SI VOLA SOLO INSIEME - IL CHIVU FRUSTRATO

Le sconfitte sono come l'influenza, si insediano dentro di te ed i colori del mondo circostante sbiadiscono per qualche giorno.
Per chi, come me, si è preso la briga di ammorbare il "prossimo" con un blog, l'astuzia sta nel riuscire a non scrivere nulla nell'immediato dopo partita, onde evitare che delusione e rabbia analizzino la partita al posto mio, lasciando riflessioni coerenti e sfumature comprimarie all'indomani mattina.

Contro la roma, unica società in grado di portare sui campi di Serie A, una squadra di triatlon, specializzata in pianti, tuffi e pallamano, squadra che ad oggi potrebbe giusto pulirci le scarpe, la sconfitta risulta alquanto irreale e lo è ancor di più per come è arrivata.
Tralasciando la discutibile decisione di Morganti nell'assegnare la punizione, dalla quale è poi scaturita la beffa, che ha salvato il "sedere" di Ranieri, le responsabilità di questa imprevista sconfitta sono, a mio avviso, da imputare ad un atteggiamento compassato dei nostri giocatori, che hanno lasciato a Milano la grinta e la voglia di vincere, che nel recente passato hanno fatto la differenza, mostrando invece di volersi accontentare di un pareggio, che con il senno di poi, non sarebbe comunque stato da buttare.

 

ROMA VS INTER 1 - 0

Eri allo Stadio? Eri sul tuo divano o al bar con gli amici?
Raccontaci il tuo Roma vs Inter, scrivici a info@iointerista.com

Allo stadio Olimpico contro la roma va in scena una partita orribile, in cui l'Inter parte alla grande sullo slancio dell'ottima prestazione, con la quale ha liquidato il Bari per quattro reti a zero solo tre giorni prima, mentre la roma sembra ancora intimorita, ma chiude bene gli spazi constringendoci a conclusioni da lontano in cui Stankovic da il meglio, ma senza fortuna.
In un clima strano il primo tempo scivola via, con la roma che cresce ed alza il baricentro conducendo le proprie azioni, con i soliti tuffi alla Pellegrini e stop di mano mai sanzionati.

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ADESSO BASTA !

Scritto da Alex

"Quanto rischia di avvenire nei prossimi mesi è un fatto assolutamente grave e lesivo della storia, dei valori e dell’onorabilità della Società che da anni occupa uno spazio speciale nei nostri cuori."

L’ abbiamo sempre detto, da tanto tempo e in tempi non sospetti: la “nuova” dirigenza della Juve (fra virgolette perché con un Presidente che si chiama Agnelli di nuovo ci può essere ben poco) farebbe molto meglio a concentrarsi per cercare di vincere qualcosa in maniera corretta e pulita, invece che fare di tutto per cercare di toglierlo agli altri dopo avergliene tolti un paio tramite un controllo di stampo mafioso del sistema calcio nel suo complesso.
Questi signori vennero beccati cinque anni fa “col sorcio in bocca” e invece di vergognarsi e voltare pagina al più presto, tornano all’attacco rivangando un passato che in una situazione e in un Paese normale li vedrebbe rimassacrati in maniera ancora più pesante; in un “Carrozzone” come quello italico invece hanno intuito che negare l’evidenza e continuare a ripetere assurdità come in un “refrain” ossessivo ha ottime possibilità di successo, soprattutto se a perpetrare questa operazione è la famiglia italiana più potente in assoluto o, da qualche anno, forse la seconda.
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AUTO-CELEBRATION

A cura di Andrea
Beh, lasciatecelo dire: noi l'avevamo detto. Non noi in quanto blog C'è Solo l'Inter o sito IoInterista.com, bensì noi in quanto totalità del tifo nero-azzurro.
Noi l'avevamo detto che Il Principe non era morto, che Eto'o è una forza della natura e che nello scambio con Ibra ci avevamo solo guadagnato.
Noi l'avevamo detto che nonostante le avversarie si siano rafforzate, alla fine noi siamo pur sempre i Campioni d'Italia (doppi) e d'Europa.
Noi l'avevamo detto che serviva solo tempo, testa e soprattutto gambe, che col tempo saremmo usciti e saremmo tornati in alto, sopra tutti.
Noi l'avevamo detto che comunque, al di là di tutto, restiamo i più forti.
Il tifo nerazzurro nessuno ha mai detto che sia facile: siamo criticoni, insofferenti nella nostra bausciaggine maturata in anni di alti e bassi, ma sempre sulla cresta dell'onda.

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IL MIO AMICO (?) ZAMPALESTA

Scritto da Alex
Come molti di voi avranno intuito, il titolo del post non fa riferimento ad una scimmietta dalle mani un pò troppo lunghe coprotagonista del film omonimo, ma al "vulcanico" (lo definiscono così) presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini.
Questo signore, che ha come hobbie principale quello di "divorare" un allenatore dietro l'altro, dopo la partita persa in casa dal suo Palermo contro l'Inter non ha trovato di meglio che dichiarare che alla sua squadra sarebbero stati negati quattro calci di rigore, rincarando poi la dose e affermando che l'Inter è sempre più simile alla Juventus di Calciopoli.

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MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO (?)

Scritto da Andrea
E ci ritroviamo li, dove da anni siamo abituati a stare, ovvero in testa alla classifica. Siamo solo alla terza giornata, è vero, ma qualche riflessione già la pone, una su tutte. Quale?

Beh, che se l'Inter, la squadra che ha vinto tutto l'anno scorso e che quest'anno doveva affrontare la stagione senza fame, senza motivazioni, senza il condottiero Mourinho e senza un Balotelli che il suo perché ce l'ha sempre, è comunque ancora una volta davanti a tutti, allora c'è stato e c'è un problema di fondo o nella comunicazione dai parte dei media, oppure da parte della preparazione tecnica e tattica, oltre che fisica, del nostro Campionato.

...CONTINUA... http://www.iointerista.com/news/63.html


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INTER IN CRESCITA, ETO'O STENDE IL PALERMO

Che non sarebbe stato facile lo sapevamo bene, con l'assenza di Sneijder ed un Milito a "salve" su un campo tradizionalmente ostico, questi tre punti sono un ottimo bottino, per un Inter in crescita che acquista ancora più fiducia.
Dentro Deki e Pandev, per quest'ultimo un recupero lampo, ed è stata un'Inter ispirata e con un passo decisamente più grintoso, forse la miglior prestazione dell'era Benitez.

LA TUA INTER

Lo si evince dai contenuti, IoInterista.com non è una testata giornalistica, ma è semplicemente il frutto di una passione chiamata "INTER", un sito giovane, ideato e gestito solo da tifosi Nerazzurri.
Ora è finalmente arrivato il momento di lasciare spazio ai lettori, di lasciare che IoInterista.com sia quello per cui è stato pensato.
Uno spazio per i tifosi, un luogo in cui puoi condividere il tuo Interismo, raccontare i mille aspetti della tua fede Nerazzurra.

Raccontaci delle tue trasferta al fianco dell'Inter, cosa ne pensi del tifo organizzato, quali sono le tue scaramanzie prima, durante e dopo la partita.
Scrivici le tue impressioni, parlaci dei tuoi giocatori preferiti e di quelli, che proprio non riesci più a vedere.
Esprimi il tuo pensiero sull'ultima partita, le tue impressioni sull'allenatore, sull'operato della Società, di cosa faresti o non avresti fatto se a decidere avessi potuto essere tu.

Grandi esperti di storia o semplici innamorati, chi "il più grande è stato Veleno" e chi "Facchetti sono io", chi "Zanetti è l'Inter" e chi "le bandiere non esistono più"; IoInterista.com è nato per essere tutto questo, uno spazio Nerazzurro dove parlare della tua Inter.

Condividi, anche tu, la tua passione e trasforma IoInterista.com nel tuo spazio Nerazzurro!
Si vince solo insieme!.

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TWENTE VS INTER 2 - 2

TWENTE – INTERNAZIONALE FC 2 - 2

Marcatori: 13°Sneijder; 20° Jansenn; 30° Milito (aut); 40° Eto'o

Su un terreno reso sempre più scivoloso dalla pioggia caduta copiosamente anche durante la partita, a pregiudicare la miglior tecnica dei giocatori Nerazzurri, l'Inter conquista il primo punto in Champions, nella trasferta allo stadio "De Grolsch Veste" di Enschede, contro il Twente; tutto secondo la cabala (anche lo scorso anno l'esordio fu un pareggio contro il Barcellona), ma è un Inter ancora lontana dalla miglior forma possibile.
La formazione Olandese presentava tutte le credenziali necessaria a rendere la trasferta insidiosa:
Esordio in Champions League da Campioni d'Olanda, senza nulla da perdere e con una cornice di tifo entusiasta per la nuova avventura, con una pagina di storia importante appena scritta ed una da iniziare, affrontandola senza timore.

Sapendo di trovarsi davanti un'Inter non ancora nella condizione di essere letale, Preud'Homme ha preparato bene la partita, con corsa e pressing aggressivo sul portatore di palla, mettendo in difficoltà il centrocampo Nerazzurro, incapace di contrastare e filtrare con efficacia, le azioni del Twente, permettendo così agli olandesi di dominare il primo tempo e sfruttare al meglio le due palle inattive che hanno permesso prima il pareggio e poi il vantaggio orange.

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ONOREVOLE, MA PER FAVORE!

Scritto da Alex

Ieri sera al ritorno a casa da un'ora di attività fisica alla quale bisogna ogni tanto sacrificarsi se non si vuole "sbracare" fisicamente in maniera tragica, durante uno zapping esplorativo mi sono imbattuto nell'Onorevole (?) Capezzone che, prendendo spunto da una critica agli arbitri nelle prime due giornate di campionato, ha trovato modo di virare su Calciopoli affermando nell'ordine che:

1. Ai tempi di Moggi evidentemente non era solo lui il lupo cattivo e che gli
arbitri adesso sbagliano tanto come e più di prima;
2. Gli italiani sono stati imbrogliati 4 anni fa da tutti quelli che davano
addosso a Moggi mentre solo lui e pochi altri, da buoni garantisti, avevano
avuto il coraggio (e che coraggio!) di difenderlo dai "falsi onesti";
3. Gli italiani vengono imbrogliati anche adesso dal momento che si nasconde
loro Calciopoli 2 che contiene aspetti molto più gravi di Calciopoli 1

IL GIUDICE ANTISPORTIVO

Siamo solo alla seconda giornata eppure l'incredible è già in scena.
Berlusconi è sceso in campo, ma (questa volta?) non lo ha fatto per noi, ma per annunciare al mondo intero che la Sinistra Italiana, politicamente incapace, si sta riciclando nel calcio, come il "mutaforme" del telefilm Roswell , assumendo le sembianze di guardalinee distratti, con l'obiettivo di negare la strameritata vittoria al suo milan delle meraviglie, contro la temibile corazzata Cesenate, che per l'occasione ha persino studiato un meccanismo sotterraneo, per lo spostamento della porta, causando l'errore dal dischetto del Genio svedese, tornato mestamente negli spogliatoi, con il naso tra le gambe.
 
Naturalmente "il Silvio" sta preparando il terreno per la nuova stagione, vuole essere sicuro che questi fattacci non accadano più ed il suo milan sia agevolato nella corsa verso il dovuto e già strameritato scudetto!.
 
L'Incredibile però è invece accaduto oggi, con  l'assurda decisione del Giudice Sportivo, di multare Samuel Eto'o, ammonito per simulazione durante Inter vs Udinese.
Nonostante la televisione abbia largamente mostrato, anche al più celebroleso degli spettatori, che si è trattato di un errore arbitrale e che, non solo si trattava di un calcio di rigore solare, ma il difensore friulano doveva essere espulso, non si capisce perchè l'errore, non ravvisato sul campo, debba anche avere conseguenze fuori dallo stesso, alla faccia della prova Tv.
 
Il Giudice Sportivo dott. Gianpaolo Tosel, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell'A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 14 settembre 2010, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:...
PER COMPORTAMENTO NON REGOLAMENTARE IN CAMPO
AMMONIZIONE ED AMMENDA DI € 2.000,00
ETO'O Samuel (Internazionale): per avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento
falloso in area di rigore avversaria (Prima sanzione).

Se nel calcio continueranno ad esserci mafiosi e dementi, le cose non cambieranno mai!!!

Come cambiano le cose.....


a cura di Andrea

Un piccolo evento può cambiare totalmente tutto. Fino al venticinque agosto ad esempio non c'era italiana, secondo la maggioranza, in grado di competere con un Inter comunque statica sul mercato. Il trentuno, a calciomercato concluso, il Milan era favorito, noi e la Roma un gradino sotto. Ma si sa, il calcio è bello perchè si gioca sul campo e non dietro una scrivania ed a parole, nonostante un certo Josè Mourinho abbia insegnato a giocare a calcio anche così. E quindi si poteva dire tutto, ma senza dimostrazioni empiriche. Oggi si può dire altro, con tanto di dimostrazioni empiriche.
Giochiamo in un bel pomeriggio di Settembre, in una San Siro come sempre caldissima di tifo e pronta a supportare i ragazzi che per la prima volta portano contemporaneamente sul terreno di gioco i tre trofei vinti in quel che fu un fantastico Maggio. Un quarto d'ora di buon calcio e divertimento, ornato dal bel gol del cavallone Lucio. Poi si sa come vanno le cose all'inizio di campionato, e l'Udinese esce dal guscio, creando gioco e pericoli alla nostra retroguardia, ancora in fase digestiva circa i nuovi schemi del pacioso Rafa. E prova e riprova, alla fine il golletto da ciula lo prendiamo. Eppure non giochiamo male, cerchiamo di ferire i bianconeri che nonostante sia da più di cinque anni che non riescano a batterci riescono sempre a farci soffrire ogni risultato. Le note da riportare non sono molto diverse da quelle riguardanti la prima partita: difesa in rodaggio tattico, centrocampo poco lucido e forse poco aiutato, Milito in fase crescente ma ancora lontano dala forma assurda dell'anno scorso, Sneijder unico faro ed Eto'o invece in buona condizione e sempre pericoloso. Nella ripresa sembriamo stanchi, ma creiamo pericoli alla retroguardia friulana, con Mariga che si mangia un gol alla Ibrahimovic formato Champions per intenderci. Poi però un fallo di mano ci dà la possibilità di passare avanti dal dischetto. Il Mamba sistema il pallone, prende la mira, sbaglia ma sulla respinta aggiusta il tap-in vincente. Due a uno. Il resto è poco. In conclusione, ancora siamo lontani dalla forma perfetta, ancora si vede che Rafa sta cercando qualcosa che non riesce a trovare, ancora si vede che finchè non tornano gli assenti, soprattutto in mezzo al campo, ci sarà anche da soffrire, ma ci siamo abituati noi dell'Inter e se i risultati comunque ci portano tre punti, per ora va benissimo così.
In realtà ciò che ha fatto cambiare la visione d'insieme di questo bel sabato calcistico, non è stato tanto il pomeriggio, bensì la serata. Il FantaMilan, futuro campione d'Italia 2010/2011, in quel di Cesena, perde due a zero. Lasciamo stare facili ironie....ok, no, ironizziamo pure, prendiamoli per il culo dai! Il calcio è fatto anche di questo, altrimenti che due palle! E la Roma? Prende cinque pappine a Cagliari. No, cinque, dico CINQUE, pappine. E la cosa più divertente è che sono due ex nero-azzurri a dare i maggiori dispiaceri alle nostre (favorite) avversarie: Ibrahimovic, al novantesimo, riesce a sbagliare un rigore che Inzaghi aveva tanto faticosamente guadagnato con un doppio carpiato meritevole di lodi, mentre Burdisso si improvvisa macellaio (oddio, improvvisa, non è mai stato uno dalle entrate fini) e commette un fallo indecente e scriteriato, nella propria area di rigore, procurando rigore ed anche 30 punti di sutura al ginocchio del povero Daniele Conti. E dalle cessioni di questi due abbiamo guadagnato, cash, all'incirca SESSANTADUE MILIONI DI EURO (+ Eto'o). Continuiamo pure a criticare l'operato di Branca&Co., ma tutti quei soldi sono mica ciufole. Come cambiano le cose ragazzi ed è bastata una bella serata di fine estate per farci tornare a godere come eravamo abituati.

VAI AVANTI TU, CHE A ME VIENE DA RIDERE

Scritto da Alex
Di questi tempi i riflettori sono puntati tutti sui cugini rossoneri i quali, a detta di molti, Zlatan Ibrahimovic in primis, ci faranno a pezzetti nel corso della prossima stagione.
Premesso che sono convinto che il Milan sarà la nostra più pericolosa antagonista e che con Ibra, che noi conosciamo bene, abbia fatto un gran colpo, sono anche convinto che tutto questo trionfalismo sia un tantinino eccessivo e che alla fine alle parole, ai proclami e alle strombazzate debbano poi seguire i fatti.
Le ultime due stagioni sono state caratterizzate da tentativi, nemmeno tanto celati, di portare la squadra del Presidente del Consiglio il più in alto possibile: controllare il saldo rigori dati – rigori subiti del Milan e dell’Inter nelle ultime due stagioni per farsi un’idea. non solo.
Ora è chiaro che se negli ultimi due anni questo tentativo è andato a vuoto per l’ importanza del divario che divideva le due formazioni, l’anno prossimo l’eventuale operazione risulterà assai più agevole; e questo dobbiamo temerlo forse più di tutto il resto, perché sulla nostra testolina capeggia una grandissima voglia di “forca” da parte di molti; non è il solito vittimismo, ma la presa di coscienza di una realtà incontestabile, o contestabile solo da coloro che vivono con due fette di lardo perennemente sugli occhi.
La cosa che dà un po’ il voltastomaco sono le dichiarazioni di Ibra che si dimostra una discreta meretrice del mondo pallonaio, avendo dichiarato che l’Inter era la squadra che sognava fin da bambino quando si trasferì da noi, poi che il Barcellona era la squadra dei suoi sogni (con tanto di bacio alla maglia) e ora dichiara che il Milan è la squadra più bella e quella dove avrebbe voluto giocare anche quattro anni fa; chissà perché non ci
è andato, se gli piaceva tanto, dal momento che il Milan non era stato retrocesso in B dopo Calciopoli, anzi: gli hanno pure permesso di partecipare alla Champions che poi, colmo dei colmi, ha pure vinto, grazie al qual
giocatore che, credo ormai impossibilitato a tornare su quei livelli, gli organi di stampa vorrebbero spingere verso di noi, in una sorta di dispetto che assumerebbe l’aurea di un catartico contrappasso (Kakà ovviamente).
Ho letto vari editoriali nei quali siamo dati per sconfitti prima di cominciare: a parte quello di Moggi che mi rifiuto a priori di leggere, i due che meritano un’analisi e una risposta sono quelli del Sig. Criscitello (Sportitalia) e del Sig. Vitiello (Milannews).
Il primo dichiara che Berlusconi non ha affatto operato gli acquisti di fine calciomercato in ottica di eventuali elezioni anticipate, ma in nome di un ritrovato amore ed entusiasmo per il suo Milan e che, nonostante quello che è accaduto negli ultimi anni, l’Inter non sarà mai come il Milan e Moratti non sarà mai come Berlusconi. Riguardo al primo punto, pur rifiutandomi da sempre di accostare il calcio alla politica (amo troppo il primo e troppo poco la seconda), ritengo abbastanza improbabile che il Presidente del Consiglio non abbia avvallato queste operazioni anche con un po’ di attenzione all’aspetto propagandistico che implicano queste ultime, esistendo dei precisi sondaggi che certificano come una percentuale, se pur piccola ovviamente, dei suoi successi elettorali sia da attribuirsi alla sua immagine di Presidente di una squadra vincente famosa come il Milan.: quindi lui eventualmente fa semplicemente il suo gioco, non vedo tutta questa ansia nel volerlo negare a tutti i costi.
Quanto al fatto che Moratti non sarà mai come Berlusconi e che l’Inter non sarà mai come il Milan a noi interisti, detto in tutta sincerità, non può fare altro che un immenso piacere.
Il Signor Vitiello invece va oltre: alla solita rivisitazione personale di Calciopoli (Milan massacrato, Inter graziata nonostante i pesanti coinvolgimenti (???), aggiunge una smontatura di tutti i successi della nostra storia recente sostenuta da tesi degne di chi si è appena fumato un mix di acidi e di estratto di peyote, culminando con allucinanti quanto imprecisate presunte sviste arbitrali durante la finale di Champions col Bayern.
Il tutto per corroborare la tesi che Kakà avrebbe decisamente ricusato anche la sola ipotesi di finire in nerazzurro; roba da giornalismo di quarta lega.
Questo signore probabilmente ha dimenticato che nella gara Milan-Celtic del 2007, ottavo di finale della sopra menzionata Champions 2007, e gara vinta faticosamente ai supplementari dai rossoneri, l’arbitro non sanzionò incredibilmente un “bagher alto” di Maldini in piena area di rigore milanista degno di una finale pallavolistica; peccato si stesse giocando a calcio.
A parte questi orrori vi dirò che non sono affatto dispiaciuto che il Milan venga considerato nella peggiore delle ipotesi alla pari dell’Inter e da molti addirittura superiore; dopo anni di successi fa bene partire con la luce dei riflettori puntata su qualcun altro.
E’ vero che hanno un attacco atomico, ma è altrettanto vero che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non possono giocare con quei 4 là davanti tutti insieme e se le cose vanno bene e arrivano le vittorie, ancora ancora; se dovesse invece verificarsi qualche inciampo (speriamo), chiunque di quei signori sarà dirottato a “scaldare la panca” c’è da scommettere che farà un discreto casino: Robinho è un caratterino mica da ridere e non pensino di contare su Ibra per tenere unito lo spogliatoio.
Noi lo conosciamo bene ed è un professionista serio, ma anche uno che si fa abbondantemente i suoi interessi; quando questi non dovessero coincidere più con quelli della Società, inviterà tutti quanti a una pubblica “fellatio” e si inventerà una nuova squadra nella quale aveva il sogno di giocare fin da bambino. Inoltre devono reggere per tutta la stagione sia Pirlo che Nesta, che sono i giocatori veramente fondamentali degli altri due reparti: dovesse assentarsi per un certo periodo uno dei due (e Nesta è abbastanza a rischio da
questo punto di vista), saranno cavoli amari.
Infine c’è da verificare come riuscirà a gestire la “baracca” e la pressione dei favori del pronostico il Signor Allegri; fare bene a Cagliari o a Livorno è un conto, a Milano la faccenda è un po’ diversa.
Noi è vero che abbiamo perso Mou e non abbiamo acquistato praticamente nessuno; Coutinho è una scommessa per il futuro, Biabany un Suazo un po’ più giovane e motivato, ma nessuno dei due può minimamente sostituire Mario.
Però è anche vero che abbiamo dalla nostra l’esperienza, la quadratura e la capacità di restare lucidi anche in situazioni difficili; se i ragazzi sapranno trovare in loro stessi le motivazioni per provare a vincere ancora e sapranno sconfiggere l’appagamento dopo tante vittorie, sono convinto che ce la possiamo giocare ancora alla grande, soprattutto in Italia.
Benitez non è Mourinho, ma è pur sempre un ottimo allenatore, anche lui già abbastanza “navigato”.
Sarà per quanto ci riguarda una questione fondamentalmente “di testa”.
Andate pure avanti voi, cugini rossoneri, forti anche del sostegno di Balotelli: chissà che alla fine a ridere non saremo ancora una volta noi della Milano nerazzurra: a quel punto molti si dovranno cospargere il capo di cenere.

IOINTERISTA: LA MEGLIO GIOVENTU'

Accontentarsi è una pratica a cui siamo poco avvezzi, se si tratta di calciomercato lo siamo ancora meno ("Luglio-agosto, interista, sogna sotto l'ombrellone. Campionato, Coppa Campioni sono solo sogni per voi cog...". ricordate?) e il vociferare scontento di molti è piombato a colmare il vuoto della pausa generata dagli impegni della nazionale Italiana, che ha spazzato via la formazione delle Isole Far Oer, sembrata poco più di una squadra dilettantistica, utile come sparring partner, per qualche amichevole di beneficenza.
Finalmente il Campionato, l'unico modo per lasciarsi alle spalle le critiche e dimostrare che sono infondate (se lo sono).
L'attesa, per l'esordio casalingo contro l'Udinese, sale di ora in ora, perchè conquistare la vittoria e conseguentemente i tre punti, è un passo fondamentale, se vogliamo che non si sollevino le polveri, appena discese, dall'esplosione causata dall'azione congiunta di Bologna-SuperCoppaUefa-MercatoZero, con successivo e feroce assalto a Benitez, che potrebbe ricominciare a sudare copiosamente, mentre riprenderebbero i piagnistei sull'addio di Mourinho...insomma vincere e convincere, per ripartire con la fiducia di tutti, è indispensabile...

CONTINUA SU http://www.iointerista.com/news/53.html

LA PAUSA, SI! BENITEZ, NI!, KAKA, NO!

C'è stata la pausa di Campionato, gli impegni della Nazionale, mai come in questo caso, potrebbero tornare utili.
L'esordio di Benitez con l'Inter, non è stato negativo, ma neppure positivo, diciamo che tra il si ed il no, è stato più un “ni”.
Rafa sarà probabilmente il primo allenatore dell’Inter a non confermare le voci, secondo le quali, il Presidente Moratti, sarebbe uno spendaccione e non avrà a disposizione i giocatori richiesti, non fino a gennaio almeno (sarà per questo che suda così tanto?).
Va detto, che la forma fisica e mentale della squadra non è parsa al top, solo Eto'o è sembrato avere la stessa “fame”, che in quella indimenticabile notte di Maggio, ci ha regalato la Champions League e i nuovi innesti, tipo Coutinho, sono giocatori di prospettiva, non professionisti navigati, capaci di incidere da subito.
Due settimane tra allenamenti e nazionali possono aver fatto bene, per smaltire gli ultimi postumi celebrali di una festa attesa e goduta giustamente a pieno.
La pausa ha però permesso, che si sparlasse di mercato, come se non fosse mai finito, cercando di trovare la notizia giusta, e risollevare i mugugni di chi giustamente ha fatto notare, come difficilmente si possa restare ai vertici senza un ragionevole ed evidente innesto a centrocampo e magari un centravanti.
“Non si vende Kaka” sventolato sotto il nasone di Ibra, è un'arma potente, ma preferisco sventolare trofei e non pagine di pseudo giornali sportivi, in mano ai sindacalisti del P.I., che la sparano grossa in un noioso mercoledi di settembre.
Preferisco giocatori che veramente desiderino giocare e vincere con l'Inter, non i pupazzetti di Kaka Nerazzurro, con su scritto “Mi vendo” o quelli di Ibra in rossonero, con su scritto “Tutto bene...tranne la Champions”.
Nel calciomercato può accadere di tutto, ma la lista dei nomi vicini all'Inter circunnaviga la terra e Kaka è ancora in Spagna, dallo “Special One”.
Solo poche ore e cominceremo un tour de force, tra Campionato e Champions, molto intensivo, penso che abbiamo ben altro a cui badare.

Tolti i “se” l'Inter è una squadra in grado di giocarsela alla pari con chiunque, e la Società ha un progetto di continuità e stabilità economica e sportiva, che necessita anche di po' di fortuna, in una gestione più accurata, ma anche più complessa e rischiosa.
Prepariamoci alle campagne mediatiche senza limiti di offesa e vergogna, e ai soliti tentativi di sabotaggio, che in passato sono stati così palesi, che per coprirli tutti, sono servite montagne d'inchiostro al letame.
Speriamo che nelle vele soffi anche un po' di fortuna, ma siamo noi, che dobbiamo voler provarci di nuovo!.
Forza Inter!

GIACINTO FACCHETTI - 04.09.2006 / 04.09.2010

Sono passati quattro anni, le materiali parole, non posso descrivere il senso di vuoto che Facchetti ha lasciato, ma queste poche righe sono il pensiero spontaneo davanti al suo sorriso, che genera nostalgia ed il bisogno di un abbraccio, il mio abbraccio, che accoglie con affetto la Famiglia Facchetti.
 
IO NON TI DIMENTICO
nel vuoto che hai lasciato,
l'eco delle tue gesta risuona ancora
tu sei l'immagine in cui ci ritroviamo
il volto nello specchio di ogni Interista
tu e l'Inter
indissolubile binomio
la tua famiglia
è la nostra nostra famiglia
uniti insieme, Neroazzuri tutti
Io non ti dimentico!.
Ci manchi Cipe.

SENZA TITULO

Scritto da Alex
E’ finito il tormentone del calciomercato estivo e, come promesso qualche giorno fa, facciamo un bilancio dell’operato della nostra Società a trattative concluse anche se risulta piuttosto arduo, in quanto essa non ha concluso assolutamente niente, almeno in entrata.
Si sono incassati 90 Milioni circa dai premi per la Champions per il campionato e per la coppa Italia, 16 (dei quali 8 subito) per liberare Mourinho, 4 (incredibilmente) per “mollare” Arnautovich,7,5 per Quaresma, 28 per Balotelli, 5 per Obinna e 8 per Burdisso; il tutto senza che nessuno ritenesse di doverne reinvestire almeno una piccola parte se non per riscattare per intero i cartellini di Mariga e Biabany (9 Mln).
E’evidente anche al più sprovveduto degli osservatori come un paio di acquisti fossero assolutamente indispensabili, quali un centrocampista per sostituire Muntari, giocatore assolutamente non da Inter e Balotelli, decollato per Manchester.
Alla faccia dei circa 150 nomi accostati alla nostra Società, quest’ultima ha deciso di beffare tutti non acquistando nemmeno una riserva, limitandosi, per così dire a trattenere Maicon.
Ho usato il termine beffare non a caso, perché qui non si sono beffati solo i “giornalai” che ogni giorno sparano a mitraglia decine di nomi quasi li pescassero a caso dall’Almanacco del calcio e pertanto, di venire beffati, se lo meritano pure: qui siamo stati beffati anche tutti noi tifosi che, ritengo, non lo meritiamo affatto.
E’ stata drammaticamente confermata quell’ impressione di smobilitazione e ridimensionamento che si era respirata già dopo qualche ora che era stata vinta la Champions, con Mou in fuga verso Madrid, Milito a dire che non era sicuro di rimanere e Maicon e Balotelli messi più o meno decisamente sul mercato; quasi che il nostro Presidente, dopo tanti soldi spesi, una volta ottenute quelle vittorie per le quali aveva inutilmente investito decine e decine di milioni, avesse deciso improvvisamente di tirare i remi in barca e di rientrare sulle spese del più possibile, sventolando il vessillo di un Fair Play finanziario che sembra contare solo per noi, visto che tutti gli altri, anche Società che erano date in difficoltà o in scarsa disponibilità finanziaria, hanno speso come dei maledetti.
Abbiamo sperato tutti fino all’ultimo, se non nel grande “colpo”, almeno nell’acquisto di un paio di pedine che andassero a completare l’organico; invece niente, nothing, rien, nada, nisba o come cavolo vi pare.
Negli anni bui del decennio Moggi si acquistava quel che si riusciva, spesso a un valore quasi doppio del reale, e spesso sbagliando, ma almeno ci si provava: questo terribile immobilismo sembra essere il preludio di un’abdicazione della serie “OK, ce l’ho fatta, ho vinto: adesso mi faccio da parte e tocca a voi”.
Molti non saranno d’accordo e riterranno questa analisi eccessiva: può anche essere, ma è frutto di un ragionamento sviluppato negli ultimi tre/quattro mesi, a partire dall’addio di Mourinho che magari aveva intuito i piani della Società e ha deciso di togliere il disturbo spinto ovviamente anche da altri fattori; non è certo frutto della delusione degli ultimi tre/quattro giorni per i mancati acquisti della Società.
Non mi si venga a dire che siamo i campioni d’Europa e quindi siamo già fortissimi così, perché bisognerebbe essere come minimo sprovveduti per non rendersi conto che Barcellona e Chelsea (come minimo) sono più forti e attrezzate di noi, anche se l’anno scorso le abbiamo battute, e anche in Italia partiamo assolutamente almeno alla pari col Milan, il quale, se riuscirà a mantenere sotto controllo uno spogliatoio non facile e se Nesta “terrà botta” si presenta, anzi, tutto sommato davanti a noi.
L’età media dei nostri giocatori comincia ad essere piuttosto elevata: in difesa siamo tutto sommato messi abbastanza bene, anche se con l’incognita della fascia sinistra; a centrocampo la situazione è drammatica, tragica se si dovesse (facciamo gli scongiuri) infortunare il “Cuchu”; in attacco non disponiamo di alternative tattiche, di giocatori con una certa fisicità in grado di scardinare le difese avversarie fungendo da “ariete”, ma saremo sempre costretti ad andare in porta col pallone tramite scambi e triangolazioni strette: mica tanto semplice.
Bastava uno come Tiribocchi, anche se a qualcuno sembrerà una bestemmia, tanto per fare un nome, dal momento che trovare un sostituto di Balotelli era praticamente impossibile, e a centrocampo anche uno come Palombo, se non si volevano investire 20/22 milioni su Mascherano. E non mi si venga a dire che abbiamo in casa giovani di valore in grado di subentrare in questi ruoli perché i giovani vanno fatti crescere gradualmente, non gettati nella mischia quando magari la situazione è già compromessa, quindi con una notevole pressione addosso.
Molti obbietteranno che è presto e non è il tempo delle critiche, che Benitez deve ancora entrare pienamente nel ruolo e capire diverse situazioni: OK, può anche essere vero e ci auguriamo tutti che sia così, dal momento che tifiamo Inter.
Il nostro ruolo qui è però anche quello di osservare obbiettivamente e anche criticamente quello che sta succedendo e in tempi non sospetti; è facile piangere sul latte versato, meno facile e comodo sostenere che il recipiente potrebbe cadere anche quando sembra apparentemente saldo e al sicuro. Qualche giovane interessante è stato acquistato (Coutinho per il presente, Ranocchia per il futuro) ma per quest’anno non basta: con questa rosa temo si faccia poca strada.
Non ci resta che sperare di sbagliare e che la Società sia in grado di vedere più in là di noi, avendo magari elaborato un piano programmato di rinnovamento che porti nel futuro prossimo a nuovi successi; dopo quello che hanno vinto in questi anni, questi signori meritano comunque un po’ di credito e di fiducia anche se, è inutile negarlo, credo che oggi la delusione sia tanta in molti di noi e non perché siamo i soliti Interisti che si scoraggiano e mugugnano alla prima difficoltà, ma perché sembra di essere tornati indietro di diversi anni, quando certe mosse della Società apparivano assolutamente insensate e incomprensibili….poi invece abbiamo capito tutti (o quasi).
E la realtà che ci si è presentata non è stata proprio piacevole per nessuno, almeno per coloro che amavano questo sport, oltre che fare il tifo per la nostra Società.
Rubo ancora qualche riga per fare un appello a coloro che visitano il nostro Blog e lasciano commenti offensivi e di una bassezza intellettiva sconfortante: anche se una qualche breve visita la facciamo, noi non ci sogniamo nemmeno di lasciare commenti nei Blog juventini o di altre tifoserie perché è chiaro che viviamo con molti di voi in universi paralleli fra i quali non ci potrà mai essere un dialogo costruttivo.
Evitate perciò di perdere tempo perché, da oggi in poi dialogheremo solo con chi si presenta con educazione e spirito costruttivo anche di critica, come d’altra parte sta a dimostrare questo post che avete appena letto. Grazie.

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