornate dalla fine lo scorso anno con la scusa che dovevano giocarsi il secondo posto che però, per la prima volta dopo anni, valeva tanto come il terzo, garantendo entrambi l’accesso diretto ai gironi di Champions.
Alla faccia dello “Stile Juve”!
Hanno affidato la squadra a un “deb” assoluto come Ferrara che si diceva operante sotto l’aurea egida del Marcello Nazionale, che avrebbe dovuto nei loro progetti tornare alla Juve dopo i prossimi Mondiali; progetto andato completamente “a puttane” dopo i risultati ottenuti da “Mister Danette”, nonostante una campagna acquisti faraonica e proclami altisonanti di inizio stagione.
L’hanno fatto andare in panchina contro l’Inter l’altra sera, quando tutta Italia sapeva che era già stato giubilato, e lui ha accettato questa situazione: mi auguro, almeno, in cambio di qualcosa di sostanzioso. Giunge ora notizia che hanno ingaggiato Zaccheroni che ha vinto il ballottaggio con Gentile (che è un po’ come se la Ferrari si trovasse a scegliere se dare in mano l’auto da corsa più prestigiosa del Mondo a Merzario o De Adamich) e che dovrà “traghettare” la squadra nelle mani di Benitez, forse la prima idea buona da anni; ma la domanda è: come ci arriverà a Giugno e cosa prenderà a quel punto in mano Benitez ? Lo scopriremo solo vivendo.
Capitolo giocatori: era molto comodo azzeccare tutti gli acquisti e impedire quelli buoni agli altri (fondamentalmente a noi) controllando 300 giocatori italiani e “intrallazzando” con i maggiori procuratori stranieri; gli acquisti del dopo-Moggi sembrano quelli dell’Inter del pre-dopo-Moggi (Andrade, Thiago, Almiron, Grygera, Salihamidzic, Amauri, Grosso, De Ceglie, Felipe Melo, solo per fare alcuni nomi); possibile che noi siamo diventati improvvisamente così furbi e contemporaneamente loro così coglioni?
Giovedì sera a San Siro ultimo atto, come dicevamo: in vantaggio dopo 9’ dato che noi giocavamo in dieci con in porta l’orso del gioco dei baracconi (Ve lo ricordate? Quello che si alzava e bramiva se lo colpivi con un fucile giocattolo…non me ne voglia Toldone) e con l’arbitro che gli concedeva di giocare con un regolamento speciale che ammette l’uso delle mani sia per respingere il pallone sia per contrastare gli avversari, sono comunque riusciti a squagliarsi inesorabilmente sotto la spinta di una squadra in una serata non certo eccezionale ma alla quale, evidentemente, tirava il culo perdere ancora una volta contro una simile banda di sciammannati.
Aggiungo una nota sempre lieta: ancora una volta li ha “purgati” l’odiato Balotelli.
Per una volta non sono d’accordo con Mourinho su un aspetto: ha detto che Ferrara si è comportato con dignità.
Primo: ha accettato di sedersi su una panchina con tutta Italia che sapeva che di fatto era esonerato; anche se lo ha fatto in cambio di qualcosa, non mi sembra il massimo della dignità.
Ma soprattutto secondo: ti vai a lamentare per un fuorigioco eventualmente millimetrico su un’azione che ha preceduto di un minuto quella che ha generato la punizione dalla quale è scaturito il gol del pareggio quando, volendo tacere tutto il resto, non ti è stato fischiato contro un rigore che più netto di così, per un fallo di mani, non può esistere in nessuna casistica ?
Allora vuol dire che sei veramente alla “canna del gas” e che la dignità l’hai già persa da un pezzo! Comunque, grazie a Dio, sono cacchi loro.
Noi godiamoci questo momento sperando che duri il più a lungo possibile.

Un'altra vittoria da incorniciare, Inter vs Juventus 2 - 1


il commento a caldo
Dopo solo quattro giorni dall'eroica vittoria nel Derby, ritrovare la giusta concentrazione e la giusta determinazione può essere difficile, ma i nostri ragazzi sono scesi in campo con la voglia di sempre e nonostante la “papera” di Toldo, che ha permesso il vantaggio bianconero, dopo solo 10 minuti, la squadra ha mantenuto il pallino del gioco e l'ordine tattico, ricercando con pazienza la strada della vittoria.
Pandev (quanto è diventato prezioso il suo lavoro) e Balotelli, sono parsi coppia ben assortita, ma è stato l'innesto, nel secondo tempo, di Milito a dare il colpo di grazia alla juventus.
Il Principe, entrato al posto di un Cambiasso non al meglio, ha portato brio alla manovra offensiva, che sostenuta da un Sneijder quasi imprendibile, ha condotto prima al pareggio di Lucio, provvidenziale il suo tocco di punta sulla punizione dell'olandese deviata della barriera, ed in fine al goal della meritata vittoria siglato da SuperMario sulla respinta corta di Buffon, dopo il tiro dal limite di Motta.
Mario prosegue nei suoi soliti atteggiamenti, a tratti eccessivi e superficiali, questo non mi fa certo piacere, ma è lui il castiga gobbi, è lui che si trova al momento giusto nel posto giusto e decide di fatto la partita.
Motta sta ancora cercando la forma fisica giusta, è lento, ma confidiamo nel tempo, così come per Cambiasso, che questa sera ha giocato un po' sotto a quelle che sono le sue prestazioni standard.
Ottimo il lavoro difensivo di Materazzi, la sua presenza in campo è stata importante, baluardo insuperabile, onora come sempre la maglia Nerazzurra, non facendo mai mancare il suo contributo quando gli viene richiesto.
Un elogio va senza dubbio concesso al nostro Capitano, autore di una partita perfetta con tanta qualità e quantità, lavoro che permette alla squadra di sorreggere tre punte ed un trequartista avanzato!.
Sono quasi convinto, credo che Zanetti, al termine della partita, non vada a riposarsi mai, probabilmente fa il cambio olio e poi ad allenarsi, una macchina!!!.

Abbiamo avuto ragione di una juve che ancora si trova in difficoltà, ma che sembrava poter essere in grado di capitalizzare l'errore di “Toldone” e condurre in porto una vittoria quasi inattesa e molto auspicata dai cronisti.
Per non parlare della possibilità di mettere fine al famoso record di imbattibilità casalinga di Mourinho, che anche questa volta, è invece uscito dal campo imbattuto!.
Potevamo pareggiare su calcio di rigore, quando sul finale di primo tempo, sul risultato di 1 a 0 per la juve, Melo ha mostrato le sue attitudini da giocatore di Pallamano, ma evidentemente il guardalinee ha gradito il gesto atletico premiandolo con un attimo di distrazione!
Alla luce dei fatti, meglio così, abbiamo vinto meritatamente una sfida psicologicamente difficile, superando anche gli errori umani e piegando le squadre anti-Inter, una dopo l'altra, dando sempre l'impressione di essere un gruppo molto compatto, che non si perde d'animo mai!
Prossimo avversario in Coppa Italia sarà la Fiorentina di Prandelli, ma ci penseremo poi, prima c'è il Parma, sfida di Campionato, che dovremo affrontare privi di Sneijder, Lucio e Stankovic.
AVANTI INTER!!! SEMPRE!!!

Non ragioniamo di lor, ma guarda e passa


a cura di Andrea

Nella Divina Commedia, Dante, con questo verso, si riferisce ai vili, gente senza infamia e senza lode, gente per cui non vale neppure la pena di perdere tempo. Nel nostro caso però la situazione non è proprio la stessa, o meglio, gli ignavi (o vili che dir si voglia) ci sono, eccome, però non sono neutrali, anzi, fan di tutto per esporre al meglio la loro posizione anti-interista e ce la fanno alla grande. Il succo in ogni caso non cambia: non ragioniam di lor, ma guardiamo e passiamo. E' giusto che la Società si inalberi e che Mourinho lanci frecciatine che manco gli indiani, ma l'atteggiamento che più mi sta facendo godere (mentalmente, ma anche proprio fisicamente) è quella superiorità che il derby di domenica sera ci permette di sfoggiare. Abbiamo vinto due a zero, contro la squadra del momento, in una situazione fisica per certi versi precaria, con un arbitro che chiamare tale è un'offesa alla semantica. Abbiamo vinto strameritatamente, con fisico, tattica e sprazzi di talento per 90 minuti più recupero. Tutto ciò porta noi tifosi interisti a poter essere incredibilmente superiori, anche un filo supponenti, verso gli avversari di ogni giorno, quelli che ci accusano di essere una squadra di rugby piuttosto che una squadra di calcio ("Embè? Il rugby è uno sport nobile d'animo, di cuore. Grazie del complimento") oppure quelli che ci accusano di essere dei piagnina ("Ohibò, ma complotto o non complotto siam vincenti sul campo! Non voglio giudicare alcun verdetto se non quello del campo che recita la nostra superiorità").
Ripeto, la Società è giusto che faccia sentire (finalmente oserei dire) la voce ai piani alti, ma noi potremmo anche farne a meno oggi, talmente siamo ebbri da domenica sera. Cioè, capite a che punto siamo giunti, a che punto di forza? Gli sfavori non ci abbattono, ma ci innalzano ad una posizione di superiorità mai vista finora! E' una situazione pazzesca e che mi provoca un piacere assoluto. Non voglio parlare di squalifiche, deferimenti, arbitraggi sia perchè ritengo che Alex abbia esposto tutto perfettamente ed alla grande nel precedente post (e comunque lode a lui che già nel pre-derby ci aveva messo in guardia da Rocchi. A titolo personale: grazie. Mi hai insinuato quei dubbi che mi hanno permesso di vedere quell'obrobrio di arbitraggio senza marcirmi il fegato in quanto ero preparato), sia perchè non mi va proprio, perchè per una volta voglio essere sbruffone e la cosa fantastica è che me lo posso tranquillamente permettere. Quindi non ragionerò di loro, ma guarderò e passerò, ballando la lambada innanzi ai milanisti e facendo perepè agli juventini. Con ciò non rinnego le parole di Mourinho e di Paolillo, ma semplicemente le ascolto, le comprendo, le approvo ma sorrido nel sentirmele ripetere e ripetere da avversari con la bava alla bocca dal nervoso. A me è bastato il messaggio passato domenica sera: potete colpirci ma non ci abbattete, potete darcele ma vi ritorneranno indietro più forti e con gli interessi. Se proprio dovessi schierarmi diciamo che più che con Paolillo starei dalla parte di Materazzi, ovvero in una ironica presa per il culo ma anche di posizione, ma capisco che i ruoli vadano rispettati e soprattutto portino incambenze diverse: se sei un giocatore goliardico puoi mettere una maschera (ma attento alle ammonizioni del Giudice Tosel), se invece sei un dirigente di spicco non puoi che importi e farti sentire. E se sei un tifoso? Beh, di certo c'è chi guarda e passa, c'è chi guarda e si ferma e c'è chi guarda, ascolta e poi partecipa. In ogni caso la prestazione di domenica ci permetterà di essere tutti quanti un pò sbruffoni ma sempre con l'aplomb nero-azzurro e 'sti cazzi se è poco.

Ma che colpa abbiamo noi?

Scritto da Alex
Subito una premessa, tanto per mettere in chiaro le cose: domenica sera siamo stati non grandi, ma enormi.
Il Milan era la squadra del momento, quella che praticava il più bel gioco (ma che cavolo vorrà poi dire “il bel gioco”), quella che aveva una striscia di vittorie impressionante; noi stavamo un po’arrancando e balbettando calcio, anche se con delle attenuanti abbastanza evidenti; a dirla così, e a sentire un po’ tutti nell’ambiente, dovevano farci letteralmente a pezzi.
Invece ecco servita la sorpresa: la squadra che ha dominato negli ultimi tre anni e mezzo si ricorda di essere tale e sfodera una prestazione maiuscola pure con il reparto nevralgico(centrocampo) abbastanza in emergenza: fino a che resta in parità numerica, mette sotto il Milan di brutto; quando poi va in inferiorità controlla, pressa l’avversario chiudendogli gli spazi e ripartendo con pericolosità, pur privata del suo inventore di gioco.
Dieci/quindici minuti di sofferenza all’inizio della ripresa, quando il Milan opera il suo massimo sforzo e Mourinho, per tutto il resto semplicemente perfetto, tarda a sostituire un provatissimo Muntari.
Poi il trionfo, con Pandev (grandissimo acquisto) che raddoppia su punizione beffando un Dida che aveva terrorizzato qualche minuto prima con uno “scavetto” che aveva centrato il palo su perfetto assist del Principe Milito (che giocatore ragazzi)!
Farsa finale con rigore ed espulsione per Lucio inventati da Rocchi dopo che Huntelaar aveva sparato una botta terrificante da mezzo metro addosso al nostro che non ha fatto altro che ripararsi il volto senza aumentare la figura corporea.
Unico neo, e nemmeno piccolo, della serata la prestazione dell’arbitro che ha iniziato a “sminchiare” già dal primo minuto non ammonendo Ronaldinho per un fallaccio su Lucio e da lì non ne ha più azzeccata una, compresa l’espulsione di Sneijder.
Intendiamoci: seguendo pedissequamente il regolamento l’espulsione ci sta tutta, ma prima di buttare fuori uno e rovinare una partita decisiva e che sta guardando mezzo mondo, un giallo con avvertimento sarebbe stato forse più opportuno, anche perché il “verbale” si era limitato a un “Bravo”: ma di opportuno il Signor Rocchi domenica sera non ha avuto proprio nulla come avevamo temuto sotto lineandolo nei commenti della settimana, nemmeno il posizionamento sul campo, come quando non è riuscito a togliersi dalle balle su un pallone proveniente da 30 metri.
Io adoro Mourinho, lo ammetto: domenica è stato quasi perfetto.
Il quasi fariferimento al fatto che nel dopogara si era abbastanza controllato ai microfoni di Sky, poi si è lasciato un po’ troppo andare a quelli della Rai: anche se con tutte le ragioni di questo mondo, purtroppo protestare in maniera così veemente in un paese come l’Italia e contro una categoria come quella arbitrale che è di fatto una casta chiusa a riccio su se stessa, non solo non serve a nulla ma può addirittura peggiorare le cose.
Che sia evidente che stanno facendo di tutto per farci perdere, già lo avevamo sottolineato nelle settimane scorse in più di un’occasione; ma a protestare contro questo stato di cose credo debba essere la Società: Mourinho e i giocatori sono pagati, molto bene, per giocare e cercare di vincere sul campo.
Poi sono il primo che si schifa a vedere certe cose e mi rendo conto di come non sia facile passarci sopra, però protestare platealmente in campo non serve a nulla; la nostra panchina è sempre piantonata da due “gorilla” della Federazione tanto che i nostri devono parlare con la bocca coperta perché sotto costante osservazione.
Altri dicono roba da fuoco, ma chi se ne frega !
Poi se Mourinho è il primo che si fa espellere (con molta disinvoltura da parte degli arbitri, bisogna dire), come si può pensare che i giocatori ricerchino l’autocontrollo massimo?
All’Inter ce ne vuole tanto perché a noi non perdonano nulla.
Non ci resta quindi che pensare solo a giocare e a stravincere sul campo come abbiamo fatto Domenica, contro tutto e contro tutti, poiché credo che vincere in futuro potrebbe non bastare più; il problema è che non puoi giocare sedici partite tutte con quella intensità, ma dobbiamo provare a farlo cercando di mantenere il massimo del controllo nervoso.
La verità è che non ci perdonano di essere così forti e così superiori a tutti gli altri: questa è la nostra colpa, aggravata dal fatto che questa situazione dura da parecchio tempo.
Credo che Moratti tra il primo e il secondo tempo sia andato negli spogliatoi a cercare di fare capire che bisognava cercare di stare un po’ più tranquilli; ecco forse il motivo per cui gli ultimi giocatori sono entrati in campo con quasi dieci minuti di ritardo, altro che il tè caldo!
La cosa più giusta l’ha sempre comunque detta il Mou: “Questo è il Vostro campionato, di voi italiani cioè. Io fra qualche anno andrò via e a voi resterà tutto questo. Vi piace? Allora tenetevelo, è un problema vostro”.
E infatti tutti ad affannarsi a dire che ci lamentiamo troppo e per niente: probabilmente abbiamo nostalgia perfino dello schifo che c’era durante l’era Moggi.
Che bellezza ! Questa è l’Italia ragazzi!.

E' il Derby, è Inter vs Milan.

Sono passati quasi 100 anni da quel 27 Febbraio del 1910, che ha visto disputarsi il primo derby Inter vs Milan della storia.
Quella partita finì 5-1 per l'Inter allenata da Virgilio Fossati, un risultato "rotondo", che nella storia del derby si è ripetuto, più o meno, altre volte, nel bene e nel male.
Nel 1910 non c'era Galliani a manipolare le date del calendario a proprio piacimento e non c'erano le pressioni mediatiche, che oggi smaniano nel vederci soccombere e soverchiano la realtà disegnandola a proprio piacimento nell'illusoria e divulgata speranza, che il sogno si avveri.
Ma questa è la solita storia, tanto vera quanto cerebralmente immutabile e probabilmente non cambierà mai!
Le frecciate, di nuove e di vecchie, ci accompagnano al 24 Gennaio 2010, un derby incerottato nella pretattica e nella sostanza, ma mentre il tempo si consuma, nomi e numeri di maglia si dissolvono e restano solo i colori Nerazzurri e le emozioni che sanno suscitare.
Non ci resta che sperare nella coscienza dei tifosi di entrambe le squadre, che la sportività sia sana e rispettosa, perchè purtroppo, contrariamente a quanto dichiarato da Mourinho, non sempre è stata una sfida senza violenza.
Una cosa è certa, siamo primi in classifica oggi e lo saremo domani, questo vuol dire che fino ad oggi abbiamo fatto abbastanza bene da meritare il primo posto, strappandolo con le unghie e con i denti, partita dopo partita, combattendo sempre!
Cosa chiedo quindi alla nostra amata Inter?
Voglio solo che si dia il massimo, voglio solo che non manchi mai l'impegno, l'orgoglio e la dignità, poi si può essere più o meno fortunati, ma l'importante è essere consapevoli di aver fatto il massimo per raggiungere la vittoria!
FORZA RAGAZZI!!! FORZA RAGAZZI!!!
AVANTI INTER!!!

L'attesa tanto attesa


a cura di Andrea

Forse avremmo preferito arrivare ad oggi con qualche punto in più perso per strada (soprattutto i tre persi a fine 2009 contro una squadraccia di Torino), forse avremmo preferito arrivarci più convinti delle nostre forze e di quelle degli altri, forse avremmo preferito arrivarci al 100% e con gli avversari al 70%. Forse...ma forse anche no, forse il calcio è bello proprio per questo, perchè non sai mai come va a finire, se il favorito manterrà le attese, se le scommesse si riveleranno realtà, se le sorprese non saranno più tali. Forse il derby di stasera crea attesa proprio per questo e cioè che potrebbe segnare il ritorno del vero calcio in Italia. Sarò supponente magari nel dire che da Calciopoli in poi il calcio nostrano è caduto in uno stato di coma e che solo noi siamo riusciti a stare vivi. Gli ultimi scudetti sono frutto di forza, superiorità, costanza ma anche assenza di avversari veri. Quest'anno doveva essere diverso, la Juventus s'era imposta in estate come la vera rivale, quella rinforzata, spinta da una massa di tifosi vogliosi di rivincite, la squadra che voleva coi successi riprendersi dai periodi bui passati. E invece c'è il Milan.
Premettendo che se loro sono a tre punti "virtuali" da noi le colpe sono principalmente nostre, non si può neppure negare al Milan i meriti di una stagione iniziata nell'ombra e cresciuta al sole di risultati ottenuti con merito, fortuna e nella sorpresa generale. La cosa mi piace, è da anni che Milano non era così fortemente impregnata di calcio: se saliva una, soccombeva l'altra, ma difficilmente entrambe riuscivano ad imporsi. Per stasera c'è attessa perchè finalmente si gioca una partita che conta. E' presto per parlare di sfida scudetto, avete ragione, però l'atmosfera è quella, la stessa che vivevamo nel '98 per le sfide con la Juventus, la stessa che non vivevamo negli ultimi anni per manifesta superiorità dei nostri ragazzi.
L'attesa sta per finire, sia dia fiato alle trombe e movimento alle bandiere! Il derby vale molto, almeno per noi, almeno per loro e per una volta, forse, anche per tutti gli amanti del calcio.

Ma Lotito ci è o ci fa?

Scritto da Alex
Stiamo in questi giorni assistendo al consueto balletto delle notizie sulle trattative del mercato di Gennaio, in un crogiolo di falsi scoop, notizie date per certe poi puntualmente smentite, sparate tanto clamorose da creare il sospetto di essere state concepite sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e notizie “standard” che si ripropongono tutti i giorni con accenti e sfumature diversi, a seconda probabilmente dell’umore giornaliero dell’anchorman di turno.
Fra queste ultime quella che vorrebbe i giocatori attualmente in forza alla Lazio Ledesma e Kolarov destinati a vestire presto o tardi la maglia dell’Inter.
Ritengo personalmente che sarebbero buoni se non ottimi acquisti, tipo quello di Pandev per intenderci: non sono dei fuoriclasse ma buoni giocatori che garantirebbero un rendimento medio abbastanza rassicurante; manna dal cielo, soprattutto in un momento di emergenza come quello attuale.
La situazione che si fa veramente fatica a comprendere è l’incarognimento di Lotito il quale, nonostante ritengo una buona offerta dell’Inter che comprende 12 milioni di Euro più le comproprietà di due ottimi giovani come Khrin e Biabany per entrambi i giocatori in questione, oppure di 6 mln. più Khrin per il solo Ledesma, si ostina caparbiamente a rifiutare qualunque ipotesi di trattativa.
La situazione non è incomprensibile in assoluto in quanto magari, in condizioni normali, i due varrebbero indubbiamente qualcosa in più; il problema è che Ledesma è nelle condizioni di Pandev, cioè fuori rosa dal Luglio scorso e con un arbitrato in corso la cui sentenza dovrebbe arrivare Martedì 26 e che, con sicurezza quasi assoluta, lo libererà da qualsiasi vincolo contrattuale con la Lazio, che pertanto dopo tale data percepirà “Sero Euro” per dirla alla Mourinho.
Per Kolarov la situazione è un po’ diversa, ma nemmeno tanto: è vero che il giocatore sta giocando regolarmente (e anche bene), ma è altrettanto vero che a fine Giugno farà più o meno la stessa fine, si libererà cioè in base all’Articolo 17 della FIFA per una manciata di Euro, visto il bassissimo stipendio che gli versa Lotito (300.000 €) per andarsene al migliore offerente.
Siamo cioè in una situazione un po’ paradossale tipo se vi capitasse di possedere una bellissima villa costruita sull’orlo di una scarpata che sta franando giorno dopo giorno e arrivasse qualcuno che vi offre la metà circa del suo valore, ma voi rifiutaste sdegnati aspettando di vederla crollare a valle.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma Lotito ci è o ci fa ?
Dove pensa di andare a parare il Presidente “latinista” ? Possiede nella sua faretra la freccia magica o vive nel “Paese delle meraviglie” di Alice ?

A giudicare da come si è sviluppato “l’Affair Pandev” propenderemmo per la seconda ipotesi, a meno che, per il solo gusto di fare un torto all’Inter, rea di avergli “soffiato” Pandev, non tiri la corda con la speranza che Ledesma ora e Kolarov a Giugno si accordino con qualcun altro club, ipotesi sembra piuttosto difficile, specialmente per il primo. Gusto sottile ma che gli costerebbe comunque una quindicina/ventina di milioni di Euro; se se lo può permettere, specialmente di questi tempi, beato lui; altrimenti, chiedo scusa a suoi eventuali estimatori, è proprio un “ciula”!
D’altra parte fateci caso: nonostante abbia salvato la squadra dalla bancarotta e abbia recentemente vinto due trofei che devono ritenersi il massimo delle aspirazioni per la Lazio attuale, cioè la Coppa Italia e la Supercoppa di Lega Italiana (ahinoi), Lotito è osteggiato, anche quasi odiato da molti dei suoi stessi tifosi; andare in giro per Roma per credere: il suo nome appare molto “graffato” e seguito da epiteti che non definirei proprio complimenti.
Come mai ? Forse perché ha la fissa di costruire la mitica Cittadella dello Sport, che dovrebbe diventare lo stadio di casa della Lazio, nei pressi di Valmontone, cioè a metà strada fra Roma e Frosinone ?
Va bene che la Lazio conta più tifosi fuori da Roma, però….
Oppure semplicemente per questi suoi atteggiamenti, francamente incomprensibili e dannosi per la sua stessa Società ?
Come diceva il grande Lucio Battisti : “Lo scopriremo solo vivendo”; certo, per il momento e per utilizzare un gergo a lui caro: “Lotitus inchiappettatus est”.

Penso Positivo Perchè Son Vivo


a cura di Andrea

Chiedo scusa per il ritardo di questo mio post, che avrei voluto pubblicare antecedentemente, ma la mia richiesta non ha passato il vaglio di Galliani (che mi deve ancora riferire se le date dei miei appuntamenti futuri non influiscano negativamente sul suo personalissimo calendario di Serie A/Coppa Italia). Perchè avrei voluto farlo prima? Per un semplice motivo: l'aria di infiacchimento con cui viviamo questa attesa derby. L'unica cosa che ci ha scaldato (e mica a torto) è stata la mossa di mano sul calendario, mentre i pensieri sulla sfida di domenica sera vanno e vengono, con un pò d'ansia e agitazione. Ne abbiamo tutto il diritto visto come abbiamo giocato le ultime partite e visto come il Milan ha affrontato le sue, ma siamo sempre davanti a loro e dunque dobbiamo pensare positivo. So che tutti lo fate, leggiamo i commenti e notiamo comunque tanta voglia di derby, ma son sicuro che, come per me, un pò di paura c'è. Non del Milan, non di Dinho e della sua samba o di Beckham e dei suoi tatuaggi (men che meno, con tutto il rispetto, di Antonini ed il suo anonimato distrutto e di Abate e la sua ex inguardabile capigliatura), bensì paura della sfida in sè, carica di storia e di emozioni, ed anche paura di noi. Abbiamo molto da perdere domenica e questa consapevolezza può portarci in due posti: il crollo o l'elevazione.
Abbiamo giocato venti partite finora e fino alla decima giornata noi abbiamo giocato alla grande, molto meglio del Milan; la seconda metà invece è stata un pelo meno buona, ma soprattutto è stata molto buona per quei diavolacci. Ma noi pensiamo positivo. Tre partite nel 2010 in cui abbiamo raccolto 7 punti su 9, ottimo score, soprattutto tenendo conto che ne avremmo dovuti raccogliere 2 (uno a Verona, zero col Siena, uno col Bari), il che fa capire che siamo fortissimi, nonostante assenze e forma precaria. Il Milan invece in queste tre giornate ha asfaltato in ordine Genoa, Juventus e Siena. Ma analizziamo un attimo queste vittorie: il Genoa è la stessa squadra che noi battemmo 5 a 0 in casa loro e che spesso piglia delle imbarcate paurose, indi per cui il Milan ha giocato bene, ma il Genoa non è esistito (avevano Suazo in attacco...no, dico, SUAZO!!). Juventus: oh, c'è da ridere! Si, ok, noi abbiamo perso, ma con noi almeno ci hanno messo i coglioni in campo, mentre noi corricchiavamo al passo di un bradipo con le vesciche ai piedi (e vi assicuro che va molto lento). Col Milan i bianco-neri sono semplicemente stati la squadra delle altre partite, una squadraccia senza arte nè parte, senza forma ed in più senza palle, i diavolacci hanno avuto vita facile contando tra l'altro sugli svarioni di Melo&Co. Infine il Siena, lo stesso Siena che a noi ci ha mandato in tilt e che invece, esattamente una settimana dopo, è stato asfaltato da loro. Dove sta la differenza? Diciamo che perdere un giocatore al decimo minuto ed essere costretti a giocare i restanti 80 in dieci, a Milano, contro il Milan in forma, non è proprio il modo migliore per cominciare. Poi, va bè, Ronaldinho ci ha sicuramente messo il suo e pure Borriello, però i toscani non hanno potuto esprimersi alla massima potenza come contro di noi. Visto quindi? Il Milan è in forma, ma nelle ultime tre partite ha anche avuto delle coincidenza astrali assolutamente ottimali per andare al meglio, episodi, 27 rigori a favore. Non parlo di culo, quello ne abbiamo avuto molto anche noi, ma sicuramente loro non ne sono stati esenti ecco. Domenica sera quindi le cose andranno diversamente se noi staremo concentrati e vogliosi (e se il Fato ci aiuterà). Deki sembra farcela, il che è bene e probabilmente a loro mancherà Nesta, il che è molto bene visto come sta giocando ultimamente. Ma noi non dobbiamo puntare su assenze loro e trovare alibi nelle nostre, soprattutto tenendo conto che il loro stile di gioco offensivo è perfetto a valorizzare le carettristiche dei nostri difensori: Borriello dovrà fare a sportellate con Samuel e Lucio, bravissimi nel darne tante e prenderne poche; Ronaldinho non avrà Rosi davanti, ma Maicon, il che lo costringerà a correre di più per ripiegare e quindi ad essere meno lucido nel suo tipico gioco da fermo; Beckham potrà anche fare i suoi cross dalla trequarti campo, ma sappia che pronti a chiuderlo ci saranno tre giocatori (Zanetti o Santon + Muntari o Deki + Cambiasso=potrà avere dei bei capelli, ma per il resto sarà inutile); Pirlo infine non dovrà solo preoccuparsi di dipingere stupendi lanci profondi (per chi poi? Mica corrono tanto quei tre là davanti), ma dovrà preoccuparsi molto di più di uno Sneijder tra le linee e penso proprio che sia una bella rottura di palle. Noi soffriamo la velocità, le palle profonde, i lanci lunghi, ma senza Pato non ritengo il Milan in grado di fare questo tipo di gioco. Offensivamente invece avremo buone opportunità, se sfruttate: partiamo da Maicon, enigma costante in questa parte di stagione, ma che se gioca anche solo alla metà dei suoi standard abituali metterà Antonini in serie difficoltà; di Wesley tra le linee ne abbiamo già parlato, costringerà Pirlo a fare lavoro di copertura ed a fare uscire continuamente uno dei due centrali difensivi, creando spazi per gli attaccanti; infine Milito è una certezza col suo fiuto per la rete e Balotelli e Pandev possono fare male se puntano l'uomo, soprattutto se l'uomo è o Cacca Kaladze o Favalli in caso di assenza di Nesta.
Ce la possiamo fare, siamo comunque davanti a loro e abbiamo i giocatori, la testa e le palle per vincere. Il derby è diverso da tutto il resto ed anche se avessimo fatto davvero due punti nelle ultime tre partite penserei che possiamo vincerlo. Ma ne abbiamo fatti sette, non siamo morti, anzi, quindi non posso fare altro che pensare positivo, soprattutto perchè siamo vivi, eccome se lo siamo.

L'Importanza di Chiamarsi Silvio

Abbiamo assistito nella settimana scorsa all’ennesima dimostrazione dell’importanza che ricopre avere i giusti santi in Paradiso: essere cioè la squadra di proprietà del Presidente del Consiglio in carica non può non contare nulla, specialmente in un Paese come il nostro.
Come avevamo denunciato in un post di qualche tempo fa al Milan era stato concesso un rinvio della partita a Firenze diciamo con una certa magnanimità, partita su un campo difficile che veniva dopo una sconfitta casalinga col Palermo e che i cugini avrebbero dovuto disputare senza Ronhaldino e Tiago Silva, mica pizza e fichi !
Questo rinvio ha portato a un domino di spostamenti per cui la partita di Coppa Italia contro l’Udinese è stata sportata al 27 Gennaio, data nella quale doveva essere disputato il recupero Fiorentina-Milan, con la motivazione che il Milan doveva essere nelle stesse condizioni dell’Inter, e cioè avere una settimana priva di
impegni prima del Derby di Domenica 24 (Perché poi? Mandassero a giocare la Primavera!).
Di conseguenza il famigerato recupero slitta alla fine di Febbraio (forse, a questo punto), con la conseguenza che fino ad allora il Milan potrà giocare con la prospettiva di potere sempre recuperare questo risultato, vantaggio psicologico ritengo non da poco.
Il tutto condito dalla beffa che noi dovremo disputare la partita di coppa Italia con la Juve il giorno dopo sullo
stesso campo che verrà massacrato da Milan e Udinese la sera prima, e vista la stagione le possibilità che il terreno si presenti in condizioni accettabili a 24 ore di distanza sono vicine allo zero.
Se poi ci mettiamo che al Milan spianano subito la strada con rigori a go-go e, magari come oggi, anche con
espulsioni di avversari dopo 10’ e a noi danno due rigori contro in 4 minuti e poi negano un’ espulsione clamorosa di un avversario che “trancia” uno dei nostri in mezzo all’area di porta, beh: io faccio molta fatica a non pensare male.
La verità è che stanno facendo di tutto per farci perdere e il “tiro” si è spostato sul Milan, dato che la Juve si è affossata da sola; il problema è che il Milan, oltre ad essere una squadra che sta facendo meglio del previsto, al di là delle più rosee aspettative del precampionato, è la squadra di proprietà del signor Silvio Berlusconi.
Sia ben chiaro: qui non si vuole dare adito a polemiche e strumentalizzazioni del personaggio che stanno condizionando la vita del Paese da quasi un ventennio, perché non la riteniamo la sede opportuna; però è innegabile che la squadra di sua proprietà stia ricevendo un trattamento del tutto speciale che se fosse toccato a noi avrebbe prodotto addirittura il probabile ricorso ad interrogazioni parlamentari.
E’ altrettanto evidente d’altra parte che noi siamo in evidenti difficoltà sia fisiche che di formazione che capitano in un momento molto poco opportuno, dato che domenica c’è il Derby di Milano. Che fare ?
Speriamo che Mourinho sappia motivare i ragazzi al massimo e non faccia l’errore delle altre partite nelle quali ci andavano bene due risultati su tre (Barcellona-Juventus) e che abbiamo perso nel peggiore dei modi: qui bisogna scendere il campo “col cazzo in bocca”(termine che ho già utilizzato e che ha portato fortuna col Rubin), cioè con la forza della disperazione e dare tutto, fino all’ultima goccia di sudore e di sangue.
Poi se alla fine sarà pareggio, detto fra noi, bene così, anche se vincere sarebbe ovviamente preferibile;
certo in questo momento la vedo dura, ma è un Derby e nel Derby spesso fa meglio che ci arriva da non favorito e stavolta, mi sembra indubbio, i favoriti sono loro.
Poi non è la finale, ci saranno altre diciassette partite e la strada da fare è comunque lunga e difficile per tutti, Milan compreso.
Certo che l’impressione di lottare sempre contro tutto e tutti è fortemente presente e non credo si tratti di vittimismo: ne abbiamo viste troppe per tanto tempo per farci fuorviare così.
FORZA RAGAZZI ! FORZA MOU !

Bari vs Inter 2 - 2

Il commento a caldo:
Finisce 2 a 2 al San Nicola di Bari, il girone di ritorno parte esattamente come quello di andata, un pareggio sofferto, questa volta in rimonta.
Il Bari “bestia nera” di questa stagione fa la partita nel primo tempo sfruttando la voragine in mezzo al campo, che l'Inter offre in continuazione, non potendo contare su Cambiasso, Stankovic e Motta e con Muntari, che pur pressando alto e recuperando qualche palla, è eccessivamente lento ed impreciso.
Pensare che è stata proprio l'Inter, dopo 20 secondi dal fischio d'inizio, a sfiorare il palo a portiere battuto, con Sneijder e forse il match avrebbe preso una piega diversa.
Due ottime parate di Cesar, mantengono il risultato sullo 0 a 0 in un primo tempo non bello per i nostri ragazzi, ma nella ripresa il Bari concretizza un'ottima prestazione con due calci di rigore che sembrano non lasciarci speranza.
Ma la partita con il Siena è ancora viva nella nostra memoria ed anche in quella dei nostri ragazzi. Dentro Santon (davvero positivo il suo ritorno), Quaresma e Cambiasso (finalmente!) e l'Inter finalmente ricomincia a giocare come con più grinta e determinazione e nel giro di una manciata di minuti ristabilisce l'equilibrio, con Pandev che prima accorcia le distanze e poi si procura il calcio di rigore siglato da Milito.
Incomprensibile il cartellino rosso non dato a Bonucci per il fallo da ultimo uomo su Pandev, ma questo punto è un punto d'oro, perchè sotto di due goal, la reazione della squadra è stata forte e virulenta mettendo alle corde il Bari dal secondo goal subito.
Siamo in difficoltà e speriamo di ritrovare in condizione gli assenti, ma non possiamo negare che questo Bari è un'ottima squadra che stramerita la posizione in classifica che ha maturato finora.
I più negativi tra i nostri sono stati Muntari (troppo lento!) e Balotelli (copertura difensiva inesistente) oltre a Quaresma che riesce a saltare il diretto avversario una volta su dieci.
Bene invece Sneijder, che ha giocato pressando a tutto campo con grande sacrificio, creando gioco e ribadendo le sue eccelse qualità balistiche, con una punizione straordinaria, sventata da una grande parata di Gillet.
Benissimo Milito e Pandev, marcatori della doppietta che porta alla rimonta in una partita che sembrava persa.
Adesso inizia una settimana di passione e contro il Milan dovremo ritrovare il nostro equilibrio e tornare, con continuità, ad imporre il nostro gioco.
FORZA INTER!!!


IL TABELLINO
BARI-INTER 2-2
Bari : Gillet 7; Belmonte 6, A. Masiello 6,5, Bonucci 6,5, Parisi 6,5; Alvarez 6,5 (44' st Kamata sv), Donati 7, Gazzi 6, Koman 6 (32' st Rivas sv); Meggiorini 6,5, Barreto 7. A disp.: Padelli, S. Masielllo, Allegretti, De Vezze, Greco. All.: Ventura
Inter : (4-2-3-1): Julio Cesar 7; Maicon 5, Lucio 5,5, Samuel 5,5 (19' st Santon 5,5), Cordoba 5; Zanetti 6, Muntari 5 (19' st Quaresma 5,5); Balotelli 5,5 (34' st Cambiasso sv), Sneijder 6,5, Pandev 6; Milito 6,5. A disp.: Toldo, Materazzi, Carlsen, Arnautovic. All.: Mourinho
Arbitro: Rosetti
Marcatori: 15' st rig., 18' st rig. Barreto (B), 24' st Pandev, 29' st rig. Milito (I)
Ammoniti: Parisi, Bonucci, Belmonte (B), Samuel, Lucio (I)
Espulsi: nessuno

E se arrivasse Guti?


a cura di Andrea

Di Bari-Inter si sa più o meno tutto, soprattutto essendo tutti noi grandi tifosi dei ragazzi: sarà dura, durissima, viste le assenze e lo stato di forma, ma dovremo vincere e ce la metteremo tutta. Il resto son parole normali, con un Mourinho in conferenza stampa calmissimo e ben al di sotto degli standard a cui ci ha abituati, meglio così forse.
Il mercato invece imperversa e, ammettiamolo, ci interessa pure tanto. Vediamo che succede dunque: Mancini rifiuta il trasferimento all'Olympique Marseille non per soldi ma per "cose" personali. Le voci girate ultimamente di un interesse del Milan per il giocatore invece, secondo i dirigenti francesi, sono state messe in giro dall'entourage del giocatore per provare a essere piazzato in un'altra squadra di livello senza doversi allontanare da Milano. Questo il capitolo uscite, ma son le entrate quelle che ci interessano, in particolare il terzino sinistro ed il centrocampista. Kolarov sembra essersi allontanato con il recupero di Santon, se ne riparlerà seriamente a giugno, questa è l'idea di Moratti. In mezzo al campo sappiamo che la strada maestra porta a due nomi, ovvero Ledesma e Julio Baptista. Per il laziale però s'è aperta una guerra tra diverse squadre di Serie A, tra cui anche Milan, Juventus e Napoli, mentre per il brasiliano tutto sembra essere più semplice: i rapporti con la Roma sono ottimi, c'è l'affare Burdisso da sistemare ed il giocatore vuole noi se dovesse andarsene dai giallorossi. Secondo me però nessuno dei due è adatto a noi. Ledesma è un medio giocatore da media squadra, lasciamolo pure a Milan e Juventus. Baptista invece non ho ancora capito in che cavolo di ruolo giochi, ho sentito parlare di vice Sneijder e mi si son rizzati i peli. Vice Sneijder?! Ma stiamo scherzando?! E poi, scusate, ma a noi serve uno che stia davvero in mezzo al campo, non da metà campo in su.
Però una soluzione buona ci sarebbe: José Maria Gutierréz Henandéz, ai più noto come Guti, centrocampista di grande qualità e quantità, classe '76, del Real Madrid. Non è certamente un giovincello, ma sarebbe di certo meglio di due più giovani, ma decisamente di livello inferiore o decisamente inutili al nostro gioco. Guti ha parlato a Canal+ dichiarando che andrebbe molto volentieri all'Inter, verrebbe qui a Milano a braccia aperte.

L'Inter è un grande club, lì ho amici come Wesley e Samuel Eto'o. Credo sia una squadra che può vincere tutto ed ammetto che al momento è un'ottima opzione per me, ho voglia di nuove esperienze.

Che dire, sinceramente tra tutte le possibilità, secondo me è una delle migliori, ma soprattutto potremmo portarlo da noi sin da subito senza svenarsi, riuscendo così anche a guadagnare qualcosa dall'affare Burdisso (cioè, dargli lui più un milione per Baptista la trovo una cosa inutile), perchè Guti è in rotta da diverso tempo oramai con Pellegrini e la Società. Se poi si portasse dietro anche Amaia Salamanca, la sua dolce metà, non ci lamenteremmo affatto...

Il 2010 che hanno sarà per l'Inter? Se il buongiorno, si vede dal mattino...

Scritto da Paggy

Questo 2010 non è iniziato proprio nel migliore dei modi, e dopo la partita di Sabato contro il Siena, mirabolante vortice di emozioni drammatiche e gioiose in egual dose, non ci resta che attraccare e stimare i danni accumulati nell'ultimo, arrenbante, assalto pirata.
Credo, e trovo, che ci sia stata troppa euforia per una partita vinta nei minuti di recupero contro l'ultima in classifica, la quale si presentava con la peggior difesa e il peggior attacco, o giù di li.
Rincarando la dose, io credo, che abbiamo giocato una delle nostre peggiori partite nell'era Mourihno, è vero, eravamo decimati, ma qualsiasi 11 avesse messo in campo Jose, sarebbe valso almeno 10 volte l' 11 del Siena.

Non abbiamo offerto una trama di gioco, 2 passaggi di fila, con un centrocampo allo sbando e una difesa (che reputo la più forte del mondo) presa d'infilata dagli avanti del Siena; la colpa è da cercarsi nel centrocampo, nei 2 mediani, non adatti a fare filtro e sugli esterni Pandev e Quaresma che rientravano poco e male.
Ancora una volta abbiamo vinto, ma adesso è necessario capire quanto potremo essere competitivi contro un Bari, che ha fin qui ottenuto risultati altalenanti, ma vendendo cara la pelle contro tutti!
La partita facile non esiste e se esiste, non è quella di Sabato contro il Bari, ci vorrà dunque un'Inter diversa da quella di sabato scorso, altrimenti rischiamo di uscire dal San Nicola a mani vuote e con il morale a pezzi, o quasi.
Non è mia abitudine parlare male dei singoli, preferisco sorvolare e parlare di squadra, ma stavolta, come si suol, dire mi tocca :
Sono oramai sei mesi che osservo Thiago Motta ( scarto di Barcellona e A.Madrid) e mi domando il perché del suo acquisto.
E' di una lentezza disarmante, fa passaggi al giocatore più vicino e basta, mai un'idea ne un lancio in profondità, non sa contrastare e ha poco senso della posizione.
Non conveniva tenere Vieira ? Ai posteri, l'ardua sentenza ..
L'apertura del mercato di "riparazione" ci consente di guardarci intorno per colmare alcune lacune:
In difesa, manca un esterno sinistro di ruolo, visto l'infortunio di Chivu e il lento recupero di Santon.
Kolarov, non mi esalta, ha solo un tiro potente, ma ha notevoli limiti difensivi e un carattere difficile, stando a quello che si sente.
Avrei preferito un Dossena, un Clichy, giocatori magari meno dotati tecnicamente ma di sostanza e rendimento.
In mezzo al campo, serve sempre un regista ( Fabregas ), che faccia girare la squadra, ma credo se ne riparli a Giugno; la cessione di Mancini è una manna dal cielo, piu che danni non ha fatto.
Comunque sia con Cambiasso, Deki, Zanetti, Muntari, Wesley e Motta, almeno numericamente siamo coperti.
Davanti siamo apposto, manca solo Eto'o, ma lo si sapeva dal giorno del suo acquisto.

Il "leit motiv" di quest'anno era ed rimasto sempre lo stesso: "Ottimismo, passione e non dimenticarci mai, che è solo un gioco".
E' vero, è riduttivo chiamarlo gioco, intorno al calcio si muovono cifre da capogiro, ma tant'è che io, non vedo il "beco di un quattrino", anzi!
Quindi mi auguro di non dover più vedere seggiolini prendere fuoco o sentire persone disprezzarne altre per il colore della pelle e che per tutti, sia solo quello che è, un gioco meraviglioso.
Ho letto sul blog di Beppe Grillo, un punto di vista interessante e se non lo avete fatto, ve ne consiglio la lettura (link)
Concludendo, è inutile che lo neghi, io vivo sempre il mese di Gennaio in attesa degli ottavi di Champions, è quello il mio obiettivo e la mia speranza è quella di vedere una squadra che lotta, che non molla mai e che ci prova fino alla fine, come in Italia; ma questi son discorsi prematuri da affrontare attualmente .

Come incantare i serpenti


a cura di Andrea

E' un'arte antica, antichissima, che si trasmette soprattutto per via orale, di padre in figlio. Non troverete un libro tipo "Manuale per incantare i serpenti" e non troverete neppure un incantatore di serpenti molto ben disposto a dirvi i trucchi del mestiere. E' una questione di armonizzazioni, di psicologia, di elementi ben al di fuori di semplici elementi fisici. In regioni asiatiche, per molti di questi artisti, è un lavoro, tanto che a febbraio si è giunti ad una protesta in Bangladesh contro una legge limitativa dell'uso di questo rituale come forma di guadagno.
Mourinho è un incantatore di serpenti.
Certo, non serpenti con squame e striscianti, ma con la lingua biforcuta talvolta si. Mourinho sabato sera ha incantato giornalisti (con lingua biforcuta appunto) ma anche noi tifosi, facendoci vivere cinque minuti di orgasmo calcistico ed emozioni vietate ai superiori di anni 65, causa infarto. Tecnicamente, tatticamente e per concentrazione abbiamo fatto cagare. Il Siena pareva, con quella sua maglia bianco-nera, la Juventus di Capello, quella che, al di fuori di Calciopoli, non batteva gli avversari, ma gli stringeva in una morsa calcistica assolutamente asfisiante e che portava le avversarie allo sfinimento. Il Siena ci ha controllato, ha giocato a calcio, mentre noi, a San Siro, corricchiavamo, un pò spiazzati dall'urto sulla partita che aveva avuto l'ultima in classifica a differenza nostra, primi, altissimi e purissimi. Era una partita che dovevamo perdere, al massimo pareggiare. Invece noi l'abbiamo vinta. Se mercoledì scorso poi avessero dato il rigore al Chievo (che c'era eh), in due partite avremmo raccolto 1 punto. Invece no, ne abbiamo raccolti sei. Che vuol dire? Che anche le stelle, oltre che la nostra forza logicamente, sono dalla parte nero-azzurra di Milano e dell'Italia. Vedere Mourinho incitare il pubblico, dare forza ai ragazzi, correre sotto la pioggia come se fosse in campo a lottare su ogni pallone, è stato un qualcosa di irripetibile, perchè nessun allenatore ha questa forza carismatica. Ma poi ci ha incantato tutti. Perchè? Beh, perchè se lui non fosse un incantatore di serpenti e noi (giornalisti compresi, non offendetevi ragazzi se li metto in questo gruppo, in fondo sono esseri umani come noi, solo un pelino più viscidi) serpenti, la prima cosa che ci sarebbe venuta in mente dopo la partita sarebbe stata "Ok, tre punti e tante emozioni, ma è possibile prendere, in casa, tre gol da coglioni dall'ultima in classifica? Cos'è successo?". Invece no, le domande vagavano sulle ali di un'impresa resa possibile da fortuna e grinta, senza mai toccare minimamente situazioni tecniche e tattiche. Mourinho lo sa che forse tatticamente non è il migliore e proprio per questo incanta tutti facendo invece credere che lui è il migliore. Josè ha molte attenuanti: una squadra ai minimi termini, giocatori messi in campo seppur lontani dalla forma ottimale, un campo che non aiuta un gioco in velocità. Ma la difesa, escluso il ruolo di terzino sinistro che non esiste per noi in questo periodo, è possibile che abbia fatto così cagare?
Non voglio disilludere nessuno, son il primo ad avere ancora in bocca il gusto dolce della vittoria di sabato, l'orgoglio di poter dire di tifare una squadra che non molla mai e mai lo farà. Però qualche domanda bisognerà pur porsela. Maccarone non è Borriello, Reginaldo non è Ronaldinho e Jajalo non è Beckham o Pirlo, dunque qualcosa non va o non è andato. E' da sottolineare che in ogni caso, se vinciamo anche quando le cose vanno così, vuol dire che non ce n'è per nessuno e che ridurre gli sproloqui avversari a lametele per una punizione dubbia a trenta metri dalla porta significa essere di una superiorità imbarazzante, però....però non mi va di dover soffrire sempre così. Il Siena ora l'abbiamo battutto, abbiamo una settimana per recuperare energie, forze e magari anche qualche giocatore, evitando di andare a Bari con in panchina l'oratorio (con tutto il rispetto parlando per i ragazzi, che spero siano il nostro futuro) e rischiare di lasciare al Milan la possibilità di avvicinarsi a noi nella giornata prima del derby. Io ammiro Josè, il suo stile, la sua grinta, la nostra forza, ma spero di non dovermi ridurre un altra volta ad essere un serpente incantato dal mellifluo suono della voce del portoghese, o meglio, non settimana prossima e tra due settimane, spero che la domanda che non gli hanno posto sotto incantesimo se la ponga da sè, trovando una risposta e lavorandoci sopra. Poi che succeda ancora, alla fine siamo la pazza Inter, mica la quadrata e insopportabile Juventus di Capello.

Il Seme della Follia: Inter vs Siena 4-3

Di solito non commento mai il post-gara, ma la partita di ieri sera credo che meriti un’eccezione, Sergio credo comprenderà.
Premesso che ci siamo presentati con 12 giocatori veramente validi (Toldo non fa testo e Arnautovich è più
inseribile nell’elenco dei “bambini”, come li chiama il Mou) dei quali i 3 brasiliani pensavano di averla già vinta prima di giocarla, Motta in condizioni penose (va bene essere giù fisicamente ma i passaggi a 5 metri non me li devi sminchiare; fuori i suoi adulatori che me li mangio ! – scherzo eh…), Pandev che non giocava da sei mesi costretto a giocare 2 partite in 3 giorni ed infine un incrocio fra un tamarro e un alieno catapultato da chissà quale pianeta sul rettangolo verde di S.Siro.
Dall’altra parte una squadra decisamente in palla, messa bene in campo, che non aveva nulla da perdere, che era vogliosa di riscattare un 1-5 beccato in un derby in casa e con Maccarone che se gli passavi un po’ di lucido da scarpe in faccia e gli mettevi una parrucca, tutto il Mondo lo avrebbe credo scambiato per Droga. Dopo un primo tempo giocato nonostante tutto discretamente, con solo due clamorose amnesie difensive, i cui maggiori imputati sono a mio parere Lucio e non Cordoba, Quaresma e non Maicon, ecco il colpo di scena che rende veramente unica a volte la nostra squadra: Mou decide di rafforzare la difesa giocando col rombo perché capisce che un secondo tempo con quel modulo come a Verona non lo reggiamo, quindi mette su Samuel (Dio lo benedica) e tira giù “El Trivela”, veramente inguardabile, anche se pure Motta aveva fatto di tutto per avanzare la sua candidatura a peggiore.
Quando è già stato ormai esposto il cartello della sostituzione, nella fase di stretching si infortuna Stankovich: panico totale.
E adesso che cazzo si fa?
Dentro l’ultimo arruolabile con un minimo di cedibilità (Arnutovich), e ritorno al modulo precedente ma con interpreti meno credibili di prima; col passare dei minuti ci molla anche Motta (poco male) ed entra un bambino, ma poi si spegne Pandev chiamato a un superlavoro anche difensivo con le gambe che non lo reggono chiaramente più.
Risultato il Siena domina con Reginaldo Maccarone e Jajalo (bravino questo!) che imperversano e noi in un marasma di proporzioni bibliche in cui nessuno ci capisce più un emerito tubo; conseguenza ovvia, il Siena passa in vantaggio e meritatamente, anche se con un gol il leggera posizione di fuorigioco di partenza.
Noi non diamo nessun sintomo di poterci rendere minimamente pericolosi tranne con un tiro dalla distanza di Snejder e poi la svolta della partita: non come pensano molti e ha dichiarato anche Malesani nel dopo-gara, la concessione di un calcio di punizione dubbio a trenta metri dalla porta, (dubbio poi perché, visto che Brandao salta mettendo la mano sul grugno di Samuel che in quel modo non potrà mai prendere il pallone), ma la sostituzione operata dall’allenatore-contadino che, nonostante stia dominando, tira giù Reginaldo (un attaccante) e mette su Fini (un mediano, non il presidente della Camera): più che una necessità è sembrata una scelta tecnica, mi copro e porto a casa i tre punti contro una squadra ormai allo sbando, dato che il colored in quel momento stava correndo come un matto e ce lo stava facendo grande così!
Da quel momento il Siena diminuisce parecchio il suo tasso di pericolosità, consentendo a Mou di rischiare la mossa pazzesca e in quel momento apparentemente assurda: Samuel centravanti aggiunto.
Passano i minuti ed ecco scoccare l’87’ con la punizione descritta sopra con il nostro olandesino in miniatura (ma che piedi!) che la scaglia alla maniera brasiliana nell’unico piccolo spazio dove poteva passare, dato che non sarebbe riuscito a fare un tiro simile a quello con cui aveva insaccato nel primo tempo, considerata la distanza dalla porta: 3-3, un risultato già veramente insperato.
Ma ecco a quel punto accendersi la miccia della follia, quello che fa la nostra squadra unica nel bene e nel male (come cita anche il nostro inno d’altra parte) e che va a premiare con un’evidente dose di fondo schiena anche l’intuizione geniale del Mou, che qualcuno potrebbe dire anche obbligata, ma comunque sempre coraggiosa, visto che per fare il centravanti aggiunto, magari uno si aspetta più uno come Lucio; azione in percussione “alla mano” con stupendo e millimetrico passaggio di Pandev (ecco la differenza con Motta: lui
era “morto” fisicamente, ma la testa e il piede per fare questo passaggio al 93’ li ha trovati, l’altro invece “scazzava” anche gli appoggi a 5-6 metri) per il nostro nuovo centravanti, che, con una girata degna di Eto’ò o Milito, la incrocia a fil di palo gonfiando la rete.
Apriti cielo ! La gente impazzisce sia a S.Siro sia sui divani di casa; io stesso credo di essere rimasto qualche
secondo senza respiro in stato di morte apparente, per poi sfogare la gioia in un urlo liberatorio: avevamo vinto un partita che era solo pazzesco pensare di pareggiare per come si erano messe le cose dopo il 3-2 per il Siena.
Dispiace che per il secondo anno consecutivo siano sempre i toscani a venire depredati di vittorie meritate, come ha ammesso anche il sempre onesto sportivo e leale Mourinho nel dopo partita, prendendo anche da parte Malesani quasi a scusarsi con lui; c’è da fare un netto distinguo però: lo scorso anno era stato un furto
vero e proprio perché perpetrato con un gol in fuori gioco di un metro abbondante, questa volta no.
Non puoi ridurre tutta una partita a una punizione per un fallo se vuoi anche dubbio a trenta metri dalla porta e venirti poi a lamentare dell’arbitraggio che è stato senz’altro uno dei migliori visti quest’anno nelle partite dell’Inter, specialmente quando il gol che ti stava consegnando il vantaggio decisivo era scaturito da una azione in abbastanza evidente fuorigioco; questo degli allenatori che vengono a lamentarsi per avere perso magari male contro l’Inter è un leit-motive già visto molte volte e che non si verifica con la stessa frequenza e con gli stessi toni nei confronti per esempio di Milan e Juve.

E’ un discorso trito e ritrito; io capisco Malesani, la rabbia di avere visto sfumare all’ultimo una preziosissima e meritata vittoria con l’Inter a S. Siro, come l’ha capito Mourinho, che dopo il colloquio lo stesso Malesani ha definito “Il migliore”; però non si può sempre accusare l’Inter di rubare le partite, bisognerebbe calmarsi un po’ per ritrovare freddezza e lucidità prima di offrirsi ai microfoni e sparare stronzate…va beh!

Per concludere vittoria straimportante, ancora di più perché mette ancora più ansia a Milan e Juve che stasera si dovranno “scannare” dopo avere festeggiato la nostra sconfitta e avere dovuto ricacciare in gola le urla di gioia e nel water i litri di champagne ingurgitato; però urgono provvedimenti perché la positiva follia della nostra squadra ti può aiutare una-due volte al massimo nel corso di una stagione e in queste condizioni rischiamo “sero punti” nelle prossime due partite…la seconda delle quali, ahinoi, è col Milan.

C'è chi dice No!

Scritto da Paggy

Buona sera a tutti, premetto che non è il mio primo articolo per questo blog, sono dunque, diciamo cosi, un cavallo di ritorno.
Io sono Paggy, tifoso interista dal 1983, ovvero dall'anno della mia nascita.
Per un periodo non ho più scritto per questo blog, ne ho aperto uno mio, poi l'ho chiuso ed infine eccomi qui, grazie al gentile invito di Sergio.
Ma, bando alle ciance , e veniamo al dunque del mio primo articolo del 2010 per questo magnificò blog.
Beh, dal titolo, penso si evinca quello di cui voglio parlare, ossia della cessione di Vieira.
Lo so, su 10 mln di neroazzurri nel mondo, forse sono l'unico a pensarla cosi, ma io, un giocatore come Vieira me lo terrei ben stretto.
Quindi, io dico no alla sua cessione perché è un vincente nato e in tutta la sua carriera ha collezionato ben 19 trofei, tra i quali un titolo Europeo e un Mondiale.
Dico no, perché , quando sta bene, in mezzo al campo non ce nessuno forte come lui per intelligenza tattica, senso della posizione, personalità e carisma.
Dico no, perché è un professionista esemplare e da quando sono arrivati lui e Ibra, abbiamo ricominciato a vincere; questo vorrà pur dir qualcosa, o no ?
I fatti, poi parlano a mio favore: se notate, in tutte le partite da dentro/fuori, come gli ottavi di Champions, lui c'è sempre stato.
Anche se non era al 100 x 100, anche a mezzo servizio, ma lui c'era... SEMPRE !
Anzi, vi dirò di più, Mancini e Mourihno hanno fatto di tutto pur di averlo a Liverpool e Manchester, non sto parlando di due allenatori alle prime armi, tant'è, che il Mancio ha fiutato l'affare e se lo è ripreso al volo.
Ora , al top della condizione, trovatemi un giocatore più forte di Viera nel suo ruolo ( intendo mediano davanti alla difesa) ...Io credo, che al mondo, non ce ne sia uno migliore di lui.
Poi, ovviamente, non sono cieco e ho visto quanti infortuni ha patito l'anno scorso, ma quando è stato bene fisicamente (vedi Chievo), è stato un muro, un gigante ed ha giocato una partita sontuosa.
Mi chiedo, tuttavia, come Mourihno, che lo riempie di elogi pubblicamente, lo abbia fatto giocare pochissimo, anche quando stava bene, preferendogli in quel ruolo Zanetti, Stankovic o Muntari.
Mi farebbe piacere sapere se qualcuno la pensa come me, è una mia curiosità personale !!
Concludo ringraziandoti Patrick, per questi 4 scudetti e 2 super Coppe, augurandoti buona fortuna in quel di Manchester !!
Ringrazio anche Sergio per l'ospitalità e un saluto a tutti i visitatori di questo Blog !!
A presto, Paggy

I conti non tornano



a cura di Andrea

Non puoi pretendere carezze e consolazione se in Italia vai in una città e ne insulti la cittadinanza, perchè, anche se tu limiti l'insulto/sfogo ad una parte di essa, automaticamente aizzerai tutti a risponderti per le rime. Da noi non si sta tanto a badare al contenuto, quanto alla forma, indi per cui per un Sindaco sarà più importante difendere la popolazione piuttosto che dare ragione alla vittima; per un Presidente sarà più importante difendere la tifoseria che ammettere le colpe di essa e così via. Balotelli forse se ne sta rendendo conto solo ora. In più c'è da dire che anche lui ha le sue colpe, sia per come s'è espresso, sia perchè sinceramente uno sfogo del genere lo vedevo meglio rivolto ad una tifoseria della Juventus, che lo insulta anche in contumacia, piuttosto che verso qualche tifoso del Chievo, in parte colpevole (forse) realmente di termini poco carini, in parte colpevole di essere abitante di una città purtroppo nota per il suo razzismo per storie legate al passato (colpa non sua evidentemente, ma poco c'è da dire).
In ogni caso i conti non mi tornano. Esaminiamo un attimo i fatti: Balotelli viene preso a fischi, a bueggiati (razzisti? Non razzisti?) ed a insulti tifosisticamente accettati (se saltelli muore Balotelli). Lui non ci sta ed al momento della sostituzione rivolge degli applausi ironici al pubblico clivense, rincarando la dose quando a fine partita, ai microfoni di Sky, aggiunge che ogni volta che torna a Verona, il pubblico "gli fa sempre più schifo". Precisiamo subito che non è stata una risposta ad una domanda bastarda del giornalista, ma uno sfogo personale di una ragazzo di diciannove anni, italiano di colore che probabilmente sin da ragazzino viene colpito in un punto emozionale per lui molto delicato. Come muoversi in una palude di fatti e parole così chiaramente difficile da bonificare? Probabilmente la cosa migliore era una multa al Chievo Verona nel caso in cui i cori fossero stati provati e nulla più, lasciando poi all' FC Internazionale la possibilità di difendere il proprio giocatore davanti ai media, ma comunque multarlo per fargli capire che in ogni caso bisogna avere un determinato comportamento. Almeno, io mi sarei mosso così, peccato che da noi c'è una giustizia sportiva che moltissimi, compresi avvocati e magistrati di giustizia civile e penale, faticano a comprendere e che dista anni luce dalla giustizia classica a cui la storia del Mondo civile è abituata (vedi processo Calciopoli avvenuto in poco più di due mesi e con sentenze un pò, come dire, forse poco approfondite). Ritornando al punto, il Giudice sportivo si esprime, circa i fatti di Verona, in tal maniera: multare Balotelli per una cifra di euro 7.000,00 "per avere, al 43° del secondo tempo, uscendo dal terreno di giuoco all'atto della sostituzione, rivolto ripetutamente un applauso provocatorio nei confronti del pubblico"; all'FC Internazionale 1908 un ammenda di euro 15.000,00 poichè "un esiguo numero di suoi sostenitori, al 31° del secondo tempo, ha rivolto ad un giocatore della squadra avversaria dei cori costituenti espressione di discriminazione razziali; per avere inoltre fatto esplodere due petardi nel proprio settore"; al Chievo Verona nulla. Aspettate, ma quindi siamo stati noi i razzisti? Balotelli forse pensava fossero i veronesi mentre invece erano i nostri? Bah, strana situazione. Io non ero allo stadio ed in tv a parte fischi, bu e cori d'incoraggiamento sinceramente ho sentito ben poco. Non è che si stia cercando di sviare la cosa? Perchè alla fine a pagare siamo sempre noi, nero-azzurri? Io son sempre stato un portavoce dell'antivittimismo interista, ma qui si passa ad un livello superiore, non si parla più di arbitraggi, moviole, professionisti dello spettacolo e una palla che corre su un prato. Qui si parla di giustizia, di pene (anche se solo pecuniarie), di punizioni. Si parla di razzismo!
Balotelli s'incazza perchè dice di aver subito insulti razzisti dal tifo di Verona, la città si infervora e si difende, il giudice approfondisce la cosa (in mezza giornata praticamente, che velocità! Neanche un quindicenne al suo primo rapporto sessuale è così veloce!|) ed alla fine dà colpa e multa al Sig. Mario Balotelli ed all'Inter. I conti non tornano, ma si sa, la matematica non è un'opinione, la giustizia (sportiva soprattutto) spesso si.

Le Verità nascoste!


Scritto da Alex
Ieri, 6 Gennaio 2010, è andata in onda la consueta mistificazione della realtà da parte delle varie TV, e oggi seguirà certamente quella della carta stampata riguardo alla partita disputata dall’Inter in quel di Verona.
Come era prevedibile tutti i commenti si sono concentrati sulle dichiarazioni di Balotelli, sul rigore non dato al Chievo al 6’ di recupero, e, almeno, sulle condizioni di Chivu. Partiamo da Supermario: ormai l’argomento è trito e ritrito, lui ha sbagliato i toni della dichiarazione, ha un po’ esagerato, ma va sempre tenuto presente che è un ragazzo di 19 anni e che ha parlato “a caldo” dopo il probabile ennesimo stillicidio di insulti che facevano riferimento neanche molto velato al colore della sua pelle.
Tutti si sforzano a sostenere che lui viene fischiato perché è stronzo, e probabilmente è anche un po’ vero, ma non è solo così: lui è un bersaglio del prodotto di quella sottocultura, abbastanza presente nel nostro paese, che non ammette che possa esistere un italiano nero e di successo; se vuoi fischiare o anche insultare Balotelli perché ti sta sulle palle, penso che non manchino certo gli epiteti: dargli del “negro di merda” o “un italiano non può essere negro”non credo che possano essere derubricati sotto la categoria di insulti normali.
Purtroppo, specialmente in certe città fra le quali Verona (scusa Sergio, non si vuole assolutamente “fare di tutta l’erba un fascio”), questi episodi si verificano con una frequenza maggiore che in altre e se poi il ragazzo “sbotta” in una di queste sedi, Sindaco, Presidente, Giunta, Assessori, Vigili Urbani e Netturbini non è che possano cascare dalle nuvole e scandalizzarsi più di tanto, anche perché Mario ha fatto preciso riferimento al pubblico dello Stadio, non alla Città intera.
Per quello che riguarda la partita, nessun riferimento ad un arbitraggio scandaloso che ha consentito ai giocatori di Di Carlo di picchiare come dei maledetti terminando il primo tempo immacolati da cartellini, quando invece ai “nostri” ne erano già stati sventolati tre.
So che quello che sto per dire è forte e qualcuno sicuramente non sarà d’accordo, ma quello che è successo a Chivu dopo due minuti della ripresa è anche in parte figlio di una direzione di gara di quel tipo, con Pellisier che, ovviamente in maniera del tutto involontaria, ci mancherebbe, per recuperare un pallone perso, si è sentito di rischiare un intervento un po’ pericoloso e di lanciarsi contro il rumeno alla “va o la spacca”, dal momento che per tutto il primo tempo si è visto qualunque tipo di intervento non seguito da nessuna sanzione, compresa una ginocchiata alla nuca di Sardo su Pandev, che poteva anch’essa avere conseguenze drammatiche.
Dopo questo episodio il “signor” Pierpaoli ha cominciato ad estrarre cartellini gialli a go-go; peccato che i clivensi, essendo stati risparmiati nel primo tempo abbiano potuto finire in 11, quando, a stretta norma di regolamento, avrebbero dovuto finire in nove. Alla fine: 28 falli con 3 ammonizioni per il Chievo; 17 falli con 6 ammoniti per l’Inter; vedete un po’ voi…
Tutti a parlare di un rigore dubbio su Pellisier, che invece ha nettamente simulato facendosi “tamponare” da Cordoba che è stato bravissimo nel toccarlo il meno possibile e di un rigore nettissimo per fallo di mano di Quaresma che effettivamente ci poteva stare tutto;perché l’arbitro non ha fischiato quel rigore ? Non certo perché fosse entrato per favorire l’Inter a prescindere, come abbiamo visto, ma semplicemente perché qualsiasi arbitro, per concedere un rigore al 6’ di recupero deve vedere un rigore assolutamente inequivocabile, specialmente se magari ha qualche dubbio su come ha diretto durante il resto della gara.
Il regolamento dice che il fallo di mani in area deve essere volontario: come si può essere certi che un giocatore, in un contrasto aereo, girato di spalle, anticipi volontariamente l’avversario di mano sulla testa ?
La risposta è che non si può: poi, ripeto, ci è andata bene per il minutaggio e per come si era svolta la gara, altrimenti è un rigore che si può tranquillamente dare.
E’ vero che a noi fanno fatica a dare i rigori contro, ma è altrettanto vero che fanno fatica a darceli anche a favore; non così ai giocatori del Milan, ai quali basta inquadrare un pezzo di gamba con un
calzettone di colore diverso dal proprio e buttarcisi contro per ottenere il penality di rito, come lo scorso anno.
Per concludere: auguri di cuore a Christian (Chivu), complimenti a Vieirà che si è congedato con una delle sue migliori prestazioni all’Inter (ma siamo sicuri fosse il caso di cederlo proprio adesso?) e benvenuto a Pandev che dopo mesi di inattività a sfoderato una gara importante impreziosita da quel mezzo gol, perché se lui non avesse ribadito la palla in rete, ero pronto a scommetterci i coglioni se ci assegnavano il gol, specialmente nell’azione immediatamente successiva alle proteste per il rigore richiesto su Pellissier; tanto ormai a scommetterci i coglioni mi ci sono abituato.

La Befana al Bentegodi

Credo sia da un Chievo vs Inter della stagione 2005/06 che non entravo al Bentegodi e devo dire che il terreno di gioco è apparso come un campo di patate, alimento che nella tradizione popolare dell'Epifania, è uno dei doni, che è possibile trovare nella calza sul camino.
Della neve caduta nella serata precedente la partita, non vi era più traccia, ma il terreno già in pessime condizioni ne ha risentito eccome, tant'è che più di una volta ho temuto che Sneijder (indispensabile la sua presenza in campo) venisse risucchiato dal terreno in qualche zolla trasformatasi in sabbie mobili.
Il clima è stato dunque benevolo per giocatori e spettatori, che al massimo hanno rimediato qualche piede congelato, ma molto peggio è andata a Chivu, che nello scontro con Pellisier ci ha rimesso una frattura cranica, che con ogni probabilità segna la fine della sua stagione ed accende campanelli d'allarme sul Calciomercato.
Le condizioni quasi inaccettabili del campo, hanno dato vita ad una partita spezzettata come una tagliata di manzo, buona per il palato affamato delle 12 e 30, ma che applicata al calcio risulta indigesta e rende irritabili, limitando al solo contropiede, che ha portato al goal siglato da Balotelli, l'unica azione degna di nota, ma soprattutto degna di essere considerata tale.
L'arbitro Pierpaoli, che non conosce la tradizione dell'Epifania e non sa quali siano i doni tipici di questa festività, ha ben pensato di elargire comunque dei doni, distribuendo ai giocatori Nerazzurri tutti i cartellini gialli possibili, rendendo persino l'oltraggio di una “puzzetta” caso di discussione e timore di essere ammoniti.
Certo, con il Chievo è stato meno buono e sono stati pochi i cartellini gialli donati, ma è anche vero, che ai Clivensi ci ha pensato il guardalinee a segnalare fuorigioco a sproposito, due sicuramente inesistenti!.
Se qualcuno conosce l'indirizzo e-mail del Sig. Pierpaoli, avrei il piacere di inviargli il modulo per fare domanda di lavoro alla Migross, che ha un punto vendita vicino al Bentegodi, ma ne rimane saldamente al di fuori, impedendo a lui ed ai suoi colleghi di far danni in futuro e magari espellere chi abbatte l'avversario con ginocchiate alla nuca!
Il Chievo ha potuto molto poco contro un'Inter con assenze pesanti a centrocampo, ma con Vieirà, che all'ultima partita con la maglia Nerazzurra, ha sfoderato una prestazione eccezionale, un professionista serio, che molti saranno felici di veder partire, ma che contro il Ceo ha sopperito alle assenze dei così detti titolari, limitando i tentativi offensivi dei clivensi, che più di noi hanno sofferto le condizioni del terreno e non sono quasi mai stati in grado di rendersi pericolosi!.
Ottimo l'esordio di Pandev, che si è dato molto da fare, dopo un lungo digiuno la sua prestazione è confortante. Goran si è adattato subito al gioco dei compagni e ha contribuito al goal in modo decisivo, pur giocando su un terreno davvero difficile.
La storia della Befana ha radici antiche, il suo nome deriva dal greco “Epifania” che letteralmente vuol dire “apparizione” e noi presenti al Bentegodi, siamo stati testimoni di una manifestazione imprevista.
C'è chi sosteneva fosse invenzione dei giornali, ma Arnautovic all'Inter c'era fin dall'inizio della stagione in corso e nessuno ormai si aspettava di poterlo vedere in campo, anche solo pochi minuti. Un premio che Mourinho ha voluto dare al ragazzone Austriaco, che molto probabilmente, ha avuto l'onore di indossare la maglia dell'Inter per la prima ed unica volta, (o forse no??) conquistando così il suo esordio in Serie A.
Sia chiaro ai più, Io sono un Veronese e come tale mi indigno per i cori rivolti nei confronti di Balotelli durante la partita, doppiamente dispiaciuto perchè legato a Mario dall'affetto, che nutre un fan per uno dei suoi beniamini. Purtroppo elementi, che tendono ad avvelenare il calcio, ce ne sono in qualunque tifoseria, ivi compresa la nostra!.
Sinceramente non ho personalmente udito i cori incriminati e non posso quindi esserne testimone diretto, ma credo siamo tutti d'accordo, che le dichiarazioni di Mario a fine partita, semplicemente si potessero omettere, anche perchè con il disprezzo si ottiene soltanto la collera e non possiamo permetterci di far si, che questo vada a vantaggio di altri.

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