Scritto da aesse
Pazzini e Kharsja, i nuovi acquisti hanno saputo dare una scossa all'Inter, il primo non si fa pregare due volte, alla prima occasione punisce l'avversario, non me ne voglia Milito, ma in questo momento è il Pazzo a dover giocare prima punta, sono i numeri a dirlo, 145 minuti, tre goal; il secondo invece è un motorino, ha tecnica e abnegazione, si è inserito facilmente negli schemi di gioco, è lui che sblocca la partita e serve a Wesley l'assist per il terzo goal.
Il Bari è sembrato lontano parente di quello che lo scorso anno ci aveva fatto soffrire, la squadra di Ventura, pur trovando tre buone conclusioni, ha però incontrato sulla sua strada Julio Cesar, una garanzia tra i pali, che ci ha permesso di non subire goal alla prima occasione e mantenere la partita in equilibrio fino al secondo tempo, quando poi abbiamo schiacciato il Bari e ottenuto una vittoria importantissima e dal risultato più "tondo" di quanto non avremmo meritato, ma che alla fine produce la stessa conseguenza, tre punti in più in classifica.
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Siamo stati concreti, dovevamo appropiarci di quei due punti, che il milan aveva gentilmente lasciato sul piatto della sfida contro la Lazio.
Non abbiamo giocato una partita particolarmente brillante, ma i singoli giocatori hanno aggiunto valore alla prestazione, chi in positivo, come Kharsja, Maicon, Eto'o, Sneijder o Pazzini, chi in negativo, come Chivu, autore di un gesto da condannare e che ora peserà su tutta la squadra, in quanto probabile una sua squalifica per un minimo di tre giornate.
Pazzini e Kharsja, i nuovi acquisti hanno saputo dare una scossa all'Inter, il primo non si fa pregare due volte, alla prima occasione punisce l'avversario, non me ne voglia Milito, ma in questo momento è il Pazzo a dover giocare prima punta, sono i numeri a dirlo, 145 minuti, tre goal; il secondo invece è un motorino, ha tecnica e abnegazione, si è inserito facilmente negli schemi di gioco, è lui che sblocca la partita e serve a Wesley l'assist per il terzo goal.
Il mago di Utrecht torna in campo dopo cinquanta giorni e sembra non essersene mai andato, con lui al volante l'Inter, che aveva giochicchiato nel primo tempo, trova il giusto equilibrio e l'evanescente tridente, troppo isolato dal centrocampo, trova il giusto supporto.
Con Wesley l'Inter sembra pronta per affrontare strade ben più impervie di Bari, come Roma, Firenze e Torino.
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