La Battaglia di Fort Nou Camp

Scritto da Alex
Per commentare l’esito di questa incredibile doppia partita contro il Barça assale la ns. mente una ridda di sensazioni, di pensieri, di emozioni che è piuttosto difficile da mettere in ordine. A cominciare dal giorno dopo la partita d’andata i catalani hanno messo in scena un “baillamme” di dichiarazioni di guerra, di insulti, di minacce conditi da gadget vari; e fin qui ci può anche stare. Il giorno prima della partita un centinaio di esagitati imbecilli pensa bene di passare la notte a fare casino sotto l’albergo dove alloggia l’Inter; gli imbecilli ci sono dappertutto e quindi , anche qui, ci può ancora stare.
Quello che comincia a non starci più è che la polizia catalana lasci che i suddetti imbecilli continuino a far casino fino alle 4 di mattina; non solo: già che ci sono, anche se quasi sicuramente non gli stessi agenti credo, tentano di portarsi Eto’o in questura per pendenze di quest’ultimo col fisco spagnolo.
Da notare che Eto’o ha la residenza in Spagna e va lì almeno una volta al mese: e allora proprio alla vigilia di una semifinale di Champions dovere rompergli i coglioni? Infine i giocatori: a parte le molto inopportune dichiarazioni di Piquè che denotano una mancanza se non altro di educazione e di rispetto verso dei colleghi, ma che molto al limite, sempre inquadrate nel clima di pre-partita, ci possono anche stare, quello che non ci sta è quello che è avvenuto durante e dopo la partita e che denota il fatto che fino a che vinci è facile comportarsi seguendo le regole di un certo fair-play, poi quando perdi…..Anzitutto l’indegna sceneggiata di Bousquez, il quale, dopo che Motta gli aveva appoggiato una mano in faccia, si lascia cadere a terra come se fosse stato investito dalla carica di un toro Miura, e che poi viene pescato dalle telecamere a controllare con l’occhiolino furbetto se la sua pantomina fosse andata a buon fine, provocando cioè l’espulsione di Motta.
Thiago è stato molto ingenuo e ha fatto lo stesso errore che aveva fatto Samuel con la Samp: se sei già ammonito le mani in faccia ad un avversario non le devi mai mettere, nemmeno a protezione; mettile più in basso e nessuno potrà avere niente da ridire.
Se nell’ UEFA ci fosse serietà questo giocatore andrebbe squalificato almeno due-tre turni come successe a Dida qualche anno fa.
Proseguiamo con Messi che va a tranciare Maicon fuori dal campo facendolo sbattere contro i cartelloni pubblicitari, e perciò col pallone nemmeno in gioco; evidentemente non era contento di avergli fatto saltare due denti la settimana scorsa.
Sarebbe un intervento come minimo da ammonizione, ma non per il severissimo Signor De Bleeckere.
Poi ancora con cinque simulazioni imbarazzanti con gente che forse visto l’andazzo della serata era un po’ confusa e credeva di trovarsi alle gare olimpiche di tuffi, e ha scambiato la nostra area di rigore per una piscina; anche qui nemmeno un giallo.
Finiamo con Valdes, il portiere, che a fine partita quasi aggredisce Mourinho che altro non stava facendo che esultare in maniera tutt’altro che provocatoria, per la conquista della finale sotto il settore dove erano posizionati i tifosi dell’Inter; anche qui stesso discorso che vale per Bousquez.
Poi, tanto per non farsi mancare proprio nulla, mentre i nostri sono in campo a festeggiare, gli addetti al campo non trovano di meglio che fare partire gli idranti di irrigazione.
Complimenti!
E’ stata una partita d’altri tempi con i nostri costretti dai forfait di Pandev e praticamente anche di Sneijder che giocava praticamente da fermo, e soprattutto dalla precoce espulsione di Motta, a giocare un tipo di partita che era esattamente l’opposto di quella che si sarebbe dovuta giocare.
Abbiamo però dimostrato di essere in grado giocare anche così, esclusivamente in difesa per 90 minuti contro la squadra più forte del mondo che fa di tutto per segnare un goal senza riuscirci; avevamo credo sperato tutti in un altro tipo di partita, ma è stata comunque una bellissima soddisfazione ed una emozione da ricordare a lungo.
Mou è stato il grande protagonista della serata: è alla guida di una squadra nella quale è praticamente impossibile individuare una stella, ma che è composta da un gruppo di splendidi giocatori che ha fatto del lavoro, del sacrificio e della voglia di darsi tutti una mano le sue caratteristiche principali, per la formazione delle quali lui è stato ed è assolutamente determinate.
Questa è la squadra di tutti, ma soprattutto è la squadra di Mourinho; unica eccezione: lo sappiamo tutti, ma non lo nominiamo neppure, visto che nemmeno lui dal di dentro è riuscito a rovinare questo splendido gruppo di ragazzi e di uomini, alla faccia di tutte le balle sull’Italianità.
Ha fatto secondo me anche un errorino ieri sera, facendo giocare Muntari anziché Mariga (più forte di una spanna) e togliendo Eto’o dalla fascia sinistra che stava controllando a meraviglia; se non fosse uno dei migliori attaccanti del mondo, avremmo risolto il problema di quel ruolo; chi l’avrebbe solo immaginato tre/quattro mesi fa che lui potesse ricoprire quel ruolo al Nou Camp in semifinale col Barça in 10 contro 11? Credo quasi nessuno.
Però alla fine ha avuto comunque ragione lui che di calcio ne capisce molto più di me (vorrei vedere!) e quindi viva Mourinho!
Quando poi gli ho sentito dire che quella di ieri è la soddisfazione più bella della sua vita calcistica, anche di più della Champions vinta guidando una squadra del suo Paese, mi è venuto un groppo in gola!
Lui riesce a parlare con il massimo del cuore e dell’emozione e un minuto dopo col massimo della lucidità e del raziocinio: per questo è assolutamente impareggiabile, secondo me il migliore.
Un’ ultima nota per Ibra: avrei voluto essere nella sua testa ieri sera al fischio finale, lui che è dichiaratamente andato in quella squadra per vincere quella Champions che a Milano, a dir suo, non sarebbe mai riuscito a vincere.
Si deve essere mangiato le mani non poco, anche perché all’Inter era la stella incontrastata, al Barça è uno dei tanti e anzi, viene spesso sostituito: prova che non è ancora riuscito, al di là dei falsi proclami, ad inserirsi in quella realtà e in quella squadra.
Per noi comunque, a conti fatti, molto meglio così, anche se non bisogna mai dimenticare quello che Ibra ha fatto da noi e per questo andrà sempre ringraziato.
Questo dovrebbe far riflettere qualcun altro che si è affidato alle cure e ai consigli dello stesso signore al quale si è affidato lui; ma ho deciso di non nominarlo perché, in una giornata come così, proprio non lo merita.

Revival '60 (one more time)

a cura di Andrea

Io non c'ero, ma ieri si, c'ero e mi basta. Voi, forse, non c'eravate, ma ieri si, e vi basti. Non c'eravamo nei mitici anni '60 dell'Inter di Herrera, ma ci siamo oggi, qui, nel nuovo decennio del nuovo millennio, nell'era dell'Inter di Mourinho. Ci siamo tremendamente, fottutamente, emozionalmente con tutti noi stessi.
Io non c'ero, ma mio nonno si. E' lui che mi ha indirizzato sulla via dell'interismo (lo so, non ve ne frega una sega, ma permettetemi un pò di sentimentalismo smielato in un giorno come questo) ed è lui che mi ha fatto sempre sognare serate come quella che ho vissuto, che abbiamo vissuto ieri. Quell'Inter segnava un gollettino e poi si stendeva in difesa, senza affanni, ma con un palpitare esagerato dei cuori sugli spalti che rendeva ogni partita una sofferenza ed una gioia nello stesso tempo. Era l'Inter mnemonica e quasi rindondante del SartiBurgnichFacchetti (pausa) BedinGuarneriPicchi (pausa) JairMazzolaPeirò (pausa) SuarezCorso. Una filastrocca dolce, armoniosa nonostante fosse piena di nomi ruvidi sia da pronunciare, sia da vedere in faccia. Una filastrocca che era ormai un incubo che non si scrollava di dosso, l'unica filastrocca dolce che noi interisti ci saremmo ricordati assieme alle tanti tristi che ci cantano ogni domenica negli stadi (5 maggio, 11 maggio, ecc...). E così, all'infinito. Ma ieri s'è rotto tutto, dall'incubo alla filastrocca, alla maledizione: Julio CesarMaiconLucioSamuelZanetti (pausa) CambiassoChivuEto'oMilito (pausa) Sneijder. Non la ripeteremo all'infinito, ma fino al 22 maggio sicuramente. Non sarà dolce, ma grintosa, quasi rabbiosa, come un sasso lanciato sulle superficie dell'Oceano che rimbalza e rimbalza e rimbalza fino a quando non si ferma. Ed il 22 speriamo di scriverne un'altra, questa volta si indimenticabile ed infinita. Abbiamo sofferto ieri, eccome se abbiamo sofferto, il cuore mi stava uscendo dal petto ed alla fine è uscito sottoforma di urlo, di abbracci, di quasi lacrime. E' uscito al fischio finale di 90 minuti che sembravano mille.
Ancora una volta, i ragazzi ci hanno fatto soffrire ma, alla fine, ci hanno regalato una gioia immensa, ancora una volta un'impresa. Ancora una volta Mourinho, ancora una volta noi contro tutti. Ancora una volta il sogno che si mischia indissolubilmente alla realtà facendoci vivere in una terra di mezzo che vogliamo esplorare. Non cercate di capirci milanisti e juventini, non provateci perchè non ci riuscirete. Non chiedetevi perchè tanta gioia per nessun trofeo, almeno per ora, perchè non troverete risposta. Solo noi possiamo capirlo, noi della filastrocca SartiBurgnichFacchetti e della nuova e rabbiosa JCesarMaiconLucioSamuelZanetti. Noi dell'Inter, noi che non abbiamo vissuto gli anni '60 se non in un revival narrativo bello, ma doloroso, un pò come l'Iliade e l'Odissea raccontate da Omero a chi non c'era, chi non aveva vissuto. Noi dell'Inter, noi che stiamo vivendo questi anni, questi mesi, questi giorni senza nessun se, ma o però, ma solo con la gioia che ingloba anni di sconfitte e di cadute. Noi dell'Inter, noi abituati all'autoironia difensiva, dell'ancora una volta siamo fuori, dell'ancora una volta non ci resta che sognare. Noi che sogniamo per davvero ora, ancora una volta per l'Inter, ancora una volta per esserci rialzati nonostante tutto. Ancora una volta grazie Inter, anche se non sarà mai abbastanza.
(Beh, si parlava di autoironia....ora ce la gustiamo un pò....no?)



La Coppa nella roccia

Il Camp Nou in silenzio ascolta l'eco delle urla di una battaglia epica, il sangue degli eroi colora il manto erboso...è Nerazzurro!
Le difficoltà che un tempo ci precludevano traguardi ambiziosi, questa volta non ci hanno fermato; Sneijder al 50%, Pandev indisponibile all'ultimo minuto e l'espulsione di Motta dopo solo 28 minuti, nulla ha potuto frenare il sogno, neppure l'ossessione catalana.
Siamo difronte all'Inter più "cazzuta" degli ultimi 40 anni, un gruppo coeso e capace di soffrire in 10 contro 11, in uno stadio trasformato in bolgia infernale, capace di ergere un muro davanti ad Julio, con il coraggio di immolarsi ai colpi di Messi e compagnia ed uscire dallo scontro, con la pelle degli avversari!.
La finale di Madrid è un obiettivo divenuto realtà, un traguardo raggiunto con il sacrificio e la forza di una "famiglia" unita, dal Presidente Moratti a Mourinho, dai Giocatori a tutto lo Staff, fino all'ultimo dei tifosi!.
Ci Siamo, siamo a Madrid, ma la guerra non è finita ed ora che ci si appresta alla morsa finale, stringiamo i denti e con l'umiltà degli eroi e la forza dei gladiatori giochiamoci il sogno di unire il passato con il presente, da Angelo a Massimo Moratti, da Herrera a Mourinho, da Facchetti a Zanetti, un filo conduttore che disegna la spina dorsale di una storia gloriosa di cui noi tutti siamo fieri!.
Al Bernabéu, conficcata nella roccia, ci aspetta da 45 anni, la Coppa dalle grandi orecchie, attende di essere sfilata dalle mani dei predestinati...il sogno continua!.
FORZA INTER!!!

Sogno vs Ossessione, la paura fa novanta...più recupero.

...tic...tac... "Vi pentirete di essere dei calciatori" ...tic...tac... "Venderemo cara la pelle" ...tic...tac... "Passeremo noi" ...tic...tac... "Siete spacciati" ...tic...tac...
La lancetta percorre lo spazio consumando il tempo, ormai ci siamo, amici miei, questa è una sfida storica, una battaglia per la conquista di una finale che sognamo da anni, siamo pronti? Si lo siamo!
All'andata ero pronto a tutto, oggi lo sono tanto quanto all'ora e ancor di più, se possibile.
Non sento alcun tipo di pressione, solo tanta emozione per una sfida, che al di là del risultato, è epica e merita di essere vissuta pienamente, nella speranza di poter approdare ad una finale che manca da quasi quarant'anni!
Il frastuono dei tamburi di guerra blaugrana non può spaventare chi è già consapevole delle difficoltà che dovrà incontrare e nessuno crede, che averli battuti 3 a 1, ci consenta di affrontare questa sfida "a cuor leggero".


Lo ripeto e ripeterò ancora, sono fiero dei nostri ragazzi e sono sicuro che faranno l'impossibile per raggiungere l'obbiettivo; ci hanno dimostrato di poter competere contro chiunque ed è questo quello che voglio, se poi si è gratificati dai risultati, ancora meglio!.
Abbiamo lottato su più fronti, dando sempre il massimo, ora che siamo arrivati qui, gli insulti, i fischi o i tamburi di guerra, sono scaramucce, che non possono distrarci, perchè in questa guerra, tra il frastuono delle bombe e i proiettili vaganti, si da la vita per diventare leggenda.

FORZA RAGAZZI!!! FORZA INTER!!!

Quei week-end un pò così


a cura di Andrea

La primavera ogni tanto porta con sè quei week-end un pò così. Così come? Ma dai che avete capito su, quei week-end dove il sabato mattina ti svegli bello riposato, dopo una settimana di lavoro e di emozioni alquanto nuove per noi nero-azzurri (beh, io Inter-Barcellona lo rivivrei in loop continuato fino a quando schiatto, tranquillamente), apri le persiane mentre sorseggi un bel caffè e senti nell'aria l'odore che solo la primavera sa dare. Se il buongiorno si vede dal mattino, potevamo già intuire come sarebbe stato questo fine settimana allora.
E' stata, calcisticamente parlando, una due giorni perfetta: noi vinciamo con le riserve, mentre loro, i piagnina burini, perdono e s'ammosciano come un pene a fine rapporto contro una Sampdoria troppo gnocca per i loro standard. Ah, che bella la primavera! Sabato pomeriggio, dopo avere giocato alla Snai ed avere fatto la spesa all'Esselunga, come sono certo molti di voi hanno fatto (odiosa l'Esselunga al sabato: i vecchietti in pensione perchè cazzo devono andarci il sabato pomeriggio quando non hanno una sega da fare per tutta settimana? E' un dilemma che non smetto di pormi nelle lunghe file alla cassa numero 3), a momenti mi prendeva un coccolone al gol di Tiribocchi ed al suo successivo quasi gol. Poi, in mezzo a bergamaschi dai cuori rosso-neri e bianco-neri miei amici, diciamo che il coccolone era chiaramente nell'aria. Ed invece no. I ragazzi si dimostrano un gran bel gruppo, andando a vincere tranquillamente una partita difficile, soprattutto tenendo conto che avevamo in campo (contemporaneamente!) Materazzi, Cordoba, Mariga, Muntari. Il sabato si conclude con un sorriso soddisfatto, non quello di chi ha fatto un'impresa, ma quello di chi è consapevole di avere fatto il suo dovere, senza eccellere nè peccare. La domenica è già un altro discorso, ci tocca gufare. Penso che gufare sia un'arte molto più complessa e difficile del tifare, bisogna avere classe e tatto nell'applicarla, non basta piazzarsi innanzi al televisore e provarci. Che poi, che rimanga tra noi, ma non è che serva poi a molto. Comunque, dopo una giornata di sole in buona compagnia, vedere la Sampdoria battere la Roma, beh, non ha prezzo e ti fa sentire un ottimo gufatore. Mexes piangeva, Cassetti si sistemava il riporto un pò spiazzato, Totti si buttava per terra stanco morto, De Rossi era in uno stato di sdoppiamente di personalità: con una metà voleva tifare Lazio per settimana prossima, con l'altra si menava per il solo pensiero di poterlo fare. Mi mettevano quasi tristezza. Ma poi mi sono reso conto: prima in classifica a tre giornate dal termine; finalisti di Coppa Italia con la possibilità di vendicarci proprio sui giallo-rossi della sconfitta inflittaci meno di un mese fa; semifinalisti di Champions con all'attivo sei vittorie consecutive di cui un 3 a 1 al Barcellona. In più ho vinto 50€ alla Snai. Augurerei a tutti di essere interisti in momenti come questi, perchè ti fa vivere di quei week-end un pò così, un pò particolari e gioisi, che ti permettono di svegliarti il lunedì col sorriso. E adesso via, verso mercoledì, con Sneijder o senza Sneijder, con sicurezza o con paura, ma sperando di poter passare un metà settimana un pò così, di orgasmo emozionale no stop. Loro venderanno cara la pelle, io intanto 50€ da parte li ho messi, il restante lo metteremo con coglioni ed orgoglio. Io voglio andare in giro con un golfino di pelle di catalani originale giovedì.

La Rimonta

INTER vs Atalanta 3 - 1
C'è la rimonta che non ti aspetti di dover compiere, la Rimonta che desideri concretizzare e la Rimonta da impedire, sembra il filo conduttore di questo fine di stagione, una stagione esaltante ed impervia, per molti versi già straordinaria così.
Contro l'Atalanta sono serviti ben 24 minuti per capire dove fosse l'Inter, non tanto i giocatori, ben visibili sul terreno di gioco, ma la loro testa, i loro pensieri.
La formazione schierata da Mourinho è stata pensata in funzione della sfida di ritorno contro il Barça, ma la partita contro i bergamaschi era importante per il campionato, tanto quanto la sfida contro i catalani lo sarà per la Champions ed inevitabilmente c'era il bisogno di schierare giocatori fondamentali, come Sneijder, Eto'o e Milito, causa anche la dipartita di Mario, per riuscire a trovare i tre punti e non lasciar cadere le speranza di rimonta sulla roma. 
Turn over si, ma con intelligenza, perchè l'Inter non vuole dover scegliere ed è determinata a giocarsi le proprie carte in tutte le competizioni che la vedono ancora protagonista, anche se questo vuol dire rischiare di non riuscire a conquistare nulla, consapevoli che il derivante dispiacere, sarebbe nulla rispetto a quello che si potrebbe provare davanti alla consapevolezza di non averci provato.
Una difesa, che fatta eccezione per il “robot” Zanetti viene completamente rivoluzionata, con Materazzi, Cordoba centrali e Chivu terzino sinistro. Davanti a loro un muro composto da Muntari e Mariga, che in quanto a stazza fisica incutono timore, ma i cui passaggi delicati e precisi obbligano i compagni a comprendere lo stato d'animo di un ricevitore di Baseball quando deve affrontare una “fastball”.
Un centrocampo simile alla foresta fluviale, tra i due tronchi di Kapok, c'era il bisogno di qualità e quindi la necessità di schierare Stankovic e Sneijder dietro le punte.
Naturalmente il nostro mantra sfigatissimo vuole che Wesley sia inciampato in un infortunio muscolare, che lo costringerà ad un recupero lampo, per esserci mercoledi a Barcellona, cosa che da non pochi pensieri e fa risuonare vecchi ritornelli, vecchi timori, anche se personalmente io farei giocare Sneijder anche con una gamba sola.
L'Atalanta, con l'acqua alla gola, ha provato a compiere l'impresa, ma l'unica che gli è riuscita è stata quella di interrompere l'imbattibilità casalinga di Julione, dopo che l'ultimo pallone entrato nella nostra porta è ormai morto di vecchiaia.
Probabilmente i Bergamachi, visto il grado di concentrazione dei nostri e l'errore di Materazzi in occasione del loro momentaneo vantaggio, credevano di poter riuscire a condurre in porto una partita corsara, ma dallo squillo di Milito al 24' minuto, l'Inter si risveglia e pur rischiando qualcosina nel primo tempo, schiaccia l'avversario, portandosi in vantaggio con il duo che non ti aspetti, Mariga e Muntari, uno tira, l'altro devia e Coppola è battuto dalla coppia di giocatori la cui qualità va distillata e racchiusa nella teca dei vini rari!.
L'emozione più bella di tutta la sfida è la conclusione ideologica del calvario vissuto da Chivu, che settantasette giorni dopo il gravissimo infortunio alla testa, confeziona un bel sinistro da fuori area, chiudendo la partita e ritornando ad essere protagonista determinante per la squadra che lo ha sostenuto ed aspettato.
Così come sabato scorso, torniamo momentaneamente in testa alla classifica, in attesa e nella speranza che la rimonta tanto attesa si concretizzi all'olimpico, dove le nostre speranze sono tutte concentrate sulla Sampdoria, chiamata alla ricerca di punti Champions, specie dopo la vittoria del Palermo contro il bilan, e le cui ambizioni potrebbero quindi tornare utili alle nostre!.
Atalanta battuta, Sneijder infortunato, Maicon in restauro e Mario disperso nel suo mondo folle, mentre dalla Spagna, più precisamente da Barcellona, arrivano messaggi di guerra.
Il Barça vincente contro lo Xerez, al termine della gara, mostra una maglietta nera sulla quale capeggia la scritta: "Ens deixarem la pell. Remuntada", ovvero "Noi venderemo cara la pelle. Rimonta!”
Sappiano i nostri cari amici Spagnoli che noi la pelle la vendiamo cara ad ogni sfida e la consapevolezza di affrontare la formazione più forte d'Europa, è solo un incentivo a fare più di quanto possiamo fare, perchè il sacrificio, che loro sventolano come arma da temere, noi lo viviamo ogni santo giorno, contro ogni avversario, sia esso sul campo, che al bordo dello stesso!.
FORZA INTER!!!

Un Giudice

Scritto da Alex
C’è da celebrare la splendida vittoria della nostra squadra su quella che a detta di tutti i più o meno esperti analisti del mondo pallonaro è ritenuta (a ragione, devo dire) la più forte squadra di club del momento; lo facciamo brevemente sottolineando che il Barça con alla guida Pep Guardiola non aveva mai perso con più di un gol di scarto: questo per rendere l’idea di quello che i ragazzi e il Mou hanno fatto l’altra sera.
Non fatevi poi ingannare da chi sbava dall’invidia e schiuma rabbia: i fuorigioco centrimetrici non segnalati correttamente sono stati uno per parte, il presunto fallo di Sneijder era rigore quanto io sono una bella topa, anche se Wesley ha fatto una sciocchezza e in TV poteva effettivamente sembrare penalty, e il Pallone d’oro, qualora fosse stato colto sul fatto nell’azione in cui ha fatto saltare due denti a Maicon, poteva anche essere espulso; no, tanto per dire.
Unico neo di una delle più fantastiche serate da quando seguo l’Inter, manco a dirlo, Mario Balotelli, sul quale una certa stampa si è concentrata di più che sul commento della gara.
Come ho già detto in un commento al post di Sergio, non sprecherò troppo tempo e parole per un argomento ormai trito e ritrito; voglio solo fare notare come il ragazzo sia riuscito nella non facile impresa di inimicarsi dapprima tutte le tifoserie avversarie in giro per l’Italia; poi piano piano tutti i compagni di squadra che l’avevano sempre protetto difeso e giustificato ad oltranza, arrivando quasi a fargli tutti da papà o da fratello maggiore a seconda dell’età; e per finire ha definitivamente rotto con la stragrande maggioranza dei
propri tifosi dato l’ennesimo comportamento del cazzo che più stonato di così non si poteva, stante il clima di festa e di giusta esaltazione della serata milanese.
A questo punto se ne vada all’estero al miglior offerente; dopo l’altra sera ci ha definitivamente “cotto il razzo”.
Mi soffermo poco sull’argomento della stupenda vittoria di Champions dal momento che Sergio mi ha dato l’incarico di concentrarmi su argomenti un po’ “alternativi”, che magari sembrano non di primo piano ma che speriamo suscitino comunque il vostro interesse e contribuiscano a dare un panorama più ampio visto da diverse angolazioni. Vorrei pertanto soffermarmi oggi sull’operato del giudice Tosel nei nostri confronti e in quello delle altre squadre di serie A.
Tre giornate a Maicon per avere detto qualcosa al guardialinee Ayroldi (beccato poi ad esultare al pareggio della Fiorentina contro di noi); una frase corte ripetuta due volte che finiva per “u” e della quale non si è mai capito esattamente il contenuto.
Maicon è brasiliano, ha giocato in Francia e poi in Italia: è verosimile che gli abbia detto “Fuck you” (in inglese “fòttiti”), o cos’altro? Mistero!
Cambiasso si “becca” due giornate anche lui non si capisce bene perché, pare per un presunto tentativo di colpire un giocatore della Samp fra il primo e secondo tempo di una partita “al calor bianco” preparata ad hoc dall’arbitro Tagliavento.
Il giocatore della Samp, Gastaldello, fa pubblica smentita del fatto e magicamente si trasforma in Padalino, rendendo vana la testimonianza del primo e altrettanto vano il ricorso della Società.
Infine il nostro allenatore si “becca” tre giornate per avere mimato il gesto delle manette di fronte ad una telecamera, notare bene: non all’arbitro, al quarto uomo o al guardialinee, ma ad una telecamera!
Un vero e proprio processo alle intenzioni.
Per contro Camoranesi spara una gomitata in faccia ad un avversario del Cagliari e niente di fatto, dato che la partita dopo deve giocare contro di noi.
Totti a fine derby mima il gesto che significava la condanna a morte per i gladiatori dell’antica Roma, riferendosi ovviamente ai rivali della Lazio: 20.000 € di multa, che per lui equivalgono più o meno a due caffè per una persona che percepisce uno stipendio normale, ma nessuna squalifica, dato che Domenica prossima la Roma gioca l’ultima partita impegnativa nella quale può ragionevolmente rischiare qualcosa. Graziato poi anche il giocatore della Lazio Radu che a fine partita non trova di meglio che affibbiare un bel calcio a Perrotta che gli correva accanto esultando per la vittoria in una importantissima partita che potrebbe anche significare lo scudetto (e qui facciamo i debiti scongiuri e ci “tocchiamo”), scatenando ovviamente una
bagarre gigantesca per la quale non viene sanzionato nessuno.
A questo punto, come avrebbe detto Lubrano, la domanda sorge spontanea: ma il signor Tosel occupa quell’incarico per giudicare veramente o solamente per “fare il culo” a noi dell’Inter?
Come è possibile giudicare in maniera tanto palesemente difforme episodi meritevoli di un trattamento almeno paritario?
La FIGC pensa a correre dietro al “Signor” Moggi, il quale fra un po’ porterà come prova una telefonata in cui Facchetti chiede a Bergamo se il caffè lo vuole dolce o amaro, per riaprire una questione che, comunque andrà a finire, non farà altro che portare altre divisioni, odi, veleni, tensione e che comunque, al massimo
dei suoi risultati, produrrà una revoca di uno scudetto assegnato già a tavolino, anche se per adesso non sembra proprio che ce ne siano gli estremi: d’altra parte è credo tristemente noto come viene amministrata la giustizia nel nostro Paese ed essendoci molta “voglia di forca” nei nostri confronti, non è affatto detto che non vada a finire proprio così.
Non farebbe invece meglio ad indagare su che cavolo stia combinando il “Giudice” Tosel ? La risposta è
abbastanza scontata, come sono altrettanto scontate le motivazioni per le quali questo signore viene lasciato lì a “cazzeggiare” in maniera tanto palese quanto indisturbata. Francamente non so se questo campionato riusciremo a vincerlo oppure no: sicuramente, un po’ sulla falsariga di quello che successe nel 2002, sono state o si sono create le condizioni per non farcelo vincere, per un mucchio di ragioni che abbiamo già citato altre volte, anche se il modo in cui ci si è arrivati è abbastanza diverso da allora.
Di diverso c’è anche la nostra squadra, che è molto più tosta e consapevole dei propri mezzi di quella di
allora, ma purtroppo c’è anche il fatto che adesso non dipende più solo da noi ma anche dalla Roma, la quale per perdere, a questo punto, deve venire colta a sua volta da “Sindrome da 5 Maggio”.
Temo proprio non sarà così, ma se dovesse succedere sarà un’apoteosi di godimento solo ad immaginare la faccia di tutti coloro che, come il signor Tosel, si sono divertiti quest’anno ad applicare un regolamento solo quando si trattava di farlo nei nostri confronti; poi è ovvio ragazzi: come è quasi sempre vero, se siamo arrivati a questo punto un pochino “del nostro” ce lo abbiamo inevitabilmente messo.


Tra sogno e realtà con un piccolo intermezzo di scazzaggine


a cura di Andrea

Il calcio è come il fumo. O meglio, l'Inter è come il fumo. E non intendo il fumo che Paul Gascoigne si rollava le sere prima delle partite, no, intendo le sigarette. Il paragone non è mio, bensì di Nick Hornby (autore di piccoli capolavori quali "Febbre a 90", "Alta Fedeltà" ed "Un Ragazzo"), mica pizza e fichi. Certo, lui non si riferiva all'Inter, ma poco cambia, sempre di calcio si stava parlando. Dunque, dicevo, l'Inter è come la sigaretta: tu che fumi, sai che fa male, eppure c'è quella impellente necessità di nicotina che ti porta ad accendere la sigaretta. Sanata la famelica fame corporea di nicotina però, ti senti un cretino. Perchè fumo che mi fa male? Perchè comprometto la mia salute? Basta, non fumo più. Due ore dopo sei lì ad accenderti l'ennesima sigaretta della giornata. E' chiaro che per noi fumatori (si, ok, mi ci metto dentro) il problema sta nel fatto che riconosciamo la futilità, l'irrilevanza della nostra schiavitù, solo nel momento in cui ne abbiamo appagato il bisogno. Son sicuro che i più ariditi hanno già afferrato il collegamento con l'Inter: quante volte e per quanti anni siamo andati avanti a dire, dopo inguardabili prestazioni sul suolo italico ed imbarazzanti figure di merde europee, basta, non andrò mai più a vedermi una partita dell'Inter allo stadio? Io diverse volte, lo ammetto, forse perchè son nato nell'ottobre dell'89 e dunque ho allevato e cresciuto il mio interismo in quegli anni '90 che non possiamo proprio definire il decennio più brillante per i nostri colori. Eppure ogni dannata volta che mi avviavo allo stadio o che accendevo la tv per godermi una partita non vedevo altro che i nostri ragazzi, la curva, il mister. Non vedevo altro che il calcio. Dannata dipendenza.
Però, c'è sempre un però. Anni ed anni di delusioni mi hanno regalato un'immensa gioia al primo scudetto Manciniano conquistato sul campo e ad ogni successivo successo, ripagandomi appieno della sofferenza passata. E quest'anno, addirittura, stanno facendo di più i ragazzi: la vittoria di martedì sera è stato un picco emozionale mai raggiunto. L'incredulità con cui io ed i miei amici interisti fissavamo lo schermo ed il risultato non lasciava spazio a molte ipotesi: o eravamo completamente rincoglioniti, oppure la nostra gioia era talmente grande da non poter essere espressa a parole. Abbiamo rifilato tre gol (no, dico, tre!) alla squadra più forte di tutte, e non negatelo ora voi bastardi infami non-interisti, anche per voi era la più forte. E' inutile che ora mi metta ad esprimere nero su bianco quelle sensazioni, le abbiamo provate tutti e poi dovrei usare parole talmente complesse che neppure lo Zanichelli aiuterebbe molto. Ora, nell'eventualità lontana e remota che arrivassimo in finale (io mi tocco con la destra e la sinistra la pongo su ferro...non so come stia facendo a scrivere), non penso che il mio fisico sia in grado di sostenere l'impatto emozionale. C'è di buono che se non dovesse farcela, morirei contento.
Dopo tutta questa manfrina vi chiederete "allora che c'azzecca il paragone Inter/sigarette?". C'azzecca, perchè voi non penserete mica che sarà sempre domenica ragazzi. Eh, troppo bello! Mica andremo avanti decenni a passare momenti come quelli di questi giorni, ci saranno nuovi momenti bui, nuovi momenti difficili dove forse torneremo a riprometterci di non seguire più l'Inter, sapendo benissimo che non rispetteremo mai questa promessa. In questo momento diciamo che ci stiamo godendo la sigaretta del post-orgasmo o del post-amaro (de gustibus), ma arriveranno pure quelle inopportune e insopportabili di sigarette, come la prima della giornata, che ti fanno davvero domandare cosa ci si trova di buono nel fumo.
Semplicemente il calcio è una continua altalena tra sogno e realtà. Ora stiamo vivendo il sogno, godiamocelo, quando la realtà arriverà a bussarci alla porta vedremo come sarà: se saranno gli seru tituli va bè, impacchetteremo e porteremo a casa, consapevoli di aver comunque sognato più del solito; se invece sarà altro, meglio così.

P.S. "E l'intervallo di scazzaggine?" Giusto, la scazzaggine. Bè, quella doveva essere rappresentata da Balotelli, ma non mi va di guastarmi questa dolce sigaretta per colpa sua. Me ne fotto per adesso e sogno. Chi vivrà vedrà.

...Che Spettacolo questa Inter!

Inter vs Barcellona 3 - 1
Da cosa si comincia dopo una partita così strepitosa, con le mani che ancora tremano pervase dalle emozioni e le labbra che si muovono e dicono “Inter, Inter, Inter” senza il supporto di suoni se non rantoli di una voce persa tra un grido di gioia e l'altro?
Ci saranno giorni per vivisezionare questa impresa, si perchè rifilare tre goal, dico tre, al Barcellona stellare, Campione di Spagna, Europa, Mondo, è un' impresa titanica, che nessuno osava nemmeno immaginare.
Subito il goal dell'iniziale svantaggio, non ci siamo seduti a piangerci addosso, ma abbiamo continuato più imperterriti di prima a fare la partita che avevamo così accuratamente preparato, riuscendo nell'impresa di rimontare e siglare tre goal ai Marziani Spagnoli, una macchina da guerra che non perdeva fuori casa, in Champions League, da undici partite consecutive.
Una vittoria strappata con le unghie e con denti, con la forza d'animo e la fame di chi è arrivato fino a qui ed ora a Madrid ci vuole andare, perchè quella finale se la sta sudando e ci vuole credere fino in fondo.
Dovevamo fare meno errori possibile, come dimostrato in occasione del momentaneo vantaggio Blaugrana, difenderci gettando il cuore oltre l'ostacolo e trovare il modo di far male alla loro difesa; beh, ci siamo riusciti!.
Grazie ragazzi, grazie per l'energia, la grinta, il cuore che avete messo in campo, grazie perchè siete un gruppo coeso e determinato, un gruppo che merita di entrare nella storia e chi sa che i vostri nomi possano essere “recitati”, così come lo si fa nel ricordare “La Grande Inter” di Angelo Moratti ed Herrera.
Nulla è ancora scritto, nulla ci è dovuto, così come nulla ci è precluso, continuiamo così, perchè la strada per la finale rimane impervia, forse ancor più di prima, anche se ci avete dimostrato, che nulla è impossibile per questa Inter!!!.

FORZA RAGAZZI!!!

Si può fare!

Ebbene si, ci siamo amici miei, fratelli di una fede che non conosce ostacoli, ci siamo!.
Contrariamente a quanto accaduto nelle precedenti sfide di Champions, oggi non sento la pressione dei gufi, non sento timori, non ho paura del risultato finale.
Credo, che avere la possibilità di poter giocare una Semifinale così prestigiosa, sia un'emozione meravigliosa e ringrazio i nostri Ragazzi ed il nostro Mister per averci regalato la gioia di una serata come quella che ci apprestiamo ad affrontare.
Dobbiamo renderci conto, che davanti a noi si presenta la squadra più forte d'Europa e questo ci permette di vedere qualsiasi risultato con serenità, con la consapevolezza di essere comunque una delle quattro compagini più forti del continente.
Se non sarà un risultato positivo, avremo comunque il piacere di vivere una serata di calcio spettacolo, se invece riusciremo a superare questo ostacolo, saremo lanciati verso un'impresa storica, quasi eroica.



Ho fiducia in Mourinho e da quando siede sulla nostra panchina, non ho mai affrontato un avversario senza pensare che la vittoria fosse possibile, non mi sono mai dato per spacciato e questa è una sicurezza importante, che anche i singoli giocatori percepiscono e dalla quale possono trarre la forza per riuscire a compiere imprese che alla vigilia appaiono impensabili; vedi Chelsea.
Vada quindi come deve andare, l'importante è che i nostri ragazzi facciano di tutto per essere loro gli artefici del proprio destino e sappiano onorare la maglia che indossano, una maglia ricca di storia e di passione, una maglia che nei proprio colori racchiude lo spirito dello sportivo, la passione viscerale, quasi folle, di noi tifosi, che la amiamo e difendiamo sempre, perchè siamo una famiglia ed il nostro destino cammina fianco a fianco!!!.

FORZA RAGAZZI!!! NOI SIAMO CON VOI!!!

...Io Rimango Qui

Inter vs juve 2 - 0
Questo post arriva un po' in ritardo rispetto al solito, ma mi dovete capire, stavo ancora festeggiando.
Se penso alla prestazione dell'Inter di ieri sera, mi sorge spontaneo il paragone tra le lampadine e le lampade al Neon.
I neon quando li accendi, specie se lo starter è malfunzionante, emettono luce intermittente, la stessa luce che ha alimentato i nostri ragazzi nei primi 10 minuti, in cui non sono riusciti a trovare le misure alle manovre degli juventini, che invece sono partiti subito come una lampada ad incandescenza.
Trovata la giusta intensità i nostri ragazzi hanno preso in mano le redini del gioco, pur non riuscendo ad essere determinati in fase offensiva, con la giusta continuità.
Quando l'inerzia della partita sembrava volgere a nostro favore, è Sissoko a dare il colpo di grazia alla juve, facendosi espellere. La resistenza difensiva del duo “manganello” Capitan Neoton-Chi?ellini ha lasciato vive le speranze dei bianconeri di strappare un misero punticino, ma purtroppo per loro, le motivazioni che ci hanno spinto alla vittoria erano troppo importanti per lasciare all'acerrimo nemico una tale soddisfazione.
Si doveva vincere per i tre punti d'oro che ci avrebbero permesso di mantenere viva la corsa scudetto, lo si doveva fare perchè battere la juventus è sempre un orgasmo multiplo, ma soprattutto per l'orgoglio e l'affetto di un uomo così straordinario da essere sempre con noi, nella mente e nel cuore e del quale non pronuncio il nome, perchè chi deve aver capito lo ha fatto e perchè in questa settimana lo si è fatto oltremodo e senza rispetto!.
Le innumerevoli palle goal sprecate, ci avrebbero permesso di ottenere un risultato ben più ampio e ci avrebbero permesso di chiudere prima la partita.
Fortunatamente ci ha pensato il Colosso a scacciare il nervosismo, che si stava generando dai pensieri di un pareggio dai risvolti potenzialmente catastrofici, realizzando un goal strepitoso per come è stato confezionato e per la staffilata finale che si insacca alle spalle di Buffon.
L'eco delle mie urla di gioia sta ancora viaggiando verso l'asia, probabilmente sospinto dal secondo urlo emesso al goal di Eto'o, che ricevuta una palla “svirgolata” da Muntari, ha dato il giusto peso ad un risultato che sarebbe stato un po' esiguo nei numeri, rispetto a quanto prodotto sul campo.
Io Rimango qui” ha detto Maicon, dopo aver segnato il goal del vantaggio, ma non solo lui, perchè “Io Rimango qui” lo dice lo scudetto che abbiamo cucito sul petto, lo dice lo Scudetto 2006 e lo dice con ancora più forza il popolo Nerazzurro, che di rendere il risarcimento finalmente ottenuto, dopo anni di inganni e inciuci, giustamente non ci pensa proprio!.

Cornice ad una serata stupenda, le 500 presenze di Zanetti in maglia Nerazzurra, festeggiate nel migliore dei modi possibili, stendendo al tappeto l'avversario più odiato.
Cinquecento volte GRAZIE CAPITANO!!!.

Tralasciando le dichiarazioni di chi?ellini, che non merita neppure di essere ascoltato, ora la palla passa ai nostri amici Laziali, che si trovano a dover affrontare una sfida difficilissima, dalla quale cercheranno di ottenere tre punti per la salvezza e non dover così rivedere la roma in cima alla classifica.

Chiaramente, non potrebbe essere altrimenti, Forza Lazio!!!.

Il Vignettone del Biscione: Inter vs juve 2 - 0

Dopo una vittoria meritata e goduriosa, contro gli acerrimi avversari bianconeri, non poteva mancare il sarcasmo esilarante del nostro amico Nerazzurro "Il Vignettone del Biscione".
 
 

Diciamo no alle parole, si al calcio


a cura di Andrea

All'andata l'abbiamo persa e non perchè giocammo male o perchè ci furono superiori, ma perchè la giocammo come una partita. Giocammo come una partita quella da definirsi LA Partita per antonomasia, quella che anche quando si è in una stagione di merda, dove non c'è più niente da dire, da dare e da ricevere, si vuole vincere. Quella dell'orgoglio, dell'onore, dei polmoni e dei coglioni. Coglioni in senso di grinta per noi, in senso di giocatori e tifosi per loro, mi pare chiaro (orsù gobbi, ridete un pò, i vostri commenti anonimi mi lasciano sempre un senso di tristezza per voi!).
Inter-Juventus non è normale e lo sappiamo bene: il Derby d'Italia, come rinominò questo match Gianni Brera, è una partita dal gusto particolare, non sempre molto buono, a volte fastidioso, ma di certo unico. Sono certo che se anche le perdessimo tutte in una stagione, ma vincessimo le due con la Juventus, saremmo abbastanza soddisfatti. No, ok, anche le due col Milan. Ah, giusto, pure le due con la Roma. Va bene, diciamo che contro di loro la si vuole vincere sempre. Per questo mi è rimasto sul gargarozzo quel maledetto due a uno dell'andata, quel gol alla Messi di Marchisio e quello alla Braccobaldo di Melo/Cordoba/Chiellini, quel non giocare la partita per vincerla ma per controllarla, tanto anche un pari ci andava bene. Ecco, pena del contrappasso: all'andata un pareggino andava ok? Fottetevi, avessimo vinto ora saremmo ancora innanzi alla Roma di due punti! Stavolta è tutto più complesso, anche se non sembra. Siamo più forti, più in forma, più concentrati, più tutto, ma per la prima volta dopo anni dobbiamo rincorrere: saremo ancora capaci? Dopo aver fatto la preda a lungo è difficile riuscire a diventare subito cacciatore, è una metamorfosi drastica, difficile da somatizzare in meno di una settimana. Ma ce la dovremo fare, sapendo che anche se ce la facessimo non basterà. Difatti dovremo anche sperare. Sperare che gli amici di Roma, quelli belli, simpatici e orgogliosi, non piagnine, ci facciano un favore abbattendo la capolista. Poi, favore, penso farebbe piacere, un piacere proprio fisico, alla Lazio, battere gli avversari permettendo agli amici di riprendersi il posto che gli è dovuto. Comunque, torniamo a Inter-Juventus. La Partita, dicevamo, ha già un fascino tutto suo, fatto di storia e di scontri al vertice tra grandi campioni, è il calcio allo stato più puro, quello dove si fa bolgia allo stadio e si sta tesi a casa o al bar in compagnia. Eppure....eppure non basta. Le polemiche ci sono sempre state sull'asse Milano-Torino, in particolare sull'asse neroazzurro-bianconero, perchè fanno parte del gioco e perchè la tradizione così vuole, ma penso che da qualche anno a questa parte si stia esagerando. Il calcio italiano è malato, profondamente: violenza tra tifosi, Calciopoli, risse, dubbi, complottismi vari, ecc...una partita del genere, anche con la Juve distante mille miglia dalla testa e matematicamente fuori dallo Scudetto, dovrebbe essere una medicina per la malattia, non un'aggravante. Perchè aumentare il nervosismo in campo e fuori con titoli di giornale da rivolta e altre palle? Perchè parlare di cose che col calcio vero non c'entrano facendo finta che c'entrino? Marco e Vanessa, o come minchia si chiamino, hanno detto no al colestorolo e si a Valsoia. Bene, io dico no alle parole a vanvera, alle critiche, alle schermaglie, e si al calcio, quello vero, quello con sfottò ai giocatori ed ai tifosi, quello dei Bauscia e dei Gobbi, quello degli intertristi e dei rubentini, quello di un pallone che scorre su un fine strato d'erba e che tutti noi abbiamo imparato ad amare. Si al calcio, si al calcio, si al calcio, si al calcio. E' un mantra, lo ripetero all'infinito fino a domani sera ed anche dopo, perchè così deve essere, si al calcio. E basta.

Il Vignettone del Biscione: Iniesta

Manca poco alla sfida contro "quelli" e la situazione si fa pericolosa, grazie ai media e a questo paesucolo, che tutto lascia correre, incurante delle conseguenze!.
Meglio sdrammatizzare, con un'altra "perla" del "Vignettone del Biscione".

E Giustizia (?) per tutti!

Scritto da Alex
E’ abbastanza complicato in questi giorni commentare le vicende di calcio a cui stiamo assistendo, poiché si vorrebbe parlare esclusivamente di calcio giocato, dato che siamo in corsa su tre fronti dopo la semifinale di ritorno vinta a Firenze e che nelle prossime due partite ci giochiamo il 90% della stagione.
Però stiamo assistendo al vergognoso e devo dire abbastanza maldestro tentativo di difesa di un signore che, dopo avere rovinato il calcio per dieci anni circa, per difendersi da un’accusa penale di associazione a delinquere, non trova di meglio che tirare in ballo una persona deceduta e quindi nella sostanziale impossibilità di controbattere e di difendersi a sua volta; quindi oltre che vergognoso anche vigliacco.
L’ho definito maldestro perché tutte le telefonate che dovevano ribaltare la situazione partono da Bergamo dirette a Facchetti e Moratti, i quali, dopo essere stati massacrati per anni, cosa dovevano fare, sbattergli il telefono in faccia e mandarlo a fare in culo?
Sicuramente sarebbe stata la cosa migliore da fare con questo viscido personaggio, il quale dà anche un po’ l’impressione di fare tutte queste telefonate quando ormai già sapeva di essere intercettato.
Chiariamo un fatto: credo a noi tutti tifosi dell’Inter non faccia particolarmente piacere scoprire che esistono anche quelle telefonate, ma da qui ad equipararle nei contenuti a quelle di Moggi & Co., beh, mi sembra che ce ne corra un bel po’.
Facchetti chiede che per un Inter – Juventus del 2004 venga messo in griglia anche Collina e si lamenta di Bestini, uno dei principali e più attivi “membri” del sistema Moggi che ci ha massacrato in decine di occasioni; infatti poi la partita la arbitrerà Rodomonti, che assegna, tanto per non sbagliarsi un rigore alla Juve, e che altri non è se non quello che riuscì a non vedere “dentro” il pallone del pareggio dell’Empoli contro la Juve nel famigerato campionato 1997/98, ricordate?
Pallone in terra, vicino al palo, dentro di mezzo metro: “Ho visto bene io” disse e rimessa dal fondo!
Oppure gli dice di andare a ritirare un regalino da Moratti; a parte che tutte le Società a quei tempi facevano regali ai designatori (la Roma del Presidente Sensi addirittura dei Rolex d’oro nel 2000), magari il regalo era un gagliardetto dell’Inter o un prosciutto come disse lo stesso Moratti.
Oddio, anche qui era forse meglio evitare, ma se lo fanno quasi tutti e tu non ti adegui, finisce che ti trattano ancora peggio di come già ti stanno trattando.
Come diceva Andrea nel suo bel post di qualche giorno fa: ma di che cazzo stiamo parlando?
Per non parlare poi di tutte le intercettazione sui telefoni di Moggi che non si sono potute effettuare prima di quegli anni perché non autorizzate o quelle che non si sono potute fare dopo perché le telefonate venivano fatte dal Lucianone su schede svizzere e lussemburghesi.
Vi immaginate cosa salterebbe fuori per il già citato campionato 1997/98?.
La tesi piuttosto prevedibile della difesa di Moggi è: lo facevano tutti, quindi non è un reato.
Solita cagata all’Italiana: tutti lo facevano, ma non tutti facendolo hanno commesso un reato, sportivo e soprattutto penale.
D’altra parte c’è forse da meravigliarsi di come viene gestita la giustizia in Italia?
Proprio in questi giorni, guarda caso in un parallelismo quasi perfetto, si celebra il secondo atto di un processo dove una difesa sta tentando di fare assolvere due pluriomicidi, inizialmente rei confessi, che poi su suggerimento di qualche furbastro hanno ritrattato tutto.
Piccolo particolare: il testimone d’accusa è “solamente” l’unico scampato alla strage, che i due hanno tentato di sgozzare senza riuscirci.
Si sta sputtanando una barcata di denaro pubblico in un processo che in un Paese “normale” sarebbe
stato celebrato per direttissima.
Invece qui da noi si deve sempre ridiscutere tutto all’infinito, sostanzialmente per dare la possibilità al più alto numero di persone possibile di lucrarci sopra.
Pensiamo ai quattro processi per la morte di Aldo Moro, alla durata infinita dei processi dell’Olgiata, di Via Poma e tutta una lunghissima serie di delitti e casi irrisolti, mentre c’è una Corte di Cassazione strapiena di “tromboni” che in un mese si portano a casa quello che una persona normale si porta a casa in un anno che stanno a discutere se dare del deficiente al figlio sia o non un reato, se lo sia dare dal “gay” a uno (scusate ma adesso come li dobbiamo chiamare?), se sia tecnicamente possibile consumare uno stupro in una vecchia 500, o sul fatto che se uno porta le treccine “rasta”, per lui fare uso di droghe non è reato.
Ditemi voi…Ovviamente stiamo parlando di fatti ben più gravi e drammatici di quelli di Calciopoli, però il calcio, che piaccia o no, ha una sua notevole importanza nella vita del Paese e l’andazzo di questo processo segue la falsariga di tutti gli altri.
Quello che mi sgomenta e mi schifa di più, e poi concludo, è l’assordante silenzio di tutto il resto del mondo del calcio, dove nessuno si alza in piedi per urlare quello che andrebbe urlato a Moggi, ma molti si pregiano di dire che lo Scudetto 2005/2006 non andava assegnato.
A parte che la Società Inter F.C. non mi risulta l’abbia richiesto, il Commissario straordinario della FIGC Guido Rossi lo assegnò sotto le pressioni dell’UEFA, nella persona di Gerhard Aigner, che aveva espressamente richiesto che il nostro calcio si presentasse con una classifica e una squadra detentrice del titolo, pena l’impossibilità di iscrivere le italiane alle coppe europee; i trascorsi di Rossi in Telecom sono materiale per i peggiori blog juventini e per le comari di bassa tacca.
Poi, come ha giustamente ricordato Andrea, il Milan quella Champions la vinse, anche se non si sa ancora come: cosa facciamo?
Togliamo la Champions anche a loro, che per giunta erano stati puniti a livello sportivo dall’inchiesta in corso?
In tutto questo casino l’unica cosa sensata che si può, ovviamente a mio parere, rimproverare alla società e al Presidente Moratti, al quale vanno comunque tutta la nostra solidarietà e il nostro invito a non mollare, è questa: quello scudetto andava accettato anche come risarcimento per quello scippatoci vergognosamente nel ’98 (chissà perché non lo dice mai nessuno), ma non andava cucito sulle maglie; sulle maglie si cuce solo uno scudetto vinto sul campo.
Tutto il resto sono chiacchiere e immondizia.
Un’ultimissima cosa: alla faccia di tutti i bei discorsi di svelenire il clima e non istigare alla violenza, venerdì prossimo come si gioca, sotto l’egida dei caschi blu dell’ONU ?
Complimenti a tutti !

Ade: Inter continua a lottare!

« Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia »

Il risentimento si fa dolore, quasi fisico, le terre intorno al forte sono compromesse!.
Nulla è ancora perduto, ma il nemico ha rubato le chiavi del Campionato, che con onore ed orgoglio, tenevamo strette tra le mani, che ora vuote si portano alla testa, nel più classico dei gesti di disperazione!.
E' nella notte, che congiunge il sabato alla domenica, che Caronte in lontananza appare, la sua sagoma, ancora avvolta dalle ombre, si avvicina.
Giunti sulla riva del fiume Acheronte, saliremo sulla sua barca e ci faremo traghettare?
Oppure troveremo la strada per il ritorno, ripercorrendo la terra degli ignavi per riconquistare il nostro regno?.
Il pareggio di Firenze, anche per come è stato conseguito, ha prodotto ansie estreme, molti di noi si sono lasciati trasportare dallo sconforto, io per primo.
Ho “sbroccato”, come non mi accadeva da anni, quando ci rubavano, una partita si e l’altra anche.
La sindrome d’accerchiamento, la scusa più amata dagli Italiani, è un ricordo, il nemico è li ed ora lo vedo chiaramente con i miei occhi.
Vedo Guardalinee esultanti ad un nostro risultato negativo, giocatori avversari graziati da possibili espulsioni o squalifiche, vedo , leggo e sento, ma nessuno fa nulla per cambiare le cose, perché cambiarle significa perdere denaro e favori e questo in Italia, non è concesso, ne concepibile!
Meglio un lungo processo, a carico dei contribuenti, per “smerdare” chi spera di essere riuscito a liberarsi dal male e che invece si trova a vivere il secondo capitolo di questo film dell’orrore, che spesso è senza senso ed eccessivamente cruento!
Torneremo sul campo del Franchi, spero rabbiosi e “sbavanti”, come Lucio quando prende palla e si invola verso la porta nemica, alla ricerca di una finale, alla ricerca di un titulo.
Forza Ragazzi!!!

Il Vignettone del Biscione: Inter Nazionale

Una risata rilassante, non può mancare, specie di questi tempi.
Eccovi una nuova "perla" del "Il Vignettone del Biscione"


Strumentalizziamoci

Breve corso di spiegazione su quanto siano scalcinate le accuse ed i pensieri di persone disinformate sui fatti della cosiddetta Calciopoli 2.
 
A cura di Andrea

Oramai, quando si parla di Inter, la strumentalizzazione è di casa. Tutti la fanno e tutti noi la subiamo più o meno passivamente. Siccome mi sono rotto di essere passivo, ho deciso di strumentalizzarmi, ma poiché farlo da solo è noioso, strumentalizzerò anche voi miei amici.
Bene, iniziamo. Inter-Juventus è a meno di una settimana e come ogni volta dal post-estate 2006, la dirigenza juventina,la tifoseria ed i giornalisti faziosi (ogni riferimento a Tuttosport è puramente NON casuale) scaldano il clima, così, giusto per immettere nelle teste di milioni e milioni di tifosi quel pizzico di violenza che dà più gusto ad un match del genere. Non basta una rivalità storica ed un odio sportivo coltivato da anni e anni di sfide spettacolari. No, ora serve quel poco di cattiveria anche. Dopo i cori razzisti verso Balotelli dell’andata si è giunti alla “Calciopoli 2” di oggi come elemento di violentizzazione delle masse.
Ma procediamo con calma, strumentalizziamoci senza fretta. Come nasce tutto? Nel processo PENALE di Napoli, sottolineo penale perché molti ancora non l’hanno capito che gli Scudetti revocati sono di ambito sportivo mentre qui si parla di truffa sostanzialmente, gli avvocati difensori di Moggi Luciano vengono a conoscenza di alcune intercettazioni riguardanti non il loro imputato o altri elementi dell’ambiente bianco-nero, bensì i puliti interisti Moratti e Facchetti. Ci sono dentro anche altre intercettazioni di Meani, ma il Milan al momento rompe meno i coglioni, meglio puntare dritto dritto agli odiatissimi rivali. Lo sputtanamento è un processo facile: due o tre dichiarazioni ambigue ai media amici giusto per innescare la miccia e poi…BOOOM! Lo scandalo scoppia, Tuttosport e Libero pubblicano le trascrizioni delle intercettazioni segrete e mai conosciute. Il mondo del calcio torna a tremare ma soprattutto è l’Inter a doverlo fare. Eppure non succede, l’Inter non trema ma semplicemente si schifa e sta zitta a guardare l’evolversi dei fatti. Tuttosport decide di calcare la mano e inizia una campagna editoriale puntata allo smerdamento più totale dell’unico club che sta tenendo alto l’onore Italiano in Europa; Libero invece si placa, anzi, si zittisce totalmente. Come mai? Semplice, voci dall’alto riferiscono che le intercettazioni ci sono anche su Meani, ovvero sul Milan, ed appoggiare l’esplosione di questa bomba porterebbe si all’immediato ferimento dell’Inter, ma, successivamente, anche ad un’ennesima figura di merda del club del Grande Capo. Zitti tutti dunque. Tranne Tuttosport, giornale che la sua reputazione l’aveva già persa da tempo ma che, diretto dal Belfagor all’italiana Paolo De Paola, ha toccato davvero livelli di bassezza imbarazzanti, quasi puffiani oserei dire. Tuttosport continua imperterrito per la sua strada e piano piano, giorno dopo giorno riesce a raggiungere alcuni degli obbiettivi minimi che s’era prefissato: 1) i media italiani iniziano a dargli ascolto e a dare spazio alle intercettazioni 2) i tifosi si inviperiscono 3) la Dirigenza Juventina, la stessa conscia della colpevolezza dei sui ex dirigenti e che era arrivata a patteggiare onde evitare una retrocessione in Serie C, si scopre improvvisamente paladina dei propri tifosi e della propria storia e decide di chiedere la revoca dello Scudetto 2006 assegnato a noi e la restituzione in segno di risarcimento degli scudetti sottratti a loro. Fantagiustizia.
Tutto questo teatrino però inizia a scricchiolare, la trama sembrava ben scritta, ottima sceneggiatura, eppure….eppure c’è un errore di fondo. Le trascrizioni delle intercettazioni riportate dai giornali sono STRALCI DI TELEFONATE, BEN PIU’ LUNGHE. Sono frasi decontestualizzate. Che significa? Significa che se io dico “sei un pezzo di merda se lo fai” e voi riportate solo il “sei un pezzo di merda” il discorso cambia, eccome se cambia. Andiamoci a riascoltare tutti assieme la telefonata tra Bergamo e Moratti dopo Inter-Sampdoria 3-2. Ecco il link: QUI
Ascoltata? Ed ora mi chiedo seriamente: ma di che cazzo stiamo parlando?! Moratti, contattato da Bergamo, fa i complimenti all’arbitro su chiara domanda del designatore-truccatore. Di che cazzo stiamo parlando?! Stiamo parlando di designazioni guidate, di tessere telefoniche lussemburghesi, di minacce o arbitri chiusi a chiave negli spogliatoi? Lo ripeto: di che cazzo stiamo parlando?! Moratti parla di “persone simpatiche”, “ma quanto è bravo quel rompi cazzo di Novellino”, “ma quanto è simpatico Martins”. Di che cosa stiamo parlando, seriamente, me lo spiegate? Qui non ci sono le basi penali per nulla, non c’è illecito, e vi dirò di più, non c’è neppure illecito sportivo, perché è Bergamo a chiamare il Presidente, prendendolo per il culo, facendogli pensare che il suo personale giudizio sull’arbitro (“persona simpatica”) conti davvero qualcosa per lui! Qui non c’è nulla di nulla, c’è solo la prova che Moratti ha effettivamente parlato con Bergamo. E dunque? Già lo aveva ammesso quattro anni fa, il 31 Agosto del 2006, in un intervista a Sette, a cura di Claudio Sabelli Fioretti. Ecco il link dello stralcio di quell’intervista: QUI
Di cosa stiamo parlando quindi? Su cosa ci stanno strumentalizzando, se non sul nulla? Stanno sputtanando Facchetti, che non può difendersi, su basi fragili come carta velina e il mondo calcio lascia loro fare. Nessuno che si inalberi, nessuno che si incazzi almeno. Un silenzio che mi inquieta più di tutte le parole che sono state spese. So che la società FC Internazionale risponderà a suon di legali alle accuse e farà bene a farlo, ma il silenzio dell’intero mondo del giuoco calcio italiano è imbarazzante e schifoso.
Infine, il 9 aprile, è crollato anche l’ultimo mattoncino che reggeva l’intera baggianata messa in piedi dai legali di Moggi, ovvero il fatto che le intercettazioni riguardanti l’Inter non si fossero mai prese in considerazione:
(ANSA) - NAPOLI, 9 APR -Non e' vero che in Calciopoli le conversazioni di dirigenti - tra cui Facchetti - con gli indagati non venivano trascritte e depositate. Anzi, telefonate dell'Inter e Facchetti sono agli atti dell'indagine dal 2007. Lo dicono i pm che hanno investigato sugli illeciti replicando alla tesi della difesa di Luciano Moggi, che su questo punto ha annunciato battaglia alla prossima udienza il 13 aprile, secondo cui verso l'Inter si e' usato piu' riguardo rispetto ad altre societa'.
Per la serie, se proprio volete strumentalizzarci, almeno fatelo con classe cazzo!
Che cali il sipario dunque, ma senza applausi, senza lancio di pomodori, solo con un assordante silenzio che lascia spazio allo sdegno di tutta questa vicenda.

Milano – Firenze, l'andata!

Il mondo del calcio è sempre in guerra, in viaggio di città in città, ci mobilitiamo per difendere i nostri colori, il nostro vessillo, il nostro onore.
In questo ipotetico viaggio, i pensieri fruiscono liberi, da casello a casello, quelli che scrivo sono stati d'animo, sono parole rinchiuse tra i denti, imprecazioni e sogni, il cui rumore è ovattato dai vetri di un abitacolo, Piacenza, Fidenza, Modena, Sasso Marconi, Barberino del Mugello, verso Firenze.
Residui di Champions
Barcellona-Messi, Messi-Barcellona, rimbalza da cruscotto a lunotto posteriore questa voce, insediatasi da qualche giorno.
Davanti al sogno tanto atteso, si erge un muro blaugrana e provare ad abbatterlo è un obbligo.
Non ci daremo per spacciati, anche se di fronte avremo quello che da Messi si è trasformato in Messia, capace di giocate ed invenzioni straordinarie, tali per cui non ti sorprende se lo vedi imporre le mani sul compagno infortunato e guarirlo.
Mi immagino già Le Grottaglie, lo starà aspettando al Meazza, per chiedere in dono il miracolo di poter finalmente avere un cervello.
Ce la faremo e se non sarà così, pazienza.
Abbiamo aspettato 45 anni, uno in più non fa poi molta differenza.
La soddisfazione è già molta per l'ottimo traguardo raggiunto e con i tempi che corrono, forse è meglio pensare prima al Campionato.
Un lungo week-end a Firenze
Quante Firenze abbiamo già affrontato quest'anno? Conosciamo i rischi di un avversario come i Viola, c'è rispetto, ma c'è anche la consapevolezza di non poter sbagliare. Sappiamo che potenzialmente nulla è proibito per questa Inter e siamo coscienti di poter riuscire ad agguantare la vittoria, ma come si usa dire “la palla è rotonda” e, fatta eccezione per Moggi che è un truffatore, nel calcio di certezze non ce ne sono altre!L'Odio
Il resto dell'Italia brama le carni Nerazzurre, appese all'ingresso del Bar dello sport, così come fanno i macellai egiziani nei loro squallidi anfratti.
Il frutto del fango, il rancore che porta ad odiare gli altri più che ad amare se stessi, praticamente la morte dello spirito sportivo.
Tutto questo mi fa incazzare, perchè mi obbliga a dare ragione alle madri saccenti ed arroganti, che affermano: “mai e poi mai manderei mio figlio allo stadio”.
Altro che lotta alla violenza, quello che stiamo vivendo mediaticamente è istigazione all'odio, speriamo solo che qualcuno non perda qualche rotella.

Stadio Artemio Franchi, l'indicazione è chiara, la direzione è giusta, pronti alla guerra, per noi, per la Società, per Mourinho... FORZA RAGAZZI!!!

Cannibali italiani


a cura di Andrea

Abbiamo fame, di quella fame difficile da spiegare ma facilissima da capire: abbiamo fame di vittorie. Vogliamo tutto, Scudetto, Coppa Italia e Champions. Non è facile, lo sappiamo, e probabilmente non succederà, ma per la prima volta possiamo sognarlo e accarezzare quel sogno che per anni non ci ha fatto dormire sonni tranquilli. E' stato, ed è tuttora, un anno difficile, meteoriti mediatici ci mirano e talvolta colpiscono per bene, facendoci tremare, rischiando di farci cadere. Volevano indebolirci, ci hanno solo rafforzato.
Ieri pomeriggio (che orario triste cazzo, 'sti russi del menga), non so voi, ma non ero particolarmente agitato: l'andata mi aveva dato certezze che la doppia sfida col Chelsea mi aveva già fatto assaggiare. Siamo tra le più forti d'Europa, sette anni dopo l'ultima volta, ma senza pareggi in questo caso, solo vincendo. Abbiamo fame dunque, ma non solo noi tifosi, anche i ragazzi, l'allenatore, il Presidente. Tutti hanno fame, siamo diventati dei cannibali affamati, vuoi fermarci? E noi te magniamo, mi pare giusto. La sicurezza messa in campo ieri dai nostri è la sicurezza che ci ha portato fino a questo punto, a lottare in tre competizioni diverse ed in almeno due da favoriti. Certo, ora non possiamo più avere cali, non potremo riposarci, non potremo sbagliare, ma la possibilità di avere il quinto Scudetto consecutivo, la rivincita con la Roma in Coppa Italia, ma soprattutto di poter assaporare, dopo svariati anni, una sfida come quella col Barcellona (che non sarà uguale a quella del girone, ripetetevelo come un mantra), sono soddisfazioni che nessuno ci può togliere. Poi magari rimarremo senza niente in mano, può succedere, mettiamolo in conto, però ciò aumenterà la nostra fame per il prossimo anno e saremo ancora li a combattere su tutti i fronti.
Una piccola nota: anche a me ha impaurito Messi, ho paura ci aprirà a due mani le chiappe e SBAM, avete capito l'onomatopea a che si riferisce. Ma se proprio dobbiamo prenderlo lì, eccheccazzo, prendiamolo con classe! Facciamoli soffrire un pò, chi lo sa che magari non riusciamo nel miracolo? Lottiamo, lottiamo con tutti noi stessi, perchè abbiamo fame, di quella fame che è dura da saziare senza vittorie. Fiorentina avvisata, mezza salvata.

Il Vignettone del Biscione: Cska vs Inter 0 - 1

L'Inter espugna il Luzhniki Stadium di Mosca , ci pensa Sneijder dopo solo 6 minuti.
Era fondamentale segnare subito, magari se aspettavamo 20 minuti riuscivo ad arrivare a casa in tempo, ma sono felicissimo così.; Ho visto e rivisto il goal una decina di volte!.
Il Cska ci ha provato e ai nostri avversari va dato il merito di essere riusciti ad arrivare ai quarti, di per sè un successo per loro, considerato quel che si è visto nel doppio confronto.


In attesa dell'articolo sulla partita, raddoppio il piacere e pubblico la seconda, di quella che spero possa essere una lunga serie di Vignette del nostro nuovo amico Il Vignettone del Biscione.
Forse un pò irriverente, ma penso possiamo permettercelo, ci scuseranno i bilanisti se giustamente ne approfittiamo e ce la ridiamo un pò!!!
FORZA INTER!!!

Il Vignettone del Biscione: Bobo

Cari amici Interisti, nell'attesa che l'Inter scenda in campo in quel di Mosca, vi propongo una vignetta di stretta attualità, realizzata dal "Vignettone del Biscione", un caro amico Nerazzurro, che ho il piacere di presentare a tutti voi e che mi auguro voglia proseguire anche in futuro la sua collaborazione insieme a noi su questo blog.

Prova a prendermi!

Inter vs Bologna 3 - 0
Conciliare i sentimenti e le sensazioni, provate in questi ultimi giorni, con la serenità che la Pasqua dovrebbe indurre, è impresa ardua, una sfida nella sfida.
Così nella resurrezione dei nemici del passato, la concentrazione deve rimanere sugli obiettivi del presente, nella consapevolezza che sbagliare non è contemplato e che dalle alte mura del forte Nerazzurro, i nemici attendono la fine dei rifornimenti.
Il Bologna è arrivato a S.Siro sapendo che l'Inter avrebbe proposto una formazione con assenze importanti, tra le quali quella inimmaginabile di Zanetti, e forse credeva di riuscire a trovare qualche bella sorpresa nell'uovo di Pasqua.
Così non è stato e i nostri ragazzi sono entrati in campo con l'acceleratore premuto a fondo, senza guardare alle assenze, con la consapevolezza di un gruppo, che unito riesce a sopperire alle difficoltà, che lo insidiano.
Il tridente con Milito, Pandev e Mario ha dato buoni frutti generando la prima palla goal dopo neppure due minuti, quasi a voler riprendere l'arrembante assedio che aveva piegato i russi del Cska solo tre giorni prima.
Nonostante il Principe non sia riuscito a lasciare l'impronta sul tabellino dei marcatori, si è mostrato strepitoso assist-man servendo al rientrante Mario la palla del due a zero e punto di riferimento inamovibile nell'attacco Nerazzurro.
Il centrocampo si è comportato come sempre dovrebbe fare, con Deki in grande spolvero e Motta che con i suoi inserimenti ha prodotto due reti e la rara sensazione di essere ancora un grande centrocampista.
Se sorvoliamo sul goal annullato a Mario, per aver commesso un fallo, visto solo dall'arbitro in un rigurgito dell'acido ingerito la sera precedente, direi che nel complesso l'arbitraggio è stato buono o meglio normale...finalmente!
Per il povero Bologna munito di cannocchiale per riuscire a vedere dove si trovasse la porta del claudicante Julione, non c'è stato niente da fare.
Gli uomini di Colomba sono stati polverizzati dal gioco e dalla coesione di un gruppo determinato a sfruttare un turno casalingo che poneva sul piatto tre punti d'oro per proseguire nel sogno di raggiungere traguardi che ad Aprile sono ancora tutti possibili!.
Nonostante tutto i giornalai continuano ad alimentare l'idea di un'Inter in crisi, di un'inter stanca pronta a mollare, ma se i punti raccolti nel girone di ritorno erano gli stessi messi in cascina dal Bologna, il divario visto in campo contro Adailton & C. mostra chiaramente come le partite debbano essere analizzate una ad una.
Come dichiarato da Cambiasso a fine partita, ci siamo trovati a dover affrontare partite in nove uomini e a fronteggiare situazioni anomale che esulano dal solo calcio giocato; oltre naturalmente a fatti accidentali di cui Muntari può essere un esempio, senza volergli per forza caricare la croce sulle spalle.
Non lo so come andrà finire, se sarà un successo o un seru tituli, ma so che sono orgoglioso di questo gruppo, orgoglioso di questa Società, orgoglioso di essere Interista!.

" Le perdite di punti vanno analizzate singolarmente. Basti vedere la partita di Parma, con il loro portiere migliore in campo, oppure la partita con la Samp giocata in 9 uomini. Posso assicurare che non siamo in crisi. Magari vivessimo sempre queste "crisi", dato che siamo primi in classifica, ai quarti di Champions e in semifinale di Coppa Italia. L'unica partita giocata veramente sottotono è stata Inter - Genoa. A livello calcistico l'Inter ha fatto grandi partite in questa mini-crisi. Quando l'avversario ha il migliore in campo nel portiere significa che noi abbiamo giocato bene."
Esteban Cambiasso

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