Core Ingrato

Scritto da Alex
C’è un aspetto della sfida Roma – Inter, al di là di tutte le moviole e le interpretazioni varie e più disparate che sono state date da una parte e dall’altra, che è passato un po’ sotto silenzio: Burdisso, giocatore in forza alla Roma ma ancora a tutti gli effetti di proprietà dell’Inter sembra abbia piuttosto pesantemente inveito contro Mourihno e il suo staff rei di non averlo tenuto in considerazione l’anno scorso quando giocava da noi.
A parte che Burdisso erano già un paio d’anni che all’Inter ne combinava un po’ di tutti i colori, a partire già dall’ultima stagione con Mancini, e ormai al suo primo errore al Meazza cominciavano le bordate di fischi al suo indirizzo, Mourinho ha credo giustamente optato per un tipo di giocatore più tecnico visto che si “muscolari” in difesa ne avevamo già abbastanza (Samuel,Cordoba, Materazzi) e il sacrificato è stato gioco forza lui, in quanto meno propenso di Matrix a “ciucciarsi” tante panchine e qualche tribuna.
E fin qui tutto normale.
Quello che mi ha dato molto fastidio è che Burdisso, insultando Mourinho e il suo staff, ha di fatto insultato la Società dell’Inter che in passato lo ha molto aiutato e lasciato andare per quattro/cinque mesi a casa sua in Argentina quando aveva la figlioletta piccola gravemente ammalata, cosa che lui ha d’altra parte sempre riconosciuto.
OK, Mourinho non sarà l’Inter, però credo che l’argentino questa “tirata”se la potesse anche risparmiare se non altro per rispetto di Moratti che l’ha sempre trattato coi guanti bianchi.
E qui vorrei aprire però una parentesi su questa cessione: come avevo polemizzato in un piuttosto contestato post sulla cessione di Mancini al Milan,
che per adesso sembra del tutto ininfluente e speriamo rimanga tale, altrettanto faccio con quella di Burdisso alla Roma.
Ma perché cazzo alla Roma, visto che il suddetto aveva parecchie richieste da squadre della Premier League che probabilmente lo avrebbero anche pagato di più? Bisognerebbe smetterla di fare sempre il solito errore di andare a rafforzare squadre rivali in Italia solo per compiacere il calciatore di turno che è un professionista che “becca” una caterva di soldi e che dopo, a titolo di ringraziamento trova anche il modo di insultarti.
OK, la riconoscenza è merce rara dappertutto, soprattutto nel miliardario (o milionario) mondo del calcio: Moratti ne ha avuto diversi esempi (Ronaldo, Vieri, Kanu. Conceiçao).
Proprio per questo sarebbe ora di piantarla con questa linea “buonista” e agire solo ed esclusivamente a vantaggio dell’Inter. Io all’inizio dell’ anno non facevo ancora parte della squadra di “C’e Solo l’Inter” e quindi quello che sto per dire non è in alcun modo dimostrabile: quando seppi di questa notizia mi incazzai come una iena, perché in ogni caso la Roma è un’antagonista e noi gli andavamo a servire il terzo centrale perfetto per andare a dare il ricambio agli altri due titolari (Juan e Mexes); l’anno scorso come riserva avevano Loria, ho detto tutto!
Posso capire uno scambio, che poi magari si rivela una “inchiappettata”, come è stato in diverse altre occasioni in tempi non recentissimi, per fortuna; ma una cessione gratuita così, proprio non la capisco.
Per giunta, quando nel mercato invernale gli vai a chiedere Baptista, te lo rifiutano pure.
Adesso speriamo che almeno, quando ci sarà da riscattarlo, alla Roma glielo facciano sudare parecchio.
Per giunta Burdisso è stato comunque decisivo nel primo gol, colpendo di testa il pallone che poi Julio ha lasciato inspiegabilmente lì, lui che la testa ce l’aveva chissà dove, per giunta appoggiandosi abbastanza vistosamente su Cambiasso: ma questo andava bene così e non lo ha sottolineato nessuno nei circa duecento episodi vivisezionati dalle varie moviole.
Ultima notazione: Brugno (non è un refuso) Conti che dice che non sappiamo perdere: da che pulpito viene la predica, visto che sono quattro anni che piangono lamentando aiutini e aiutoni; vorrei vedere loro ad aver perso una partita decisiva con due cagate dei propri e avendo colpito tre pali, due dei quali tremano ancora, come l’avrebbero presa.
Roba da matti!.
Per il finale di stagione va assolutamente recuperato Mario che sarà anche una testa di… ma è l’unico, ripeto, l’unico giocatore in forza all’Inter in grado di “smazzare le carte” e cambiare significativamente la partita; non possiamo regalarlo agli avversari in un momento di evidente difficoltà. Per fortuna c’è già il CSKA a tenerci svegli: il pronostico sarà anche a nostro favore ma occhio a non sottovalutare una partita in casa con un arbitro inglese e soprattutto il ritorno a Mosca su un insidiosissimo campo sintetico.
Dài ragazzi, FORZA!

La Roma reinterpreta "Il Barattolo" di Gianni Meccia

Roma vs Inter 2 - 1
Dovevamo e da quel che si è visto, potevamo ottenere un risultato positivo, vittoria o pareggio non importava, sarebbe andato bene comunque.
Purtroppo abbiamo fatto troppi regali ai cascatori romani, medaglia d'oro olimpica nel rotolamento nel fango, sport emulazione di quello più amato dai maiali, suini ai quali i giallorossi si avvicinano pericolosamente.
In avvio di primo tempo la roma è stata più aggressiva, più determinata nei contrasti, ma la “Grandissima” rometta passa in vantaggio solo ed esclusivamente a causa di un regalo di pasqua gentilmente offerto da Cesar, che non trattiene una palla facile facile.
Nel finale della prima frazione di gioco la roma già boccheggia ed i nostri ragazzi la schiacciano nell'area di rigore, ma il pareggio che parte dal colpo di nuca di Samuel si stampa sulla traversa.
Nella ripresa l'Inter domina la rometta tirandola per le mutande per cercare di farla stare in piedi, vista la tendenza al tuffo dei giallorossi.
Finalmente il pareggio arriva con Milito, ma l'esultanza che poteva raddoppiarsi dopo pochi minuti sempre con “il Principe”, è invece breve, perchè, resosi conto che il campionato sarebbe stato poco eccitante da qui alla fine, Lucio lascia solo Toni, che dal dischetto del rigore fulmina un Julio Cesar che ormai non è più capace di compiere le prodezze degli anni passati.
Nel mezzo del cammino di una partita assurda, dove la roma spero abbia consumato tutta la fortuna a sua disposizione, ci si è messo l'arbitro Morganti, che ha distribuito cartellini gialli, così come caramelle ai bimbi ad Halloween.
Tutta la nostra rabbia, ampiamente manifestata da Eto'o, Sneijder e Chivu si stampa sul palo al 95' minuto, dopo che Milito aveva già fatto il paio con Samuel colpendo l'incrocio dei pali.
La rometta ha fatto la sua partita, ma senza alcun dubbio non meritava la vittoria, sfortunatamente ci abbiamo pensato noi a regalargliela e adesso mentre tutti i media si prostituiranno nel pompare quella che definiranno un'impresa, noi dobbiamo invece essere consapevoli di aver vissuto un episodio negativo, che deve essere rimosso per proseguire il nostro percorso verso il quinto scudo consecutivo.
FORZA RAGAZZI!!!




Roma non fà la stupida stasera


a cura di Andrea

Roma-Inter, un leitmotiv ricorrente oramai dal 2006 in poi. E' la partita attesa da tutti per l'assegnazione dello Scudetto. Ma sarà veramente così? Ranieri dice che noi abbiamo tutto da perdere perchè dobbiamo vincere lo Scudetto, io dico che vuole fare il gioco di Mourinho, ma non ne è in grado. Josè ha insegnato agli allenatori italiani, checchè ne dicano, diverse cose, soprattutto legate alla psicologia prepartita, tra cui ciò che potremmo chiamare lo "scarica pressione": la squadra è tesa, ha molta pressione addosso e per proteggerla il mister scarica questa sulle spalle dell'avversario. Ranieri vuole fare lo stesso, scaricare la pressione che c'è intorno alla sua Roma su di noi, facendo credere che una sconfitta oggi, mentre mezza Italia è in giro a fare happy hour o la spesa al Conad più vicino, segnerebbe il nostro campionato e non ci permetterebbe più di vincere il quinto titolo italiano consecutivo. Baggianate. In qualsiasi modo andrà la partita noi primi siamo e primi restiamo. Certo, un punto è diverso da quattro, ma abbiamo già visto come i ragazzi siano in grado di dare il meglio nei momenti di difficoltà e come siano in grado di riprendersi sempre e subito da una caduta. La pressione ce l'hanno loro, perchè dopo una rincorsa magnifica, dopo i 59 punti in 28 partite (tanti quanti noi) e dopo un distacco che è passato da 14 punti a 4 punti, la rincorsa non può finire in casa contro i rivali degli ultimi anni. Non può perchè segnerebbe per l'ennesima volta l'ego dei romanisti, perchè dimostrerebbe che Ranieri è un perdente nato (o meglio, un costante secondo) e che, giusto per farlo capire ancora una volta a tutti, questa Inter è superiore a tutti i rivali di casa nostra.
E dunque a noi che rimane? Rimane una partita col fascino delle battaglie storiche, in un campo straniero ma ultimamente per noi amico e la voglia di zittire tutti. Di Inter si parla sempre e comunque, ci danno tapiri, ci accusano di ostracismo verso i talenti e di arroganza. Diamo dunque motivo di parlare di noi ragazzi: andiamo a Roma, arroganti al massimo, e diamo una lezione di calcio. Non sarà facile, ma non sarà neppure un'impresa. La Roma è una squadra finalmente equilibrata, con una difesa meno ballerina e più stagna, un attacco con il giusto mix di fantasia e forza fisica ma è a centrocampo che dovremo "abbatterli". Lì creeremo superiorità con l'aiuto di terzini ed esterni d'attacco, lì presseremo e ripartiremo, lì decideremo le sorti di questa partita. Se poi perderemo, beh, tanto di cappello ai giallo-rossi ma nulla è perso, anzi, saremo sempre noi a dover condurre le danze; se vinceremo, allo stesso modo, nulla è deciso, 8 turni sono tanti per quattro/sette punti di vantaggio sulle inseguitrici, sarebbe solo l'ennesimo schiaffo morale ad un'Italia che non vuole più vederci lassù. Tiriamogli questo schiaffo, poi ricomponiamoci come fa sempre Zanna dopo una partita e riprendiamo il nostro cammino, a testa alta, verso il titolo. Poi dateci pure tapiri e frecciatine, noi ci limitiamo a dominare, ci basta questo.

La pratica Livorno

Inter vs Livorno 3 - 0
Un turno infrasettimanale abbastanza positivo che ci riporta a +4 sulle inseguitrici, con il milan sconfitto a Parma e raggiunto dalla roma al secondo posto.
Nonostante gli assenti e al turnover strategico, con Quaresma, Cordoba, Materazzi e Chivu dal primo minuto, l'Inter sfrutta al meglio il turno favorevole e finalmente non lascia punti sul campo, portando a casa l'intero bottino.
Tre a zero è il risultato minimo che tutti ci aspettavamo, una vittoria sulla carta scontata, anche se i timori non ti lasciano mai, finchè non echeggia il triplice fischio finale.
I primi trentacinque minuti sono infatti emotivamente apatici, l'Inter non sembra molto vogliosa di affondare i colpi, mentre il Livorno ci prova, si avvicina a Cesar in un paio di occasioni, ma i rischi sono esigui e i loro sforzi inutili.
Finalmente i nostri ragazzi decidono che è ora di chiudere il match, di dare un senso ai soldi spesi dai loro tifosi, per i biglietti.
Quarema, si proprio lui, sfiora il goal in paio di occasioni, preludio alle due zampate di Eto'o, autore di due goal stupendi, che affondano il livorno nelle urla di un Cosmi paonazzo, che tenta invano di imitare Gesù, senza ottenere sufficienti tracce di vita nel suo Lazzaro.
Ancora un tempo da giocare ed il Livorno, in rianimazione, vuole comunque evitare la figuraccia mantenendo un atteggiamento propositivo; spalleggiato dal ritmo basso dei Nerazzurri, che amministrano e preservano energie emotive e fisiche, per un avversario ben più ostico, che sabato ci aspetta all'olimpico di roma.
Ma Mou giustamente non vuole rischiare nulla e dopo i due colpi di Eto'o, vuole l'avversario al tappeto.
Ci pensano Maicon e Motta a confezionare ed infiocchettare il risultato, dopo un pregevole scambio, il Colosso, per la terza volta, spedisce la sfera alla spalle di Rubinho.
La partita ha dunque ben poco da dire e si può dare per conclusa già dal 61' minuto.
Le emozioni, quelle vere, le ha sapute dare la presenza in campo di Christian Chivu, al rientro dopo il lungo stop. Una sorpresa ed un piacere enormi, nel rivedere in azione Christian, che ha saputo festeggiare il suo ritorno con una buona prestazione, bentornato!

Il Sig.Sconcerti dovrà ora rivedere i suoi pronostici:
"Primo blocco. Finisce alla vigilia di Pasqua. È tutto a favore del Milan. Penso che Leonardo vinca a Parma"
Mantenendo quelle che invece erano le mie aspettative, il milan è caduto in quel di Parma; vediamo ora quale poesia di Ronaldihno, pubblicheranno sui giornali.
Non si spaventino dunque gli attivisti del WWF se si apre la caccia al tapiro, animale munito di breve proboscide che è solito scappare quando aggredito, che è divenuto simbolo del neologismo più in voga in questi ultimi giorni.
Se Attapirato è dunque un aggettivo riferibile a persone tristi, perchè vittime di un evento sfavorevole, chi lo consegna adesso un bel Tapiro d'oro al Sig.Staffelli?
Non potendo tanto, ci limitiamo a questa foto, anche se sarebbe bello, spedire un bel Tapiro alla redazione di Striscia...pensiamoci!.

L'interista e la pace perduta



a cura di Andrea

L'ultima partita che son riuscito a gustarmi con un poco di pace non ricordo neppure più quale sia stata, forse quella dopo il derby, ma non ne sono neppure più così certo. Da un mese e mezzo circa oramai noi interisti viviamo con una spada di Damocle costantemente appesa sopra la nostra testa e nonostante la si fissi con ribrezzo più che con paura, non si sposta, anzi, continua a dondolare pericolosamente ricordandoci che basta un passo falso e ZAC! (non l'allenatore della Juve eh, i giochi di parole di questo tipo li lascio ai fantastici titolisti della Gazzetta), la nostra testa rimbalzerà di qua e di là, staccata dal resto del corpo. Immagine macabra eh? Però è così. Arriviamo da una domenica dove davvero ce la siamo vista brutta, dove potevamo perdere la testa della classifica. L'ansia non era tanto perdere il primo posto dopo 16 mesi ininterrotti di dominio, cioè, questa è una cosa che può succedere come già ho detto, son quattro anni che dominiamo, che tiriamo avanti la carretta Italia Giuoco Calcio, può succedere. No, l'ansia proveniva dal fatto che a superarci poteva essere il Milan, quella squadra raffazzonata con vecchietti da torneo di briscola al bar del centro e aitanti ma alquanto fragili giovani. L'altra squadra di Milano per intenderci. Ce la siamo vista davvero brutta. Eppure un punto in quel di Palermo non è affatto male tenendo conto dei risultati ottenuti nel proprio stadio dai rosa-nero, purtroppo il problema, ed a posteriori devo dare ragione al collega Alex, sono i punti persi dalla trasferta di Parma in poi. Il Genoa, il Catania, il Parma appunto, erano tutte squadre tranquillamente battibili ma contro le quali abbiamo raccolto solo due punti sui nove a disposizione! Ora, possiamo vedere anche la situazione con l'ottimismo eterno del fanciullo di otto anni che non ha ancora conosciuto le ingiustizie del Mondo e dire "Si, va bè, ma se noi abbiamo fatto così cagare e nonostante tutto siamo ancora primi, di cosa dovremmo avere paura scusate?" ed effettivamente è un ragionamento che regge, ma non si può non avere una piccola goccia di pessimismo e pensare che o ci svegliamo o qui le cose si mettono male. Domani sera giocheremo contro l'ultima in classifica, in casa, mentre Roma e Milan avranno due trasferte ostiche e rischiose: dobbiamo vincere, segnare, difendere. Tre cose, ce la possiamo fare? Ci volete far tornare a respirare un attimo di pace? Poi alla Roma ci penseremo, ma regalateci, cari ragazzi, almeno un giovedì di pace.
Come se non bastasse il campo a torturare i nostri pensieri da eterni diffidenti nero-azzurri, ci si mettono pure i calciatori. O meglio, il calciatore: Mario Balotelli. Chi ha visto ieri sera Striscia la Notizia mi può capire, chi non l'ha vista si vada a vedere il video su YouTube e poi torni di qua, l'attenderemo per poi continuare. Bene, fatto? Ok, dunque, dicevo, Mario. So per certo che molti ora diranno "Ecco, Striscia la Notizia vuole creare zizzania, è nel palinsesto nella tv del Berlusca, era tutto calcolato, vogliono metterci pressione". Forse sarà anche così, ma la colpa non è di certo loro. Il Balo deve capirle certe cose, perchè può essere forte quanto volete, talento allo stato puro non distillato nè lavorato, ma noi siamo tifosi e la nostra testa non ragiona sempre come dovrebbe. Lui è un professionista, fa ottimamente il suo lavoro, cosa ce ne frega se tifa Milan e di nascosto indossa la loro maglia? Ed invece ce ne frega porca vacca! Io non pretendo che il ragazzo dichiari amore eterno alla nostra maglia, non pretendo che inizi a tifare Inter se per 17 anni ha tifato Milan, ma pretendo, questo si, pretendo che porti almeno rispetto al Presidente che lo strapaga, all'allenatore che, gli piaccia o meno, è un suo superiore ed a noi tifosi, grazie ai quali è li e grazie ai quali guadagna una barcata di soldi a 19 anni. Poco tempo fa avevo scritto un articolo sulla riscoperta italica del talento balotelliano, una riscoperta che speravo potesse portare Mario in Nazionale rendendolo così un simbolo della nuova Italia, non solo calcistica, ma anche culturale. Non rinnego tutto questo, ma penso che forse debba ancora maturare molto per poter diventare un simbolo e purtroppo penso anche che un simbolo, per noi, mai pacifici animi nero-azzurri, non lo sarà mai. Ripeto, non chiedo che cambi le sue convinzioni, ma chiedo solo rispetto. Certo, al suo prossimo gol sarò in piedi ad esultare ed alla sua prossima ottima prestazione lo elogerò. Ma ieri sera, con quel servizio e soprattutto con quell'immagine di lui che, a telecamere spente (pensava), si infila la maglia del Milan, s'è rotto qualcosa, qualcosa di più grande del semplice tifo e che ha a che fare con un sorta di rispetto tacito tra tifosi e squadra. Ora vogliamo un pò di pace ragazzi, siamo un pelino stanchi anche noi. Ed i tre punti domani sera, mi pare chiaro.

Sognare è da tutti, sperare è da illusi, porsi obbiettivi è da professionisti


a cura di Andrea

Prima di martedì abbiamo sperato e molti ci davano degli illusi, ora stiamo sognando facendo capire a tutti che in realtà tutto è possibile se costruito su basi solide e realistiche. I ragazzi si sono posti un obbiettivo e con le unghie e con i denti vogliono raggiungerlo, perchè son dei professionisti oltre che gladiatori che dilettano le nostre giornate.
La Champions League è quasi un Santo Graal per noi interisti, a momenti non siamo neppure così sicuri che esista davvero quella astrusa coppa dalle grandi orecchie, eppure, dopo tanti anni di estenuanti e, ahinoi, inutili ricerche, quest'anno sembra proprio che siamo sulla via giusta per trovarla. Alt, non dico toccarla e alzarla, ma quantomeno vederla, arrivarci vicino, il giusto per capire che c'è davvero, è tangibile, sensibile e presente a tutti i nostri cinque sensi e che non è un ologramma in una teca. Il sorteggio con il CSKA Mosca ci dà il permesso di porci un obbiettivo e non di sperare: siamo più forti, più cattivi, più esperti. Possiamo farcela. Certo, è anche vero che noi siamo l'Inter, la squadra che ti batte il Real Madrid anni '90, l'Arsenal di Henry o il Chelsea di Ancelotti e poi crolla rovinosamente contro Helsinborg, Villareal o Catania, ma se è vero che siamo maturati dobbiamo dimostrarlo proprio ora, lasciando da parte la nostra pazzia per creare spazio alla fredda logica del calcio. Stiamo quindi vivendo un momento fantastico, ma per giungere al giorno "gioiglorioso" (cit. Alice nel Paese delle Meraviglie) dobbiamo spingerci oltre al fantastico e raggiungere l'impensato, che è un non pensato non tanto per sfiducia nei ragazzi, ma per pura e primitiva scaramanzia. In realtà un pò di ansia mi sta tornando, perchè tutta 'sta euforia post ottavi non vorrei distraesse i ragazzi. Già Eto'o mi pare un pò rincoglionito, tanto da prestare la sua macchina a quel ciula di Arnautovic che se la fa fottere, tanto per dirne una. Non vorrei insomma che tutta questa gioia porti i nostri beniamini a sperare piuttosto che a porsi degli obbiettivi. Stasera col Palermo non sarà una partitella, sarà dura, forse molto più che col Chelsea, perchè i siciliani, in Sicilia, non hanno nulla da perdere e ci affronteranno a viso aperto, senza timori reverenziali, ma soprattutto senza speranze e solo con un sogno, cioè quello di battere una delle migliori squadre d'Europa. La frase del titolo l'ha detta Del Piero, uno dei pochi militanti della Vecchia Baldracca degno, a mio parere, di rispetto. E' una frase che di logico ha molto, se non tutto: sognare l'impossibile è gratuito e per tutti, ha basi nella realtà, perchè per sognare devi ricevere degli input dall'esterno, dal mondo empirico e non dal mondo immaginario; sperare è invece qualcosa di diverso perchè sottointende un aiuto da entità superiori che non sappiamo nemmeno se esistono. Non mondo empirico dunque, ma immaginario. Infine la cosa più chiara: i risultati si guadagnano sul campo, ponendosi degli obbiettivi e lottando sempre, come a Londra, dove siamo stati professionisti e ciò ci ha regalato un sogno. Torniamo ad esserlo anche in Italia, nel nostro Regno, dove avevamo solo certezze ed ora abbiamo solo sogni.

Punto d'Impatto, da Londra verso Palermo!

Scritto da Alex
Martedì la nostra squadra ha impattato in maniera assolutamente positiva su quello che potrebbe rivelarsi un momento chiave della stagione.
C’era infatti un buon 75% dell’Italia sportiva che ci “gufava” contro, incurante del fatto che se fossimo usciti le squadre Italiane in Champions sarebbero scese a tre partecipazioni a favore di quelle tedesche, e al di là delle falsamente nazionalistiche dichiarazioni di facciata; per non parlare poi dei vari Media, che non aspettavano altro che riversare sui giornali e sul web fiumi di inchiostro per celebrare il “De Profundis” di Mourinho e già si erano probabilmente preparati il “coccodrillo”.
Le aspettative per una disfatta c’erano tutte: il fatto che non stavamo attraversando un buon periodo, culminato con l’incredibile sconfitta di Catania; la tradizione molto negativa sia dell’Inter in particolare che delle squadre italiane in generale nei confronti con le Inglesi, le polemiche costruite sul presunto caso di Balotelli, non ultima il fatto che fosse stato designato un arbitro tedesco, che in passato ci aveva già “massacrato” più volte (Valencia su tutte), e che avrebbe anche avuto un interesse diciamo nazionalistico se fossimo stati eliminati.
Per fortuna nostra, e probabilmente per sfiga di tutti gli altri, non siamo più la squadretta in balìa degli eventi che eravamo qualche anno fa: siamo parecchio cresciuti come individualità, come mentalità, come gruppo, come consapevolezza; in una parola come squadra..
Siamo andati a Londra, a casa di una delle due squadre inglesi che stanno dominando la Premier, a viso aperto, con tre punte e un centrocampista offensivo, con la mentalità di cercare di vincere la partita e di imporre il nostro gioco, quando molti altri, visto il seppur ridotto vantaggio che dava la partita d’andata, sarebbero andati là molto più guardinghi.
E questo è grande merito di quel grande tecnico che è Mourinho, altro che grande comunicatore o incantatore di serpenti; ha rischiato tanto, forse tutto, proponendo una formazione spregiudicata che ha saputo prima imbrigliare il Chelsea mantenendo perfettamente le distanze fra i reparti e coprendo gli spazi in maniera da impedire agli inglesi il loro solito gioco, prevedibile quanto efficace, se gli lasci l’iniziativa, e poi colpire in maniera inesorabile, prendendo sempre più in mano l’iniziativa e arrivando addirittura a sprecare tre o quattro nitide palle gol prima di siglare il gol della vittoria con Eto’o, che non sarà in formissima, ma quando sente profumo di partita determinante difficilmente delude.
Ha beneficiato di un paio di sviste arbitrali in area è vero, frutto anche di un metro arbitrale che ha permesso comunque agli inglesi di finire in dieci quando, a strette norme regolamentari, avrebbero dovuto finire in otto; per di più Milito è stato fermato solo davanti al portiere per un fuorigioco inesistente; diciamo che in queste due sfide ci è tornato indietro qualcosina di quel tanto che ci era stato tolto negli anni scorsi.
Mourinho ha rischiato tutto anche perché, in caso di eliminazione, quasi tutta l’Italia era pronta a scagliarsi addosso all’uomo di Setubal, cavalcando soprattutto la polemica dell’esclusione di Balotelli che invece è parsa condivisa da tutto l’ambiente e che ha avuto l’effetto di cementare ancora di più il gruppo, ponendo il fortissimo ma ancora immaturo ragazzo davanti ad un bivio forse decisivo per la sua carriera.
Il portoghese, schietto e onesto com’è, non ha mai fatto mistero di non amare troppo il nostro Paese e soprattutto di non amarne il suo prodotto Calcio; ma questo, sentirselo dire da uno straniero che “becca” un fracco di soldi qui in Italia, evidentemente “tira il culo” a molti e produce invidia, rancore, in certi casi quasi odio direi.
Adesso c’è da mettersi alle spalle velocemente questa pure esaltante e splendida vittoria e ritornare con quello spirito e quella concentrazione al Campionato, poiché di spazio per i passi falsi non ce n’è più e già da Sabato, a Palermo sarà un’altra storia e sarà durissima.
Ci dobbiamo assolutamente riprendere quello scudetto che molto probabilmente stanno facendo di tutto per farci perdere a favore di una squadra che in campionato abbiamo ridicolizzato due volte, una delle quali in dieci contro undici, e che in Champions, alla faccia di tutte le “balle sulle musichette”, ha stentato in un girone eliminatorio molto meno impegnativo del nostro, e negli ottavi ha beccato sette “pappine” da una squadra di pari livello (vedi classifica Premier) di quella che noi abbiamo sconfitto per due volte.
Non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo permettere che ciò accada oltre che per il bene dell’Inter, anche per il bene del calcio italiano e della sua credibilità.
Perché succeda questo però, Mourinho splendido comandante, deve sforzarsi a tenere la bocca e le mani a posto, visto che adesso sono arrivati a punire anche i gesti, perché è stato dimostrato che la sua presenza in panchina vicino ai ragazzi non è importante, è fondamentale.
Quindi sotto col Palermo, sperando che l’urna di Nijon sia un po’ più clemente che nelle altre due occasioni.
Concludo con una notazione: al momento del sorteggio alcuni di voi ricorderanno che all’Inter avevo dato il 25% delle possibilità di qualificazione; non sono solito sfuggire alle responsabilità e non ho problemi ad ammettere che non sono mai stato così felice di essermi sbagliato, anche se, come avevo previsto, questa doppia sfida ci ha “succhiato via” un bel po’ di energie: speriamo veramente ne sia valsa la pena.

Chelsea vs Inter 0 - 1, Il Paradiso Siamo Noi!

Se qualcuno aveva dubitato della forza psicofisica di questa squadra, ora può tranquillamente ricredersi, perchè la risposta è arrivata dal campo.
Lo Stamford Bridge è stato espugnato, non è stato facile e non lo sarà mai, ma ci siamo riusciti.
Abbiamo sofferto l'iniziativa del Chelsea solo a tratti, specialmente negli ultimi 5 minuti della prima frazione di gioco; rischiando clamorosamente in due occasioni, in cui Lucio e Samuel si sono immolati all'ultimo secondo.
L'Inter concentrata e determinata, è scesa in campo con il tridente, cosa che francamente ho ritenuto la più opportuna.
Non si scopre l'acqua calda nel pensare, che a Londra contro il Chelsea, non ti puoi limitare a difendere, a meno che non le vuoi prendere di santa ragione.
Nella seconda frazione di gioco l'Inter ha continuato a provare a giocarsi la partita, con un grande lavoro di tutti; la squadra si è resa molto pericolosa ed è cresciuta di minuto in minuto, fino al lancio millimetrico di Sneijder, che è andato a “pescare” Eto'o, permettendogli di depositare in rete la pietra che affonda ogni dubbio sulle reali potenzialità e qualità di questa squadra.
Una vittoria storica, strameritata e di grande prestigio, che arriva in un momento in cui alcune certezze cominciavano a vacillare in molti, e che ci dona “in allegato”, la soddisfazione di aver “buttato” fuori Ancelotti dalla Champions League.
Il campo ha dato ragione a Mourinho e Balotelli farebbe bene a riflettere e decidere, perchè c'è un futuro di gloria ed affetto per lui, ma deve imparare a lottare per meritarlo!.
Sapevo che la forza e le qualità di questo gruppo, non potevano essersi smarrite in 10 giorni e i nostri ragazzi lo hanno dimostrato sul campo...e che campo!
Il messaggio che l'Inter manda da Londra è forte e chiaro “qua nessuno è morto e nessuno intende arrendersi”.
GRAZIE RAGAZZI!!! AVANTI INTER!!!

Questo è invece il messaggio per i gufi:

Il gioco varrà la candela?


a cura di Andrea

Ultimamente brancoliamo nel buio. Non starò a rianalizzare Catania, a incazzarmi con Mou, a insultare Muntari, a deridere Quaresma, a mandare a fare in culo tutti gli altri. Non starò qui a chiedermi di Balotelli, a piangere per il ritorno in casa nostra di quel maledettissimo panzone di Raiola, a dispiacermi per lo sguardo triste di Moratti, ad adirarmi per gli attacchi ed i gossip dei giornali. Semplicemente mi guardo attorno da tifoso e capisco che brancoliamo nel buio. Son quattro anni (non uno, non due, non tre, QUATTRO!) che in Italia dominiamo, senza mai cali così evidenti come quello che stiamo passando ora: che ci succede?
Varie sono le ipotesi e forse nessuna è giusta, oppure lo sono tutte, unite assieme indissolubilmente. Calo fisico: certo, può essere, perchè no? Gli undici che giocano, gira e rigira, sono sempre quelli; errori tattici? Può essere, Mou non è un perfetto stratega, ma non è nemmeno l'ultimo arrivato, ha di certo commesso errori in alcune partite, ma non in tutte e non tutti giustificano questa moria di risultati. Può essere semplicemente un calo naturale? Si, effettivamente si, dover sempre mantenere certi standard ed essere sempre e comunque davanti a tutti e correre più degli altri per quattro anni di fila non è facile, per nessuno, nemmeno il Lione in Francia ce l'ha fatta. Quella forse più probabile però è il caro e vecchio classico "pensiero alla Champions". Martedì è dietro l'angolo, la sfida col Chelsea che tutti attendiamo con frenesia ed agitazione è praticamente arrivata ed i ragazzi sentono il peso della possibile impresa. In ogni caso un ragionamento da fare c'è, eccome se c'è: la sfida con i Blues è la sfida degli ottavi di finale, indi per cui, facciamo tutte le corna che volete, anche io ora sto scrivendo solo con la sinistra in quanto la destra è impegnata nelle parti intime (non pensate male, maliziosi!), se dovessimo arrivare fino in finale, avremmo ancora 4 partite tra quarti e semifinali, senza contare logicamente la possibile sfida in quel di Madrid. Ora, fatemi capire, prima di ognuna di queste partite noi dobbiamo giocare così di merda? No, perchè allora ditemelo subito che mi vado direttamente a infilare nudo, tatuato di neroazzurro, in mezzo alla curva dei Drughi, dopo essere passato per tutti i Milan Club di strada da qui a Torino. Soffrirei di meno. Quello che di fatto mi sto chiedendo è se il gioco vale la candela, cioè, è vantaggioso centralizzare, inglobare, tutte queste energie mentali e fisiche in un'unica partita? Vale la pena mandare a meretrici un Campionato per un paio di sfide? Se avessi la certezza che arriviamo fino in fondo in Champions, beh, la risposta sarebbe alquanto banale e scontata (si, si, si, si, SI!! LO VOGLIO!), ma poichè nulla è certo, non sarebbe meglio gestire in maniera più, come dire, manageriale le nostre condizioni ed emozioni? Non so, son abbastanza frastornato, spero che domani sera ci arrivino delle risposte, ma ancora per circa 24 ore dovremo brancolare nel buio, con un'unica domanda: il gioco varrà alla fin dei conti la candela?

Stati di Allucinazione

Scritto da Alex
Un saluto a tutti. Torno a scrivere un post dopo un po’ di tempo e torno a farlo intitolandolo, come avevo cominciato e come ho sempre cercato di fare in questi mesi, con il titolo di un film, anche perché lo spettacolo andato in onda ieri sera in quel del Massimino di Catania presentava un ventaglio di scelte piuttosto ampio.
Mentre scrivo sono ancora sotto shock, quindi mi scuso fin da ora se la qualità grammaticale, lessica e logica dello scritto non sarà delle migliori.
La squadra è nel peggior periodo della stagione, lo si era visto chiaramente col Genoa e nel primo tempo è rimasta bene o male sulla linea di galleggiamento, cominciando male e rischiando seriamente di andare sotto in paio di occasioni, per poi uscire molto timidamente dal guscio tipo una tartarughina spaventata e farsi vedere due o tre volte dalle parti del portiere argentino Andujar con azioni non certo travolgenti, ma sufficienti a mettere un po’ di pressione al Catania; ho detto al Catania eh, mica alla Roma al Milan al Chelsea o al Barcellona, con tutto il rispetto che merita il Catania.
Per puro dovere di cronaca, anche se è l’ultimo argomento che voglio trattare oggi, in una di queste occasioni l’arbitro ha ignorato un netto rigore su Materazzi, così, tanto per non perdere le buone abitudini: Matrix che insieme a Mariga era stato forse il migliore in campo nel primo tempo, o per meglio dire uno dei meno peggio.
Già, Mariga: da qui comincia la farsa del Massimino, quando nel secondo tempo vediamo spuntare la squadra dal tunnel degli spogliatoi con il consueto e ormai devo dire un po’ irritante ritardo, senza il “Masai” e con al suo posto un tragico “Trivela” che ormai non si può più vedere nemmeno in poster. Già eravamo un po’ in difficoltà nella zona nevralgica di centrocampo, con il Cuchu o Deki non certo al top e con loro che avevano un uomo in più giocando col solo Maxi Lopez di punta: così ci siamo messi alla loro mercè.
All’insensatezza tattica del cambio anche per la tempistica col quale è stato effettuato si è aggiunta a mio modo di vedere anche una inopportunità totale: ma perché cavolo devi togliere un giovane di belle speranze che ce l’aveva messa tutta, che garantiva corsa e fisicità ad un reparto asfittico, mortificandolo e rischiando di demoralizzarlo pesantemente ?
Veramente si stenta a capire: ma il bello verrà dopo. Nonostante questo, non so come, andiamo in vantaggio con un contropiede gestito da Eto’o, partito sul filo del fuorigioco, e concluso dal solito Milito, che quando c’è da “metterla”, raramente sbaglia.
Vantaggio veramente d’oro, vista la situazione e il tipo di serata: vantaggio che anche il più sprovveduto dei coglioni avrebbe pensato dopo massimo dieci minuti di difendere inserendo Ivan Ramiro sulla corsia di sinistra e spostando il capitano a centrocampo dove sarebbe stato preziosissimo, vista anche l’uscita di Mariga.
Dieci minuti nei quali cerchi di sfruttare il momentaneo sbandamento degli avversari e cerchi di mettere al sicuro il risultato con un secondo gol che invece Maicon, anche lui in serata “da tregenda”, ha puntualmente e malamente sminchiato.
A questo punto, abbastanza improvvisamente devo dire, perché era un momento della gara dove non stavamo soffrendo più di tanto, azione degli etnei sulla sinistra (guarda caso la fascia dove si sarebbe dovuto provvedere al cambio sopra citato), traversone in mezzo dove Lopez anticipa un impacciato Lucio e la mette dentro.
Già si trattava degli ennesimi due punti buttati nel cesso, ma ieri sera no, non bastava!
E allora fuori un altro centrale di centrocampo, Stankovich, e dentro un altro attaccante, Pandev, apparso peraltro nelle ultime uscite molto lontano da quella condizione che l’aveva sostenuto subito al suo arrivo all’Inter; poi, non ancora contenti, per raggiungere il giusto livello di tragedia mista a follia, a ridicolaggine ad allucinazione raramente raggiunto a mia memoria dalla squadra nei 43 anni dai quali la seguo, dentro uno psichedelico Muntari e fuori Cambiasso, che era rimasto l’ultimo vero centrocampista di ruolo sul terreno di gioco. Ed è a questo punto che raggiungiamo un livello che avevo potuto apprezzare solo nelle comiche di Stanlio e Ollio o di Ridolini, se preferite: Sulley “il Munta” Muntari, dopo venti/trenta secondi che è in campo va a “tranciare” da dietro un giocatore del Catania poco fuori area e, sulla susseguente punizione, schierato in barriera in piena area di rigore, pensa bene di fermare il tiro dell’avversario alzando completamente il braccio, nemmeno si stesse giocando a pallavolo; l’arbitro a questo punto non può fare altro che decretare rigore ed espulsione del ghanese che, di gioco effettivo, non ha così racimolato nemmeno un minuto.
Tanto per renderci ulteriormente ridicoli, il “Maratona dell’Etna” Peppino Mascara trasforma la massima punizione con un cucchiaio a mio parere parabilissimo con un minimo di lucidità, che a questo punto se ne era già andata a farsi benedire chissà dove, ed ecco servita la terza sconfitta stagionale: il terzo gol a due/tre minuti dalla fine fa testo solo per il punteggio e per rendere definitivamente oscena la prestazione di Lucio, uccellato come un dilettante da Martinez, e di quasi tutta la squadra: quasi perché l’unico a salvarsi almeno un po’ è quello che non gioca quasi mai, ma che come impegno e professionalità ha da insegnare ancora molto a molti, Marco Materazzi. Io è un bel po’ che lo dico che gente come Quaresma e Muntari nell’Inter non ce li voglio più vedere, ma la colpa non è loro, ma di chi li ha messi in campo ieri sera.
Ed eccoci al punto fondamentale: CHI ? Mourihno via SMS, o quell’ectoplasma di Baresi, che sarà stato anche un gran giocatore, ma come allenatore, neanche in quinta, altro che in seconda !
Quando c’era il Mancio, il vice era Mihajlovic, una bella differenza, e ieri era sull’altra panchina a ricordarcelo.
Chiunque abbia gestito la gara ieri sera o l’ha voluta perdere apposta o era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: non ci sono altre possibilità.
Errori così marchiani, pazzeschi, assurdi e incomprensibili possono essere “farina del sacco” di uno che un altro tipo di “farina” se l’è sniffata prima della gara.
E’ assolutamente inconcepibile e inaccettabile il modo in cui si è perso ieri sera: chi siede sulla panchina di una squadra come l’Inter, ma non solo l’Inter, non ha neanche un minimo straccetto di attenuanti per quello che è successo ieri sera: ha offeso tutti quelli che seguono questa squadra con passione, ha offeso il suo Presidente che lo paga, ha offeso oserei dire il gioco del calcio, perché quello che si è visto ieri sera da parte dell’Inter, io l’avevo visto solo a sedici/diciassette anni disputando i tornei parrocchiali, neanche gli amatori: lì c’è più serietà! Io non riesco proprio a capire cosa sia successo ieri: adesso andiamo a giocarci questa benedetta o maledetta partita allo Stamford Bridge, dipende se ci qualificheremo o beccheremo l’ennesima batosta europea; partita che tanto sta influendo sull’andamento di questa fase di campionato, come avevo paventato al momento del sorteggio in un criticatissimo post (l’Inter trova il Chelsea: solo sfiga?).
La nostra squadra, come avrò sicuramente già detto, è capace di tutto nel bene e nel male: dunque non so come potrà andare a finire Martedì sera e come potremo recuperare la giusta serenità e le giuste motivazioni dopo il disastro di ieri; se Mourinho è anche un buon psicologo, come da lui dichiarato, e un grande motivatore, questo è veramente il momento di provarcelo perché una sconfitta, specialmente una brutta sconfitta potrebbe aprire un baratro dal quale usciremo a fine stagione con “SERO TITULI”!

E vissero tutti felici e contenti!

Catania vs Inter 3 - 1


Per tutti "E' CRISI INTER", per me è solo una partita nata male e finita peggio. Una serataccia da dimenticare in fretta, perchè sappiamo che da domani non possiamo più sbagliare.
Siamo ancora noi che abbiamo il potere di decidere il nostro destino e finchè sarà così è proibito arrendersi!
Onore al Catania che ha meritato la vittoria e si gode giustamente il suo momento di gloria, lasciamo stare Muntari, che comunque risponderà a chi di dovere e pensiamo al Chelsea, perchè venerdì è già passato..è sabato e la partita per la quale ci siamo inconsciamente “risparmiati” è ormai alle porte!

FORZA RAGAZZI!!!


Questa casa non è un albergo!

A volte il destino è autore di incroci strani e ti ritrovi a scrivere di un argomento, su questo blog forse inaspettato, ma che in futuro troverà sicuramente più spazio, in vista dell’evoluzione che il blog si appresta ad affrontare.
Tralascio quindi statistiche e sensazioni relative alla sfida di questa sera con il Catania, non per pigrizia ma perché c’è ben poco, che io possa dire e che voi non abbiate già letto nella preziosa “blogosfera” Nerazzurra, e preferisco così proporvi una discussione che si potrebbe rilevare costruttiva.

A catturare la mia attenzione è stato un articolo pubblicato su di un sito dichiaratamente Nerazzurro, il quale prendeva in esame la gestione della distribuzione dei biglietti da parte dell'Inter ai propri tifosi, proponendo in alternativa alle attuali metodologie, il sistema usato dalle società Inglesi.

Sembra infatti, che in Inghilterra le Società assegnino un punteggio ad ogni singolo tifoso; sostanzialmente più sei assiduo frequentatore dello stadio e più punti accumuli.
Con questi fantomatici punti, non solo puoi usufruire di sconti sui prodotti ufficiali, ma acquisisci il diritto di appartenere ad una privilegiata categoria di tifosi.
Chi si sarà distinto per il proprio impegno ed attaccamento alla squadra, avrà quindi il diritto di avere più possibilità di ricevere i biglietti per le partite importanti e di maggior attrattiva, mentre chi solitamente non segue la propria squadra nelle partite meno affascinanti, sarà costretto a continuare la propria tradizione, ovvero restare al di fuori dello stadio.

Questo sistema meritocratico, non tiene conto del fatto che in Italia e all'Inter in particolare, esiste il concetto di "tifo organizzato", che trova massima espressione nei gruppi che compongono il cuore del tifo Nerazzurro come la Curva Nord e negli Inter Club, voluti e sostenuti da F.C.Internazionale, sin dai tempi del grande Presidente Angelo Moratti.

Nonostante questo, c'è chi ha dimenticato il senso di essere "Socio Inter Club" ed ha quindi pensato si possa trattare di una alternativa valida alla delicata questione della distribuzione dei tagliandi per le partite, dando adito all'articolo di un giornalista, che probabilmente non ha la più pallida idea di come l'Inter sia organizzata e di quanto valorizzi e tuteli i propri Inter Club, che sono sempre più numerosi e distribuiti sull'intero territorio Nazionale e oltre i confini dello stesso.
Assegnare un punteggio ad ogni tifoso, significa valorizzare "il singolo" a discapito degli Inter Club, che si troverebbero così ai margini e perderebbero gran parte del loro senso di esistere.

Il problema della distribuzione dei tagliandi, che con cadenza regolare si ripropone all'attenzione del Centro Coordinamento Inter Club, secondo me è un "fuoco di paglia", che trova nel numero degli tagliandi effettivamente disponibili per ogni singolo incontro, un muro invalicabile contro il quale si va a sbattere sostanzialmente solo per le partite di cartello, alimentato da chi "pretende" di avere il diritto di ricevere i biglietti solo perchè si ritiene tifoso meritevole, salvo poi dimenticarsi regolarmente dei propri "Eroi" in tutte quelle partite di minor fascino sportivo, che è comodo vedere dal divano di casa.

Ma chi sono questi tifosi, che si lamentano??
Spesso, se non sempre, si tratta di tifosi che non sono iscritti ad Inter Club o Curva Nord e che si ergono a paladini Nerazzurri una o due volte all’anno, pretendendo il diritto di ricevere i biglietti ogni qual volta si presenti una partita affascinate come la prossima sfida contro il Chelsea, salvo poi dimenticarsi dell'Inter e degli Inter Club per tutto il resto dell'anno.
Tifosi che tempestano di richieste il Centro Coordinamento di Milano, senza neppure essere Soci iscritti e che sfruttano gli Inter Club pensando si trattino di biglietterie, lasciando regolarmente vuoti i pullman organizzati per le trasferte meno interessanti ed impedendo di fatto al Club di essere attivo e vicino all’Inter!.

Quante volte ho sentito sconosciuti professarsi grandi tifosi e voler sfruttare gli Inter Club per ottenere biglietti di sfide come la prossima di Champions League, per poi vederli sparire per mesi e mesi?
Tante, ma tante volte!
Con questo non voglio insegnare nulla a nessuno, siamo tutti liberi di esprimere la propria passione per l'Inter come e quanto ci è possibile o vogliamo, ma non si può accettare che esistano persone convinte di poter pretendere di avere dei diritti, solo perchè si professano tifosi una volta all'anno.

Amici Nerazzurri, gli Inter Club non sono alberghi dai quali si entra e si esce limitatamente alle proprie esigenze, senza nulla voler condividere, senza dare il minimo sostegno e pretendendo vitto e alloggio al bisogno, ma sono associazioni il cui scopo è aggregare quanti più tifosi possibile, al fine di poter ottenere le condizioni che permettano di seguire i colori Nerazzurri ad ogni sfida e condividere la propria passione per l’Inter con le più svariate iniziative.

Non si può solo pretendere...se non si condivide!

Salto della quaglia


a cura di Andrea

Fare paragoni ed usare metafore nel calcio è all'ordine del giorno, soprattutto fra noi che ne parliamo così, un pò ad minchiam, un pò con serietà. Il calcio è dunque religione senza Dei un giorno, battaglia quello dopo, droga in periodi di astinenza ed infine, quello che preferisco, amore. L'Inter è la nostra donna (non ce ne vogliano le nostre vere donne, quando ci hanno preso ne erano consapevoli si spera) e come tale con lei passiamo momenti di gioia, di contrasto, di tenerezza ed anche di sesso. Già, sesso. Come? Beh, a me pare chiarissimo, la partita in sè è la miglior rappresentazione dell'amplesso. Pensateci un attimo: l'attesa pre rapporto, un pò di preliminari fatti di melina e studio avversari, poi si entra nel vivo e che vada bene o vada male sempre delle emozioni ci regala. Magari durassimo anche noi 90 minuti, diranno le donne, ma non curiamoci di loro e passiamo. In questi ultimi anni la nostra amata Inter ci ha regalato momenti di orgasmica estasi, rapporti intensi e passionali ma sempre con un importante accorgimento: abbiamo sempre fatto sesso sicuro. Sto parlando dell'Italia chiaramente, l'Europa lasciamola un attimo da parte, almeno come gesto apotropaico. Potevamo anche perdere una partita, avere insomma una serata storta, ma poi ci rimettavamo sempre in carreggiata, senza troppi problemi, sapendo che un errore non comportava conseguenze durature e pesanti. Nell'ultimo mese invece qualcosa è cambiato, la passione sta prendendo il sopravvento e come in ogni rapporto non sempre è una cosa buona. Ora proviamo piacere solamente quando ci sentiamo presi in mezzo da un cerchio che lentamente ci stringe, sfoderiamo tutto il nostro potenziale solo quando le situazioni sembrano impossibili ed irrimediabili (vedi derby e Sampdoria). Abbiamo provato a fare sesso al parco o nel bagno del posto di lavoro e la cosa grave è che ci piace! Ora, può essere bello e sexy, ok, però ogni tanto anche farlo sicuro e nel proprio letto non è poi così malaccio, no?
Ieri sera avevamo la possibilità di farlo senza problemi, romanticamente e delicatamente, sotto le nostra lenzuola, nella calma atmosfera di casa. Ma no, non ci piaceva. Svogliati, senza attenzione, senza voglia di sacrificarsi. Stavamo facendo del sesso di routine, senza nessuna emozione apparente e neppure celata. Eppure se l'avessimo fatto, non dico con impeto animalesco, ma quantomeno con la giusta dose di amore, avremmo potuto portare a casa un piccolo allungo (ennesimo) sulle avversarie (dicono ce ne siano alcune, bah) e la tranquillità totale per il futuro. Ma noi oramai amiamo solo il rischio, lo sappiamo e dunque ci siamo lasciati andare: come trovare il rischio quando l'arbitro non è cospiratore, gli avversari non ci stanno poi tanto antipatici, Milan e Juventus non hanno avuto favori arbitrali e Mourinho è rintanato in tribuna senza colpi d'isteria? Ma è chiaro, il salto della quaglia! Ora, non tutti saprete cos'è, è un modo di dire molto usato nelle mie zone. Il salto della quaglia avviene quando, durante un rapporto sessuale non protetto, appena prima dell'eiaculazione l'uomo esce, sperando ed incrociando le dita che nessuno dei suoi amati spermatozoi sia riuscito a rimanere nell'organo sessuale femminile ed iniziare così la sua personalissima corsa verso l'ovulo. Ieri sera noi abbiamo fatto esattamente questo, abbiamo rischiato giocando sostanzialmente solo gli ultimi 10 minuti, senza effettivamente fare però nulla per portare a casa i tre punti che sarebbero stati il nostro "preservativo" verso lo Scudetto. Ora dobbiamo incrociare le dita e sperare che i punti lasciati per strada in questo periodo e soprattutto ieri non si risolvano in un problema ben più grande da sbrogliare e non rovinino un rapporto finora idilliaco. Ti prego cara Inter, noi ti amiamo ed amiamo anche fare sesso con te, ma non esageriamo, a tutto c'è un limite!

L'amaro in bocca, Inter vs Genoa 0 - 0

Un pareggio brutto, bruttissimo, che odora di sconfitta, odora di due punti seppelliti per strada, assieme ai pareggi con Parma, Napoli e Sampdoria.
Mastichiamo un po' di rammarico, ma è parso evidente, che spese le ultime briciole di energia emotiva con l'Udinese, i nostri ragazzi hanno tirato il fiato, compassati e senza la grinta che abbiamo ammirato spesso e che ci ha permesso di vincere partite difficili.
Il Genoa è arrivato a Milano per prendersi almeno un punto e gli è bastato pressare molto alto e muoversi con ordine in difesa per arginare le offensive Nerazzurre, spesso imprecise e poco determinate, per raggiungere l'obiettivo.
Cosa passasse per la testa di Balotelli non lo posso sapere, ma che qualcosa non andava era sicuro.
A tratti completamente isolato, Mario camminava per il campo e sapere poi che stava giocando con la febbre, rende certo onore a lui, ma suscita il dubbio di un sacriificio forse non necessario.
Peggio di Mario ha comunque fatto Pandev, autore di una prova incolor; speriamo che sia solo un momento, ma il Macedone deve tornare a mostrare prestazioni più convincenti se vuole lottare per un posto da titolare.
Si salvano e salvano la barca remando contro le onde genoane, Sneijder, Milito, Stankovic, Zanetti, Maicon, Lucio e Samuel per tutti gli altri, ne riparleremo alla prossima quando ci sarà un Cambiasso in più e questo pareggio avrà generato l'energia nervosa giusta per ritrovare con continuità la vittoria.
Il silenzio stampa che l'Inter si è imposta, è un mezzo che ha i suoi scopi e non lo discuto, però dopo qualche tempo crea una sorta di distacco emotivo e l'avvicinamento ad una partita diventa anonimo, tanto che persino le voci dei tifosi presenti al Meazza sembravano ovattate, lontane, forse in rispetto del silenzio stampa, forse perchè anche loro, anche noi abbiamo tirato il fiato.
Vedere Mourinho ingabbiato in uno Skybox con sguardo inviperito, mentre gesticola disperatamente, è una scena che spero di non rivedere mai più; sembrava anch'egli non in grado di farsi sentire, inghiottito dal silenzio calato su di una partita che nel suo complesso ha permesso a Roma e Milan di fare un sospiro di sollievo ed ha conciliato il nostro sonno, finendo distrattamente nel dimenticatoio, la dove si lasciano le occasioni mancate.

Balotelli Inter-Nazionale FC


a cura di Andrea

Saluto tutti quanti voi ragazzi. Sono appena tornato da Barcellona e, nonostante volesse essere una mini vacanza catarchica dalla frenetica vita di sempre, dal calcio non sono riuscito proprio a staccarmi. O meglio, dall'Inter. Andare all'estero e parlare di calcio è, per noi italiani, come andare al bagno e lavarsi: una cosa del tutto normale, anzi, basilare per attaccare discorso e farsi nuove conoscenze.
Ora, a Barcellona vivono il calcio in modo molto similare al nostro, lo respirano dal profondo. Ed ho scoperto, con piacevole stupore, che nonostante la figura non proprio ottima dello scorso ottobre/novembre (la memoria non mi aiuta, perdonatemi) la nostra immagine rispetto al passato s'è rafforzata. Mi hanno rincuorato su Eto'o, dicendomi che anche da loro il primo anno andò così così, ma poi divenne l'Eto'o che tutti conosciamo, dobbiamo dargli il tempo per imparare la lingua e diventare un vero leader. Hanno elogiato Thiago Motta dicendo che anche lui se trova la forma giusta è fortissimo. Infine hanno applaudito decisamente il talento del nostro Balo. Già, Mario Balotelli, quello che da noi era visto come lo sbruffoncello di talento là già lo vedono come un campione, un giocatore fatto e finito, di talento massimo e concretezza disarmante. Ed allora mi son chiesto: ma scusate, se all'estero, che lo vedono giocare una volta ogni morte di Papa, lo vedono come un fuoriclasse, com'è che da noi invece è visto come un giovane di talento da svezzare? E com'è che per loro le sue minchiate son solo espressione di gioventù, forse un pò eccessive, ma mai esagerate mentre da noi son sempre condannate e rinfacciate al ragazzo? Con questo bagaglio lunedì compro la Gazzetta e scopro che l'Italia s'è innamorata di SuperMario: sondaggi, convegni, interviste, congressi. Tutti vogliono il Balo in azzurro, nessuno parla più delle sue cazzate precedentemente messe sotto la lente d'ingrandimento, nessuno lo ritiene più un bambino viziato. Oddio, ma allora è proprio vero che il Mondo sta per finire! La Gazzetta, sostenitrice storica del Pupone Nazionale, del Cassano Azzurro, si lancia stavolta a sostenere a spada tratta la promozione di Mario in Nazionale maggiore. Ok, ha fatto un'ottima partita con l'Udinese, ma non è mica stata la prima volta. Cosa è cambiato? Mercoledì sera torno in Italia, stanco, ma voglioso comunque di sapere com'è stata la prova del nostro talento in Under21 e scopro che ha giocato alla grande, che Casiraghi lo elogia apertamente, che Abete lo sostiene con tutto sè stesso e che i compagni lo amano. E la domanda torna: cosa è cambiato? La capigliatura da tamarro di città c'è sempre, i comportamenti da sbruffoncello pure, ma i compagni di squadra hanno sempre detto di volergli bene, di ritenerlo un amico oltre che un collega. Cos'è cambiato?
Scelta politica o illuminazione circa il talento di Mario che sia, fatto sta che l'Inter è sempre più Mario e lui è sempre più un simbolo. Un simbolo della globalizzazione, dell'unionione etnica, delle nuove generazioni, del calcio moderno. Il giorno in cui sarà realmente un simbolo anche dell'Italia penso che la nostra Nazione sarà un posto migliore, a condizione logicamente che rimanga all'Inter.

Il rumore del silenzio, che conduce a Inter vs Genoa

Dopo le vicende di Calciopoli convincersi della buona fede di un arbitro è facile come conficcare un chiodo nel muro a mani nude.
Sospetti e malelingue portano “il pallone” a galleggiare lontano dallo stagno rettangolare, dove sguazzano arbitri incapaci e sfortunati, che loro malgrado non ci possono biasimare, se ad ogni errore, noi si veda malafede ed opportunismo.
Nell'ambiente nazional-pallonaro, che teme venga nuovamente messa in evidenza la fitta rete di “bacio le mani” con la quale si muove tutto il teatrino, vede molto probabilmente in Mourinho, grande allenatore, comunicatore e motivatore quale è, principale pericolo, l'unico a non chinare la testa.
Mourinho con le sue dichiarazioni, diciamo “oltre le righe dettate”, provoca quindi timori, perchè non mette la testa sotto la sabbia, ma combatte un sistema, che davanti alle polemiche che un errore può suscitare, cerca di far dimenticare, abbassa i toni, come si fa con il volume di una radio, si abbassa per non sentire una canzone che non piace.
Ciò che più inquieta è l'impossibilità di poter identificare i componenti di un sistema, palesemente tirato per le orecchie, un pò a destra e un pò a sinistra, le cui radici sono secolari immutate abitudini, delle quali sarà indubbiamente difficile liberarsi.
Finalmente, dopo mille discussioni e con tutti i pro e i contro che ne deriveranno, la Figc si dice disposta a sperimentare l'ausilio di tecnologia a supporto degli arbitri. Una apertura, non del tutto nuova, anche se sempre più vicina alle parole, che non ai fatti, che ai più allieta e quindi non ci resta che attendere fiduciosi e sperare che il calcio di domani offra meno possibilità di essere manipolato.
Tra sospetti, timori, illusioni e speranze proseguiamo il nostro cammino, prossimo avversario ad attentare al nostro primato, sarà il Genoa di Gasperini.
Come socio attivo di un Inter Club, consideravo la partita con i “Grifoni” ottima occasione di aggregazione, ma non ho avuto neppure il tempo di pensare all'organizzazione di un pullman ed ecco che Inter vs Genoa viene “battezzata” partita a rischio, con le limitazioni e annesse complicazioni organizzative che ne derivano.
Sono comunque convinto che ogni Interista farà di tutto per riuscire ad accaparrarsi un biglietto e stare vicino ai nostri ragazzi, convinzione che trova conforto nelle statistiche, che parlano di un'Inter con la media spettatori più alta della Serie A.
All'andata al Marassi, fu una partita strepitosa (indimenticabile il terzo goal di Stankovic) in cui la nostra Inter rifilò 5 “mandorle” ai Genoani, che arrivavano dalla vittoria a Bologna ed avevano racimolato già 13 punti su 21, pur non sembrando la squadra solida e costante della scorsa stagione, come il crollo a Verona e a Udine, testimoniavano.
Dal giro di boa, il Genoa mantiene il suo trend di alti e bassi, facendo anche un po' peggio, come testimoniano i 10 punti conquistati fin'ora; dei 38 punti in classifica solo 8 sono stati conquistati lontano dal Marassi.
Inutile dire che ci auguriamo di vedere un'Inter spettacolare, capace di fare suoi i tre punti sul piatto, punti preziosi per la corsa scudetto, che potrebbero divenire ancora più importanti se la rometta e il bilan si faranno del male a vicenda, restando così a distanza di sicurezza; qualche punto ma non troppi al fine di evitare, che distacchi troppo cospicui inducano ad un nuovo e spietato attacco nei nostri confronti!.
Un ultimo pensiero ai nostri ragazzi, che sono scesi in campo con le rispettive Nazionali, argomento che non ho “toccato” per scaramanzia.
I nostri ragazzi si sono tutti ben comportati, confermando l'ottimo stato di forma e concentrazione, inoltre Maradona non ha usufruito dei servigi di Milito con la Nazionale Albiceleste, cosa che a Diego non avrà forse fatto piacere, ma che a me, come Interista, sinceramente non è dispiaciuta affatto; un po' di riposo per il Principe, sempre assolutamente indispensabile per i colori Nerazzurri.
Ad ora tutti i Nazionali dovrebbero essere sani e salvi ed è già un bel miracolo, visto la sfortuna che solitamente si accanisce, bene così, ora la testa al Genoa.

Tags

a tutta inter (5) adriano (12) allascopertadelcalcio (2) allenatore (1) almanaccointer100 (1) amichevole (7) anniversario (1) arbitro (1) Archivio (6) arnautovic (7) atalanta (2) balotelli (35) bandabagaj (1) barcellona (5) baresi (2) bargiggia (1) bari (2) BarSportOrologio (23) benitez (13) berlusconi (1) biabiany (1) biografia (1) biscardi (1) blanc (1) blog (1) blogemellato (1) blogger (1) bologna (3) burdisso (1) calciomercato (33) calciopoli (4) calendario serie a (3) cambiasso (18) campionato (138) campioni d'europa (3) Campionid'Italia (4) capitan neoton (1) cassano (1) catania (1) ces (1) cesari (1) champion league (6) Champions (24) champions league (42) chelsea (3) chelsea- (1) chiambretti (1) chievo (3) Chivu (4) conferenza stampa (4) consigli per gli acquisti (1) coppa italia (7) cordoba (2) cosecesololinter (1) dallaRedazione (1) dallas (1) DalloSpioncino (10) deco (1) derby (14) dinamo kiev (2) disclaimer (1) donati (1) editoriale (6) egitto (1) eto'o (33) facchetti (1) facebook (1) FaiLaFormazione (3) fair play (1) ferrara (1) figc (2) fiorentina (3) fissc (1) foto (3) gap (1) gazzetta dello sport (1) giornalisti (3) herrera (1) hleb (1) ibrahimovic (19) Ibrahimovich (1) il vignettone del biscione (7) info|inter.it (39) iniziative cesololinter (7) inter (251) interclub (4) interismo (5) interista69 (1) iointerista (18) jimenez (1) julio cesar (4) juventus (7) kharsja (1) kolarov (2) laTuaInter (2) lavezzi (1) lazio (2) ledesma (1) leonardo (1) lettera a Sky (2) letteratura nerazzurra (2) libri (1) Lippi. (2) livorno (3) lotito (1) lucio (8) maicon (12) manchester city (1) mancini (14) manipolazione (1) mariga (4) mascherano (1) materazzi (7) maxwell (1) media (1) mediaset (1) messi (1) milan (4) milito (36) mo (1) mondiali (2) moratti (8) moratti. libri. (1) motta (8) mourihno (11) mourinho (92) muntari (9) napoli (2) nazionale (7) nazionali (3) nedved (1) newsletter (1) notizie|web (2) nuove maglie (1) obinna (2) olanda (1) pagelle (13) palermo (2) panathinaikos (1) pandev (12) paolillo (1) pazzini (1) pechino (1) pirelli cup (1) primavera (1) pronostici (1) prostituzione intellectuale (4) quaresma (7) raccolta firme (1) rai (1) rakitic (1) razzismo (2) real madrid (1) reggina (1) roma (2) rubin (2) rubin kazan (3) Rubriche (1) saccani (1) sampdoria (3) samuel (6) samuel eto'o (2) Santon (7) sc (1) schiera la tua inter (23) scommesse (1) scrittodaAndrea (69) scrittodacesololinter (44) scrittodaMagri (2) scrittodaPaggy (15) scudetto (4) siena (2) sneijder (25) snijder (2) socialnetwork (1) stankovic (14) straordimario (4) super coppa italiana (4) super italia (1) tabellinocampionato (19) tabellinochampions (4) tabellinocoppaitalia (3) tagliavento (1) tessera del tifoso (1) thiago motta (2) thiago silva (1) TopNotizie (16) torino (2) tosel (1) totti (1) trofeo tim (1) tutto sport (1) twente (1) udinese (2) uefa super cup (2) under21 (2) vaduz (1) verona (1) videocommentareinostriarticoli (1) videomatch (7) vieira (3) vieirà (1) vieri (1) volontariato (1) wivilinter (1) zamparini (1) zanetti (9) zenga (2)