Scritto da Alex

Di questi tempi i riflettori sono puntati tutti sui cugini rossoneri i quali, a detta di molti, Zlatan Ibrahimovic in primis, ci faranno a pezzetti nel corso della prossima stagione.
Premesso che sono convinto che il Milan sarà la nostra più pericolosa antagonista e che con Ibra, che noi conosciamo bene, abbia fatto un gran colpo, sono anche convinto che tutto questo trionfalismo sia un tantinino eccessivo e che alla fine alle parole, ai proclami e alle strombazzate debbano poi seguire i fatti.
Le ultime due stagioni sono state caratterizzate da tentativi, nemmeno tanto celati, di portare la squadra del Presidente del Consiglio il più in alto possibile: controllare il saldo rigori dati – rigori subiti del Milan e dell’Inter nelle ultime due stagioni per farsi un’idea. non solo.
Ora è chiaro che se negli ultimi due anni questo tentativo è andato a vuoto per l’ importanza del divario che divideva le due formazioni, l’anno prossimo l’eventuale operazione risulterà assai più agevole; e questo dobbiamo temerlo forse più di tutto il resto, perché sulla nostra testolina capeggia una grandissima voglia di “forca” da parte di molti; non è il solito vittimismo, ma la presa di coscienza di una realtà incontestabile, o contestabile solo da coloro che vivono con due fette di lardo perennemente sugli occhi.
La cosa che dà un po’ il voltastomaco sono le dichiarazioni di Ibra che si dimostra una discreta meretrice del mondo pallonaio, avendo dichiarato che l’Inter era la squadra che sognava fin da bambino quando si trasferì da noi, poi che il Barcellona era la squadra dei suoi sogni (con tanto di bacio alla maglia) e ora dichiara che il Milan è la squadra più bella e quella dove avrebbe voluto giocare anche quattro anni fa; chissà perché non ci
è andato, se gli piaceva tanto, dal momento che il Milan non era stato retrocesso in B dopo Calciopoli, anzi: gli hanno pure permesso di partecipare alla Champions che poi, colmo dei colmi, ha pure vinto, grazie al qual
giocatore che, credo ormai impossibilitato a tornare su quei livelli, gli organi di stampa vorrebbero spingere verso di noi, in una sorta di dispetto che assumerebbe l’aurea di un catartico contrappasso (Kakà ovviamente).
Ho letto vari editoriali nei quali siamo dati per sconfitti prima di cominciare: a parte quello di Moggi che mi rifiuto a priori di leggere, i due che meritano un’analisi e una risposta sono quelli del Sig. Criscitello (Sportitalia) e del Sig. Vitiello (Milannews).

Il primo dichiara che Berlusconi non ha affatto operato gli acquisti di fine calciomercato in ottica di eventuali elezioni anticipate, ma in nome di un ritrovato amore ed entusiasmo per il suo Milan e che, nonostante quello che è accaduto negli ultimi anni, l’Inter non sarà mai come il Milan e Moratti non sarà mai come Berlusconi. Riguardo al primo punto, pur rifiutandomi da sempre di accostare il calcio alla politica (amo troppo il primo e troppo poco la seconda), ritengo abbastanza improbabile che il Presidente del Consiglio non abbia avvallato queste operazioni anche con un po’ di attenzione all’aspetto propagandistico che implicano queste ultime, esistendo dei precisi sondaggi che certificano come una percentuale, se pur piccola ovviamente, dei suoi successi elettorali sia da attribuirsi alla sua immagine di Presidente di una squadra vincente famosa come il Milan.: quindi lui eventualmente fa semplicemente il suo gioco, non vedo tutta questa ansia nel volerlo negare a tutti i costi.
Quanto al fatto che Moratti non sarà mai come Berlusconi e che l’Inter non sarà mai come il Milan a noi interisti, detto in tutta sincerità, non può fare altro che un immenso piacere.
Il Signor Vitiello invece va oltre: alla solita rivisitazione personale di Calciopoli (Milan massacrato, Inter graziata nonostante i pesanti coinvolgimenti (???), aggiunge una smontatura di tutti i successi della nostra storia recente sostenuta da tesi degne di chi si è appena fumato un mix di acidi e di estratto di peyote, culminando con allucinanti quanto imprecisate presunte sviste arbitrali durante la finale di Champions col Bayern.
Il tutto per corroborare la tesi che Kakà avrebbe decisamente ricusato anche la sola ipotesi di finire in nerazzurro; roba da giornalismo di quarta lega.
Questo signore probabilmente ha dimenticato che nella gara Milan-Celtic del 2007, ottavo di finale della sopra menzionata Champions 2007, e gara vinta faticosamente ai supplementari dai rossoneri, l’arbitro non sanzionò incredibilmente un “bagher alto” di Maldini in piena area di rigore milanista degno di una finale pallavolistica; peccato si stesse giocando a calcio.
A parte questi orrori vi dirò che non sono affatto dispiaciuto che il Milan venga considerato nella peggiore delle ipotesi alla pari dell’Inter e da molti addirittura superiore; dopo anni di successi fa bene partire con la luce dei riflettori puntata su qualcun altro.
E’ vero che hanno un attacco atomico, ma è altrettanto vero che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non possono giocare con quei 4 là davanti tutti insieme e se le cose vanno bene e arrivano le vittorie, ancora ancora; se dovesse invece verificarsi qualche inciampo (speriamo), chiunque di quei signori sarà dirottato a “scaldare la panca” c’è da scommettere che farà un discreto casino: Robinho è un caratterino mica da ridere e non pensino di contare su Ibra per tenere unito lo spogliatoio.
Noi lo conosciamo bene ed è un professionista serio, ma anche uno che si fa abbondantemente i suoi interessi; quando questi non dovessero coincidere più con quelli della Società, inviterà tutti quanti a una pubblica “fellatio” e si inventerà una nuova squadra nella quale aveva il sogno di giocare fin da bambino. Inoltre devono reggere per tutta la stagione sia Pirlo che Nesta, che sono i giocatori veramente fondamentali degli altri due reparti: dovesse assentarsi per un certo periodo uno dei due (e Nesta è abbastanza a rischio da
questo punto di vista), saranno cavoli amari.
Infine c’è da verificare come riuscirà a gestire la “baracca” e la pressione dei favori del pronostico il Signor Allegri; fare bene a Cagliari o a Livorno è un conto, a Milano la faccenda è un po’ diversa.
Noi è vero che abbiamo perso Mou e non abbiamo acquistato praticamente nessuno; Coutinho è una scommessa per il futuro, Biabany un Suazo un po’ più giovane e motivato, ma nessuno dei due può minimamente sostituire Mario.
Però è anche vero che abbiamo dalla nostra l’esperienza, la quadratura e la capacità di restare lucidi anche in situazioni difficili; se i ragazzi sapranno trovare in loro stessi le motivazioni per provare a vincere ancora e sapranno sconfiggere l’appagamento dopo tante vittorie, sono convinto che ce la possiamo giocare ancora alla grande, soprattutto in Italia.
Benitez non è Mourinho, ma è pur sempre un ottimo allenatore, anche lui già abbastanza “navigato”.
Sarà per quanto ci riguarda una questione fondamentalmente “di testa”.
Andate pure avanti voi, cugini rossoneri, forti anche del sostegno di Balotelli: chissà che alla fine a ridere non saremo ancora una volta noi della Milano nerazzurra: a quel punto molti si dovranno cospargere il capo di cenere.