A cura di Andrea
3-HIDDINK: si entra nel mondo del possibile nonché del razionale. E’ un uomo quadrato, dalle salde idee tecniche e tattiche, capace di plasmare in breve tempo una squadra (vedi Chelsea) alla sua idea di calcio. E’ internazionalmente riconosciuto come uno dei migliori allenatori, ma ci sono due problemi: innanzitutto è appena stato messo sotto contratto dalla Turchia, lo lasceranno libero così presto? E poi è da tanto che non allena un club, con i ritmi che ciò impone sin da luglio, sarà in grado di riadattarsi?
Non è facile, bisogna essere consapevoli che chiunque succederà a Mou avrà in mano una macchina sportiva fantastica, dal motore più potente che ci può essere in circolazione e che probabilmente sarà ancora migliorato. Dovrà esserne consapevole la Società e il prescelto. Ne siamo consapevoli noi, ancora carichi e gioiosi dopo quest’annata 2009/2010 così stupenda da fare ancora fatica a crederci. Per tutto ciò dobbiamo ringraziare Josè, al di là di come se ne sia andato, dobbiamo ringraziarlo anche per l’amore che ci ha dimostrato e perché scappa più dall’Italia che dall’Inter e per questo un po’ lo capisco anche. Ma è tempo di dire ciao, ringraziare, augurarci magari un arrivederci e dare il benvenuto al suo successore, chiunque esso sarà, perché in ogni caso allenerà l’Inter, la nostra Inter, la squadra per cui tifiamo.
L’ho sempre detto: si tifa una squadra, non un giocatore o un allenatore. E’ chiaro che quando un giocatore ti segna un casino di gol ed un allenatore ti fa vincere tutto (tutto), lasciarsi è sempre un po’ più difficile. Josè ha dato tutto in due anni: il suo carisma, le sue doti tecniche ed emotive, la sua lingua così un problema per gli avversari tanto quanto è stata una manna dal cielo per noi interisti. Ora se ne va, col suo bagaglio di capacità e di trofei e con l’affetto forte e vivo di molti milioni di tifosi dell’Inter.
Ciao Mou, grazie di tutto, di quest’annata così forte emotivamente che lascerà per sempre un segno in noi. Ma ora è tempo d’andare, di girare pagina, speriamo di rivederci un giorno, chi lo sa, magari tornerai ancora sulla nostra panchina quando avrai dato e vinto tutto, o almeno quanto basta, perchè il tuo ego, così smisurato quanto bello da contemplare, sarà soddisfatto.
Giriamo pagina.
Ed ora che si fa? Già, bella domanda ragazzi. Bisogna trovare una nuova guida, sfoltire la rosa, rinforzarla. I nomi si affollano su pagine di giornali e bocche di opinionisti. Diamo fiducia a Branca e Moratti e cerchiamo piuttosto di ragionare anche noi sulle possibili alternative.
1-MIHAJLOVIC: più che un’alternativa era un’affascinante ipotesi. Grintoso, amico dei giocatori, uomo di polso. Però anche inesperto, lontano dai grandi palcoscenici panchinari italici ed anche un pelo irascibile. I contro valgono molto più dei pro, Moratti lo sa e l’ha sempre saputo. Lo stesso Sinisa l’ha sempre saputo, nonostante ci avesse sperato. Firenze è la piazza giusta per crescere.
2-ZENGA: se ne parla poco, ma se n’è parlato molto l’estate scorsa. A differenza di Mihajlovic ha più esperienza ma mai in grandi squadre ed in un grande calcio. Anzi, appena ha provato il salto di qualità a Palermo, ha fallito, anche con colpe da imputare a Zamparini. No, non è l’uomo giusto ora.
3-HIDDINK: si entra nel mondo del possibile nonché del razionale. E’ un uomo quadrato, dalle salde idee tecniche e tattiche, capace di plasmare in breve tempo una squadra (vedi Chelsea) alla sua idea di calcio. E’ internazionalmente riconosciuto come uno dei migliori allenatori, ma ci sono due problemi: innanzitutto è appena stato messo sotto contratto dalla Turchia, lo lasceranno libero così presto? E poi è da tanto che non allena un club, con i ritmi che ciò impone sin da luglio, sarà in grado di riadattarsi?4-BENITEZ: latino ma dalla visione europea, se non addirittura internazionale. A Liverpool ha continuato la strada dei successi extra-nazionali, peccando però in suolo amico. Sicuramente ha esperienza ed una visione di gioco di alto livello, ma è completamente diverso da Mou. Qui non gireremmo pagina, chiuderemmo proprio un libro per prenderne un altro. Inoltre il suo arrivo potrebbe comportare un riadattamento dei livelli societari che, con tanta fatica, Moratti è riuscito finalmente a rendere degni di un club di primissimo piano. Ne vale la pena? Branca, che ha fatto così bene, sarà disposto a lasciare più spazio all’allenatore? E poi, sinceramente, Benitez non è che sia ‘sto grande genio del mercato eh, riguardatevi un po’ gli acquisti fatti negli ultimi cinque anni dai Reds: per un colpo ottimo ce ne sono almeno tre di basso livello.
5-CAPELLO: è l’ipotesi che più mi piace. Si, sta sul cazzo anche a me ed è stato un giocatore di Milan e Juve e poi allenatore di Milan, Juve e addirittura Roma. Ma ha vinto sempre, dappertutto, addirittura a Roma, con la Roma! E non uno Scudetto Morale eh, uno serio. Lavora bene e seriamente, è un grande motivatore, sa collaborare con tutti i piani dirigenziali ed in più ha un ottimo appeal internazionale. I bookmakers inglesi lo danno lontano dai Leoni in ogni caso alla fine di questo Mondiale, perché non buttarsi su di lui? Sarebbe la continuazione più logica del lavoro svolto da Mourinho.
Non è facile, bisogna essere consapevoli che chiunque succederà a Mou avrà in mano una macchina sportiva fantastica, dal motore più potente che ci può essere in circolazione e che probabilmente sarà ancora migliorato. Dovrà esserne consapevole la Società e il prescelto. Ne siamo consapevoli noi, ancora carichi e gioiosi dopo quest’annata 2009/2010 così stupenda da fare ancora fatica a crederci. Per tutto ciò dobbiamo ringraziare Josè, al di là di come se ne sia andato, dobbiamo ringraziarlo anche per l’amore che ci ha dimostrato e perché scappa più dall’Italia che dall’Inter e per questo un po’ lo capisco anche. Ma è tempo di dire ciao, ringraziare, augurarci magari un arrivederci e dare il benvenuto al suo successore, chiunque esso sarà, perché in ogni caso allenerà l’Inter, la nostra Inter, la squadra per cui tifiamo.


























