L'Incantesimo "Mourinho"


a cura di Andrea

E' stata un'estate di silenzi, di poche parole e ancora meno fatti. Ora si sono svegliati tutti: parole, spesso a vanvera, promesse, illusioni e molti fatti. Basta vedere il Milan, la squadra che s'era eretta a paladina della nuova austerity calcistica italiana, colei che spalmava in più anni stipendi di Zambrotta e Oddo, la squadra del Presidente del Consiglio di una Nazione in piena (non) crisi economica. Bene, in due giorni Ibrahimovic e, forse, Robinho. Cos'è cambiato? A parte lo spettro elezioni che si fa presente e la necessità di mantenere consensi, forse nulla, o forse tutto. Il Milan s'è reso conto che se vuole tornare ad essere una vera squadra regina in Italia, spodestando noi dal trono, il momento migliore per farlo era ora, cioè quando l'incantesimo Mourinho è oramai svanito.
Abbiamo vissuto due anni in piena trance agonistica, in particolare gli ultimi sei mesi della passata stagione. Abbiamo sfiorato più volte la crisi di nervi (e forse ci siamo pure entrati, uscendone con una rapidità degna dei migliori psicolabili nevrotici), abbiamo intrapreso un aprile/maggio in apnea, con la bava alla bocca e senza bombole di ossigeno nelle vicinanze. Eppure tutto è stato perfetto, concludendosi in un orgasmico triplete che rimarrà nella storia. Ora è tutto diverso. Non siamo mai stati la Società ed il tifo che trattiene contro voglia: Ronaldo, Ibrahimovic, Balotelli ed infine Mourinho. Se non volete restare, andate, ci macherete, ma noi non siamo la Juventus Moggiana, che se non eri d'accordo cazzi tuoi. Vai pure, chi resta resta, chi va, va. Però...però così s'è rotto qualcosa. E non lo dico dopo aver visto la Supercoppa Europea e la prima col Bologna, lo dico dopo aver sentito parlare Rafa, Branca ed alcuni giocatori. L'incantesimo non c'è più e nessuno ne ha colpa. Forse solo se fosse restato l'oracolo di Setubàl qualcosa sarebbe rimasto, o forse no, chi lo sa. Ora dobbiamo farci forza e ricreare la nostra solidità, soprattutto mentale, che ci ha portati ad essere li, sopra tutto e tutti. Non è facile, ci vuole costanza e tanta voglia di apprendere, cose difficili da trovare in campioni come i nostri che l'anno scorso hanno vissuto lo stesso nostro incantesimo.
Resettiamo, schiacciamo "ctrl+alt+canc" e vediamo come va. L'importante è non abbatterci e non entrare nel pessimismo cosmico tipicamente interistiano, ma cercare di comprendere che Rafa vuole giustamente cambiare, svoltare, cercare qualcosa di diverso, un antidoto agli effetti collaterali che ci ha lasciato addosso l'incantesimo di Mou. Siamo pieni di tossine che dobbiamo ancora disperdere, questo dobbiamo capirlo ed accettarlo. Poi il futuro non so cosa ci riserverà ma per ora accetto volentieri di aspettare, senza fretta, il susseguirsi degli eventi.

DI CHI E' LA COLPA?

Pronti via ed il bagno di sangue tra disfattisti ed ottimisti è già ricominciato.
E' bastata una sconfitta, come se ormai si pensasse di esserne immuni, per far scatenare l'ira di poche menti contorte, contro il nostro nuovo tecnico Rafa Benitez.
Ho letto commenti di ogni sorta, tutti alla ricerca di un responsabile, nessuno che abbia preso la sconfitta come atto di un momento non brillantissimo all'inizio di un nuovo percorso, che può portarci a traguardi importanti a prescindere dal risultato di un singolo match.

Giochiamo allora a “di chi è la colpa” e vediamo chi vince:

- La colpa è di Mourinho perchè ci ha lasciato un groviglio, una squadra di catenacciari e contropiedisti, che hanno realizzato un triplete storico solo per “sedere”.
- La colpa è di Benitez perchè se l'anno scorso la squadra giocava in contropiede dove lasciarla giocare così.
- La colpa è di Benitez perchè non capisce niente di tattica, sbaglia modulo, formazione e non è capace di motivare i giocatori, insomma è un uomo in piena confusione.
- La colpa è di Benitez perchè ha fatto giocare Stankovic al posto di Pandev.
- La colpa è di Benitez perchè non ha fatto uscire Chivu, in palese difficoltà, non sfruttando i cambi a disposizione.
- La colpa è della Società perchè ha venduto Balotelli e non ha acquistato Mascherano e Kuyt, con i quali avremmo sicuramente evitato la sconfitta.
- La colpa è di Milito e Sneijder perchè se non sono in forma l'Inter è una squadra normalissima.
- La colpa è di tutti i giocatori perchè sono già stanchi e inoltre hanno un anno in più e sono vecchi.

Queste sono solo alcune delle critiche mosse a valanga contro l'Inter, dopo la sconfitta di Uefa Super Cup, ma io credo e voglio credere, che si tratti di una questione prettamente fisica e che già lunedi sera i nostri ragazzi dimostreranno che una partita storta la si può perdere, ma si riparte subito, senza pregiudicare il lavoro che stanno portando avanti.

Un po' di pazienza, non si vince sempre!
Forza Inter!!!

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CHI HA SPENTO LA LUCE?

Sono bastati 20 minuti per capire che l'Inter scesa in campo a Montecarlo era la stessa che aveva fatto capolino a S.Siro nel primo tempo contro la Roma ed il pensiero che martella la mente è vero quanto frustrante "Si poteva vincere".
I meriti dell'Atletico Madrid vanno evidenziati e riconosciuti, il tecnico Sanchez Flores ha preparato una squadra corta ed aggressiva, che dopo una partenza sprint dei Nerazzurri, pericolosi con qualche bella giocata di Sneijder ed Eto'o, hanno preso coraggio e si sono impadroniti del timone della partita, mentre noi siamo calati fisicamente e con il passare dei minuti abbiamo gradatamente lasciato il campo.
I continui raddoppi su Sneijder, fonte del gioco Nerazzurro, e la miglior freschezza atletica dei Colchoneros, hanno permesso ai nostri avversari, sempre di più con il passare dei minuti, di impadronirsi del centrocampo, dove la nostra mancanza di grinta e di lucidità gli hanno permesso di esprimere al meglio il loro gioco, rendendosi sempre più pericolosi, mentre le nostre manovre offensive erano lente e si perdevano in palle alte e in un gioco aereo che non ci appartiene più dai tempi pre-"Mourinhani".

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IOINTERISTA.COM: IL CALENDARIO DI CHAMPIONS, L'EGEMONIA NERAZZURRA E LA UEFA SUPER CUP

Nella sala dei Principi del Grimaldi Forum di Montecarlo, unitamente ai sorteggi dei gironi della prima fase della Uefa Champions League 2010-2011, sono stati sorteggiati anche i calendari delle partite della Uefa Champions League 2010-2011.
L'Inter esordirà martedì 14 settembre allo stadio "De Grolsch Veste", in Olanda, contro il Twente


Ecco il calendario completo:
Martedì 14 settembre: Twente-F.C. Internazionale
Mercoledì 29 settembre: F.C. Internazionale-Werder Brema
Mercoledì 20 ottobre: F.C. Internazionale-Tottenham Hotspur
Martedì 2 novembre: Tottenham Hotspur-F.C. Internazionale
Mercoledì 24 novembre: F.C. Internazionale-Twente
Martedì 7 dicembre: Werder Brema-F.C. Internazionale

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IOINTERISTA.COM: UEFA CHAMPIONS LEAGUE - I GIRONI 2010-2011

Nella sala dei Principi del Grimaldi Forum di Montecarlo, il sorteggio dei gironi della prima fase della Uefa Champions League 2010-2011 ha visto l'Inter associata al gruppo A, nel quale avrà come avversarie Werder Brema, Tottenham e Twente.

Un girone non facile, ma è stato fortunatamente evitato il Real Madrid di Mourinho, sorteggiato nel girone G, con il Milan.
 
Tutti i gironi di Champions League 2010-2011 su
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IL CIELO SI TINGE ANCORA DI NERAZZURRO

Nella bolla africana di S.Siro è stato proprio il caldo l'avversario, che non ci aspettavamo, unito alla condizione fisica ancora non perfetta ha creato non poche difficoltà all'Inter, che si apprestava a ricominciare la sua stagione sportiva, con l'obiettivo di continuare a vincere.
Nonostante l'Inter schierasse la formazione uscita vincitrice dalla sfida contro il Bayer Monaco, che ha permesso alla Beneamata di alzare la sua terza Champions League, è stata la roma, con un buon numero di tifosi al seguito, ha disputare meglio di noi la prima fase della partita, in cui mancava soprattutto un pressing efficace ed il giusto mix tra grinta e concentrazione.
La Curva Nord ed il pubblico Nerazzurro di ogni settore dello stadio, ha portato con se la stessa voglia e la stessa fame di vittoria, sostenendo i nostri ragazzi con la consueta passione, generando una spinta emotiva, che ha sorpreso lo stesso Benitez, rimasto piacevolmente impressionato dallo spettacolo offerto dal Meazza per l'Inter.
La roma, che rimane la buona squadra vista più volte lo scorso anno, ci ha messo in difficoltà con le veloci verticalizzazioni e gli scambi sulla destra tra Totti e Menez, riuscendo a sfruttare un errore di Pandev in mezzo al campo e portandosi in vantaggio con Riise.
Il goal giallorosso ha suonato la carica del Meazza, che non ha atteso neppure che il pallone tornasse al centro del campo, per riprendere ad incitare i Nerazzurri, che sfortunati in almeno tre precedenti azioni, hanno sfruttato una indecisione di Juan per riportarsi in pari prima del fischio finale del primo tempo.
Pandev, sfortunato nell'errore che aveva permesso il temporaneo vantaggio giallorosso ha saputo così rimediare portando l'Inter in parità, con quarantacinque minuti a disposizione per provare a conquistare il quarto titulo consecutivo e donare la gioia che meritano, ai tifosi Nerazzurri che dagli spalti hanno incitato i propri beniamini senza sosta, nonostante si grondasse di sudore immersi un'afa insopportabile.
Senza dimenticare che tra meno di una settimana si disputerà una partita importantissima che ci permetterebbe di continuare ad incamerare tituli, per precauzione Zanetti ha lasciato il posto a Stankovic e la fascia di Capitano al “Cuchu” Cambiasso.
L'Inter si è presentata in campo con uno spirito più motivato e la sensazione di poter riuscire a portare a casa la SuperCoppa Tim 2010.
Subito Stankovic, sembrato già in buona condizione, ha provato a far assaggiare al portiere giallorosso la famosa “fiammata del drago”, ma la roma chiusa in difesa rendeva difficile trovare il giusto spiraglio per la conclusione a rete, lasciando contemporaneamente in apprensione la nostra linea difensiva, con possibili ripartenze.
La musica cambia quando Lucio raccoglie palla a metà campo e si invola in dribbling tra i romanisti come birilli, con la foga e la rabbia che lo contraddistinguono, permettendo a Milito di servire la palla del vantaggio Nerazzurro ad Eto'o, che con un pregevole tocco anticipa portiere e difensore depositando in rete.
La voce di molti tifosi ancora riecheggia al Meazza, una esplosione di gioia, carica di un agonismo che non ci ha mai abbandonato un secondo dalla notte di Madrid oltre al piacere di vedere Eto'o protagonista e mantenere sin da subito la sua promessa di voler segnare tanti goal.
Di minuto in minuto l'Inter è sembrata sempre più convinta e vogliosa di aggredire l'avversario, i meccanismi tra i reparti si sono perfezionati e l'ingresso di Deki ha portato una spinta maggiore in vanti, dove Milito, Eto'o e Sneijder hanno fatto impazzire i difensori giallorossi che soccombevano alle percussioni che i nostri ragazzi producevano con scambi tra le linee, portandosi in attacco anche con 5/6 giocatori, con un Maicon a tratti straripante che a servito palloni invitanti in mezzo all'area non disdegnando di prodursi in affondi alla ricerca del goal personale.
Ranieri, che a fine partita si è reso autore delle solite allienate dichiarzioni, prova a correre ai ripari sostituendo uno spento Vucinic, con un bolso Adriano accolto dal Meazza con un numero di fischi degno del suo comportamento nei nostri confronti, ma la musica non cambia e l'Inter con Eto'o, autore di una splendida doppietta, si porta sul tre a uno, chiudendo così, per la terza volta, la porta in faccia ai giallorossi, che saranno pur sempre vincitori morali di tutto quello che il mondo calcistico possa offrire, ma che vedono, dopo Campionato e Coppa Italia, anche la SuperCoppa Tim 2010 allontanarsi.
Così mentre l'Inter riparte da una vittoria importante e meritata, nel segno di una mentalità vincente, che spero non ci abbandoni mai, anche la roma ed i suoi tifosi ripartono da dove avevano lasciato; una sconfitta pesante ed un comportamento vergognoso ed antisportivo.
I sostenitori giallorossi hanno infatti causato la sospensione della partita per cinque minuti, con il lancio in campo di fumogeni ed oggetti, che hanno costretto Julio, autore di parate degne della sua fama mondiale, ad allontanarsi dai pali della parta per evitare di essere colpito, mentre un vigile del fuoco, non particolarmente scaltro, cercava di evitare che lo splendido manto erboso del Meazza prendesse fuoco.
Ancora una volta i tifosi romanisti hanno così trasmesso un immagine del tifo Italiano risalente ai tempi dei trogloditi, immagini che allontanano le famiglie dagli stadi e rovinano il gioco più bello che l'uomo abbia saputo concepire, una vergogna degna della roma tuffatrice che sempre e come sempre si comporta anche sul campo in modo antisportivo, non provando la vergogna che invece dovrebbe iniziare a concepire, per poter dare una svolta agli atteggiamenti sbagliati dei propri tifosi.
La serata si conclude come avevamo sperato, con la squadra Campione d'Europa che alza al cielo, tra le mani del Capitano Zanetti, la sua quinta SuperCoppa Italiana eguagliando il record di vittorie detenuto dal milan e portando con se la consapevolezza di poter essere ancora la protagonista del calcio Italiano nella continua ed infinita corsa verso quel immortale ed affascinante traguardo, che si chiama vittoria!.

DI RITORNO DALLA TERRA DI SNEIJDER

A voler essere coerenti, avrei dovuto recarmi a circa mezz'ora di treno, da dove invece ho trascorso cinque bellissimi giorni di vacanza, mi sarei ritrovato ad Utrecht , città natale di Sneijder nonché meravigliosa e caratteristica città olandese, invece mi sono fermato nella città più conosciuta e gettonata d'Olanda, Amsterdam.
La Città del vizio è affascinante in modo incredibile e da quando i miei anni non iniziano più con il due davanti, ogni volta che torno da un viaggio è sempre difficile ricominciare ed immergersi nella solita vita di tutti i giorni; mi è era già successo al ritorno dall'Egitto.
Vedere come sia possibile vivere e concepire una vita diversa, con tempistiche e priorità lontanissime dallo stress che mi accompagna quotidianamente, è qualcosa di destabilizzante, che richiede giorni di assestamento.
Ad Amsterdam, ma credo sia un'abitudine che si estende all'intera Olanda, oltre al calcio Olandese, è quello Inglese ad essere seguitissimo e nei locali sono proprio le partite di calcio ad essere trasmesse e ad intrattenere gli avventori che non si sono persi nella moltitudine di CoffeeShop, dove si fumano di tutto, come se nulla fosse.
Da buon Interista ho portato, nelle mie lunghe passeggiate, simboli che evidenziassero la mia fede calcistica.
Cappello, porta cellulare e maglia di Milito al seguito, ho percorso chilometri, ma dovunque mi girassi erano le maglie di Chelsea , Machester United e Barcellona quelle che incontravo per le strade olandesi.
Da uomo testardo quale sono (chiedete a mia moglie) e convinto che la squadra Campione d'Europa dovesse avere maggior appel, anche se in un paese lontano dall'Italia, che ha una sua tradizione calcistica, non ho mai dubitato che avrei trovato segnali del nostro calcio in generale e dell'Inter in particolare...non mi sbagliavo!.
Tra le case inclinate e le strette vie intersecate dai canali, tra i “drin-drin” dei campanelli delle biciclette, i volti di Maicon, Sneijder e Materazzi hanno fatto la loro apparizione a strisce Nerazzurre nella vetrina di un Nike store dedicata alla Beneamata.
Dopo alcuni minuti di venerazione, in cui credo mia moglie abbia seriamente pensato al divorzio, ho dovuto malincuore passare oltre portando con me la convinzione, che dopo l'Egitto anche l'Olanda ha il suo cuore Nerazzurro, a simbolo di una fede che racchiude in se lo spirito di appartenenza al mondo e non ad una sola Nazione.
All'Avenue Hotel, esercizio alberghiero di dubbio gusto, dove ho soggiornato, la televisione “satellitare” prendeva cinque o sei canali, a seconda dell'orario in cui l'accendevi e tra quelli olandesi, tedeschi ed Inglesi c'era fortunatamente, almeno così pensavo, Eurosport.
Alla ricerca di notizie riguardanti l'Inter, ma anche di una bella partita da gustare sul tardi in replica, ho potuto constatare che in Olanda guardano di tutto, dal golf al motocross, dal tennis al ciclismo, mancavano solo i tornei estivi di bocce, ma tracce di un mondo Italico erano perle rare, che svanivano in pochi minuti, tipo notizia flash e quel maledetto canale 11 in cui avrebbe dovuto trovarsi Rai1 comunicava la solita triste scritta “Signal Error”.
Così l'astinenza da Inter si è fatta più impegnativa e le voci di mercato riguardanti Mascherano, Kuyt e Sculli erano le ultime che avevo potuto sentire da quando l'aereo della Transavia era decollato dall'Aeroporto Valerio Catullo di Villafranca a Verona.
Al bellissimo Museo delle Cere "Madam Tussaud" ho però fatto un incontro inaspettato, guardate un pò chi ho trovato; non potevo certo rinunciare di mostrargli tutta la mia stima.
Balotelli nel mentre era volato sopra la mia testa verso Manchester, una spina che finalmente si toglieva dal fianco, consapevole che la ferita non si chiuderà facilmente, ma che almeno avrebbe smesso di pungere, mi chiedevo quale acquisto l'Inter avrebbe a breve concluso, ma una volta tornato in Italia ho notato, con un certo fastidio, che sono ancora Mascherano e Kuyt a tener banco tra i possibili acquisti Nerazzurri, con Sculli che prima arriva e poi no (grazie al cielo), mentre Boateng se ne va al milan e Krasic alla juve.
Fatta eccezione per Castellazzi, Biabiany e l'importante cambio di allenatore, l'Inter che domani darà il via alla nuova stagione sportiva è praticamente la stessa che ha realizzato la storica tripletta e seppur consapevole di quanto la Roma abbia fame di rivalsa e vittoria, sono sicuro che i nostri ragazzi ne hanno tanta quanto basta per provare ad alzare un altro trofeo e ricominciare esattamente da dove si era conclusa la scorsa stagione, di vittoria in vittoria.
La sfida Inter vs roma di sabato 21 Agosto, sarà un giorno decisamente particolare, impegnativo e tanto tanto atteso dall'Inter Club Valpolicella, che organizza la sua prima trasferta a Milano in Pullman e lo fa seguendo i propri principi, collaborando con l'Inter Club del Garda appartenente al Coordinamento del Trentino Alto Adige e cogliendo l'occasione per il gemellaggio con l'Inter Club Monopoli, fedelissimi Nerazzurri presenti al Meazza in occasione della sfida di Super Coppa Tim.

Concludo questo post di ritorno dalle vacanze ricordando a tutti coloro, che dividono i paesi di una stessa provincia nel nome di un campanilismo locale ed ignorante, che l'Inter è una fede che ci unisce e ci rende tutti uguali, da nord a sud, dall'Italia all'Olanda e non uno strumento da sfruttare per sentirsi più importanti o per arrogarsi dei diritti territoriali, come se fossimo delle antiche tribù!

Forza Inter!!!.

E si riparte da dove tutto finisce


a cura di Andrea

E' come vincere al Superenalotto e pretendere di avere ancora culo nella vita, qualcosa di sconsiderato. Avere vinto tutto l'anno scorso e pretendere ancora di vincere tutto quest'altro anno, è da sconsiderati. Troppe variabili hanno portato nella stagione 2009/2010 a vivere una Primavera del genere, variabili che difficilmente potranno ripetersi negli stessi identici modi, tempi e risultati.
Eppure.....eppure non abbiamo vinto tutto l'anno scorso. Qui sbagliamo noi nero-azzurri. Abbiamo vinto tutto in un Maggio che resterà nella storia, ma la Supercoppa? Eh, mica ciufole. La Supercoppa, in quel della Cina, un anno (quasi) preciso fa la perdemmo contro una Lazio motivata ma inferiore e che ebbe tanta fortuna. Su quattro fronti ce la giocavamo, su tre abbiamo vinto. Tre su quattro non è tutto, è quasi tutto. Ecco perchè la spia si riaccende, il sogno del TUTTO è ancora possibile. Non abbiamo fatto sei, ma cinque, al massimo cinque più uno, ma allora, anche statisticamente parlando, il sei è ancora un obiettivo raggiungibile. Quindi un euro me lo gioco e sogno. Anche perchè effettivamente abbiamo ripreso da dove tutto era finito: una coppa alzata e tutti felici. Certo il 22 maggio era quella dalle grandi orecchie ed alzare invece la Pirelli Cup non è mica la stessa cosa, però in questo calcio estivo oramai agli sgoccioli bisogna dire che con riserve e giovani di lusso abbiamo fatto la nostra porca figura, quindi anche una Pirelli Cup, per tanti, ha un suo valore, un suo perchè. Se vogliamo vedere abbiamo vinto pure il Trofeo Tim, ma quello lo rinnego, porta sfiga. Per intenderci, l'anno scorso l'ha vinto la Juve. Intesi? Dunque mi limito a dire che siamo ripartiti da dove eravamo rimasti: le vittorie. Ricordo ancora quando il Mancio arrivò e spiegò subito che, a lui, non gliene fregava un corno se si giocava per la Champions o per la Coppa del Nonno, l'unico obiettivo che una squadra deve avere è la vittoria, vincere, alzare il trofeo, vincere con classe, salutare e togliere il disturbo. Ogni vittoria porta consapevolezza, fiducia e mentalità. Non sbagliava. Per ragazzi come Biraghi, Natalino, Benedetti, Nwankwo, Obi, Coutinho vincere una Pirelli Cup contro i Citizens più avanti di condizione e con nomi più altisonanti è una soddisfazione grandissima, che porta fiducia nei loro mezzi. E ok, anche vincere un Trofeo Tim contro una Juventus avanti quindici giorni di preparazione (e pesano ad agosto quindici giorni) o con un Milan versione inedita porta motivazioni e grande soddisfazione. Per questo è importante continuare così, vincere. Perchè sabato sera io, la Supercoppa, la voglio vedere alzata in cielo da Zanna, voglio che le cose siano subito chiare: Mourinho o non Mourihno la solfa non cambia, noi siamo i più forti, voi gli eterni secondi. L'allenatore conta, ma in campo ci vanno i giocatori, l'ha precisato Big Ben, quindi ricordiamogli chi ha vinto quasi tutto l'anno scorso ed iniziamo la rincorsa al Grandissimo Slam, compreso di Pirelli Cup e Trofeo Tim (così sfatiamo pure che porta sfiga).
Un solo piccolo accenno al Balo, che ora vestirà l'azzurro Nazionale ed il celeste Citizens. Anche per lui la stagione è ripartita da dove era finita: ricerca di una nuova squadra, nuove sfide, nuove motivazioni, basta cori razzisti, basta scribacchini ficcanaso, basta tirate d'orecchie da parte di noi tifosi, compagni e dirigenti. Ed infatti è finita, basta. Passa al Manchester City con un bagaglio di speranze e sogni che spero per lui riesca a realizzare. Duole dirlo, ma il suo tempo, brevissimo, forse troppo breve, all'Inter s'era concluso. Quando? Tempo fa, non ad Inter-Barcellona, già prima. E' un giocatore che mi ha fatto amare il gioco (e sottolineo GIOCO) del calcio, ma anche fatto venire voglia, a me, appena due anni più vecchio di lui, di prenderlo e dargli tanti di quei calci in culo che per una settimana non avrebbe potuto vedere una sedia. E' stato un rapporto di contrasti il nostro con lui, fatto di fischi ed applausi. Ma una cosa va detta: noi, a Mario, abbiamo voluto bene. Lo abbiamo sempre difeso. A San Siro lo fischiavamo anche, ma in trasferta eravamo sempre pronti ad un applauso in più rispetto ai buh degli avversari, un pò come la mamma che difende il figlio in pubblico per una marachella, ma che poi a casa gli fa un culo così. Per noi Mario poteva essere la bandiera del futuro ed invece è stato, purtroppo, un geniaccio con la cresta che non è mai riuscito davvero ad imporsi. Comunque, caro Balo, ricordati di una cosa: la Curva Nord e tutto San Siro ti ha sempre supportato, siamo un tifo difficile, chiedi a gente come Quaresma, Conceicao o lo stesso Stankovic agli inizi. Con te siamo stati buoni per quanto possibile, ma tu non ci sei quasi mai venuto incontro. Hai fatto comunque parte della nostra storia e te ne siamo grati, mi piacerebbe solo che avessi un pò più di riconoscenze per noi tifosi e non ci paragonassi a quelli di Juventus e Roma (ha detto: "Saluto tutti i tifosi italiani di inter, Juventus e Roma"). Noi siamo interisti, una cosa a sè stante, un Universo diverso. Ma forse non l'hai capito Balo, meteora rosso-nera di passaggio nell'Universo nero-azzurro.

Il Silenzio


a cura di Andrea

Innanzitutto vi porgo i miei saluti, non di addio, ma di ritorno: per me la vacanze sono appena finite, spero per tutti voi amici nero-azzurri invece stiano per incominciare o siano ancora in atto. La mia assenza dal blog ed in generale dall'universo calcistico italiano sinceramente non ha sortito alcun effetto. Effetti non tanto legati alla mia assenza (non sono così megalomane), ma piuttosto sulla mia conoscenza di movimenti di mercato o di news salienti. E' tutto fermo, immobile, statico. E' tutto nel silenzio.
Il silenzio è spesso una cosa positiva, c'è da dirlo. Non amo il frastuono, il caos, seppure d'estate sia difficile non trovarli nelle più rinomate località turistiche italiche ed estere. E lo stesso mondo del calcio estivo è sempre vissuto di parole, di "bombe" roboanti ed eclatanti che scaldavano i discorsi da spiaggia (e da uomini) all'ombra dell'ombrellone. E tutto ciò non faceva che aumentare il frastuono. Rimembrate i nefasti giorni in cui il nostro Presidente d'estate si esaltava e d'inverno, in nostra compagnia, si rattristava fino all'orlo della depressione? (l'Interista faCEVA lo sbruffone sotto l'ombrellone, poi di traverso gli ANDAVA il panettone). Bene, nell'estate 2010 tutto questo caos mediatico e di parole sembra avere fatto spazio al silenzio. Il mercato non decolla, anzi, si schianta se teniamo conto che le squadre più attive sono Genoa e Juventus. Eppure, sinceramente, la cosa non mi dispiace. Tenere Maicon, secondo me, è il vero colpo di mercato. Anche in questo caso si può notare il valore del silenzio: s'è parlato tanto, tantissimo del brasiliano al Real, sembrava già tutto fatto....ed invece con due parole il massimo Moratti lo toglie dal mercato. E poi? E poi silenzio. Caliendo, procuratore, parla tanto, troppo, chiede precisazioni, paventa richieste di aumenti d'ingaggio (l'ultimo rinnovo di Maicon, con ritocco d'ingaggio, è datato inizio 2010, vedete un pò voi). Invece Branca non parla, Benitez glissa, Moratti sorride e Maicon tace. Ah, quanto amo il silenzio! Silenzio che circonda anche tutto il resto del nostro mercato: Mascherano sembra non esistere più, gli altri nomi che vagano sono solo ipotesi lontane mai fatte da dirigenti nero-azzurri ma solo dai giornalisti ai quali, il silenzio, non giova per nulla. Balotelli se ne andrà invece e, come dissi nel mio ultimo articolo, tatticamente la ritengo la mossa più azzeccata. Sostituire un attaccante non titolare, nonostante la sua giovine età ed il suo immenso talento, è attualmente più semplice che sostituire il più forte laterale difensivo al Mondo e se servono soldi, meglio lui che l'altro. Poi magari Mario diventerà più forte di C.Ronaldo e ci rammaricheremo un pò, ma può anche essere che si perda nel suo Universo di bizze e tamarraggine ed allora applaudiremo le scelte della nostra amata Società. E comunque i giovani li abbiamo. Cioè, dico, avete visto Coutinho? Ok, non mi gaso eccessivamente, cerco di trattenermi, ma a me i giocatori così mi fanno sognare. Io amavo il Chino e nonostante gli insulti a cui andrò incontro dicendo questa cosa, spero che il ragazzetto possa farmi sognare almeno la metà di quanto fece Recoba. Chiaro, spero per lui che si dimostri anche più continuo (molto più continuo....MOLTISSIMO) e decisivo, ma i calciatori che fanno sognare servono sempre per il tifo, molto più dei decisivi. Cioè, voi preferite un Inzaghi o un Cassano, per dirne due a caso? Preferite la freddezza senza classe o la classe senza controllo? Io opto per la seconda, sempre, alla fine il calcio è un gioco e nei giochi il divertimento viene prima di tutto. Un pò come il silenzio a volte.

IOINTERISTA: IL MIO CAPITANO!

Il mio Capitano è un esempio per tutti, ha preso per mano la sua squadra ed insieme a lei ha lottato stagione dopo stagione, sempre fiero, sempre corretto, sempre presente.
Al mio Capitano non piace vincere facile, non cambia maglia per quattro soldi in più, ha voluto raggiungere i suoi obiettivi insieme all'Inter ed ha lottato per quindici stagioni senza mai mollare, senza mai smettere di credere nell'Inter e nei valori che essa rappresenta.
Sempre pronto al sacrificio, anche ora che le candeline sono trentasette, il mio Capitano, salta gli avversari come fossero birilli, non permette a nessuno di togliergli la palla dai piedi; è sempre disposto ad aiutare i più giovani, ad insegnargli cosa voglia dire essere un atleta professionista, cosa voglia dire essere Interista.
Il mio Capitano è un uomo vero, un fuoriclasse di semplicità, un uomo straordinario, una immensa leggenda, che con l'Inter ha vinto tutto quello che poteva vincere, riuscendo a condurla sul tetto d'Europa.
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IOINTERISTA: CALCIO O MONTAGNE RUSSE?

Orari delle partite, posticipi e anticipi di Campionato, un rebus complesso, un Sudoku all'Italiana che costringerà noi tifosi ai salti mortali, per seguire la propria squadra del cuore.
Organizzare Pullman, anche solo per andare al Meazza, sarà come salire a bordo delle Montagne Russe.
All'effetto devastante del Campionato "Spezzatino" si aggiungeranno posticipi ed anticipi legati alle squadre che parteciperanno alle Coppe Europee e nello specifico, per noi Interisti, si aggiungeranno gli appuntamenti di Super Coppa Europea, che farà slittare la prima di Campionato...

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FC DALLAS VS INTER 2 - 2


E' finita 2 a 2 l'amichevole disputata dall'Inter contro il Dallas e finisce quindi con un pareggio, una vittoria ed una sconfitta la turnè americana dei Nerazzurri.
Inutile entrare nel merito di marcature o sproloqui tattici in questo agosto ferraiolo, dove il caldo, la stanchezza ed il lavoro accumulato, non potevano certo permettere di vedere chissà quale spumeggiante prestazione dei Nerazzurri.
Dopo la cenetta al Pizza Hut, l'importante è che l'Inter prosegua il lavoro di preparazione in Italia, dove torna ad abbracciare Wesley e si appresta a dire addio a Mario, ma con maggior rammarico a Maicon.
Non vorrei sembrare ripetitivo, ma il Colosso, seocndo me, ci mancherà più di quanto pensiamo, spero tanto di essere smentito.
Il mercato prosegue con lentezza estrema ed i nomi dei possibili rinforzi, non entusiasmano nessuno; dopo una stagione indimenticabile, emotivamente estasiante, quest'anno stiamo vivendo un calciomercato Nerazzurro incomprensibile, capace di produrre sensazioni di incertezza e scontento.
C'è ancora tempo prima di fare sul serio, il 21 Agosto per la sfida di SuperCoppa Tim, ma la sensazione di indebolimento di un gruppo che si è mostrato al di sopra di tutti, conquistando traguardi storici, è netta e preoccupante.
Non è una sconfitta greca o una soap Americana che possono fare la differenza, ma nell'attesa di conoscere i volti dei nuovi rinforzi, per il momento resta un pò di stizza nei confronti di Mourinho, che ha voluto frettolosamente lasciare questo indegno paese, soffiandoci (ormai si può dare per scontato) il nostro Colosso e del fair play finanziario, che ormai è più una scusa che altro.
Benitez mi piace e sono fiducioso, ma mi sembra troppo compassato e rispettoso, per sopravvivere all'Inferno che si scatenerà contro di noi, quando si darà nuovamente il via alle danze!.
La prossima settimana a quest'ora, sono beatamente partito per la meritata vacanza, sei giorni in ritiro in Olanda (a trenta minuti di treno dalla città che ha dato il natale a Sneijder), per poi tornare giusto in tempo, per salire sul pullman, con destinazione Milano la sera del 21 Agosto 2010.


FC Dallas-Inter 2-2

Marcatori: 24' pt Milito, 41' pt John, 18' st Eto'o, 30' st Ferreira (rig.)

FC DALLAS: 44 Sala; 4 Pearce, 14 John, 3 Ihemelu (16' st 19 Loyd) , 5 Benitez (40' st 29 Hernandez); 2 D. Hernandez (25' st 8 Guarda); 16 Harris, 17 Avila (15' st 24 Alexander), 10 Ferreira (34' st 13 Mc Carty), 20 Shea (38' st 17 Marosevic); 7 Rodriguez (22' st 9 Cunningham).
A disposizione: 1 Hartman, 18 Chavez, 27 Edward, 28 Ulloa, 23 Weideman, 31 Yeisley, 34 Luca.
Allenatore: Schellas Hyndman.

INTERNAZIONALE: 12 Castellazzi (1' st 1 Julio Cesar); 13 Maicon (1' st 2 Cordoba), 6 Lucio (1' st 16 Burdisso) , 25 Samuel (1' st 23 Materazzi), 26 Chivu (1' st 39 Santon) ; 27 Pandev (14' st 50 Biabiany), 5 Stankovic (1' st 17 Mariga), 19 Cambiasso (19' st 40 Nwankwo), 29 Coutinho (19' st 20 Obi); 9 Eto'o (19' st 30 Mancini), 22 Milito (1' st 31 Alibec).
A disposizione: 1 Julio Cesar, 92 Gallinetta, 33 Obinna, 34 Biraghi, 57 Natalino.
Allenatore: Rafael Benitez.

Arbitro: Jeff Gontarek





NO PAN(ATHINA)IKO(S)

Non sempre la ciambella ti riesce con il buco, così dopo la prima vittoria, arriva anche la prima sconfitta per l'Inter di Benitez!
Una sconfitta è sempre uno schiaffone che lascia il segno, ma quelle estive, a volte, fanno anche bene.
Siamo e resteremo ancora per un pò, nel campo delle amichevoli estive, il che vuol dire giovani in prova, gambe imballate ed esperimenti tattici.
Confesso che alle due di questa notte dormivo come un bimbo, il sabato si può fare, ma per chi lavora e alle 6 di mattina sente suonare le campane, risulta impresa disperata, al limite dell'essere definiti pazzi, quella di restare in piedi fino alle quattro per vedere un'amichevole.
Dispiaciuto per non aver visto la diretta, per fortuna questa sera su SkySport1 h.20:30 va in onda la replica, sono rimasto altrettanto sorpreso nell'apprendere che il Panathinaikos ci aveva battuti per 3 reti a 2.
Nessun allarme, così come dopo la vittoria sul Manchester City, nessuno aveva fatto proclami di grandezza, consapevoli ora, come ieri e domani, che questa Inter è un grande gruppo coeso che non è appagato dai recenti successi e sta lavorando per fare bene e vincere ancora.
Visto il video del match, possiamo trarre qualche conclusione:
Il fantastico goal di Coutinho e le prestazioni positive dei più giovani, confermano che la fiducia in loro è ben riposta, non sono solo nomi gettati nella mischia, ma promesse concrete.
Maicon ci mancherà, ne sono sempre più convinto e lo dico con un pizzico di nostalgia, perchè penso che ormai il suo destino sia già lontano da noi; sarà durissima trovare un sostituto degno, capace di essere un vero crack per gli avversari.
Il gioco che vuole sviluppare Benitez si basa su una difesa alta, pressing e possesso palla, affinchè si possa avere un riscontro positivo, questo tipo di gioco deve essere sviluppato alla perfezione, con i giusti meccanismi ed interpreti, perchè basterebbe che il centrocampo vada in leggero affanno e la difesa si troverebbe immediatamente in difficoltà, concedendo praterie agli attaccanti avversari, che altro non aspettano.
Viste le leggerezze commesse contro il Panathinaikos, anche se il primo goal mi è parso in fuorigioco, la difesa dovrà essere registrata e gli interpreti rivisti, troppo affanno nel respingere gli attaccanti avversari lanciati a rete, ma non voglio condannare alla seconda amichevole, gente come Materazzi e Cordoba che conosciamo bene e sappiamo essere dotati di buone qualità.
Il centrocampo sembra essere ben assortito, Mariga possiamo ormai definirlo un titolare a tutti gli effetti, ha forza fisica, capacità tattica e un piede addomesticato, non come Muntari, per capirci e l'arrivo di Mascherano potrebbe offrire una buona alternativa, anche se probabilmente rallenterebbe la manovra offensiva a vantaggio di maggior copertura.
Partito Mario, in avanti le alternative sono molto valide, Milito ed Eto'o in buona compagnia di Wesley e/o Coutinho, fanno paura a chiunque, con Cambiasso e Motta a sostegno e pronti ad incursioni, con le alternative Pandev e Stankovich a disposizione.
Zanetti non si discute e sono convinto farà un'altra ottima stagione, certo vederlo uscire per una botta, ha generato la stessa incredulità che gli spettatori hanno provato, davanti all'uomo che per la prima volta poggia il piede sul suolo lunare, ma Saverio è un robot e lo aspetto in campo alla prima occasione utile.
Nel nostro futuro molto dipenderà da Benitez e da come i giocatori percepiranno il suo modo di fare calcio, spero solo che non si perda tempo in inutili e fantasiosi progetti tattici.
Benitez ha detto che saremo pronti fra 15/20 giorni, ma la Super Coppa è il 21 Agosto, il nostro avversario ha "fame" e noi dovremo già essere in grado di esprimerci al meglio, se vogliamo riprendere da dove avevamo lasciato il 22 Maggio a Madrid, ovvero vincendo!.

INTER: ESORDIO POSITIVO ALLA PIRELLI CUP

Quando ormai il fabisogno di Inter cominciava a farsi invadente, è arrivata la prima amichevole estiva, travestita da “Cup”.
Trasmessa in diretta dall'America alle due di notte, seppur in un contesto emotivo parallelamente opposto a quello in cui ci eravamo lasciati, vale sempre la pena di sfidare il sonno tentatore e gustarsi l'Inter, che torna a calcare il campo da gioco.
Imbottiti di gioventù e tanta voglia di giocare contro un Manchester City, che seppur penalizzato dall'espulsione eccessiva di Vieirà, ha mostrato meno concentrazione, la nostra Inter ha esordito mostrando personalità e tanta grinta.

Ottime le prestazioni dei giovani, Coutinho si è messo in luce con buone giocate, ha mostrato personalità e facile intesa con il partner Goran Pandev, Biabiany velocissimo come sempre è maturato e potrebbe essere molto utile alla causa Nerazzurra, infine Biraghi è entrato subito in partita ed ha realizzato un goal splendido, finito al quinto posto nella classifica dei migliori gesti atletici della settimana di ESPN.

Benissimo il ri-ritorno di Obinna, che è stato il mattatore del match, con due goal e si è dato molto da fare per mostrare di potersi ritagliare un posticino in questa nuova Inter che va nascendo.

Una sfida senza particolari rischi, un'amichevole che ha avuto la responsabilità principale di rappresentare l'esordio in Nerazzurro per il nuovo “Condottiero” Benitez e per nuovi acquisti Castellazzi e Coutinho, ma che ci ha soprattutto mostrato un gruppo coeso, che sta ben lavorando per cercare di ripete in futuro i successi raggiunti dall'Inter di Mourinho.

Guarda il video di Inter vs Manchester City 3 - 0

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