Ciao ciao, grazie mille, arrivederci, benvenuto.

A cura di Andrea
L’ho sempre detto: si tifa una squadra, non un giocatore o un allenatore. E’ chiaro che quando un giocatore ti segna un casino di gol ed un allenatore ti fa vincere tutto (tutto), lasciarsi è sempre un po’ più difficile. Josè ha dato tutto in due anni: il suo carisma, le sue doti tecniche ed emotive, la sua lingua così un problema per gli avversari tanto quanto è stata una manna dal cielo per noi interisti. Ora se ne va, col suo bagaglio di capacità e di trofei e con l’affetto forte e vivo di molti milioni di tifosi dell’Inter.
Ciao Mou, grazie di tutto, di quest’annata così forte emotivamente che lascerà per sempre un segno in noi. Ma ora è tempo d’andare, di girare pagina, speriamo di rivederci un giorno, chi lo sa, magari tornerai ancora sulla nostra panchina quando avrai dato e vinto tutto, o almeno quanto basta, perchè il tuo ego, così smisurato quanto bello da contemplare, sarà soddisfatto.

Giriamo pagina.
Ed ora che si fa? Già, bella domanda ragazzi. Bisogna trovare una nuova guida, sfoltire la rosa, rinforzarla. I nomi si affollano su pagine di giornali e bocche di opinionisti. Diamo fiducia a Branca e Moratti e cerchiamo piuttosto di ragionare anche noi sulle possibili alternative.
1-MIHAJLOVIC: più che un’alternativa era un’affascinante ipotesi. Grintoso, amico dei giocatori, uomo di polso. Però anche inesperto, lontano dai grandi palcoscenici panchinari italici ed anche un pelo irascibile. I contro valgono molto più dei pro, Moratti lo sa e l’ha sempre saputo. Lo stesso Sinisa l’ha sempre saputo, nonostante ci avesse sperato. Firenze è la piazza giusta per crescere.
2-ZENGA: se ne parla poco, ma se n’è parlato molto l’estate scorsa. A differenza di Mihajlovic ha più esperienza ma mai in grandi squadre ed in un grande calcio. Anzi, appena ha provato il salto di qualità a Palermo, ha fallito, anche con colpe da imputare a Zamparini. No, non è l’uomo giusto ora.
3-HIDDINK: si entra nel mondo del possibile nonché del razionale. E’ un uomo quadrato, dalle salde idee tecniche e tattiche, capace di plasmare in breve tempo una squadra (vedi Chelsea) alla sua idea di calcio. E’ internazionalmente riconosciuto come uno dei migliori allenatori, ma ci sono due problemi: innanzitutto è appena stato messo sotto contratto dalla Turchia, lo lasceranno libero così presto? E poi è da tanto che non allena un club, con i ritmi che ciò impone sin da luglio, sarà in grado di riadattarsi?
4-BENITEZ: latino ma dalla visione europea, se non addirittura internazionale. A Liverpool ha continuato la strada dei successi extra-nazionali, peccando però in suolo amico. Sicuramente ha esperienza ed una visione di gioco di alto livello, ma è completamente diverso da Mou. Qui non gireremmo pagina, chiuderemmo proprio un libro per prenderne un altro. Inoltre il suo arrivo potrebbe comportare un riadattamento dei livelli societari che, con tanta fatica, Moratti è riuscito finalmente a rendere degni di un club di primissimo piano. Ne vale la pena? Branca, che ha fatto così bene, sarà disposto a lasciare più spazio all’allenatore? E poi, sinceramente, Benitez non è che sia ‘sto grande genio del mercato eh, riguardatevi un po’ gli acquisti fatti negli ultimi cinque anni dai Reds: per un colpo ottimo ce ne sono almeno tre di basso livello.
5-CAPELLO: è l’ipotesi che più mi piace. Si, sta sul cazzo anche a me ed è stato un giocatore di Milan e Juve e poi allenatore di Milan, Juve e addirittura Roma. Ma ha vinto sempre, dappertutto, addirittura a Roma, con la Roma! E non uno Scudetto Morale eh, uno serio. Lavora bene e seriamente, è un grande motivatore, sa collaborare con tutti i piani dirigenziali ed in più ha un ottimo appeal internazionale. I bookmakers inglesi lo danno lontano dai Leoni in ogni caso alla fine di questo Mondiale, perché non buttarsi su di lui? Sarebbe la continuazione più logica del lavoro svolto da Mourinho.
Non è facile, bisogna essere consapevoli che chiunque succederà a Mou avrà in mano una macchina sportiva fantastica, dal motore più potente che ci può essere in circolazione e che probabilmente sarà ancora migliorato. Dovrà esserne consapevole la Società e il prescelto. Ne siamo consapevoli noi, ancora carichi e gioiosi dopo quest’annata 2009/2010 così stupenda da fare ancora fatica a crederci. Per tutto ciò dobbiamo ringraziare Josè, al di là di come se ne sia andato, dobbiamo ringraziarlo anche per l’amore che ci ha dimostrato e perché scappa più dall’Italia che dall’Inter e per questo un po’ lo capisco anche. Ma è tempo di dire ciao, ringraziare, augurarci magari un arrivederci e dare il benvenuto al suo successore, chiunque esso sarà, perché in ogni caso allenerà l’Inter, la nostra Inter, la squadra per cui tifiamo.

MOU PRO QUO

Scritto da Alex
Stiamo assistendo in questi giorni a un po’ stucchevole gioco al rimpiattino fra le varie parti coinvolte nell’ Affaire” del contratto di Josè Mourinho.
Credo che fosse una delle ultime situazioni che ci saremmo augurati noi tifosi, ma mi sento di poter affermare con pochissime possibilità si smentita che l’ultimo soggetto responsabile di questa situazione sia la Società Inter F.C.
Come aveva infatti dichiarato prima di Natale lo stesso Mourinho il contratto era fra persone oneste e molto chiaro: una penale da pagare da parte di qualunque delle due parti avesse voluto interrompere il rapporto di lavoro anticipatamente alla data indicata nel contratto (Giugno 2012).
Direi che non è stata certo l’Inter a volere liberarsi del tecnico portoghese, quindi le cose dovrebbero essere abbastanza semplici; invece, quando ci sono di mezzo dei milioni di Euro, va a finire che semplici non lo sono mai, perché c’è sempre qualcuno che gioca a fare il “furbetto”.
Le modalità e soprattutto la tempistica dell’uscita della notizia, praticamente certa, che lo “Special One” non sarebbe più stato il nostro allenatore nella prossima stagione, mi portano a pensare che qualcosa si fosse “rotto” fra lui e il Presidente già da un po’ di tempo, magari proprio a Dicembre quando l’Inter era stata costretta a un pericoloso “dentro o fuori” col Rubin Kazan; ovviamente è solo una mia ipotesi, ma visto che siamo qui sul Blog per parlare e discuterne….io l’ipotesi la azzardo. Mi sembra una cosa troppo insensata fare trapelare che te ne vai una settimana prima di una storica ed importantissima finale di Champions; ma vi immaginate se l’avessimo persa le polemiche che ne sarebbero seguite?
Qualcuno azzardò l’ipotesi che fosse una tattica del Mou per spostare tutta l’attenzione su se stesso e distoglierla dalla squadra, ma abbiamo constatato che non era proprio così.
A che pro, dunque?
Mourinho si sarà anche stancato del calcio italiano, e c’è da capirlo, ma sul come ha gestito la faccenda insieme al suo presunto nuovo datore di lavoro la comprensione fa veramente fatica a farsi strada.
La barzelletta dell’accordo verbale con Moratti che in caso di vittoria avrebbe promesso di liberarlo “gratis” non sta né in cielo né in terra, soprattutto sostenuta da un personaggio così attento a tutti i particolari e
anche, bisogna dire, al soldo.
Ma cosa pensava, che Moratti l’avrebbe lasciato andare a uno dei maggiori concorrenti per la riconquista della Champions del prossimo anno così, senza colpo ferire, e magari portandosi pure dietro un paio di giocatori?
Pensa di vivere nel fantastico Mondo di OZ ?
Gli accordi verbali a certi livelli e con certe cifre in ballo non sono nemmeno da nominare, se non si vuole fare la figura dei “ciula” o dei “pirla”, figura che lui aveva smentito di rappresentare già alla prima conferenza stampa in Italia.
Oppure i “ciula” sono quelli del Real Madrid che non si sono informati bene sulle clausole del contratto che aveva il Mou con l’Inter o le hanno sottovalutate forti del fatto che tanto loro sono la Società più prestigiosa e potente d’Europa; anche qui sembra piuttosto strano col pool di legali che lavorano per loro e che avrebbero dovuto essere a conoscenza che il portoghese ha sempre firmato contratti con clausole che regolavano la reciproca facoltà di chiudere anticipatamente il rapporto.
E’ una situazione abbastanza surreale, nella quale
però, come dicevamo, l’unico soggetto che non deve preoccuparsi più di tanto è proprio l’Inter, la quale ha pagato diverse volte due allenatori per una stessa stagione, una anche recentissimamente, e quindi non si vede perché non potrebbe fare altrettanto anche per la prossima, a maggior ragione dopo che affluiranno nelle casse i copiosi proventi delle vittorie in Italia e soprattutto in Europa.
Chi rischia sono Mourinho, di restare fermo un anno dopo avere sbandierato al mondo intero che sarebbe andato al Real, e il Real stesso, che ha annunciato un allenatore che era, ma che peccato, sotto contratto con un’altra Società.
Io veramente non capisco come si possano creare situazioni come questa a certi livelli; l’unica cosa che so è che l’Inter non deve mollare di mezzo centimetro: ne andrebbe fortemente di una sua credibilità recentemente riconquistata.
Speriamo che la tendenza al “buonismo” del nostro Presidente alla fine non prevalga su tutto, perché qui la figuraccia sarebbe veramente troppo eclatante.
Mi dispiace tantissimo per il Mou che è stato il migliore allenatore che ha seduto sulla nostra panca negli ultimi 40 anni e che è stato certamente anche il più “Interista” di tutti; sicuramente, al di là di come potrà andare a finire questa storia, credo che rimarrà per sempre nei nostri cuori e dovremo essergli eternamente grati di quello che ha fatto qui da noi.
Non tiri troppo la corda però, se vuole, come ha dichiarato in un’occasione, che Milano resti per sempre la sua casa.
I tempi però cambiamo, le situazioni si evolvono, chi era il nemico può diventare un amico e viceversa, gli allenatori passano, figuriamoci i giocatori, e passano anche i Presidenti, anche se con un ritmo e una frequenza ovviamente diversa: l’unica cosa che resta sempre lì, ferma, immobile ed immodificabile nel tempo è la Società Inter e la passione che abbiamo noi tutti per essa e che ci accomuna al di là di tutto.
Real Madrid e Mourinho, non facciamo i bambocci, per favore!.

E venne il giorno

Scritto da Sergio
Ti ho sognato a lungo, ma non immaginavo tanto!
 anonimo veronese, 26/05/2010 d.m*
*dopo Mourinho

La nostra vita è fatta di date, giorni che scorrono tutti uguali, una fotocopia sopra l'altra.
In quel cumulo di fogli irrilevanti, persino noiosi, si ergono imperiali le date più importanti, quelle che non scorderai mai e che segnano il tuo cammino, nel bene e nel male!.
Il 22 Maggio 2010 è una data che rimarrà indelebile nella mi memoria, una notte della quale ricorderò ogni dettaglio; una notte che consacra Mourinho “profeta”, colui che aveva già previsto tutto, anche il suo addio.
Colui che ci ha condotto alla terra promessa ed ha enunciato: “L'Europa e vostra”.*
*Va bene, ho un po' esagerato, ma fatemela godere fino in fondo, questa stagione straordinaria!.
Era quindi il 22 Maggio 2010 quel giorno, quel momento inafferrabile nell'immaginario collettivo Interista.
Lo volevamo, lo cercavamo da decenni inutilmente, ma ora finalmente abbiamo riassaporato il più grande dei piaceri che il calcio può offrire ed azzerato il conteggio degli anni che ci separavano dal sogno.
Partita dopo partita, ci abbiamo sempre creduto, anche negli anni in cui sapevamo che sarebbe servito un miracolo*, tutti noi abbiamo sostenuto la nostra Squadra e la nostra Società, insieme verso un sogno.
*era comunque un'opzione
Immagine simbolo di una notte da Campioni, è il volto di chi ha combattuto settecento battaglie senza mai mollare. Il volto di un Capitano ad immagine e somiglianza di questa grande Inter, un volto quasi deformato nell'urlo di gioia più grande e liberatorio, quello nell'istante in cui speranza e realtà si fondono insieme e le sue mani afferrano ed alzano al cielo la Coppa dalle “Grandi Orecchie*”.
*gesto che sembra aver sterminato milioni di gufi, piovuti dal cielo e schiantatisi al suolo, paranormal activity?
Il tempo spinge i giorni nel passato e con loro gli allenatori.
Alcuni li ho visti correre, altri restare, fermarsi per un lungo ed intenso abbraccio, dolce come un sogno!*.
*grazie Josè, buona fortuna.
Siamo usciti da una ricerca interiore durata 45 anni, più o meno 16425 giorni di passione, che ci hanno portato nuovamente sulla vetta d’Europa, ottenendo anche un record di quelli che “è per sempre”, l'unica, la prima squadra Italiana ad aver compiuto la tripletta*;

*cosa che ad una certa età, in altri ambienti, richiederebbe l'utilizzo del viagra!.
Ora, un uomo nuovo sarà presto al comando dell'Armata Nerazzurra, un volto ancora sconosciuto, da metabolizzare e al quale affidare il difficile compito di proseguire questo cammino vincente, sulle orme tracciate da Josè.
Mourinho si è dimostrato l’allenatore ambizioso che sapevamo essere; innovatore, motivatore e vincente.
Caro Josè sei un uomo “Special”, ma echecazzo, quasi non abbiamo fatto in tempo a ringraziarti, che già te ne sei andato, neppure il tempo di alzare la Coppa e già scappi dalla porta di servizio, sull’auto che ti condurrà al tuo futuro, inghiottito dalla notte verso quello che ahimè, è il tuo sogno, ma non il nostro.
Ho temuto che l'ambire a quella coppa ti ci avesse risucchiato dentro e le interviste fossero antecedenti alla notte di Madrid, che tanto s'era capito che qui ti hanno proprio rotto e te ne saresti andato!
Non ti biasimo, sai?
Questo inferno, non è il mondo per nessuno sano di mente, non solo per te, ma un po' di respiro ce lo potevi concedere, una pagina bianca, tra un capitolo e l'altro, la potevi mettere.
Al raggiungimento di un traguardo così importante, ci è parso forse, di essere giunti all'ultima pagina di un'avventura coinvolgente, appassionante e straordinaria, ma in realtà, l'ultima è solo la prima pagina di un mondo nuovo, post moderno, in cui ci affacciamo consapevoli della nostra forza, con nuovi obiettivi da raggiungere.
Certi che in Italia non cambierà mai nulla, continueremo a sostenere sempre, con la stessa passione, la nostra Inter, sia essa sul tetto del mondo o tra le rovine di un regno antico, sempre e comunque avanti, perchè il capitolo sul profeta Mourinho è finito, ma la storia dell'Inter continua sempre, non si ferma mai!.

Lettera d’amore ad un piccolo Interista

A cura di Andrea
Caro piccolo, ti scrivo. Non se se sarai maschio o femmina, biondo o castano, dagli occhi verdi, blu o neri. Non so nemmeno se ci sarai, ma se ci sarai una certezza ce l’ho: sarai interista. Ti insegnerò ad amare il calcio correndo dietro un pallone e solo dopo tifando; ti insegnerò ad avere fede in te stesso ed in ciò che credi e solo dopo in una squadra. Ma quando sarai pronto ti insegnerò ad amare l’Inter. Ti scrivo oggi perché è il minimo dopo quello che noi nero-azzurri abbiamo appena vissuto e perché mi sembra un enorme errore non poterlo spiegare a chi non c’è stato. Abbiamo dovuto aspettare anni, decenni, soffrire per innumerevoli partite, sognare con voli pindarici per poi cadere malamente al suolo rompendoci le ossa della nostra anima da tifosi. Abbiamo dovuto aspettare davvero tanto per entrare nella storia, ma alla fine ci siamo entrati e non per la porta sul retro o dallo scantinato, ci siamo entrati dal ponte levatoio, col popolo in festa e consapevoli della nostra impresa.

L’annata 2009/2010 non ha scritto solo una pagina tinta di nero e d’azzurro, ha scritto una pagina del calcio italiano ed un piccolo paragrafo del calcio europeo e Mondiale. Pensi stia esagerando? Beh piccolo, effettivamente noi bauscia ogni tanto esageriamo, come i pescatori: prendiamo una sardina, ma ci pare un capitone. Non lo facciamo però per megalomania o egocentrismo, lo facciamo perché la nostra fede è così: esagerata e smisurata. Ma stavolta non sto esagerando. Cerca sul tuo computer del futuro, negli archivi dei giornali, e vedrai che cose stupende sono successe.

Josè Mourinho è un uomo dallo sguardo duro e dal sorriso difficile, un sergente dalla lingua affilata e dall’io abbastanza gonfiato. Ma è un uomo di cuore e coglioni, di quelli giusti per la nostra Inter. Le sue parole, i suoi gesti, le sue critiche ci hanno fatto innamorare perché così diverso da tutti e così uguale a noi. E’ lui il grande protagonista di questa stupenda annata di cui ti narro, anche se sedeva spesso in panchina e ogni tanto in tribuna. Coppa Italia, Scudetto e la tanto agognata Champions League. Tutto abbiamo vinto, senza lasciare neanche le briciole agli avversari, non per cattiveria, ma per indiscussa superiorità. Josè ci lascerà, piccolo, e non so se quando tu ci sarai lui sarà ancora in giro a fare innamorare folle di tifosi per l’Europa, ma di certo saprai chi è e ora sai anche perché lo amiamo tanto qua: era uno di noi e ci ha fatto entrare nella storia.

Il Presidente è Massimo Moratti, un poeta ancora innamorato del calcio che già oggi non c’è più, un calcio fatto di gioco e amore più che di soldi e business, ma che per vincere ha dovuto mettere da parte gioco e amore lasciando spazio a denaro e business. Questa “tripletta” è tanto sua quanto nostra, quanto tua anche se non l’hai vissuta piccolo. E poi c’è Zanna, il capitano, le sue lacrime dopo ogni trofeo, il suo viso deformato dalla gioia la sera del 22 maggio a Madrid. C’è Milito, che ci ha resi sudditi del suo regno Principesco e che abbiamo tutti abbracciato mentre era sdraiato a guardare la luna dall’erba del Santiago Bernabeu. C’erano Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu, Cambiasso, Pandev, Sneijder, Eto’o. C’erano Toldo, Orlandoni, Cordoba, Matrix, Mariga, Muntari, Deki, Balo, Arna, Quaresma e tutti gli altri. C’erano i trentamila sulle tribune, i centomila in Duomo e gli altri milioni sparsi per l’Italia e per il Mondo. C’erano abbracci, baci, lacrime, sogni che uscivano da cassetti, birre, spumanti, bandiere, magliette, striscioni, cori. Non c’erano più paure, illusioni, voci, tristezza, problemi. Per una sera c’era e non c’era tutto ciò. Questo è il calcio piccolo, quello che ti voglio insegnare, quello che voglio che tu ami, sempre chiaramente con i colori nero e azzurro in primo piano.

Caro piccolo ti scrivo perché a parole non so se riuscirei a raccontarti tutto questo senza emozionarmi come mio nonno si emozionava un pò nel raccontarmi della Coppa Campioni vinta nel ’65. Lo scrivo perché a parole mi perderei per vie traverse, in ricordi che anche oggi, appena tre giorni dopo, sono chiusi ermeticamente in testa e cuore. Ti scrivo perché non so quando e se tu mai esisterai, ma se ci sarai è giusto che tu sappia una piccola filastrocca: JuliocesarLucioSamuel (pausa) MaiconChivuZannaCambiasso (pausa) PandevSneijderEto’o (pausa) Milito. Imparala, usa il supporto delle immagini e ripetila come un mantra. Spero per te che un giorno vivrai momenti così, momenti da cui imparare una filastrocca un po’ cacofonica, ma piena di significati e grondante di emozioni, lo auguro a tutti coloro che amano il calcio, indifferentemente dalla fede. Non so se per rivivere cose così dovremo aspettare uno, dieci, cento, mille anni, se quando ci sarai ti avrò scritto altre centinaia di lettere per altre centinaia di imprese o se questa rimarrà l’unica. Ma una cosa la so: essere interisti vuol dire avere pazienza, perdersi ogni tanto d’animo, cadere, rialzarsi, e tutto con la consapevolezza che comunque vada, quando il giorno più bello arriverà, non sarà solo un giorno, sarà IL GIORNO, sarà la Storia.
Ciao piccolo Interista, alla prossima si spera.

Vienna, Milano, Madrid - Il libro della Champions dell'Inter, scritto da Interisti.

Consigli per gli acquisti;

Il tempo scorre, ma la gioia rimane indelebile ed immutata negli anni.
Un giorno ci saranno nuovi giovani Interisti che avranno il diritto di sapere, di conoscere ed imparare lo stile, la classe, l'importanza di essere Interista.
Perchè noi non siamo solo tifosi, siamo una famiglia unita in una fede, i cui colori sono Nerazzurri e la cui storia ci riempie d'orgoglio!
Ripercorrere quarantacinque anni di Inter è un sogno ad occhi aperti, per sapere e conoscere la nostra storia, oggi più che mai e rivivere le imprese europee che legano Herrera a Mourihno e Angelo a Massimo Moratti.

Per questo voglio consigliare a tutti un libro "fresco, fresco" di stampa, un libro che ripercorre la nostra storia in Champions League, scritto da un Intersita vero e non dal solito agglomerato di P.I.
Eccovi la copertina, il link dell'autore e la breve prefazione, non vi resta che acquistarlo e rivivere 45 anni di Storia Nerazzurra, buona lettura!
Vienna, Milano, Madrid sono le tre città in cui l'Inter ha vinto le sue tre coppe. Da Herrera a Mourinho, il libro ripercorre il cammino vincente dei nerazzurri in Coppa Campioni e poi in Champions League.

Illustrato e a colori, il libro contiene tutti i tabellini delle 148 partite giocate dall'Inter nella principale competizione europea, tutte le statistiche (bilancio con tutti gli avversari e statistiche individuali) e il racconto esaltante delle 17 partecipazioni dell'Inter in coppa, con particolare attenzione alle tre edizioni vinte.

Un libro da non perdere, da leggere tutto e da conservare in ricordo di un'impresa memorabile.


Link per Info: Vienna, Milano, Madrid

22 MAGGIO 2010 - L'INTER E' LA STORIA!

Scritto da Sergio
Ogni aereo che ho sentito partire la notte prima del 22 Maggio, ho immaginato di esserci sopra, magari sarei finito, che so, a Parigi, ma era tanto il desiderio di esserci di persona in quello stadio “il Santiago Bernabeu”, che per forza quella doveva essere la destinazione di quel rombo che sorvolava casa mia.
Mentre la notte si faceva giorno, e risvegliava con impeto vulcanico le emozioni di un giorno nuovo in una vita fatta di ripetizioni quotidiane, la memoria trasmetteva i ricordi di un passato fatto di trionfi, cadute e speranze, fino alla puntata finale, quella trasmessa in mondo visione il 22 Maggio 2010.
Stringersi tra amici tifosi, vecchi e nuovi, seguire con lo sguardo i movimenti sul campo senza badare al tremolio delle mani, convulse dalle emozioni e dalla tensione, che lasciavano intravedere scaramanzie e gesti che nella mente potevano aiutare l'apnea emotiva che rischiava di inghiottirmi, abbiamo visto divenire realtà il sogno più grande.
In piedi 90 minuti più recupero, la maglia numero 22 scossa dai sussulti del mio corpo ad ogni azione e l'empatia con quei ragazzi meravigliosi che a distanza di chilometri sentivo invece li vicino a me.
Loro in campo, protagonisti della conquista di un sogno ed io invece immobile con solo la mia voce con la quale poterli incitare e sostenere.
Guarda che non ti sentono” mi dicevano, ma questo lo pensi tu, perchè io ho bisogno di credere che “non mollarlo, non mollarlo”, “attenti dietro”, “c'è l'uomo solo”, “sotto, sotto”, “ragazzi non sprechiamo, non sprechiamo dai”, “forza corri, corri”, siano un aiuto, per me e la mia impotenza sugli eventi e per loro, che possono sentire la spinta di tutti coloro che a mille miglia di distanza emanano questa forza emotiva, questo senso di appartenenza, di sacrificio, d'amore viscerale ed incontrolabile.
Lo spettacolo lo hanno fatto i tifosi sugli spalti, con coreografie degne dei Campioni d'Europa, lo hanno fatto i nostri “Eroi” che hanno vinto anche la battaglia più importante, la partita che finalmente scrive con il fuoco sulla pelle di ognuno di noi, una storia indelebile, che rimarrà per sempre finchè vivremo!.
Anche l'ultimo avversario è stato demolito, abbattuto da due fucilate di Milito, tutto in una notte, una notte in cui abbiamo trovato il filo conduttore con il nostro glorioso passato, con la nostra "Grande Inter", quella dei Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò; Suarez e Corso.
E' tutto vero, è tutto vero!!!
Mi ci è voluta una notte ed una mattina, per rendermi conto di quanto la nostra Inter sia riuscita a fare e trovare le parole è difficile, difficilissimo, perchè i pensieri si accavallano, interrotti dall'emozione, dalle lacrime di gioia, una gioia che così grande, non avevo provato mai!
E' tutto vero, è tutto vero!!!
L'Inter è Campione d'Europa e solo questo sarebbe bastato a farmi impazzire di gioia, ma nella notte del 22 Maggio 2010 l'Inter ha compiuto una impresa inimmaginabile, un'impresa indelebile nei secoli della storia del calcio.
E' una tripletta che nessuna squadra Italiana era mai riuscita a conquistare, tre trofei, uno dopo l'altro nella scalata che ci ha condotto sulla cima d'Europa.
Il 22 Maggio è la notte in cui Zanetti ha combattuto la sua battaglia numero 700 ed in cui si è consacrato leggenda divenendo lo spirituale legame tra passato e presente, consacrato dall'immaginario abbraccio con l'uomo che più di tutti avrebbe meritato di esserci e godere di questo, il nostro amato Giacinto Facchetti.
E' la notte in cui i nostri colori si innalzano al Cielo e dipingono l'orizzonte indicando la rotta per il futuro, la notte che ogni Interista sognava, la notte che racchiude il dictato massimo del nulla è impossibile, basta solo crederci e non mollare mai e poi mai!.
Questa orgia di gioia ce la meritiamo tutti, ogni tifoso Interista ha il diritto di essere felice e godere di questa impresa storica e non voglio pensare che il nostro Profeta se ne andrà ad insegnare il suo credo a popoli che hanno smarrito la strada del successo, perchè ora questa Inter è la più forte d'Italia e d'Europa e se saprà fare tesoro dell'insegnamento di Josè allora le acque si apriranno ancora per far passare i padroni d'Europa!.
La Storia Siamo Noi!

CHE STORIA!!!

SEMO I PARONI DE TUTTO!!!
Julio Cesar, Maicon, Lucio; Samuel, Chivu, Zanetti, Cambiasso, Pandev, Sneijder, Eto'o, Milito,
José "il Profeta" Mourinho

Parlando d'altro

a cura di Andrea
 Provateci voi a scrivere qualcosa in giorni come questo. E' impossibile dai. Cioè, scrivere qualcosa di utile e sensato intendo. Il vantaggio di scrivere per un blog più che per un sito è la possibilità di lasciare libero spazio ad opinioni e riflessioni puramente personali, senza la pendente e famosa spada di Damocle sulla propria testa che balla ogni volta che devi riferire invece una notizia vera ad un popolo fazioso sapendo che dovrai cercare di essere il meno fazioso possibile. Sostanzialmente qui posso parlare come Mughini e Liguori a Controcampo, ovvero dicendo anche e spesso cazzate. Ma sto divagando. Ecco, il divagare è oramai segno distintivo della mia attesa de La Partita.
Ho passato vari stati emozionali, tutti fedelmente riportati e condivisi con voi amici neroazzurri: la gioia, l'orgasmo, la preoccupazione, la superbia, la tensione. Ora però non riesco neppure a definire ciò che provo, è un'enorme orgia tra questi elementi emotivi che si fonda in un....in un boh. Incastri, posizioni equilibristiche mentali, parole vuote che non hanno senso. Cioè, cosa posso dirvi che già non abbiate provato o letto? Non ho news dal ritiro Madrileno dei ragazzi, non ho interviste a vecchie glorie o buffoni senza arte ne parte. Ho solo questo ambaradan interiore che non è che sia poi 'stop granchè. Guardate anche la Gazzetta, è chiaro che non sanno cosa scrivere! E’ da tre giorni che continua a scrivere sempre la stessa dannata “probabile formazione” (l’abbiamo capito che per voi gioca Pandev sant’Iddio, basta!) e a decantarci le doti tecniche di Robben, Olic, Sneijder, Milito, Eto’o, ecc… Sono anche loro in stato confusionale, li capisco.
Parliamo d’altro. Non so, della Juve, almeno ridiamo un po’. O del Milan, si, dai! Oppure non so, di politica, di ecologia, di salute, di diete (facciamo Porta a Porta praticamente…), di stragi, di catastrofi, di risse verbali (…o Matrix, dipende dai punti di vista). Parliamo di qualcosa, basta che non sia questa cazzo di Finale di mezzo!
Ma non ce la faccio. E’ assurdo, non ne voglio parlare, ma l’unico pensiero fisso è quello, poi gli altri ne parlano e mi innervosiscono, se non ne parlano lo tiro in ballo io. E la cosa ancora più bella che ho notato è che tutti gli interisti fanno lo stesso in pubblico! Non ne vogliamo parlare, ma ci scappa così, con una nonchalance involontaria da fare paura

“Ciao”
“Ehi, ciao!”
“Come stai caro?”
“Ma da Dio!”
“Mi hanno detto che stai per diventare papà!”
“Si, è vero, mia Milit….ehm, moglie sta per partorire”
“Milito?”
“Milito? Che c’entra Milito? Sei forse un gufo bastardo?”
“Ma no, guarda che tu hai detto Milito!”
“Io non ho detto proprio niente, stavo parlando di mia moglie! Per me sei un gufo bastardo!”
“Ma se hai detto tu Milito! E comunque non sono un gufo, non mi interesso di calcio…”
“Non ti interessi di calcio?! Ma allora sei omosessuale. Hai usato anche quell’ambiguo caro quando mi hai salutato”
“Ma che cazzo….e comunque non mi interesso perché non mi piace, anche se ne continuano a parlare ultimamente”
“Quindi hai sentito parlare di Milito! S’è fatto male? Oddio, devo controllare subito!”
“No! Che cazzo…sei stato tu a….”
“Scusa, devo salutarti all’istante!”

Neppure ce ne rendiamo conto di tirare sempre e costantemente in ballo l’Inter, forse è una malattia grave e degenerativa, non si sa. Se lo è, siamo sicuramente dei malati terminali.
Proviamo a parlare d’altro, dai, ma è impossibile. Parole, immagini, suoni riportano a quello, a domani sera, a noi unica famiglia sotto i colori del cielo e della notte. Vorrei parlare d’altro ma non ci riesco, non mi viene, vorrei che fossero già le 20 e 44 del 22 maggio 2010 e che tutta la tensione accumulata in una settimana di attesa sgorghi in bottiglie di birra ed urla animalesche di incitamento. Ed in lacrime, tante lacrime, che certamente scenderanno comunque vada a finire. Poi si che avrei tanto da dire, da parlare e da scrivere. Tanto da sapere da tutti voi e tanto da raccontarvi. D’altronde come ci si prepara ad un appuntamento con la Storia? Mica è semplice. Va bè, siamo avvantaggiati sul vestiario: neroazzurro e via. Il difficile è proprio il modo di porsi. C’è l’ottimista convinto che per lui Finale significa Vittoria; il sognatore mistico che vede in questa Finale la giunta dell’Apocalisse; il pessimista classico che invece pensa “Bene, è stato bello arrivare qui, ma tanto ora perdiamo e torniamo ad essere i soliti sfigati”; l’interista che si gufa da solo convinto che se per anni ha tifato Inter ed abbiamo sempre perso, domani sera è meglio che tifi Bayern. Siamo così, tutti diversi seppur uguali, tutti che vorrebbero parlare d’altro per stemperare la tensione ma che non ce la fanno. Tutti interisti. Tutti con un sogno, lì, a due passi e 90 minuti di distanza. Poco, pochissimo. Troppo poco per parlane ora direi.

Al Bernabeu Tutti con la Maglia Nerazzurra!

Riporto integralmente questo invito della Curva Nord, rivolto a tutti i tifosi Interisti che avranno il privilegio di essere presenti a Madrid.
AL BERNABEU TUTTI CON LA MAGLIA NERAZZURRA
"La Curva Nord invita tutti i privilegiati possessori di un biglietto per la finale di Madrid ad indossare una maglia a strisce Nerazzurre all'interno del Bernabeu.
Facciamo vedere che siamo una cosa sola con la Squadra mettiamo da parte scaramanzie d'abbigliamento e vestiamoci come i Nostri Campioni con i Nostri gloriosi colori addosso.
Si invita tutti a rinunciare in particolar modo all'amata maglia del centenario i cui colori bianchi e rossi si confonderebbero con quelli dei nostri avversari.
Un'ultima raccomandazione ...
MADRID DEVE ESSERE LA CELEBRAZIONE DI UNA STAGIONE FANTASTICA, CHI HA L'ONORE DI RAPPRESENTARE I TIFOSI DELL'INTER HA IL DOVERE DI RINGRAZIARE I NOSTRI RAGAZZI QUALUNQUE RISULTATO SORTISCA L'INCONTRO.
... E ADESSO INSIEME CORONIAMO IL SOGNO !!!

Aggiungo un personale invito a tutti coloro, che invece non potranno essere a Madrid; Condividete con amici, parenti, Soci Inter Club e chiunque sia di fede Interista, questa sfida tanto attesa e fate sentire, comunque vada, l'orgoglio e la passione che proviamo per la nostra Squdra.
AVANTI INTER!!!

Yes we can!

"È di tutti coloro che in questo momento sono felici".
Josè Mourinho
Difficilmente è possibile descrivere la soddisfazione per questo Diciottesimo Scudetto, conquistato tra mille difficoltà, in una stagione ad un passo dall'essere leggendaria.
Anche con il Siena non è stato facile, non lo è mai, con nessuno, ma quell'uomo al timone da una sicurezza, mai provata prima.
L'Inter ce l'ha fatta, Josè ce l'ha fatta, noi ce l'abbiamo fatta, nessun cinque maggio qualunque, nessuna entrata scorretta, nessuna prostituta intellettuale è riuscita a destabilizzarci, siamo stati grandi!.
Quando vinci uno scudetto così difficile è naturale lasciarsi andare alla gioia più sfrenata, ma io no, non ci riesco, quest'anno no.
Sono felice si, sono in festa si, ma questa stagione ancora non è finita e la tensione per una data che ormai, per scaramanzia, non riesco neppure a pronunciare, la vince sull'entusiasmo sfrenato.
Sarà che ora sono finalmente maggiorenne, quindi più maturo e contenuto, ma per me questo scudetto, è lo scudetto della beatitudine, dell'appagamento, del bene che vince sul male, di un Dio che da segni d'esistere, di uomini forgiati per restare nella memoria.
Io non so, se Mourinho resterà o deciderà di percorrere un destino non legato a noi, non so se questo momento stupendo durerà ancora a lungo, ma non è stato facile e nessuno ha creduto a questa impresa dandola per sicura, mai, mai per un secondo.
Abbiamo fatto un passo alla volta, sempre ben piazzati a terra, senza avere la certezza che la rotta fosse quella giusta, temendo di cadere nei soliti tranelli, ma ora sappiamo che tutto questo non è una follia, quel sogno esiste davvero e noi lo abbiamo raggiunto, ci siamo anche noi, senza voler essere sbruffoni, solo fieri, ci siamo anche noi.
Questa squadra ci ha portato ad una dimensione INTERstellare, siamo viaggio con il Capitano Kirk, che per l'occasione prende il nome di Saverio e siamo in rotta verso il pianeta Storia.
Josè ha saputo creare qualcosa di unico, speciale come lui.
Ha saputo farsi amare , ha saputo tenere a bada le “prostitute” sbattendogli in faccia i fatti, che contano più di mille parole.
Purtroppo lui ha ragione, in questo paese dove le persone si vendono come schiavi per un tozzo di pane, nessuno ha avuto il coraggio di ammettere la sua superiorità, con serena sincerità, mentendo anche se stessi pur di compiacere il padrone di turno.
Mou forse se ne andrà, se ne andrà perché questa fogna a cielo aperto, che noi chiamiamo calcio Italiano, non lo merita.
Se ne andrà per inseguire le sfide che si è prefissato, magari in un paese dove si può lottare ad armi pari senza inciuci ed offensive mirate, violente e velenose.
Oggi però è ancora il Condottiero dell'Armata Nerazzurra, oggi è ancora il nostro amico, fratello, padre, profeta "Special" e domani tutti orgogliosamente indossando la sciarpa d'ordinanza, potremo guardare negli occhi chiunque, senza che chicchessia possa proferire parola e pensare tutti, ad una cosa sola, quella Coppa, che non è mai stata così vicina negli ultimi 38 anni.
Un pensiero a tutti quei tifosi Nerazzurri, che tifosi lo sono davvero, ma ancora non si sono arresi all'idea di dover soffrire sempre per raggiungere l'orgasmo della gioia finale: arrendetevi, è il vostro destino!.
Questa Inter è pazza come sempre, ma forte come non lo era da tanto tempo, gioite siete Interisti!.
Per tutti i media “fantocci” che ancora non hanno capito che l'interesse di una Società sportiva non può valere la vita di un uomo; che ancora non hanno capito che la violenza esiste e si autoalimenta da sola, ma che loro spesso, con la loro faziosità, contribuiscono a darle il diritto di esistere, per voi che non volete capire che il protagonista di tutto deve essere “il gioco” del Cacio, solo una frase, che sicuramente conoscete e che vi calza a pennello:
“Ci sono due cose infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi" Albert Einstein

L'Apocalisse

a cura di Andrea
I Maya l'hanno previsto: 21 dicembre 2012, la fine del Mondo, l'Apocalisse. Ora, non so quanto siano attendibili le previsioni di un popolo così antico e così vicino ai riti di Mago Otelma, ma pare che qualcuno ci creda, anzi, molti. E diciamocelo pure, la Natura non sta facendo nulla per farci cambiare idea: terromoti, tsunami, vulcani islandesi che eruttano e nascondono il cielo. Di tutto di più. E come se non bastasse l'Inter vince e si gioca la Champions League. No, dico, vince e si gioca la Champions League. Apocalisse sicura!
Pensateci un attimo: qua a Milano, dopo che la Roma perse con la Samp e l'Inter si involò nuovamente al primo posto ed in più battè il Barcellona, ha iniziato a piovere e non ha più smesso fino a sabato. Queste sono statistiche, dati, non aria fritta. Del resto lo hanno sempre detto tutti: se l'Inter arriva a vincere tutto, beh, allora il Mondo finisce. Però, caro Signore, se proprio devi interrompere tutto 'sto gran ambradan che hai messo su, almeno fammi godere gli ultimi gustosi attimi di interismo puro, fammi eleggere Milito a nuovo mito incontrastato, Mourinho a Divinità greca, Sneijder ad entità astratta, Samuel a muro dei pianti di gioia nostri, di tristezza avversaria, Zanetti a miracolo deambulante. Fai in modo che tutto finisca dopo sabato sera e fai in modo che vada bene possibilmente. Solo dopo allora potrai fermare tutto, che tanto noi saremo contenti. Beh, chiaro, se dovesse andare male tu che c'hai il rewind mandi indietro e sistemi le cose, intesi? Per il resto chissene frega, posso anche farne a meno. Ma fino al 23 maggio devi arrivarci, poche storie, mica ho aspettato 20 anni (e chi molti di più) per arrivare a ridosso di una finale di Champions e poi non potermela vedere per un tuo sghiribizzo!
Sapete, penso che alla fine noi interisti un pò ci speriamo anche a questa Apocalisse anticipata, perchè concludere tutto così, già ora sarebbe bello, ma addirittura con il terzo trofeo sarebbe assurdo. Certo, possiamo anche perderlo, ma ciò non cambia la mia opinione: assurdo. Assurdo che noi, dileggiati da tutti, siamo l'unica italiana a tenere in piedi calcisticamente parlando questo Paese allo sbando; assurdo che Mou, antipatico finchè vuoi, ma sincero fino al midollo, possa essere il personaggio più criticato ed odiato d'Italia; assurdo che Totti, l'uomo del pollice in bocca ed il medio in c... (come gentilmente invitato a fare dai nostri ragazzi), sia osannato per il nulla, per la vacuità del proprio palmares e del proprio curriculum; assurdo come noi siamo finalmente in finale, dopo Barcellona, Chelsea e Barcellona. Comunque vada noi dell'assurdo abbiamo fatto reale, comunque vada il quinto Scudetto di fila l'abbiamo vinto, sul campo, con superiorità indiscussa (anche De Rossi lo ha ammesso! L'ho detto io che l'Apocalisse si avvicina) ed in coppia con la Coppa Italia. Comunque vada noi abbiamo già vinto, il resto è storia, storia assurda. Se l'Apocalisse deve arrivare venga, noi l'accogliamo a braccia aperte, basta che arrivi dal 23 maggio in poi.

Ao' Riga'; L'emo Pijata Inter....N'artra Vorta !

Scritto da Alex
Ognuno avrà vissuto questa giornata in modo diverso, ma credo tutti con lestesse ansie e le stesse paturnie. Già alla lettura degli schieramenti un pò di "squaraus" per la presenza di Materazzi, che infatti ha un pò ballato" e soprattutto "sparato” una quindicina di lanci in fallo di fondo o laterale; ma soprattutto si è potuta verificare l'ennesima dimostrazione e cioè che, al di là di tutte le puttanate che abbiamo sentito quest'anno, a noi non avrebbero regalato niente, come avevano detto, mentre il Chievo, che aveva giocato la settimana scorsa contro di noi con il massimo impegno, alla faccia che sia Campedelli che Di Carlo sono tifosi interisti, ha schierato 5 o 6 riserve contro la Roma, presentandosi praticamente “alla pugna” in costume da bagno ed
infradito.
Pensate un po’ che putiferio si sarebbe scatenato se il Siena, o qualunque altra squadra l’avesse fatto contro di noi; è successo una sola volta ed apriti cielo!
Fra parentesi senza episodi particolari e con un portiere che se vestito di rosso-blu, tutti avrebbero scambiato per Spiderman.
Il Siena, come aveva fatto capire senza troppi giri di parole, la partita se l’è giocata all’ultimo sangue con i due romanisti in comproprietà Rosi e Curci su tutti; ed è giusto che sia così; quello che fa un po’ specie è semmai l’atteggiamento dei “Mussi”, che dopo avere giocato col massimo impegno contro di noi si sono presentati all’ultima dinnanzi al loro pubblico in queste condizioni; ma chi se ne frega, va bene così.
E’ comunque stato un leit-motive di tutta la stagione il fatto che contro di noi abbiano dato tutti il sangue (tranne uno) per poi afflosciarsi alla partita successiva come dei sacchi vuoti; ripercorrete un attimo la
stagione e ne troverete conferma: una su tutte la Fiorentina, che negli ultimi due mesi ha completamente mollato, salvo giocarsi contro di noi quella semifinale di Champions che gli era stata ingiustamente sottratta. Diciamolo francamente: hanno fatto di tutto per farcelo perdere questo Campionato, prima a favore del Milan, applicando il regolamento con due pesi e due misure scandalosamente differenti; poi quando ai rossoneri si sono “rotti” gli unici due giocatori buoni, nemmeno regalandogli un rigore a partita si sarebbe
riusciti a tirarli su.
Di questa situazione, oltre che di un nostro fisiologico calo, ne ha approfittato la Roma, operando una rimonta incredibile con molto merito, molta fortuna, ma, occorre dirlo, senza eccessivi favoritismi arbitrali; poi ci sta che quando vinci una impressionante serie di partite, una ti possa anche andare male.
E qui è stata molto brava la nostra squadra a mettersi davanti e a non mollare più.
Ha vinto la squadra più forte e quella che ha meritato maggiormente: questo credo debba ammetterlo chiunque ci tenga a farsi considerare sano di mente.
Ha vinto giocando la partita sulla falsariga di quasi tutte quelle di questa stagione a cominciare dalla Supercoppa a Pechino, “sminchiando” cioè una caterva di palle gol per poi finire inevitabilmente in sofferenza.
Ha vinto alla faccia di molti, sicuramente del “signor” Tosel che tira in ballo la prova televisiva solo quando c’è da “cazziare” un nostro giocatore.
Ha vinto, e come poteva essere altrimenti, con un gol di quello che considero il giocatore forse più decisivo di questa stagione, Diego Alberto “El Principe del Bernal” Milito, per conto mio la più forte prima punta al Mondo in questo momento insieme a Drogba; e pensare che forse non andrà neanche ai prossimi Mondiali in Sudafrica per colpa di un Commissario Tecnico un po’ “fumato”, che ha pensato bene di lasciare già a casa due tipi coi coglioni grossi come due noci di cocco, Cambiasso e Zanetti, Dio li benedica! Il titolo che è un po’ irridente, non me ne vogliano gli amici romani e romanisti, e fa riferimento al fatto che in questi ultimi quattro/cinque anni ci siamo trovati a contenderci le maggiori competizioni quasi sempre con loro e, molto spesso (sempre nelle occasioni importanti) abbiamo finito per prevalere noi; un paio di volte, questa e nel
2008, un po’ crudelmente, sventolandogli lo scudo sotto il naso per qualche decina di minuti per poi farglielo sparire davanti al naso come si fa con le caramelle ai bambini cattivi.
Il loro innegabile merito è quello di esser sempre stati lì a provarci, con mezzi bisogna riconoscere inferiori, anche se con “aiutini” favoriti da politici e da fideiussioni bancarie un po’ “così”; chissà perchè di questi “aiutini” a Roma non se ne parla mai, vero Dott.sa Sensi?
Onore comunque al merito di una squadra che ha saputo realizzare una rimonta veramente spettacolare e di un allenatore che ha preso una squadra “sfasciata” e l’ha portata a contenderci il titolo fino all’ultima giornata. L’unico problema della Roma è quello di essere la squadra della città di Roma, passatemi il paradosso (vedi post Beau geste): di una città tarpata da un ambiente non in grado di gestire nel modo giusto tanto le vittorie quanto le sconfitte, creando così sia i presupposti che gli alibi per una mancata vittoria.
La frase più in voga a Roma in questi giorni era “Non succederà, ma se succede…” Non è successo: molti si auguravano un altro 5 Maggio, ma forse quei molti non hanno ancora capito che questa squadra è diversa da quella là; è composta da giocatori, da un tecnico e da dirigenti che ormai hanno pienamente assunto la consapevolezza dei propri mezzi e della propria forza: tutto qua.
I ragazzi sono stati tutti (o quasi) fantastici così come è stato fantastico l’allenatore e i dirigenti, ai quali faccio solo un appunto ora che è finita e non rischio di portare sfiga: non si regala mai a una diretta concorrente un
giocatore per nessun motivo al mondo!
Con Mancini al Milan è andata bene, con Burdisso a Roma per un pelo non è andata malissimo.
Invece di celebrarci come meriteremmo e di spingerci verso la conquista della Champions, come dovrebbe
essere in un “Paese normale” quasi tutti i media non fanno altro che parlare del possibile addio di Mourinho e della richiesta della Juventus (vermi!) di farci revocare lo scudetto del 2006.
Al contrario di tutte le minchiate che sentirete in questi giorni a proposito del sostegno che si deve dare alle squadre italiane in una competizione europea, la maggior parte dell’Italia si augura quello che si augurava oggi chi sperava in un nuovo 5 Maggio; a noi, come direbbero a Roma “nun ce ne po’ fregà de meno” dal momento che se dovessimo vincere trasformeremmo una stagione da bellissima a fantastica e storica, se non dovessimo ahimè riuscirvi saremmo comunque felici e orgogliosi di quanto fatto dalla nostra squadra.
Coloro che ci tifano contro, juventini in primis, lo fanno a loro discapito, dal momento che, se dovesse vincere il Bayern (mi sto ovviamente toccando), la Germania ci “soffierebbe” un posto in Champions per via del miglior Ranking UEFA; ora non credo che l’Inter avrà dei grossissimi problemi a qualificarsi fra le prime tre nei prossimi tre/quattro anni, altri ne avranno forse qualcuno in più.
A buon intenditor….

La Prima, in scena a Siena!

Immaginate di trovarvi in un teatro.
Dietro le tende chiuse, il silenzio è rotto solo dal respiro di chi sta per andare in scena.
Quel brusio che sentite provenire dalla sala gremita, è quello che il profeta Josè, chiamò "il Rumore dei nemici".

Ambigue persone senz'anima, loschi figuri sorridenti quando rivolti a nord, mutanti con la bava al bocca, occhi rossi d'invidia, quando rivolti a sud.
Sul palco si preparano le trincee, l'ultimo fronte sul suolo italiano e ancora una volta saremo noi e solo noi, uniti più di prima, la stessa meta nella mente, la stessa voglia e determinazione, i nostri guerrieri e noi, il loro popolo.
I giornalisti appollaiati sui palchi più alti, come "cecchini” in attesa di un passo falso, pronti a sparare recensioni faziose ed imbelvite dall'invidia, abbeverate bramosamente dal pozzo dell'odio.
Noi dovremo essere la massima espressione di noi stessi, su quel palco in cui meritiamo di stare, ancora una prova, per essere i più forti!.

Fuori, alle biglietterie, file di tifosi, per acquistare il biglietto dello spettacolo successivo, il più bello degli ultimi 45 anni.
Quello che gli amanti delle grandi saghe cinematografiche, chiamerebbero "il capolavoro", la consacrazione, l'episodio, atteso per anni, che collezioneranno in ogni forma in cui sarà riprodotto e che non scorderanno mai, comunque vada.

E' la tensione dell'attesa a tenermi in piedi, immobile, congelato di fronte ad un destino del quale non posso scrivere varianti.
Immutevole al mio cospetto, esso risponderà solo ai nostri ragazzi e loro dovranno spazzare via anche il più sordo dei brontolii, senza rigurgiti del passato.
Non c’è tempo per pensare al 22 maggio, non c’è spazio per i timorosi e i deboli di cuore, siamo Interisti, siamo pronti a tutto, aprite le tende, che sia la luce sul palco ad illuminare le gesta dei nostri eroi, pronti a scrivere una pagina bellissima, che diverrà orgoglio nel domani, storia indelebile nel nostro futuro!.

FORZA RAGAZZI!!!

Stress da spettatori

A cura di Andrea
Non mi pare vero di avere passato il martedì ed il mercoledì tranquillo, senza ansie pre partita ed emozioni post partita. Son contento, perché sono davvero stremato, non ho il fisico per certe cose.
Mancano due partite alla fine della stagione calcistica, una stagione assolutamente esaltante per noi interisti. Mancano due finali, due vere finali, dove si deciderà campionato e Champions. Noi, l’Europa. Avrei riso se me lo avessero detto a settembre, non proprio di gusto, piuttosto una risata mista a rassegnazione, incredulità e “ma vaffanculo, perché devi sempre rompere le palle con ‘sta Europa del menga bastardo?!”. Una risata interista insomma. Ed invece eccoci qua, a metà maggio, a sognare ancora in tutto, anche in Europa. Alle partite abbiamo partecipato tutti, ma se le nostre energie sono allo stremo, quelle dei ragazzi sembrano essere inesauribili ed al massimo della carica. Ed in campo ci sono scesi loro! Però, va bè, loro si allenano per essere così in forma anche, anzi, si spera soprattutto, dopo cinquanta partite passate a correre sui campi di tutta Italia ed Europa. Noi no porca vacca. Cioè, chi è che allena i tifosi a fare dei tour de force del genere? O meglio, chi ha mai allenato noi tifosi interisti a fare tour de force del genere? Nessuno, ecco chi l’ha fatto. A febbraio salutavamo la Champions e quindi ci trovavamo belli paciosi ad assistere a finali di campionato senza storia. Senza storia per noi fino a cinque anni fa, ultimamente invece senza storia per gli altri. Quell’ultima al Tardini fu solo un piccolo neo, ci ha solo un po’ spettinato a noi tifosi.   
Oggi è tutto diverso. Ci guardiamo allo specchio e vediamo uomini con la barba lunga e sfatta, occhiaie imbarazzanti, capelli in disordine (chiaramente mi riferisco a chi li ha). Uomini che stanno per sparare le ultime cartucce di energie. “Esagerato!” dirà qualcuno. Bene, non sei interista. Perché ora ti spiego come funziona la giornata tipo di un interista oggi: ci si sveglia presto, ancora prima del solito, per accendere il pc e fare un giro sui vari fcinternews, settore, iostoconmancini, c’è solo l’inter giusto per vedere se ci sono novità giunte nella notte. Niente. Chiaramente, anche se la sveglia la fai suonare dieci minuti prima, girando per il web ti perdi e ti accorgi di essere in ritardo: doccia rapidissima, ci si butta nell’armadio e si esce con gli abiti che per caso ti sono rimasti addosso, non prima di aver raccomandato a tua moglie o madre di guardare Studio Sport e riferirti tutto in serata. Fuori di casa ci si ferma in edicola e si compra al volo una Gazza, poi si passa al bar e si beve un caffè così, mentre sfogli velocemente le pagine sportive dei quotidiani presenti. Niente news, niente su Lucio o Sneijder, porca vacca, nessuna sfuriata esaltante di Mourinho. Però ci sono le parole di Moggi&Co. Digrigni i denti, bestemmie sotto voce, chiudi il giornale e te ne vai. In metro o in coda sfogli il rosato quotidiano sportivo. Anche li nulla, porca vacca. Possibile che nessuno parla di noi, eh?! Siamo in finale di tutto Cristo, cosa dobbiamo fare di più per farci notare?! Ma le cose non cambiano. Qualche trafiletto su Mou al Real (che Dio li fulmini!), qualche parola incomprensibile di Raiola (in realtà è un gioco: chi capisce cosa intendeva dire realmente dietro quelle espressioni enigmatiche e sgrammaticate vince un soggiorno per due persone alla Hawaii) e nulla più. Al lavoro o a scuola cerchi di concentrarti, ma i colleghi ti portano in mezzo a discorsi calcistici, facendoti passare momenti di enorme esaltazione emozionale, pensando a come sarebbe vincere tutto, per poi saltare ad improvvisi picchi di depressione profonda pensando a come sarebbe perdere tutto. Ma la Coppa Italia no, quella è nostra! Ed ecco che allora il sorriso torna a splendere sul nostro volto, fino a che superiore o professoressa te lo toglie in pochi secondi. La giornata trascorre, si torna a casa e si cena, poi via, subito al pc, ancora una volta a vedere le news: si! Lucio e Sneijider sono tornati! Oddio, però Mou ha parlato ancora del Real…ansia! Destabilizzerà lo spogliatoio così e tutti si agiteranno e non saranno concentrati…aspetta però, ha parlato Zanna e pure il Presidente. E via così, fino a notte fonda, quando ti rimembri di avere un letto dove dormire e dove ti corichi, non senza avere prima ostiato verso i prezzi assurdi per i pacchetti volo/soggiorno/partita in quel di Madrid. E poi puoi sognare: gol, esultanze, festa. Ma più speso sono incubi.
Vedete? Quando abbiamo tempo per noi, per i nostri fisici, per le nostre donne? Non ce n’è, siamo allo stremo. I nostri fisici non reggono certe pressioni e certe ambizioni, non ci siamo abituati, chissà mai se un giorno ci abitueremo. Quest’anno siamo alla frutta. Ma fatemelo dire: avete mai assaggiato frutto più buono? Io no. E comunque andrà a finire, tripletta (e chiamiamola in italiano santo cielo!) o non tripletta, Scudetto o non Scudetto, Champions o non Champions, grazie di tutto ragazzi, grazie Mister, grazie Presidente. Mai mi era capitato di ringraziare per essere così stanco nel fisico e nell’animo, solo l’Inter poteva riuscirci. In ogni caso, ripeto, GRAZIE!

Chi si contenta gode!

Scritto da Alex
La “Giuventus” si appresta a chiudere la più orrenda delle sue annate da 50 anni a questa parte, cioè più o meno da quando l’uomo ha inventato il calcio, almeno come lo conosciamo noi.
I giocatori che rimarranno e quelli che acquisirà nuovi dovranno cominciare ad allenarsi sotto l’ombrellone dal momento che il 28 di Luglio saranno già in campo per il preliminare di Europa League (che figata !).
Due dei migliori allenatori in circolazione, Hiddink e Benitez, l’hanno clamorosamente snobbata preferendo altre soluzioni.
Hanno cacciato due allenatori che hanno fatto benissimo in altre realtà vincendo o essendo teoricamente ancora in corsa per vincere (Deschamps e Ranieri) e li hanno cacciati prima ancora che finisse la stagione, per poi affidarsi a un debuttante assoluto “Mister Danette” Ciro Ferrara, e ad Alberto Zaccheroni, uno che era fermo da tre anni, incamminato già da tempo immemore sul viale del tramonto.
Sono la Società che ha sostenuto la più dispendiosa campagna acquisti della stagione scorsa e, probabilmente, la più onerosa di sempre della loro storia e si classificheranno settimi.
Per concludere hanno cambiato tre presidenti in un anno, credo un vero record alla rovescia.
E l’ultimo di questi cosa fa come sua prima iniziativa?
Chiede ufficialmente la revoca dello scudetto assegnato all’Inter nel 2006.
Se questa richiesta comportasse la possibilità che lo scudetto revocato all’Inter finisse alla Juve, potrei al limite anche capire, anche se ci sarebbe comunque da sprofondare dalla vergogna.
Ma visto che questo non succederà mai perché era proprio a loro che era stato tolto, la domanda sorge spontanea: a che pro?
La risposta è: assolutamente nessuno, se non un misto fra un patetico tentativo di distogliere l’attenzione di una tifoseria imbelvita dallo sfascio in cui versano la Società e la squadra, e quello di placare in qualche modo un rancoroso senso di invidia per chi sta ottenendo grandi risultati, checché se ne dica, in maniera assolutamente pulita (produrre prove a confutazione se si ritiene di potere sostenere il contrario), e pertanto “un pò” diversa da come li ottenevano loro dal 1996 in poi.
Il tutto basando questa richiesta su nuove intercettazioni telefoniche prodotte dai legali di Moggi nel tentativo di salvargli il culo, che di così nuovo in realtà non contengono nulla, se non la conferma di quanto sempre sostenuto dalla Società fin dal 2006, e cioè che con i designatori ci parlavano anche i nostri dirigenti.
Siamo un po’ in una situazione simile ad una rapina a mano armata in una banca con tanto di lacrimogeni e kalashnikov, alla fine della quale i rapinatori vogliono fare passare per colpevoli i clienti che si trovavano lì per sbrigare le loro faccende accusando: “C’erano anche loro”! OK, c’eravamo.
Il vero problema è a fare che cosa.
Vogliono a tutti i costi che restituiamo uno scudetto a dir loro rubato; la cosa che sorprende del variegato mondo del tifo juventino è come quasi nessuno di loro arrivi a chiedersi : “Ma noi non dobbiamo restituire
niente?”
Sicuramente non dobbiamo farlo noi e non deve farlo la Società Inter F.C. perché farlo sarebbe equivalente ad una ammissione di colpevolezza ed equivarrebbe altresì a mettersi sullo stesso piano di Moggi Giraudo & Co.
Diciamoci la verità: quello scudetto lo abbiamo sentito nostro solo a titolo di risarcimento di tutto quello che era stato fregato negli anni addietro; mai nessuno credo, se non qualche esaltato che è presente anche fra i nostri ranghi, l’ha considerata come una vera e propria vittoria sul campo.
Vogliono togliercelo? Facciano pure: ma ce lo deve togliere la FIGC con tanto di motivazioni coi fiocchi , se ne ha il coraggio: noi non restituiamo un bel cazzo di niente!
Invece che preoccuparsi di ricostruire una squadra che non ha più né capo né coda, la prima preoccupazione è quella di fare togliere uno scudetto all’Inter senza che a loro ne derivi un minimo beneficio: complimenti!.
D’altra parte credo stia proprio qui la differenza fra il tifoso tipo Interista e quello juventino: noi abbiamo la cultura della sconfitta, sappiamo esorcizzarla riuscendo addirittura ad ironizzarci sopra.
Loro no; per loro la sconfitta è un’autentica tragedia, un’onta inconcepibile e pertanto si accontentano di godere nel vedere togliere qualcosa ad un avversario: poco importa se quel qualcosa a loro manca da anni e chissà, soprattutto continuando ad agire in questo modo, quanto tempo passerà perché possano tornare a goderne.
Se si accontentano di godere così….
Posso solo aggiungere che, al di là di questi ultimi anni, nei quali l’affermazione sarebbe più che scontata ed inutile, sono proprio contento ed orgoglioso di essere praticamente nato interista e esserlo sempre rimasto, nella buona e nella cattiva sorte.
Curiosando un po’ nei loro blog (giusto un po’, perché poi viene da vomitare) si può facilmente notare come l’argomento più “gettonato” sia proprio l’Inter, ovviamente in connotazioni alquanto negative, ma è comunque l’Inter; segnale abbastanza evidente di come sulla loro squadra ci sia rimasto ben poco da dire.
Al rampollo di famiglia Agnelli l’onore e l’onere (non da poco) di riportare la Juve agli antichi fasti, possibilmente in maniera non si pretende cristallina, ma almeno sostanzialmente onesta: certo che se è vero il detto che “Chi ben comincia è a metà dell’opera” beh, qui non siamo neanche al 3% !.

Anche il Paradiso può attendere!

Inter vs Chievo 4 - 3
Inizia qui il racconto di un giorno speciale, inizia su di un pullman, fermo sotto l'acqua scrosciante, mentre il sapore di una domenica, che poteva essere storica, si dissolve, senza però lasciare retrogusti amari.
Siamo arrivati a Milano convinti che l'Inter non si sarebbe lasciata sfuggire questa vittoria e così è stato.
Ora però rimane solo la consapevolezza di dover forzatamente vincere l'ultima sfida di campionato, per poter liberare quella gioia, che oggi ha fatto capolino, solo per pochi minuti.
Un ulteriore sforzo, fisico ed emotivo, che in vista della finale di Champions League, sarebbe stato evitato con piacere, ma quella di oggi, contro il Chievo, è stata comunque una vittoria importante e conquistata in pieno stile Inter, in una cornice di pubblico , visivamente ed emotivamente spettacolare.
Pronti...via!
L’Inter aggredisce l’avversario e crea subito i presupposti per una partita all’attacco, ma dopo pochi minuti è lo sparuto gruppetto di tifosi gialloblu ad esultare per l'autogoal di Motta.
La gioia dei clivensi dura meno di due minuti, perchè Mantovani restituisce prontamente il favore, autogoal e partita nuovamente in equilibrio.
I nostri ragazzi sono determinati a vincere e prima Cambiasso, poi una palombella principesca di Milito, chiudono il primo tempo sul 3 a 1.
L'orecchio è teso verso la radiolina di Andrea, la roma ancora pareggia, bene così.
Nella ripresa Balotelli da il via al vortice di emozioni, siglando il quarto goal, in uno stadio che è sembrato accantonare i torti ed i diverbi vissuti negli ultimi mesi, accogliendo il suo sigillo con una ovazione, come se nulla fosse mai stato.
La roma ancora pareggia ed i minuti scorrono.
In una domenica dove tutto sembra andare per il verso giusto, i nostri ragazzi accusano un leggero rilassamento, concedendo spazi al Chievo, che prima con Granoce e poi con Pellisier, accorciano paurosamente le distanze, nel mentre il Cagliari passa in vantaggio a roma.
Virtualmente Campioni, l'Inter sente di non poter più concedere nulla all'avversario, Mourinho urla e motiva i ragazzi, che riprendono a macinare occasioni.
Un forcing per un goal che riporti serenità, nell'attesa finisca la partita, ma Sorrentino ed il palo dicono no, prima ad Eto'o, poi a Pandev.
Comincia a piovere più forte sul Meazza, la roma pareggia, poi si porta in vantaggio su calcio di rigore, per un fallo di mano.
E' proprio il braccio di Biondini a portarsi via le nostre speranze di chiudere in anticipo il discorso scudetto, anche se ormai il Chievo è schiacciato nella sua area e da li non riuscirà più ad uscire, fino al termine della partita, questa vittoria ci permette solo di mantenere i due punti sui giallorossi, ma non di chiudere il Campionato e ci conduce ad una finale a Siena per poter conquistare il secondo titulo stagionale.
E' stata una partita corretta, senza esasperazioni, un oasi di sport, dopo la carneficina tentata dalla roma nella finale di Coppa Italia.
Contenti per la prestazione dei nostri ragazzi, non si può non pensare, che il Campionato poteva già essere chiuso, ma il pensiero si affievolisce, con lo scorrere delle ore, mentre l’asfalto riprende a scorrere sotto il nostro Pullman.
Il Paradiso può attendere e noi Nerazzurri siamo capaci di soffrire ed aspettare, uniti verso una finale per la conquista del Campionato, mentre i giorni si consumano ed aumenta l’attesa anche per la finale di Madrid; Che Stagione straordinaria!.
Per noi che ci dilettiamo a scrivere per questo blog, non è stata una domenica comune, a prescindere dalle emozioni vissute, ma una occasione speciale, che mi auguro sia presto ripetibile.
Ci siamo riuniti allo stadio, tre generazioni di Interisti, provenienti da tre città diverse, uniti da una passione comune per l'Inter, abbiamo finalmente condiviso dal vivo, ciò che condividiamo quotidianamente nel web.
Nel mio piccolo, ho ottenuto la grande soddisfazione di incontrare e far incontrare gli amici che quotidianamente condividono le iniziative del nuovo Inter Club Valpolicella, che ho fondato, con il caro amico Daniele e gli amici che dedicano il loro tempo ogni giorno, per dar vita a questo blog e che voglio ringraziare per la disponibilità e correttezza che mi hanno sempre mostrato.
Un cerchio che si chiude, un gruppo di amici che nasce e spero prosegua in futuro a rimanere unito sotto i colori Nerazzurri di questa passione per l’Inter, che non conosce confini!
Chiudo questo post, scritto senza troppo badare alla forma, mentre il pullman percorreva la strada del ritorno, riportando le parole che lo Speaker dello stadio ha usato nell’annunciare il nostro allenatore, parole che producono ancora ora, mentre echeggiano nella mia memoria, una forte emozione:
Lui ci ama, Noi lo amiamo… Josè Mourinho!!!
ps.
Questo post è dedicato ad Andrea, Alessandro, Daniele e Mattia, fratelli Nerazzurri!
Grazie Ragazzi!!!.

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