L'emozione di un ricordo, la forza dell'amicizia, è l'Inter!

E' passato quasi un anno da quando ho cominciato a scrivere su questo “file” di word, tutto ha avuto inizio con un post intitolato “Ibra si, Ibra no”, era il luglio del 2009.
Oggi sono 108 pagine di appunti e scritti sul mondo Inter, una intera stagione da estate a estate, un contenitore che racchiude emozioni che mai avrei immaginato di poter vivere e raccontare, un lungo percorso sfociato in lacrime di una gioia che non conosce eguali e mi ripaga di serate nervose, come la notte in cui l'Inter impattò in un pareggio in quel di Firenze permettendo alla Roma di portarsi in momentaneo vantaggio, mantenuto fino a quando Pazzini e Cassano (grande escluso dalla nazionale lippiana) non riportarono i giallorossi con i piedi per terrà, mentre l'Inter decollava verso una tripletta indimenticabile!.
Quella sera temei che tutto fosse perduto e vagai per il paese in pigiama e ciabatte fumando nervosamente una sigaretta dietro l'altra, maledicendo un destino che sembrava avverso, ma che poi venne sconfitto da quella che oggi è forse la più grande Inter di tutti i tempi.

(...che Derby!!!)
Oggi dopo 20 giorni dal benvenuto a Benitez, torno quindi a scrivere, come ho detto in un recente commento, per la gioia di pochi e l'orrore di molti, ritrovando il piacere di raccontarmi e raccontare la nostra Inter, ricordo dopo ricordo, con ben salde nella mente le immagini di una notte Madrilena, che non posso dimenticare e che già immagino di raccontare al piccolo me, con cui sogno di vivere insieme una vita Interista!.
Quest'anno non è stato solo calcio giocato, è stato molto di più, è stata amicizia, condivisione e collaborazione, con tutti voi, ma in modo particolare con Andrea ed Alex, che forse (mi conosco bene), non smetterò mai di ringraziare, per aver vissuto al mio fianco questo anno, contribuendo a dare vita a questo blog e al significato della parola amicizia, che certo mi aspettavo di trovare nel mondo Nerazzurro, ma che forse non credevo fino in fondo, potesse essere cosi vera e bella, grazie ragazzi!.
Dovrei riportare un elenco di nomi lunghissimo, Interisti pazzi, che ho conosciuto sul web e nella vita di tutti i giorni, come Daniele, amico sincero senza il quale non avrei potuto dar vita al sogno di fondare l'"Inter Club Valpolicella" e che ogni giorno mi aiuta a costruire passo passo, un sodalizio Nerazzurro che sia fondato sul rispetto e la comune condivisone di una fede calcistica, che per me si è ormai trasformata in una vera e propria religione politeistica, la cui presenza è costante in ogni giorno della mia vita e nella quale la notte di Madrid rappresenta l'anno zero, un nuovo inizio e non certo la fine di un percorso.
Dovrei fare tanti nomi e ringraziare molti, ma qualcuno rischierebbe di restare fuori, essendo la mia memoria tretatreenne non più agile come un tempo, e proprio non voglio fare torti a nessuno, quindi mi limito ad un abbraccio collettivo, a partire da tutti coloro che hanno vissuto l'Inter anche attraverso le emozioni che abbiamo raccontato in questo blog, fino a chi ha collaborato ad iniziative ed ha sostenuto i colori Nerazzurri e l'amicizia che ci lega nella condivisione di questa fede, senza risparmiarsi mai!.
Mi lascio trasportare nel futuro, mentre roteando su me stesso, con in braccio il mio nipotino festante, il mio sorriso si assume l'incarico di raccontare ai posteri la gioia dell'Inter Campione d'Europa!.
Grazie Inter!.

Tornando a casa

Scritto da Alex
E patatrakete! E’ successo quello che un po’ tutti paventavamo ma che pochi, credo, ritenevano effettivamente possibile che accadesse: l’itlalietta del calcio è fuori dai Mondiali al primo turno, ultima classificata nel più facile degli otto gironi eliminatori.
Dato che ci presentavamo da campioni del mondo in carica, penso di poter affermare senza tema di smentite che si tratta della peggiore pagina scritta dall’Italia ai mondiali, peggio ancora della famigerata Corea del ’66.
Premetto che so con questo post di attirarmi commenti negativi di chi ha tifato contro perché l’allenatore era Lippi, che non ha convocato giocatori dell’Inter (Motta poteva almeno provarlo, così, per sfizio) , che ha lasciato a casa i pochi giocatori di classe che abbiamo in grado di dare una svolta a una partita nata male (Cassano e Balotelli su tutti) e che per contro ha convocato una pletora di ormai ex-giocatori (Gattuso,
Cannavaro, Camoranesi, Zambrotta, ) o giocatori assolutamente inadeguati all’importanza della competizione (Marchetti, Criscito, Marchisio, Giardino, Iaquinta, Pepe).
Altri giocatori che potevano essere utilizzati, non si sa a posteriori con quali risultati, ma difficilmente direi peggiori di quelli ottenuti, sono rimasti a scaldare la panca e a questo punto ci si chiede perché siano stati portati in Sudafrica (Bonucci, Bocchetti, Quagliarella, Palombo).
Si può sommergere Lippi di merda per le sue scelte, ovviamente con ragione, come si possono denigrare e maledire i giocatori, comportatisi veramente oltre il limite della vergogna, dato che alla fine in campo ci vanno loro.
A parte che come ho già detto trovo poco sportivo, opportuno e sensato tifare contro la nazionale del
proprio paese, magari trovo un atteggiamento più consono sbattersene semplicemente e totalmente le palle (a quel punto però sia in caso di vergogna come stavolta, sia in caso di apoteosi come quattro anni fa), vorrei cercare di andare un po’ oltre alla disamina squisitamente tecnica sul chi abbia fatto più o meno schifo o su chi si potesse portare al suo posto o meno.
Partiamo dal presupposto che un gran materiale, per dirla con tutta onestà, Lippi non è che ce l’aveva, è altrettanto vero che qualcosa di meglio si poteva e si doveva tirare fuori; nessuno, tranne qualche inguaribile sognatore, chiedeva ai nostri giocatori e al bel Marcello di ripetere il risultato di quattro anni fa, ma almeno di qualificarsi agli ottavi dopo il girone più facile in assoluto, questo sì, cazzo!.
I perché di questo immane disastro che va oltre le più pessimistiche previsioni sono ovviamente molteplici e da distribuirsi su tutti quelli che hanno avuto una qualche responsabilità in questa sciagurata spedizione; proprio per questo mi sento di poter dire che forse le maggiori le ha proprio il Presidente della FIGC Abete, che ha operato o comunque avvallato la scelta di richiamare Lippi in un incarico dove “il Paul Newman di Viareggio” aveva già ottenuto il massimo e con una notevole dose di fortuna: entrambi, da uomini di sport (ma Abete lo è ?) dovrebbero sapere bene che come non si torna mai sul luogo del delitto, altrettanto non si torna mai su quello del trionfo.
Ricordiamo per la cronaca che Donadoni è stato “fatto fuori” per avere perso agli Europei contro la Spagna ai rigori, squadra che ha poi vinto il titolo.
Il bel Marcello ha verosimilmente puntato sul blocco Juve, convinto che questi potessero ottenere grandi risultati in campionato e probabilmente allettato dalla prospettiva di venire ingaggiato dalla Juve stessa alla fine del Mondiale come direttore sportivo o giù di lì.
Essendosi invece la maggior parte di quei giocatori, dimostratasi un’accozzaglia di incapaci, non solo è saltato il progetto di Blanc e Cobollli Gigli che lo vedeva presumibilmente coinvolto in quell’incarico, ma lui, data la sua arroganza, la sua supponenza e la sua mancanza di modestia, non ha avuto il coraggio e l’intelligenza di salvare il salvabile e di rivoluzionare tutto anche negli ultimi cinque/sei mesi.
Lì per lì avrebbe probabilmente preso molte critiche, ma sicuramente meno di quelle che prenderà nelle prossime settimane (o mesi) e avrebbe contribuito a farci fare come nazione una figura almeno un
po’ meno di merda di quanto abbiamo invece effettivamente fatto. Parlavamo di Abete, il che ci porta a una riflessione più generale sul momento dello sport italiano.
A parte qualche rara individualità (Pellegrini, Schiamone, Vezzali con le altre fiorettiste) se ci fate caso lo sport italiano, specialmente quello di squadra, è completamente allo sfascio.
Una quindicina di anni fa avevamo un’ottima squadra di basket e vincevamo un europeo; dov’è finito oggi
il basket? Per non parlare della pallavolo quando c’era Velasco, o del Settebello di pallanuoto.
Questo perché le varie Federazioni (altro esempio l’atletica) sono capitanate da personaggi inadeguati che non hanno nulla a che fare con lo sport, e che si preoccupano solo di occupare il più a lungo possibile posti di potere, magari spalleggiati da qualche politico al quale poi restituiscono i favori.
Il calcio non fa assolutamente eccezione e anzi è la cassa di risonanza più ampia di questa situazione.
Ma vi rendete conto che, o ci stanno prendendo per il culo (più che possibile), o ci stanno dicendo che l’Inter, che ha vinto tutto quello che poteva e che perciò ha incassato quasi un centinaio di milioni di euro, e che viene da una stagione (la prima) col bilancio chiuso in attivo (anche se il fatto avrà influenza solo sulla prossima), sarà costretta a vendere uno dei suoi migliori giocatori per poter tirare avanti? E le altre allora come sono messe, viene da pensare? Fino a quando il giocattolo potrà funzionare così com’è adesso? Perciò è poi impensabile che da una situazione del genere possa uscire uno sport gestito bene e che, magari alla lunga, produce buoni risultati: quello uscito dal Sudafrica è purtroppo la naturale conseguenza di quello che sta producendo il calcio italiano.
Il nostro grande Mourinho l’aveva detto: “Vi piace questo calcio?
Allora tenetevelo! Io vado via a fine contratto, ma voi restate e sarete obbligati a “ciucciarvi” quello che avrete saputo produrre”.
Ma tutti l’hanno snobbato ritenendolo una Cassandra straniera rompicoglioni e ricca e perciò non moralmente autorizzata a emettere certe sentenze; sappiamo credo tutti che fine abbia fatto chi non diede ascolto alla signora nominata sopra.
Noi abbiamo la nostra squadra che ha portato a termine una stagione fantastica e possiamo anche parzialmente fregarcene di tutto questo: credo però che la situazione generale meriti una seria riflessione anche da parte nostra.
Per concludere a me piacerebbe che la spedizione fosse accolta nella più totale indifferenza, risparmiandoci esternazioni di inciviltà e “becerume” quali il solito lancio di ortaggi o uova marce, fischi, insulti, striscioni con scritto “andate a lavorare” nella migliore delle ipotesi; non perché non se le meritino, ma perché penso che dovremmo dimostrarci migliori di loro e perché il paese ha problemi ben più grossi e pressanti della figuraccia della Nazionale di calcio.
Spero altresì che il nostro Presidente del Consiglio eviti di parlarne come aveva fatto in occasione della sconfitta contro la Francia a Euro 2000 ed eviti di convocare Lippi o chi per lui come ha fatto Sarkozy in
Francia.
Alla fine si tratta comunque di sport e nello sport si può anche perdere di brutto, ci sta, anche se ieri è stato molto brutto, ma non bisogna farne secondo me nè un dramma nè una tragedia; che cada tutto nel dimenticatoio il più alla svelta possibile e si faccia in modo di ripartire cercando con maggiore serietà e umiltà, cercando di imparare dagli enormi errori commessi recentemente ed evitando di “automassacrarci”, cosa in cui noi Italiani siamo insuperabili.
Prandelli sembra anche la persona giusta, ma finchè non si capisce che va rivisto tutto, a partire proprio dai vertici, temo che assisteremo sempre più frequentemente, anche a livello di club, a inverecondi spettacoli come quello di ieri.
A proposito, io della diretta ho visto solo gli ultimi venti minuti, che mi dicono sia stato il meglio: posso quindi immaginarmi abbastanza fedelmente cosa sia successo (o non successo) prima.

Italiano Medio - ovvero come si torna a parlare di calcio

a cura di Andrea

Vorrei innanzitutto fare delle precisazioni. Tante volte noi interisti siamo stati attaccati di anti-Nazionl(ismo) e cultura anti patriottica a livello calcistico. Molti mi hanno anche chiesto il perchè di una rubrica (per quanto breve possa essere durata alla fin dei conti, questo sarà l'ultimo articolo) circa il cammino dell'Italia in questi Campionati del Mondo. Noi interisti non siamo anti Nazionale, semplicemente tifiamo Inter. Vi è mai capitato di chiedere a qualcuno "ehi, per chi tifi?" e sentirvi rispondere "Italia"? Se si, avete beccato uno che di calcio non si interessa, perchè l'Italia non si può tifare. Come puoi tifare una squadra che gioca competizioni degne di tifo una volta ogni due anni? Non si può, perchè il tifo è una cultura ed una passione che va coltivata e accresciuta giorno dopo giorno, domenica dopo domenica, partita dopo partita.
L'Italia la si segue, la squadra di club la si tifa e la si vive costantemente per nove mesi su dodici. Il tifo è una gestazione lenta, complicata ma piena di soddisfazioni (o delusioni) e non può avere dilatazioni temporali eccessive come invece ti costringe ad avere una Nazionale. Certo è che la presenza di determinati personaggi nell'Italia non ha facilitato il compito a noi interisti, ma voglio vedere come avrebbero reagito gli juventini o i milanisti se ad allenare la rappresentazione internazionale del tuo Paese ci fosse stato, chessò, Mourinho o anche solo Mancini. Non dimenticate che il tifo è spesso irrazionale, come ogni passione, come l'amore o l'odio.
Non per questo però era giusto abbandonare totalmente l'Italia al proprio destino. La vittoria del 2006 mi ha reso orgoglioso e felice, seppur con le giuste differenze rispetto alla vittoria del 22 maggio. Ritenevo quindi giusto parlare di Nazionale anche qui, nel nostro piccolo tempio dell'interismo, a maggior ragione quest'anno che noi nero-azzurri siamo stati i soli ed unici a tenere in alto l'onore calcistico di questo Paese.
Ieri è stata una giornata storica nella sua amarezza. Uscire da Campioni del Mondo così, in un girone così, giocando così, non può che essere stato un colpo per qualunque italiano. Forse non c'è dolore, anzi, non c'è, è inutile fare i moralisti, ma amarezza e tristezza si. Perchè alla fine anche io sul gol annullato a Quagliarella mi son trovato ad esultare per poi dispiacermi della (giusta) chiamata arbitrale e perchè anche io, nel 2006, al rigore decisivo di Grosso ho festeggiato sinceramente. Purtroppo però mi son ritrovato a guardare in questi tre matchs un'Italia calcistica tristemente e realisticamente rappresentatrice di una situazione politica ed economica di una Nazione. La svogliatezza, la confusione, l'apaticità di alcuni giocatori è la pura trasmigrazione su campo di ciò che si trova oggi nella vita di tutti i giorni. Il fallimento di un progetto è il fallimento di interi anni di decadimento in ogni ambito dell'Italia. Alla fine è questo che mi lascia più di sasso: la Nazionale vista ieri siamo noi. Non noi in quanto individui, ma noi in quanto gruppo, in quanto Nazione. Ed ora dobbiamo ricostruire tutto come tutto dovrà ricostruire Prandelli.
Non farò processi a Lippi perchè tanti ne subirà e tanti ne ha già subiti, col senno di PRIMA (e non è poco) addirittura in qusto blog ed in tanti altri blog nero-azzurri. Non farò commenti tattici o tecnici perchè credo che la realtà sia davanti agli occhi di tutti. Ora penso che sia il momento di tornare a parlare di calcio e per me calcio non fa rima con Nazionale, non l'ha mai fatta e penso che mai lo farà. Per me il calcio è l'Inter, come per un gobbo lo è la Juventus o per un cacciavite lo è il Milan. La Nazionale è qualcosaltro e quest'anno meno che mai è calcio. Sia per quello che s'è visto in campo, sia per quello che rappresenta al di fuori di uno stadio.

P.S. mi assumo tutte le responsabilità per coloro che avessero seguito l'esempio e puntato 20€ sulla vittoria azzurra alla Snai. Me ne assumo tutte le responsabilità, un pò come Lippi insomma.
P.P.S. La prima foto era solo un buon motivo per tifare Italia, le foto qua sotto invece sono altrettanti buoni motivi per tifare la Nazionale che preferite voi. Io vi avviso, tifo Paraguay! Anche se il Brasile.....








Italiano Medio - ovvero come l'arroganza può aiutarti (o distruggerti)


a cura di Andrea

Lippi è, calcisticamente parlando, un borioso ed arrogante CT. Le sue scelte sono dogmi e le sue posizioni sono sempre drastiche, ripudia il colpo di genio come un albino ripudia il sole. Non sono novità, sono cose che già sapevamo da tempo, anni direi, da quando la SUA Juve vendette Zidane costruendo una squadra cento per cento muscolare attorno Nedved, vero ambasciatore in campo del viareggino. La vittoria del Mondiale 2006 è stata da tutti ribattezzata come la vittoria operaia sull'estro, non tanto per le avversarie incontrate, quanto piuttosto per come l'Italia fu costruita e gestita: difesa dura e ruvida, ripartenze veloci e tanto sacrificio. Funzionò tutto, anche grazie a congiunture astrali favorevoli (soprattutto grazie a congiunture astrali favorevoli direi). Ma Lippi, oltre a meriti motivazionali indubbi, ne aveva realmente altri di meriti? Se Cannavaro giocò delle partite fuori da ogni concezione, vista la sua carriera, fu merito di Lippi? Se Materazzi risultò così determinante fu merito di Lippi? Se Grosso esplose per poi subito ripolverizzarsi nell'anonimato, fu merito di Lippi?
Lippi è un pessimo selezionatore quanto un pessimo tattico e la riprova, ennesima, ci è stata data ieri, durante l'imbarazzante prova azzurra contro la Nuova Zelanda. Com'è possibile impostare un 4-4-2 con gioco di fascia, e quindi cross, contro una Nazionale che come unico pregio ha l'altezza e la forza fisica dei centrali difensivi? Non sta nè in cielo nè in terra, soprattutto se i cross non giungono mai dal fondo ma dalla trequarti. Il nucleo di questa squadra è bastato su un team che s'è classificato settimo in Serie A e per quanto il talento di alcuni giocatori è fuori dubbio (Buffon, Chiellini due esempi), non si può pensare che solo la voglia di rivalsa possa trasformare un gruppo da settimo posto in Campionato in una Nazionale da Campioni del Mondo. Ho appena detto che la vittoria del 2006 fu la vittoria della fatica sull'estro, ma non che l'estro fu totalmente assente. Totti, Del Piero e Pirlo sono tre giocatori che, per quanto discutibili, ce l'hanno il tocco, la visione e la giocata del fuoriclasse, in qualsiasi momento. Quest'anno chi ha questo compito? Di Natale. Ora, con tutto il rispetto per il capocannoniere della Serie A, si può puntare tutto su di lui? Orsù, mica siamo la Nuova Zelanda! Però stare qui adesso a criticare le scelte di Lippi circa i giocatori è inutile: quelli che ha voluto sono in Sudafrica e solo loro possono cambiare una imbarazzante situazione. Quello che mi chiedo io in ogni caso è molto semplice: se io fossi un allenatore di una squadra di medio basso livello, consapevole dei limiti dei miei giocatori, punterei molto, anzi, moltissimo, sulla tattica. Perchè Lippi non lo fa?
L'arroganza nel 2006 lo aiutò, rendendolo osannato e venerato da tutti. Le critiche erano state respinte grazie ad una vittoria. Ma ora in una situazione di crisi di gioco e di identità, la sua arroganza può ancora essere l'arma vincente oppure uno degli elementi che porteranno alla distruzione di un progetto forse mai davvero nato? Donadoni fu cacciato per molto meno a mio parere, almeno facemmo brutta figura con l'Olanda, non con la Nuova Zelanda! Ora, io ai miei 20 euro puntati alla Snai ci tengo molto, per cui caro Lippi, arrogante o meno, deciditi a cambiare qualcosa. Quando allenasti noi interisti (purtroppo), dopo una deludente partita, dicesti che i giocatori erano tutti da prendere a calci in culo. Scusa la domanda, ma oggi, dopo la partita di ieri, ai calciatori azzurri cosa bisognerebbe fare, fustigarli?

Ma chi siamo, i più fessi?

Scritto da Alex
L’abbiamo già detto più di una volta e lo ribadiamo: dibattere su argomenti inerenti al calciomercato rischia di risultare tempo perso.
Sul tono come ne parlano i media, fra una partita del Mondiale e l’altra, vale invece la pena farci qualche piccola riflessione sopra.
Innanzi tutto abbiamo realizzato un’impresa storica, riuscita solo a quattro squadre europee prima della nostra, e dal giorno successivo si parlava soprattutto di mezza squadra che avrebbe dovuto seguire Mourinho al Real Madrid, Maicon e Milito in testa.
Oddio per essere giustamente obiettivi, se Milito si fosse risparmiato di dichiarare che non sapeva se sarebbe rimasto dato che aveva offerte importanti, dieci minuti dopo la conclusione della finale di Champions, magari sarebbe stato meglio, anche se non credo che la cosa abbia spostato più di tanto l’entità delle “sparate” che sono seguite a quella serata.
Io, personalmente, ho sempre sentito Maicon dichiarare che rimarrebbe assolutamente volentieri all’Inter ma, che se mai la Società dovesse decidere di venderlo, lui accetterebbe solo la destinazione Real; per tutti i media Maicon vuole a tutti i costi ll Real Madrid e alla fine l’Inter dovrà cedere e venderlo al prezzo che offrono le “Merengues”, cioè 25 milioni di Euro, anche perché è rimasto in sospeso un credito che vanta l’Inter nei confronti degli spagnoli derivante dalla clausola rescissoria dovuta da questi ultimi per il passaggio di Mourinho alla “Casa Blanca”.
Quindi, secondo questi signori, visto che è l’Inter a vantare un credito, deve vendere Maicon al Real per dieci milioni in meno del valore che la nostra Società ha attribuito al brasiliano.
Troppo per un difensore che va per i 29 anni? Io questo non lo so; ma so che, sempre che l’Inter non sia costretta a vendere a tutti i costi, il che non risulterebbe, se il Real vuole Maicon a tutti i costi, è giusto che lo paghi quello che richiede l’Inter; altrimenti vada a prendersi qualcun altro.
Con tutto quello che hanno “sputtanato” l’anno scorso, non si devono neanche poi meravigliare troppo se arrivano richieste un po’ “altine” quando vanno a richiedere dei giocatori, specialmente se si tratta del migliore in assoluto al mondo per quanto riguarda il suo ruolo.
Io spero vivamente che Maicon resti, perché se sei davvero diventata una grande Società non vai a vendere i tuoi pezzi migliori a un tuo sicuro concorrente dopo che gli hai anche ceduto il miglior allenatore del Mondo; ma se proprio deve succedere che succeda almeno alle condizioni dettate dall’Inter, non dal Real, da Florentino, da Caliendo o da Bronzetti.
I Campioni d’Europa siamo noi cazzo: dimostriamolo!.
Poi non è che tutte le volte che vendi uno dei migliori giocatori che hai ti va sempre di lusso come con Ibra; lì, oltre 50 Mln. ci hanno dato anche il rimpiazzo, e che rimpiazzo!
Qui il rimpiazzo ce lo dobbiamo andare a cercare: e quanto pensate che si possa spendere per un giocatore non dico all’altezza di Maicon perché non c’è, ma di uno dei migliori che si possa trovare in giro? Per Glen Johnson ,per esempio, hanno chiesto 20 Mln, ben sapendo che a quel punto sarebbe l’Inter costretta a comprare e il Liverpool fa giustamente il suo prezzo; quindi alla fine la cessione del “colosso” frutterebbe a conti fatti 15 mln, per avere poi in casa un giocatore che non vale nemmeno la metà del nostro.
L’alternativa è puntare su un illustre sconosciuto sperando che ti vada bene. Il gioco vale dunque la candela?
Si comporta così una Società che vuole spero rimanere grande, dopo aver fatto tutta quella fatica ad esserci diventata? Penso e spero di no.
Ricordiamoci di Roberto Carlos e cerchiamo di imparare qualcosa dagli errori commessi per evitare di ripeterli. Per assurdo avrebbe quasi più senso cedere Milito che ha 31 anni, che seppure fantastico una stagione come quella appena conclusa temo non la ripeterà mai, e che è molto più sostituibile sia da soluzioni interne, dando più spazio a Balotelli, sia da soluzioni esterne tipo Higuain, magari facendo coincidere le due soluzioni.
Altro caso in cui i media stanno spingendo l’Inter a comportarsi a tutti i costi da “cogliona” è quello di Burdisso.
Burdisso è a tutti gli effetti un giocatore interamente dell’Inter, che è già stato, bisogna dire avventatamente e inopportunamente prestato alla Roma a titolo gratuito e che adesso pretenderebbero tutti che venisse lasciato a Roma per tre/quattro milioni di Euro quando, per esempio, il Manchester City ne offre almeno il triplo.
Burdisso stesso, probabilmente consigliato dal suo procuratore, lo stesso di Milito (Hidalgo), dimostra poco rispetto per la Società che lo ha valorizzato in Europa e che lo ha anche aiutato molto quando aveva sua figlia piccola gravemente malata, consentendogli un lungo periodo diciamo di “aspettativa”.
Come si permette di dichiarare “ All’Inter non torno più e l’unica soluzione che accetto è la Roma”? Cosa dovrebbe fare l’Inter: regalarlo praticamente alla sua più agguerrita antagonista nel campionato italiano che, fra l’altro, non perde occasione per alimentare polemiche grazie alla stampa e alle TV “amiche” (che sono tante) o per impegnarsi in vergognose quanto pericolose esibizioni di “caccia all’uomo” tipo la finale di Coppa Italia? Per la gloria di chi?
Dell’esimia Dott.sa Sensi, di tutta la classe politica vicino al “pupone” e compagnia, di mezza Cinecittà e compagnia bella? Ma che si fottano tutti quanti, scusate il termine.
O la Roma ce lo paga almeno quello che offrono altre squadre, magari inserendo anche contropartite tecniche (Rijse, per esempio), oppure il signor Burdisso va dove lo spedisce l’Inter, e se non gli va bene, si va a fare il campionato Primavera.
Purtroppo, conoscendo il “buonismo” del Presidente, temo che in entrambi i casi non finirà così, ma bisognerebbe dare un segnale forte a tutti i livelli della serie: “I campioni siamo noi e le regole le dettiamo noi”.
Sarà un po’ da antipatici e da arroganti, ma non è che a fare gli accondiscendenti e i buoni ci stiano trattando molto bene: quindi, se dobbiamo essere trattati da stronzi, tanto vale gli stronzi farli per davvero! O no?
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Italiano Medio - ovvero come tifare Italia nonostante tutto


a cura di Andrea

Mi hanno detto che i Mondiali sono l'evento calcistico più atteso, quello che più gente segue con maggior interesse. Qualche dubbio m'è venuto dopo aver visto il 22 maggio varie piazze, bar, città intere invase dai nostri colori, ma effettivamente i Mondiali sono tutta un'altra cosa. Cioè, quale altra competizione porterebbe centinaia di malati di mente a soffiare dentro trombe lunghe un paio di metri emettenti suoni fastidiosi quanto la voce di Ilaria D'Amico dopo una tracotomia? Solo un Mondiale.
Però che bello il popolo sudafricano, o meglio, il popolo Africano: tutti quei colori, tutti quei suoni (escludete le vuvuzela chiaramente), tutta quella voglia di mostrare che anche loro ci sono. E l'Italia? Beh, per esserci c'è, quello è sicuro, il discorso è come. La partita col Paraguay è stata soddisfacente per certi versi, il gioco c'è stato, i ragazzi correvano (si, anche Zambrotta e Cannavaro, non chiedetevi come o perchè), però non è possibile che non si riesca a fare neppure un tiro in porta degno di nota in novanta minuti! Loro hanno segnato sull'unica occasione creata, ma non è che noi abbiamo fatto molto di più se non fare girare palla e correre a vuoto sulle fasce. Ma era la prima partita, tempo per migliorare e fare di più ce n'è. Soprattutto la prossima partita sarà contro la Nuova Zelanda.....cioè, la Nuova Zelanda, io pensavo non conoscessero neppure l'uso del pallone rotondo li da quelle parti!
Capisco il vostro imbarazzo amici interisti: ma cosa ce ne frega a noi dei tuoi giudizi sull'Italia? Porca vacca, s'è appena seduto sulla nostra panchina quel panzone di Rafa e tu mi vai a parlare di un Mondiale noioso e di una Italia un pò triste? Ebbene si, perchè è vero che siamo interisti, ma in primis siamo italiani, col cuore azzurro (va beh, noi abbiamo anche qualche striscia nera) e dobbiamo supportare la Nazionale chiunque sia l'allenatore ed anche se in campo ci sono un gruppo di pre-pensionati e giovani scapestrati. Se proprio non ci riuscite, fate come me: puntate 20 euro sulla vittoria azzurra al Mondiale, poi voglio vedere se non esultate a un gol di De Rossi o se non bestemmiate al gol di un Alcaraz comunque!

IOINTERISTA.COM blog - inter club - aggregatore nerazzurro

IoInterista.com è un "luogo" pensato circa due anni fa, nel lontano 2008, quando il nostro blog C'èSolol'Inter!!! si apprestava a compiere il suo primo anno di vita, a cavallo tra la fine dell’era “Mancini” e l’inizio dell’era Mourinho.
Dal 16 Maggio 2010, l'anno di una storica Tripletta, all'alba dell'era Benitez, IoInterista.com è finalmente realtà, grazie all’impegno e alla dedizione di una “Squadra” di tifosi Interisti, desiderosi di raccontare la propria passione per l’Inter e di condividerla con tutti i fratelli Nerazzurri del mondo, sostenendo sempre e comunque i colori Nerazzurri di F.C. Internazionale.
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C’èSolol’Inter!!! - Il Blog
IoInterista.com è quindi la nuova “casa/vetrina” del nostro blog C'èSolol'Inter!!!, un salotto, un caffè, insomma un luogo realizzato da Interisti per gli Interisti, un punto d’incontro, di informazione e di discussione, che dall’Ottobre del 2007 è il nostro orgoglio.
Inter Club Valpolicella – Il nostro Inter Club
Il desiderio di seguire l’Inter nelle sfide che dovrà affrontare e di creare un punto d’incontro sul territorio, si è concretizzato nella costituzione di un Inter Club.
Un sodalizio costruito nella condivisione della comune passione per i colori Nerazzurri dell'F.C.Internazionale di Milano, che in onore dell'immortale Facchetti , dell'insostituibile Capitano Javier Zanetti, e di tutti coloro che hanno onorato la fascia di Capitano nella centenaria storia dell'Inter, è stato denominato: Inter Club Valpolicella “Il Capitano”
In un'associazione dinamica ed organizzata, in cui la comunicabilità tra i Soci diventa fondamentale, abbiamo convenuto di dover adottare, quale preferibile mezzo “social utility”, un “Sito Web”, che trova in IoInterista.com l’ideale collocazione e attraverso il quale sarà possibile consultare tutte le news, le informazioni e le iniziative dell'Inter Club Valpolicella “Il Capitano”, oltre naturalmente ad uno spazio mirato all'informazione dedicata al mondo degli Inter Club.
Il nostro Aggregatore Nerazzurro
Volevamo dedicare uno spazio a tutti gli amici Nerazzurri, che come noi, hanno deciso di realizzare siti o blog dedicati all’Inter e abbiamo così realizzato il primo “Aggregatore Interista”, con l’obiettivo di offrire agli utenti di IoInterista.com aggiornamenti delle notizie provenienti dai blog Nerazzurri e al tempo stesso dare visibilità alla blogosfera Nerazzurra, dal blog o sito più conosciuto, fino all’ultimo “nato”.
La Nostra Squadra
Sergio - Portiere piglia tutto alla Toldo e Capitano di IoInterista.com
Andrea - Il Muro insuperabile davanti alla difesa, tenacia e costanza, lo rendono indispensabile.
Alex - Mediano di spinta, equilibrio e tecnica per impostare la manovra offensiva.
Emanuele - Mastino centrale di difesa, sempre pronto a tendere una gamba all'avversario, termina la sua carriera calcistica tendendo la sua mano verso un libro nerazzurro.
Daniele - Allenatore di grande esperienza, la sua carriera inizia dalle categorie minori, fino ad approdare alla panchina di IoInterista.com
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Rafa Benitez - Conferenza Stampa

La prima conferenza di Rafa, nuovo allenatore della Beneamata, che ha subito notato quanto si respiri il Calcio in Italia, addirittura ha notato le disposizioni tattiche dei giornalisti che lo hanno praticamente pedinato da quando è arrivato in Italia.
Eccovi il video della Conferenza:


Brama di vendere

Scritto da Alex
Commentare le notizie di calciomercato è sempre piuttosto difficile perché si rischia di sprecare tempo e parole su situazioni letteralmente inventate da qualcuno che deve obbligatoriamente scrivere qualcosa o messe in giro “ad arte” per depistare da quelli che sono i veri obiettivi; d’altra parte in questo momento non è che ci siano molti altri argomenti di discussione, dato che il Mondiale di calcio deve ancora iniziare, sempre che lo si voglia considerare un argomento sul quale vale la pena spendere tempo, vista la disarmante composizione della nostra Nazionale.
Partiamo dal presupposto che l’Inter andrà ad incassare circa un centinaio di Milioni fra i vari premi per le vittorie nelle tre competizioni alle quali ha partecipato; se aggiungiamo che quest’anno porterà a bilancio la plusvalenza dell’operazione Ibrahimovic, e che è stato realizzato un bel risparmio passando dall’ingaggio di Mourinho a quello di Benitez, francamente non si vede tutta questa necessità di andare per forza a vendere pezzi pregiati che, è pur vero che magari non li venderai più al prezzo che spunteresti quest’anno, ma è altrettanto vero che poi li devi sempre sostituire rischiando non solo di diminuire di molto il tasso tecnico dell’organico, ma addirittura di andare a spendere cifre quasi analoghe per loro sostituzione.
L’atteggiamento della Società sulle vicende di Maicon, Milito, Eto’o lascia un po’ perplessi: se vuoi almeno provare a difendere quello che hai conquistato quest’anno, difficilmente riuscirai a farlo vendendo uno o più di questi giocatori. Di grandi acquisti non si vede la necessità, a parte di un ottimo centrocampista che potrebbe e dovrebbe essere Mascherano e che è parzialmente o totalmente ammortizzabile con due cessioni che direi si impongono come sacrosante, Muntari e Quaresma.
Poi c’è da acquistare un difensore giovane, più che altro in prospettiva futura, che potrebbe essere Ranocchia anche considerato il fatto che per la prima metà del prossimo anno non sarebbe neanche utilizzabile a pieno, e quindi può essere lasciato in prestito a Bari e perciò anche pagabile ritengo anche in maniera dilazionata.
Infine necessita un attaccante per sostituire Arnautovich e per dare maggiore respiro ai quattro che rimangono; Kuyt sarebbe probabilmente l’ideale per il rapporto qualità-utilità-prezzo, sempre che si voglia andare “al risparmio” o addirittura si potrebbe dare fiducia a Biabany che rientrerà dal prestito a Parma.
Non capisco tutta questa “foga” di vendere proprio adesso che siamo sul tetto d’Europa e che abbiamo “monetizzato” tanti anni di sacrifici, anche economici; non è che ti può sempre andare come nel caso di Ibra, non vorrei che tornassimo ai tempi di Roberto Carlos.
D’altra parte in questi anni la Società ci ha abituato a scelte oculate e azzeccate, tranne il primo anno di Mourinho quando la campagna acquisti fu: Muntari, Mancini e Quaresma per la “modica” cifra di 48 Milioni circa! Vendere Milito per andare a prendere Torres o Maicon per andare a prendere Liecthsteiner o come cavolo si scrive, lascia un po’ perplessi, anche perché Torres costerebbe da solo più o meno quello che ci si potrebbe ricavare con i due messi assieme e quindi addio beneficio economico.
Un altro aspetto da considerare è che noi, ragionando da fuori non vediamo i conti della Società e quindi siamo in grado di giudicare solo parzialmente, però…per i ragionamenti fatti sopra…Attendiamo pazientemente che finiscano i Mondiali, che falsano un po’ tutte le trattative e rimaniamo alla finestra: mai come quest’anno credo che fino al 31 di Agosto ci si possa aspettare di tutto.
A proposito di Mondiali: volete sapere per chi faccio il tifo io?
Perché la finalissima sia “falsata” da un bel gol fantasma o da uno in fuorigioco ancora più netto di quello del Bayern contro la Fiorentina, così Blatter e Platini ci faranno una gigantesca figura di merda e si dovranno giocoforza arrendere a prendere in considerazione l’utilizzo del supporto tecnologico almeno per quanto riguarda il goal - non goal e il fuorigioco.
Sono un illuso? Forse, ma hai visto mai?

Rafa Benítez

"Abbiamo trovato l'accordo"
Massimo Moratti
Rafael Benítez Maudes
Biografia
Il Real sembra divenire un'ossessione, non solo per i giocatori e per i piacevoli ricordi di un passato recentissimo e ancora vivo, ma perchè anche il nuovo allenatore Nerazzurro ha un passato che parte proprio da Madrid, essendoci nato nel 1960.
Un po' come Mourinho, anche Benitez come calciatore non raggiunge buoni risultati, militando nelle giovanili del Real senza mai riuscire ad esordire in prima squadra.
Lasciato il Calcio giocato, consegue la laurea in educazione fisica inizia ad allenare la “Primavera” del Real Madrid, ma anche in questo caso non riesce a sedersi sulla panchina della prima squadra.
L'esordio nella Liga è nel 1995 alla guida del Real Valladolid con il quale ottiene una salvezza tranquilla.
Poi qualche anno in seconda divisione alla guida dell'Osasuna prima e dell' Extremadura poi, squadra con la quale otterrà una storica promozione.
Benitez attira l'attenzione internazionale nella stagione 2001-02 quando alla guida del Valencia conquista il Campionato Spagnolo, ripetendosi poi nel 2004, anno in cui conquista anche la Coppa Uefa.
Nonostante il suo gioco non sia definito “spumeggiante” in Inghilterra apprezzano molto le sue strategie difensive e nel 2004/2005 viene chiamato ad allenare il Liverpool.
Dopo un inizio non idilliaco in Campionato, il Liverpool conquisterà il quinto posto in Premier, ma soprattutto una finale di Champions League contro il Milan.
E' proprio Benitez che regala a noi Interisti una data storica da rinfacciare, stile 5 maggio, ai nostri cuginastri, battendo il Milan in una partita incredibile.
Chiuso il primo tempo sul punteggio di tre reti a zero per il Milan, il Liverpool di Benitez compie una rimonta incredibile, portandosi prima in parità e conquistando poi la Coppa dalle Grandi Orecchie, ai rigori.
Nel 2005-06 Benitez conquista con il Liverpool la Super Coppa Europea e la stagione successiva si ritrova nuovamente in finale di Champions League sempre contro il Milan, ma questa volta sono i rossoneri ad avere la meglio.
Nella stagione 2007-2008 Benitez incrocia l'Inter di Mancini agli ottavi di Champions League riuscendo ad espugnare San Siro con una rete di Fernando Torres (sconfitta che io vidi dal vivo e di cui ricordo le successive parole di Mancini, che ne segnarono il conseguente e personalmente doloroso addio).
Il Liverpool venne poi eliminato dal Chelsea in semifinale e in quella stagione dalla campagna acquisti mirabolante non riuscì a conquistare alcun “Titulo”.
Nella stagione 2008-09 il Liverpool riesce a classificarsi al secondo posto in Premier ma viene eliminato ai quarti di Champions League, ancora dal Chelsea.
Nell'ultima stagione (2009-10) il Liverpool soffre un periodo di crisi che condurrà quindi alla fine del rapporto tra Benitez e la squadra Inglese, la quale con una liquidazione di 4.2 milioni di euro decide di chiudere il lungo e fortunato rapporto con Benitez, che alla guida dei Reds ha conquistato 4 tituli in sei stagioni!
Benítez consegue un record storico nel mondo del calcio, quello di essere l'unico allenatore al mondo ad aver vinto due coppe europee consecutive con due squadre diverse.
A fare paragoni con il nostro recente passato, 5 tituli in due Stagioni, si commette un grave errore, si deve voltare pagina e pensare al futuro, un futuro dove Benitez è alla guida della squadra Campione d'Europa e d'Italia, un futuro dove tutti noi siamo già pronti per la corsa verso nuovi Tituli, verso un futuro tutto da scrivere e da vivere!.
Benvenuto Rafa!



Palmares:
2 Campionati Spagnoli 2001-2002 2003-2004 (Valencia)
1 Coppa d'Inghilterra 2005- 2006 (Liverpool)
1 Community Shield 2006 (Liverpool)
1 Coppa Uefa 2003-2004 (Valencia)
1 Champions League 2004-2005 (Liverpool)
1 SuperCoppa Europea 2005 (Liverpool)



fonti: biografieonline.it ; wikipedia.org

Senza Tregua

Scritto da Alex
OK! Abbiamo voltato pagina, adesso possiamo proprio dirlo.
E’ passato un solo mese dalla conquista del primo dei tre “tituli” e già questo frenetico mondo del calcio di oggi richiede decisioni importanti e abbastanza urgenti, senza un attimo di tregua.
Dopo alcuni tentennamenti sulla scelta dell’allenatore, direi del tutto comprensibili, vista l’importanza della scelta stessa, sembra proprio che arriverà a Milano Rafa Benitez, ottimo allenatore anche se diversissimo da Mourinho; essendo stati costretti all’avvicendamento dal prematuro addio di Josè, credo che cambiare completamente tipo di persona sia un bene, dal momento che era inutile cercare uno “quasi come lui” perché non esiste proprio.
Benitez è un tipo molto calmo e accondiscendente che però dovrà stare attento a non farsi mettere i “piedi in testa” dai media italiani che alla prima apparente debolezza ti infilano nel tritacarne specialmente se alleni l’Inter che, oltre a vincere tutto in Italia, si è messa a vincere anche in Europa.
Speriamo che l’ ufficialità di questo arrivo sia resa nota il prima possibile, in modo da permettere a Branca & C. di cominciare a muoversi in fretta sul mercato, primo perché i migliori sono solitamente i primi ad entrare nelle mire delle grandi Società e secondo perché la rassegna mondiale potrebbe fare lievitare, in qualche caso paurosamente, le quotazioni di qualche ottimo giocatore ma per il momento non ancora conosciutissimo.
Parlo di fretta perché Kolarov, per esempio, sembra già sfumato, dopo essere stato accostato all’Inter per tanto tempo; l’alternativa Vargas io la lascerei dov’è perché lo ritengo non adatto a ricoprire il ruolo di esterno basso.
Voi mi darete del matto, ma secondo me non sarebbe male in quel ruolo l’olandese Drenthe che nel Real gioca piuttosto pochino (giocavano pochino però anche Cambiasso e Sneijder); è uno che si fa la fascia circa un 300 volte a partita, corre come un matto, ha un fisico pazzesco e un buon tiro; d’accordo, tecnicamente non è il massimo altrimenti sarebbe paragonabile a Maicon.
Già Maicon: è cominciato lo stucchevole gioco al rimpiattino per cui assistiamo un giorno sì e l’altro pure a una dichiarazione in un senso e poi alla sua totale smentita il giorno successivo.
Credo che andremo avanti così per un bel pezzo, quindi facciamoci l’abitudine; personalmente ho la sensazione che la Società sia entrata nell’ordine di idee di privarsene anche se per una cifra di tutto rispetto e a meno che non abbiano “pescato” un jolly incredibile per quanto riguarda la sua sostituzione (tipo quel Aguirregaray che sembra uscito direttamente da un film di Werner Herzog), sarebbe un errore cederlo. Certo vista la situazione da fuori; poi trattenere uno che se ne vuole andare a tutti i costi è ovvio che può essere controproducente, vedi il caso di Ibra: però mica tutte le volte ti può andare così bene.
Bonucci, neo nazionale, era già nostro e sembrava vicino al ritorno all’Inter qualche tempo fa; adesso lo danno già alla Juve: se è vero o è una mezza “petecchia”, o i nostri uomini di mercato hanno dormito di brutto.
Su Ranocchia non si capisce un granchè, dal momento che è infortunato, ma un centrale credo che ci voglia, almeno in prospettiva anche se io Chivu lo toglierei per sempre dalla fascia sinistra per dirottarlo al centro.
A proposito di difensori Burdisso prega Moratti di lasciarlo a Roma: ma ci vuole proprio la faccia come il culo, dopo il suo comportamento nella gara di ritorno in campionato e soprattutto in Coppa Italia, quando dopo un minuto di gioco aveva già “fatto fuori” Sneijder; Moratti dovrebbe rinunciare a ottime offerte dall’Inghilterra per regalarlo praticamente alla Roma, con ogni probabilità ancora una volta diretta avversaria in tutte le competizioni italiane, dato che quest’ultima non ha i soldi per pagarlo? Io voglio proprio augurarmi che il Presidente non sia così “ciula”, altrimenti tutta l’Italia riderebbe di noi e con piena ragione.
A centrocampo urge l’allontanamento di Muntari verso lidi a lui più congeniali e la sua sostituzione con un centrocampista che si adatti al modulo di Benitez: si parla di Mascherano, che non è male, sicuramente meglio di Gerrard che arriverebbe penso un po’ demotivato e con i problemi di ambientamento di tutti gli inglesi, oltre a costare una baracca di soldi.
Poi o si punta a valorizzare Mariga o altrimenti ce ne vuole un altro.
In attacco si parla di un altro uomo di Benitez, cioè l’olandese Kuijt, che non mi fa impazzire ma è certamente molto utile perché può ricoprire più ruoli in attacco e segna con una certa continuità, anche se non ha lo score di altri attaccanti.
Poi c’è il “mistero” Balotelli: riuscirà Benitez a fargli capire come ci si deve comportare in una squadra di calciatori professionisti o anche lui sprecherà tempo ed energie?
Cosa c’è dentro la testa di questo ragazzo?
Lo scopriremo solo vivendo. Se si decidesse di darlo via, sempre assolutamente in prestito, proverei a trattenere all’Inter Coutinho, giovane brasiliano del quale si dice un gran bene: hai visto mai?
I nostri operatori di mercato, Branca in testa, ci hanno ultimamente abituato a scelte azzeccate e tempestive,
ma la campagna acquisti va decisa dalla Società, non dal futuro tecnico che poi, magari fra un anno (speriamo ovviamente di no), se ne potrà già essere andato via; poi ti restano certi “polmoni” come Quaresma, che speriamo per il bene di tutti trovi una destinazione gradita, anche perché altrimenti farà la fine di Darko Pancev (ve lo ricordate ?).
Per concludere: Signori, non c’è un attimo di tregua; sotto con le decisioni perché qui o si fa la prossima Inter un po’ alla svelta o, non dico che si muore, per carità, ma si va in difficoltà.

Quell’Inter che verrà

A cura di Andrea
Mettiamoci in testa una cosa: Mourinho è del Real Madrid ed uno così nasce una volta ogni mezzo secolo.
Come lui, in giro, non ce n’è.
Così orgogliosi, supponenti, cazzuti, vincenti, non ce n’è. Sto provando a compiere un cambiamento interiore difficilissimo: passare dall’amore sfrenato per quest’uomo ad una antipatia recondita, imparando da tutto il resto dell’Italia non interista. Ma non ce la faccio. Sant’Iddio, quest’uomo ci ha portati sul tetto d’Italia (in due competizioni, da sottolineare) e d’Europa, ci ha portati alla Tripletta, come potrei mai odiarlo?!
Il risultato di queste riflessioni è che amo ancora di più l’Josè uomo visto a Milano mentre storco il naso ad ogni suo possibile sostituto. Ma di fatto uno dovremo pur prenderlo.
Rafa Benitez. E’ questo, al 90%, il nome del nostro nuovo allenatore.
Che cosa c’entra con Mourinho? Assolutamente nulla, ma è giusto così.
Ognuno ha la sua storia, la sua vita, la sua carriera.
E soprattutto sono convinto di una cosa: l’Inter che verrà, se vorrà almeno avvicinarsi all’Inter che è stata, dovrà essere totalmente diversa. Basta isterismi e giochi al vittimismo (giustificato).
Siamo i più forti, lo abbiamo dimostrato, dovremo essere arroganti ma gentili, stronzi ma ironici.
Non so nemmeno io cosa intendo di preciso, ma in generale voglio dire che dovremo essere una nuova Inter costruita su fondamenta stabili e forti di quella dell’anno appena finito.
Non parlo di mercato o di tattica, ma di mentalità.
Benitez è diverso da Josè ma forse è proprio quello che serve.
Mi sarebbe piaciuto continuare sulla via disegnata dall’Oracolo di Setubàl con Capello, ma se proprio è impossibile, beh, Rafa è il meno peggio.
Ha esperienza, ha vinto, è un buon allenatore, ma vi prego, non facciamogli fare il mercato! Per quello abbiamo Branca che è tanto bello e bravo, non roviniamo tutto!
Lui arriva, gli compriamo un giocatore che gli piace per farlo stare tranquillo e poi basta, pensi al campo ed alla preparazione.
Dobbiamo essere memori degli errori compiuti anche con lo stesso Mourinho: voleva Quaresma, lo abbiamo accontentato; voleva Deco, gli abbiamo dato Sneijder (trovate voi le mille mila piccole e abnormi differenze). 
Non so come giocheremo, se alla fine arriverà davvero Benitez, ma in ogni caso l’Inter che verrà non dovrà essere una copia di quella della storica stagione 2009/2010.
Non lo deve essere perché nessuna copia sarà mai all’altezza dell’originale; perché gli eventi, per quanto possono essere simili, non sono mai uguali e le condizioni che hanno fatto nascere la Tripla Inter non si ripeteranno.
Mou è il passato, dolce, ancora vivo nei nostri cuori, ma è il passato. Il presente è un po’ incasinato, il futuro sconosciuto. Solo una cosa si può sapere: ciò che siamo e saremo sarà soprattutto merito del passato, ma non siamo gli stessi, siamo diversi.
Siamo una squadra che ha vinto tutto e vuole vincere di più, indifferentemente da chi l’allenerà, indifferentemente da chi scenderà in campo, ma per fare questo bisogna girare pagina, ne sono sempre più convinto.

Io Resto Qui...al mercato!

Dopo una stagione così impegnativa e ricca di emozioni, nonché “stravincente”, questa lunga corsa, tagliato il traguardo, conduce sempre al solito mercato.
Mancano le bancarelle, niente calzini o t-shirt a basso prezzo, nessun banco dei formaggi, solo nomi a peso d'oro.
Nomi che danzano sulle bocche di tutti, grandi colpi e bufale mirabolanti.
Ricerche snervanti di nuove notizie, speranze ed illusioni che alla fine poi ti stufano in fretta e ti lasciano a rimproverarti per esserci caduto anche quest'anno, sapendo di essere solo all'inizio.
Maicon sembra ormai in procinto di seguire Mou al Real, il che sarebbe quanto meno fastidioso se l'immagine del Colosso, che esulta dopo il goal alla j**e, non fosse li a battersi sul petto, ad indicare la sua scelta “Io resto qui”, ogni volta che si legge o si sente pronunciare il suo nome.
Forse voleva dire “Io resto qui con Mou”, via uno, via l'altro!
Ciao ciao ad uno e ciao ciao all'altro!
Le emozioni e l'empatia sono strumenti di una passione, da usare come arma in più sul campo; nutrimento per uomini che poi se ne vanno senza quasi salutare, come in un telefilm a puntate... “Special Guest Star”.
Così nel vuoto lasciato da una lunga e vincente cavalcata, si gettano nomi su nomi, ma l'attesa per sapere quale di questi ne salterà fuori e se sarà un bene o un male, sarà lunga ed alla fine potremo scoprirlo solo vivendo un'altra lunga battaglia, quando la nostra nave salperà nuovamente, alla conquista di ambiti obiettivi!.

MERDA D'AUTORE: L'Inter si rovina la festa e Mourinho Traditore!

La 1° cagata
Scritto da Sergio

"Una notte piangesti guardando nel cielo"
anonimo veronese
Chi sa che non me Incazza” diceva l'ormai mitico giornalista Mosconi; a “navigare” nelle rete viene un po' di voltastomaco e va a finire che poi ci si incazza sul serio!.
A farci sorridere, è l'idea giusta per l'estate 2010, tutti al Madrid:
Mou al Madrid
Maicon al Madrid
Milito al Madrid
Sneijder al Madrid
Eto'o al Madrid
Anch'io traslocherò a Madrid ed anche questo blog, sarà certificato “made in Madrid”, perchè è evidente che il famoso ritornello “C'è ne andiamo a Madrid” sembra aver contagiato tutti.
La Rayan Air sta organizzando voli diretti per Madrid, con sconti per Interisti e tesserati dell'F.C. Internazionale, che in massa, si dirigono nella città in cui, il nostro Capitano ha appena alzato al cielo la coppa dalla Grandi Orecchie.
La rosa giocatori del Real sarà la più ampia mai vista nella storia del calcio, eppure mi sembra che il Real Madrid, quest'anno non abbia vinto neanche un paio di “ciunfoli”.
Comunque la situazione è scappata di mano, ormai la tristezza e la depressione incombono.
Effettivamente dopo una “Tripletta” storica, è normale che lo sconforto raggiunga i massimi livelli, non stavo così male dal 5 maggio 2002.
Si contano gli interisti impiccati nei luoghi più disparati, uno pare essere affogato nella versione gigante della Champions appena vinta, perchè 45 anni di attesa per un sogno, non valgono nulla se Mourinho se ne va.
Per fortuna c'è chi condivide la nostra delusione per il tradimento di Josè:
Mou, il traditore Speciale, la delusione dei tifosi dell'Inter!
Aldo Grasso – Corriere della Sera – 28 Maggio 2010
L'Inter è unica anche nel rovinarsi la festa; L'Addio di Mourinho oscura la gioia: come da tradizione.
Tommaso Pellizzari – Corriere della Sera – 27 Maggio 2010
Se non ci fossero queste menti illuminate, non riusciremmo a capire il perchè di questo sconforto interiore.
Bene, vi lascio, vado a preparare le valige; dove sto andando?
Che domande, vado al Madrid!

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