La Forza del Carattere, Udinese vs Inter 2 - 3

Cercavamo la vittoria e ci siamo riusciti, non era semplice dopo il dispendio di energie fisiche e psicologiche degli ultimi due incontri con Sampdoria e Chelsea, eppure la nostra Inter, in formazione rimaneggiata è riuscita in quella che possiamo definire un'impresa.
Vincere era obbligatorio ma tutti noi eravamo coscienti che sarebbe servita una prova di carattere, ancora l'elemento più determinante dei nostri, che sono scesi in campo con Motta centrale difensivo al fianco di Lucio.
Emblematica la vistosa fascia sulla coscia di Zanetti, segno di un affaticamento al quale il Capitano non poteva permettersi di cedere, visto anche il centrocampo rimaneggiato che con la coppia inedita Mariga e Stankovic era comunque da sperimentare alle spalle di un attacco pazzesco con Sneijder, Balotelli, Pandev e Milito pronti a fare male.
Che sarebbe stata una partita ricca di goal era chiaro fin da subito ed il concetto è stato illustrato subito al secondo minuto, quando Thiago e Lucio non si sono capiti e Pepe si è infilato nelle retrovie superando l'incolpevole Julio Cesar.
Partita subito in salita e morale sotto i piedi, ma è Mario che illumina il cielo grigio sopra al Friuli, con una conclusione da fuori area che si infila alle spalle di Handanovic, dopo solo quattro minuti.
Chiaro fin da subito che era fondamentale prendere almeno un goal in meno degli avversari, concetto che pare banale, ma che ha trovato nella sfida del Friuli, l'esempio più classico.
L'Inter soffre le repentine percussioni di Cuadrado che in coppia con Sanchez fa impazzire Zanetti ed ogni palla in area è un colpo al cuore, ma quando i nostri ripartono e costruiscono azioni offensive è la retroguardia Bianconera a tremare e cadere per ben due volte.
Spettacolare l'azione che porta al vantaggio Nerazzurro, una trama che parte e finisce con Maicon che conclude in rete di prima su assist di Pandev.
Il Macedone è forse quello più in ombra degli attaccanti, ma il suo lavoro è importante e fondamentale, anche se è Balotelli la vera arma in più, autore di una partita sopra le righe e assist-man per Milito che sul finire del primo tempo sembra stendere definitivamente l'Udinese con una spizzata di testa che ci porta ad un tranquillo tre a uno.
In realtà il secondo tempo è stato tutt'altro che tranquillo, perchè l'Udinese giustamente non si arrende ed accorcia le distanze su rigore con Di Natale e prova a cercare il pareggio con insistenza fino alla clamorosa traversa, che arriva sul fischio finale di Bergonzi.
Abbiamo sudato freddo e gioito ancora, nella solita altalena di emozioni che fa parte della nostra fede Nerazzurra, capace di farci vivere partite mai banali!
L'arbitro Bergonzi merita di essere menzionato, perchè non ho visto errori clamorosi, se non l'ammonizione di Zanetti per un fallo di mano inesistente, ma complessivamente e finalmente è decente la prova dell'arbitro.
In tribuna Mourinho sembrava l'allenatore di un'altra squadra visto il numero di giocatori che vi si sedevano attorno; Serio e impegnatissimo a comunicare con la panchina ogni sua decisione, Mou si è concesso il lusso di zittire il pubblico, che lo fischiava mentre usciva dalla tribuna dove era seduto e di alzare il pugno in area al triplice fischio finale, come segno di una vittoria sofferta quanto voluta ed indispensabile.
Dietro di noi solo il bilan tiene il passo, mentre la Rometta è raggiunta dal Napoli in extremis e perde due punti per la corsa scudetto, ma considerato che questo campionato è riaperto e richiuso ad ogni altro sospiro...the show must go on!.

A Udine per cercare vittoria ed equità!

Vorremmo goderci in santa pace le nostre conquiste europee, considerato che tutti ci hanno sempre fatto notare che in Europa i nostri risultati sono carenti da un bel po.
Vorremmo goderci il primato in Campionato, considerato che siamo calcisticamente padroni d'Italia da 4 anni.
Vorremmo, ma non possiamo, non possiamo perchè la stessa mafia che ci addita come complessati da sindrome di accerchiamento, tenta in continuazione di mettercelo in quel posto.
Il rigore non concesso al Chelsea e mi riferisco alla trattenuta di Motta su Ivanovic, non certo al tuffo da Campione di nuoto di Kalou, appena sfiorato da Samuel, viene strumentalizzato dalla stampa Italiana impegnata a discriminare i Nerazzurri ed a minarne l'integrità morale, a discapito della vera notizia: “L'Inter è l'unica squadra ad aver vinto in Champions nell'andata degli ottavi ed è l'unica che tiene alto l'onore del calcio Italiano in Europa, che in questo momento sta scivolando al livello di Francesi e Tedeschi, con il rischio di perdere un posto per l'Europa degli anni che verranno”.
Possibile che nessuno abbia sottolineato come l'Inter sia finalmente riuscita ad ottenere un risultato straordinario contro un avversario che ad ora è una delle compagini più forti d'Europa?
La voglia di abbassare i toni, per restare fedeli alla frase più gettonata dalla notte europea di mercoledì, non ci sfiora neppure e questo perchè se abbassiamo la guardia, sarà ancora più facile affondarci e ridurci a schiavi del potere.
Le discriminazioni sono talmente palesi che l'incoerenza di molti tifosi avversari, mi fa sorgere grossi dubbi sulla loro moralità, ma soprattutto sulla loro capacità di produrre idee proprie che non siano sodomizzate da giornaletti e giornalai che si vendono come prostitute al miglior offerente.
L'esultanza di Huntelaar, che offende i tifosi Viola, con il famigerato gesto dell'ombrello, non solo non viene interpretata, semplicemente non viene menzionata! Sig. Tosel???
Peccato che le immagini parlino chiaro e peccato che Mario per un applauso venne multato di 7.000 euro, poi ridotti a 2.000!
L'inquietudine comincia a raggiungere livelli seriamente preoccupanti, tali per cui non ci sarà possibile combattere ad armi pari:
Sembra infatti che la Sampdoria abbia prodotto una lettera, inviata alla Federcalcio, in cui sottolinea come il calciatore Esteban Cambiasso non avrebbe assolutamente tentato di colpire con un pugno il giocatore Sampdoriano Gastaldello, rendendo di fatto misteriosa la squalifica combinata al Cuchu, che si ritrova condannato a due giornate di squalifica per non aver fatto assolutamente nulla!
Nonostante questo il Giudice Sportivo, che a chiamarlo così viene il voltastomaco, conferma le due giornate di squalifica al Cuchu e non ci sente quando Mou giustifica il gesto delle manette come un semplice gesto goliardico di chi dice “Solo se mi arrestate potete battermi”!
Ma per Huntelaar, che il “Sole 24 ore” dichiara essere meglio di Milito, il gesto è giudicato come liberatorio...liberatorio?? mah!
La parola d'ordine è “Non abbassare i toni”, noi non faremo gli struzzi, perchè voi fate gli S.....!

Ora la testa ritorna al Campionato, ritorniamo in trincea, più motivati e fieri di prima, pronti a lottare. Ci sarà tanta stanchezza, ma i nostri ragazzi ci hanno dimostrato che nulla è impossibile, se ci si crede davvero!
La Parola d'ordine è “tornare a vincere”, sperare di poter accantonare queste ultime disgustose vicende e fare attenzione a ciò che in campo e fuori si dice o si fa, per evitare di dare ulteriori scuse agli arbitri di massacrarci, anche se ad essere sinceri, dubito che l'uniformità dei giudizi arbitrali sia una realtà auspicabile.
Annullata la conferenza stampa pre partita, cosa che mi mancherà, l'Inter si appresta a scendere in campo con una difesa di tutto rispetto, che prevede l'unica coppia di centrali disponibile, Lucio e Materazzi.
A centro campo peserà l'assenza del Cuchu, ma Stankovic, Mariga e Motta dovrebbero garantire qualità e forza fisica sufficienti a contrastare il centrocampo bianconero dell'Udinese.
In avanti, Sneijder con Milito e Mario potrebbe essere una buona soluzione, ma considerato il valore delle alternative, Eto'o e Pandev, la garanzia della potenza offensiva dei nostri attaccanti, non è in discussione!.
Avanti Inter!!!

Punto di svolta

a cura di Andrea

Ci son momenti in cui le cose cambiano e neppure te ne accorgi ed altri in cui invece il cambiamento lo percepisci dentro te, come se la vecchia pelle se ne stesse andando lasciando spazio a quella nuova. In ogni caso, in entrambe le situazioni, c'è un punto di svolta, un momento in cui qualcosa cambia facendo cambiare anche noi, le nostre sensazioni.
Mercoledì sera è stato un punto di svolta. Che poi passiamo il turno o meno non cambia, mercoledì sera siamo cambiati. I numeri europei della nostra Inter degli ultimi anni li conosciamo tutti, nella loro triste realtà. Ma con il Chelsea è cambiato tutto: abbiamo giocato contro una delle più forti d'Europa senza paura, segnando, andando vicino più volte ad una vittoria più larga ma soprattutto giocando consapevoli delle nostre potenzialità e delle loro, alla pari. E per di più abbiamo avuto pure fortuna! Episodi, fortuna, Mou ce l'ha sempre detto, una Champions non la si vince solo con la tattica ed il talento, ma anche con elementi che non puoi controllare, che vanno oltre le possibilità di preparazione di una partita. Attenti, non sto dicendo che la vinciamo la Champions, probabilmente non lo direi neppure se fossimo in vantaggio tre a zero a due minuti dalla fine di una ipotetica finale, quindi figuratevi se lo dico ora! Però finalmente non mi sembra così da pazzi pensare di poterci arrivare là, dove solo i più forti (e fortunati) possono arrivare. E' questo il cambiamento, la svolta. Non siamo più merde di nessuno in Europa, anzi, ce la giochiamo e la doppia sfida col Barcellona è acqua passata, perchè di mezzo ci sono state situazioni tali che ci hanno reso uniti e l'unione fa la forza.
Siamo soli contro tutti. Forse si, forse no, fatto sta che se funziona pensarla così perfetto, continuiamo a pensarlo, continuino pure gli altri ad attaccarci e prenderci di mira, io farò volentieri da bersaglio, ma mobile, non fermo. Subiremo e reagiremo, facendo crescere in noi quel sentimento di unione che tanta forza ci dà e che ci rende tanto superiori in Italia e non poi così inferiori in Europa. Siamo cambiati che piaccia o no, siamo cambiati e ce ne stiamo rendendo conto. Ora ce la giochiamo, finalmente, è ora di combattere davvero, non come gli indiani contro i cowboys ma come spartani contro ateniesi, ad armi pari e sogni uguali.

Prima, durante e dopo Inter - Chelsea ..

Scritto da Paggy
Inter vs Chelsea vissuto al Meazza
Sulla mia agenda, il 24-2-'10 era già segnato da 2 mesi circa.
Dopo i sorteggi di dicembre ed un'attesa lunghissima, finalmente il gran giorno è arrivato.
La giornata di ieri è passata via lenta, il tempo non passava mai e la mia testa era la, allo stadio Meazza.
Finalmente,dopo tanta attesa, arrivano le 18.30 : SI PARTE !!
Arrivo, con amici, allo stadio verso le 19.30. Intorno a me , nell'antistadio, si avvertiva la tensione della folla, si sentiva che non era una partita normale, ma avvertivo anche fiducia, una fiducia che non ho mai provato negli ultimi anni nell'attesa di partite come quella di iera sera.
Alle 20, prendo possesso del mio posto : 1 anello blu, settore 201, fila 2, posto 14.
Rimango basito per alcuni minuti a scrutare ogni angolo dello stadio e nel vederlo tutto colorato di nerazzurro : RAGAZZI, che folla.
In 27 anni di vita, non mi è mai capitato di vedere uno stadio già stracolmo a 45 minuti dal fischio d'inizio.
Alle 20.15, entrano i ragazzi, i nostri guerrieri.
Lo stadio si infiamma, cori per tutti, dall'allenatore (osannato come non mai) fino al Principe.
Mi accomodo, mangio il mio panino, sorseggio la mia bevanda, ma l'adrenalina sale e la fame viene meno.
Ore 20.35, lo Speaker annuncia le formazioni, e la folla urla il nome di ognuno dei ragazzi, il clima è caldissimo,la curva espone una coreografia da brividi, manca poco, pochissimo ormai, i ragazzi sono nel tunnel, entrano, inno della Champion's: si parte.

Sono le 20.45, è l'ora di Inter-Chelsea.

Non ho nemmeno il tempo di sedermi, la palla è sulla zona sinistra del campo, il Principe entra in aera con il pallone, irride Terry, calcia tra palo e portiere ..... GOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLL !!!
Un boato allucinante, quasi lo stadio viene giù, una gioa immensa, sono trascorsi pochi minuti e siamo in vantaggio.
Pochi attimi dopo e si eleva al cielo l'urlo INTER, INTER, INTER, io son pieno di gioia ed euforico, non sto più nella pelle, sembrava un sogno.
La partita riprende, loro fanno possesso palla, i ragazzi sembrano un po intimoriti, la traversa di Drogba, fa risuonare nella la mi testa parole che non volevo più sentire: "ecco, ci risiamo, la solita Inter europea.
Il primo tempo scorre via cosi, con il loro possesso palla e il gol sbagliato da Eto'o, che quasi mi procura un'infarto.
Alle 21.30, la partita riprende.
Tutto lo stadio incita la squadra, ma dopo pochi minuti arriva la doccia fredda : azione di Ivanovic , al 6 min del 2 tempo (Chiiiii ?!! si, proprio lui, la riserva di Bosinwga !!), che serve fortunosamente Kalou, il quale scocca un tiro non irresistibile, che Julio non respinge, è 1-1.
Pochi attimi dopo, cala il gelo sullo stadio. Un silenzio quasi misterioso, fatto di paura, di un film gia visto e rivisto.
Si riprende il gioco, e con lui anche lo stadio, che riprende ad incitare i ragazzi come prima e più di prima.
Attacchiamo, non abbiamo paura, si vede la voglia di vincere e ciò mi fiducioso.
Al minuto 10, Cambiasso tenta un tiro dal limite dall'area, respinto, la palla finisce ancora sui suoi piedi, altro tiro, : GOLLLLLLLLLLLLLLLLLLLL !!!!
E' il delirio totale, l'estasi, non capisco più niente, abbraccio chiunque sia vicino a me, salto, canto urlo, pazzo di felicità.
La partita riprende, loro continuano con il possesso palla, ma la difesa tiene bene, guidata da un LUCIO esemplare, onnipresente.
Si susseguono i cambi degli allenatori, ma io continuo a gridare e ad incitare i ragazzi, fino al 90 minuto, quando il 4 uomo espone il tempo di recupero: 3 minuti.
Passo tutti e 3 i minuti in piedi, ad incitare i ragazzi con l'ultimo filo di voce rimasta: è FINITAAAAAAAAA!! Abbiamo vinto!!
L'inno "Pazza Inter" sale alto nello Stadio, i ragazzi si abbracciano, io sono euforico, è andata, abbiamo sofferto, giocato bene e meno bene, ma abbiamo vinto ed è quello che conta!!!
Alle 22.50 esco, stremato e senza voce, ma felice per la partita disputata e la vittoria.
Nella mia mente, pensavo ai gufi, bilanisti e rubentini, che ancora una volta son stati messi a tacere e almeno fino alla gara di ritorno, non devono proferire parola.
All'esterno dello stadio, c'era una gioia immensa, per la prestazione dei ragazzi e per aver visto, finalmente, un'Inter formato europeo..
Alle 23.50, torno a casa, stremato, senza un filo di voce ma pervaso di una gioia immensa!.

Questo è stato il mio Inter-Chelsea, un misto di ansia, paura, e felicità...
Ora , sono sicuro, che combatteremo fino all'ultimo secondo anche a Stanford Bridge, ma questo è il futuro, per ora godiamoci questa SPLENDIDA VITTORIA...

GRAZIE JOSE, GRAZIE RAGAZZI!!!

Uniti si Vince!

Il Mare in tempesta, l'assalto pirata, la tregua è finita, sguainate le spade, serrate le fila, lo sguardo fiero, il voto alla morte, non avrete questo veliero!

In conferenza stampa, Mourinho bacia lo Stemma dell'Inter, glorioso simbolo di tante battaglie, poi ironizza sullo scudetto di stoffa, che sparito dal suo giacchetto, giace chi sa... lo avranno rubato!.

Messaggio ricevuto? I più tonti facciano si con la testa, grazie!.

Dove sia finito quello scudetto adesso non è importante e Mou questo lo sa, perchè la sfida che ci attende non ammette distrazioni, si deve vincere e per farlo si deve giocare al massimo delle proprie possibilità!.

L'Italietta del calcio si schiererà in toto dalla parte dell'invasore inglese, chi per odio, chi per ignoranza, ma la cosa non mi interessa minimamente, perchè non siamo qui a lottare per loro, siamo Interisti e lottiamo per l'Inter!.

Vogliamo vincere e sappiamo che i nostri ragazzi vogliono e possono farlo!
Chi sarà presente allo stadio dovrà sostenere la squadra con tutta la propria forza, perchè non è più il tempo di temere nessuno e se c'è un giorno in cui dobbiamo giocare la partita della vita...è oggi e da oggi in poi!.
FORZA RAGAZZI!!! SIAMO CON VOI!!!.

Goodbye e Amen

Scritto da Alex
Ieri sera abbiamo assistito, nostro malgrado, all’ennesimo capitolo della saga“Affondate l’Inter e il suo timoniere”.
Venerdì il Mou si era esibito in una delle sue solite conferenze stampa “alvetriolo” con due o tre chicche veramente stupende, fra tutte l’area della Juvedi 25 metri.
Il giorno dopo, puntualmente, ecco arrivare l’arbitraggio punitivodel “Signor” Tagliavento, come da me purtroppo paventato in settimana.
Oddio, non credo di portare sfiga; il fatto è che ho 49 anni, un cervello che ho la presunzione di affermare funzioni discretamente e seguo l’Inter e il calcio ingenerale da 42: tutto qui.
Poi non vorrei fare la parte del piangina adoltranza: l’espulsione di Samuel, che è stato proprio un coglione, ci stavatutta, ma non per rosso diretto bensì per somma di ammonizioni.
La differenza? Semplice: il “Muro” verrà squalificato per due o tre giornate invece che per una. La doppia ammonizione di Cordoba è invece semplicemente ridicola: hai già ammonito un giocatore perché non ha mantenuto la distanza dal pallone e lo vai ad ammonire di nuovo dopo 5’ per avere fatto che cosa? Avere tentato di contrastare un avversario e, una volta realizzato che non ci sarebbe riuscito, essersi fermato senza affondare alcun tipo di intervento; simulazione di quello “stronzo” (scusate il termine, ma ieri si è comportato proprio da tale) di Pozzi, provenienza Milan, e Tagliavento giù, invece che tagliare il vento come recita il suo cognome a tagliarci i maroni, con la seconda espulsione nel girodi dieci minuti.
A Pazzini, anche lui particolarmente “stronzo” ieri sera, che ha rifilato un calcio da dietro a Lucio a gioco fermo, oltre che una spinta come si sono affrettati a dire tutti, solo giallo!
Cazzo, ma fai finta di non avere visto almeno! Se una cosa così l’avesse fatta Mario non solo lo avrebbero cacciato fuori, ma i giornali ne avrebbero parlato per una settimana.
A Pozzi che, già ammonito, girava per il campo sbraitando come un ossesso, apparentemente in preda a una crisi di “delirium tremens”, niente!
Poi la chicca finale dell’ammonizione per simulazione ad Eto’o, che invece era stato chiaramente toccato: probabilmente parlare di rigore è eccessivo, ma la simulazione non sta né in cielo né in terra.
Solo alla fine, probabilmente per garantirsi ‘uscita incolume' dal Meazza, Tagliavento decide di sventolare il secondo giallo a Pazzini per un fallo da dietro su Deki e quindi di mandarlo fuori.
Il bello è che già in nove contro undici eravamo stati più pericolosi di loro, i quali, occorre ricordarlo, sono andati al tiro per la prima volta nel secondo tempo al 31’ e hanno battuto il primo corner al 47’ e hanno inserito giocatori sempre più difensivi di quelli che chiamavano fuori; in nove contro dieci abbiamo rischiato serissimamente di vincere la partita con una mega occasione di Eto’o che, ancora una volta e dispiace dirlo, non si è dimostrato all’altezza della sua fama e dello stipendio che percepisce, sparando il tiro nell’unico punto dove Storari (peraltro bravissimo) avrebbe potuto pararlo.
Ci siamo così sfiancati per benino in vista della partita, almeno per adesso, più importante dell’anno e abbiamo regalato altri due punti alle inseguitrici, indipendentemente dai risultati che otterranno oggi.
Mourinho è unico e quando se ne andrà lo rimpiangeremo e lo rimpiangeranno in tanti; però dovrebbe ormai avere capito che in Italia, con certi discorsi, ti tiri addosso l’antipatia di chi governa il calcio e che ha anche la possibilità di condizionare lo stato d’animo degli arbitri (peraltro pessimi e pessimamente diretti da Collina); poi si vedono i risultati.
Parlare di complotto vero e proprio è esagerato, ma c’è molta voglia di mettercelo “nel didietro”, diciamo la verità.
Vinciamo da troppo tempo, siamo antipatici, Mourinho anche se splendido un po’ strafottente lo è, non abbiamo nessun peso politico negli ambienti che contano e quindi: dài a quel cane!
Per fortuna nessuno è andato a parlare dopo la gara; e cosa ci sarebbe stato da dire su una partita così? C’era solo da peggiorare ulteriormente la situazione e la Società ha giustamente optato per un benedetto silenzio stampa, anche per ritrovare al più presto la concentrazione per Mercoledì prossimo contro i “Blues”.
Complimenti vivissimi a tutti i ragazzi, tranne a Samuel, veramente troppo ingenuo, ad Eto’o che anche se si è dannato l’anima un gol così, in una situazione così, lui non lo deve sbagliare e a Motta che una volta entrato ha sbagliato tutto, lasciandosi incredibilmente prendere il tempo da un difensore avversario dopo che gli era stato servito un assist “al bacio”; tutti gli altri sono stati splendidi, veramente, soprattutto Deki che tornava dopo 40 giorni e ha giocato tutta la partita spremendo veramente tutto quello che aveva, a Cambiasso e Lucio che hanno difeso benissimo, al solito immenso Capitano e a Sneijder tornato sui suoi livelli abituali dopo Napoli.
Perché questo titolo? Perché, causa un grave problema familiare, questo è il mio articolo di commiato, almeno per un po’ di tempo; ma come dice il titolo stesso è un arrivederci, perché con Sergio è nata una bella amicizia e gli ho promesso che avrei collaborato con entusiasmo per quelle che erano le mie possibilità.
Spero di riuscire a “rientrare” il prima possibile, anche se ogni tanto vedrò comunque di farmi vivo con qualche commento.
Un arrivederci a presto e un grande in bocca al lupo a tutti noi: nei prossimi due/tre mesi ne avremo bisogno, Dio solo sa quanto!
FORZA INTER ! SEMPRE!

Ti piace vincere facile??? E invece no!!!

INTER vs Sampdoria 0 - 0
Ieri sera ero a S.Siro, lo sottolineo subito, perchè possiate rendervi conto di quanto posso essere stato irritato nei confronti di Tagliavento, di quanto ho imprecato e di quanto ho sostenuto i nostri ragazzi.
La mia voce si è persa urlando di tutto, si è persa sostenendo i nostri ragazzi, che sono stati straordinari, basti pensare che il migliore in campo è stato Storari, il portiere della Samp, la squadra che giocava in 11 per capirsi; giocava in 11 contro 9 Nerazzurri e questa la dice lunga di quanto siamo forti, più forti di ogni squadra di serie A, più forti di ogni ingiustizia, più forti di Tagliavento e delle sue decisioni avventate, più forti dei Blucerchiati, che a partire dal girone di ritorno stanno facendo meglio di tutti, fatta eccezione per la Roma.
Dovevamo vincere, era importante, dopo due pareggi non era certo un pari il risultato che stavamo cercando, ma considerando come si è evoluta la partita, sono orgoglioso dei nostri ragazzi, sono orgoglioso di essere Interista e sono al contempo preoccupato per lo stress mentale e fisico che la nostra squadra ha sostenuto e che molto probabilmente pagherà mercoledì contro il Chelsea.
Il mio stato d'animo si divide tra rabbia e orgoglio; rabbia per l'Italietta del calcio, che non si smentisce mai e orgoglio perchè chiunque ieri sera avrebbe perso, cosi' come nel derby, così come a Bari, sotto di due goal (due rigori in 5 minuti) ed invece l'Inter c'è sempre, non molla mai.
L'Inter si piega sotto i colpi dell'ingiustizia arbitrale, che spesso si accanisce, ma non si spezza, regge e si rialza, combatte e vince!.
Sia chiaro che non scrivo qui per piangermi addosso, perchè il fallo di Samuel è un rosso diretto che nel regolamento può trovare conferme (se fosse stato un Nesta a farlo?) anche se certo non è una gomitata, ma il solo e semplice tentativo di allargare la sua posizione frenando l'avanzata dell'avversario, ma il rosso a Cordoba si poteva evitare, perchè l'entrata del Colombiano, già ammonito con inspiegabile semplicità pochi minuti prima, è aggravata dal tuffo di Pozzi che si sente ai mondiali di nuoto (e neppure pioveva!) neppure fosse parente della Pellegrini e il direttore di gara sventola il rosso come i voti dei giudici “Bravo, hai vinto la medaglia d'oro”.
C'era da aspettarselo, tutti a dire che l'operato di Tagliavento è stato corretto, addirittura c'è chi gli mostra solidarietà per aver subito la bolgia del Meazza che inveiva nei suoi confronti (c'ero anch'io a sventolare il fazzoletto bianco, a dire “basta”) ma nessuno che sottolinea il fallo di reazione che Pazzini commette su Lucio (rosso diretto), nessuno che si chiede perchè sul finire del primo tempo, con Eto'o in area di rigore, in palese e chiara azione pericolosa a tre metri dalla parta, il direttore di gara fischia la fine del primo tempo.
Nessuno evidenzia che nel secondo tempo, quando Eto'o cade in area, magari può aver perso l'equilibrio nello scontro con il diretto avversario e che l'ammonizione è il chiaro gesto di un arbitro prevenuto e determinato a sparare contro l'Inter a prescindere, comunque!.
I nostri ragazzi sono stati eroici, hanno addirittura sfiorato la vittoria in più di una occasione. Attenti ed ordinati in difesa, con Cambiasso a dirigere, pericolosi nelle ripartenze, con un Milito strepitoso ed un Eto'o grande faticatore, che ha sprecato al 33'esimo del secondo tempo, il clamoroso goal della vittoria, che avrebbe fatto esplodere il Meazza di una gioia e di una rabbia di rara entità!.
Sono tornato a casa orgoglioso dei nostri ragazzi, soddisfatto perchè siamo riusciti a guadagnare un punto che prima della partita era una sconfitta, ma che dopo il triplice fischio finale è una grande vittoria, ma preoccupato perchè chi ci insegue si avvicina pericolosamente e chi vuole ostinatamente riaprire il campionato ad ogni costo, sta trovando nel comportamento degli arbitri nei nostri confronti, validi alleati! Noi non molleremo mai, saremo sempre qua a sostenere i nostri ragazzi, che ci hanno dimostrato tutto il loro attaccamento alla maglia, tutto il loro valore e la loro voglia di combattere e vincere!
NULLA E' IMPOSSIBILE PER QUESTA INTER!!!

In Conferenza con Mourinho

Inter vs Sampdoria
L'avversario
La partita più importante è sempre la prossima e l'avversario di domani non è il Chelsea, ma la Sampdoria, unica squadra, con la juventus, che è stata in grado di farci conoscere la sconfitta in questo campionato. Purtroppo affrontiamo i Blucerchiati in un momento in cui loro godono di molta autostima perchè, così come prima del match di andata, loro arrivano da una serie positiva di risultati, ma noi abbiamo bisogno di punti e quindi niente turnover, perchè c'è rispetto dell'avversario e faremo di tutto per vincere.
Cassano
Con o senza Cassano non è importante. Tante squadre quando affrontano l'Inter cambiano modo di giocare, cambiano atteggiamento come se fosse la finale di Coppa del Mondo.
Balotelli e Santon
Le due giovani promesse Nerazzure non sono state convocate ed anche il loro impiego in Champions è in forte dubbio.
Balotelli2
Se Balotelli vuole divertirsi e vedere una partita importante, come milan vs Manchester, non c'è nessun dramma.
Stankovic ed Eto'o
Stanno bene per questo sono stati convocati.
Parma e Napoli, il kappaò mancato
Dare il colpo del kappaò al campionato già in gennaio o febbraio, è una situazione che si verifica in campionati di minor prestigio, campionati come Lussemburgo, Lichtenstein o Malta.
Dopo le vittorie contro Milan e Cagliari, si era già messa in preventivo la possibilità di una flessione nei risultati, perchè una squadra, per quanto equilibrata e costante, nell'arco di un campionato difficile come quello Italiano, può accusare momenti di flessione per rendere felici di un pareggio quegli allenatori che nella loro carriera non hanno vinto nulla e per i quali strappare punti a Mourihno è un grandissimo risultato. Parma e Napoli sono due pareggi positivi.
De Laurentis
Il presidente del Napoli ha dichiarato che non prenderebbe mai Mourihno come allenatore e la motivazione è molto semplice: "...Non ha soldi per me..."
Bettega
Bettega aveva criticato Mourihno, invitandolo a guardare in casa propria, a seguito delle dichiarazioni del Portoghese relative al rigore concesso a Del Piero contro il Genoa.
Eppure delle vicende che hanno coinvolto la Fiorentina, derubata in Champions dall'arbitro Ovrebo, ne parlano tutti, dove stà la coerenza?
"Per quale ragione quando si parla di calcio italiano, in quello che succede nel calcio italiano, dobbiamo fare tutti come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia? O c'è coerenza o non c'è coerenza".
"Se oggi il signor Bettega dice che dobbiamo stare tutti zitti perché non si può parlare di Bayern-Fiorentina, perché di quella partita devono parlare solo Rumenigge, Van Gaal, Prandelli e Della Valle, allora siamo coerenti e stiamo tutti zitti... Però di area con 25 metri ce n'è solo una in Italia... ".
Le voci di un Mourihno al Real Madrid
"...Non entro in questo gioco, non è il mio".
Rispetto all'ultima gara disputata negli ottavi di Champions cosa è cambiato?
14 giocatori se ne sono andati e così anche tre membri dello staff, ma la squadra continua a vincere ed a lavorare per il futuro.
Quando Mourihno arrivò all'Inter c'erano molti giocatori che erano alla fine della loro carriera, adesso ci sono tanti giovani sui quali costruire il futuro!.

Una mano lava l'altra

Scritto da Alex
In occasione del posticipo di Domenica 14 che ha visto di fronte Napoli e Inter è stato direi raggiunto il “top”, se non altro per somma di situazioni, sulla mancanza di uniformità di giudizio da parte degli arbitri nel valutare da rigore o meno il fallo di mani in area.
Il signor Rosetti, che viene quasi unanimemente riconosciuto il miglior arbitro italiano e uno dei migliori europei, tesi che non mi trova per niente d’accordo, e non da Domenica, ha deciso di non valutare da rigore una mezza “parata” di Aronica nell’area del Napoli su cross di Maicon; magari non l’ha visto, anche se dalle riprese televisive è sembrato in buona posizione.
Inoltre non l’ha certo aiutato “l’assistente” signor Airoldi che era certamente in ottima posizione per giudicare e che, guarda caso, era lo stesso che aveva fatto espellere Maicon e gli aveva fatto “beccare” due giornate di squalifica per una frase che non si è mai ben capita all’ultimo minuto di Bologna-Inter. Signor Rosetti che aveva invece
punito con rigore e ammonizione un fallo di mano in area di Samuel in Bari-Inter che, intendiamoci, ci poteva anche stare, ma che sicuramente era meno volontario e quindi meno rigore di quello di Domenica sera.
A questo punto serve fare un po’ di chiarezza: il regolamento dice che l’arbitro deve decretare il calcio di rigore per fallo di mani in area qualora ravvisi la volontarietà da parte del giocatore di ricorrere ad una simile giocata: e già qui sorgono problemi non piccoli. Come fa un arbitro a mettersi nella testa di un giocatore e fare un processo alle intenzioni ? Chiaramente non è in grado di farlo.
Diciamo allora che un arbitro con un po’ di esperienza, e si presume che chi arriva ad arbitrare in serie A ce l’abbia, può aiutarsi valutando fondamentalmente quattro elementi: se sia la mano o il braccio ad andare verso il pallone o viceversa, se mano o braccio siano abbastanza vicine al corpo o esageratamente allargate ad aumentare la figura corporea, la distanza fra il giocatore che calcia e quello che colpisce, e la forza con cui viene scagliato il pallone.
Nell’azione di Aronica di Domenica sera la distanza non era poi così ridotta, il tiro non era violento dal momento che era chiaramente un cross, e, soprattutto, sono entrambe le mani che si muovono ad andare ad intercettare il pallone: beh, dico, se non era rigore quello la massima punizione per fallo di mani in area non dovrebbe più esistere a meno che un giocatore non si sostituisca palesemente al portiere.
Sarà stato un gesto istintivo, non voglio dire per forza volontario, ma non per questo non meritevole della concessione del rigore.
Il problema vero è che paghiamo ancora la mancata concessione del calcio di rigore per il tocco di Quaresma contro il Chiedo, accidenti a lui e a quando gli è venuto in mente di saltare in quel modo: il rigore era certamente più sì che no, anche se ritengo non sicuramente sì, semplicemente perché il tocco avvenne dopo un contrasto aereo nel quale “el Trivela” al momento del tocco si è trovato girato dalla parte opposta del pallone e, fattore credo determinate, l’azione incriminata capitò al sesto minuto di recupero oltre il 90°, anche se questo fatto ai fini regolamentari non dovrebbe influire; invece finisce per influire eccome.
Da quel momento abbiamo visto tutti gli episodi di fatto di mani in area palesemente “rovesciati” sempre a danno dell’Inter in base ai criteri che abbiamo elencato sopra: il mani di Lucio nel derby a riparo del volto con fucilata scagliata da meno di un metro da Huntelaar condito da seconda ammonizione, l’incredibile mani di Felipe Melo in Coppa Italia nella partita Inter-Juve e, “dulcis in fundo”, l’episodio di Domenica. E per fortuna che nessuno ha visto la palla sbattere contro il braccio di Maicon sempre nel derby col Milan, altrimenti avrebbero concesso il rigore anche in quella situazione.
Tutto casuale ? Io credo proprio di no; lascio a voi giudicare.
Che il miglior arbitro d’Italia conceda poi un minuto di recupero, solamente cioè quello strettamente dettato da regolamento per i due cambi effettuati nel secondo tempo e niente di più, è un evidente indizio che il suddetto ha il massimo interesse a che la partita si chiuda il prima possibile con un bel pareggio, in modo da non scontentare nessuno e uscire “indenne” dal S. Paolo di Napoli, dove per tutta la settimana era risuonato l’eco delle polemiche e delle
proteste per l’arbitraggio di Udine, giustificate sì, ma fino ad un certo punto, visto che il gol del Napoli era stato segnato in fuorigioco.
Poi intendiamoci: come ho detto in un commento l’Inter non avrebbe meritato di vincere e il Napoli non avrebbe meritato di perdere non siamo né ciechi né coglioni; ma sicuramente la nostra squadra avrebbe meritato di calciare il rigore che doveva da regolamento essere assegnato e punto!
L’arbitro di calcio non è come quello del pugilato che alla fine compila un cartellino nel quale assegna un punteggio ai due combattenti a seconda dei colpi messi a segno: l’arbitro di calcio deve applicare il regolamento nel migliore dei modi possibile e questo, l’altra sera, non è stato fatto.
Non credo ci sia un complotto in atto, ma una gran voglia di tutto l’ambiente federale che il Milan e la Roma riescano a rimontare sull’Inter un po’ per l’interesse del “Prodotto Campionato” e un po’ perché l’Inter, essendo da un bel
pezzo che vince, comincia a stare pesantemente sulle balle a molti: e questo gli arbitri lo avvertono, anche senza ricevere istruzioni precise, e tendono ad assecondare questa tendenza.
E’ un po’ la storia di sempre, della sudditanza psicologica, niente di nuovo: ma dovere sempre stravincere comincia a rompere un po’ le scatole.
Per quanto riguarda il calcio giocato abbiamo vinto una sola trasferta sulle ultime sei, quella sopra citata di Verona col Chievo e la Roma che una settimana fa era potenzialmente a -11 ora è a -7.
Ieri sera ci sono mancati molto Stankovich e Supermario, che avrebbero dato sostanza e dinamicità al centrocampo l’uno e fisicità e imprevedibilità all’attacco l’altro.
Spiace dirlo per l’impegno e la professionalità che ci mette ma nonostante il bellissimo tiro che ha centrato l’incrocio dei pali, credo che Sulley Muntari si sia per l’ennesima volta e definitivamente dimostrato giocatore non da Inter; così la campagna acquisti di due estati fa si sta rivelando un enorme “buco nell’acqua” (Muntari, Quaresima, Mancini: più di 50 mln di € investiti); per fortuna quella dell’ultima estate e anche quella invernale conclusasi da poco sono state di tutt’altra riuscita.
Mi preoccupa questo calo dopo un ottimo periodo coinciso col mese di Gennaio proprio alla vigilia della partita col Chelsea; non vorrei che quella che ormai sta diventando, che ci piaccia o no, un’ossessione per la Champions vada a condizionare le partite precedenti queste due sfide e, in malaugurato ma possibilissimo caso di eliminazione, anche quelle successive, come accadde nel 2007 dopo la sconfitta col Liverpool; per questo motivo ebbi a maledire quel sorteggio “annunciato”, perché temevo già da allora che avrebbe potuto influire negativamente anche sul Campionato.
Ma forse sto esagerando col pessimismo: speriamo di buttare fuori gli inglesi capitanati da “Sir Carletto”, anche se ci vorranno due gare quasi perfette stile Derby, e di cavalcare l’onda dell’entusiasmo.
I ragazzi però devono dimostrarmi che mi sto sbagliando già da Sabato contro la Doria perché, credetemi, sarà una partita tutt’altro che facile.

Siamo in folle


A cura di Andrea
Un pareggio in un San Paolo pieno, trepidante, urlante e bueggiante non è assolutamente cosa da poco, ma comunque ci lascia l’amaro in bocca, sia per come abbiamo affrontato la sfida, sia per il risultato finale. Siamo un’auto sportiva in piena corsa verso il traguardo che ultimamente sembra avanzare in folle piuttosto che a pieno regime: il pari del Tardini e di questa domenica, di fatto, per noi abituati fin troppo bene, sono risultati deludenti.
Le ultime trasferte non sono state delle migliori a livello di risultati: Torino, Bergamo, Verona, Bari, Parma e ora Napoli, 1 sconfitta, 1 vittoria e 4 pareggi. C’è qualcosa che s’è rotto nella nostra spider? Qualcosa che non funziona come dovrebbe lontano dall’amata casa madre San Siro?
Io innanzitutto terrei conto che giocare contro Bari, Parma e Napoli, in casa loro, non è mai facile sia per l’organizzazione delle squadre, tatticamente ottime e tecnicamente comunque dotate, sia per il calore del pubblico che spinge la loro squadra sempre a grandi risultati nelle sfide che contano.
Insomma, son risultati che ci possono stare, ma che di certo non ci rincuorano totalmente.
Domenica potevamo e dovevamo fare di più, invece siamo stati sovrastati dagli azzurri, messi all’angolo a tratti e non siamo mai stati in grado di amministrare la partita. Può succedere, questo è importante ricordarlo, come è giusto ricordare che la seconda in classifica è a sette punti da noi, margine che ci permette ancora di ragionare a mente libera e non con la pressione e l’ansia da prestazione.
Il “gironcino” infernale che stiamo affrontando e che si concluderà solo dopo le sfide con Sampdoria (ma sempre quando sta al meglio della forma ci tocca affrontarla a noi??), Chelsea e Genoa è troppo importante per noi per poterci permettere altri passi falsi e solo dopo questo potremo tirare un attimo il fiato, concentrandoci sul ritorno in quel di Londra.
Non è e non sarà facile, perché tanti pensieri e tante pressioni sono nella e sulla testa dei ragazzi che però già nel mese appena passato hanno dimostrato di saper tirare fuori qualcosa in più nei momenti difficili.
Abbiamo bisogno di grinta e coglioni più che di tattica e schemi in questo momento, abbiamo bisogno che il Condottiero Mou si rimetta l’armatura e combatta fianco a fianco dei ragazzi.
Le tre partite di questa settimana son passate ed ora abbiamo un’intera settimana di lavoro per recuperare energie fisiche e mentali.
La Samp sarà un’avversaria dura, l’ha già dimostrato all’andata, ma non si può negare che il vero punto di svolta sarà la Champions League: è vero che non è giusto avere la testa ai Blues quando manca tutta una settimana ed una partita al match, ma che piaccia o no, tutto il programma della stagione è stato predisposto per quella sfida, per LA partita ed in base ad essa la nostra stagione potrebbe evolversi in diverse direzioni, una opposta all’altra.
In poche parole siamo in folle, è vero, ma la mano è li, sul cambio e sta a noi e solo a noi decidere se riportare i giri della spider su livelli adatti alle velocità cui siamo stati abituati dalla nostra Inter oppure se mettere la retro e cadere in un burrone da cui, risalire, sarà molto più difficile che affrontare le sfide delle prossime settimane.

Al S.Paolo solo un punticino, Napoli vs Inter finisce 0 - 0

Dovevamo e potevamo fare meglio, anche se visti i risultati ottenuti a Napoli negli ultimi campionati, si può dire che il risultato è statisticamente positivo; lo è statisticamente ma non matematicamente, due pareggi consecutivi sono una frenata che non mi aspettavo da parte di questa Inter che solo una settimana fa tritava il Cagliari e sembrava aver messo una pietra sopra alle speranza delle inseguitrici.
Siamo stati “rocciosi” e tenaci, abbiamo resistito nella prima mezz'ora alla sfuriata dei partenopei, che sono riusciti a cogliere una traversa e ad impegnare Julione, autore di una parata da dieci e lode.
Zuniga ha fatto impazzire Muntari, che neppure munito di retino sarebbe riuscito a contrastarlo con efficacia, rischiando davvero di incappare in una espulsione che avrebbe trasformato la partita in un tiro al bersaglio.
Per onesta si deve dire che “Munti” è stato autore di un tiro che ancora sta facendo tremare la porta di De Sanctis, essendo il pallone schiantatosi all'incrocio dei pali, tiro che poi risulta essere l'unica azione veramente pericolosa del primo tempo.
Con Sneijder ingabbiato, probabilmente la più grigia delle sue prestazioni in Nerazzurro, siamo riusciti a creare pericolo solo con Maicon, che ha fatto salire il baricentro della squadra sul finire di primo tempo, permettendoci di prendere in mano il pallino del gioco e rendendoci pericolosi con i movimenti di Milito e Pandev; complice sicuramente il calo del Napoli che ha bruciato tutta l'energia e la lucidità nell' arembaggio della prima mezz'ora del primo tempo.
Nella ripresa finalmente Mou decide di togliere Muntari ed inserire Mariga, il Keniano entra subito in partita e riesce la dove Muntari non riusciva, più copertuta difensiva, meno falli ed inserimenti con i giusti tempi; l'Inter sembra trovare equilibrio e maggiore convinzione, quella necessaria per trovare il goal del vantaggio, almeno fino a quando Pandev resta in campo.
Fuori il Macedone, dentro Eto'o e l'Inter si perde, non costruisce più nulla, la spinta di Maicon cala con il passare dei minuti e sulla fascia opposta Santon non osa offendere.
Centralmente non riusciamo a tenere un pallone, complice un terreno da terza categoria (con tutto il rispetto), il nostro gioco palla a terra non si è quasi mai visto, merito anche di un Napoli molto aggressivo, che ci ha costretto a lanci lunghi per cercare le punte; lanci in profondità che ci fanno tornare, con la memoria, alla stagione passata, quando c'era un certo Ibrahimovic, che ti risolveva la partita, mentre ora sistematicamente la palla la si perde e si offre un' altro, l'ennesimo match ball all'avversario.
Per dovere di cronaca vanno segnalati due rigori, il primo per chiaro fallo di mano di Aronica, il secondo su Milito, che viene trattenuto e fatto sedere in area di rigore; due falli che se segnalati, avrebbero cambiato la partita, trasformando il S.Paolo in una bolgia.
E' stato evidente come l'arbitro abbia fatto il possibile per evitare che il pubblico si scaldasse oltre modo e con esso Mazzarri, che ha messo in segna, per tutta la partita, un teatrino con il quarto uomo; il tutto ha indotto l'arbitro ad un trattamento di favore nei confronti delle proteste dei partenopei, quando ad ogni fallo fischiato contro, si rivolgevano con veemenza nei suoi confronti, Rosetti semplicemente, sistematicamente li ignorava; cosa che nei confronti dell'Inter si tramutava altrettanto sistematicamente, in un cartellino giallo, chiedere a Maicon e Sneijder.
Mi preoccupa molto, moltissimo l'involuzione di Eto'o, che sembra anni luce lontano da quello che lo scorso anno trascinava il Barça alla vittoria in Champions League.
Da Parma a Napoli due leggeri passi indietro, possibile che si senta l'effetto Chelsea? Sinceramente non lo so, lo penso, ma anch'io non ne sono convinto.
Una cosa è certa, sabato prossimo, finalmente dopo una settimana di lavoro, troveremo un avversario temibilissimo come la Sampdoria, che se giocherà come contro la Fiorentina, ci impegnerà al massimo.
I margini per sbagliare, si assottigliano, niente panico per carità, ma dobbiamo fare risultato pieno, perchè Milan e Roma vincono ed è bene non alimentare entusiasmi altrui, disputando partite non al meglio delle nostre possibilità, specie ora che siamo ad un passo dalla sfida contro il Chelsea in Champions League, partita che assorbirà molte energie, sia fisiche che mentali!

Gioco il Jolly, anzi no!

Parma vs Inter 1 - 1
Dispiaciuto per il pareggio, amareggiato per non aver sfruttato il jolly, che ci avrebbe permesso di mettere 11 punti tra noi e la seconda in classifica, questo è lo stato d’animo con il quale ha avuto inizio questo giornata di Febbraio.
Un pareggio che assomiglia ad una ceretta, strappo netto e veloce, dolore intenso ma breve, che già svanisce per lasciare il posto alla prossima sfida.
Si tratta, come è normale in questi casi, di vedere il bicchiere mezzo pieno o il bicchiere mezzo vuoto; potevamo alimentare il vantaggio sulle inseguitrici ed arrivare alla sfida contro il Napoli con maggior serenità, ma è anche vero che ora la sfida contro i partenopei diventa più importante e forse, ai fini della concentrazione, il pareggio di Parma ci aiuterà a dare tutto per raggiungere la vittoria.
L’Inter ha giocato un ottimo primo tempo, al termine del quale il tabellino evidenziava i sei tiri nello specchio della porta, contro lo zero tondo tondo dei Parmensi.
Purtroppo per noi, Mirante si è ben comportato, riuscendo in almeno quattro parate importanti, che non ci hanno permesso di trovare il goal del vantaggio, che avrebbe posto l’inerzia della partita in discesa, permettendoci di controllare l’avversario e sfruttare al meglio la chance di allungare sulle inseguitrici.
La famosa legge del goal, non ci ha risparmiati e così dopo aver mancato il goal del vantaggio, Bojinov, su corta respinta di Julione, ha provato a trasformare un tranquillo mercoledì di campionato, in una serata da incubo, portando il Parma in vantaggio.
La pizza fin lì distrattamente ingurgitata, si è incastrata nella bocca dello stomaco, un mattone che rischiava di essere la causa di una notte insonne.
Abbandonata la sedia, in piedi davanti al megaschermo, l’ansia è durata fortunatamente pochi secondi; dentro Mario per Motta e Santon per Cordoba e l’Inter si schiera con tutto l’armamentario disponibile, Milito, Eto’o, Pandev e appunto Balotelli, che impiega appena 2 minuti per riportare il risultato in parità.
E’ apparsa ai più sbagliata la scelta di sostituire Cordoba e non Materazzi, in quanto il colombiano sarebbe stato perfetto per arginare le fughe di Biabiany, ma come Mourihno ha spiegato, si è ritenuto corretto sfruttare la stazza di Matrix sulle palle aere e visto il risultato finale, direi che la scelta ci ha fatto soffrire un po’ di più ma non ci ha certo recato danno.
Ristabilito l’equilibrio, l’Inter si è trovata troppo sbilanciata in avanti creando molto,ma facendolo in modo poco preciso, tant’è che gli spettatori posizionati dietro la porta di Mirante, hanno visto arrivare palloni, quasi fosse un’offerta promozionale di qualche negozio di articoli sportivi, del tipo “Fuori tutto” .
In crisi di risultati (non vince dal 13 dicembre 2009) e rimasto in dieci per buona parte del secondo tempo, il Parma si è chiuso a doppia mandata in difesa, ha lottato su ogni palla, senza mai mollare, fino alla fine, conquistando un punto, che contro l’Inter di questi tempi, vale come una vittoria.
Esempio per tutti il buon Materazzi, che incarnando il titolo del suo libro “una vita da guerriero, è rimasto stoicamente in campo e nonostante il dolore, ha fatto il massimo per garantire il suo apporto alla squadra, grazie Matrix
Gestire le energie e i punti di vantaggio sarà il litemotiv da qui al giorno del giudizio, che ci vedrà affrontare non solo il Chelsea, ma anche i nostri limiti e le nostre paure, senza per questo lasciare per le vie del campionato, punti importanti per la conquista del titulo!

Tabelle e Tabelline

Scritto da Alex
Prima del Derby abbiamo assistito, come negli anni precedenti del resto, da parte di organi di stampa più o meno vicini ai cugini rossoneri (praticamente quasi tutti), alla compilazione di tabelle e tabelline varie nelle quali si ipotizzava una rimonta rossonera nei nostri confronti dando già per scontata la vittoria nel Derby e nell’anticipo che il Milan doveva (e deve ancora) giocare a Firenze contro i Viola.
Lo schema 4 -2 - Fantasia inventato da Leonardo, la “squadra dell’amore”, un campione improvvisamente risorto e che aveva ritrovato la gioia di giocare e altre “baggianate” di questo genere.
In un sondaggio al Processo di Biscardi, trasmissione veramente caduta a livelli infimi con una mummia come conduttore sorretto nelle poche battute che fa da applausi registrati mandati opportunamente in onda e una serie di personaggi abbastanza improbabili che si ritrovano sempre fra di loro a parlare praticamente sempre degli stessi argomenti (i cavalli di battaglia sono la crisi della Juve, la moviola in campo e, tanto per cambiare, Mourinho eBalotelli), dopo le convincenti prestazioni del Milan e le difficoltà dell’Inter, alla quale mancava quasi interamente un reparto, venne fuori che secondo il 75% degli ascoltatori lo scudetto lo avrebbe alla fine vinto il Milan.
No dico, il 75%, al che mi viene da dire: o il Processo lo guardano quasi esclusivamente tifosi del Milan, oppure il target della trasmissione è indirizzato a una fascia con un Q.I. compreso fra 70 e 90.
Mi direte: “Ma lo guardi anche tu”.
Ogni tanto lo guardo, lo confesso; ma rientrando a casa dalla piscina alle 10.15 circa, sono piuttosto stanco e non ho le energie per intraprendere altro tipo di attività: lo prendo a metà e subisco in stato semicomatoso una buona dose di stronzate che finisce di tramortirmi. Abbiamo poi visto tutti come è andata a finire, almeno fino ad adesso: il Derby lo abbiamo stravinto noi in 10 contro 11 per di più nonostante un arbitraggio allucinante, lo schema 4 - 2 - Fantasia si è trasformato in 4 -2- Anarchia, nella squadra dell’amore c’è stata qualche “maretta” e il campione risorto si è improvvisamente riafflosciato abbandonandosi a festini che, organizzati da Adriano un paio di anni fa, avevano tenuto impegnate le prime pagine dei quotidiani sportivi e non per due o tre settimane, mentre in questo caso, ovviamente, è stato tutto messo a tacere piuttosto in fretta.
Risultato: la“Squadra dell’amore, nonché la “più titolata del Mondo” è finita a 10 punti di distacco dovendo entrambe recuperare una partita che, se proprio vogliamo dirla tutta, dovrebbe risultare più insidiosa per loro che per noi; poi nel calcio non si sa mai, e il bello è ovviamente questo.
Fallita quindi momentaneamente la “missione tabella Milan”, sono partiti con la “tabella Roma” con il futuro (si dice) capitano De Rossi a guidare la carica e a dire che ci possono tranquillamente rimontare, forte del fatto che lo scontro diretto si dovrà giocare a Roma, dimenticandosi che, come nel caso del Derby, le partite vanno giocate prima di poterle considerare vinte, e anche che, negli ultimi 4/5 anni, perlomeno in Campionato, loro hanno molto più spesso messo in difficoltà l’Inter a Milano piuttosto che a Roma.
Quello che mi fa ben sperare è che ieri sera, nella settimanale puntata del “Brociesso”, nel quale credo che ormai il conduttore cerchi l’immolazione in diretta stile il povero Professor Scoglio, il 74% degli ascoltatori, dico il 74%, ritiene che la Roma vincerà il Campionato.
Premesso che obbiettivamente ritengo la Roma più pericolosa del Milan perché più “squadra” e perché meno distratta dagli impegni europei, la percentuale, oltre a essere scaramanticamente ben augurante, mi conferma le ipotesi formulate dopo l’altra puntata con la variante che, evidentemente, la trasmissione è seguita da molti antinteristi (cioè juventini).
In questo caso i punti di distacco sono 8 ma è solo l’Inter a dovere recuperare la gara contro il Parma (quindi, ce lo auguriamo, potrebbero diventare 11), e che quando rimontarono due anni fa fino ad arrivare a -1 all’ultima giornata, a noi si “ruppero” i due centrali di difesa titolari, Cordoba e Samuel, e un certo Ibra, dal quale a quei tempi noi dipendevamo molto di più di quanto non dipendiamo quest’anno da qualsiasi altro giocatore; e lo abbiamo direi dimostrato.
Con questo non bisogna abbassare la guardia e cercare di vincere tutte le partite in modo da chiuderla il prima possibile poiché, se si dovesse arrivare ad un “testa a testa” con chicchessia, credetemi assisteremmo a delle “porcate” che quelle viste fino ad ora al confronto sarebbero inezie; è di oggi, per esempio, la notizia di una sostanziale assoluzione dell’arbitraggio Rocchi nel Derby da parte del Presidente degli arbitri, il signor Nicchi….non dico altro!
Massima concentrazione dunque e avanti così, nella consapevolezza che abbiamo una delle Inter più forti che io abbia visto da quando seguo questa nostra incredibile squadra….e sono tanti, tanti anni.

Rock 'n' roll and Blues


a cura di Andrea

Buongiorno a tutti ed un buon giorno lo è per tutti noi interisti questo lunedì mattina. Al bar a berci un caffè caldo sfogliavamo distrattamente la rosea Gazzetta, con la mente libera e lo spirito leggero di chi gioisce per amore. Ieri siamo stati perfetti, il buon Cagliari del buon Allegri nulla poteva contro una squadra non solo più forte, più dinamica, più presente, ma anche più bella proprio stilisticamente parlando. Una superiorità che s'è vista da subito e che ci ha permesso di lasciarci andare in un freddo pomeriggio di una domenica di Febbraio.
Ieri i ragazzi hanno ballato sulle note di un rock trascinante, vero rock 'n' roll alla Elvis, con movimenti di bacino ipnotizzanti e ciuffo al vento molto modaiolo: siamo la tipologia di squadra del presente e del futuro (se lo segni il sig. Ibrahimovic: a Milano, sponda bella, si gioca il calcio del 2010, 2011, 2012, ecc...), quella che macina gli avversari ma sempre con classe, col sorriso in volto, quella forte fisicamente, veloce, cinica ma pure bella e tecnica. Il Milan è la 'fu squadra dell'amore', la Juventus sta vivendo su macerie ancora troppo fresche per essere rimosse, noi invece balliamo. Là davanti abbiamo tre professionisti che fanno passi a tre, neanche a due, roba da far invidia alla cricca di Maria De Filippi, roba che bisognerebbe farci un musical tanto si muovono bene. Ed il bello è che sono tutto ed il contrario di tutto: Eto'o, pantera africana, con la zampata sempre pronta, superba perchè consapevole della sua bellezza e della sua forza, invece si dimostra umile, disponibile, grande professionista; Milito, un argentino che assomiglia più ad un tedesco per la serietà ed il sacrificio che ogni volta mette in campo, ma che ha sempre il sorriso sulle labbra ed il piede pronto a scaraventare a rete l'ennesima palla; Pandev infine, l'homo novus, l'ultimo giunto a zero con una borsa piena di sogni che partita dopo partita sta riempiendo, sperando magari un giorno di poter regalare a noi un sogno. "E Sneijder? E Balotelli?" direte giustamente voi. Bè, loro ieri non c'erano e degli assenti è ingiusto parlare, soprattutto quando tanta bellezza è data dai presenti. Il Cagliari, poveretto, ha provato a fare quel che poteva, aveva anche trovato una rete regolare annullata per svista, ma a poco sarebbe servito ieri. Noi ballavamo e decidevamo la musica, loro si dimenavano senza logica, senza riuscire a mettere assieme neppure due passi delle coreografie tanto provate in settimana dal nuovo Anti-Mou Allegri. E' stata proprio una bella domenica di calcio, finalmente con una partita pomeridiana, finalmente con i cronisti ed i giornalisti sempre pronti ad accusarci di vincere senza bellezza ma con tanta forza fisica zittiti dai fatti.
La musica l'abbiamo sentita solo noi ma non siamo pazzi, semplicemente siamo, oggi come oggi, un livello sopra gli altri e dove siamo noi c'è tanto rock 'n' roll, mentre dove sono gli altri no, tranne a Vinovo dove suona un Requiem inquietante da diverso tempo ormai. A Milanello per un certo periodo invece c'erano musichette della Champions alternate a momenti di Village People e Percy Sledge, la musica dell'amore, ma di fatto la sentivano solo loro giocatori, i tifosi ci provavano a sentirla, dicevano di sentirla, ma senza convinzione, mentendo anche a se stessi. Noi no, la sentiamo eccome e balliamo, aspettando di poter ballare sulle note di un blues altrettanto divertente la sera del 24 febbraio, quando i Blues saranno ospiti a San Siro. Dal rock 'n' roll al Blues il passo è breve, ma speriamo di poter continuare a ballare sempre con questo movimento di bacino e quel ciuffo al vento che tanta invidia/ammirazione provoca in patria.

Da Mariga a Balotelli, uno, nessuno, centomila neuroni!

E' stato presentato ufficialmente MacDonald Mariga Wanyama, arrivato dal Parma, grazie alla mediazione del Mancio, che lo avrebbe voluto al Manchester City, ma che impossibilitato per problemi burocratici, ha avvisato l'Inter, permettendoci di acquistare un giocatore, che lo scorso anno è riuscito mostrare il proprio potenziale e ad attirare l'attenzione e la fiducia degli operatori di mercato. Il giovane Keniano, visibilmente emozionato, indosserà la maglia numero 17 e mi ha fatto davvero un'ottima impressione.
Si è umilmente messo a disposizione di Mourihno, felice di essere approdato in una realtà importante come quella Nerazzurra, dove potrà crescere sotto la guida di Mou e mettere a frutto tutte le sue qualità, per divenire un elemento importante nello scacchiere dello Special One!.
Mourinho ha elogiato Mariga, ma si espresso in modo equivoco quando ha dichiarato:
"Se ti alleni con Zanetti e Cambiasso e non migliori hai un solo neurone, e il nostro nuovo centrocampista ne ha milioni".
Naturalmente dell'umiltà e dei buoni propositi di Mariga poco interessa ai media, e le parole di Mou sono parse come chiare frecciate rivolte a Balotelli, giocatore eccelso sia per qualità tecniche, che per supponenza.
La mancanza di rispetto che ha mostrato a Mourinho in occasione di Inter vs Fiorentina di Mercoledi serà, evidenzia come Mario non sia in grado di "crescere" caratterialmente, generando sempre più irritazione anche tra i tifosi Nerazzurri, che se da un lato lo adorano per le sue qualità di calciatore, dall'altro cominciano a spazientirsi per i suoi atteggiamenti da "bamboccio".
La società lo ha multato di 20.000 euro, ma non credo che questo servirà a molto, spero comunque, che domenica Mourihno lo faccia giocare, perchè, con lui la tolleranza zero non è applicabile e se la situazione degenera rischiamo di perderlo.
Gli estimatori di SuperMario non mancano, West Ham, Arsenal, ma anche e soprattutto il Manchester City, a Giugno potrebbero far leva sul suo malcontento per provare a soffiarcelo.
Rinunciare ad un fenomeno come SuperMario, per poi trovarselo difronte come avversario è un'ipotesi che fa rabbrividire, come ancor di più, l'ipotesi di un suo passaggio al milan di Leonardo.
Dopo essere "saltati" da una partita di Coppa Italia all'altra, finalmente si ritorna al Campionato e Allegri, allenatore dei sardi, ha messo subito le mani avanti.
Il Cagliari dovrà fare a meno di Cossu e Marchetti: "Queste importanti assenze sono la conferma che Mourinho è fortunato. Bravo, non si discute. Ma la componente fortuna è fondamentale. Poi, anche al completo, avremmo perso lo stesso..."
Dichiarare, che avrebbero perso comunque è un modo come un'altro per cercare di abbassare le pretese e le attenzioni.
Allegri sa benissimo, che se ci sfida, il suo pur buon Cagliari, le prenderebbe di santa ragione, ma con l'indifferenza e la finta consapevolezza di aver già perso, spera forse di sorprenderci sfruttando un pò di disattenzione, che potrebbe generarsi in un approccio emotivamente "scarico" alla partita.
Anche l'Inter dovrà comunque fare a meno di Sneijder, con lui in campo l'Inter non ha mai perso, e difficilmente potrà fare il suo ritorno in campo il "Drago" Stankovic.
La nota positiva è che finalmente si dovrebbe rivedere in campo Samuel Eto'o, che dopo la parentesi, non fortunata, in Coppa d'Africa, è atteso come assoluto protagonista del girone di ritorno.

Inter vs Fiorentina, il primo round finisce 1 a 0

Prezzi economici ed avversario di prestigio non sono bastati ad attirare un pubblico numeroso in quel di S.Siro, dove è andato in scena l'atto primo della semifinale di Coppa Italia tra l'Inter e la Fiorentina. Una partita gradevole dall'atmosfera scarica di tensione in cui l'Inter ha prodotto uno sforzo non certo massimo, ottenendo in cambio il peggiore dei migliori risultati.
Un vantaggio esiguo in prospettiva del secondo atto, che si consumerà (ad Aprile???) in quel di Firenze, uno stadio “caldo” in cui sarà davvero impegnativo riuscire nell'intento di conquistarci l'accesso alla finale.
I nostri ragazzi hanno dovuto “carburare” una ventina di minuti, senza correre rischi, ma restando troppo schiacciati e pressando poco, con i centrocampisti non in grado di supportare le punte. Poi, finalmente l'Inter ha preso in mano la partita ed ha cominciato a macinare gioco, ridonandoci lampi del Maicon che fu l'anno scorso e con il giusto cinismo ed opportunismo, che ha portato Mario a sfruttare un errore del difensore Natali, per servire l'accorrente infaticabile Milito, che ha posto il sigillo in ceralacca sulla partita!.
Nel secondo tempo, uscito Muntari per Pandev, l'intenzione di Mourihno, a mio avviso, era cercare di mettere a segno almeno un goal in più, ma il monello di Mario, come suo solito, ha attirato le ire di Josè da Setubal, che giustamente non tollera disobbedienza e sfrontatezza, e lo ha quindi richiamato negli spogliatoi, preferendogli Motta per cercare almeno di arginare la confusione di un reparto di centrocampo troppo impreciso, che stava permettendo alla Fiorentina di trovarsi spesso davanti alla difesa, nella disperata ricerca del pareggio.
In fase difensiva l’Inter è stata impeccabile, con Matrix e Lucio, mastini alla guardia di una porta, che sull'esiguo vantaggio di un goal, non deve essere violata.
Nel complesso la prova dei Nerazzurri è stata discreta ed bastata a condurre in porto una vittoria che pur non dandoci la sicurezza della finale e comunque un vantaggio da sfruttare al ritorno ed una buona abitudine, che è meglio non perdere mai!
Elogi particolari vanno fatti a Zanetti, che onora ogni sfida con il massimo impegno e che come suo solito, ha corso a tutto campo, mostrando tutta la sua infaticabile dedizione alla maglia che indossa.
Sneijder ha faticato più del solito per avere ragione dei suoi avversari, ma si è comunque reso indispensabile, mentre non vedo ancora il miglior Cambiasso, anche se la sua presenza in campo è sempre gradita e preziosa.
Esordio per Mariga, giusto qualche minuto nel finale, il primo assaggio di quello che ora è anche il suo Stadio.
Mourinho al termine della partita ha sottolineato come l'affluenza del pubblico sia scarsa in occasione delle partite di Coppa Italia e che questo influisca anche sul rendimento dei giocatori. Gli organi competenti dovrebbero pensare ad una soluzione per rianimare un trofeo nazionale che si trova in piena agonia, lasciato a se stesso!.

Effettivamente la scarsa affluenza di pubblico trasmette solo scarso interesse e rende la partita una semplice pratica da svolgere.
Una partita giocata al mercoledì sera, con il freddo e la prospettiva di un giorno lavorativo l'indomani, capisco non possa suscitare in tutti la voglia di andare allo Stadio, specialmente se la partita è facilmente visibile da casa, comodamente seduti sul divano, al caldo, davanti alla tv.
Certo, i nostri “eroi” guadagnano fior di quattrini, ma sono e rimarranno sempre esseri umani e in quanto tali, necessitano del supporto morale di coloro per i quali combattono, nel nome e per la gloria di una fede calcistica.

Possiamo fare tutti uno sforzo in più, io compreso!

FORZA INTER!!!

Rendiconto mensile


a cura di Andrea

Penso che nessuno di noi si sarebbe aspettato un mese di gennaio così complicato. Complicato invece è risultato, per vari motivi e per varie situazioni che è inutile stare ad elencare. La certezza è però che ne siamo usciti alla grande. Un pareggio in 5 partite e due capolavori, ovvero quelli della settimana passata: Milan e Juventus. Se poi aggiungiamo che, pur non giocando, abbiamo dominato anche domenica, beh, c'è poco da dire.
Gennaio doveva essere semplicemente il pre-Febbraio, cioè il mese di preparazione ad un mese assai complesso e delicato, sia per il campionato, sia e soprattutto per la Champions. Spostamenti di partite, freddo, infortuni ed il mercato l'hanno invece reso il mese in cui probabilmente ci siamo portati a casa lo Scudetto (toccatevi pure, non si sa mai) ed abbiamo rimesso al loro posto i vari sogni di varie squadre, in primis di quelli dell'altra sponda del Naviglio. Siamo stati bravi a sfruttare al meglio la fortuna prima e la nostra forza poi, mettendo in chiaro che in Italia non c'è spazio, almeno per ora e si spera ancora per un bel pò, per altri. Ma bravissimi, a mio parere, siamo stati anche nel mercato. Va innanzitutto sottolineato che i risultati che sta ottenendo questa squadra non sono solo merito di giocatori e staff tecnico, ma anche di una dirigenza precisa, organizzata, elegante, orgogliosa e molto, molto competente. Branca ne è l'emblema: parla poco e quando lo fa, nonostante il sorriso dipinto in volto, si vede che non è che abbia poi tutta 'sta voglia di farlo. Lui, ex calciatore mediocre, è ora un dirigente d'eccellenza, che lavora nell'ombra, seguendo indicazioni degli allenatori ma anche intuizioni personali. Se poi aggiungiamo alle sue capacità quelle di Oriali, uomo che di calcio ne sa molto più di quel che vuol fare trasparire, beh, allora il mix è fantastico. Obiettivo del mercato invernale era smaltire alcuni giocatori in eccesso e rendere la rosa più completa con almeno un paio di acquisti, uno per reparto: Pandev è giunto a zero, inizialmente come vice Eto'o, in realtà come arma letale sempre pronta a lavorare per la squadra. Più complesso era il discorso per centrocampo e difesa, o meglio, terzino sinistro. Alla fine è arrivato solo Mariga, 22enne dal fisico statuario e nessuno dietro. Potenzialmente il ragazzo è un ottimo calciatore, alla Essien per intenderci, che può piacere o non piacere, ma che sappiamo per certo che a Mourinho piace e con cui può lavorare molto. E' arrivato a poco, è giovane, ha grandi potenzialità e non è cosa da poco che anche il Mancio lo volesse al City, dove erano pronti a sborsare per lui circa 12 milioni. Per me è un buon acquisto, soprattutto visto che le altre ipotesi erano Simplicio e Ledesma, più registi, e di cui forse, per caratteristiche tecniche, avevamo più bisogno, ma sono dell'idea che se l'Inter deve prendere un regista a centrocampo non debba puntare a due giocatori di medio livello, bensì al meglio. Risparmiando soldi ora avremo la possibilità di investire di più per quel ruolo in estate, il che non è poco. Il terzino sinistro invece è un ruolo difficile da coprire e se l'unica possibilità era Kolarov a 15 milioni, allora abbiamo fatto bene ad attendere: Santon sembra riaver preso la fiducia di Mou e Zanetti, con l'arrivo di Mariga a centrocampo, in caso di necessità, potrebbe tornare a vestire i panni difensivi (e contro il Rubin mi pare li abbia vestiti alla grande). Se poi mettiamo che ci siamo liberati del peso di Vieira e Man(s)ini, mi pare che ci siamo mossi proprio bene.
Il rendiconto dell'appena passato mese di gennaio penso si possa riassumere in poche parole: viste le difficoltà, siamo stati grandi. Certo, ora inizia il difficile, ma comunque le basi sono state poste e speriamo siano abbastanza salde da poterci costruire sopra castelli, non più immaginari, ma veri, grandi e mitici, un pò come la nostra Inter.

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